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“È stato rilevato un attacco mirato al tuo iPhone. Proteggi i tuoi dati e il tuo dispositivo”: perché Apple sta mandando questo avviso e cosa c’è dietro il nuovo allarme

Tra il 13 e il 14 agosto Apple ha inviato a una parte dei suoi utenti una notifica piuttosto insolita: il loro iPhone potrebbe essere stato preso di mira da uno spyware. Gli avvisi hanno raggiunto persone in 110 Paesi e, tra i destinatari, non ci sarebbero soltanto giornalisti, attivisti o figure pubbliche. Il messaggio mostrato da Apple non lascia molto spazio alle interpretazioni: “Apple ha rilevato un attacco spyware mirato al tuo iPhone. Puoi intraprendere alcune azioni ora per proteggere i tuoi dati e il tuo dispositivo”.

Non è la prima volta che Apple invia comunicazioni di questo tipo. L’azienda ha iniziato a notificare gli utenti potenzialmente coinvolti in attacchi spyware mirati nel 2021 e, da allora, ha continuato a farlo in diverse occasioni. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, quello di cui si parla in questo caso è il cosiddetto spyware mercenario, cioè un software di sorveglianza sviluppato e venduto da società private. Sono strumenti molto più avanzati rispetto ai malware comuni e vengono utilizzati per attacchi mirati, con l’obiettivo di ottenere informazioni da uno specifico dispositivo.

Uno dei nomi più conosciuti in questo settore è Pegasus, lo spyware sviluppato da NSO Group e già finito al centro di numerose inchieste internazionali. Non ci sono però conferme che sia stato utilizzato anche in questa campagna. Alcune segnalazioni online parlano di strumenti che potrebbero essere simili, ma al momento non è possibile stabilire con certezza quale spyware ci sia dietro gli attacchi.

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“Il numero 7 mi appare spesso all’improvviso, è lui che mi avverte da lassù. Mi scriveva bellissime lettere d’amore, le rileggo spesso da quando è mancato”: Tiziana Baudo ricorda papà Pippo

“Noi avevamo il numero 7 come numero ricorrente porta fortuna della nostra famiglia (lui è nato il 7 giugno, ha chiamato il suo ufficio studio 77 ed è mancato il giorno 16, 6+1=7, Settevoci ecc. ecc.) e il 7 me lo vedo apparire spesso così all’improvviso in svariate circostanze, come se lui da lassù mi stesse pensando o mi stesse mettendo in guardia da qualcuno o qualcosa”.

Inizia dal peso di una scaramanzia familiare, trasformatasi oggi in una profonda connessione spirituale, il ricordo di Tiziana Baudo. A un anno esatto dalla morte del padre Pippo — uno dei volti storici della televisione italiana, scomparso a 89 anni il 16 agosto 2025 — la figlia cinquantaseienne ha affidato all’Ansa una lunga lettera. Un testo intimo, privo di retorica televisiva, attraverso cui ripercorre il dolore della perdita, i bilanci privati e il rammarico per l’assenza di chi ha condiviso con il padre decenni di carriera.

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“Era uno dei prodotti più richiesti della farmacia dei frati”: nell’archivio di un convento di Firenze spunta la ricetta dell'”Elixir vinoso ricostituente” simile alla Coca Cola, l’incredibile scoperta

Nell’antica farmacia del convento di San Marco è spuntata una ricetta di un elisir ricostituente molto simile alla ricetta della Coca Cola. Sono stati i frati a ritrovare un antico documento rimasto nascosto per oltre un secolo nell’archivio della farmacia di via Cavour a Firenze.

A rivelarlo è il settimanale Toscana Oggi nel numero in uscita in questi giorni, che ha raccolto il racconto dei padri Domenicani del convento di San Marco. Un foglietto pubblicitario di metà Ottocento riemerso durante il riordino del patrimonio storico, spiega il settimanale, parla infatti dell’esistenza di un “Elixir vinoso ricostituente” preparato con foglie di coca boliviana e noce di kola. Ingredienti che, secondo la ricostruzione storica, pochi anni più tardi il farmacista americano John Stith Pemberton avrebbe utilizzato per il suo “French Wine Coca”, il preparato medicinale da cui nacque, nel 1886, quella che sarebbe poi diventata la celebre Coca Cola.

Non esistono documenti che dimostrino un collegamento diretto, ma la coincidenza resta suggestiva. A riportare alla luce quel foglietto ingiallito è stato padre Manuel Russo, rettore del convento di San Marco, mentre stava riordinando l’archivio. “Mi sono imbattuto nell’antica pubblicità di questo elisir mentre consultavo il nostro archivio. Ho iniziato ad approfondire la documentazione conservata nel convento e ho scoperto che era uno dei prodotti più richiesti della farmacia dei frati“, racconta a Toscana Oggi.

Il documento descrive l'”Elixir vinoso ricostituente” come un tonico capace di alleviare la stanchezza fisica e mentale, il mal di testa e le debolezze dovute all’età o alle “fatiche straordinarie”. Ma è soprattutto la composizione a colpire: 30 grammi di noce di kola e 10 grammi di foglie di coca boliviana infuse in un litro di misto alcolico. Ingredienti arrivati probabilmente tramite i missionari che in quel periodo erano presenti in America Latina e in Africa.

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Altro che “dolce far nulla”, l’estate è diventata una trappola psicologica: ecco cos’è la SAD, la “Summertime Sadness”

“L’estate mi ammazza – scriveva Cesare Pavese in una lettera -. Io non concludo più nulla. Sono morto, morto”. Arrivati alla quarta ondata di calore, neanche i più ferventi appassionati di questa stagione potrebbero mai dargli torto. Pavese oggi è in buona compagnia: sempre più persone vivono male “la bella stagione” provando tristezza, noia, frustrazione e ansia. I fattori sono molteplici, ma le temperature estreme peggiorano la situazione, condizionando il benessere fisico e mentale.

Diciamoci la verità: il mito della dorata estate italiana, del dolce far nulla e del divertimento è stato costruito a tavolino dagli enti di promozione del turismo. Per la maggior parte delle persone, esiste solo nei ricordi delle vacanze estive tra un anno scolastico e l’altro – un tempo fatto di pranzi dalla nonna, pomeriggi con i cugini, gelati che costavano un terzo rispetto a oggi e giornate intere passate sul bagnasciuga. Con l’età adulta l’estate inizia a diventare una stagione faticosa: si fa tutto ciò che si è sempre fatto negli 11 mesi precedenti, ma sudando.

Le ferie sono troppo poche e troppo lontane – e i prezzi attuali della benzina non aiutano certo a partire. I social network ci fanno credere che tutti – ma proprio tutti – sono in vacanza. Che tutti si divertono, fanno baldoria e veleggiano in barca verso al tramonto. Tutti tranne la persona che guarda attraverso lo schermo, magari nell’ennesima notte insonne, quando fa troppo caldo per dormire.

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“Sono discalculica, non so contare fino a 2. Il malessere sono io. Mi pento dei tatuaggi, voglio togliere il coltello che entra nel collo ma fa malissimo”: parla Ema Stokholma

Ema Stokholma non ricorre alla diplomazia quando si tratta di parlare di sé. In una lunga e schietta intervista rilasciata al Corriere della Sera, la conduttrice ha tracciato il bilancio della sua quotidianità partendo da difetti e pentimenti. Sulla gestione economica ammette senza mezzi termini di avere le “mani bucatissime“, soprattutto per l’arredamento: “Per la casa ho esagerato. Per i vestiti no, quelli tanto ce li prestano”. Altro capitolo aperto è quello dei tatuaggi, che sta faticosamente rimuovendo con risultati altalenanti: “Non bene, perché fa malissimo e non c’ho voglia”. Il primo della lista da eliminare è un “coltello che entra nel collo ed esce dalla parte opposta”, mentre sul “corvo sulla pancia” ha dovuto arrendersi: “Ho provato a toglierlo ma ho pianto, e quindi me lo tengo”.

Sul fronte sentimentale, la conduttrice smentisce la sua celebre teoria secondo cui la felicità coinciderebbe solo con l’essere single: “Lo confermo e lo rinnego in questo momento”. Da pochi mesi è infatti legata a un nuovo compagno: “Fa il pittore”.

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Oroscopo della settimana del 17 agosto: “Bilancia, difficile ignorare ciò che non funziona più. Capricorno: prenderai decisioni importanti”

La settimana segna un passaggio significativo nel cielo estivo. Il 23 agosto il Sole lascia il Leone ed entra in Vergine, spostando l’attenzione dall’espressione personale, dalla creatività e dal desiderio di protagonismo verso una fase più concreta, organizzata e attenta alle questioni pratiche. La Luna attraversa Bilancia, Scorpione, Sagittario e Capricorno, accompagnando il clima emotivo da una maggiore esigenza di equilibrio nei rapporti a una fase più intensa e introspettiva, fino alla ricerca di nuove prospettive e, nel fine settimana, di maggiore concretezza.

Il passaggio più delicato riguarda però Saturno retrogrado in Ariete opposto a Venere in Bilancia. È un confronto tra sentimento e responsabilità, desiderio e realtà, libertà personale e necessità di costruire rapporti più solidi. Le relazioni possono attraversare una fase di verifica: ciò che ha basi autentiche può rafforzarsi, mentre ciò che si regge soltanto sull’abitudine o su compromessi difficili da sostenere potrebbe mostrare le proprie fragilità.

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“Luke Perry mi manca molto, ora che non c’è più ripenso spesso ai momenti sul set. Lui e io ci divertivamo un mondo a girare insieme”: Jason Priestley ricorda il collega scomparso e si commuove

A distanza di sei anni dalla morte di Luke Perry, Jason Priestley non riesce ancora a parlarne senza commuoversi. Ospite del podcast “Best With Them”, l’attore e regista canadese si è lasciato andare al ricordo di una scena che considera il suo miglior lavoro dietro la macchina da presa, girata sul set di “Beverly Hills, 902010” proprio con il collega scomparso nel 2019.

Priestley, che debuttò alla regia nella terza stagione della serie ha ripercorso l’ultimo periodo di Perry come Dylan McKay. In particolare, la puntata in cui scopriva l’omicidio della moglie Toni Marchette, uccisa in un agguato.”Il mio momento di regia preferito? Nell’ultimo episodio in assoluto girato da Luke Perry. Quando cade in ginocchio sotto la pioggia… avevamo colonne d’acqua ovunque e Luke cadeva in ginocchio, guardando verso il cielo e gridando“, ha raccontato. Una scena ripresa mentre “una grande telecamera su una gru si allontanava da lui sotto la pioggia”.

“Luke e io ci stavamo divertendo un mondo a girare quella roba. Ora che lui non c’è più ripenso spesso a quei momenti”, ha aggiunto Priestley, commosso. Quando gli è stato chiesto se il collega gli mancasse, il regista è rimasto in silenzio limitandosi ad annuire. Nei giorni successivi alla morte di Perry, nel 2019, Priestley gli aveva dedicato un post su Instagram: “Mi ci sono voluti un paio di giorni per capire come scrivere tutto questo. Il mio caro amico da 29 anni, Luke Perry, era una di quelle persone davvero speciali“.

E ancora: “Luke non era solo una star. Era una luce incredibilmente luminosa che si è spenta decisamente troppo presto ed è per questo che io, e così tanti altri, stiamo soffrendo così tanto oggi”, aveva scritto. “Se avete avuto la fortuna di conoscere Luke, o anche solo di aver incrociato il suo cammino, so che anche voi oggi siete tristi, la candela che brilla con intensità doppia brilla per metà del tempo. E tu hai brillato davvero tantissimo, Luke”.

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“Nessuno vuole finanziare il mio film perché ha un cast di sole persone trans. Nella sceneggiatura ho riversato rabbia e frustrazione per ciò che sta accadendo loro nel mondo”: così Lilly Wachowski

Per spalancare le porte degli studi cinematografici americani, a quanto pare, non bastano quattro premi Oscar vinti da “Matrix“, una pietra miliare del cinema d’azione e fantascienza. E neanche decenni di successi. Se la proposta esce dagli standard e dai canoni a cui Hollywood è abituata, si alza un muro. Lo ha raccontato la regista Lilly Wachowski, 58 anni, parlando del suo nuovo film “The Hunted” in un’intervista al podcast “The Business”. “Il progetto piace, ma nessuno vuole davvero realizzarlo perché ha un cast completamente trans“, ha spiegato.

La pellicola, co-scritta con Mickey Ray Mahoney, è attualmente in fase di sviluppo. “Dovrò diventare creativa e trovare modi diversi per farla arrivare al pubblico“, ha spiegato Wachowski. Che, lo scorso weekend, ha presentato il testo di “The Hunted” al pubblico durante una lettura dal vivo al locale Dynasty Typewriter, a Los Angeles. La regista ha sottolineato anche quanto le stia a cuore il progetto: “Questa sceneggiatura è stata estremamente importante per me. È nata come risposta a ciò che sta accadendo nel mondo reale alle persone trans. Mi ha offerto un contenitore catartico in cui riversare tutta la mia rabbia, la mia furia e la mia frustrazione“.

Il film, ambientato in un’America distopica in cui le persone trans vengono brutalizzate ed lasciate ai margini della società, segue due donne trans a caccia del responsabile di un grave crimine. Il loro viaggio le condurrà in una pista di indagini fino ai più alti livelli del governo, per trasformare la vendetta personale in una rivoluzione. Insieme alla sorella Lana, anch’ella trans, Wachowski ha lavorato a film come “Bound – Torbido inganno”, la trilogia originale di “Matrix” “Cloud Atlas”, “Jupiter – il destino dell’universo” e alla serie Netflix “Sense8”. La regista non è stata coinvolta invece nel quarto film di “Matrix” (2021) e, all’epoca, aveva spiegato che la decisione di lasciare il franchise era stata “difficile”.

Non è la prima volta che il vissuto personale delle sorelle Wachowski s’intreccia con la loro produzione artistica. Lana ha rivelato di essere trans nel 2008, dopo anni di speculazioni, Lilly ha fatto coming out otto anni dopo, nel marzo del 2016. Nel 2020 la stessa regista aveva confermato la teoria secondo cui “Matrix” è una allegoria estesa dell’esperienza transgender.

Immagine: frame tratto da YouTube (@Brian Koppe)

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Trovano un tesoro da nove milioni mentre scavano per una fognatura: “All’inizio pensavamo fossero monete da un euro, poi abbiamo visto anche un lingotto”

Stavano lavorando per ristrutturare una casa in Belgio e, mentre scavavano per installare nuove condutture fognarie, hanno trovato un tesoro da nove milioni di euro. È successo a un gruppo di muratori e, a raccontarlo all’emittente pubblica belga VRT, come riporta la BBC, è stato uno studente di 18 anni, impegnato in un lavoro estivo. “La nostra prima reazione è stata di incredulità e stupore. All’inizio pensavo fossero monete da un euro, così abbiamo iniziato a dissotterrarle. Poi abbiamo visto anche un lingotto d’oro. Lì abbiamo capito che si trattava di qualcosa di più grande e importante di quanto pensassimo”.

Gli operai, a quel punto, hanno avvisato la polizia, spiegando che tenerlo per loro non era assolutamente un’opzione da considerare: “Ci sono così tante monete e lingotti che sarebbe stato quasi impossibile. E poi sarebbe stato un furto“, ha dichiarato il capo cantiere, come scrive la BBC. “9 milioni di euro, sarebbe stato impossibile tenerli nascosti”, gli ha fatto eco il 18enne.

Nel frattempo, le autorità hanno invitando i cittadini a non avvicinarsi alla zona e hanno precisato che tutto l’oro è stato trasferito in un luogo sicuro nella capitale, dove verrà esaminato per capirne la provenienza. Il tesoro comprende monete d’oro, pepite e lingotti ed era nascosto in una parete di mattoni della cantina, sotto una villa costruita alla fine dell’Ottocento dall’allora proprietario.

Il ritrovamento è avvenuto martedì 11 agosto a 30 chilometri a nord-ovest di Bruxelles, Fiandre Orientali, nella zona di una ex birreria. Un laboratorio che aveva cominciato la sua produzione nel 1899, portando avanti l’attività fino al 1970. Adesso, la struttura è in ristrutturazione grazie al lavoro della CAW Oost-Vlaanderen, un’organizzazione che si occupa di assistenza sociale e che voleva trasformarla in uffici e alloggi.

Secondo la legge belga, il possessore originale del tesoro ha cinque anni di tempo per rivendicarlo. Il procuratore locale ha aperto un’inchiesta, specificando che non se ne conosce l’identità. Se nessuno dovesse farsi avanti e tutto quell’oro non essere legato ad attività criminali, il codice civile stabilisce che debba essere diviso equamente tra chi l’ha ritrovato e il proprietario dell’immobile.

Immagine a scopo illustrativo generata con AI

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