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Eppur si muove: ecco perchè l’Altare della Patria sta lentamente cedendo

Un simbolo di Roma osservato anche dallo spazio

Il Vittoriano, uno dei simboli più riconoscibili di Roma e dell’Italia, si sta muovendo. Non si tratta di un crollo imminente né di una situazione di emergenza, ma di un fenomeno lento e costante che gli esperti tengono sotto osservazione da anni. A rivelarlo è uno studio coordinato dalla Sapienza insieme a Ispra e realizzato attraverso Nhazca, società nata come spin-off di ricerca del Dipartimento di Scienze della Terra dell’ateneo romano.

Grazie all’analisi di oltre 300 immagini radar raccolte dai satelliti tra il 2002 e il 2019, i ricercatori hanno ricostruito con precisione millimetrica l’evoluzione strutturale del monumento che domina Piazza Venezia. Il risultato? Il lato nord-occidentale del Vittoriano mostra un progressivo abbassamento di circa un millimetro all’anno.

Cosa sta succedendo

Il monitoraggio è stato effettuato utilizzando la tecnologia A-DInSAR, una sofisticata tecnica di interferometria radar che permette di rilevare spostamenti minimi senza installare sensori direttamente sull’edificio.

Le analisi hanno evidenziato un comportamento non uniforme della struttura. Mentre la porzione orientale dell’Altare della Patria appare sostanzialmente stabile, quella nord-occidentale registra una lenta deformazione. Sul muro perimetrale affacciato su Piazza Venezia, nel periodo esaminato, l’abbassamento complessivo ha raggiunto circa cinque millimetri. Numeri apparentemente insignificanti, ma estremamente preziosi per gli studiosi che si occupano della conservazione dei grandi monumenti storici.

Nessun allarme ma controlli sempre più precisi

Gli esperti sottolineano che il fenomeno rientra nei normali processi di assestamento che possono interessare strutture monumentali di enormi dimensioni. Proprio per questo il dato più importante non è tanto il millimetro perso ogni anno, quanto la possibilità di rilevarlo con precisione e continuità.

Per una città come Roma, costruita su stratificazioni millenarie e caratterizzata da un patrimonio archeologico unico al mondo, il monitoraggio satellitare rappresenta ormai uno strumento fondamentale. Tecnologie sempre più avanzate consentono infatti di individuare variazioni impercettibili prima che possano trasformarsi in criticità.

Il Vittoriano, inaugurato nel 1911 e dedicato a re Vittorio Emanuele II, continua dunque a vegliare sulla Capitale. Ma ora sappiamo che, sotto il suo candido marmo botticino, il gigante di Piazza Venezia si muove lentamente. Talmente lentamente da sfuggire agli occhi dei romani e dei milioni di turisti che ogni anno lo ammirano, ma non ai satelliti che osservano la città dall’alto.

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