Modalità di lettura

Zegna alla Milano Fashion Week: l’abito come eredità e continuità

Le proposte Zegna per la prossima stagione fredda hanno inaugurato la Milano Men’s Fashion Week con una collezione che guarda all’armadio come spazio concreto di conservazione, uso e continuità.

Al centro, capi pensati per durare, tramandarsi e trasformarsi nel tempo, nati da un dialogo diretto con il guardaroba di famiglia e con la tradizione sartoriale della maison, riletta in chiave essenziale e contemporanea.

La collezione

Ambientata in un armadio immaginario composto da oggetti reali provenienti dal guardaroba di famiglia di Gildo e Paolo Zegna, entrambi membri della terza generazione, la collezione nasce da un confronto diretto con capi personali e abiti ereditati dagli avi.

Un punto di partenza concreto che riflette il rapporto quotidiano con l’atto del vestire e con il valore del tempo applicato ai capi, pensati per essere conservati, riutilizzati e trasformati.

All’interno di questo armadio, una teca espone “Abito n. 1”: il primo abito su misura realizzato negli anni Trenta per il Conte Ermenegildo Zegna, in 100% lana australiana. Il capo diventa riferimento fondativo della collezione, che riprende i codici sartoriali della maison e li rielabora in modo essenziale, concentrandosi su costruzione, materiali e funzionalità.

La proposta per la prossima stagione fredda si sviluppa attorno a un guardaroba coerente e duraturo, fatto di volumi misurati, sovrapposizioni pratiche e tessuti pensati per resistere all’uso e al tempo. La tradizione sartoriale Zegna rimane centrale, ma viene riletta in chiave contemporanea, con un approccio pragmatico che privilegia continuità, qualità e concretezza.

Ritrovare un capo

La creazione di moda, per il direttore artistico Alessandro Sartori, nasce dall’esperienza. “In quanto manto esterno scelto con consapevolezza, gli abiti diventano le pagine di un diario che si scrive nel corso della vita. In questa collezione, il passaggio generazionale avviene all’interno di un armadio di famiglia, dove gli oggetti vengono custoditi affinché possano essere utilizzati da altri membri. Mi interessa il senso di scoperta che nasce nel ritrovare un capo appartenuto al padre, al nonno, allo zio: osservare altri modi di vestire, provarli, farli propri, e il dialogo silenzioso che si crea tra i corpi e i gesti. Siamo profondamente orgogliosi di ciò che facciamo e l’idea di creare capi pensati per essere conservati, riutilizzati e reinterpretati nel tempo è per noi una fonte costante di energia. L’iconica lana Trofeo, introdotta nel 1965, è centrale in questa collezione e testimonia l’impegno continuo di Zegna per l’eccellenza: un tessuto reinterpretato in chiave attuale che favorisce, ancora una volta, un incontro tra generazioni. In Zegna tutto parte dal tessuto; in questo guardaroba, la materia è il punto di partenza di un intenso processo di prova, styling, indossaggio e affinamento di capi e silhouette, sviluppato individualmente su ogni modello”.

L’articolo Zegna alla Milano Fashion Week: l’abito come eredità e continuità è tratto da Forbes Italia.

  •