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La strada più colorata della città? Gay Street è pronta a dare spettacolo

La strada più colorata della città? Gay Street è pronta a dare spettacolo

In via di San Giovanni in Laterano, esattamente di fronte al Colosseo, una settimana di eventi dedicata a cultura, diritti, nclusione e valorizzazione delle differenze.

Con la direzione artistica di Ezio Cristo, la manifestazione è promossa e organizzata da un gruppo di imprenditori attivi nel tessuto culturale e sociale della Capitale e nasce con l’obiettivo di creare uno spazio aperto di incontro, confronto e celebrazione, attraverso un programma che unisce approfondimento culturale e intrattenimento, nella piena valorizzazione della Gay Street romana, luogo storico e simbolico per la comunità LGBTQIA+ della Capitale.

Madrina della manifestazione sarà Vladimir Luxuria che il 16 giugno sarà protagonista del tradizionale taglio del nastro dando il via a sei giorni di appuntamenti aperti a tutti.

Tra gli appuntamenti più attesi della manifestazione, la sera del 19 giugno, il concerto di Francesco Sarcina e Le Vibrazioni, una delle band più amate e rappresentative del panorama pop-rock italiano.

Il calendario di Walk with Pride prevede talk, incontri, presentazioni di libri e film, riconoscimenti a personalità impegnate nella promozione dei diritti e dell’inclusione, oltre a un concorso drag che celebrerà il talento artistico e performativo della scena italiana.

Tra gli ospiti attesi figurano Imma Battaglia, Francesca Pascale, Antonella Elia, Priscilla, Francesco Montanari e Gabriele Piazza con lo spettacolo satirico “Eterofobo”, insieme ad altri protagonisti del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’attivismo. Le serate saranno animate da momenti di intrattenimento e musica grazie alla partecipazione di alcune tra le più note organizzazioni di eventi della capitale, che cureranno dj set e performance dal vivo. “Walk with Pride” si propone come un’occasione per raccontare una società più aperta, inclusiva e consapevole, attraverso il dialogo tra arte, cultura, spettacolo e partecipazione civile, nel cuore di una delle città più amate al mondo.

Le dichiarazioni di Ezio Cristo

“La Gay street è forse il primo simbolo identificativo del movimento lgbtqia+ romano”-dice il Direttore Artistico Ezio Cristo-“e gli eventi della manifestazione Walk with Pride sono la sintesi logica e significativa di tutto quello avviene durante l’anno. La gay street è il luogo di condivisione e incontro per eccellenza e sempre aperto alla comunità e non, ai romani così come ai tantissimi turisti che si ritrovano davanti al Colosseo ogni giorno e ogni notte. Credo in un Pride diffuso: ogni realtà aggregativa, anche la più piccola dovrebbe avere uno spazio. Non dovrebbe esserci solo un luogo dove si concentrano tutti gli eventi, le serate o le organizzazioni, ma sarebbe bello se i vari quartieri di Roma avessero i loro punti di riferimento”.

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Catanzaro per la prima volta avrà il suo Pride: sarà l’unico della Calabria. “Non bisogna avere paura di essere visibili”

Per la prima volta nella sua storia, Catanzaro avrà il suo Pride. L’appuntamento è per l’8 agosto sul lungomare del quartiere Lido e rappresenterà l’unica manifestazione regionale dedicata ai diritti della comunità LGBTQIA+ in Calabria nel 2026. Un evento storico per il capoluogo di regione, che arriva dopo anni in cui i Pride in Calabria si sono svolte in modo frammentato e non continuativo a Cosenza e Reggio Calabria. Il Catanzaro Pride nasce dall’esperienza di “Road to Pride”, una serie di iniziative che nell’ultimo anno hanno attraversato il territorio con presentazioni di libri, incontri pubblici e momenti di confronto sui temi dei diritti e dell’inclusione. Un percorso costruito dal basso che ha coinvolto associazioni, sindacati, partiti, collettivi e cittadini. “Il percorso è cominciato un anno fa, con un presidio che ha dato il via a questa esperienza”, racconta a ilfattoquotidiano.it Giovanni Carpanzano, portavoce di Road to Pride, presidente di Arci Equa e tra i promotori dell’iniziativa. “L’importanza di farlo a Catanzaro è molteplice: è il capoluogo di regione ed è un punto di riferimento per tutta la Calabria. Ci siamo sempre chiesti se fosse arrivato il momento di organizzare un Pride qui, ma prima non c’erano le condizioni. Con l’attuale amministrazione siamo riusciti ad aprire un dialogo e a costruire un percorso condiviso”. Per Carpanzano il Pride rappresenta anche una battaglia. “Abbiamo ragionato su cosa fare concretamente sul territorio e quest’anno siamo riusciti a costruire qualcosa di importante. È una soddisfazione vedere quante persone stanno entrando nell’onda del Pride”.

L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è anche quello di ribaltare una narrazione spesso stereotipata della regione. “Il Catanzaro Pride è il Pride di una Calabria che esiste e resiste”, afferma Carpanzano. “Non è vero che i diritti civili qui non sono arrivati. Esiste una rete di persone, associazioni e realtà che lavora ogni giorno. Il nostro obiettivo è fare cultura, far comprendere cosa significhi combattere per l’uguaglianza e costruire una società più inclusiva”. Il manifesto politico della manifestazione definisce il Catanzaro Pride “Transfemminista e intersezionale”. Gli organizzatori sostengono che le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere si intreccino con altre forme di oppressione, dal razzismo al classismo, fino al abilismo. Nel documento trovano spazio la difesa delle famiglie omogenitoriali, la richiesta del matrimonio egualitario, di una legge nazionale contro l’omolesbobitransfobia e di percorsi di affermazione di genere più accessibili. “Spesso si pensa che il Pride riguardi soltanto le persone LGBTQIA+, ma non è così”, continua Carpanzano. “Il Pride parla a tutte le persone che subiscono discriminazioni, esclusioni e disuguaglianze. Finché esisteranno cittadini trattati diversamente nell’accesso ai diritti, continuerà a esserci bisogno del Pride”.

La manifestazione rivendica una precisa collocazione politica. “Il nostro Pride è antifascista, antirazzista e antisionista”, spiega Carpanzano. Una posizione che trova riscontro anche nel manifesto, dove si legge che “non c’è spazio per chi alimenta odio verso migranti e persone razzializzate” e si criticano le politiche securitarie fondate su “muri e respingimenti”. Tra i punti più fermi c’è anche la posizione sul conflitto in Medio Oriente. Gli organizzatori aderiscono infatti alla campagna internazionale “No Pride in Genocide”, denunciando le violenze contro la popolazione palestinese a Gaza e schierandosi contro “ogni forma di colonialismo, apartheid e genocidio”. Tra gli aspetti più significativi c’è la scelta di organizzare l’evento in una Regione dove, secondo gli organizzatori, molte persone faticano ancora a vivere apertamente il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere. “Abbiamo voluto il Pride perché tante persone continuano a nascondersi per paura”, racconta Carpanzano. “Noi vogliamo dire che non bisogna avere paura. Esistiamo, siamo qui ed è importante mostrarlo. La difficoltà più grande è stata proprio far comprendere alla comunità LGBTQIA+ che era arrivato il momento di uscire allo scoperto e fare questo salto”. Un messaggio che, secondo gli organizzatori, ha già prodotto effetti concreti. “Molte persone provenienti dalle province ci hanno contattato per chiedere aiuto o semplicemente per raccontare la propria esperienza. Il percorso ci ha resi più visibili. E il fatto di svolgere il Pride sul lungomare, una delle zone più attraversate della città, ci permetterà di dire pubblicamente: ci siamo e possiamo aiutarci”. Tra i temi centrali del manifesto c’è anche il diritto a non essere costretti a lasciare la Calabria per vivere liberamente la propria identità. “Rivendichiamo il diritto di esistere, di essere visibili e di vivere pienamente qui”, si legge nel documento, che collega la battaglia per i diritti LGBTQIA+ alla richiesta di maggiori opportunità e spazi di libertà nel territorio.

La manifestazione potrà contare anche sul sostegno del Comune di Catanzaro. “L’amministrazione ci crede fortemente e sta facendo di tutto per aiutarci”, spiega Carpanzano. “Partecipa alle spese organizzative e all’organizzazione in modo significativo”. Parallelamente prosegue una raccolta fondi dal basso e la ricerca di sponsor “coerenti con i valori della manifestazione”. Gli organizzatori annunciano inoltre che chiederanno il patrocinio della Regione Calabria, mentre sono in corso interlocuzioni con l’Università e con numerose realtà associative del territorio. Tra le adesioni figurano anche Arcigay Cosenza, Arcigay Reggio Calabria e Agedo Reggio Calabria, a conferma della dimensione regionale dell’iniziativa. “Catanzaro è matura per questo passo avanti verso una comunità più solidale e inclusiva”, conclude Carpanzano. “E soprattutto questa non sarà un’esperienza isolata: l’idea è non fermarci più e rendere il Pride un appuntamento annuale”.

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