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“Ho avuto un tumore alla pelle. La mia è chiara, molto sensibile, come quella di Sinner”: Paola Ferrari risponde agli insulti social sul suo aspetto fisico

A Paola Ferrari negli ultimi giorni hanno scritto di tutto sui social. Da quando sono cominciati i Mondiali di calcio 2026 e lei conduce i pre e post-partita della sera su Ra1 con Simona Rolandi, Marco Tardelli e Roberto Falcao, sono piovuti addosso insulti, cattiverie e volgarità di ogni sorta per il suo aspetto fisico. C’è chi dà la colpa all’eccesso di ritocchi estetici, chi alle luci, chi al trucco sbagliato. “Sono ripetitivi e poco originali. Ho letto che qualcuno ha scritto ‘C’è la plastica su Rai1’. Io dico: cambiate canale per la plastica”, risponde la giornalista sportiva in un’intervista al Corriere della Sera senza sottrarsi alle domande.

Del resto, da anni è abituata a commenti di questo tenore, che lei bolla come “la solita barzelletta”. Forse per questo liquida le critiche a semplici “sfottò che non mi fanno né caldo, né freddo” per poi allargare l’orizzonte e sottolineare come per lei gli attacchi alle donne siano “puerile e stancante questa misoginia”. Per la Ferrari c’è un solo modo per reagire: continuare ad essere libere di fare e di agire come meglio si crede. “Se vogliamo ci rifacciamo, altrimenti no. Anche perché, se sei bella vuol dire che ti sei rifatta, però se non ti rifai sei una vecchia incartapecorita”.

Poi però confessa di essersi arrabbiata in passato, anche perché gli attacchi sul suo aspetto fisico arrivavano dopo un problema di salute molto grave: “Come ho raccontato, io ho avuto un tumore alla pelle. La mia è chiara, molto sensibile, come quella di Sinner. Anzi colgo l’occasione, in vista dell’estate, per dire a tutti: attenzione, le pelli chiare sono a rischio melanomi”.

A causa del tumore fu sottoposta ad un delicato intervento a seguito del quale venne ricucita con 24 punti in faccia: “Ora non si vedono quasi più perché i nostri chirurghi sono bravissimi”, rivela. Quanto al presunto problema agli occhi di cui hanno scritto alcuni haters sui social in questi giorni, lo nega tassativamente: “No, nessun problema agli occhi. Noi arriviamo dopo ore e ore di lavoro. Ma sono comunque in forma, seguo una disciplina, esercizio fisico”.

La sua idea è sui social sia in atto una deriva senza possibilità di ritorno (“preferivo un mondo senza social”) e alle giovani colleghe che sognano di fare il suo lavoro dà un consiglio netto su come porsi rispetto agli “odiatori di mestiere”: “Se ti va rispondi per le rime, come fa la mia amica Alba (Parietti); se no ignorali. Ma soprattutto vivi la tua vita e non lasciare che niente e nessuno condizioni le tue scelte e la tua felicità”.

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Enzo Iacchetti: “Non sappiamo quale sarà il futuro di Striscia la Notizia e questo mi dispiace. Io andrei avanti anche solo con due luci, una velina e 10 minuti di trasmissione”

C’è grande attesa per i prossimi Palinsesti Mediaset, quando a luglio l’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi nel consueto incontro con la stampa snocciolerà tutte le novità della prossima stagione del Biscione. E gli occhi sono anche puntati su un titolo storico come quello di “Striscia la Notizia” di Antonio Ricci. Dopo l’esperimento in prima serata del tg satirico, un cambiamento importante dopo 36 anni, c’è da capire quali saranno gli sviluppi.

Intanto uno dei conduttori storici del tg, siede al bancone dal 1995, Enzo Iacchetti in una intervista a La Stampa ha dichiarato: “Per uno che aveva studiato ragioneria e non voleva finire in banca direi di sì. Il primo contratto era di una settimana. Poi un mese. Poi sono diventati trent’anni abbondanti. Oggi non sappiamo quale sarà il futuro del programma e questo mi dispiace. Anche se gli ascolti non sono più quelli di una volta, Striscia è entrata nella vita di generazioni”.

Poi ha proposto una soluzione: “Io andrei avanti anche solo con due luci, una velina e dieci minuti di trasmissione. Il cuore di Striscia sono sempre stati l’inchiesta e la satira. Per strada la gente mi dice ancora: ‘Non posso pensare che non ci sia più’. Magari oggi fa un milione di spettatori invece di quindici, ma è un milione che vuole bene”.

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Un giudice federale riconosce a Blake Lively il rimborso delle spese legali, ma non ulteriori risarcimenti nella controversia relativa al film “It Ends With Us”

Il giudice Lewis J. Liman ha stabilito venerdì 12 giugno, in una sentenza scritta, che Blake Lively può ottenere il rimborso delle spese legali e dei costi sostenuti per la sua difesa contro la controquerela intentata da Justin Baldoni dopo che lei lo aveva citato in giudizio nel dicembre 2024, in merito al loro film del 2024 “It Ends With Us“.

Lively e Baldoni hanno raggiunto un accordo extragiudiziale il mese scorso, proprio mentre stava per iniziare il processo per le accuse di ritorsione mosse dall’attrice. L’attrice non ha ricevuto denaro dall’accordo, ma le è stato consentito di richiedere il rimborso delle spese legali.

Nella sua sentenza scritta, Liman ha citato una legge californiana volta a proteggere le vittime di molestie sessuali e discriminazioni da cause legali ritorsive intese a intimidire e mettere a tacere le vittime. Il giudice ha affermato che “la legge prevede che il querelante debba pagare le spese legali e i costi del convenuto se una richiesta di risarcimento per diffamazione presentata in risposta a una causa viene respinta, anche se i fatti del caso non sono stati accertati attraverso la raccolta di prove”.

Liman ha affermato che l’unica eccezione sarebbe se Baldoni e la sua casa di produzione, Wayfarer Studios LLC, potessero dimostrare che Lively ha agito con dolo quando lo ha citato in giudizio. Ha affermato che Baldoni e Wayfarer hanno fornito poche prove a sostegno di tale affermazione e nessuna che dimostri che lei abbia agito con dolo. Il giudice ha respinto le sue richieste di triplicare i danni e di ottenere anche danni punitivi ai sensi della legge californiana, affermando che non rientravano nelle “norme procedurali federali attentamente elaborate per proteggere i diritti delle parti“.

Lively e Baldoni hanno raggiunto un accordo extragiudiziale il mese scorso, proprio mentre stava per iniziare il processo relativo alle accuse di ritorsione mosse da Lively. L’attrice non ha ricevuto denaro dall’accordo, ma le è stato consentito di richiedere il rimborso delle spese legali.

In una dichiarazione, gli avvocati di Lively, Michael Gottlieb ed Esra Hudson, hanno interpretato la decisione del giudice come una vittoria, affermando che “il riconoscimento delle spese legali dimostra chiaramente che la signora Lively ha presentato le sue richieste in buona fede, che non vi erano prove di malizia e che è lei la parte vincente“.

Lively aveva accusato Baldoni, insieme alla sua casa di produzione, di molestie sessuali e ritorsioni alla fine del 2024. Ha affermato che l’attore ha orchestrato un tentativo di danneggiare la sua reputazione e credibilità pubblica. Baldoni, che ha diretto il dramma romantico dai toni cupi e ne è stato anche protagonista insieme a Lively, ha negato di averla molestata o di aver orchestrato una campagna diffamatoria. Ha affermato che le accuse sul suo comportamento erano state inventate da Lively nell’ambito di un tentativo di assumere il controllo creativo del film.

Baldoni ha quindi intentato una controcausa, accusando Lively e suo marito, l’attore di “Deadpool” Ryan Reynolds, di diffamazione ed estorsione. Liman ha respinto la controcausa di Baldoni l’anno scorso e poi, alcune settimane fa, ha respinto anche le accuse di molestie sessuali mosse da Lively, affermando che non poteva presentarle in quanto lavoratrice autonoma e non dipendente della produzione.

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“La sessualità è vissuta in maniera violenta su un sito porno. È più sano che i ragazzi parlino di sesso e affettività a scuola. Mia figlia ha fatto così”: così Luisa Ranieri

Luisa Ranieri è stata ospite a piazza Maggiore a Bologna per La Repubblica delle Idee 2026 e oltre a parlare del suo percorso cinematografico e dei prossimi impegni professionali (verrà girata la seconda stagione de “La Preside”), l’attrice – da sempre attenta a ciò che accade nella società- ha posto l’accento sul rapporto che i ragazzi di oggi hanno con Internet e la sessualità.

“Oggi i ragazzi si informano sui telefonini, si informano sui siti dove le informazioni sono portate, comunque la sessualità è vissuta in maniera violenta su un sito porno...Non è una sessualità che può essere tra due giovani che si innamorano e scoprono la sessualità, guardandosi negli occhi”.

“Quindi, secondo me, – ha aggiunto – oggi noi genitori non possiamo entrare in una sfera che è troppo intima dei figli. L’educazione sessuale è importante. Secondo me si devono cercare le cose e invece che andare su Internet è molto più sano parlarne
scientificamente di quello che accade tra due persone. Mia figlia grande l’ha fatto a scuola, non mi sono opposta, penso che sia giusto che loro crescano con i loro strumenti”.

E poi ha concluso: “Sono favorevole all’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, è molto più sano parlarne scientificamente che formarsi su telefonini e siti porno”.

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“Dopo una serie di esami, i miei medici mi hanno detto che ho l’Alzheimer. Questa sarà la mia ultima edizione”: la notizia choc del mezzobusto Bill Ritter

Comunicazione scioccante da parte di Bill Ritter, volto storico di Wabc-Tv/Abc7 e uno dei “mezzibusti” più riconoscibili dell’informazione televisiva newyorkese, ha dato ieri sera, 12 giugno, in diretta la notizia più difficile della sua carriera. Durante l’edizione delle 18 di venerdì, il giornalista ha annunciato ai telespettatori che quella sarebbe stata la sua ultima conduzione di Eyewitness News, dopo aver ricevuto una diagnosi di Alzheimer.

“Dopo una serie di esami, i miei medici mi hanno detto che ho l’Alzheimer – ha dichiarato in diretta -. È una fase iniziale, e dicono che i trattamenti stanno tenendo la malattia sotto controllo. Per ora. Ma non c’è alcuna garanzia, perché una cura non esiste ancora. Quindi, a meno che qualcuno non trovi un rimedio miracoloso, e presto, questa sarà la mia ultima edizione da anchor”.

E infine: “I miei figli dicono che sono coraggioso. Ma non sono io: sono loro a esserlo. E lo è mia moglie Kathleen. Mi mancherà raccontarvi le notizie. Con la verità, e con i fatti, ovunque portino. È stato un onore. Vi auguro salute e pace. E prendiamoci cura gli uni degli altri”

Ritter, 76 anni, era alla guida dell’edizione delle 18 dal 2001. Nonostante l’addio alla scrivania del telegiornale, non lascerà l’emittente: continuerà a lavorare per Wabc/Eyewitness News, concentrandosi proprio sui temi legati alla salute, in particolare sull’aumento dei casi di Alzheimer e sulle difficoltà che affrontano pazienti e famiglie. “Voglio raccontare come il costo delle cure sia diventato insostenibile e come questo Paese potrebbe iniziare a cambiare le cose”, ha spiegato.

Il padre di Ritter è morto con la stessa malattia nel 1998, e da allora il giornalista è stato attivo in numerose iniziative di sensibilizzazione. “Non sono nuovo a tutto questo”, ha ricordato.

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“Purtroppo vedo poco mia figlia, una o due volte alla settimana. Sono rientrato di notte, lei era ancora super attiva. L’ho presa e si è addormentata sopra di me”: così Damiano Carrara

È giudice fisso di “Bake Off Italia” dal 2017, ha vinto con il fratello Massimiliano “Pechino Express 2024” mentre ha aperto la seconda pasticceria “Aurea – More than pastry” a Marina di Massa. Damiano Carrara si è raccontato al mensile “I piaceri del gusto” parlando anzitutto della esperienza televisiva con lo show di Real Time che mette al centro gli aspiranti pasticceri.

“Il segreto è che io sono stato un concorrente prima di essere un giudice:- ha affermato – so esattamente cosa si prova e mi rivedo in loro al 100%. Il mio consiglio fisso è sempre lo stesso: ragazzi, non complicatevi la vita. Anche quest’anno ci sono concorrenti fortissimi che sanno ascoltare e stanno crescendo tantissimo proprio semplificando le loro idee”.

E ancora: “Io non cerco mai di sabotarli, anzi, provo a dare la dritta giusta per migliorare il piatto. Ricordiamoci che si mangia prima con gli occhi e poi con la bocca, ma soprattutto si mangia con un’idea. Dobbiamo fare come i grandi chef: scatenare un’emozione. Avete presente il film ‘Ratatouille’, quando il critico gastronomico assaggia quel piatto così semplice e torna di colpo all’infanzia? Ecco, il bello è proprio questo. La vera sfida oggi è creare un dolce pazzesco e complesso che però al palato risulti immediato, leggero e accessibile”.

Damiano Carrara e sua moglie Chiara Maggenti hanno avuto una bambina nata il 10 agosto 2024, di nome Dafne: “È ancora più bello di quanto potessimo immaginare. Purtroppo la vedo poco, giusto una o due volte alla settimana. Ieri notte, per dire, sono rientrato tardissimo da Milano: quando sono arrivato a mezzanotte e mezza lei era ancora sveglia e super attiva. L’ho presa in braccio, l’ho portata a letto e si è addormentata sopra di me. Momenti fantastici”.

E infine: “A casa cucino sempre io, ma la verità è che siamo fortunati perché lei mangia di tutto. L’abbiamo abituata a viaggiare con noi fin da piccolissima. Ha quasi due anni e zero problemi con il cibo”.

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“De Gregori ha perfettamente ragione. Già non ne capiscono i politici, ci si mettono pure i cantanti o gli attori. Lo ammiro”: parla Giancarlo Giannini

Giancarlo Giannini è sbarcato al 72esimo Taormina Film Festival per ricevere il premio alla Carriera, presentare il film fuori concorso”Baracoa” di Luis Ernesto Doñas e fare un omaggio a Lina Wertmüller con “A journey meet Mimì”, un documentario che raccoglie le voci – tra cui quella di Giannini – di chi ha lavorato con la regista e sceneggiatrice premio Oscar, morta nel 2021.

Durante un incontro con la stampa l’attore ha commentato anche le parole di Francesco De Gregori – da giorni al centro di polemiche – che aveva dichiarato di provare “imbarazzo” quando “gli artisti si schierano in maniera netta su questioni internazionali”.

“De Gregori ha perfettamente ragione. – ha risposto Giannini – Già non ne capiscono i politici, ci si mettono pure i cantanti o gli attori. Sono d’accordo con lui, lo ammiro”.

Come riporta Vanity Fair, l’attore ha anche parlato della morte: “Per me è solo una grande avventura. Finalmente non dovrò più pensare troppo e tutto diventa finalmente naturale. Però so che anche lì, davanti alla porta del Paradiso, troverò San Pietro. E gli chiederò una cosa sola: è nato prima l’uovo o la gallina? E già so che mi risponderà male e mi manderà via”.

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“Sentivo la pressione per la presenza costante del pubblico. La gente conosceva il mio indirizzo e per due anni ho vissuto con la folla sotto casa”: così Can Yaman

Can Yaman è stato uno dei protagonisti al Taormina Film Festival. L’attore turco ha raccontato della serie spagnola “Il labirinto delle farfalle” , dove interpreta un agente segreto, ma il personaggio ha preso una direzione diversa da quella iniziale. “All’inizio ero una specie James Bond in purezza, – ha affermato – poi con le varie bozze hanno iniziato ad ammorbidire tutto. È diventato una specie di Bond molto umano, che si sacrifica per le donne. Un thriller romantico, completo: c’è l’azione, la parte più maschile, ma anche la tenerezza con una bambina e con le donne. Mi si addice tantissimo”, racconta all’Adnkronos.

Poi una serie comedy “Bro” in cui interpreta un avvocato brillante con la legge ma impacciato nella vita sociale. “È stata una mia idea affrontare un ruolo comico che non mi assomiglia per niente. Non volevo più interpretare l’eroe o il ‘figo’ dopo ‘Sandokan’: sentivo il bisogno di sorprendere il pubblico e di provare qualcosa che non avevo mai fatto. Quando il produttore mi ha chiesto cosa volessi fare, ho risposto senza esitazioni: una commedia”.

In questa serie – di cui l’attore turco ha potuto rivelare pochi dettagli – interpreta “un avvocato geniale con la legge, ma un pò impacciato nei rapporti sociali. Per costruire il personaggio ho recuperato una parte della mia infanzia, quando non ero molto socievole e studiavo tantissimo. Tirerò fuori quella fase della mia vita per interpretarlo al meglio. Speriamo che vada tutto bene”, conclude.

Poi un bilancio come ha confessato a Vanity Fair: “Nel corso degli anni sono maturato e ho imparato a gestire meglio questa situazione. A viverla senza ansia, senza stress. Cinque o sei anni fa sentivo la presenza costante del pubblico come una pressione. Oggi la vivo in modo più professionale, più maturo. Ho imparato anche a proteggere la mia vita privata. All’epoca la gente conosceva il mio indirizzo e per due anni ho vissuto con la folla sotto casa. Ormai non è più così. Sono molto più sereno. Mi concedo nei festival, negli eventi, e riesco a vivere tutto questo sempre meglio”.

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Ambra Angiolini: “Quell’emotività in esubero che in passato mi ha fatto attraversare bulimia e depressioni varie qui diventa un superpotere. Se riesco ad avere la meglio su WhatsApp, sono felice”

Un “soliloquio di gruppo”, così Ambra Angiolini definisce lo spettacolo teatrale “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni, dal 14 giugno in tournée con la prima nazionale sold out al Ravenna Festival, con le composizioni sonore di Dardust. Un testo che l’attrice conosce bene visto che lo ha recitato a gennaio 2010 con la regia di Giorgio Gallione e ora si ritrova proprio a dirigere se stessa. “Il primo anno scrissero che era meglio che tornassi a cantare, il che è tutto dire, il secondo che ero interessante, il terzo bravissima. Con Stefano ridevamo, la verità è che ci stavo provando, non ero in guerra con nessuno se non con me stessa”, ha raccontato

Il 9 settembre 2025 Stefano Benni, “il Mick Jagger della letteratura”, è morto: “Ho pensato che il modo più bello per ringraziarlo fosse metterlo di nuovo sul palco”.

E quindi: “Partire da qui come primo passo nel- la regia mi è sembrato naturale. Ho voluto ampliare la mia responsabilità creativa, prendendomene rischi e paure, per andare oltre il lamento che condivido con molte donne che hanno l’ambizione di essere proprietarie del proprio marchio e trasformarlo in azione. O quanto meno provarci”.

“Se per quell’ora e qualcosa riesco ad avere la meglio su WhatsApp, sono felice. – ha concluso – Quell’emotività in esubero che in passato mi ha fatto attraversare bulimia e depressioni varie qui diventa un superpotere, come le ragnatele di Spiderman. Il teatro è la mia dimensione più reale. Anche quando va male sento di aver fatto qualcosa che mi corrisponde davvero. Mi fa sentire in pace. Non risolta, ma in pace”.

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“Come ogni cittadino di Reggio sono lì a dire: come ca**o è possibile?”: Ligabue commenta il fallimento del Festival alla RCF Arena di Campovolo

Qualche ora prima di salire sul palco dell’Olimpico di Roma, ieri 12 giugno, Luciano Ligabue ha parlato alla stampa anche del legame con Campovolo. L’artista non si è sottratto a una riflessione sulla recente polemica legata all’annullamento dei concerti dell’Hellwatt/Pulse of Gaia nella celebre spianata, nota anche come Rcf Arena di Reggio Emilia.

“Quel progetto è il sogno e la fatica del mio ex manager Maioli, – ha commentato l’artista – che lì si è giocato tutto. Per dare a Reggio un lascito, un’arena che potenzialmente poteva essere il posto della musica per l’intero Nord Italia, ha fatto battaglie per sette anni. Io faccio il tifo per lui, lo sapete quanto ci vogliamo bene”.

E ancora: “Io ho sempre voluto starci fuori perché credevo che il mio nome abbinato a questa cosa non andasse bene, ma anche per non avere grattacapi, dei pensieri in più. Però come ogni cittadino di Reggio sono lì a dire: come cazzo è possibile? Molta gente lo chiede anche a me come se potessi saperlo. Io non lo so come è possibile, ma sono mosso da un’enorme tristezza”.

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“La parola chemio fa paura, preferisco chiamarle infusioni. Quando l’ho saputo io e Andrea ci siamo messi a piangere”: Natalia Paragoni racconta del linfoma di Hodgkin

Un percorso difficile, iniziato durante uno dei momenti che avrebbero dovuto essere tra i più felici della sua vita. Natalia Paragoni ha scelto di raccontare pubblicamente della sua malattia, il linfoma di Hodgkin, diagnosticato quando era all’ottavo mese di gravidanza della sua seconda figlia, Beatrice, nata dall’amore con Andrea Zelletta. L’influencer, seguita da oltre un milione e mezzo di persone sui social, ha iniziato la chemioterapia poco dopo il parto, avvenuto il 5 maggio. Nelle ultime settimane ha condiviso con i follower anche il cambiamento più visibile legato alle cure: prima un taglio a caschetto, poi uno ancora più corto, scelto per affrontare gradualmente la perdita dei capelli.

Ripercorrendo le fasi che hanno portato alla diagnosi, la Paragoni ha raccontato al Corriere della Sera che l’incertezza è stata una delle parti più difficili da gestire: “Ho scoperto di avere un linfoma diverse settimane prima di sapere esattamente quale fosse. La prima biopsia aveva confermato che si trattava di un linfoma, ma non era riuscita a identificarne la tipologia. È stato un periodo molto difficile, perché sapevo che c’era qualcosa che non andava, ma non avevo ancora tutte le risposte. Dopo il parto e dopo l’intervento per rimuovere il linfonodo, è arrivato il risultato definitivo. Ricordo perfettamente quel momento: io e Andrea ci siamo messi a piangere”.

Da allora è iniziato il percorso terapeutico. L’ex corteggiatrice di Uomini e Donne ha raccontato di aver ricevuto subito spiegazioni chiare dai medici sul tipo di cure da affrontare: “I medici mi hanno subito spiegato con molta chiarezza la situazione e il percorso che dovrò seguire. In questo momento sto seguendo le cure previste e, una volta terminato questo primo ciclo, saranno gli esami di controllo a indicare i passi successivi”. Accanto a lei, oltre al compagno, ci sono soprattutto le figlie, che rappresentano la principale fonte di forza: “Credo che la maternità ti cambi profondamente e ti faccia scoprire risorse che non sapevi di avere. Ci sono momenti in cui mi sento fragile, perché sarebbe strano il contrario, ma poi guardo loro, Andrea e tutte le persone che amo e ritrovo immediatamente il motivo per andare avanti con determinazione”. Su Zelletta: “Quando una persona che ami affronta qualcosa di così importante, inevitabilmente lo affronti insieme a lei. Io e Andrea ci sosteniamo a vicenda e sapere di poter contare su di lui è una delle cose che mi dà più forza”.

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“Ho imparato a ipnotizzare i polli. Basta tracciare una linea per terra davanti a loro e si immobilizzano, convinti di essere intrappolati”: lo rivela Robert Pattinson

Robert Pattinson ha fatto discutere al cinema grazie al film “The Drama – Un segreto è per sempre” di Kristoffer Borgli, dove ha recitato con Zendaya. Una commedia romantica apparentemente romantica che segue i preparativi di un matrimonio da favola, per poi trasformarsi bruscamente in un thriller. Forse non tutti sanno che l’altra passione dell’attore è la musica: “Porto con me sempre la mia chitarra. La musica stimola la mia creatività, i dialoghi di un film sono come i testi di una canzone: la musica è istinto ed emozioni”.

L’attore di Hollywood poi ha confessato a “La Repubblica – U” un’altra curiosità legata alla sua esperienza sul set: “Ho imparato a come ipnotizzare i polli! Basta tracciare una linea per terra davanti a loro e si immobilizzano, convinti di essere intrappolati”.

Prima ancora di sbarcare il lunario al cinema: “Facevo il modello per un magazine da teenager: c’era una specie di gioco a eliminazioni, per cui in ogni numero i lettori votavano per decidere i modelli da tenere o eliminare”.

“Per quasi un anno sono rimasto in cima alla classifica, – ha continuato – forse piacevo per il look androgino che era molto di moda in quegli anni. Amavo andare ai casting, anche se le audizioni come modello erano abbastanza deprimenti: facevi anticamera ore e poi, quando era il tuo turno, non ti guardano nemmeno in faccia, sfogliavano solo il portfolio. Le audizioni come attore invece erano molto divertenti. La prima fu per Troy, con Brad Pitt”.

Il piano B, forse più di uno c’era: “Mi sarebbe piaciuto fare lo psicologo. Nel corso degli anni ho conosciuto tante persone andate in crisi a causa di vere sciocchezze. O forse il produttore musicale. Avrei scelto comunque un mestiere creativo”.

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Asia Argento: “Stavo morendo. Ma invece di uccidermi, la mia malattia mi ha salvata. Non guarirò mai, ma adesso posso dire di essere una ex alcolista”

Asia Argento ha presentato allo scorso Festival del cinema di Cannes il nuovo film”Death Has No Master – La morte non ha padroni” di Jorge Thielen Armand, un horror politico ambientato in Venezuela. “Negli ultimi anni non ho avuto grandi opportunità. – ha affermato l’attrice a “Sette” de “Il Corriere della Sera” – Ho continuato a lavorare perché è il mestiere che faccio da 41 anni e anche quello con cui pago il mutuo e mantengo i miei figli. Ma questo che mi è arrivato dal Venezuela e dal Canada è stato un vero regalo”.

Il discorso si sposta poi sul percorso personale: “Ho imparato tanto da quello che è successo, ho fatto errori enormi. Non ho ponderato i tempi, ho parlato senza riflettere, ho fatto gesti avventati. Ho visto tutti i miei errori. Ho fatto un’autoanalisi, cercando di non focalizzarmi su quello che mi hanno fatto gli altri, ma sulla mia parte”.

E ancora: “Pensavo sempre ‘mi hanno fatto questo, mi hanno detto quello…’, invece ora vedo che ho sempre avuto il 50 per cento di responsabilità”.

Un nuovo corso dettato “dalla sobrietà, e se scegli di fare un certo per- corso per salvarti la vita, sei costretta a vedere tutte queste cose. Mi sono salvata dall’alcolismo. In questi anni l’analisi, il buddismo, l’ayahuasca e altro ancora non hanno funzionato. Ma ho finalmente trovato quello che mi sta salvando, un giorno alla volta. È il percorso dei 12 passi, per affrontarlo devi essere disposta a guardare tutto quello che sei veramente. Stavo morendo. Ma invece di uccidermi, la mia malattia mi ha salvata perché mi ha portata alla via d’uscita. O meglio, non guarirò mai, ma adesso posso dire di essere una ex alcolista”.

“Perché so che c’è chi ci ricade dopo venti anni… – ha concluso – Ho atteggiamenti, paure, risentimenti che accomunano tutti gli alcolisti. È come quando hai il diabete, non guarisci mai. La soluzione è lavorare con i 12 passi e stare in contatto con persone che fanno il mio stesso percorso spirituale”.

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Robot aspirapolvere fugge dalla pizzeria, l’appello del proprietario: “Sentivo il suo rumore mentre lavorava, poi il silenzio. A chi ce lo riporta offriamo una pizza”

Un “nostro collaboratore molto valido (…) è scappato dalla pizzeria martedì sera”, senza più essere ritrovato. E pur di riaverlo con sé il prima possibile, il titolare dell’attività, Stefano Borile, ha tappezzato Saletto (Borgo Veneto, in provincia di Padova), di volantini. Non si tratta di un pizzaiolo o di un cameriere né, tantomeno, di un ipotetico amico a quattro zampe mascotte del locale. I dipendenti del locale sono alla disperata ricerca del loro robottino delle pulizie: “Cerchiamo questo aspiratore” che, durante il suo “turno di lavoro” è scappato, facendo perdere completamente le sue tracce, ha spiegato il gestore della pizzeria a “Il Mattino di Padova”.

Il robot, poco dopo essere stato acceso per iniziare a pulire il pavimento del ristorante, è fuggito, quatto quatto, dalla porta d’ingresso, approfittando di un momento di distrazione del proprietario. Borile stesso ha provato a ricostruire la dinamica. “Erano circa le cinque del pomeriggio. Ho messo il robot a pulire davanti alla pizzeria e nel frattempo sono andato in cucina a preparare la serata. Sentivo il suo rumore mentre lavorava, sbatteva contro i vari ostacoli e continuava il percorso. Poi, all’improvviso, silenzio”, ha raccontato il pizzaiolo che, nonostante non vedesse il robottino, era convinto fosse finito poco fuori la sua attività. “Ho controllato sotto gli scaffali e in tutti gli angoli. Pensavo fosse semplicemente uscito dalla porta”.

Invece, grazie alla geolocalizzazione disponibile sull’app del dispositivo, Borile ha scoperto che il suo robot aveva fatto come Pollicino, ma senza briciole di pane. “Ho visto che risultava molto distante dalla pizzeria. Ho seguito la traccia, controllato vicino alle auto e nelle zone circostanti, ma niente. Poi la batteria si è scaricata, ma nell’ultimo punto segnato dall’app non lo abbiamo trovato”.

La tecnologia ci stupisce ogni giorno di più ma, nonostante ciò, rimane impensabile che l’androide si sia volatilizzato. È più probabile che, qualche passante, vedendo il robottino inerme ed incustodito, se lo sia portato con sé. Borile, però, non intende arrendersi e, “se qualcuno lo trova e ce lo riporta, offriamo una pizza”, ha aggiunto il gestore. L’appello ha incuriosito sia i cittadini del Borgo che molti utenti sui social. Una ragazza, con l’AI, ha scherzato creando un meme del robot in vacanza a Jesolo. C’è chi, invece, non ha escluso una fuga d’amore con un androide “femmina”. Sarà andata così?

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“Non sono incinta. La pancia che avete visto è quella di una persona che vive. E dietro un ‘pancino sospetto’ possono esserci dolore, cure e paure”: lo sfogo di Beatrice Arnera

Altro che pancino sospetto, altro che “luna di miele in dolce attesa”. Beatrice Arnera non è incita e non ha preso affatto bene la copertina di Diva e Donna che annunciava la presunta gravidanza dell’attrice fidanzata con Raoul Bova. “Alla vigilia dell’estate un colpo di scena bollente. Raoul Bova e Beatrice Arnera, ormai inseparabili, si sono concessi una romantica fuga d’amore in Sicilia”, ha scritto il settimanale edito da Cairo. Poi, la frase sibillina: “Tra coccole, abbracci e baci appassionati, lui sfoggia un fisico d’acciaio e lei…”. Come a dire che la rotondità del pancino – per altro, va detto, appena visibile – sfoggiata in spiaggia in Sicilia, nasconderebbe un bebè in arrivo (lei ha avuto una figlia nel 2024 con l’ex compagno Andrea Pisani, Bova invece è già papà quattro volte). Un’indiscrezione in piena regola che non è affatto piaciuta a Beatrice Arnera, la quale ha risposto vergando una serie di storie al vetriolo su Instagram.

BEATRICE ARNERA SMENTISCE LA GRAVIDANZA E ATTACCA I GIORNALI

“Stamattina una persona mi ha fermata davanti alla scuola di mia figlia e mi ha detto ‘auguri!’ Mi è arrivato dritto in faccia che non era solo l’ennesima copertina di un giornale. Ma che quella cosa era arrivata nella vita vera, nella mia quotidianità”, ha raccontato Beatrice Arnera sui suoi social in un lungo sfogo che lascia trapelare l’amarezza e l’irritazione per la “fake news” sulla gravidanza. Poi attacca i giornali, o meglio, un certo tipo di giornali: “Pensavo che la frase ‘pancino sospetto’ fosse ormai solo un meme dedicato ad una vecchia stampa obsoleta e invece eccomi qui a commentare la copertina di un settimanale. Potrei limitarmi a dire che non sono incinta. E in effetti non lo sono. Ma, a differenza degli ultimi mesi, questa volta non resterò in silenzio”.

IL LUNGO SFOGO DELL’ATTRICE (DOPO UN ANNO DI GOSSIP SENZA SOSTA)

L’attrice di Buongiorno, mamma!, la serie di Canale 5, ormai da un anno è al centro del gossip (da quando sono scoppiate le prime indiscrezioni sulla sua storia d’amore con Raoul Bova) e non è la prima volta che utilizza i social per smentire notizie infondate o fornire senza intermediazioni la sua versione dei fatti (come quando replicò all’ex compagno Andrea Pisani). Questa volta se la prende con le notizie fasulle e lo “sguardo inquisitorio” di certa stampa. “Quella che avete visto non è semplicemente la copertina di un giornale che fa un’illazione. Quella che avete visto è la rappresentazione della legittimazione di uno sguardo che fa sentire chiunque autorizzato ad osservare, interpretare e commentare il corpo delle donne come se fosse uno spazio pubblico, come se fosse elemento di dibattito”, scrive su Instagram. “E no, non parlo solo del mio corpo ma di quello della vicina di ombrellone, dell’amica della vicina di casa, della ragazza che incroci nello spogliatoio della palestra. La normalizzazione dello sguardo inquisitorio alleggerito da vezzeggiativi come ‘pancino’ è una delle più grandi ferite inflitta alle donne nel 2026. Quello che spesso dimentichiamo è che dietro ad ogni corpo esiste una storia che nessuno conosce. La pancia che avete visto è quella di una persona normale, una persona che vive, mangia, respira, ride e si gode il mare”. E ancora: “Dietro un presunto ‘pancino’ può esserci semplicemente una giornata storta, un’intolleranza alimentare, un periodo di gonfiore. Oppure possono esserci percorsi molto più delicati, fatti di attese, tentativi, cure, paure, speranze e ferite che appartengono alla sfera più intima. Lo dico perché conosco bene quanto il tema della maternità possa essere complesso e quanto dolore possa nascondersi dietro domande e supposizioni che vengono pronunciate con leggerezza”.

LA RISPOSTA TRANCHANT DOPO LA COPERTINA DI DIVA E DONNA

Beatrice Arnera ha concluso il suo sfogo con una disamina sui corpi delle donne che, spiega, “non andrebbero osservati e analizzati, ma solo incontrati e ascoltati. Non parlo ai giornali, parlo a chi è dall’altra parte. Non lasciatevi fuorviare lo sguardo, continuate a vivere, sorridere, respirare, mangiare. Lasciate che il vostro corpo abiti il mondo e, che quel mondo, se lo goda”. Poi ecco arrivare la risposta tranchant “ai direttori di questi giornali”, quelli che secondo lei “consentono e alimentano questo tipo di stampa”. La chiosa è netta: “Mando un enorme abbraccio e auguro loro di non doversi trovare mai a rincuorare la loro compagna o la loro figlia sul loro aspetto fisico, solo perché forse magari non cagavano da due giorni”.

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“Un percorso che parla di studio, disciplina, curiosità e desiderio”: Federica Panicucci si è laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche e festeggia

Grande festa per Federica Panicucci. La conduttrice di “Mattino Cinque” ha condiviso sui social il suo giorno speciale: la laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche.

Panicucci ha parlato di un traguardo “che sento profondamente mio“. E ancora: “Un percorso che parla di studio, disciplina, curiosità e desiderio. Arriva in una fase piena della mia vita e per questo ha un sapore ancora più intenso. Grata, emozionata e felice”.

Nelle sue storie Instagram, la conduttrice ha condiviso alcuni scatti dei festeggiamenti, immortalando i momenti più significativi della celebrazione. Ad accompagnarla in questa occasione speciale era presente il suo compagno Marco Bacini, al suo fianco per condividere la gioia della ricorrenza.

Federica Panicucci ha festeggiato con un elegante tailleur bianco, con la corona d’alloro e un bouquet colorato tra le mani. Poi con amici e parenti, la conduttrice ha proseguito la giornata in un ristorante di sushi a Milano, dove sono stati consegnati i tradizionali confetti rossi, in un elegante packaging, infine una torta alla frutta con la scritta “Congratulazioni”.

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Blanco con il pappagallino sulla spalla si prepara per l’esame di maturità e torna sui libri – IL VIDEO

Dalla musica ai libri di scuola. A quasi quattro anni dall’esplosione del suo successo, Blanco è alle prese con una sfida molto diversa dai concerti e dagli studi di registrazione: l’esame di maturità. Il cantante, che aveva interrotto il percorso scolastico dopo la firma del suo primo contratto discografico, ha deciso di riprendere gli studi e conseguire il diploma.

Nelle ultime ore l’artista ha condiviso sui social un breve video che lo ritrae mentre ripassa in vista degli esami di Stato ormai imminenti. Accanto a lui compare anche il suo inseparabile pappagallino giallo, protagonista di alcuni momenti della clip che ha subito attirato l’attenzione dei fan.

La decisione di tornare tra i banchi era stata annunciata alcuni mesi fa. Dopo aver lasciato la scuola per dedicarsi completamente alla carriera musicale, Blanco si è iscritto al liceo delle Scienze Umane con l’obiettivo di completare il percorso interrotto negli anni del debutto artistico. Una scelta che lo stesso cantante aveva spiegato all’inizio dell’anno, raccontando di aver maturato una diversa consapevolezza rispetto al passato.

In un’intervista rilasciata a Icon, aveva infatti spiegato di aver sentito il bisogno di investire nuovamente nella propria formazione personale: “Ho capito che è fondamentale crescere, arricchirsi. Non tutto gira intorno a questa roba”, aveva dichiarato, riferendosi al mondo della musica e al successo arrivato in giovanissima età.

A 23 anni, quindi, Blanco si prepara a vivere un’esperienza comune a migliaia di studenti italiani. Una parentesi insolita per una delle voci più popolari della musica italiana degli ultimi anni, ma che racconta la volontà di completare un percorso lasciato in sospeso e di affiancare alla carriera artistica anche il traguardo del diploma.

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Dua Lipa e Callum Turner, continua la luna di miele in Italia: spunta una “location segreta” nel Sud tra lusso e avvistamenti in Porsche

Prosegue in Italia la luna di miele di Dua Lipa e dell’attore Callum Turner, che dopo il matrimonio hanno scelto il Sud come scenario del loro viaggio romantico. La coppia, già avvistata nei giorni scorsi a Tropea, si è ora spostata in Basilicata, nel Materano, dove avrebbe fatto tappa a Bernalda. Secondo quanto riportato, i due avrebbero soggiornato a Palazzo Margherita, struttura di lusso realizzata dal regista Francis Ford Coppola, prima di proseguire verso la zona di Matera, la celebre città dei Sassi.

A rendere ancora più “da cartolina” il viaggio di nozze, anche alcuni avvistamenti della coppia in giro per Bernalda a bordo di una Porsche, dettaglio che ha rapidamente fatto il giro dei social, e ha contribuito ad alimentare la curiosità attorno alla loro presenza nel Materano. Il viaggio di nozze, tra mare, borghi e paesaggi della Basilicata e della Calabria, sta diventando a tutti gli effetti un piccolo “tour” del Sud Italia, seguito con curiosità anche dai fan della cantante sui social.

Intanto, mentre la coppia si gode il Sud Italia, arriva anche la soddisfazione da chi amministra i territori toccati dal loro passaggio. A Tropea, il sindaco Giovanni Macrì ha commentato con entusiasmo la scelta della cantante e dell’attore di includere la cittadina calabrese nel loro itinerario, sottolineando il valore attrattivo del borgo: “Ma quanto attrae e quanto ripaga l’esperienza identitaria e distintiva nel borgo di Tropea! E quanto vale, se addirittura, la scelta della nostra città, diventa la cornice speciale e naturale al tempo stesso di momenti iconici e unici, come un matrimonio o un viaggio di nozze”, ha dichiarato.

????GIRO D’ITALIA! Dua Lipa e Callum Turner sono stati avvistati in giro con una Porsche a BERNALDA (BASILICATA). pic.twitter.com/gF9RRkzH8f

— Dua Lipa Italia (@DLipaItaly) June 11, 2026

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Gwyneth Paltrow scelta come testimonial di un progetto immobiliare di lusso in Israele: scoppia la polemica – VIDEO

Gwyneth Paltrow è stata ingaggiata come volto di un esclusivo progetto immobiliare nel centro di Israele. La scelta ha suscitato immediata indignazione sui social media, dove numerosi utenti hanno denunciato la stridente contraddizione tra l’immagine patinata della campagna pubblicitaria e le drammatiche condizioni di vita della popolazione civile a Gaza e in Libano, territori devastati dal conflitto in corso che vede contrapposti Israele e Iran. La notizia è stata riportata da diversi organi di stampa israeliani, tra cui il quotidiano Haaretz.

L’attrice premio Oscar è protagonista di uno spot pubblicitario diffuso questa settimana da Aviv Melisron, un gruppo immobiliare israeliano che promuove il progetto 51 Park a Herzliya, a nord di Tel Aviv. Il complesso residenziale di lusso prevede la costruzione di 646 appartamenti distribuiti su due edifici di 51 piani, situati tra due parchi comunali. Lo spot, girato a New York, ha iniziato ad essere trasmesso in Israele.

Nata da padre ebreo, Gwyneth Paltrow ha sempre manifestato apertamente il proprio sostegno a Israele. All’indomani del massacro del 7 ottobre 2023, l’attrice si è unita a decine di altre importanti personalità del mondo di Hollywood nella firma di una lettera aperta indirizzata all’allora presidente degli Stati Uniti Joe Biden, esortandolo a impegnarsi attivamente per ottenere la liberazione dei 251 ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza.

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Helen Mirren: “Israele non può replicare crimini contro l’umanità”. E su Netflix: “Se vuole l’Oscar porti i film al cinema”

“Zalone? Fa un’ottima pizza”. “Israele? Non può replicare crimini contro l’umanità”. “Netflix? Per vincere l’Oscar dovrà portare un film in sala”. Helen Mirren a ruota libera al 72esimo Taormina Film Festival. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera la 80enne attrice inglese ospite del festival diretto da Tiziana Rocca non si è sottratta a domande e riflessioni scomode o politiche.

Prima di ritirare il premio alla carriera dedicato ad Anna Magnani, Mirren prende subito il toro per le corna commentando un video finito sul web nei giorni scorsi dove un tizio per strada la vede mentre passeggia e le grida “Pu….a Sionista”. “L’episodio risale allo scorso novembre, non so perché sia uscito solo ora, non so come sia finito su Internet. E ignoro chi sia l’uomo che mi ha insultato. Ma ho capito che era mentalmente instabile”, spiega l’attrice che in Israele ha vissuto per sei mesi al tempo della Guerra dei sei giorni (5-10 giugno 1967) e che ha interpretato in un film pure una sua storia leader, Golda Meir.

“Ho grandi amici in quel paese. Da giovane ho avuto due fidanzati ebrei. Sono nata nel 1945, se ripenso alla tragedia immane vissuta in Israele con l’Olocausto, dobbiamo riflettere su ciò che stanno vivendo ora. Questa guerra è distruttiva per la stessa Israele. Come può replicare crimini contro l’umanità?”. Mirren ricorda poi le contraddizioni socio-politiche degli Stati Uniti odierne. Sposata dal 1997 con il regista Taylor Hackford, ha sempre osservato quello strano coacervo antropologico che sono gli Stati Uniti: “Non so se sia mai esistito il sogno americano. Io so cosa vuol dire essere inglese, mi vengono in mente il cottage e la tazza di tè. Gli Stati Uniti…La California è del tutto diversa dall’Alaska o dalla Louisiana (…) sono troppe le contraddizioni in Usa, alcuni Stati vogliono rimettere in discussione il voto delle donne. Assurdo? Certo. Talvolta agiscono forze oscure sotto la superficie”.

L’interprete di The Queen – per il quale vinse un Oscar nel 2007 – ha voluto poi ricordare la sovrana inglese scomparsa di recente. “Elisabetta mi invitò a un tè per pochi intimi. Non mi disse nulla del film, forse era il suo modo per farmi capire che l’aveva visto. Parlò tutto il tempo del suo grande amore: i cavalli”. Mirren si dedica infine all’amico Checco Zalone (“La prima volta l’ho visto in un suo film mentre ero in aereo. Non capivo nulla ma mi faceva ridere per come gesticolava, come si muoveva. Non l’avevo sentito nominare prima d’allora. Sono stata a casa sua, fa un’ottima pizza”) e al futuro del cinema in sala lanciando una freccia avvelenata a Netflix: “Non so se tra 40 anni continueremo a piangere o ridere in sala. So però che se Netflix vuol vincere l’Oscar, deve portare un film in sala”.

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Trump si traveste da Naruto in un video AI e e scatena la protesta degli appassionati di manga: “Non trasformate i nostri eroi in strumenti politici”

Forse per il dono dell’ubiquità, che lo divertirebbe assai. O forse per l’aria da guerriero, il coprifronte che tiene su la chioma fulva. O come direbbe la Gen Z, per l’aura. Per il fascino del ninja, figura di un immaginario pop che romanticizza le battaglie, ma è finzione e nasconde spesso una morale. O magari per tutte queste cose insieme. Fatto sta che Donald Trump ne ha combinata un’altra.

Sabato scorso, 6 giugno, ha pubblicato sul suo social Truth un video che lo ritrae nei panni di Naruto, il protagonista dell’omonimo manga disegnato da Masashi Kishimoto che è diventato un cult nel mondo e ha generato un adattamento televisivo di oltre 700 episodi. Da mesi diversi fan giapponesi dei manga protestano contro la Casa Bianca per la diffusione di video AI propagandistici con le raffigurazioni dei loro personaggi preferiti.

A marzo, da Washington avevano diffuso sul web un filmato in cui scene di anime come Yugi-Oh e Dragon Ball si intervallavano con le immagini degli attacchi statunitensi in Iran. Un giorno prima, lo stesso account aveva sovrapposto uno screen del videogioco dei Pokemon allo slogan Make America Great Again.

Scelte da cui le aziende creatrici dei cartoni animati hanno preso le distanze: nessun diritto concesso. E che sono arrivate anche all’ufficio di gabinetto dalle parti di Tokyo. È stata lanciata una petizione per chiedere agli Usa di smetterla, ma senza particolari risultati. Con la mediazione del ministero degli Esteri, poi, come scrive il Guardian e si legge nel documento, è stato richiesto all’ambasciata degli Stati Uniti in Giappone di intervenire “per l’uso non autorizzato di Yugi-Oh e giochi Nintendo sull’account ufficiale X della Casa Bianca”.

Adesso, a risollevare il polverone ci ha pensato Trump con una delle sue trovate surreali. Niente che cozzi con l’abitudinario stile. Nel videoclip in questione, a corredo della canzone “Thank you, President Trump” è ritratto anche a cavallo di un cammello e di un leone, in piedi di fronte alla torre di Pisa e come un’astronauta mentre pianta la bandiera a stelle e strisce sulla luna. E poi con la tuta arancione, mani giunte e l’indice poggiato sul mento: moltiplicando l’identità, come Naruto.

Il presidente Maga gioca con l’universo giapponese e l’impennata di firme sulla petizione arriva puntuale. Come riporta The Indipendent, ora sono più di 23.000. “Siamo fan che amano profondamente i manga e le opere di anime – si legge nel documento –. Per molti anni queste opere hanno ispirato il pubblico di tutto il mondo trasmettendo valori come il coraggio, l’amicizia, la perseveranza. Per questo motivo, molti si sentono preoccupati quando le immagini di questi prodotti sembrano essere utilizzate in contesti politici o militari che possono differire dalle intenzioni dei creatori originali o dei titolari dei diritti”.

L’organizzatrice della campagna, Nana Suzuki, ha riassunto perfettamente alla BBC il sentimento collettivo: “Kazuki Takahashi, il creatore di Yugi-Oh, è morto dopo aver tentato di salvare qualcuno nell’oceano. Mi rattrista profondamente che il suo spirito nobile, che cercava di salvare gli altri e il messaggio del suo lavoro, sia usato in un contesto militare”.

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Lorella Cuccarini: “Mi piace proprio tanto fare i lavori pesanti. In casa, mi chiamano ‘Pulik’ perché ci sono giornate che prendo, smonto, sposto, pulisco qualsiasi cosa. Faccio le pulizie di Pasqua anche quando non è Pasqua”

Sul palco perfetta, solare, raggiante e dentro casa un vulcano sempre pronto a riordinare. È una Lorella Cuccarini che non ti aspetti quella che emerge da una intervista a Il Corriere della Sera: “Mi piace proprio tanto fare i lavori pesanti. In casa, mi chiamano ‘Pulik‘ perché ci sono giornate che prendo, smonto, sposto, pulisco qualsiasi cosa. Faccio le pulizie di Pasqua anche quando non è Pasqua”.

Il discorso si sposta poi su un primo bilancio dei 60 anni, visto che il 10 agosto la conduttrice festeggerà 61 anni: “Oggi mi voglio più bene, sono più tollerante con me stessa. Se una mattina ho un acciacco o non ho voglia di fare palestra, mi dico: lo farò domani. Sembra una sciocchezza, ma cambia l’approccio alla vita. La conquista principale di quest’ultimo anno è che ho imparato a lasciare andare un po’ di più. Anche a filtrare di meno”.

Il fisico? “Fino a un anno fa, facevo allenamenti più intensi: metabolico, calisthenics… Ma ho capito che per la mia schiena era troppo. Quest’anno sono passata al pilates, lo faccio due volte a settimana con l’istruttore e lo alterno ad allenamenti per conto mio: circuiti e pochissimi pesi. Il mio è un corpo che ha lavorato in modo impegnativo, quindi devo ascoltarlo”.

Infine sulla televisione: “Verrà il momento di fare un passo indietro, ma non adesso. E, per fortuna, nel mio lavoro ci sono tante espressioni, per cui, spero di lavorare ancora tanto, soprattutto in teatro. Ci sono esempi di donne di spettacolo pazzesche, soprattutto oltreoceano, che sono state in scena fino a 80 anni”.

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“Per favore, non usate la mia musica in relazione a questa barbara, disumana e atroce assurdità”: Ariana Grande furibonda con la Casa Bianca e Donald Trump

Ariana Grande non ci sta ed è furibonda. La popstar e attrice ha chiesto alla Casa Bianca di non utilizzare la sua musica. L’amministrazione Trump ha usato la musica dell’artista in un video diffuso sui social media per promuovere le sue politiche sull’immigrazione. Il reel di TikTok, pubblicato lunedì 8 giugno, mostra agenti di frontiera che ammanettano persone, con in sottofondo la hit del 2024 “Bye”. La didascalia recita: “Bye-bye… Il presidente Trump ha creato il confine più sicuro della storia”.

La popstar ha commentato il post: “Per favore, non usate la mia musica in relazione a questa barbara, disumana e atroce assurdità”. La portavoce della Casa Bianca, Abigail Jackson, ha risposto subito: “Ciò che è veramente barbaro, disumano e atroce sono gli stranieri illegali criminali che hanno ferito e ucciso innocenti cittadini americani”.

La Casa Bianca ha diffuso un video in seguito alla firma di Donald Trump di una legge che stanzia oltre 70 miliardi di dollari (circa 52 miliardi di sterline) a favore delle agenzie per l’immigrazione, fondi destinati a coprire i restanti due anni e mezzo del suo mandato presidenziale. Il filmato mostra agenti delle forze dell’ordine mentre procedono all’arresto di alcune persone, le conducono a bordo di veicoli e le trasferiscono presso strutture di detenzione.

Dopo la risposta di Grande al post, il video è stato silenziato e il suo commento rimosso.

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Parla Pier Silvio Berlusconi dopo l’incidente stradale: “Poteva essere una tragedia, qualcuno l’ha trasformata in un miracolo”. Il discorso all’evento Mediaset in ricordo del padre

“Come stai?”, chiede Gerry Scotti a Pier Silvio Berlusconi. L’editore, rimasto coinvolto in un incidente stradale mentre era alla guida della propria auto, rassicura il conduttore e i dipendenti Mediaset: “Sto benissimo. Ieri ho avuto una disavventura. Lo dico onestamente poteva essere una tragedia. Qualcuno ha trasformato una tragedia in un miracolo. E quando si esce consci di avere vissuto dei miracoli si è più forti di prima. Forza, forza Mediaset. Mediaset siamo noi tutti, voi“.

Le sue parole arrivano giovedì pomeriggio nel corso dell’evento “Mediaset siamo Noi“, la serata organizzata per ricordare il fondatore Silvio Berlusconi scomparso il 12 giugno 2023. Nel campus di Cologno Monzese Pier Silvio Berlusconi ha tenuto un discorso davanti a 1500 collaboratori: “Sono passati tre anni ma per me questo continua a essere un momento emozionante e addirittura commovente e sono sincero penso che voi lo percepiate. Poter stare qui con tutti voi è il regalo più bello in assoluto. Grazie. Questa sera non sarà una serata di commemorazione, questa sera non sarà nemmeno soltanto una serata di celebrazione, l’anno scorso abbiamo celebrato il nostro fondatore con gioia come lui avrebbe voluto, oggi dobbiamo fare un passo in più. Dobbiamo rendere, e questo è il messaggio che vi do, grazie alla sua energia, al suo entusiasmo, alla sua capacità di volere bene che sono parte indelebile del nostro DNA e che noi tutti insieme facciamo vivere e respiriamo tutti i giorni. Questa sera deve diventare e sarà una serata di festa, la festa per Silvio Berlusconi, la festa di Mediaset, la festa di tutti noi”.

“Vedete, le aziende possono crescere, possono diventare internazionali, possono fare risultati straordinari, anche nei momenti più complicati come questo. L’economia europea e mondiale è influenzata dalle guerre, da tanti problemi – ha continuato Berlusconi – ma noi andiamo bene comunque e ci mettiamo tanto impegno. I numeri da soli non bastano. Ci sono tre ingredienti senza i quali non si costruisce nulla, l’ho imparato bene in quasi 40 anni di lavoro sempre qua cresciuto come stanno facendo tutti questi giovani a Cologno Monzese e ne sono orgoglioso. I tre ingredienti sono: la dedizione, la passione e, il più importante di tutti, le persone, cioè voi cioè noi. 
Io vi dico solo questa frase: Noi siamo Mediaset, una realtà bellissima un’azienda di cui essere orgogliosi grazie al lavoro e al contributo di tutti voi e di tutti noi. Siamo partiti da qualcosa e quel qualcosa era dentro qualcuno che ci sta guardando di sicuro e sorride quindi: Noi siamo te e tu sei tutti noi. 
Grazie Presidente. Ti amo papà“, ha concluso l’editore.

Nel corso della grande festa è stato proiettato in anteprima il documentario dedicato a Silvio Berlusconi di Toni Capuozzo “Caro Presidente, ti racconto” che sarà trasmesso questa sera in simulcast in prima serata sulle reti Mediaset. Il momento musicale è stato affidato ai Pooh, protagonisti di un concerto che ha ripercorso alcuni dei loro più grandi successi: Dammi solo un minuto, Tanta voglia di lei, Uomini soli, Pensiero e Chi fermerà la musica.

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Come si sceglie il tonno in scatola migliore? Non solo marchio, prezzo e contenuto proteico: ecco cosa controllare prima dell’acquisto

Quando si sceglie una scatoletta di tonno al supermercato, la maggior parte dei consumatori guarda il marchio, il prezzo o al massimo il contenuto proteico. Ma sono davvero questi gli elementi più importanti?

Secondo quanto spiegato dal biologo nutrizionista Eros Patuzzo a Cook, l’inserto dedicato al cibo del Corriere della Sera, ci sono altri parametri da controllare prima dell’acquisto. “Pochi ingredienti, specie dichiarata, buon rapporto tra peso netto e sgocciolato, sale contenuto e olio indicato con chiarezza sono elementi che aiutano il consumatore a capire cosa sta realmente acquistando”, osserva l’esperto.

Uno degli aspetti più sottovalutati riguarda proprio il sale. Molti consumatori si concentrano sulle proteine, ma Patuzzo invita a fare attenzione soprattutto al contenuto di sodio. “Meglio preferire prodotti con valori più contenuti, idealmente intorno a 0,8-1 grammo di sale per 100 grammi o meno“, spiega.

Anche la specie di tonno utilizzata può fare la differenza. Dal 2014 deve essere indicata in etichetta e fornisce informazioni utili non solo sul gusto e sulla consistenza del prodotto, ma anche sulla sostenibilità e, in parte, sull’esposizione a contaminanti come il mercurio.

Un altro errore comune riguarda il tonno “al naturale”. Molti lo considerano automaticamente più salutare rispetto a quello sott’olio, ma non sempre è così. “Il tonno al naturale è più magro perché contiene acqua o salamoia, ma può avere un contenuto di sale non trascurabile“, sottolinea il nutrizionista.

Tra gli elementi da verificare figurano inoltre il peso sgocciolato, la zona FAO di pesca e il tipo di olio utilizzato. Quanto al contenitore, sfatiamo un luogo comune: il vetro non garantisce automaticamente una qualità superiore rispetto alla classica lattina.

Infine, attenzione a non confondere sostenibilità e qualità nutrizionale. Certificazioni come MSC o Friend of the Sea possono offrire indicazioni sulla tracciabilità e sulla gestione delle risorse marine, ma non garantiscono da sole un prodotto migliore dal punto di vista nutrizionale. L’approfondimento completo è disponibile su Cook del Corriere della Sera.

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“Mi ha fatto sesso orale, mi ha offerto alcol e un ruolo per il cinema”: Puff Daddy citato in giudizio per presunta violenza sessuale su un attore minorenne

Un’altra tegola giudiziaria sul capo di Puff Daddy. L’ex magnate dell’hip hop è accusato di aver aggredito sessualmente un minore quasi vent’anni fa. La presunta vittima anonima, identificata come “John Doe”, ha intentato una causa contro il rapper 56enne, che sta attualmente scontando una pena detentiva di 50 mesi per reati sessuali federali, sostenendo che il controverso magnate dell’hip-hop lo abbia “toccato in modo inappropriato e gli abbia offerto alcol quando era un attore bambino”.

Secondo documenti depositati lunedì 8 giugno presso un tribunale di Los Angeles, e ottenuti dalla testata Usa Today, il presunto episodio risalirebbe al 2007. Stando alle carte giudiziarie, l’accaduto si sarebbe verificato durante un evento di networking nelle colline di Hollywood, occasione in cui Puff Daddy s avrebbe avvicinato il denunciante anonimo — all’epoca impegnato come attore minorenne — invitandolo a un colloquio privato con il pretesto di discutere possibili opportunità lavorative nel settore dello spettacolo.

Ma l’accusatore afferma che il produttore lo avrebbe portato “nelle stanze sul retro” del locale, dove il produttore vincitore di Grammy gli avrebbe offerto alcol, secondo quanto riportato nei documenti. Secondo le accuse, Daddy avrebbe poi iniziato a “toccare” e “strofinare” il minore prima di praticargli sesso orale mentre “si toccava contemporaneamente”, nonostante il minore avesse detto di sentirsi a disagio.

Puff Daddy avrebbe poi detto al minore che avrebbe “visto come si sarebbero evolute le cose per il ruolo che aveva in mente” per un progetto futuro e avrebbe lasciato la stanza. L’avvocatessa del rapper, Juda Engelmayer, ha dichiarato: “Le accuse di questo cosiddetto attore bambino senza nome sono false e ridicole. È solo un altro odiatore in una lunga lista di persone che cercano di accaparrarsi i soldi incoraggiati dagli avvocati specializzati in risarcimento danni. Il mio assistito non ha mai aggredito sessualmente nessuno, e questo include nessun bambino! Queste accuse saranno smentite come tutte le altre“.

Tra gli imputati nel caso figurano anche alcuni talent scout che sarebbero stati ingaggiati per rappresentare l’uomo come attore.

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Lino Guanciale è diventato di nuovo papà e saluta Giacomo: “Hai portato un sole diverso, un’amplificazione della luce nella stanza e nello spazio fra di noi”

“Benvenuto al mondo, Giacomo, Amore nostro”. Così uno degli attori più amati del teatro e delle fiction italiane, Lino Guanciale, ha dato il benvenuto al secondo figlio, avuto dalla moglie Antonella Liuzzi. I due, che si sono sposati a Roma il 18 luglio 2020, hanno un altro figlio Pietro, nato a fine 2021.

“Sei arrivato il 31 maggio e hai portato un sole diverso, un’amplificazione della luce nella stanza e nello spazio fra di noi”, sono le prime parole del post dell’attore che ha accompagnato delle parole dolcissime a uno scatto in cui il figlio Pietro tiene la mano dolcemente al fratellino appena nato.

Poi Guanciale ha continuato: “Praticamente una stella: una piccola stella pulsante e discreta, piovuta nelle nostre vite per scaldarle e illuminarle ancora, per spostare ancora più vicino, praticamente ai nostri piedi, l’orizzonte della felicità”.

“Chi ti tiene per mano in questa foto è chi non ti lascerà mai solo – ha concluso – e già oggi si affaccia al tuo lettino per sorriderti, accarezzarti, baciarti, proteggerti: è tuo fratello Pietro, che davanti a te si scioglie. Come la tua mamma Antonella e il tuo papà Lino, testimoni increduli di tanta meraviglia”.

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“Quando ci si prepara alla maternità nessuno spiega il rovescio della medaglia. Ci si può sentire inadeguate, si sperimenta la privazione di sonno, la paura”: Valentina Persia racconta la depressione post-partum

Negli ultimi anni diverse donne dello spettacolo hanno contribuito a rompere il tabù della depressione post-partum. Brooke Shields si è chiesta “perché piango più del mio bambino?”, mentre Ashley Tisdale ha raccontato di essersi sentita “triste, ansiosa e in colpa” dopo la nascita della prima figlia. A queste testimonianze si aggiunge ora quella di Valentina Persia, che a La volta buona ha ripercorso i mesi difficili successivi alla nascita dei gemelli Lorenzo e Carlotta.

Per cinque mesi non sono stata bene“, ha spiegato. Un periodo segnato da fragilità e senso di smarrimento, molto diverso dall’immagine idealizzata che spesso accompagna il racconto della maternità. “Quando ci si prepara alla maternità, la narrazione comune prevede che tutto sia meraviglioso, che si provi un amore immediato e che ci si senta finalmente appagate. Nessuno spiega che esiste un rovescio della medaglia: ci si può sentire inadeguate, diverse, si sperimenta la privazione del sonno, il pianto e la paura”.

Persia ha raccontato anche il senso di colpa provato in quella fase e le difficoltà nel riconoscere immediatamente il legame con i figli, una sensazione che può amplificare la sofferenza di molte donne dopo il parto. Fondamentale, nel suo percorso, è stato il supporto psicologico: “La psicologa mi disse che il fatto stesso di pormi la domanda dimostrava l’esistenza di quell’amore. Allora non capivo, adesso sì”. Parole che si inseriscono in una riflessione più ampia sulla necessità di raccontare senza filtri anche gli aspetti meno romantici della maternità, per evitare che chi li vive si senta sola o inadeguata.

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“Mi sembra di essere sempre alla ricerca di sensazioni che ho provato in passato e che non riesco più a replicare. Ci sono aspetti di un set che non tollero”: parla Alessandro Borghi

“Mi sembra di essere sempre alla ricerca di sensazioni che ho provato in passato e che non riesco più a replicare”: così Alessandro Borghi racconta a Vanity Fair di come la soddisfazione lavorativa sia per lui sempre più difficile da raggiungere nonostante sia protagonista di film importanti, come Il Prigioniero, di Alejandro Amenábar, premio Oscar per Mare Dentro.

Borghi spiega: “Forse perché pretendo molto da questo mestiere. Succede perché ci sono aspetti della gestione di un set che oggi tollero meno: la confusione, le urla e la mancanza di rispetto. Sono felice, ma meno di qualche anno fa. In questi anni ci sono state cose che non hanno funzionato. Quando un film va a Cannes e poi esce in tredici copie, mi arrabbio. Mi arrabbio perché non riusciamo a risolvere il problema e a capire quale ingranaggio andrebbe sistemato. Le storie? Il pubblico? La distribuzione? Mi dispiace non avere una soluzione da proporre. So solo che vedo sempre meno persone felici che vanno al cinema. E questo mi rattrista”.

Ha una consapevolezza, Borghi, perché oggi non crede più “che il lavoro nobiliti l’uomo, piuttosto che l’uomo venga nobilitato dall’amore” e infatti ama cose molto semplici: “fare una passeggiata con mio figlio. Stare con Irene, sapere che due volte all’anno riesco a riunirmi con gli amici e a divertirmi ballando fino alle cinque del mattino”. Su tutto, l’esperienza della paternità: “Ho la fortuna di avere un figlio che ha completamente cambiato la mia vita», racconta, «posso avere problemi durante la giornata, ma quando torno a casa tutto svanisce: lui riesce a trasformare le negatività in energia positiva“.

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“Sono stata tradita. Non l’ho mai scoperto, ma l’ho sempre saputo. Arrivo a sopportare tanto e poi, a un certo punto, non torno più”: lo rivela Cristina Chiabotto

Cristina Chiabotto si è raccontata, ieri 11 giugno, a “La volta buona”, il salotto di Caterina Balivo. La conduttrice ha parlato della sua famiglia, il matrimonio con Marco Roscio, celebrato sette anni fa, e dell’equilibrio che ha trovato con lui. Chiabotto con il manager e imprenditore torinese ha avuto Luce nel maggio 2021 e di Sofia nel giugno 2022. “Ho trovato una bella testa, lui racchiude tutto: abbiamo la stessa visione della vita”, ha detto la protagonista della puntata alla conduttrice.

Nello specifico ha affermato: “Quando si uniscono testa e cuore, ci siamo. Ho trovato una bella testa, lui racchiude tutto: abbiamo la stessa visione della vita”.

Ma non è stato tutto rose e fiori nella vita sentimentale di Chiabotto, prima di incontrare Roscio. L’ex Miss Italia 2004 infatti ha confessato: “Sono stata tradita. Ci sono persone predisposte al tradimento e altre meno. Io non l’ho mai scoperto materialmente, ma l’ho sempre saputo”.

E ancora: “Io ho perdonato, però soffro il distacco. Arrivo a sopportare tanto e poi, a un certo punto, non torno più. Do tutte le possibilità e poi ti saluto”.

Cristina Chiabotto è stata fidanzata con l’attore Fabio Fulco per dodici anni, poi la separazione nel 2017.

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“Per coprire petto e braccia con un tatuaggio nero sono stato davvero male. La pelle diventava gialla, ho smesso di muovere parti del corpo”: Machine Gun Kelly racconta

Quello che doveva essere un simbolo di rinascita si è trasformato in un’esperienza al limite della sopportazione. A raccontarlo è stato Machine Gun Kelly, che in una lunga intervista a Billboard Canada è tornato a parlare del gigantesco tatuaggio “total black” che nel 2024 ha coperto gran parte del suo corpo, dalle braccia al petto fino allo stomaco.

L’artista, il cui vero nome è Colson Baker, ha spiegato che quel progetto non aveva soltanto una valenza estetica. “Stavo cercando un cambiamento che non fosse soltanto sonoro. Doveva essere qualcosa di fisico”, ha raccontato. Guardando i vecchi tatuaggi, infatti, diceva di non riconoscersi più: “Vedevo morte e droga in tutti quei disegni. C’erano tatuaggi felici, tatuaggi tristi, tatuaggi sacri e tatuaggi infernali. Era come se il mio disturbo bipolare stesse urlando dalla mia pelle“.

Per questo motivo si è rivolto alla tatuatrice delle celebrità Roxx, che gli ha proposto un enorme tatuaggio nero destinato a coprire quasi completamente la parte superiore del corpo. Il problema era il tempo necessario per realizzarlo. Secondo Roxx, un lavoro del genere avrebbe richiesto circa due anni. Machine Gun Kelly, però, aveva altri piani. “Mi aveva avvertito che sarebbe stato quasi impossibile, anche dal punto di vista della tolleranza al dolore. Io le ho risposto: ‘Abbiamo due mesi‘”.

Una decisione che ha avuto conseguenze pesanti. Invece di alternare le sedute ai necessari periodi di recupero, il cantante si è sottoposto quasi quotidianamente a lunghe sessioni di tatuaggio. “Dopo la prima settimana abbiamo iniziato a lavorare sui linfonodi nella zona delle ascelle e delle spalle e mi sono sentito davvero male. La mia pelle stava diventando gialla. Non riuscivo a dormire. Ho smesso di riuscire a muovere alcune parti della parte superiore del corpo“.

Nonostante i sintomi e il dolore, l’artista ha deciso di andare avanti fino alla fine. Oggi guarda a quell’esperienza come a una prova personale superata. “Ne sono uscito estremamente ispirato. Non soltanto per quello che avevo fatto, ma per quello che avevo dovuto superare“. A distanza di oltre due anni da quel tatuaggio, diventato uno dei più discussi del mondo della musica, Machine Gun Kelly continua a considerarlo il simbolo di una trasformazione personale iniziata in un periodo particolarmente complicato della sua vita, tra problemi di salute mentale, la sobrietà e la volontà di lasciarsi alle spalle una fase che lui stesso definisce caotica.

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Kim Kardashian ruba l’asciugamano a Kimi Antonelli dopo la vittoria al GP di Monaco (e lui lo cerca ancora) – Video

Un curioso episodio post-gara ha animato Gran Premio di Monaco 2026 ed è finito rapidamente al centro delle discussioni sui social. Il protagonista inatteso della vicenda non è stato soltanto il risultato sportivo, ma un asciugamano, diventato centrale per un gesto avvenuto a margine della premiazione che ha coinvolto volti noti dello sport e dello spettacolo. Sul circuito monegasco l’attenzione si è inizialmente concentrata sulla vittoria del giovane pilota italiano Kimi Antonelli, poi si è spostata su un’altra star: Kim Kardashian.

Mentre era in corso la festa sul podio, con anche Lewis Hamilton tra i protagonisti, la celebre imprenditrice e influencer Kim Kardashian, compagna del pilota inglese e presente nel paddock insieme alla sorella Khloé, è stata travolta dagli spruzzi tipici delle celebrazioni della Formula 1. La situazione, unita alla confusione del momento, avrebbe portato l’influencer a fare un gesto improvvisato: prendere un asciugamano trovato sul percorso ma in realtà destinato al vincitore.

La mossa non è passata inosservata. Il momento è stato ripreso e rilanciato sui social generando rapidamente commenti e discussioni e, come spesso accade in questi casi, dividendo il pubblico tra ironia e critiche. In molti hanno sottolineato lo scarto culturale tra chi vive abitualmente il paddock della Formula 1 e chi vi si affaccia come ospite occasionale.

A spegnere le polemiche ci ha pensato lo stesso Kimi Antonelli, che con tono leggero ha affrontato l’episodio attraverso i suoi canali social e quelli ufficiali del team Mercedes-AMG Petronas Formula One Team. In un breve video il giovane pilota ha scherzato chiedendosi dove fosse il suo asciugamano.

Kim Kardashian picks up race winner Kimi Antonelli’s towel for herself ???? pic.twitter.com/Z8jlp6ES2A

— Ferrari News ???? (@FanaticsFerrari) June 8, 2026

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Droni, luci e il volto di Gaudí: la Sagrada Familia è finalmente ultimata, lo show per l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo – VIDEO

La Sagrada Familia ha raggiunto un nuovo traguardo simbolico con l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo, il punto più alto della basilica progettata da Antoni Gaudí. A Barcellona la cerimonia è stata accompagnata da uno spettacolo di luci e droni che ha trasformato il cielo della città in una scenografia dedicata all’architetto catalano. L’evento si è svolto alla presenza di Papa Leone XIV, che ha benedetto la nuova torre e completato così un passaggio fondamentale nella costruzione del tempio espiatorio. Con questa aggiunta, la Sagrada Familia diventa di fatto la chiesa più alta del mondo.

Il momento più suggestivo della serata è arrivato al termine della cerimonia, quando sul profilo della collina di Montjuïc è stato proiettato il volto di Gaudí, realizzato attraverso un sistema di droni e giochi di luce. L’immagine, rivolta simbolicamente verso la basilica, ha richiamato una delle frasi più note attribuite all’architetto: “Prima l’amore, dopo la tecnica”.

La scelta di Montjuïc non è stata casuale: la collina, alta circa 173 metri, supera di poco la Torre di Gesù, che raggiunge i 172,5 metri. Un dettaglio che richiama direttamente la visione dello stesso Gaudí, secondo cui nessuna opera dell’uomo avrebbe dovuto superare in altezza la natura.

La luce del futuro nel segno di Gaudí

L’illuminazione interna e strutturale utilizza un sistema composto da decine di fasci di luce distribuiti lungo gli elementi architettonici della croce e delle navate. Secondo i dati forniti, il nuovo impianto LED ad alta efficienza consente anche un significativo risparmio energetico rispetto alle tecnologie precedenti, e riduce i consumi e l’impatto ambientale complessivo della struttura.

Lo spettacolo di luci e droni ha chiuso una giornata destinata a entrare nella storia della Sagrada Familia. Ancora una volta l’eredità di Gaudí è tornata a dominare la scena e ha ricordato la sua idea di un’architettura pensata come prolungamento della natura e non come sua contrapposizione.

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Pokémon Megaevoluzione – Buio Pesto, in anteprima alcune nuove carte della prossima espansione del gioco di carte Pokémon

Il 17 luglio arriverà tra le mani degli appassionati una nuova espansione del gioco di carte collezionabili Pokémon: “Megaevoluzione – Buio Pesto“. La nuova espansione porterà nel gioco i Pokémon Megaevoluzione comparsi per la prima volta su Leggende Pokémon: Z-A tramite i contenuti scaricabili Megadimensione, tra le carte disponibili infatti ci saranno Mega Darkrai-ex, Mega Zeraora-ex, oltre a Mega Chandelure-ex e Mega Excadrill-ex.

Nell’attesa della nuova espansione, The Pokémon Company International ci ha dato la possibilità di mostrarvi in anteprima 3 nuove carte di quelle in arrivo con Megaevoluzione – Buio Pesto, nel dettaglio la carta Rara Illustrazione speciale di Mega Chandelure-ex ed quelle dei suoi primi due step evolutivi, Litwick e Lampent. La prima la troverete qui di seguito, le altre due in fondo all’articolo.

Carta rara illustrazione speciale di Mega Chandelure ex

La nuova espansione, come da tradizione, sarà disponibile in vendita in vari formati come le bustine di espansione ed i set Allenatore Fuoriclasse, oltre a varie collezioni, e porterà fra le mani dei giocatori sei Pokémon-ex Megaevoluzione quattro carte Pokémon-ex, 11 carte rare illustrazione di Pokémon, 18 carte in versione ultrarara tra Pokémon e Allenatori, e sei carte Pokémon e Aiuto in versione rara illustrazione speciale.

Sarà possibile provare Pokémon Megaevoluzione – Buio Pesto prima della pubblicazione ufficiale partecipando ad uno dei tornei prelease che svolgeranno a partire dal 4 luglio presso i negozi aderenti al programma Play! Pokémon, oltre a potervi giocare fin dal 16 luglio nella versione digitale tramite l’app GCC Pokémon Live su dispositivi iOS, Android, macOS e Windows.

Le carte di Litwik e della sua prima evoluzione Lampent

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“Ordino sempre lo stesso menù ma senza quel piatto, non mi piace proprio”: il fondatore di una nota catena di fast food ‘rinnega’ il suo contorno

Essere il fondatore di una catena da oltre mille ristoranti non significa necessariamente amare tutto quello che c’è nel menu. Lo sa bene Todd Graves, imprenditore statunitense e fondatore di Raising Cane’s, una delle più popolari catene americane specializzate in chicken fingers e fast food a base di pollo, che ha ammesso di non mangiare uno dei contorni serviti nei suoi locali.

La confessione è arrivata durante un’intervista pubblicata su Instagram dal content creator Joe Bonham. Alla domanda su quale fosse il suo ordine preferito da Raising Cane’s, Graves ha risposto senza esitazioni: “Box Combo, senza coleslaw, con pane tostato extra e salsa extra”. Ma cos’è il coleslaw? La tipica insalata di cavolo e carote servita nei fast food americani.

A quel punto Bonham gli ha chiesto se non mangiasse mai l’insalata di cavolo inclusa nel menu. “Non mi piace proprio il coleslaw, per questo lo sostituisco”, ha replicato il manager, scatenando immediatamente la curiosità degli utenti. Il dialogo è proseguito con Bonham che ha scherzato: “A nessuno piace il coleslaw“. Graves, sorridendo, non ha negato del tutto: “Ogni tanto trovo qualcuno a cui piace, ma io non sono un fan del coleslaw, quindi lo cambio con il pane tostato”.

Una rivelazione che ha sorpreso gli utenti, considerando che l’insalata di cavolo è presente nel menu della catena fin dalla sua apertura. Lo stesso Graves ha spiegato che l’idea di inserirla era nata per offrire una componente vegetale al pasto e perché si tratta di un contorno molto diffuso nella tradizione gastronomica del Sud degli Stati Uniti.

Il video è diventato rapidamente virale, con più di 8 milioni di visualizzazioni e migliaia di commenti. Molti utenti hanno apprezzato la sincerità dell’imprenditore. “Adoro un amministratore delegato onesto”, ha scritto qualcuno. “È uno di noi”, ha commentato un altro. Naturalmente non sono mancate le discussioni sul vero protagonista della vicenda: il coleslaw. C’è chi ha confessato di sostituirlo sempre con porzioni extra di patatine o pane tostato e chi, al contrario, si è schierato in sua difesa. Un commento particolarmente apprezzato recitava: “Io prendo doppia porzione di coleslaw“. Una dichiarazione che ha generato migliaia di reazioni ironiche tra chi ha risposto definendola “criminale” o addirittura da “prigione federale”.

Nonostante le preferenze personali del fondatore, Graves ha chiarito che il celebre contorno non verrà eliminato dal menu. Insomma, il fondatore potrà anche non mangiare il coleslaw, ma i clienti che lo amano possono stare tranquilli: l’insalata di cavolo resterà al suo posto. Almeno per ora.

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“Quando stai passando uno dei momenti più brutti della tua vita, le persone che ami ti dicono: ‘stasera si esce’. E tu non vuoi perché la gente ti mette ansia”: le parole di Sarah Felberbaum

Dietro il successo, i lustrini spesso si nascondono storie di fragilità. È il caso dell’attrice Sarah Felberbaum che ha postato una serie di foto e video reduce dal concerto di Cesare Cremonini al Circo Massimo di Roma, per affidare ai follower qualche pensiero sul delicato momento che sta vivendo.

Felberbaum è andata al concerto con il marito Daniele De Rossi, ex campione della Roma e allenatore del Genoa, e qualche amica. Immagini spensierate di canzoni e balli, ma le parole che hanno accompagnato la carrellata su Instagram, offrono più di uno spunto di riflessione.

“Quando stai passando uno dei momenti più brutti della tua vita, dopo un anno complicato, e alcune delle persone che ami di più ti dicono: Stasera si esce – ha affermato-. E tu non vuoi. Perché la gente, ultimamente, ti mette ansia. Perché ti senti al sicuro solo dentro casa, con tua mamma o tua sorella. Con i tuoi figli o tuo marito. Le persone che ti conoscono davvero e davanti alle quali non devi mai fingere”.

E ancora: “Poi ti lasci convincere e, nonostante quella sensazione di pericolo addosso, esci. E sorridi. E non pensi. E bevi dei gin tonic. E ridi e scherzi con gente simpatica. E per un istante ti ricordi cosa significa sentirsi felice. E te ne vergogni, come se fosse sbagliato. E scoppi a piangere, perché non sai più cosa sia giusto o sbagliato. Ecco, per me ieri sera non è stato un semplice concerto. È stato un momento di felicità”.

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Belén Rodriguez: “Su di me notizie gonfiate…. Quando ti fanno del male bisogna avere pazienza e attendere, il karma farà il suo corso”

Dopo settimane di indiscrezioni, polemiche e ricostruzioni legate alle vicende che l’hanno vista protagonista a Milano, Belén Rodriguez ha deciso di rompere il silenzio con un lungo messaggio pubblicato nelle sue Instagram Stories.

La conduttrice ha innanzitutto ringraziato i fan per il sostegno ricevuto: “Mi avete confortata e dato molta forza, in questi momenti è fondamentale per me sentirmi abbracciata, coccolata e capita”. Rodriguez ha poi fatto capire di non avere intenzione di alimentare ulteriormente il dibattito mediatico nato attorno alla sua vicenda personale: “Non alimenterò ciò che ha già fatto la stampa gonfiando notizie e situazioni a favore di titoli acchiappa like e click bait”.

Pur senza entrare nei dettagli, la showgirl ha aggiunto che “nelle sedi opportune chi dovrà rispondere delle proprie responsabilità, lo farà”, affidandosi poi a una considerazione dal tono molto netto: “Quando ti fanno del male bisogna avere pazienza e attendere, il karma farà il suo corso“.

Nel messaggio c’è spazio anche per un chiarimento professionale. Belén ha infatti smentito indirettamente alcune ricostruzioni sul mancato approdo alla conduzione dell’Isola dei Famosi, spiegando di essere stata lei a rinunciare. “Ho deciso di non accettare quando ho saputo la quantità di giorni all’estero che avrei dovuto trascorrere. Non riesco e non posso stare 45 giorni senza vedere i miei figli“, ha scritto.

La conduttrice ha quindi ringraziato Mediaset per la comprensione mostrata, lasciando intendere che la collaborazione con l’azienda potrebbe proseguire in futuro: “Sicuramente avremo altre occasioni”. Un messaggio che arriva nelle stesse ore in cui il settimanale Chi ha pubblicato alcune fotografie che la ritraggono insieme all’ex marito Stefano De Martino, segno di un rapporto che, almeno sul piano familiare, sembra oggi più sereno.

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Vittorio Feltri: “Oriana Fallaci fumava di continuo e spegneva le sigarette sul divano, cosa che mi faceva imbufalire. Ho il rammarico di non averle parlato prima che morisse. Mi aveva cercato, ma ero in ospedale”

Vittorio Feltri ha deciso di raccontare le fasi salienti della sua sfera privata professionale e privata nel libro “Il direttore rompiscatole. Storie della mia vita“, scritto con Alessandro Gnocchi per Foglio Edizioni. A Il Corriere della Sera ha deciso di aprire lo scrigno dei ricordi e di raccontare della sua grande amica, Oriana Fallaci.

“Mi aveva convocato in un ristorante di piazza Cavour. – ha ricordato – Io arrivai con tre minuti di ritardo e lei era già seduta, con questo pacco gigantesco accanto. Lo scartai perplesso e trovai una pelliccia di visone da uomo. ‘È l’ultima moda a New York’, mi disse. Naturalmente non la indossai mai, ma la conservo ancora”.

Un giorno poi la celebre reporter lo aveva chiamato: “Sì, era giugno del 2006. Mi chiamò, disse che aveva delle faccende da sbrigare a Milano, ma di non volersi mostrare fragile. Così mi offrii di ospitarla nella mia casa in piazza Duse, dove rimase per qualche giorno, dopo aver cacciato la governante. Io, per non disturbarla, stavo in mansarda. Aveva sempre il suo bel carattere, fumava di continuo e spegneva le sigarette sul divano, cosa che mi faceva imbufalire”.

I ricordi affettuosi sono numerosi: “Per il suo compleanno stappai una bottiglia di Dom Pérignon: la feci felice. Desiderava conoscere Maria Luisa Trussardi, perché in guerra si portava il suo profumo: quando andammo da lei a pranzo, si vestì come una regina. E al rientro mi chiese di portarla dal salumaio. Poi tornò a Firenze: voleva morire lì”.

E ancora: “Mi occupai io di chiamare un autista. Durante il viaggio mi fece mille telefonate: perché c’era caldo, e avvisai l’autista di accendere l’aria condizionata, poi perché c’era freddo, e lo richiamai per alzare la temperatura. Prima di partire mi chiese un bicchiere e un cucchiaino per prendere le medicine durante il viaggio. E qui devo raccontare una cosa che ancora mi commuove”.

“Intanto ho il rammarico di non averle parlato prima che morisse. – ha concluso – Lei mi aveva cercato, ma io ero all’ospedale e non potei richiamarla. Poi, dopo la sua morte, incontrai monsignor Fisichella che mi diede un pacchetto: ‘Oriana mi ha chiesto di darglielo’. Lo aprii e dentro c’erano il bicchiere e il cucchiaino”.

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Stefano De Martino “è andato a prendere Belén Rodríguez dove si era rifugiata”: le foto su Chi

È stato Stefano De Martino ad andare a prendere Belén Rodríguez “dove si era rifugiata nei giorni successivi” alle vicende che l’hanno vista protagonista a Milano. A documentarlo è il settimanale Chi, che ha pubblicato alcune fotografie dell’ex coppia insieme in auto.

Negli scatti emerge un clima disteso e familiare, lontano dalle tensioni del passato. Il segnale di un rapporto sereno costruito attorno al bene del figlio Santiago. Del resto, nonostante la fine del matrimonio, Rodriguez e De Martino hanno più volte dimostrato di voler mantenere un legame equilibrato e collaborativo come genitori.

Nel frattempo, sul fronte delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto la showgirl nelle ultime settimane, è intervenuto il suo legale, l’avvocato Giuseppe Russo, con una nota inviata all’Ansa per fare chiarezza. “In merito alle notizie che stanno circolando diffusamente relativamente ad alcuni (lievi) incidenti automobilistici che avrebbero coinvolto la signora Belén Rodriguez, si rende necessario smentire che sia stato commesso il reato di omissione di soccorso“.

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“La bellezza? Non mi sono mai sentita vittima di pregiudizi, il mio aspetto mi ha penalizzata per alcuni ruoli, favorita in altri”: così Anna Valle

Avrebbe preferito essere in giuria per “vedere più film” perché, sì, il ruolo di madrina le piace ma “quando ti trovi sul palco come se stessa e non nei panni di un personaggio, ti senti sempre un po’ fuori posto. Sono emozionata”. Anna Valle si è raccontata a Repubblica proprio in occasione del suo impegno al Taormina Film Festival e il suo racconto è tornato all’adolescenza perché proprio a Taormina si trovava spesso “con gli amici… Ho anche una cugina che vive nei dintorni, anche se non riesco a venirla a trovare quanto vorrei. Curiosamente, prima ancora di sapere di questo incarico, a marzo ho festeggiato qui il compleanno di mia mamma, 83 anni, con quasi tutta la famiglia. Alcuni hotel erano ancora chiusi, ma abbiamo scelto Taormina perché è un posto bellissimo, curato, accogliente”.

Naturalmente si parla anche di cinema, per esempio del film cult di Valle: “Blade Runner. Lo considero davvero uno dei miei film del cuore. Ho rivisto poco tempo fa la versione Director’s cut. Siamo andate al cinema con una mia cara amica e suo figlio, che non l’aveva mai visto. È stata un’esperienza”. E l’attrice ricorda di avere cominciato a pensare al suo futuro lavorativo dopo Miss Italia: “(Il concorso, ndr) Mi fu proposto più volte. C’era un ragazzo che collaborava con l’organizzazione e che era il figlio di una cliente del negozio di mia mamma. Mia madre aveva un negozio di intimo e merceria, una tradizione di famiglia. Lui mi aveva vista lì quando avevo sedici anni e mezzo e chiese a mia madre se poteva propormi di partecipare. Io dissi subito di no. Me lo richiese l’anno dopo e dissi ancora di no. Quando avevo diciotto anni insistette di nuovo e, a quel punto, mia madre e alcune amiche mi dissero: ‘Ma che ti costa? Al massimo fai un’esperienza’. Io ero molto timida e l’idea mi imbarazzava parecchio. Però me la fecero vedere da un’altra prospettiva: un’occasione per viaggiare, conoscere persone e fare qualcosa di nuovo. Così accettai”.

Da lì, la carriera di Anna Valle non ha subito battute di arresto. Sul rapporto con la bellezza oggi 50enne dice: “Prima del concorso era qualcosa che non sapevo bene gestire. Ero più insicura e molto più timida. Dopo Miss Italia ho acquisito maggiore consapevolezza, non perché fossi stata incoronata reginetta di bellezza, ma perché l’esperienza con le altre ragazze mi ha fatto capire che la bellezza è una caratteristica come tante altre. Non è necessariamente una forza e non è necessariamente un limite. È una cosa tua, della quale devi essere consapevole. Nel tempo ho capito che essere una ragazza carina può essere apprezzato dagli altri, ma deve essere sostenuto dalla personalità e dal modo in cui ti relazioni con il mondo. Non mi sono mai sentita vittima di pregiudizi. Certo, a volte il mio aspetto può avermi penalizzata per alcuni ruoli, così come altre volte può avermi favorita. Ma non l’ho mai vissuto come un limite”. E sull’oggi, se una ragazza le chiedesse se vale la pena partecipare a Miss Italia direbbe sì: “Purché il concorso continui ad aggiornarsi e a stare al passo con i tempi. Non credo che un concorso di bellezza trasformi automaticamente una donna in un oggetto. Anzi, credo che oggi esistano altri modelli e altri contenitori molto più problematici, soprattutto online. Io non ricordo Miss Italia come un’esperienza negativa, né mi sono mai sentita trattata come un oggetto”.

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“Mi hanno criticata per il mio fisico, mi dispiace la cattiveria. Ho risolto molti problemi di ritenzione idrica, intanto con le intolleranze alimentari”: Valeria Marini a La Volta Buona

Valeria Marini vorrebbe “perdere qualche chilo” e lo ha detto davanti alle telecamere de La Volta Buona, il programma Rai di Caterina Balivo dove l’argomento “diete e affini” è uno dei più gettonati. “Ho risolto molti problemi di ritenzione idrica, intanto con le intolleranze alimentari. Sto seguendo la dieta tisanoreica, con gli integratori. Quando la seguo a regime, mi sgonfio”, le parole della showgirl.

La dieta Tisanoreica è un regime alimentare iperproteico e a basso contenuto di carboidrati ideato dal farmacista Gianluca Mech, basato su una drastica riduzione degli zuccheri e sull’assunzione di prodotti proteici specifici associati a integratori e tisane. L’obiettivo è indurre uno stato metabolico simile alla chetosi, favorendo una rapida perdita di peso preservando la massa muscolare. Marini ha spiegato di essere stata bersaglio di giudizi: “Mi hanno criticata per il mio fisico, mi dispiace la cattiveria, ma l’importante è stare bene con noi stessi”.

Qualche giorno fa, sempre ospite del programma di Caterina Balivo, Marini aveva parlato di Giovanni Cottone, suo ex marito: “Sono stata truffata, derubata dei miei soldi. Ho perso quattro anni della mia vita per risolvere tutte le cattiverie che mi erano state fatte. È durato formalmente un anno, ma l’ho fatto annullare dalla Sacra Rota dopo appena quattro mesi. Mi ha derubata e truffata. E lui, alla fine, è stato anche arrestato“.

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“C’è un quadrato magico nascosto nella facciata”: l’enigma “del 33” nascosto nella Sagrada Familia diventa virale dopo la visita di Papa Leone

“Alza la Mirada”. Papa Leone XIV visita Barcellona, quindi la Chiesa della Sagrada Familia e sui social impazza l’Enigma del 33. L’inno del papa americano in viaggio apostolico spagnolo spinge proprio ad alzare gli occhi verso il cielo, laddove si staglia in tutta la sua altezza da record l’incredibile chiesa del modernismo catalano. Visita, peraltro, che cade proprio nel centenario della morte di Gaudí, l’architetto autore di questo capolavoro architettonico, finito investito da un tram l’anno successivo dopo aver concluso i dodici anni di lavoro dedicati alla Sagrada Familia.

Gaudì non solo è nelle liste vaticane verso una incredibile “beatificazione”, ma è proprio nel stile delle sue opere che si riconosce questo piglio di sguardo verso il cielo che richiama, tra l’altro, un anelito spirituale simile a quello che invoca Leone nell’inno della sua visita apostolica. Come riporta Il Messaggero nell’architettura della Sagrada Familia “si incontrano simboli che intrecciano natura, fede e mistero”. Tra rettili gargoyle e conchiglie diventate acquasantiere, è però la Facciata della Passione a mostrare un dettaglio sorprendente: di fianco alla scena del tradimento di Giuda appare il “quadrato magico”, una griglia di numeri simile a un sudoku voluto da Gaudì e costruito da Josep Maria Subirachs. Se si somma ogni riga in verticale e orizzontale (4 righe e 4 colonne) del Quadrato il risultato è sempre 33, ovvero l’età di Cristo crocifisso. Sono presenti tutti i numeri dall’1 al 16 eccetto il 12 e il 16, mentre il 10 e il 14 sono ripetuti due volte. La teoria più suggestiva del significato e della presenza del quadrato sulla facciata della chiesa catalana è che il numero 33 potrebbe “indicare anche il massimo grado della massoneria (33° grado del rito scozzese), che andrebbe a supportare alcune teorie che vedono Gaudì come un adepto di questa associazione iniziatica”.

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“È finita con un regista e mi sono messa con un personal trainer. E allora? La separazione da Paolo Virzì è stata violenta ma non ne sono certo fiera”: Micaela Ramazzotti si racconta

Si è appena sposata con Claudio Pallitto in Umbria e al Festival di Taormina riceve un premio alla carriera. Stiamo parlando di Micaela Ramazzotti che si è raccontata al Corriere della Sera e che, a proposito delle nozze, spiega: “Eh, Claudio era l’orco palestrato e tatuato, tutto muscoli e niente cervello. Io sono stata l’attrice più chiacchierata d’Italia. Ma non ho fatto male a nessuno, al cinema mi hanno fatta sentire come se avessi commesso un reato. Come se avessi dovuto dimostrare… Ma la mia vita è mia e soltanto mia. Mi ero solo innamorata di un uomo”.

Non teme, Ramazzotti, che il “cinema d’autore” la metta all’angolo: “È finita con un regista e mi sono messa con un personal trainer. E allora? Anzi, proprio per questo mi sento arricchita nel mio futuro d’attrice. Sto ricevendo tanti copioni, serie, commedie, opere prime. Piuttosto, mi sono lasciata alle spalle il personaggio della donna vessata, fragile, diventata madre da ragazza, svampita. Era una finzione, sono sempre stata ferma nelle mie idee“.

Ramazzotti è dritta, schietta, e quando le viene chiesto della sua famiglia d’origine risponde che di non avere alcun rapporto mentre a proposito dell’ex marito Paolo Virzì racconta: “Vorrei lasciarmi tutto alle spalle, c’è stata una separazione violenta, culminata nella famigerata lite al ristorante durata 45 minuti di cui non sono certo fiera, è stato un momento di debolezza. Siamo persone adulte, sto porgendo la mano. Ma è l’ultima volta che ne parlo. Ora mi sento finalmente capita per quello che sono. Non ho più magoni. E faccio dei bei sogni”.

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“Smentisco che sia stato commesso il reato di omissione di soccorso”: l’avvocato di Belen Rodriguez fa chiarezza su “alcuni (lievi) incidenti automobilistici”

L’avvocato di Belen Rodriguez, Giuseppe Russo, è intervenuto con una nota recapitata all’agenzia Ansa per far chiarezza sulle ultimi vicissitudini giudiziarie della sua assistita. “In merito alle notizie che stanno circolando – ha affermato – diffusamente relativamente ad alcuni (lievi) incidenti automobilistici che avrebbero coinvolto la signora Belen Rodriguez, si rende necessario smentire che sia stato commesso il reato di omissione di soccorso”.

E ancora: “In alcuni articoli compare addirittura il nominativo del pubblico ministero assegnatario del fascicolo d’indagine, il che lascia basiti ritenuto che in tale eventualità gli unici che ne possono essere a conoscenza, oltre agli inquirenti, sono l’indagata e il suo difensore”.

“Alcune notizie di stampa non corrispondenti al vero – conclude il legale – stanno ingiustamente danneggiando l’immagine della signora Rodriguez, così come l’illecita diffusione di notizie riservate inerenti alla sua salute da parte di strutture sanitarie e pubblici ufficiali con una ricostruzione dei fatti artificiosa”.

Il 9 giugno è stata rilanciata dalle agenzie la notizia che la showgirl argentina sarebbe stata indagata dalla Procura di Milano per omissione di soccorso. Un’indagine scattata dopo una denuncia della Polizia locale arrivata sul tavolo della pm Maria Cristina Ria, che avrebbe aperto il fascicolo

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“Mi dicevano ‘fai schifo, sembri un verme, uno scheletro che balla, solo ossa, vergognati’. Ho ricevuto insulti per la mia magrezza”: lo sfogo di Nathaly Caldonazzo

Nathaly Caldonazzo è stata ospite ieri, 10 giugno, a “La volta buona” condotto da Caterina Balivo. La soubrette ha confessato in diretta di essere stata vittima di un’ondata social, a causa del suo aspetto fisico. La cosa più sconvolgente, a detta di Caldonazzo, è che le parole violentissime che sono fioccate sui social sono state scritte soprattutto da donne.

“Mi sono sentita di dire qualcosa, di mettere stop a questo scempio perché si stava degenerando, – ha subito detto Caldonazzo -. Era partito un fomento sui social di cattiveria, di puro odio, di disprezzo per un semplice balletto, dove io mi riscaldavo prima della lezione di ballo che faccio tutte le mattine con mia mamma”.

E ancora: “Scherzavo, ballavo e ho scritto ‘buongiorno!’ con allegria, quindi era proprio una cosa spensierata. Sotto al mio post è comparsa una sfilza di ‘fai schifo, sembri un verme, uno scheletro che balla, solo ossa, vergognati, sei un brutto esempio, vatti a nascondere, vai a fare la cameriera’”.

Poi la conclusione amare: “Leggendo queste parole mi sono accorta che sono state scritte solo da donne”.

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“Ho un tumore al seno. Capita ad un uomo su 750 e sono uno di loro. Inizialmente volevo tenere tutto segreto perché è imbarazzante”: parla l’attore Tyler Mane

Tyler Mane, che ha interpretato Sabretooth in X-Men, ha annunciato di essere affetto da una “forma rarissima” di cancro. Il 59enne ha reso nota la diagnosi dal proprio profilo Instagram: “Ho un tumore al seno. Capita ad un uomo su 750 e io sono uno di loro”.

Ho brutte notizie, ho iniziato la chemioterapia oggi. Il tumore al seno viene diagnosticato ad un uomo su 750 nel corso della vita, io sono uno di questi. È una malattia rarissima e non se ne parla”, dice l’attore. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), su 100 casi di tumore al seno 1 riguarda un uomo.

“Ho scoperto che le diagnosi per gli uomini arrivano quando la malattia ha già raggiunto uno stadio avanzato perché non è una patologia che viene seguita. I miei dottori non l’avevano presa in considerazione, mia moglie mi ha spinto a rimuovere un nodulo e così l’abbiamo presa in tempo”.

Poi l’ammissione: “Sarò sincero, inizialmente volevo tenere tutto segreto perché è imbarazzante. Poi, quando mi sono informato sulla malattia, mi sono convinto: è il caso di parlarne”.

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