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Tornano gli spettacoli di Cespuglio Ecosistema Teatrale

LIVORNO – Torna l’appuntamento con gli spettacoli di Cespuglio Ecosistema Teatrale. Dal 13 al 26 giugno ai Magazzini Generali (via della Cinta Esterna, 48/50) andranno in scena i laboratori del Teatro (Con)Temporaneo.

Il primo spettacolo dal titolo “Nel bel mezzo di un caldo inverno” andrà in scena da stasera, 13 giugno, al 16 giugno alle ore 21.

Nel bel mezzo di un caldo inverno

Il lavoro è incentrato sullo studio e l’analisi del film di Kenneth Branagh “Nel bel mezzo di un gelido inverno”.

Joe Harper è un attore disoccupato e, per superare un momento di crisi artistica, decide di mettere su una rappresentazione teatrale dell’Amleto di Shakespeare.

Dopo una burrascosa audizione, la compagnia è formata e cominciano le prove, le quali porteranno più difficoltà del previsto. Uno dei problemi è che il testo shakespeariano è più reale di quello che si pensi, e i drammi personali dei vari attori verranno messi a nudo dal testo che dovranno recitare.

Sul palco

In scena: Gabriella Gaveglia, Giorgio Menichetti, Fiorella Manfredini, Rosaria Esposito, Maria Teresa Raimo, Andrea Farulli, Francesca Finocchiaro, Silvia Profeti, Massimiliano Turrini, Alfredo Fagni, Fiamma Lolli ed Elisa Baracchini.

Chi ha paura di Hootie Pie

Gli spettacoli di Cespuglio Ecosistema Teatrale proseguono con: “Chi ha paura di Hootie Pie”. Appuntamento dal 23 al 26 giugno alle ore 21.

In questo caso il lavoro ha riguardato il testo “Sonia, Vanya, Masha e Spike” celebre commedia teatrale scritta da Christopher Durang. Commedia vincitrice del Tony Award come Miglior Commedia nel 2013.

La storia si svolge in una fattoria in Pennsylvania. Vanya e la sorella adottiva Sonia hanno trascorso tutta la vita ad accudire gli anziani genitori ormai defunti, rinunciando alle proprie ambizioni e vivendo un’esistenza monotona.

La loro routine viene bruscamente interrotta dall’arrivo a sorpresa dell’altra sorella, Masha, un’attrice di successo dal carattere egocentrico, accompagnata dal suo giovane e avvenente toy-boy, Spike.

Gli attori

In scena: Carlo Silvestri, Sabatini Chieppa, Gregorio Biagioni, Alessandro Baldanzi, Alessandro Cei, Stefania Giacomelli e Antonella Rossi.

Biglietti

Ingresso 10 euro. Per prenotazioni WhatsApp al numero 3287013206 oppure scrivere a cespuglioecosistemateatrale@gmail.com.

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Ambra Angiolini: “Quell’emotività in esubero che in passato mi ha fatto attraversare bulimia e depressioni varie qui diventa un superpotere. Se riesco ad avere la meglio su WhatsApp, sono felice”

Un “soliloquio di gruppo”, così Ambra Angiolini definisce lo spettacolo teatrale “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni, dal 14 giugno in tournée con la prima nazionale sold out al Ravenna Festival, con le composizioni sonore di Dardust. Un testo che l’attrice conosce bene visto che lo ha recitato a gennaio 2010 con la regia di Giorgio Gallione e ora si ritrova proprio a dirigere se stessa. “Il primo anno scrissero che era meglio che tornassi a cantare, il che è tutto dire, il secondo che ero interessante, il terzo bravissima. Con Stefano ridevamo, la verità è che ci stavo provando, non ero in guerra con nessuno se non con me stessa”, ha raccontato

Il 9 settembre 2025 Stefano Benni, “il Mick Jagger della letteratura”, è morto: “Ho pensato che il modo più bello per ringraziarlo fosse metterlo di nuovo sul palco”.

E quindi: “Partire da qui come primo passo nel- la regia mi è sembrato naturale. Ho voluto ampliare la mia responsabilità creativa, prendendomene rischi e paure, per andare oltre il lamento che condivido con molte donne che hanno l’ambizione di essere proprietarie del proprio marchio e trasformarlo in azione. O quanto meno provarci”.

“Se per quell’ora e qualcosa riesco ad avere la meglio su WhatsApp, sono felice. – ha concluso – Quell’emotività in esubero che in passato mi ha fatto attraversare bulimia e depressioni varie qui diventa un superpotere, come le ragnatele di Spiderman. Il teatro è la mia dimensione più reale. Anche quando va male sento di aver fatto qualcosa che mi corrisponde davvero. Mi fa sentire in pace. Non risolta, ma in pace”.

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A Scenari di Quartiere la serenata: “Sono solo sillabe di Cavalleria”

LIVORNO – “Sono solo sillabe di Cavalleria” quelle in scena per il secondo appuntamento di Scenari di Quartiere. Protagonista sarà Mario Menicagli.

Appuntamento questa sera, 13 giugno, ore 19.30 in piazza Gavi (Borgo Cappuccini). L’evento di Menicagli si inserisce in Serenate di Quartiere, appuntamenti musicali, concepiti come incursioni improvvisate – e per questo non sono previsti posti a sedere – sotto le finestre di un immaginario amante.

Serenate di Quartiere

Anche per questa edizione Le Serenate, regaleranno tre viaggi in mondi musicali distanti e differenti. Si inizia proprio con “Sono solo sillabe di Cavalleria” per Scenari di Quartiere.

Il format è ideato da Menicagli insieme a Simone Tamburini. La Serenata affronterà il tema dell’opera verista con la sua “perla” mascagnana, nella cui narrazione, tra aneddoti e considerazioni, si intromettono cenni musicali adattati per voce pop e pianoforte.

Il protagonista in scena, non è un attore, né un cantante, né un pianista eppure recita, canta e suona il piano. “Se il limite della vostra capacità di concentrazione – dichiara Mario Menicagli – è sotto il minuto e se vi basta poco per divertirvi, questo è davvero lo spettacolo che fa per voi”.

Informazioni

Informazioni: scenaridiquartiere.it.

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Leone d’Oro a Emma Dante tra Beatrice Venezi e spillette ProPal: alla Biennale Teatro è arrivato un po’ di pepe

No, il generale Roberto Vannacci ancora non si è presentato alla Biennale di Venezia, nonostante il suo plauso per la riapertura del padiglione russo, ma potrebbe persino sbarcare presto in Arsenale, chissà. Intanto, ha fatto capolino alla cerimonia ufficiale dei Leoni d’Oro alla Biennale Teatro, nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian – assenti in blocco le autorità politiche e ministeriali – un’elegantissima Beatrice Venezi.

Sì, la direttrice d’orchestra che ora ha intentato causa al Teatro La Fenice e dichiarato chiaro e tondo: ‘Questa destra aveva bisogno della mia faccia pulita e mi ha utilizzata e poi buttata via’. E’ anche salita sulla magnifica terrazza sopra il palazzo e si è seduta proprio al primo tavolo riservato agli ospiti d’onore, per il notevole buffet che segue ogni premiazione: sorridente e ammiratissima, non si è quasi mai mossa dal posto accanto al Presidente Pietrangelo Buttafuoco.

In quanto a smarcarsi dai suoi ex Fratelli d’Italia ormai va via sereno, il giornalista-scrittore d’origine siciliana: ha entusiasticamente partecipato a una premiazione caratterizzata dalla presenza per il Leone d’Oro alla carriera della sua conterranea Emma Dante, alla quale si è rivolto con un amichevole tu. L’illustre regista, peraltro alquanto profilata politicamente sul fronte progressista, è un’orgogliosa donna femminista dichiarata (come ha sottolineato con una battuta anti-patriarcale alla fine del suo discorso), per così dire un po’ agli antipodi della direttrice-vamp che le dava le spalle dal primo tavolo del buffet. Chissà, se non la stessa Dante magari qualcuno della sua pugnace Sud Costa Occidentale avrà pure messo all’occhiello qualche settimana fa la spilletta con la chiave di violino che gli orchestrali della Fenice hanno coniato per la lotta contro la nomina della Venezi.

A proposito di simboli esibiti e di compagnie, tutta la comitiva che ha accompagnato davvero festosamente il Leone d’Argento Mario Banushi aveva appuntata sui vestiti la piccola chiave della Nakba palestinese. Ancora, il regista greco d’origine albanese, il più giovane premiato in assoluto nella storia della rassegna, ha voluto ringraziare con una toccante dedica i genitori, raccontando le dure traversie della loro migrazione. Ha accennato pure alla sua stessa condizione d’emarginazione sociale da piccolo, con i professori che lo vedevano già destinato tutt’al più ‘a fare le pulizie’ da grande e i crudeli compagni greci che lo buttavano nel bidone della spazzatura. E ha concluso ringraziando la mamma, presente in prima fila: ‘per tutti gli stracci che hai dovuto passare per terra, oggi puoi prendere in pugno un Leone’.

Gli schiaffi alla destra al potere non stati magari plateali, ma tra spillette ProPal e questa celebrazione del riscatto del migrante, considerando pure il doppio scacco al femminile, è arrivato un po’ di pepe sulla seconda Biennale Teatro affidata all’attore americano Willem Dafoe. Almeno negli intenti questa rassegna si proponeva di trovare soprattutto sul piano internazionale espressioni artistiche ‘allo stato puro’, con un titolo come ‘Alter Native’ – o ‘ALTER NATIVE’ in maiuscolo, o ancora in altre due-tre versioni variamente esibite, segnale già anche solo questo di una linea editoriale forse non così nitida.

Si vede che Dafoe si ritrova nell’evocazione di una certa contro-cultura degli anni Settanta del vecchio Novecento, in cui peraltro s’è formato a New York, come ha voluto far vedere alla sua prima Biennale. A questa sensibilità ha reso omaggio anche la stessa Dante, raccontando l’emozione di essersi trovata, a sorpresa, l’attore già piuttosto celebre in platea come spettatore, vent’anni fa ormai, a Roma, per un suo cult intitolato Il festino.

In questa chiave ‘alter-native’ si spiega, per esempio, la produzione di Promemoria di Davide Iodice, lavoro con gli adorabili anziani veneziani nella casa di riposo San Giobbe. Ma un’alternativa si vedrà se maturerà soprattutto dopo, per le prossime edizioni. Il nuovo Presidente ha ridotto a due anni il mandato dei direttori: ora scadono insieme Dafoe al Teatro, Sir Wayne McGregor alla sua sesta rassegna della Danza e la giovane techno-berlinese d’adozione Caterina Barbieri alla Musica.

Vedremo che cosa succederà, anche perché si tratta di nomine che vengono proposte da Buttafuoco, per ora saldo al comando nonostante la quasi rottura con Giorgia Meloni e le ispezioni ministeriali del suo amico-allievo Alessandro Giuli. E’ il Ministro che poi deve sottoscrivere le indicazioni dei nuovi direttori, e magari approvarle con il timbro ‘eccellente’, come ha fatto nel caso della Venezi alla Fenice, salvo repentinamente trovare ‘giusta e insindacabile’ la scelta di licenziarla. Forse l’ospite più notevole della cerimonia e del buffet per i Leoni non era lì per caso.

© Andrea Avezzù per Biennale

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Al via Scenari di Quartiere con Saverio La Ruina

LIVORNO – Al via Scenari di Quartiere con Saverio La Ruina questa sera, 12 giugno, alle ore 19.30 in via Maria Terreni (quartiere Garibaldi).

Giunta alla 11esima edizione la rassegna dedicata al teatro di narrazione si conferma un punto di riferimento per la città. Nato con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al teatro attraverso una formula unica che porta gli spettacoli sotto casa, il festival, è diretto da Fabrizio Brandi ed Emanuele Gamba.

Via del Popolo

Saverio La Ruina presenta al pubblico di Scenari di Quartiere lo spettacolo “Via del Popolo”. Un tratto di strada di una cittadina del Sud che un tempo brulicava di attività: due bar, tre negozi di generi alimentari, un fabbro, un falegname, un ristorante, un cinema…

Due uomini percorrono via del Popolo, un uomo del presente e un uomo del passato. Il primo impiega 2 minuti per percorrere 200 metri, il secondo 30 minuti. È la piccola città italiana a essere cambiata, è la società globalizzata. Ai negozi sono subentrati i centri commerciali e la fine della vendita al dettaglio ha portato via posti di lavoro, distruggendo un modello sociale ancora basato sulle relazioni personali.

Il racconto di un’appartenenza

“A cu appartènisi”, chiedevano i vecchi paesani, a chi appartieni? E dalla tua risposta ricavavano le informazioni essenziali sulla tua identità. Via del Popolo è il racconto di un’appartenenza a un luogo, a una famiglia, a una comunità. Ma quei duecento metri rappresentano anche un percorso di formazione in cui sono gettate le basi della vita futura, dal quale emergono un’umanità struggente, il rapporto coi padri, l’iniziazione alla vita, alla politica, all’amore. E non solo. Via del Popolo è anche una riflessione sul tempo, il tempo che corre ma che non dobbiamo rincorrere, piuttosto trascorrere.

Prenota il posto a sedere

Tutti gli appuntamenti di Scenari di Quartiere sono aperti al pubblico e liberamente accessibili. Quest’anno ci sarà la possibilità di prenotare i posti a sedere messi a disposizione dall’organizzazione, massimo 4 a persona, disponibili fino a esaurimento.

Nel caso dello spettacolo di stasera, i posti a disposizione sono esauriti, si può comunque accedere allo spettacolo.

La prenotazione non costituisce quindi una limitazione all’accesso alla serata, ma consente soltanto di riservare in modo gratuito un posto a sedere tra quelli messi a disposizione. Anche chi non effettuerà la prenotazione potrà partecipare agli eventi e assistere agli spettacoli nel rispetto delle indicazioni organizzative e della capienza dell’area.

Per prenotare i posti: https://www.ticketone.it/eventseries/scenari-di-quartiere-4173187/?affiliate=PI0.

La cena

Dopo lo spettacolo cena presso il Circolo sociale A. Mencacci – Viale Giosuè Carducci, 12 – Prenotazioni ai numeri Whatsapp: 333 8040697 / 331 3922656 / 331 3516394.

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“Magari dico una bestialità, ma ascoltare Lucio Dalla a teatro equivale ad ascoltare Beethoven”: Pierdavide Carone nell’opera “L’anno che verrà”, dedicata al grande artista

Le musiche, le parole, le canzoni e il talento di Lucio Dalla vengono celebrati con l’opera “L’anno che verrà” da dicembre in tour nei teatri. Il progetto è ideato da Marcello Corvino e diretto da Manuel Renga. La storia si svolge in un grande hotel sul mare, alla vigilia di Capodanno, dove si incrociano le vicende di alcuni viaggiatori: una giovane coppia in fuga, una cantante di piano bar alla ricerca di un amore perduto, un musicista disilluso e un uomo d’affari colpito da una crisi esistenziale. Ad accoglierli è un enigmatico portiere, che avrà il volto di Pierdavide Carone, che Dalla lo ha conosciuto bene. Il cantautore scomparso, infatti, non solo ha prodotto l’album “Nanì e altri racconti”, ma è salito sul palco del Festival di Sanremo 2012 per dirigere l’orchestra e duettare con Carone.

“Sarebbe assurdo immaginare un futuro in cui i ragazzi non conoscano Lucio Dalla o lo scoprano solo attraverso le piattaforme digitali – ha dichiarato Carone -. Magari dico una bestialità, ma ascoltare Dalla a teatro equivale ad ascoltare Beethoven. La musica pop che supera il tempo deve avere lo stesso peso della sinfonica, perché parla alle generazioni e le attraversa”.

E ancora: “La vocalità di Dalla era talmente esuberante che l’unico modo per cantare, soprattutto quando si aggiungerà l’orchestra, è quasi ‘aggredire’ le canzoni, cercando di farlo in modo degno. Quando devo cantare Lucio sono sempre preoccupato, però il concetto di preoccupazione si trasforma in sfida, per quel senso di gratitudine nei confronti di una persona a cui dobbiamo molto”.

Il regista Manuel Renga ha aggiunto: “Questa nuova opera pop è un lavoro che non racconta la vita del grande Lucio Dalla, ma prende a piene mani dalla sua creatività musicale e traduce in scena il grande affresco umano che le sue canzoni compongono. Lucio Dalla diventa per noi il ‘custode dei sogni’ colui che è in grado di leggere chiaramente le paure, i desideri, i sogni e le delusioni dell’uomo e trasformarle in situazioni musicali popolari, dirette, emozionanti”. Lo spettacolo è composto dai brani più conosciuti come “La sera dei miracoli” e “L’anno che verrà” e quelli contenuti in album meno popolari “per tenere conto di tutte le anime musicali di Dalla”. È un viaggio onirico, “dove i personaggi sono le incarnazioni di quei sogni, di quelle paure e speranze, racconti di vita che si intrecciano sulle note musicali”.

Il debutto è previsto per l’11 e 12 dicembre a Ferrara, si proseguirà il 18, 19 e 20 dicembre con tre spettacoli a Reggio Emilia, per poi salutare il 2026 il 22 e 23 dicembre con una doppia data a Ravenna. In tabellone a gennaio anche appuntamenti a Piacenza e Modena, mentre il Teatro Duse di Bologna ospiterà lo spettacolo il 10, 11 e 12 settembre. Sul palco ci saranno fino a cento artisti, tra attori, orchestra sinfonica e la compagnia di danza di Michele Merola, che curerà le coreografie.

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Cristiana Capotondi con “L’Attrice” protagonista d’eccezione dell’inaugurazione del Festival delle Musiche

Cristiana Capotondi con “L’Attrice” protagonista d’eccezione dell’inaugurazione del Festival delle Musiche

Martedì 14 luglio al Teatro Comunale Mario Spina di Castiglion Fiorentino il debutto della 32ª edizione del festival della Val di Chiana aretina. In scena l’unica data toscana dell’estate del nuovo spettacolo scritto e diretto da Giacomo Battiato

CASTIGLION FIORENTINO (AR) – Sarà un evento straordinario ad aprire la trentaduesima edizione del Festival delle Musiche. Martedì 14 luglio alle ore 21.15 il Teatro Comunale Mario Spina di Castiglion Fiorentino ospiterà l’anteprima nazionale de “L’Attrice. Spettacolo in un prologo e 8 quadri“, il nuovo lavoro scritto e diretto da Giacomo Battiato che vede protagonista una delle interpreti più amate del panorama italiano, Cristiana Capotondi.

Un appuntamento di assoluto prestigio per il territorio e per il Festival delle Musiche che, nel segno della contaminazione tra linguaggi artistici, incontra il teatro per dare vita a una serata esclusiva. Lo spettacolo sarà a Castiglion Fiorentino con l’unica data toscana dell’estate, confermando il ruolo del festival come luogo privilegiato per accogliere produzioni di rilevanza nazionale e offrire al pubblico esperienze culturali di alto profilo.

Accanto a Cristiana Capotondi saranno in scena Marco Quaglia e Anna Zaneva. Lo spettacolo, basato su eventi storici degli anni in cui l’Italia si libera e si unisce, e su personaggi realmente esistiti, racconta la straordinaria vicenda di Angelica Pavan, figlia di guitti nata in una stalla veneta durante le invasioni napoleoniche e destinata a diventare una diva acclamata. Attraverso un prologo e otto quadri si illuminano i frammenti della sua esistenza in un vorticoso intreccio tra commedia e tragedia, passioni e sofferenze, dove realtà e palcoscenico finiscono per confondersi.

«Angelica è una donna fatta in teatro e per il teatro e la sua vita – e dunque lo spettacolo – sono un omaggio al teatro, dalla Commedia dell’Arte a Shakespeare, dal sublime al volgare», spiega il regista e autore Giacomo Battiato. «Nella sua rocambolesca esistenza ci restituisce anche la storia degli anni che hanno fatto il nostro Paese come se fossero davanti a noi, non dietro. La storia non passa: se non la si guarda, si ripete in peggio».

“L’Attrice” è interpretato da Cristiana Capotondi, con Marco Quaglia e Anna Zaneva, scritto e diretto da Giacomo Battiato. Le scene sono di Pierpaolo Bisleri, i costumi di Mirjana Panovski, il disegno luci di Giuseppe Filipponio, le scenografie multimediali di Leandro Summo. I costumi sono realizzati dalla Sartoria Sinchrart, con musiche di Alfred Schnittke e assistenza alla regia di Nicole Sherwood. Lo spettacolo è una produzione di Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito e Argot Produzioni, in coproduzione con ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale.

I biglietti saranno in vendita a partire da venerdì 12 giugno. Ingresso: platea e I ordine € 20 ridotto € 18; II e III ordine € 16 ridotto € 14. Le riduzioni saranno applicate a soci Unicoop Firenze, under 30 e over 65. Info e prevendite: a Castiglion Fiorentino presso Pro Loco, P.zza Risorgimento – tel. 349 576 4969; ad Arezzo presso Officine della Cultura, via Vittorio Veneto 180/2 – tel. 0575 27961 – 338 8431111 – biglietteria@officinedellacultura.org. Prevendite online su Ticketone.

Il Festival delle Musiche è un progetto di Officine della Cultura nell’ambito del Colline Etrusche Festival in collaborazione con Accademia d’Arti Antiche Resonars, Associazione Ritmi e Associazione Jazz On The Corner. Realizzato con il contributo della Regione Toscana e dei Comuni di Castiglion Fiorentino, Civitella in Val di Chiana, Foiano della Chiana, Lucignano, Marciano della Chiana e Monte San Savino. Con il sostegno di Unicoop Firenze e Studio Dentistico Associato Turchetti, Volpi, Favi. Ulteriori informazioni: www.festivaldellemusiche.itwww.officinedellacultura.org.

La foto di Cristiana Capotondi è di Amilcare Incalza

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Al Cral Eni in scena “Hotel O”, commedia shakespeariana dal gusto surreale

LIVORNO – Il Cral Eni ospita “Hotel O“, spettacolo del Laboratorio non accademico organizzato da Nuovo Spazio Teatro. “Hotel O” andrà in scena il 13 giugno alle ore 17.30. Sarà uno spettacolo corale che mescola umorismo, mistero e fantasia.

Hotel O

Uno spettacolo originale di teatro metanarrativo che conduce il pubblico in un luogo sospeso tra realtà, memoria e immaginazione.

In un misterioso hotel si incontrano personaggi provenienti da mondi diversi: figure shakespeariane come Otello, Desdemona e Iago convivono con presenze inattese. Sullo sfondo aleggia un autore invisibile e smemorato, il “Commendatore”, dietro il quale si intravede l’ombra di Shakespeare.

Tra equivoci, riflessioni sul ruolo dei personaggi e sul senso stesso del teatro, la vicenda si sviluppa in un intreccio ironico, surreale e a tratti poetico. Il tempo che fugge, la memoria che vacilla e il desiderio di esistere oltre la pagina diventano i temi centrali dello spettacolo.

Una creazione originale nata all’interno di un laboratorio teatrale, che invita gli spettatori a guardare dietro le quinte dell’immaginazione e a interrogarsi sul legame tra autore, personaggi e pubblico.

Sul palco

In scena al Cral Eni per “Hotel O”: Valentina Batini, Daniele Bellani, Renata Comelli, Marina Consaga, Rossella D’Acquisto, Monica Del Bono, Marta Gatti, Susanna Mansani, Monica Pecori e Adriana Piendibene. Regina di Massimiliano Barachini e Gaia Bastianon.

Biglietto

Costo: 5 euro. I biglietti sono disponibili direttamente al botteghino del teatro il giorno stesso della commedia.

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Coppa Barontini, presentata a Palazzo Strozzi Sacrati la 57a edizione

Il 12 e 13 giugno prossimi Livorno si appresta a vivere un fine settimana all’insegna della sua grande tradizione remiera. Sabato 13, nello scenario suggestivo dei fossi medicei in notturna, lungo il perimetro del Pentagono del Buontalenti, si disputerà la 57a edizione della Coppa Barontini, storica gara remiera a cronometro. E per la prima volta, la gara che nella stessa serata ha sempre preceduto la Coppa Barontini, ovvero la Coppa Fagni giunta alla 27a edizione, animerà la sera di venerdì 12 giugno. Per gli organizzatori l’obiettivo è valorizzare l’identità di ciascuna competizione e regalare agli appassionati due serate consecutive di sport e passione lungo i canali medicei.

Oggi la presentazione a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, con il presidente Eugenio Giani e la presidente del Comitato Organizzatore Monica Bellandi. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche la vicepresidente Guide labroniche Francesca Sorrentino e la consigliera pari opportunità della Provincia di Livorno Maria Grazia Dainelli.

“È una delle manifestazioni più belle e più importanti della Toscana – ha spiegato il presidente Giani –. Non è solo una rievocazione storica ma l’espressione del senso popolare e culturale più autentico, del Dna di Livorno. Il simbolo della vitalità di una città, degli equipaggi che significano i rioni, i quartieri, con il loro carattere e calore tipicamente livornesi, un misto di entusiasmo e di passione, di battuta e di scherzo. Nell’immediato dopoguerra la Coppa volle far riferimento a uno dei protagonisti della resistenza e della liberazione, la figura eroica di Ilio Dario Barontini, protagonista nell’impegno per un’Italia democratica e civile. La manifestazione si identifica con lui – ha concluso -, una figura che si staglia fra quelle centrali della ricostruzione e del rilancio di Livorno come città che, con il porto, si apre al mondo”.

“Essere qui, per presentare l’edizione 2026, a 80 anni dal giugno 1946, conferma il legame stretto e diretto fra le due Città che i Medici vollero unire nel segno del mare, il porto della Toscana, e dell’acqua, il collegamento fra il porto e Firenze – ha sottolineato Monica Bellandi -. Non solo, significa condividere e ribadire con forza i valori di libertà democratica, di civile convivenza e rispetto delle persone per i quali il senatore Barontini ha combattuto durante la Resistenza. Un evento sportivo spettacolare, nella notturna delle due fortezze, del porto mediceo, collegati dai fossi, percorsi dai gozzi di legno con la forza di vogatori e vogatrici. Non è solo sport: la gara di voga tradizionale  ricorda le origini della Città porto delle Leggi Livornine (qui nessuno è straniero) ma soprattutto vuole contribuire a mantenere questa identità con l’intelligenza delle nuove generazioni, guardando avanti con l’anima, la passione e la consapevolezza di quanto è stato costruito come bene comune. Con questo intento, il tema della manifestazione quest’anno è l’IA, l’intelligenza, ma non artificiale, bensì quella umana, descritta dalle otto A che si leggono sulla copertina della nostra annuale pubblicazione. L’intelligenza di chi crea, progetta e costruisce, libero di farlo, degli artieri, gli artisti-artigiani-ingegneri, i protagonisti del Rinascimento toscano e del nostro futuro. Grazie al presidente Giani e al suo staff per la grande disponibilità e costante attenzione per questa gara intitolata al Comandante partigiano Ilio Dario Barontini”.

Questo il calendario del fine settimana:

Venerdì 12 giugno, 27° Trofeo Edda Fagni. La manifestazione si aprirà venerdì sera con la gara riservata alle gozzette a 4 remi delle categorie Juniores maschili e femminili, da sempre vetrina fondamentale per il futuro della voga labronica. Il percorso si snoderà lungo il Fosso Reale, con partenza da Piazza Cavour e arrivo alla Falsabraga della Fortezza Nuova.

Sabato 13 giugno, 57ª Coppa Barontini e 2ª Edizione Femminile. La serata successiva sarà interamente dedicata alla competizione principale sui gozzi a 10 remi (maschili e femminili). Il teatro della sfida sarà il suggestivo circuito del Pentagono del Buontalenti, con partenza e arrivo alla Fortezza Nuova. La Barontini si conferma una gara unica nel suo genere grazie alla formula a cronometro: un vero e proprio slalom d’acqua dove la precisione dei timonieri e l’intesa degli equipaggi faranno la differenza.

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