Il Milan vola con Fullkrug: con il Lecce è 1 a 0


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Livorno, 18 gennaio 2026 – La Libertas Livorno conferma il suo momento positivo e davanti al pubblico del PalaModigliani conquista la terza vittoria consecutiva superando la Liofilchem Roseto 92-77. Una gara sempre nelle mani degli amaranto, capaci di indirizzare il match fin dalle prime battute e di gestire senza affanni i tentativi di rientro degli ospiti.
La squadra di coach Diana parte forte, trovando subito ritmo offensivo e intensità difensiva. Roseto prova a rimanere agganciata affidandosi soprattutto al tiro da fuori, ma Livorno mantiene il controllo grazie a una manovra fluida e a un’ottima distribuzione delle responsabilità in attacco.
Dopo l’intervallo gli abruzzesi alzano la pressione e riducono il divario, ma la Libertas non perde lucidità. Nei momenti chiave emergono esperienza e solidità: un nuovo allungo nell’ultimo quarto spegne definitivamente le speranze di rimonta e consente agli amaranto di chiudere la partita in sicurezza.
Un successo convincente che permette a Livorno di restare stabilmente nelle zone alte della classifica, in vista del prossimo impegno contro Scafati.
TABELLINO
Bi.Emme Service Libertas Livorno – Liofilchem Roseto 92-77
(24-14, 24-17, 19-22, 25-24)
Livorno, 18 gennaio 2025 – La Pielle Livorno incappa in una serata storta e cade nettamente al PalaPiccolo di Caserta: finisce 91-73 per la Paperdi Juvecaserta, che aggancia i biancoblù in vetta insieme alla Virtus Roma, spezzando il primato solitario degli uomini di Turchetto.
La partita dei livornesi dura di fatto un solo quarto. Dopo un avvio brillante, chiuso sul 26-26 con percentuali altissime dall’arco (5/7), la Pielle perde fluidità offensiva e smarrisce certezze, pagando a caro prezzo le 16 palle perse complessive. Caserta cresce con il passare dei minuti, trascinata dal talento di D’Argenzio e Laganà, e nel secondo periodo piazza il primo strappo: i biancoblù segnano appena 12 punti e vanno al riposo lungo sotto di nove lunghezze (47-38).
Nel terzo quarto arriva il colpo decisivo. La Pielle prova a rientrare fino al -4 in avvio, ma è solo un’illusione: i campani alzano l’intensità, colpiscono in transizione e allungano fino al +18, chiudendo la frazione sul 76-61. Nell’ultimo periodo la gara scivola via senza scossoni, con Caserta che tocca anche il +20 e gestisce fino alla sirena finale.
Domenica al PalaMacchia arriva Jesi, test importante per misurare la capacità di risposta del gruppo di Turchetto.
Tabellino
Paperdi Juvecaserta 2021 – Verodol CBD Pielle Livorno 91-73
Parziali: 26-26, 47-38, 76-61


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Livorno, 18 gennaio 2026 – Al Modigliani Forum la Libertas Livorno ottiene la terza vittoria di fila sbarazzandosi della Liofilchem Roseto per 94-77 al termine di una partita dominata fin dalla palla a due. Una prestazione convincente per Fantoni e compagni, bravi soprattutto a mantenere alta la concentrazione quando, soprattutto nel terzo quarto, gli abruzzesi provano a rientrare spinti dalle triple di Robinson.
L’avvio di gara è subito di alto livello per gli amaranto che salgono subito 10-2 sfruttando la verve realizzativa di Tiby. Nel resto del quarto è Woodson a salire in cattedra e il tabellone recita 24-14 dopo dieci minuti. Nel secondo quarto la musica non cambia e i padroni di casa continuano ad accrescere il vantaggio, raggiungendo anche il +20 (41-21).
Roseto a cavallo dell’intervallo (48-31) comincia una mini-reazione che le permette di arrivare a -13 in due occasioni, ma la Libertas è sempre lucida e chiude avanti di 14 (67-53) all’ultima pausa. Il quarto finale è una formalità per gli uomini di Diana e il 92-77 finale può far festeggiare i tantissimi tifosi assiepati anche in questa gara sugli spalti del Modigliani. Il migliore in campo è un incredibile Matthew Tiby che chiude con 30 punti (10/17 dal campo), 9 rimbalzi e 6 assist la miglior prestazione di un amaranto in questa stagione. Un successo prezioso e mai in discussione che consente alla Libertas di rimanere nei piani alti della classifica, dove ormai si trova stabilmente anche Scafati, prossima avversaria al Forum mercoledì prossimo 21 gennaio.
Il tabellino
Bi.Emme Service Libertas Livorno - Liofilchem Roseto 92-77 (24-14, 24-17, 19-22, 25-24)
Bi.Emme Service Libertas Livorno: Matthew james Tiby 30 (7/9, 3/8), Ariel Filloy 14 (1/1, 4/6), Avery Woodson 9 (1/1, 2/6), Luca Possamai 9 (2/5, 0/0), Fabio Valentini 8 (0/3, 2/2), Lorenzo Penna 6 (0/1, 2/5), Matteo Piccoli 6 (0/0, 2/4), Tommaso Fantoni 5 (2/2, 0/0), Luca Tozzi 3 (0/0, 1/3), Niccolo Filoni 2 (1/1, 0/2), Nilo Genti 0 (0/0, 0/0), Niccolo Gubinelli 0 (0/0, 0/0). Tiri liberi: 16 / 23 - Rimbalzi: 39 9 + 30 (Matthew james Tiby 9) - Assist: 25 (Lorenzo Penna 7).
Liofilchem Roseto: Justin Robinson 18 (2/8, 4/7), Angelo Del chiaro 13 (6/9, 0/3), Danilo Petrovic 11 (3/6, 1/1), Jalen Cannon 9 (2/6, 1/1), Aristide Landi 8 (1/2, 2/3), Marco Timperi 7 (2/4, 1/5), Antonino Sabatino 6 (0/2, 2/5), Filippo Gaeta 3 (0/3, 0/2), Kiryl Tsetserukou 2 (1/2, 0/0), Tommaso Laquintana 0 (0/0, 0/0), Alessio Donadoni 0 (0/0, 0/0). Tiri liberi: 10 / 14 - Rimbalzi: 35 13 + 22 (Angelo Del chiaro, Jalen Cannon 8) - Assist: 15 (Justin Robinson 10).
Daniele Mazzi

Caserta, 18 gennaio 2026 – Giornata molto negativa per la Pielle Livorno che cede 91-73 al PalaPiccolo di Caserta e perde il primato solitario con l’aggancio della Virtus Roma e degli stessi campani. Una partita che dura fondamentalmente un quarto per i biancoazzurri che dopo un primo parziale chiuso sul 26-26 tirando 5/7 da tre, perdono fluidità in attacco e soffrono il talento di D’Argenzio e Laganà in difesa.
Nel secondo quarto gli uomini di Turchetto segnano solo 12 punti ma riescono a limitare i danni chiudendo a -9 (47-38), prima di crollare definitivamente nel secondo tempo. Il terzo quarto è quello che chiude la gara: la Pielle riesce a tornare a -4 in avvio, ma Caserta alza nuovamente i giri del motore e tocca più volte il +18 prima di chiudere avanti di 15 (76-61) a dieci dal termine. Nell’ultimo quarto coach Lardo può permettersi il lusso di schierare pochissimo l’acciaccato D’Argenzio, con la sua squadra che tocca anche il +20 prima di chiudere comodamente sul 91-73. Una brutta sconfitta per la Pielle che vede anche ribaltata la differenza canestri dell’andata (finì 80-74 per Leonzio e compagni), in un campionato in cui è probabile un arrivo in volata. Per gli uomini di Turchetto serve una pronta reazione perché domenica al PalaMacchia arriva Jesi, squadra che in questo turno ha messo in estrema difficoltà la Virtus Roma.
Il tabellino
Paperdi Juvecaserta 2021 - Verodol CBD Pielle Livorno 91-73 (26-26, 21-12, 29-23, 15-12) Paperdi Juvecaserta 2021: Matej Radunic 18 (7/7, 0/1), Domenico D'argenzio 17 (5/8, 0/7), Matteo Laganà 15 (0/1, 5/10), Andrea Lo biondo 11 (4/4, 1/4), Vittorio Nobile 8 (1/1, 2/3), Alessandro Sperduto 8 (1/2, 1/4), Damir Hadzic 6 (0/1, 1/3), Luca Brambilla 4 (2/3, 0/1), Simone Vecerina 2 (1/3, 0/2), Keller cedric Ly-lee 2 (1/1, 0/0), Eric chinemerem Nwaofom 0 (0/0, 0/0), Francesco junior Sorbo 0 (0/0, 0/0) Tiri liberi: 17 / 19 - Rimbalzi: 30 6 + 24 (Andrea Lo biondo 8) - Assist: 23 (Matej Radunic, Andrea Lo biondo 4).
Verodol CBD Pielle Livorno: David Gabrovsek 22 (6/7, 2/4), Michele Ebeling 13 (1/3, 3/6), Marco Mennella 10 (0/1, 2/3), Davide Bonacini 9 (4/4, 0/1), Ennio Leonzio 8 (1/5, 1/4), Denis Alibegovic 5 (1/3, 1/4), Dmytro Klyuchnyk 4 (1/3, 0/0), Mattia Venucci 2 (0/2, 0/2), Jacopo Lucarelli 0 (0/2, 0/2), Christian luigi Kouassi 0 (0/0, 0/0), Luka Virant 0 (0/0, 0/0) Tiri liberi: 18 / 24 - Rimbalzi: 34 7 + 27 (Michele Ebeling 11) - Assist: 12 (Mattia Venucci 6)

Si ricomincia, due mesi dopo le ATP Finals. Anche se forse non ci sei è mai fermati, non del tutto. Gli sponsor, quelli che governano il circo, non vanno volentieri […]
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Guidonia Montecelio (Roma), 17 gennaio 2026 – Il Livorno torna a vincere e lo fa in trasferta contro il Guidonia Montecelio, squadra tutt'altro che semplice, i ragazzi di mister Venturato però non si sono scomposti e consapevoli dell'importanza della partita hanno sfoderato una prestazione di grande attenzione e concretezza. Meno forse le occasioni create dagli amaranto che però sono riusciti a sfruttarle al meglio uscendo dal "Città dell'Aria" con i tre punti grazie ad un secco 2-0.
Approccia bene la partita il Livorno che passa i primi minuti di gioco nella metà campo avversaria, creando alcune buone occasioni senza però riuscire a rendersi realmente pericoloso. La prima grande occasione del match arriva al 21’ ed è per il Livorno, Dionisi da punizione trova una traiettoria interessante che costringe il portiere avversario ad un grande intervento per evitare l’1-0.
Per gran parte del primo tempo entrambe le squadre faticano a trovare le giuste trame di gioco, con i padroni di casa che non riescono ad impegnare neppure in occasione Seghetti. Solo al 31’ il portiere amaranto viene costretto ad un grande intervento con i piedi, anche se in caso di gol sarebbe stata da valutare la posizione dell'attaccante avversario. Termina 0-0 il primo tempo a “Città dell’Aria”, un risultato che sottolinea il grande equilibrio fra le due squadre che tornano negli spogliatoi con una grande occasione per parte.
Il secondo tempo si apre subito con un’altra buona occasione per il Livorno, al 47’ ancora una volta è Dionisi a provarci dalla distanza con un gran destro che però termina largo di un soffio. Nonostante sia il Livorno a costruire più occasioni al 63’ è il Guidonia Montecelio a trovare il vantaggio con Starita, si resta fermi sul risultato di 0-0 però, al momento del gol infatti il numero 23 avversario si trovava in posizione di fuorigioco.
Al momentaneo gol di Starita risponde capitan Dionisi che al 64’ buca Avella infilando la palla nell’angolo destro con un gran piatto destro, al “Città dell’Aria” è 1-0 per gli amaranto. Raddoppia il Livorno al 74’ con Biondi, ma ancora una volta c’è lo zampino di un ispiratissimo Dionisi che serve al numero 14 l’assist vincente.
Non c’è niente da fare per il Guidonia Montecelio, su cui continua ad imperversare una sorta di maledizione per quanto riguarda le partite casalinghe, al “Città dell’Aria” termina 2-0 per il Livorno.
Il tabellino
GUIDONIA MONTECELIO (3-5-2): Avella; Vitturini (32' st Stefanelli), Frascatore, Esempio; Viteritti, Tascone (23' st Bernardotto), Santoro (41' st Russo), Sannipoli (23' st Tessiore), Zappella (41' st Spavone); Starita, Zuppel. In panchina: Stellato; Marchioro, Mulè, Mastrantonio, Franchini. Allenatore: Ginestra.
LIVORNO (4-3-1-2): Seghetti; Mawete (41' st Gentile), Noce, Baldi, Falasco; Luperini, Hamlili (27' st Biondi), Marchesi (46' st Panaioli); Peralta (27' st Odjer); Di Carmine, Dionisi (46' st Bonassi). In panchina: Tani, Ciobanu; Ghezzi, Panattoni, Antoni, Haveri. Allenatore: Venturato.
ARBITRO: Vailati di Crema.
MARCATORI: 20' st Dionisi, 29' st Biondi.
NOTE: pomeriggio freddo. Spettatori: 2.000 circa. Ammoniti Falasco, Tascone, Mawete ed Esempio. Angoli: 2-5. Recupero: 0'; 5'.

Guidonia Montecelio (Roma), 17 gennaio 2026 – Al "Città dell'Aria" di Guidonia Montecelio termina 2-0 per gli amaranto che si aggiudicano una gara caratterizzata da grande equilibrio. Senza dubbio è stata la partita di capitan Dionisi che ha regalato i tre punti alla sua squadra firmando la rete del vantaggio e servendo l'assist per il 2-0 di Biondi. Bene anche la difesa che si è fatto trovare pronta di fronte alle incursioni avversarie. Nel complesso una gara di grande attenzione per la squadra di mister Venturato. Ecco le pagelle degli amaranto:
Seghetti: 6.5 Non viene chiamato in causa per gran parte della partita ma quando c’è bisogno risponde presente.
Mawete: 6.5 Ormai si è preso la corsia di destra, dopo un inizio di stagione non al meglio è in costante crescita. Dal 85’ Gentile: S.v.
Noce: 7 Gara di grande attenzione per lui, non si fa superare da Zuppel e Starita, respinge tutto.
Baldi: 6.5 Dopo alcune prestazioni non al top torna in campo con decisione e si fa trovare pronto.
Falasco: 7 Al buon esordio di Luperini della scorsa settimana si aggiunge anche il suo, ottimo in fase di copertura ma anche in fase avanzata.
Luperini: 7 Altra partita di sostanza, tanta qualità per lui a centrocampo ma anche tanta quantità.
Hamlili: 6.5 Un po’ più impreciso rispetto alle ultime partite, ma guida comunque con sicurezza il centrocampo amaranto. Dal 72’ Odjer: S.v.
Marchesi: 6.5 In fase offensiva e d’impostazione non riesce ancora ad esprimersi al massimo, meglio nei ripieghi difensivi dove fa valere il fisico.
Peralta: 6.5 La qualità c’è anche oggi una buona gara, manca però l’ultimo step. Dal 72’ Biondi: 7 Ingresso da sogno per lui dato che dopo appena due minuti trova la rete del 2-0.
Dionisi: 8.5 Il piede è caldo, le due più grandi occasioni del Livorno nascono dal suo destro che metterà la firma anche sulla rete del vantaggio amaranto. Dal 91' Bonassi: S.v.
Di Carmine: 7 Bene nelle sponde per i compagni, come sempre tanto lavoro sporco per lui.

Beato colui che può contare su un giocatore fuori categoria. Beato il Livorno che ha Federico Dionisi, uomo simbolo, capitano, fuoriclasse che in questa categoria insegna calcio a tutti. E’ stato proprio il bomber di Cantalice a spaccare la partita sul campo del Guidonia Montecelio: un gol pazzesco, un assist fantascientifico e tutti a casa. Per il Livorno sono i primi (pesantissimi) punti del 2026, il ritorno al successo in trasferta dopo tre mesi e mezzo.
La partita. Venturato si affida ancora al trequartista – Peralta – dietro Dionisi e Di Carmine. In difesa debutta Falasco. A centrocampo c’è la conferma per Luperini. Tornano nell’undici di partenza Mawete e Marchesi. La partita è bloccata e le emozioni latitano fino al minuto 21 quando Dionisi su calcio di punizione fa lavorare il portiere Avella che sventa volando alla propria destra. Insiste il Livorno. 25’: Hamlili verticalizza per Di Carmine, il cui lob supera Avella, ma non un difensore rossoblù che allontana. La sensazione, però, è che il ritmo degli Amaranto sia compassato, mentre il Guidonia riesce a verticalizzare in modo più rapido. Al 31’ Seghetti deve metterci i piedi su conclusione di Sannipoli da due passi. Al 37’ si rivede il Livorno: cross dalla sinistra di Falasco: colpo di testa si Dionisi e palla sul fondo.
Ripresa. Parte bene il Livorno. Al 3’ ci prova Dionisi con un diagonale destro dal limite. La palla sibila vicino al palo di sinistra di Avella. Altra chance per Dionisi al 9’, ma il suo destro a girare non inquadra lo specchio della porta. La partita sembra bloccata. Il Guidonia talvolta guizza in attacco. Succede anche al 18’ quando Starita segna, ma in chiara posizione di fuorigioco. Capovolgimento di fronte e fantastico gol di Dionisi che di prima in corsa, corregge in porta un suggerimento di Marchesi. Incassato il gol, il Guidonia reagisce: al 25’ Starita di testa non trova la porta. Questo sabato, però, è il grande giorno di Dionisi che al 29’ fa una magia, nasconde il pallone e poi serve un cioccolatino al neoentrato Biondi che deve calciare un rigore in movimento: 2-0! Il resto è accademia. Il Livorno vince per la gioia del centinaio di tifosi scesi a Guidonia con uno striscione di contestazione nei confronti della società. Molto meglio della croce celtica esposta dai supporters di casa: un inno alla stupidità e all’ignoranza.
Guidonia (3-5-2): Avella; Vitturini (78′ Stefanelli), Frascatore, Esempio; Zappella (86′ Spavone), Tascone (68′ Bernardotto), Santoro (86′ Russo), Sannipoli (68′ Tessiore), Viteritti; Zuppel, Starita. A disposizione: Stellato, Marchioro, Mulé, Mastrantonio, Franchini. All. Ginestra
Livorno (4-3-1-2): Seghetti; Mawete (86′ Gentile), Noce, Baldi, Falasco; Luperini, Hamlili (72′ Odjer), Marchesi (92′ Panaioli); Peralta (72′ Biondi); Dionisi (92′ Bonassi), Di Carmine. A disposizione: Tani, Ciobanu, Gentile, Ghezzi, Panaioli, Panattoni, Antoni, Haveri. All. Venturato.
Arbitro: Vailati sezione di Crema
Reti: 65′ Dionisi, 75′ Biondi
Note: angoli 2-5; ammoniti, Falasco, Tascone, Mawete, Esempio; recupero 0’+5′
Il Comitato organizzatore di Milano Cortina 2026 ha deciso di rimuovere l’attore Massimo Boldi dalla lista dei tedofori della staffetta olimpica. La scelta, annunciata in un comunicato ufficiale, arriva in seguito a un’intervista pubblicata oggi su il Fatto Quotidiano, nella quale Boldi ha espresso opinioni “giudicate incompatibili con i valori del Movimento Olimpico”. Il comico – con la sua verve – si è definito “un grande atleta” della “figa”. Una battuta, uno scherzo da attore comico, che è andato di traverso ai componenti della Fondazione. Boldi ha anche dichiarato di non essere propriamente uno sportivo ma di amare moltissimo Cortina.
Secondo quanto spiegato dalla Fondazione Milano Cortina 2026, la decisione non riguarda il profilo artistico dell’attore, ma il ruolo simbolico che accompagna il gesto di portare la Fiamma Olimpica. “Portare la Fiamma Olimpica rappresenta un privilegio e una responsabilità”, sottolinea il Comitato, ricordando che i tedofori sono chiamati a incarnare e promuovere principi come rispetto, unità e inclusione, considerati fondamenti irrinunciabili dello spirito olimpico.
La staffetta della Torcia non è infatti solo un evento cerimoniale, ma uno dei momenti più identitari dei Giochi, pensato per unire territori, comunità e persone diverse attorno a un messaggio universale. Proprio per questo, spiega la nota, le opinioni espresse da Boldi nell’intervista “sono state ritenute non in linea con i valori che il Comitato organizzatore intende rappresentare nel percorso verso i Giochi invernali del 2026″
Nel comunicato viene anche chiarito che la nomina dei tedofori può avvenire attraverso diversi canali: dalla Fondazione Milano Cortina 2026 alle città di tappa, dagli sponsor del progetto olimpico ai Comitati olimpici regionali, fino agli enti territoriali e al Comitato Olimpico Internazionale. Si tratta quindi di un processo ampio e condiviso, ma sempre subordinato al rispetto dei principi etici che guidano l’organizzazione dell’evento.
Con un amico l’artista si è sfogato: “Tutto per colpa della frase sulla figa. Mi dispiace moltissimo. Io volevo fare il tedoforo. Ovviamente scherzavo. Mi hanno chiamato in mille per quell’intervista. È scoppiato un gran casino.
Ora bisogna metterci assolutamente una pezza perché io il tedoforo lo volevo proprio fare“.
In serata Boldi “ha dichiarato di aver fatto una battuta che, nelle sue intenzioni, voleva essere leggera e ironica, ma che si è rivelata inopportuna e offensiva nei confronti delle donne e non in linea con i principi di rispetto e inclusione che ispirano il movimento olimpico. Per questo ha voluto chiedere scusa a tutte le persone che si sono sentite ferite e al Comitato Organizzatore”. Boldi ribadisce oggi la sua stima per l’evento e per il suo significato di unità e condivisione, auspicando che le sue “scuse possano contribuire a chiudere una vicenda che lo ha profondamente amareggiato. L’artista conferma il proprio impegno a promuovere messaggi di rispetto e sensibilità, riconoscendo l’importanza del ruolo pubblico e della responsabilità che ne deriva”.
L'articolo “Tutto per colpa della frase sulla f**a”, Massimo Boldi rimosso dalla lista dei tedofori delle Olimpiadi dopo l’intervista al Fatto Quotidiano proviene da Il Fatto Quotidiano.
Quando non tornava a Firenze da mesi, la sua assenza si sentiva. Soprattutto nei momenti difficili della squadra o se c’era un giocatore un po’ troppo “chiacchierato” sul mercato. Poi arrivava l’annuncio: “Domani arriva Rocco”. E tutto sembrava calmarsi, tornare alla normalità, se può davvero esistere una “normalità” a Firenze quando si parla di calcio. Arrivava dagli Stati Uniti (la sua vera casa), rassicurava e incoraggiava la squadra, allenatori e dirigenti. Stimolava la Fiesole facendo sognare i tifosi: coppe da vincere, obiettivo Champions, perfino scudetto. E tutto rientrava, tutto l’ambiente ne giovava. Anche nei momenti più difficili, come la terribile scomparsa di suo “fratello” Joe Barone, vera anima della nuova proprietà a stelle e strisce, e del capitano Davide Astori.
In questi 7 anni, Rocco Commisso è stato una guida fondamentale per i tifosi della Fiorentina. Così importante che, con la sua assenza per la malattia, in pochi mesi la società è sprofondata nel baratro: cacciati allenatori e direttore sportivo, squadra dritta verso la serie B. Eppure, non si è mai dato per vinto, nonostante la distanza. Ha respinto le voci (sempre più insistenti) di voler vendere, ha continuato a investire sul mercato e non ha mollato il suo progetto – seppur totalmente rivisto – del nuovo stadio. Avrebbe voluto ancora di più. Avrebbe voluto puntare ancora più in alto. Più del Viola Park, tanto bistrattato da alcuni tifosi, ma diventato il gioiellino della sua proprietà: il centro sportivo più innovativo d’Europa, dicono.
“Chiamatemi Rocco”, disse nell’estate 2019, appena sbarcato a Firenze con quel sorriso sornione e il suo tipico “okay” da americano a Roma. E questo bastò a far tornare a sognare i tifosi, ormai sfibrati da un rapporto logoro con la famiglia Della Valle. Capì subito quali tasti toccare: il nuovo stadio, il viscerale odio per la Juventus (“Sono già più bravi di noi, non hanno bisogno degli aiuti arbitrali. Sono disgustato”, gridò a favore di telecamere nel 2020), i grandi acquisti (Ribery, Nico Gonzalez, Kean, De Gea). Poi arrivarono i risultati: dopo i primi due anni travagliati, il triennio di Italiano, le notti europee, le tre finali (perse), una squadra sempre tra le prime sette del campionato e che, soprattutto, faceva divertire anche con il suo successore Raffaele Palladino. Fino alla malattia, all’assenza e allo sfacelo degli ultimi mesi.
Sapeva anche farsi sentire (il sindaco Dario Nardella ne sa qualcosa, sullo stadio) e non gli ho mai perdonato – in evidente conflitto d’interessi, lo so – gli attacchi ai giornalisti che osavano (rarità) criticare la squadra e la società quando i risultati non arrivavano. Chi lo faceva veniva considerato da Rocco un “anti fiorentino”. Un errore di cui voglio credere si sia pentito quando, negli ultimi mesi, gli mancava tanto fare una pesseggiata sul Lungarno o mangiare una fiorentina ai 13 gobbi.
Commisso in 7 anni ha avuto un solo obiettivo, a suo modo trumpiano (senza averne i difetti): “Make Fiorentina Great Again”. La città, che ormai è rassegnata, in un brutto incubo, a subire un lutto all’anno, glielo riconoscerà ad agosto, quando celebrerà il centenario della nascita della Fiorentina. Questa grande storia viola, caro Rocco, è anche tua. E te ne saremo sempre grati.
L'articolo “Make Fiorentina Great Again”: il pensiero stupendo di Rocco Commisso e quella poltrona d’onore nella storia viola proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ai campionati europei di sollevamento pesi che si sono svolti in Moldava brilla la stella di Genna Toko Kegne che sale sul gradino più alto del podio per la seconda volta consecutiva e conquista il titolo continentale nella categoria fino a 76 kg. Una gara pazzesca, giocata kilo su kilo da parte... 