Merita di essere celermente commentato un video recentemente apparso sulla rete Facebook del rustico Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e non nuovo a uscite funamboliche e rocambolesche. Ha detto il Bandecchi che, cito, "i traditori italiani devono essere fucilati". Con questa espressione macabra alludeva espressamente a quegli italiani che non si schierano a spada tratta con l'Ucraina del guitto di Kiev, Zelensky. Si è poi il Bandecchi prodigato in frasi quintessenzialmente demenziali, appellando in maniera irripetibile i russi e asserendo che essi sono da sempre i suoi nemici. Come se non bastasse, il Bandecchi ha asserito che sono sacrosante, sic, le armi inviate a Kiev.
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Una miniera abbandonata nello Yunnan e sei minatori, che diventano poi tre morti con sintomi identici al #Covid. Il loro sangue finisce in un laboratorio a #Wuhan. Otto anni dopo, un pugno di investigatori dilettanti riporta alla luce quella storia sepolta e scopre che il virus più simile al SARS-CoV-2 arriva proprio da quella grotta.
E' l'estate 2012, contea di Mojiang, Cina. Sei uomini vengono calati in una vecchia miniera di rame abbandonata per spalare via anni di guano di pipistrello. Nel giro di settimane si ammalano: tosse, febbre, respiro corto. Tre di loro moriranno. I loro campioni di sangue finiscono in un laboratorio a nord, in una città che nel 2020 il mondo intero imparerà a conoscere: Wuhan.
Per otto anni questa storia resta sepolta, come se qualcuno preferisse così. Poi, mentre il Covid corre per il pianeta, un pugno di investigatori dilettanti sparsi nel mondo — analisti di dati, ex insegnanti, nessuno di loro virologo di professione — la riporta alla luce. E fanno una scoperta che toglie il fiato: il parente più prossimo mai identificato del SARS-CoV-2 arriva proprio da quella miniera. Lo stesso virus custodito, sotto un altro nome, nel laboratorio di Wuhan.
Da quel momento, ogni domanda su quell'origine viene bollata come complotto, e chi la fa viene marchiato, isolato, messo a tacere. Ma dietro quel muro di silenzio ci sono nomi cambiati, porte chiuse, strade sbarrate da camion guasti proprio al momento giusto — e un progetto di ricerca, presentato diciotto mesi prima della pandemia, che proponeva di fare a un virus come questo esattamente ciò che oggi lo rende così pericoloso e contagioso per l'uomo.
Chi ha lavorato, in maniera così ostinata, per rendere impossibile anche solo porre la domanda?
In questa prima puntata di una più lunga collana targata "Carta Bianchi" proviamo a ricostruire la vicenda che ha sconvolto il mondo e probabilmente segnato un'epoca.
L'esodo di massa dovuto alle #partenze estive ci costringe a riscoprire il caos causato dal comportamento scorretto dimolti automobilisti. Torna di attualità “La corsia della vergogna”. È così che Paolo Colangelo, presidente di Confarca, definisce uno dei comportamenti più diffusi sulle #autostrade italiane: la tendenza a lasciare libera la corsia di destra, affollando invece quella centrale e quella di sorpasso.
"È rimasto un retaggio culturale secondo cui la corsia di destra è quella per i veicoli lenti", spiega Colangelo. Un'abitudine che, però, non rispecchia più le regole attuali: "Oggi il Codice della strada dice che bisogna occupare la corsia più libera a destra per poter circolare".
Secondo il presidente di Confarca, uno dei problemi nasce anche dalla confusione tra sorpasso e superamento. Se un automobilista procede regolarmente sulla corsia di destra e si trova davanti un veicolo che occupa impropriamente quella centrale a una velocità inferiore, il suo passaggio sulla destra non deve essere automaticamente considerato un sorpasso. "Io sto viaggiando tranquillamente sulla mia corsia di destra da tempo e c'è qualcuno che occupa la corsia centrale: è lui che sta commettendo un'infrazione".
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A pochi giorni dal violento sisma di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia occidentale il 10 agosto, e un bilancio che continua ad aggravarsi tra le centinaia di vittime accertate e i dispersi ancora sotto le macerie, il tema della previsione dei terremoti torna prepotentemente al centro del dibattito.
Il sisma, che ha raso al suolo edifici a Pereira, Cali e Quibdó, si è aggiunto pochi giorni prima a un altro violento episodio sismico registrato in Venezuela, riportando l'attenzione sulla capacità, o incapacità, della scienza di anticipare questi eventi.
Abbiamo chiesto spiegazioni al geologo e divulgatore Mario Tozzi.
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Il tema delle terapie domiciliari raccomandate durante l'emergenza pandemica torna al centro del dibattito, in un momento in cui la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione del Covid ha già acceso i riflettori su altri capitoli controversi di quegli anni, dalla gestione degli appalti per le mascherine, con il caso JC Electronics finito anche in Procura a Roma, alle audizioni dei protagonisti istituzionali dell'epoca. In questo contesto si inserisce la richiesta di trasparenza su chi abbia formulato le indicazioni terapeutiche adottate nella prima fase dell'emergenza sanitaria, e su un'eventuale verifica giudiziaria delle responsabilità.
L'intervento di Carlo Iannello in diretta.
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Io pago le tasse come chiunque altro. Con quelle tasse costruisco l'ospedale, e con quelle tasse costruisco gli strumenti che dovrebbero renderlo efficiente. Poi però scopro che quello stesso ospedale, per una parte della giornata, diventa terreno di un esercizio privatistico riservato a chi può permetterselo. E qui la domanda non è più tecnica, è di principio: dov'è finita l'uguaglianza dell'articolo 3 della #Costituzione?
Perché la realtà, spogliata di ogni ipocrisia, è questa: se ho i soldi mi opero in due giorni, se non li ho aspetto nove mesi, un anno. Nella nostra Carta non c'è scritto da nessuna parte che la salute si eroga a due velocità a seconda del conto in banca. Eppure accade, tutti i giorni, dentro edifici costruiti con i contributi di tutti. Non è peculato solo perché una legge dello Stato lo consente. Ma il fatto che sia legale non lo rende meno ingiusto.
Mi si dice sempre la stessa cosa: se non paghiamo di più, i grandi medici se ne vanno.
Non sono d'accordo.
Un medico diventa grande medico perché lo Stato gli ha messo a disposizione un reparto, dei pazienti, una struttura. Il valore è reciproco. Il problema non è pagare meglio chi già lavora in un sistema pubblico che noi abbiamo edificato: il problema è aver creato le condizioni per un'attività lucrativa sul bisogno delle persone. E questo, per me, resta inaccettabile.
Non è colpa dei medici, sia chiaro. La categoria ha ogni diritto di esercitare l'intramoenia, perché è la legge a consentirlo. Il punto è che quella legge andrebbe cambiata, se il problema è di risorse: più infermieri, più OSS, reparti con strumenti all'avanguardia, investimenti veri nella ricerca. Sono pronto a dire, senza remore, che nella sanità andrebbero investite cento volte le risorse che destiniamo ad altro. Ma quando sento chiedere "ha un'assicurazione?" prima ancora di essere visitato in un ospedale pubblico, capisco che abbiamo smarrito il senso stesso della parola pubblico.
Si parla di continuo delle piccolezze della politica, e si lasciano marcire i nodi che intaccano i valori fondanti della Repubblica. C'è chi prende mille euro al mese e non potrà mai permettersi un'assicurazione: per lui la sanità pubblica, nei momenti in cui la vita va salvata, semplicemente non esiste. Mentre chi ha i soldi si salva sempre, sugli stessi beni, negli stessi strumenti, nella stessa struttura pubblica che tutti abbiamo contribuito a costruire.
L'Italia è una Repubblica dove tutti contribuiscono in ragione delle proprie possibilità economiche, per generare servizi che non possono essere riservati, con privilegio, a chi ha i soldi. Non è un'opinione. È scritto nella Costituzione. Manca solo qualcuno che abbia il coraggio di dirlo in politica, e di agire di conseguenza.
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#Ferragosto affonda le radici in duemila anni di storia, proprio come il Natale, poco meno della Pasqua, ma tra le tre resta la festa meno iconica.
Nasce dalle ferie augustali, volute dall'imperatore Augusto nel 18 a.C. per celebrare la fine dei lavori agricoli estivi, e nei secoli la Chiesa Cattolica ha sovrapposto a questa data la celebrazione dell'Assunzione di Maria, senza però che la sostanza cambiasse davvero: resta un momento di sospensione, di convivialità, di ritrovo collettivo attorno a una tavola o su una spiaggia. Un rito collettivo di cui forse la maggior parte dei commensali non conosce neppur ragione.
"C'è tutta un'organizzazione colossale, collettiva, per fare in modo che il 15 di agosto ci si riesca a ritrovare tutti in uno stesso luogo, spesso le stesse persone degli anni precedenti, in una specie di staffetta della storia e della convivialità, del festeggiamento. Il primo a inaugurare l'idea di una festa nel bel mezzo di agosto è proprio Augusto, che sceglie questo periodo dell'anno perché era il premio dato al mondo contadino dopo la raccolta del frumento nei campi", racconta la Prof. sa Elisabetta Moro, "si festeggiava il dio Conso, divinità dell'agricoltura e della fertilità, con abbuffate all'aperto, animali da lavoro inghirlandati e corse di cavalli — gli antenati dei pali che ancora oggi si corrono per l'Assunta, il più famoso dei quali è quello di Siena".
Le #origini cattoliche
Il mondo cristiano ha poi assunto questi simboli portandoli dentro il proprio codice culturale, collocando nella stessa casella del calendario una festa importantissima: l'Assunzione di Maria in cielo, l'unica donna, l'unica umana ad aver avuto il privilegio di non aspettare il giudizio universale. "Questo che cosa significa? Che il cristianesimo ha messo il peso da 90 perché la Madonna è veramente l'intermediaria fra la Trinità e l'umanità". Non a caso in questi giorni in tante parti d'Italia si tengono processioni che portano la statua della Madonna per mare, accolta tra fiori e fuochi d'artificio, prima che cominci il banchetto: "Non c'è festa dell'anima se non c'è anche festa del corpo".
Le origini Mediterranee
Qui subentra il discorso sulla dieta mediterranea di cui parla la professoressa di antropologia: tradizioni, più che ingredienti, inclusa la convivialità tipica del ferragosto - e non solo.
"Si fonda su tre alimenti che, nel mondo magnogreco, sono doni di altrettante divinità: i cereali dati da Demetra, l'olio da Atena — dea della democrazia, non una divinità qualunque, tanto che l'olio è stato il carburante della storia del Mediterraneo — e il vino, che nell'Odissea manca curiosamente nelle trasposizioni recenti nonostante Ulisse fosse un grande bevitore di vino, come tutti i greci. Le culture però evolvono, e con esse i valori attribuiti al cibo: una volta, per esempio, i crostacei erano dei cibi per i poveri perché avevano pochissima sostanza, poco nutrimento. Oggi sono un cibo per i ricchi". Resta però una costante, valida ancora il 15 agosto: "Sono sicura che tutti faranno uno strappo alla regola. Perché? Perché la convivialità è più importante della dieta".
Il punto, insiste l'antropologa, è che il cibo è specchio della società: "I nostri totem e i nostri tabù alimentari sono lo specchio della nostra società". E oggi, forse, si esagera nell'altra direzione: "Troppe persone sono disposte a fare dei sacrifici terribili, a volte anche inutili, per cercare di evitare dei cibi che poi non sono nocivi" — non un invito a ignorare le indicazioni mediche, ma a ricordare che nella cultura gastronomica "il piacere personale è fondamentale, non è un fatto secondario. Noi stiamo bene anche se mangiamo bene".
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Pareggio di bilancio, deficit al 3%, sistema di cambio fisso: l'Unione Europea non sembra essere più di un'Unione monetaria, un sistema complesso di regole, alcune infondate, che mirano alla stabilità non dei vari popoli che la abitano, ma alla stabilità della moneta. Il "Whatever it takes" tanto osannato lo rispecchia. E' ciò che abbiamo spiegato e raccontato negli anni, tramite pillole (quelle del prof. Valerio Malvezzi) e interventi in diretta.
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E adesso l'Unione Europea sta pensando seriamente alla possibilità di introdurre auto che frenano automaticamente quando il conducente supera il limite di velocità previsto. Si tratta, con tutta evidenza, dell'ennesima inutile follia dell'Unione Europea, treno in corsa verso l'abisso senza frenate automatiche annesse. Più precisamente, l'Unione Europea figura oggi come una grigia tecnocrazia depressiva e repressiva che ha comportato una riorganizzazione verticistica del capitalismo, dopo il 1989, nello spazio del vecchio continente europeo.
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Dall'audizione al Congresso degli Stati Uniti di Anthony Fauci, figura chiave nella sanità americana durante il Covid, sono usciti spezzoni di video diventati viralissimi sul web: emblematico il continuo richiamo (più di 100 volte) al Quinto Emendamento da parte dell'ex NIAID per non rispondere ai senatori. Il senatore Rand Paul in particolare si è mosso contro l'immunologo, portando avanti una denuncia per oltraggio al Congresso, votata la scorsa settimana con parere favorevole. Ora la pratica passa nelle mani del Dipartimento di Giustizia.
In Italia le notizia dagli USA recano sconforto a chi, durante la pandemia, aveva supportato la linea Fauci.
Il commento in diretta di Alberto Contri.
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Il caro-carburanti è diventato una voce pesante nei bilanci familiari proprio nel cuore dell'estate. Secondo i dati diffusi da Facile.it, un pieno di benzina da 50 litri costa oggi 99 euro, il 15% in più rispetto a un anno fa; per il diesel si arriva addirittura a 109 euro, con un rincaro del 31%. Su un viaggio tipo Milano-Lecce andata e ritorno, circa 2000 km, la differenza rispetto al 2025 si misura in decine di euro, e sull'intero mese di agosto la spesa aggiuntiva degli italiani in solo carburante sfiorerà il miliardo di euro.
"Soltanto di benzina spenderemo più di un miliardo in più rispetto a quanto non fosse stato nel 2025, e a questo si sommano una serie di elementi non simpatici, in parte dovuti a fattori prevedibili, in parte a fattori non prevedibili". Tra le cause note per Andrea Polo c'è l'inflazione, aggiornata proprio il giorno prima dall'Istat, che "aumenta una serie di costi a pioggia e a cascata"; tra quelle impreviste, la chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha inciso "in termini di aumenti di costi di approvvigionamento e di conseguenza anche di costo poi sulla benzina nei singoli distributori", ripercuotendosi anche sul costo dell'elettricità.
Fermare il fenomeno non si può, difendersi invece sì.
"Questa è la vera parola: razionalizzare e capire dove cosa possiamo eliminare e dove cosa, se non possiamo eliminare, possiamo comunque risparmiare". Sul fronte carburante, il consiglio pratico riguarda l'abitudine di fare rifornimento sempre allo stesso distributore: "Abbiamo imparato, e dobbiamo imparare se ancora non l'abbiamo fatto, a guardarci intorno e a vedere se magari il distributore che è un chilometro più in là offre la benzina a prezzi inferiori". Con il picco delle partenze estive alle porte, è un obbligo per risparmiare fare rifornimento prima di entrare in autostrada.
Lo stesso principio vale per le bollette energetiche: "Confrontiamo le offerte, come abbiamo detto, dei distributori — lo stesso discorso vale per i fornitori dell'energia. Scopriamo se quella che stiamo pagando è la migliore tariffa disponibile", valutando eventualmente il passaggio a fasce orarie diverse o a una tariffa fissa piuttosto che indicizzata. Non si tratta di un dettaglio da poco: "Il costo dell'indecisione in termini di energia vuol dire circa una spesa superiore di circa 100 euro all'anno a famiglia. Io trovo molti modi migliori di spendere 100 euro piuttosto che regalarli a un fornitore che mi applica una tariffa non adatta a me".
I responsabili dei rincari? Molteplici: "Diciamo che si è usato spesso il pannicello, diceva mio papà che faceva il medico, e non è un taglio delle accise di 17 centesimi che poi levi da altre parti, per cui insomma la coperta è corta". Quanto alla composizione del prezzo alla pompa, va notato che ogni soggetto della filiera — fornitore, raffinatore, distributore e Stato — trattiene la propria quota: "Sono tutti dei mattoncini che vanno a formare il prezzo finale, ognuno con la sua parte. Noi paghiamo ancora dei contributi per la guerra in Eritrea, per dire.
Anche la figura del benzinaio, spesso associata a un facile guadagno, viene ridimensionata: "C'è un mito da far crollare, un mito che a me è crollato da bambino. Io da bambino volevo fare il benzinaio, intanto perché mi piaceva tantissimo l'odore della benzina, e poi perché vedevo sempre appunto 'sti benzinai con questi borselli traboccanti di denaro contante. Secondo me erano le persone più ricche del mondo. In realtà non è così, non sono soldi loro quelli, non tutti".
Difendersi in poche mosse
Sul fronte dei condizionatori, Polo indica prima di tutto l'efficienza dell'apparecchio: "Va bene una Classe A, ma se è una Classe A che io ho comprato nel 2000, magari in 26 anni qualcosa è cambiato e quindi quella classe A del 2000 corrisponde oggi a una classe G", con una differenza di spesa che può valere "diverse centinaia di euro all'anno". Alla manutenzione regolare — filtri puliti, controllo annuale — si aggiungono scelte quotidiane: evitare temperature troppo basse, perché "non fa bene rimanere a 17 gradi in casa", e prediligere la deumidificazione al raffrescamento puro, con un risparmio stimato "circa il 15-20% del consumo". Utili anche piccoli accorgimenti come tenere le tapparelle abbassate ed evitare di aprire le finestre a impianto acceso, oltre alla presenza di piante che aiutano a mantenere un clima più fresco in casa.
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10 agosto 2025: Charlie Kirk durante il “Freedom Night in America” accusa le istituzioni durante il Covid. "Quello che abbiamo scoperto è che c’erano molte persone con conoscenza, ma pochissime con saggezza. La saggezza è la capacità di scegliere bene quando conta. Le persone possono conoscere molti fatti e avere molta conoscenza, come Fauci, ma non avere saggezza. E a proposito, Fauci dovrebbe essere in prigione, tra l’altro. È una persona terribile"
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Il 9 agosto scorso, durante il tradizionale omaggio a Fabrizio De André organizzato nell'ambito del festival Time in Jazz all'Agnata, la tenuta del cantautore in Gallura, una spettatrice ha contestato la presenza del vicepremier Matteo Salvini al concerto di Diodato, lasciando la platea prima della fine dell'esibizione. A calmare gli animi è stata la padrona di casa, Dori Ghezzi. Presa la parola al microfono, la vedova del cantautore ha respinto la protesta pur restando, nelle sue parole, "sempre di sinistra". "Io la penso diversamente - ha detto - però è giusto creare un dialogo, altrimenti non saremmo più un paese democratico". L'intervento è stato accolto da un lungo applauso, compreso quello dello stesso Salvini. Di segno opposto la reazione, arrivata poche ore dopo sui social, della nipote Alice De André, secondo cui il nonno non avrebbe mai tollerato la scena e avrebbe interrotto lui stesso il concerto.
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Nei giorni scorsi è morto Francesco Guccini all'età di 86 anni. Con lui se ne va uno dei più grandi cantautori italiani di ogni tempo. È impossibile non celebrarne la grandezza artistica, così come si è espressa in raffinatissimi pezzi densi di pensiero pensante, come ad esempio, per menzionarne due soltanto, Cyrano o Don Chisciotte. Il Guccini cantautore ha magnificamente espresso quello spirito di scissione messo a tema da Antonio Gramsci nei Quaderni del carcere, voglio dire la capacità di prendere criticamente posizione contro il proprio tempo storico e contro le contraddizioni che lo infettano. Il brano di Guccini Dio è morto rappresenta, tra gli altri, un capolavoro di riflessione in musica, mettendo magnificamente a tema la morte di Dio come cifra del nostro tempo, senza però negare la necessaria speranza in una rinascenza di Dio e della fede nell'ideale.
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Il caso dell'attentato a Sigfrido Ranucci continua a occupare le prime pagine, con letture spesso divergenti. Repubblica ha dedicato ampio spazio al presunto "assedio" mediatico e giudiziario attorno al conduttore di Report, ricostruendo il rapporto tra Ranucci e Valter Lavitola, l'ex faccendiere arrestato come presunto mandante della bomba esplosa nell'ottobre 2025 davanti all'abitazione del giornalista a Pomezia.
La Verità ha pubblicato stralci dell'ordinanza della Gip Iole Moricca, che ricostruisce una conversazione telefonica tra Ranucci e Lavitola nella quale i due avrebbero tentato di costruire una giustificazione a una circostanza contestata nell'inchiesta, senza però trovare riscontri coerenti: secondo il giudice, scrive il quotidiano, "i tre cercavano una giustificazione alla circostanza contestata nel decreto di perquisizione senza però trovare una soluzione". Sul fronte politico, Il Fatto Quotidiano ha dato voce a Sandro Ruotolo, responsabile Informazione del PD, secondo cui l'attacco a Report si inserirebbe in un più ampio disegno di controllo della Rai in vista delle elezioni, sintetizzato nel titolo "TeleMeloni vuole Report nell'anno delle elezioni".
Su questo intreccio di versioni giornalistiche e politiche è intervenuto Fabio Duranti.
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💥 Putin lancia un nuovo monito all'Europa: se le navi russe della flotta ombra verranno sequestrate, Mosca risponderà con la stessa moneta.
Il presidente russo, parlando durante le esercitazioni della Flotta del Pacifico a Južno-Sachalinsk, ha detto: "Vorrei richiamare l’attenzione sulle decisioni dell’Unione Europea adottate di recente. Constatiamo che le autorità di alcuni paesi, in violazione del diritto marittimo internazionale, stanno cercando di limitare la navigazione delle navi dei nostri operatori economici. Di recente sono addirittura giunti al punto di contemplare la possibilità di sequestrare le nostre navi e vendere i beni da noi raccolti. Ovviamente, ciò non è altro che pirateria e ostilità".
"E se ciò dovesse concretizzarsi nella pratica, saremo costretti a rispondere con misure simmetriche. E non necessariamente nelle acque in cui è previsto l’intervento delle nostre navi, ma quando noi stessi riterremo che ciò sia necessario e opportuno".
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Ebbene sì, lo ha detto veramente e non a mo' di scherzo di una notte di mezza estate. Donald Trump, l'imperatore a stelle e strisce, il codino biondo che fa impazzire il mondo, ha infatti dichiarato che, se rinunzia per ora all'attacco massiccio contro l'Iran, che pure aveva annunciato, lo fa semplicemente per il bene del mondo. Sic! Con queste parole si raggiungono davvero vertici quasi lirici di delirio di onnipotenza. E d'altro canto lo stesso Trump nei mesi scorsi si era gloriato di aver raggiunto un potere superiore a quello di Alessandro Magno e di Napoleone.
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Sabato scorso una deputata dell’opposizione, Time Kadrijaj, ha tirato diverse uova contro il premier ad interim Albin Kurti durante una seduta dell’Assemblea a Pristina, in Kosovo.
Kurti aveva chiesto più tempo per i negoziati con gli altri partiti prima di nominare il presidente del Parlamento, dopo le elezioni anticipate di giugno. Il Kosovo è bloccato da quasi due anni in una crisi istituzionale. Kadrijaj ha urlato “Vergogna!” mentre lanciava le uova. La seduta è stata interrotta, il live tagliato e la sicurezza è intervenuta.
La deputata ha poi commentato: “Se questo è il prezzo del dialogo, sono felice di pagarlo”.
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Le crisi economiche vissute dall'Europa negli ultimi 15, quasi 20 anni ormai, dal 2008, non hanno generato le fragilità del continente, ma si sono limitate a mascherare una cosa che era già dentro. Infatti shock come la pandemia, la crisi energetica, le tensioni geopolitiche sono fattori di stress, ma il problema dell'Europa è strutturale, è pregresso, è creato dall'Europa stessa. Il problema è nella lentezza dell'architettura istituzionale europea, ma soprattutto nella filosofia, nella "mission", nella "vision" di questa Unione Europea, che è radicalmente sbagliata.
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Il dibattito sulla geoingegneria torna a infiammare i social ogni estate, quando il caldo spinge migliaia di utenti a cercare una spiegazione alternativa alle ondate di calore. Sotto ogni foto di cielo solcato da #scie di condensazione si moltiplicano i commenti su presunte "scie chimiche", un termine che da anni circola sui social che genera un piccolo equivoco, oltre alle derisioni.
A fare chiarezza, con l'autorità di chi la #meteorologia l'ha praticata per una vita, è il colonnello Mario #Giuliacci, intanto una distinzione: "Il tempo si può modificare, è da cent'anni che si cerca di modificarlo. Il clima, il tempo è ciò che guardo, apro la finestra, quello è il tempo e il meteorologo prevede il tempo. Il clima è ciò che mi aspetterei in inverno".
Confondere le due cose, spiega, è l'errore di fondo su cui si costruisce ogni teoria sulle scie chimiche. Il clima, ricorda, non si presta a manipolazioni su scala planetaria ma nemmeno nazionale: "L'uomo pur immettendo attualmente 40 miliardi di tonnellate di CO2 all'anno ha impiegato 70 anni per far sì che la temperatura del pianeta salisse di 1,2 gradi". Per alterarlo artificialmente, calcola, occorrerebbe una quantità di sostanze impossibile da immettere: "Servirebbero 4 milioni di aerei al giorno che viaggiano, per poter modificare il clima. È possibile questo? No."
Il tempo, cioè il fenomeno meteorologico su scala locale, è tutt'altra questione, ed è qui che la tecnologia esiste davvero, spiega Giuliacci: "Si individua una nuvoletta di 20 km per 20 km e ci si mette dentro ioduro d'argento". Le goccioline di nube, piccolissime e leggere, "sono costrette a mettersi tutte insieme intorno a questo nucleo di ioduro d'argento, diventa un gocciolone e cade per terra come pioggia". Una pratica, sottolinea, tutt'altro che nuova: "Si fa da 100 anni e non c'è nulla di male".
E oggi la tecnica è persino più pulita: "Ultimamente non si usa più l'ioduro d'argento, ma si usano cristalli di già acqua, si spruzzano acqua ghiacciata", così "non c'è più nemmeno l'inquinamento".
A dimostrazione che l'inseminazione delle nubi non ha nulla a che vedere con complotti recenti, il colonnello richiama un episodio storico: "Ho fatto vedere sulle mie pagine 3 bombardieri del 1943 tedeschi con una scia dietro enorme, perché allora non c'erano i sistemi di far sì che uscissero meno inquinanti e meno acqua dalla combustione", e smonta punto per punto anche la vulgata più recente legata all'alluvione di Dubai: "Sarebbero serviti circa 1.000 aerei in quel giorno tutti a bombardare tante nuvolette da 20 km di diametro per far piovere. Non so se mi spiego, è una cosa impossibile".
Anche le celebri foto di cieli incrociati da decine di scie, spesso citate come prova, trovano una spiegazione tecnica: "Se l'ambiente è molto umido e si forma la scia, per ogni molecola di vapore che esce dalla scia ce n'è una che rientra, per cui la scia può persistere anche per 5-6 ore e allargarsi significativamente".
"Ma possono essere armi"
Ma se la teoria delle "scie chimiche" in senso stretto è, per Giuliacci, priva di fondamento, il colonnello non liquida il tema della geoingegneria come innocuo, e anzi apre a uno scenario più inquietante: "Nelle guerre, nei conflitti, tu sai che ci sono armi chimiche. Questo potrebbe essere un'arma chimica, perché no? Non tutte le tecnologie ad uso di bene restano solo tali". Il paragone, per lui, è diretto: "Pensiamo alla bomba atomica, voglio dire, no? E all'energia nucleare. Così tutte le tecniche scientifiche a fin di bene si prestano anche ad essere usate a fin di male".
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