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Festival di Duanwu: sport, cultura e passione, un ponte che avvicina i popoli

 

di CGTN

 

Due giorni, ottanta squadre, mille emozioni. Sul fiume Nansha, a Beijing, la Regata di Dragon Boat del distretto di Haidian 2026 ha anticipato l’atmosfera del Festival di Duanwu, il quinto giorno del quinto mese lunare, quest’anno è previsto per il 19 giugno.

Aziende, università, associazioni, uomini e donne si sono sfidate sui 100 e 200 metri, regalando uno spettacolo di ritmo e passione. Ma la festa non è solo gara: lungo la riva, un mercatino tra artigianato, creatività e sapori stagionali ha fatto vivere ai cittadini l'atmosfera autentica di una tradizione che dura da secoli, in onore del poeta patriota Qu Yuan.

Il dragon boat rema anche nell'economia: a Miluo, cuore produttivo, si costruiscono quasi diecimila barche l'anno, per un valore di oltre 200 milioni di yuan, coprendo il 60% della domanda nazionale. Turismo fluviale, micro-regate e mercatini tematici moltiplicano l'impatto.

Il fascino della barca drago ha varcato i confini. Nel Bel Paese, la Camera di Commercio Cinese in Italia ha portato a Milano la quarta edizione del suo festival, con danze del leone e assaggi di zongzi, involtino di riso glutinoso, cotto in foglie di canna o bambù.

Per Maria Rosa Azzolina, presidente dell’Istituto Italo-Cinese, sono il ponte migliore tra i due Paesi. Anche la città di Ravenna ospita da anni il Campionato europeo per club, e Claudio Schermi, presidente della Federazione Internazionale di Dragon Boat, ricorda che questo sport unisce continenti e crea amicizie.

Così, tra un remo e l'altro, la tradizione rema lontano, avvicinando culture e popoli. Il Duanwu non è solo memoria: è futuro condiviso.

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Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA

 

di CGTN

Tra pochi giorni parte il Mondiale di Canada, Stati Uniti e Messico. L'edizione più grande di sempre: 48 squadre, tre paesi ospitanti. E, per la prima volta nella storia, anche il primo Mondiale dell'Intelligenza Artificiale.

Cosa cambia? Cominciamo dall'arbitraggio. Prima del torneo, ogni giocatore viene scannerizzato in 3D. Millimetro per millimetro. Fuorigioco o contatto dubbio? L'IA ricostruisce l'azione da tutte le angolazioni e genera un ologramma di precisione chirurgica. Niente più scuse, in teoria.

Poi arriva la tecnologia cinese: un micro?dispositivo che gli arbitri indossano come un occhio elettronico. Pioggia, nebbia, giocatori che si sovrappongono? Nessun problema. L'IA migliora l'immagine in tempo reale, recupera i fotogrammi persi, evidenzia il fallo con un alone colorato. Sembra fantascienza, ma è già realtà.

E non finisce qui. L'IA segue la partita, riconosce gol, cartellini, parate impossibili. In pochi secondi monta video perfetti per i social. Nessun regista umano necessario. Un gol diventa un reel prima ancora che l'attaccante finisca di esultare.

Ma tutto questo ha un prezzo. Se l'IA decide quasi sempre bene, l'arbitro diventa solo un esecutore? E i dati biometrici dei calciatori – i loro corpi 3D – dove finiranno? Senza dimenticare le fake news generate dall'IA, sempre più difficili da smascherare.

C'è chi lo dice da tempo: il calcio è bello proprio perché è umano. Perché sbaglia. Perché sorprende. L'IA non deve sostituire la passione, ma costringerci a chiederci perché amiamo questo sport. La risposta, come sempre, la daranno il campo e i tifosi.

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