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Camilla, la manager dei giovani volontari vincenziani di Torino: «L’impegno ci rende protagonisti»

Sono i volontari stessi a motivarmi». È da questa convinzione semplice e concreta che parte l’impegno di Camilla Tealdi, 32 anni, referente del gruppo giovani dei Gruppi di Volontariato Vincenziano Nuova Aurora di Torino che si occupano di migranti e povertà. A guidarla non è un senso di eccezionalità, ma l’energia che vede nei ragazzi che coordina: la loro disponibilità, la volontà di fare bene, perfino la delusione quando qualcosa non funziona. Un entusiasmo che diventa contagioso e che per lei rappresenta la prova che il volontariato è davvero accessibile a tutti, non solo a chi si sente “all’altezza”. 

Entrata nel gruppo nel 2012 quasi per caso, ha raccolto nel tempo la responsabilità del coordinamento, trasformando un’esperienza nata come proposta del suo professore di liceo in un ruolo che oggi sostiene una squadra di 18 volontari. Un percorso cresciuto insieme al gruppo, dentro una realtà che negli anni ha dovuto adattarsi ai cambiamenti del servizio e dei bisogni, mantenendo però al centro il protagonismo dei giovani. Un meccanismo di emulazione positiva che richiama il messaggio al centro della nuova campagna di promozione del volontariato “Sei migliore di prima” promossa dal Csv di Torino e ispirata proprio da una frase detta da Camilla durante un’intervista, presentando il volontariato non come un gesto esemplare, ma come un’opportunità reale di crescita personale. Nel 2026 la campagna diventerà progetto condiviso da tutti i Csv piemontesi. Il gruppo oggi gestisce la preparazione dei sacchetti per il servizio festivo, trasformato durante la pandemia in distribuzione take away. Un cambiamento che ha ridotto il contatto diretto con gli ospiti, una parte importante della motivazione dei volontari più giovani. «Per questo vorremmo tornare alla mensa seduta, quando avremo gli spazi adeguati», spiega. Nel frattempo, il gruppo organizza momenti di formazione e confronto mensile, affidando ai volontari più esperti il compito di trasmettere competenze e modalità di gestione delle situazioni più delicate. «I volontari più esperti condividono la loro esperienza, soprattutto su come affrontare situazioni delicate. La consegna dei pasti può sembrare un’attività molto operativa, in realtà occorre prestare massima attenzione ai bisogni e agli stati d’animo di ciascun utente». 

Camilla Tealdi

La coesione del gruppo non dipende solo dalla formazione. Una parte importante del lavoro di Camilla riguarda l’organizzazione pratica e la capacità di adattare il servizio alle esigenze dei volontari: «La flessibilità aiuta molto: pubblichiamo un calendario mensile e ognuno si inserisce in base ai propri impegni, senza un numero minimo o massimo di turni». Una scelta che consente anche a chi studia o lavora, di continuare a partecipare. 

Grande attenzione è riservata poi al coinvolgimento di nuovi volontari. «Il passaparola è fondamentale. Facciamo giornate di presentazione, banchetti e abbiamo organizzato diversi incontri anche con la Croce Verde per ampliare la platea di possibili volontari. Alcuni ragazzi arrivano tramite i Pcto obbligatori per gli studenti del triennio delle scuole superiori e spesso continuano dopo aver completato le ore richieste».  Il Csv di Torino contribuisce indirizzando all’associazione i giovani che entrano in contatto con il servizio di orientamento al volontariato. Guardando al futuro, il gruppo immagina di ampliare le attività, soprattutto se si tornerà al servizio mensa: «La mensa seduta permette fra l’altro di capire se il pasto è l’unico bisogno o se servono altri tipi di supporto. Dal confronto sono nate idee come un servizio di assistenza sulle prescrizioni mediche o, magari, un servizio di barbiere. Proposte che non abbiamo ancora concretizzato ma che potrebbero diventare una buona base per ampliare la nostra azione in futuro». 

Il messaggio di Camilla ai giovani che si avvicinano al volontariato è chiaro: non servono requisiti speciali. «L’ansia di non essere all’altezza o di non avere abbastanza tempo sono preconcetti. Esistono tantissimi tipi di volontariato: basta provare e trovare quello che fa per sé. Spesso non si conoscono tutte le possibilità offerte e si ha una visione limitata».  

Nella foto, tre dei 18 componenti della “squadra” guidata da Camilla Tealdi impegnati a riempire i sacchetti solidali

Ogni mese raccontiamo un’esperienza di volontariato e attivismo civico che sta avendo un forte impatto sulla comunità. Lo facciamo a partire da due focus: i giovani capaci di innovare le organizzazioni e le nuove leadership che ne emergono. In collaborazione con Csvnet

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