Adolescenti e salute mentale, Telefono Azzurro e Misericordie d’Italia in campo insieme
L’emergenza c’è, palpabile, anche senza bisogno delle cronache nere, nerissime, che ogni tanto arrivano a ricordarcelo: la salute mentale di bambini e adolescenti registra da tempo segnali di allarme.
Telefono Azzurro lo sa: tende l’orecchio quotidianamente, con le sue linee telefoniche d’ascolto e con le sue App, ogni giorno intercetta una domanda forte, fa da ponte con i servizi di cura, e non si stanca di richiamare l’attenzione della pubblica opinione.
Lo sanno anche le Misericordie d’Italia, perché chi è coi volontari ogni giorno sulle strade del Paese, nelle grandi metropoli come nei piccoli centri, ha il polso dei muretti, dei cortili, delle piazze in cui si tira tardi.
Inevitabile per queste due realtà storiche del sociale italiano – l’una, le Misericordie, la più antica certamente del Bel Paese ma l’altra, Telefono Azzurro, tra le primissime del Terzo settore italiano così inteso avendo 40 anni di lavoro – inevitabile che queste due realtà, dicevo, decidessero di allearsi su questo fronte.
Protocollo firmato stamane a Roma
È infatti di oggi la notizia, giunta da Roma, di un Protocollo d’intesa «di durata biennale per rafforzare la collaborazione e ampliare i loro interventi», avverte una nota congiunta, «a tutela della salute e del benessere dei bambini e adolescenti che vivono in situazioni di conflitto, emergenza, grave disagio psicosociale e crisi umanitarie, in Italia e nei contesti internazionali maggiormente colpiti dalla guerra».
A firmarlo, Ernesto Caffo, fondatore e presidente di Sos Il Telefono Azzurro e di Fondazione Child, e Domenico Giani, presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia.

«L’accordo», prosegue la nota, «consente il rafforzamento delle mission e dei valori da sempre a capo delle tre organizzazioni che costruiscono così, tramite un impegno condiviso, una vera e propria rete che vede al centro i bambini e gli adolescenti e la tutela dei loro diritti».
Il Protocollo, fanno sapere dalle due organizzazioni, «nasce dalla volontà condivisa diaffrontare le sfide educative contemporanee sostenendo il percorso di crescita e la tutela dei bambini e adolescenti in situazioni di vulnerabilità sul territorio nazionale, con particolare attenzione al rafforzamento della relazione madre-bambino».
L’expertise di Telefono Azzurro e la rete delle Misericordie
Come lavoreranno le due realtà? Telefono Azzurro metterà a disposizione le competenze maturate quasi 40 anni di attività a protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, «valorizzando in particolare il proprio sistema integrato di linee di ascolto: la linea 114 “Emergenza Infanzia”, il servizio pubblico co-finanziato dalla presidenza del consiglio dei Ministri, la linea 1.96.96, riservata a bambini e adolescenti, adulti e le loro famiglie in difficoltà, il numero europeo 116.000 dedicato ai bambini e adolescenti scomparsi», spiegano. Inoltre, Telefono Azzurro, essendo stato accreditato come truster flagger dall’Agcom, ed essendo quindi «segnalatori attendibile» di contenuti nocivi online, potrà intervenire per accelerarne la rimozione.
Le Misericordie, per parte loro, forti delle oltre 700 confraternite diffuse su tutto il territorio nazionale, con più di 670mila iscritti, di cui circa 100mila impegnati attivamente nelle opere di carità e nel supporto alle persone più fragili, mettono al servizio di questo accordo la loro rete capillare e la competenza di chiopera quotidianamente «nei servizi sanitari, di protezione civile e di protezione sociale, affiancando le comunità nei momenti di maggiore difficoltà».
Un impegno che comunque varrà anche per l’Estero, essendo entrambe le realtà, in questo caso Fondazione Child più che Telefono Azzurro, impegnate in missioni internazionali, «in particolare in Ucraina e in Terra Santa, dove la Confederazione già interviene a sostegno delle popolazioni colpite dai conflitti e delle fasce più vulnerabili».
Il ruolo di Fondazione Child
«L’accordo tra Fondazione Child e le Misericordie», spiegano Caffo e Giani, «si fonda sulla visione condivisa che riconosce l’urgenza di interventi internazionali, congiunti e tempestivi, nei contesti bellici dove aumentano i bisogni della salute mentale infantile legati a trauma, perdita, sradicamento ed esposizione prolungata alla violenza come accade oggi in Ucraina e in Palestina, dove le conseguenze psicologiche ed emotive della guerra richiedono interventi continuativi e coordinati».
La “sorella internazionale” di Telefono Azzurro, «attiva in Italia e all’estero dal 1998, metterà a disposizione la propria esperienza maturata in ambito di ricerca scientifica, formazione, advocacy e cooperazione internazionale, promuovendo interventi internazionali fondati su un approccio integrato tra psicologia, neuroscienze, pediatria, pedagogia e neuropsichiatria infantile per affrontare in modo innovativo e inclusivo le problematiche legate al disagio, ai disturbi post-traumatici e alla sofferenza psicosociale dei bambini e adolescenti nei contesti di emergenza e di conflitto».
Le attività congiunte previste
L’accordo già individuano alcune attività congiunte. «Il Patto d’intesa», spiega la nota, «prevede la realizzazione di interventi congiunti e mirati quali l’organizzazione di incontri, convegni e percorsi formativi per operatori, volontari, educatori e professionisti del settore; campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte a istituzioni e società civile sull’importanza del supporto psicologico ai bambini e adolescenti e sugli obiettivi dell’intesa; la creazione di una mappatura dei bisogni e delle vulnerabilità nei territori di intervento. Fondamentale sarà la promozione della collaborazione con enti nazionali e internazionali per rafforzare le reti di sostegno e favorire iniziative coordinate, sviluppare progetti congiunti su scala nazionale e internazionale per la promozione di buone pratiche nel campo della tutela dei bambini e adolescenti», spiegano le due organizzazioni.
Tra gli obiettivi del Protocollo, sottolinea la nota, «anche la condivisione di momenti in comune tra i volontari per scambiarsi esperienze e strumenti per il supporto nei contesti di vulnerabilità». E saranno inoltre sviluppati sistemi di monitoraggio a medio e lungo termine per valutare l’efficacia degli interventi di sostegno psicologico messi in campo.
Delineati anche gli obiettivi: «Costruzione di relazioni positive, la resilienza psicosociale e il rafforzamento dei servizi di assistenza per bambini, adolescenti e famiglie».
In ultimo ma non per ultimo, spiega la nota, «per garantire risposte efficaci e rapide particolare attenzione sarà dedicata allo sviluppo di modelli di intervento tempestivo e coordinato in situazioni di emergenza, integrando le competenze sanitarie, psicosociali e logistiche delle tre organizzazioni».

Caffo: «Unire le competenze a la presenza nel territorio». Giani: «La nostra storia ci insegna»
Il senso di questo accordo lo spiegano infine i due protagonisti: «Unire le competenze di Telefono Azzurro e Fondazione Child alla presenza sul territorio della Confederazione delle Misericordie», dice il professor Caffo, «significa costruire reti di protezione solide, qualificate e tempestive capaci di rispondere con efficacia ai bisogni dei bambini, adolescenti e delle loro famiglie nelle situazioni di conflitto. Ogni azione messa in atto», conclude, «ha sempre come priorità la centralità del bambino perché nelle situazioni di guerra sono proprio i più piccoli i primi a vedere annullati i propri diritti fondamentali».
Secondo Giani, «la firma di questi Protocolli rappresenta per le Misericordie d’Italia un passo importante nella costruzione di una rete sempre più solida a tutela dei bambini e degli adolescenti che vivono situazioni di fragilità, emergenza e conflitto. La nostra storia ci insegna a stare accanto a chi soffre, soprattutto nei momenti in cui la vita diventa più dura e incerta».
Secondo il provveditore, come si direbbe nell’antico linguaggio della primissima organizzazione, «unire la capillarità e la forza del volontariato delle Misericordie con le competenze specifiche di Telefono Azzurro e di Fondazione Child significa mettere al centro i diritti dei più piccoli, offrendo risposte concrete, tempestive e coordinate. È un impegno che nasce dal presente, ma guarda al futuro, con la convinzione che prendersi cura dei bambini significhi prendersi cura dell’umanità intera».
Due dirigenti capaci di costruire
Dentro la buona notizia di due grandi realtà sociali mobilitate e su temi così urgenti e delicati, a ben vedere ce n’è anche un’altra: quella di due dirigenti, Caffo e Giani appunto, che mostrano come cooperazione e lavoro comune siano ancora un valore nella società civile organizzata. Due personalità che si assomigliano: grandissima capacità di lavoro, sobrietà e discrezione come stile di vita, dedizione totale alle cause per cui si impegnano. Chapeau.
Le foto in apertura, montate da Antonio Mola, e quelle all’interno dell’articolo sono dei rispettivi uffici stampa.
L'articolo Adolescenti e salute mentale, Telefono Azzurro e Misericordie d’Italia in campo insieme proviene da Vita.it.

