Vista elenco

Silvercrest Monsieur Cuisine Compact ricondizionato: come il Bimby a molto meno

17 Agosto 2026 ore 09:03

silvercrest-monsieur-cuisine-compact-ricondizionato-come-bimby-molto-meno

Oggi puoi avere il mitico Silvercrest Monsieur Cuisine Compact ricondizionato a circa 208 euro, un'offerta straordinaria.

The post Silvercrest Monsieur Cuisine Compact ricondizionato: come il Bimby a molto meno appeared first on Punto Informatico.

Connessione dati anche in crociera con Saily eSIM a prezzi super convenienti

17 Agosto 2026 ore 08:45

connessione-dati-crociera-saily-esim-prezzi-super-convenienti

Se stai per partire in crociera attiva subito un piano dati Saily eSIM per avere una connessione dati mentre sei in navigazione a prezzo top.

The post Connessione dati anche in crociera con Saily eSIM a prezzi super convenienti appeared first on Punto Informatico.

Monitor gaming Xiaomi da 27″ FHD con pannello IPS e refresh rate da 144Hz

17 Agosto 2026 ore 08:42

monitor-gaming-xiaomi-27-fhd-pannello-ips-refresh-rate-144hz

Il monitor gaming Xiaomi da 27 pollici con risoluzione FHD, pannello IPS e refresh rate da 144 Hz è in offerta su Amazon a soli 89 euro.

The post Monitor gaming Xiaomi da 27″ FHD con pannello IPS e refresh rate da 144Hz appeared first on Punto Informatico.

C’è vita su Arte – la strip di Stefano Disegni

17 Agosto 2026 ore 09:00

La polemica infuriava alla Biennale d’Arte di Venezia! Russi sì? Russi no? Ci fu chi, rimasto all’Arcadia, teorizzò che l’Artista non deve occuparsi di politica perché vive su un’altro Pianeta…
Clicca sull’immagine per ingrandire

L'articolo C’è vita su Arte – la strip di Stefano Disegni proviene da Il Fatto Quotidiano.

Oroscopo della settimana del 17 agosto: “Bilancia, difficile ignorare ciò che non funziona più. Capricorno: prenderai decisioni importanti”

17 Agosto 2026 ore 08:59

La settimana segna un passaggio significativo nel cielo estivo. Il 23 agosto il Sole lascia il Leone ed entra in Vergine, spostando l’attenzione dall’espressione personale, dalla creatività e dal desiderio di protagonismo verso una fase più concreta, organizzata e attenta alle questioni pratiche. La Luna attraversa Bilancia, Scorpione, Sagittario e Capricorno, accompagnando il clima emotivo da una maggiore esigenza di equilibrio nei rapporti a una fase più intensa e introspettiva, fino alla ricerca di nuove prospettive e, nel fine settimana, di maggiore concretezza.

Il passaggio più delicato riguarda però Saturno retrogrado in Ariete opposto a Venere in Bilancia. È un confronto tra sentimento e responsabilità, desiderio e realtà, libertà personale e necessità di costruire rapporti più solidi. Le relazioni possono attraversare una fase di verifica: ciò che ha basi autentiche può rafforzarsi, mentre ciò che si regge soltanto sull’abitudine o su compromessi difficili da sostenere potrebbe mostrare le proprie fragilità.

L'articolo Oroscopo della settimana del 17 agosto: “Bilancia, difficile ignorare ciò che non funziona più. Capricorno: prenderai decisioni importanti” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Goodyear torna sulla Luna. Realizzerà le gomme del rover del programma Artemis

di: F. Q.
17 Agosto 2026 ore 08:55

Goodyear tornerà sulla Luna nell’ambito del programma Artemis della NASA. L’azienda americana svilupperà i pneumatici del Pegasus Lunar Terrain Vehicle, il rover realizzato da Lunar Outpost che accompagnerà gli astronauti nelle missioni al Polo Sud lunare previste dal 2028.

Il veicolo è stato progettato per operare in una delle aree più complesse della superficie lunare, consentendo agli equipaggi di percorrere distanze maggiori e svolgere attività scientifiche per periodi più lunghi.

Le gomme dovranno affrontare condizioni estreme: forti escursioni termiche, superfici rocciose, polvere abrasiva, bassa gravità e assenza di atmosfera. Per questo Goodyear svilupperà una soluzione dedicata, frutto dell’esperienza maturata in oltre un secolo di ricerca e nello sviluppo di tecnologie per applicazioni ad alte prestazioni.

“Dai record di velocità su terra ai circuiti più impegnativi del mondo, fino alla superficie lunare, le innovazioni Goodyear aiutano le persone a viaggiare in sicurezza da oltre 125 anni”, ha dichiarato Chris Helsel, Senior Vice President e Chief Technical Officer dell’azienda.

Per Goodyear si tratta di un ritorno. L’azienda aveva già contribuito alle missioni Apollo, lasciando le proprie impronte sul suolo lunare. L’esperienza accumulata allora costituisce oggi la base per lo sviluppo delle nuove soluzioni destinate al programma Artemis.

Il progetto Pegasus riunisce competenze provenienti da settori diversi: Lunar Outpost guida lo sviluppo del veicolo, General Motors mette a disposizione il proprio know-how automobilistico, Leidos quello aerospaziale.

Goodyear conta oggi circa 63 mila dipendenti, 49 stabilimenti in 19 Paesi e due centri di ricerca e sviluppo, ad Akron, negli Stati Uniti, e a Colmar-Berg, in Lussemburgo. Dal 2028 le sue tecnologie saranno dunque chiamate a operare anche sulla superficie lunare.

L'articolo Goodyear torna sulla Luna. Realizzerà le gomme del rover del programma Artemis proviene da Il Fatto Quotidiano.

È morta a 36 anni l’attrice Hayden Panettiere, star delle serie “Heroes” e “Nashville”. Giallo sulle cause del decesso: “Abbiamo bisogno di tempo per elaborare questa perdita inimmaginabile”

17 Agosto 2026 ore 08:48

L’attrice statunitense Hayden Panettiere, celebre per aver interpretato i ruoli di Claire Bennet nella serie Heroes e di Juliette Barnes in Nashville, è morta all’età di 36 anni. La notizia del decesso è stata confermata dal suo agente all’emittente statunitense ABC News, mentre le cause della morte non sono state al momento divulgate.

La scomparsa è stata annunciata ufficialmente dalla famiglia. Il padre, Skip Panettiere, ha diramato una nota in cui ha dichiarato: “È con profonda tristezza che annunciamo la tragica scomparsa della nostra amata Hayden. Era una luce incredibile e una forza della natura che ha portato amore e gioia incommensurabili a tutti coloro che la conoscevano, e ai milioni di persone che l’hanno vista sullo schermo”. La famiglia ha inoltre chiesto rispetto per la privacy, aggiungendo: “La nostra famiglia ha bisogno di tempo per elaborare questa perdita inimmaginabile”.

Panettiere lascia una figlia, Kaya Evdokia Klitschko, nata nel 2014 dalla relazione con l’ex pugile campione del mondo Volodymyr Klyčko. Proprio in merito alla maternità, solo lo scorso maggio, in un’intervista rilasciata a E! News durante la promozione del suo memoir “This Is Me: A Reckoning“, l’attrice aveva rivelato per la prima volta i dettagli clinici legati alla nascita della figlia, oggi undicenne. Panettiere aveva spiegato di aver rischiato la vita a causa di una grave emorragia durante il parto cesareo, situazione che ha richiesto sette trasfusioni di sangue e il trattamento di una successiva infezione, con forti ripercussioni sulla sua salute mentale negli anni a venire. Ripercorrendo l’intervento, aveva dichiarato: “Ero lì durante il cesareo e sapevo di essere a un passo dalla morte. Ho pensato ‘Dio, ti prego, fammi sentire il pianto di mia figlia’. Voglio solo sapere che sta bene e, se per me è arrivato il momento di andare, allora sono pronta“. Aggiungendo infine: “Non avevo paura per niente. Avrei fatto qualsiasi cosa per assicurarmi che mia figlia stesse bene”.

L'articolo È morta a 36 anni l’attrice Hayden Panettiere, star delle serie “Heroes” e “Nashville”. Giallo sulle cause del decesso: “Abbiamo bisogno di tempo per elaborare questa perdita inimmaginabile” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Bari, un lupo crea il panico: terzo bimbo azzannato. Il sindaco di Noicattaro chiude i parchi

17 Agosto 2026 ore 08:48

Un lupo sta creando il terrore a Noicottaro, un Comune alle porte di Bari. Terzo attacco dell’animale a bambini. Nei giorni scorsi due bambini erano stati presi di mira, finendo in ospedale. Episodio simile anche ieri, quando un bimbo di 6 anni è stato azzannato e ferito al torace. Ora in paese si è creato l’allarme, a tal punto che il sindaco ha ordinato la chiusura dei parchi. La Regione Puglia ha dato il via libera alla cattura dell’animale. Il 17 agosto, alle ore 12, ci sarà una riunione in Prefettura in cui verrà valutata la proroga della chiusura notturna del parco comunale e delle aree verdi della città.

Il bambino si trovava con i genitori nel parco cittadino tra via San Filippo Neri e via Rutigliano, quando, improvvisamente, il lupo sarebbe comparso avventandosi sul bimbo e azzannandolo. Grazie all’intervento di diverse persone l’animale è stato messo in fuga e sul posto si sono recati i soccorsi e i carabinieri. Il piccolo ora è sotto osservazione in ospedale.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE NEWS

L'articolo Bari, un lupo crea il panico: terzo bimbo azzannato. Il sindaco di Noicattaro chiude i parchi proviene da Affaritaliani.it.

Pomeriggio di tragedie nelle acque lombarde: morti due giovani tra il Ticino e il lago di Como

17 Agosto 2026 ore 08:47

Un bagno con gli amici per sfuggire al caldo, poi il silenzio dell’acqua. È finita così, nel pomeriggio di domenica 16 agosto, la vita di un ragazzo di 18 anni di origine egiziana e residente a Ossona, inghiottito dal Ticino nel tratto che attraversa il territorio di Cuggiono, nel Milanese. Un episodio che si somma a una lunga scia di tragedie registrate nelle acque lombarde durante l’estate.

L’allarme lanciato dagli amici, poi la corsa contro il tempo

Il gruppo si era immerso nella zona della spiaggia conosciuta come “Da Bruno”, uno dei punti più frequentati del fiume nei fine settimana d’agosto. Il diciottenne è entrato in acqua ma non è più riemerso. Sono stati i compagni, resisi conto in pochi istanti di cosa stava accadendo, a chiamare il numero unico per le emergenze, mentre alcuni bagnanti presenti sul posto tentavano di raggiungerlo.

Sul tratto interessato sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno battuto l’area e individuato il giovane, riportandolo a riva e affidandolo ai sanitari del 118. Le condizioni sono apparse subito disperate. Trasferito d’urgenza all’ospedale di Legnano, il ragazzo è morto poco dopo l’arrivo in pronto soccorso.

Nelle stesse ore un 20enne annega a Malgrate

A poche ore di distanza dal dramma di Cuggiono, un’altra emergenza è scattata sul ramo lecchese del Lario. Nel pomeriggio un ragazzo di vent’anni si è immerso nelle acque davanti a Malgrate, in provincia di Lecco, senza più riemergere. L’allarme è arrivato ai vigili del fuoco poco prima delle 18.

Sul posto sono intervenuti i soccorritori acquatici del Comando provinciale di Lecco, supportati dall’Elinucleo dei vigili del fuoco di Malpensa con assetto sommozzatori e da ulteriore personale specializzato arrivato dal Piemonte. Dopo alcune ore di ricerche, il corpo è stato individuato sul fondale e recuperato. Per il giovane non c’era ormai più nulla da fare.

Lombardia prima in Italia per annegamenti: 90 morti in due anni

Le due morti si aggiungono a una serie che in Lombardia non conosce pause. Secondo i dati del Ministero della Salute, nel biennio 2024-2025 la regione ha contato 90 decessi per annegamento, il 14,9% dei 600 registrati in tutta Italia. Il primato riguarda soprattutto le acque interne, dove la Lombardia concentra il 30% degli annegamenti nazionali, con i fiumi (25%) davanti ai laghi (15%).
La stessa rilevazione indica come le cadute accidentali siano all’origine del 41,6% dei casi in acque interne, seguite dai malori (29,2%), da ostacoli e correnti (18,2%) e dai tuffi (8,6%).

Le insidie fatali di laghi e fiumi

Nelle acque interne manca quasi tutto ciò che rende il mare leggibile. Il fondale non degrada in modo graduale: nei laghi prealpini si passa da un metro a diversi metri nel giro di pochi passi, e nei fiumi la ghiaia depositata dalla corrente forma gradoni che dalla riva non si riescono a distinguere.

Poi c’è la temperatura, il fattore più sottovalutato. Sotto i primi centimetri riscaldati dal sole l’acqua resta molto più fredda, e il Ticino mantiene valori bassi anche nelle giornate di agosto. L’immersione improvvisa dopo ore trascorse al caldo innesca una risposta involontaria dell’organismo, con respiro corto, accelerazione del battito cardiaco e progressiva perdita del controllo muscolare. Una sequenza che si esaurisce in pochi minuti e che riguarda anche i nuotatori allenati, perché non dipende dalla tecnica ma dalla reazione fisiologica.

Il tratto di Cuggiono aggiunge un’insidia propria. Le sponde basse invitano al bagno e restituiscono l’immagine di un fiume lento, ma a poca distanza l’acqua incontra un fondo irregolare, cambia direzione e genera mulinelli che in superficie non lasciano traccia. Chi ci finisce dentro viene spinto verso il basso e verso il centro dell’alveo, dove la portata è maggiore: risalire, in quelle condizioni, è quasi impossibile.

L'articolo Pomeriggio di tragedie nelle acque lombarde: morti due giovani tra il Ticino e il lago di Como proviene da Affaritaliani.it.

Miriam Leone, la skincare perde smalto: il business rallenta e cresce il rosso per la sua Lavika

17 Agosto 2026 ore 08:45

Terzo bilancio e piccola frenata per Lavika, società che produce e vende con l’omonimo marchio una nuova e prima linea di skincare consapevole e personalizzata creata e controllata dalla nota attrice Miriam Leone. L’esercizio del 2025, il terzo di attività, s’è chiuso infatti con ricavi per 1,2 milioni di euro in lieve calo dagli 1,3 milioni di euro del precedente esercizio e, anche se i costi sono diminuiti da 1,6 milioni a 1,5 milioni, l’ultima riga ha visto la perdita progredire anno su anno da 217mila euro a 260mila euro.

Lavika srl è una società benefit costituita a febbraio del 2023 e si pone come “piattaforma di benessere – si legge nel bilancio – per un approccio integrato di cura di pelle e del corpo attraverso l’offerta di prodotti cosmetici, integratori alimentari e pratiche di mind e soul”. La società ha un patrimonio netto di oltre 1,8 milioni. Lavika è l’acronimo di Lavoro, Anima, Valori, Inclusività, Karma e Amore.

La Leone controlla Lavika al 54,4% tramite la Mirimeo srl, di cui ha il 99%, col marito Paolo Carullo (presidente di Lavika) all’1%. Tra i soci di minoranza alcuni esponenti della famiglia Loro Piana e la Mcd srl di Mirja Cartia d’Asero, amministratrice delegata di GEDI.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE ECONOMIA

L'articolo Miriam Leone, la skincare perde smalto: il business rallenta e cresce il rosso per la sua Lavika proviene da Affaritaliani.it.

Accesso al mare, su tornelli e concessioni anche il centrodestra sta in silenzio

17 Agosto 2026 ore 08:45

LIVORNO – La vicenda dei tornelli agli stabilimenti balneari di Livorno ha superato i confini cittadini, è stata ripresa dalla stampa nazionale e ha riaperto il confronto sul diritto di accesso al mare. Eppure, nel dibattito politico locale, continua a mancare una voce: quella del centrodestra.

A oggi non risultano, sui principali organi d’informazione e sui canali pubblicamente consultabili, interventi significativi di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sulla contestazione sollevata ai Bagni Pancaldi Acquaviva, né richieste formali rivolte al Comune per conoscere le modalità di accesso gratuito alla battigia negli stabilimenti cittadini.

Un silenzio che sorprende, soprattutto considerando la rilevanza raggiunta dal caso. Il video realizzato da Matteo Hallissey, presidente di +Europa e dei Radicali Italiani, insieme al creator Ivan Grieco, è stato rilanciato da testate locali e nazionali. Le immagini dei tornelli e la richiesta di un ingresso giornaliero da 7,50 euro hanno associato Livorno a una questione che riguarda l’uso di un bene pubblico e il rispetto degli obblighi imposti ai concessionari.

Il centrodestra cittadino, normalmente pronto a contestare le scelte della giunta guidata da Luca Salvetti, non sembra aver colto l’occasione per chiedere chiarimenti. Nessuna iniziativa pubblica per ottenere una mappa degli accessi gratuiti, nessuna domanda sui controlli svolti dal Comune, nessuna richiesta di convocazione degli uffici competenti o di pubblicazione delle condizioni contenute nelle concessioni.

La prudenza potrebbe dipendere dalla delicatezza della materia. Il governo nazionale, sostenuto proprio da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, ha più volte cercato una mediazione con gli operatori balneari, rinviando il passaggio definitivo alle gare e introducendo un nuovo periodo transitorio fino al 30 settembre 2027.

A Livorno, secondo quanto dichiarato dal sindaco, sono circa 40 le concessioni interessate dalla disciplina europea e destinate alle future procedure pubbliche. Il Comune afferma di attendere il perfezionamento del modello nazionale di bando. Su questo punto, almeno per ora, le forze di centrodestra non sembrano assumere una posizione diversa da quella dell’amministrazione.

Il risultato è un allineamento politico insolito. Da una parte, la giunta di centrosinistra non ha ancora offerto alla città un quadro pubblico e dettagliato delle concessioni, delle relative scadenze e delle modalità con cui viene garantito il libero accesso al mare. Dall’altra, l’opposizione di centrodestra non appare intenzionata a trasformare queste lacune in una battaglia consiliare. Non è possibile affermare che esista un accordo formale tra maggioranza e opposizione. Il silenzio, da solo, non dimostra un’intesa. Ma politicamente produce un effetto simile: lascia fuori dal confronto pubblico una questione sulla quale entrambe le parti sembrano preferire cautela.

Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si trovano del resto davanti a una contraddizione evidente. Contestare duramente il Comune significherebbe chiedere un’accelerazione sulle verifiche e sulle gare proprio mentre il governo nazionale, espressione degli stessi partiti, continua a gestire con prudenza il rapporto con i concessionari. Difendere apertamente gli stabilimenti, al contrario, significherebbe esporsi sul diritto dei cittadini al libero accesso alla battigia.

La scelta sembra quindi essere quella di non scegliere. Ma per un’opposizione il silenzio non è neutralità: è una posizione politica, soprattutto quando riguarda un tema diventato nazionale e direttamente collegato alla gestione del patrimonio demaniale cittadino.

La vicenda richiederebbe interrogazioni, accessi agli atti e domande precise. Quali stabilimenti dispongono di tornelli? Dove si trovano i percorsi gratuiti? Sono chiaramente segnalati? Le persone con disabilità possono utilizzarli? Quali controlli sono stati effettuati? Quando sono state prorogate le concessioni e quali procedure sta preparando il Comune in vista del 2027?

Sono domande che dovrebbe porre innanzitutto chi siede nei banchi dell’opposizione. Se nessuno le formula, il rischio è che il confronto politico si riduca a una rappresentazione nella quale maggioranza e centrodestra discutono su tutto, tranne che sugli interessi consolidati intorno al mare.

Per la prima volta, almeno su questo tema, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sembrano pienamente allineati con il governo cittadino: stessa prudenza, stessa attesa.

Nel frattempo, Livorno continua ad aspettare che qualcuno, in maggioranza o all’opposizione, spieghi con chiarezza dove finisca il diritto del concessionario e dove cominci quello dei cittadini.

La Russia colpisce gli stabilimenti di Kiev che producono componenti per missili e droni, mentre l’Ucraina prende di mira i centri logistici alla periferia di Mosca.

17 Agosto 2026 ore 08:44

Nella notte del 16 agosto, le forze russe hanno condotto attacchi combinati contro installazioni militari in otto regioni dell’Ucraina. Secondo l’aeronautica militare ucraina, l’attacco ha coinvolto missili antinave Oniks, missili balistici Iskander-M/S-400/KN-23, missili guidati aviolanciati Kh-59/69, nonché 106 droni d’attacco.

Gli attacchi si sono concentrati su impianti dell’industria della difesa a Kiev, una raffineria di petrolio a Kremenchuk, nella regione di Poltava, e un impianto metallurgico a Kryvyi Rih, nella regione di Dnipropetrovsk.

A Kiev, due imprese industriali sono state colpite: la FIRE POINT LLC, che produce componenti, testate e propulsori a combustibile solido per i missili da crociera terrestri Flamingo, e l’azienda KIEV-111 (UKRDEFENSE COMPANY LLC), che produce componenti per droni d’attacco, droni intercettori Khrushch e droni intercettori Harpia.

A Kryvyi Rih, l’area occupata dall’impianto metallurgico e dalla più grande impresa mineraria e metallurgica dell’Ucraina, ArcelorMittal, è stata colpita da un incendio. I principali impianti di produzione, sia quello energetico che quello dell’altoforno, sono stati danneggiati. Incendi sono stati segnalati anche presso lo stabilimento di cemento di Kryvyi Rih e nei magazzini circostanti.

Vasti incendi sono stati registrati presso la raffineria di petrolio di Kremenchuk, nella regione di Poltava. Secondo il Ministero della Difesa russo, il deposito di serbatoi rimasto intatto dell’impianto veniva utilizzato per il trasbordo di carburanti e lubrificanti provenienti dall’estero.

https://southfront.press/russia-strikes-kyivs-missile-and-drone-component-plants-ukraine-targets-logistics-hubs-outside-moscow

Particolare attenzione è stata dedicata alle infrastrutture portuali nella regione di Odessa. Nel porto di Odessa, una nave mercantile che trasportava equipaggiamento militare per le Forze Armate ucraine è stata colpita, così come alcuni magazzini contenenti materiale militare. Nel corso della giornata, droni d’attacco hanno colpito tre navi mercantili e due petroliere utilizzate per il trasporto di materiale militare, carburanti e lubrificanti per le Forze Armate ucraine, oltre a serbatoi di stoccaggio del carburante.

Nell’insediamento di Bilhorod-Dnistrovskyi (40 km a sud-ovest di Odessa), sono stati colpiti un’officina di produzione e un magazzino per testate e componenti per droni, imbarcazioni utilizzate per attacchi contro navi e infrastrutture energetiche nel Mar Nero, nonché contro città russe sulla costa del Mar Nero. Nell’insediamento di Vylkove (138 km a sud-ovest di Odessa), è stato colpito un ormeggio per pattugliatori della Marina ucraina, imbarcazioni impiegate nella scorta di navi con carico militare e carburante nei porti. Inoltre, nel Mar Nero a est di Odessa, è stata colpita una nave mercantile che trasportava armi occidentali in Ucraina.

Secondo fonti di monitoraggio ucraine, tutti i missili hanno raggiunto i loro obiettivi. Dei 106 droni d’attacco, alcuni sono stati neutralizzati tramite guerra elettronica.

L’Ucraina attacca la Russia

Le forze ucraine hanno condotto un massiccio attacco con droni sul territorio di 17 regioni russe. Durante la notte, le forze di difesa aerea russe hanno abbattuto 822 droni ucraini.

Nella regione di Mosca, diverse importanti strutture logistiche sono state attaccate. A Podolsk, un magazzino di Wildberries, esteso su una superficie di circa 250.000 metri quadrati, è andato a fuoco: si tratta del più grande centro logistico e principale polo di distribuzione dell’azienda, che gestisce milioni di ordini al giorno. Complessivamente, secondo quanto riportato dai media, le forze ucraine hanno messo fuori uso 7 dei 10 principali centri logistici di Wildberries.

A Domodedovo, il complesso multimodale Severnoye Domodedovo e un magazzino farmaceutico noto come “Green Warehouses” sono stati colpiti da un incendio. Le fiamme hanno continuato a intensificarsi, avvolgendo una parte significativa delle strutture del magazzino e generando una colonna di fumo nero visibile a decine di chilometri di distanza. A Kashira, un nuovo edificio della stazione di polizia è stato danneggiato; a Voskresensk, un impianto industriale è stato colpito.

Inoltre, le forze ucraine hanno effettuato un attacco missilistico contro un impianto industriale a Samara. Secondo fonti OSINT, l’obiettivo potrebbe essere stato il Centro spaziale missilistico Progress, lo stabilimento in cui vengono assemblati i razzi Soyuz-2.1b. Si tratta degli stessi razzi che hanno lanciato i primi lotti di satelliti russi Rassvet. Analisti ucraini avevano precedentemente pubblicato una mappa delle strutture del programma spaziale russo, tra cui la sede principale, il centro di controllo missione e lo stabilimento di produzione di pannelli solari a Mosca, l’assemblaggio e il collaudo di satelliti a Krasnogorsk, un impianto terminale in costruzione a Dubna e altre strutture.

Il Sunday Times, citando fonti delle Forze Armate ucraine, ha riferito che Kiev avrebbe utilizzato per la prima volta droni di fabbricazione britannica per attacchi in profondità nel territorio russo. In particolare, il drone Nyan, prodotto dall’azienda britannica Callen-Lenz, sarebbe stato impiegato in attacchi contro raffinerie petrolifere a Volgograd e Yaroslavl. Il maresciallo dell’aeronautica in pensione Greg Bagwell ha affermato che ciò potrebbe rendere le fabbriche britanniche “obiettivi legittimi” per Mosca. (…….).

Fonte: South Front Press (Video)

Traduzione: Luciano Lago

China adds an 800-passenger jet with ‘flying wing’ body to its big aircraft plan

17 Agosto 2026 ore 08:44
A Chinese research team has unveiled an aerodynamic model for a massive flying-wing passenger aircraft that could carry more than 800 people, marking a bold new entry in the country’s large aircraft programme. Unlike conventional aircraft that have separate fuselage, wings and tail, a flying wing merges most of the structure into a single broad lifting body. The proposed design is 85 metres (280 feet) wide and 43 metres long, with a wingspan roughly 1.6 times that of the B-2 Spirit stealth...

China adds an 800-passenger jet with ‘flying wing’ body to its big aircraft plan

17 Agosto 2026 ore 08:44
A Chinese research team has unveiled an aerodynamic model for a massive flying-wing passenger aircraft that could carry more than 800 people, marking a bold new entry in the country’s large aircraft programme. Unlike conventional aircraft that have separate fuselage, wings and tail, a flying wing merges most of the structure into a single broad lifting body. The proposed design is 85 metres (280 feet) wide and 43 metres long, with a wingspan roughly 1.6 times that of the B-2 Spirit stealth...

AI chipmaker Biren projects up to 22-fold revenue surge amid China’s hi-tech boom

17 Agosto 2026 ore 08:39
Chinese artificial intelligence chipmaker Biren Technology projects that its first-half revenue could shoot up by up to 2,107 per cent amid the AI hardware boom, joining industry peers like Hygon Information Technology and Cambricon Technologies in reporting accelerating demand for home-grown chips. The Shanghai-based graphics processing unit (GPU) maker, which debuted on the Hong Kong stock exchange in January, estimated revenue for the first six months of 2026 to reach between 1.15 billion...

Bagni aperti e accesso gratuito: nuovi gruppi di interesse made in Tuscany si preparano alle gare

17 Agosto 2026 ore 08:37

FIRENZE – La partita per le concessioni balneari potrebbe modificare profondamente il rapporto tra la costa toscana, gli stabilimenti e la popolazione. Mentre una parte degli attuali concessionari prepara ricorsi e iniziative per difendere la continuità delle proprie attività, iniziano a formarsi nuove aggregazioni interessate a partecipare alle future gare.
L’obiettivo dichiarato non sarebbe quello di riprodurre il modello esistente, ma di ripensarlo: ingresso gratuito, accesso libero al mare, maggiore fruibilità degli stabilimenti e sostenibilità economica fondata sui servizi, anziché sul pagamento di un biglietto per oltrepassare cancelli o tornelli.

Si tratta di gruppi di lavoro toscani composti da soggetti con competenze imprenditoriali, gestionali e professionali che stanno esaminando il quadro normativo e le condizioni economiche necessarie per presentarsi alle procedure pubbliche. Le aggregazioni sono ancora in fase di costruzione e non possono essere considerate concorrenti ufficiali fino alla pubblicazione dei bandi e alla presentazione delle offerte. Il segnale politico ed economico, tuttavia, comincia a delinearsi.

Le future gare potrebbero aprire il sistema balneare a operatori portatori di una concezione differente del rapporto tra impresa privata e bene pubblico. Non più strutture accessibili prevalentemente agli abbonati o a chi acquista un ingresso giornaliero, ma spazi aperti nei quali il passaggio verso il mare sia gratuito, chiaramente indicato e concretamente utilizzabile.

Il modello economico verrebbe rimodulato attraverso ristorazione, attività sportive, eventi, noleggio di attrezzature, servizi per famiglie e turisti, percorsi dedicati alle persone con disabilità e formule facoltative per cabine, lettini e ombrelloni. Il cittadino potrebbe entrare e raggiungere il mare liberamente, pagando soltanto i servizi che sceglie di utilizzare.

Una formula che non esclude l’impresa privata e non cancella la necessità di produrre ricavi. Al contrario, sposta il valore economico dalla semplice possibilità di accedere alla qualità dell’esperienza offerta. La concessione continuerebbe a generare occupazione, investimenti e indotto, ma all’interno di un equilibrio più definito tra attività imprenditoriale e funzione pubblica del demanio.

La prospettiva riguarda l’intera costa toscana, da Marina di Carrara a Capalbio, passando per Versilia, litorale pisano, costa livornese, Piombino, Costa degli Etruschi, Maremma e Arcipelago. Secondo le ricostruzioni disponibili, lungo circa 250 chilometri di costa si contano oltre mille concessioni, riferibili a più di 900 stabilimenti balneari. Una parte consistente dovrebbe essere interessata dalle procedure comparative previste entro il 2027.

Le situazioni, tuttavia, non sono uniformi. Alcuni Comuni hanno già avviato le gare, altri attendono il completamento del modello nazionale, mentre numerosi concessionari sostengono la validità dei propri titoli fino al 2033 e hanno intrapreso iniziative giudiziarie. Il Tar della Toscana ha intanto ribadito, in diverse pronunce, la necessità di procedere con le selezioni pubbliche.

Finora il dibattito si è concentrato soprattutto sulla tutela delle imprese esistenti, sulla durata delle concessioni e sugli indennizzi dovuti ai gestori uscenti. Minore attenzione è stata riservata a ciò che i nuovi concessionari dovranno garantire alla collettività e al tipo di rapporto che le amministrazioni costiere intendono costruire con il mare. Le linee guida nazionali prevedono che le offerte siano valutate secondo il miglior rapporto tra qualità e prezzo. Le nuove concessioni potranno durare da cinque a vent’anni, in funzione degli investimenti e dei piani economico-finanziari presentati. I bandi dovranno considerare anche qualità dei servizi, accessibilità, sostenibilità ambientale e valorizzazione del territorio.
In questo quadro, un progetto che garantisca ingresso gratuito, inclusione, apertura prolungata e servizi diffusi dovrebbe ricevere un riconoscimento concreto. Se l’interesse pubblico rimanesse soltanto una dichiarazione generale, mentre i criteri premiassero quasi esclusivamente capacità finanziaria, esperienza pregressa e continuità gestionale, le gare rischierebbero di produrre un cambiamento soltanto formale.

La domanda si sposta quindi sulle istituzioni. Come valuteranno i Comuni costieri e la Regione Toscana progetti che dichiarano espressamente di voler aumentare la fruibilità pubblica del mare? Quale peso verrà attribuito all’ingresso gratuito? Saranno premiati gli stabilimenti realmente accessibili alle persone con disabilità? Verranno valorizzati i programmi di apertura durante tutto l’anno, le iniziative sociali e i servizi rivolti ai residenti?
Le risposte dovranno essere contenute nei bandi. Saranno i criteri e i relativi punteggi a stabilire se l’interesse pubblico rappresenterà davvero il centro delle future concessioni oppure resterà subordinato alla conservazione degli equilibri esistenti.

La Toscana presenta realtà costiere profondamente differenti. In Versilia prevalgono grandi stabilimenti organizzati su arenili sabbiosi; a Livorno molte strutture sono costruite direttamente sugli scogli e fanno parte della storia cittadina; lungo la Costa degli Etruschi e in Maremma convivono stabilimenti, spiagge libere e aree di particolare valore ambientale; sulle isole, infine, accessibilità e tutela del paesaggio assumono caratteristiche ancora diverse.
Non potrà quindi esistere un solo modello valido per ogni territorio. Dovrà però essere riconosciuto un principio comune: la concessione attribuisce il diritto di svolgere un’attività economica su un bene pubblico, ma non trasforma quel bene in una proprietà privata.

Le nuove aggregazioni dovranno dimostrare solidità economica, competenze e piani credibili. Dichiarare di voler rendere libero uno stabilimento non sarà sufficiente: serviranno risorse per sostenere manutenzione, personale, sicurezza, salvataggio, protezione ambientale e gli eventuali indennizzi dovuti ai concessionari uscenti.

Anche le istituzioni, però, saranno chiamate a una prova di coerenza. Se arriveranno offerte economicamente sostenibili, tecnicamente solide e costruite espressamente per garantire maggiori benefici alla popolazione, penalizzarle richiederà spiegazioni pubbliche molto precise.

Le gare non serviranno soltanto a decidere chi gestirà gli stabilimenti. Determineranno quale idea di costa prevarrà nei prossimi vent’anni: quella di spazi regolati principalmente da ingressi e abbonamenti oppure quella di un patrimonio pubblico più aperto, sostenuto da servizi capaci di produrre valore senza chiedere ai cittadini di pagare semplicemente per raggiungere il mare.

REDAZIONE

Livorno Music Festival, c’è ‘Nocturnal’ alla cripta della chiesa di San Jacopo in Acquaviva

17 Agosto 2026 ore 08:32

LIVORNO – Appuntamento alla cripta della chiesa di San Jacopo in Aquaviva domani (18 agosto) alle 21 per il Livorno Music Festival.

In programma c’è Nocturnal di Lorenzo Micheli. 

Nel silenzio raccolto della Cripta della Chiesa di San Jacopo in Acquaviva, Lorenzo Micheli costruisce un viaggio notturno attraverso quattro secoli di musica per chitarra. Un percorso che intreccia antiche danze barocche, virtuosismi iberici, omaggi ai maestri del passato e pagine contemporanee, fino al capolavoro introspettivo di Britten, Nocturnal after John Dowland.

Il programma si apre con l’immaginazione visionaria di Castelnuovo-Tedesco, ispirata ai Caprichos De Goya, e prosegue con le eleganti architetture di Corelli, Sanz, Roncalli e de Murcia, restituite attraverso la sensibilità storica della chitarra barocca.

Il dialogo con la tradizione continua con le variazioni di Rebay su un tema di Händel, mentre il presente si affaccia con The Book of Trees, opera recente dello stesso Micheli, che esplora la chitarra come strumento narrativo e atmosferico.

Il viaggio si conclude con il Nocturnal di Benjamin Britten, un ciclo di variazioni ‘al contrario’ che conduce l’ascoltatore verso la malinconica Come, Heavy Sleep di John Dowland, rivelata solo alla fine come sorgente segreta dell’intero percorso.

I biglietti sono acquistabili online su Vivaticket in prevendita (fino all’orario di inizio concerto) link: https://www.vivaticket.com/it/ticket/lorenzo-micheli-nocturnal/307983; ai punti vendita Vivaticket in tutta Italia al link: https://shop.vivaticket.com/ita/ricercapv; tramite call center Vivaticket 892.234 (numero a pagamento); il giorno stesso nel luogo del concerto dalle ore 20.

Per maggiori informazioni scrivere a promozionelivornomusicfestival@gmail.com, Whatsapp, Sms, 328.4799974.

Per i biglietti a 1,50 (studenti del Livorno Music Festival), gli under 12 e le persone con disabilità (non acquistabili online) è necessario effettuare la prenotazione via e-mail a promozionelivornomusicfestival@gmail.com oppure tramite messaggio Whatsapp o Sms al numero 328.4799974, scrivendo nome e cognome, recapito telefonico, e-mail e numero dei partecipanti.

Shoving incident in Singapore over man patting girl’s head stirs heated debate

A simple pat on a child’s head has sparked debate in Singapore after an elderly man was shoved to the ground by a girl’s father. Police said on Sunday they had identified a 40-year-old man in connection with the incident at a food court on Saturday afternoon, CNA reported. “Members of the public are advised not to speculate on the incident or its circumstances, and to allow the police to conduct investigations and establish the facts of the case,” they told the broadcaster. The incident on...

Caos a RAI3! DIEGO FUSARO attacca in diretta MARIO MONTI e lui va su tutte le furie!

17 Agosto 2026 ore 08:30

💾

⭐ Liberi di sapere e di far sapere. L'indipendenza è la nostra forza.

❤️ Sostenete qui il nostro gruppo di lavoro: http://www.filosofico.net/sosteneteci

✅ Abbonatevi al nostro canale youtube: http://www.filosofico.net/youtube

Grazie da tutto il nostro pugnace gruppo di lavoro! Diego Fusaro

PS. Qui trovate i social su cui sono presente e potete seguirmi: http://www.filosofico.net/social

Qui il nostro negozio: http://www.filosofico.net/negozio

Part didn't fit so techie got out his screwdriver. Then something flew off the motherboard

17 Agosto 2026 ore 08:30
WHO, ME? Is it a mistake to return to work on Monday? While you ponder that question, pause a minute to read this installment of "Who, Me?" – The Register's week-opening column that shares your stories of workplace errors and escapes. This week, meet a reader we'll Regomize as "James," who told us that in the early 2000s he worked in the biology department of a famous American university. "We custom-built all our PCs from the cheapest available parts at the time we ordered," James wrote. Which was how he found himself struggling to attach a heatsink to a CPU destined for use in a new PC. "The stupid hook wouldn't go over the plastic tab and so the heatsink didn't want to stay on," he wrote. "Not one to let a computer component get the better of me, I grabbed a flathead screwdriver, stuck it into the little leverage point in the heatsink clamp's arm and leveraged the hell out of it." The result of that decision was audible. "It went PING! and a tiny piece of something went flying away, but the heatsink was now securely mounted," James told The Register. He therefore connected the PC to power, turned it on, and… wondered why its fans blew up a storm, but nothing appeared on screen. "I removed the CPU, removed heatsink, and took a closer look to find the source for the PING. And there it was, or rather wasn't – a very tiny and apparently very important surface-mounted component of some sort was missing right next to where the metal clamps for the heatsink hook in." James was very clearly at fault, but decided the way to fix the problem was to fib about it. "I played dumb and called it into tech support at the company we ordered the heatsink from," he confessed. "They were very nice, accepted the part was dead on arrival, and sent me a replacement right away." "Needless to say I was much more careful with the replacement, which worked great," James told Who, Me? What have you broken with a screwdriver? And how did you get away with it? Click here to share your story with The Register. If you want us to use your story in a future Who, Me? we suggest using a keyboard and mouse – not a screwdriver. ®

Napoli, trovati 2 chili di hashish e tre pistole: arrestato un negoziante di ortofrutta

17 Agosto 2026 ore 08:24

Un commerciante incensurato è finito in carcere dopo i controlli della Guardia di finanza. Nel suo box a Casavatore trovati anche materiale per confezionare la droga e armi con matricola abrasa.

Dal controllo nell’ortofrutta al box di Casavatore con hashish, armi e munizioni

Circa 2 chili di hashish, tre pistole con matricola abrasa, caricatori e munizioni sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Napoli. Un commerciante italiano incensurato, titolare di un negozio di ortofrutta a Napoli, è stato arrestato e portato nel carcere di Poggioreale.

I finanzieri del Gruppo di Frattamaggiore avevano trovato 15 grammi di marijuana all’interno dell’attività commerciale. La perquisizione di un box garage nella disponibilità dell’uomo, a Casavatore, ha poi portato al ritrovamento di circa 2 chilogrammi di hashish e di materiale destinato al confezionamento dello stupefacente.

Le verifiche nell’abitazione e nel garage hanno consentito di recuperare anche tre pistole con matricola abrasa, complete di caricatori e munizioni. L’uomo si trova nel carcere di Napoli-Poggioreale, a disposizione della magistratura di Napoli Nord.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE NEWS

L'articolo Napoli, trovati 2 chili di hashish e tre pistole: arrestato un negoziante di ortofrutta proviene da Affaritaliani.it.

7 die in Indian temple stampede after electric wire snaps

A deadly stampede broke out at a Hindu temple in eastern India’s Bihar state on Monday after a snapped electric wire reportedly triggered panic among worshippers, officials said, killing seven people and injuring more than a dozen. The incident occurred near Ashok Dham Temple in Lakhisarai district, as thousands of devotees gathered to offer prayers on the third Monday of Shravan, one of the holiest months in the Hindu calendar. The period, which usually falls between July and August, is...

Ucraina, Mosca dice di aver abbattuto 205 droni. Sei morti e quattro feriti nella regione di Belgorod

17 Agosto 2026 ore 08:19

Sei persone uccise e quattro ferite nell’attacco denunciato dalle autorità russe a Koloskovo. Mosca riferisce di aver neutralizzato 205 velivoli senza pilota su più regioni e sui due mari.

Koloskovo colpita da missili secondo le autorità russe, tra i feriti anche un ragazzo di 14 anni

Sei persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite nel villaggio di Koloskovo, nella regione russa di Belgorod. A riferirlo è il governatore ad interim Alexander Shuvayev, secondo quanto riportato dalle autorità russe. Tra i feriti c’è anche un ragazzo di 14 anni.

Secondo Mosca, le Forze Armate ucraine hanno colpito il villaggio con missili. Shuvayev ha comunicato il bilancio delle vittime attraverso il canale Max.

Il ministero della Difesa russo ha inoltre dichiarato di aver intercettato e distrutto durante la notte 205 droni ucraini. I velivoli senza pilota, secondo il ministero, sono stati neutralizzati sopra diverse regioni della Russia, sul Mar Nero e sul Mar d’Azov.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE ESTERI

L'articolo Ucraina, Mosca dice di aver abbattuto 205 droni. Sei morti e quattro feriti nella regione di Belgorod proviene da Affaritaliani.it.

I ricavi da vendita dell’elettricità generata da un impianto fotovoltaico su tetto sono tassati? Cosa c’è da sapere

17 Agosto 2026 ore 08:05

Centinaia di migliaia di famiglie italiane hanno installato un impianto fotovoltaico sul tetto di casa con l’obiettivo di abbattere i costi delle bollette elettriche e proteggersi dai rincari energetici. Tuttavia, esiste un tema contabile e fiscale che spesso viene trascurato o compreso solo parzialmente: i proventi derivanti dalla cessione della corrente in eccesso alla rete elettrica nazionale. Moltissimi cittadini sono convinti che qualsiasi somma accreditata dal Gestore dei Servizi Energetici sul proprio conto corrente sia completamente esente da tasse, trattandosi di un semplice recupero spese o di una forma di rimborso. La realtà normativa è decisamente più complessa e articolata.

Esiste una linea di demarcazione molto netta tracciata dall’Agenzia delle Entrate, che separa i rimborsi effettivi dai veri e propri ricavi. Non conoscere questa differenza rischia di esporre i contribuenti a contestazioni, sanzioni e accertamenti fiscali evitabili con un minimo di attenzione in fase di dichiarazione dei redditi.

Impianti fotovoltaici, le regola d’oro dei venti kilowatt

Per comprendere la propria posizione fiscale occorre fare riferimento alla categoria di appartenenza della stragrande maggioranza delle installazioni residenziali. Si tratta degli impianti con potenza nominale non superiore a 20 kilowatt, posizionati al servizio dell’abitazione principale o delle sue pertinenze e gestiti da persone fisiche che non esercitano attività d’impresa o professione.

Per questa tipologia di utenza la legge fissa principi chiari. L’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici che viene immediatamente assorbita dagli elettrodomestici di casa non ha alcuna rilevanza fiscale. Questo fenomeno, noto come autoconsumo istantaneo, rappresenta un risparmio privato diretto e non genera alcun tipo di reddito imponibile. Nessuno chiederà mai conto dell’elettricità autoprodotta e autoproducente.

Il discorso cambia radicalmente quando l’energia prodotta supera il fabbisogno del momento e viene immessa nella rete pubblica. In questa fattispecie entra in gioco il contratto sottoscritto con il GSE, ed è proprio la formula contrattuale scelta a determinare se le somme ricevute debbano essere indicate nella dichiarazione dei redditi o meno.

Tra rimborsi esentasse e veri e propri redditi imponibili

Nel meccanismo dello Scambio sul Posto convivono due componenti economiche distinte che devono essere trattate in modo opposto dal punto di vista tributario. La prima componente è il contributo in conto scambio, cioè la somma che il GSE versa a titolo di ristoro o compensazione per l’energia che il cittadino ha dovuto prelevare dalla rete durante le ore notturne o nei momenti di scarsa insolazione. Questo importo ha la natura giuridica di una restituzione di costi sostenuti e, pertanto, non costituisce reddito ed è totalmente esentasse.

La seconda componente riguarda la liquidazione delle eccedenze. Quando nell’arco dell’anno solare la quantità complessiva di energia immessa nella rete supera la quantità di energia prelevata, l’utente può richiedere al GSE il pagamento del controvalore finanziario di tale esubero. Questa somma non rappresenta più un rimborso di spese precedentemente sostenute, ma una vera e propria vendita di merce.

Di conseguenza, per l’Agenzia delle Entrate la liquidazione dell’eccedenza costituisce un guadagno tassabile a tutti gli effetti. Il fisco la inquadra giuridicamente tra i redditi diversi, precisamente come provento derivante da attività commerciale svolta in via occasionale.

Una situazione del tutto analoga si verifica per chi ha attivo un contratto di Ritiro dedicato oppure cede l’energia tramite le forme di tariffa omnicomprensiva. Nel Ritiro Dedicato non viene effettuato alcun conguaglio tra immissioni e prelievi; ogni singolo kilowattora immesso nella rete viene acquistato e pagato dal GSE. Tutti i bonifici accreditati durante l’anno al proprietario dell’impianto rappresentano corrispettivi di vendita e devono essere dichiarati e sottoposti a tassazione ordinaria IRPEF.

Il principio di cassa e la corretta compilazione del modello

Un errore molto comune commesso dai proprietari di impianti fotovoltaici riguarda le tempistiche e i criteri di imputazione delle somme da dichiarare. Il regime dei redditi diversi si basa sul rigido principio di cassa: conta esclusivamente la data in cui il denaro è stato accreditato sul conto corrente bancario e non l’anno in cui l’energia è stata effettivamente prodotta o immessa in rete.

Se il GSE versa le eccedenze o i corrispettivi del Ritiro dedicato nel corso di un determinato anno solare, quell’importo deve trovare spazio nella dichiarazione dei redditi da presentare nell’anno successivo. L’ammontare lordo incassato concorre alla formazione del reddito complessivo del contribuente e viene tassato secondo gli scaglioni progressivi IRPEF individuali.

Operativamente, la trascrizione dei dati dipende dalla tipologia di modello utilizzato per l’adempimento fiscale. Chi presenta il Modello 730 deve riportare l’importo totale lordo percepito all’interno del Quadro D, indicandolo nello specifico rigo D5 e selezionando il codice identificativo numero uno. Per coloro che compilano il Modello Redditi Persone Fisiche, la casella di riferimento è posizionata all’interno del Quadro RL, precisamente al rigo RL14.

La trasmissione automatica dei dati e come evitare errori

Il margine di distrazione o di omessa dichiarazione si è ridotto drasticamente a seguito dell’inasprimento dei controlli e dell’integrazione delle banche dati pubbliche. Il GSE invia periodicamente all’Anagrafe Tributaria la rendicontazione analitica di tutti i pagamenti effettuati verso i cittadini privati per la cessione di energia elettrica.

Queste informazioni vengono elaborate dall’Agenzia delle Entrate per la predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata. Il contribuente trova spesso tali somme già inserite automaticamente nei quadri di riferimento, oppure segnalate tra i fogli informativi allegati alla precompilata.Tuttavia, l’automatizzazione non solleva il cittadino dalla responsabilità finale sulla correttezza delle cifre indicate. È fondamentale verificare che gli importi corrispondano esattamente a quanto erogato e che non siano state inserite per errore le quote relative al contributo in conto scambio, che devono restare esenti.

Per effettuare una verifica puntuale senza margine di errore, è sufficiente accedere alla propria Area Clienti sul portale informatico del GSE utilizzando le credenziali digitali personali SPID o la Carta d’Identità Elettronica. Consultando la sezione dedicata ai documenti e alle comunicazioni ufficiali, è possibile scaricare il prospetto riepilogativo dei redditi diversi o la relativa Certificazione Unica. Il documento riporta la cifra esatta da controllare o inserire nel modulo di dichiarazione, garantendo la piena regolarità fiscale del proprio impianto domestico.

L'articolo I ricavi da vendita dell’elettricità generata da un impianto fotovoltaico su tetto sono tassati? Cosa c’è da sapere proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Il riscaldamento globale sta già accelerando. Accanto al governo serve un Comitato di esperti ma non ce lo fanno fare”

17 Agosto 2026 ore 08:05

“Che il riscaldamento globale abbia cambiato passo da una decina di anni a questa parte non è un’opinione, ma purtroppo un risultato scientifico robusto, come mostriamo in uno dei nostri studi. Si è passati da quasi 2 decimi di grado di aumento della temperatura globale ogni decennio prima del 2013-2014 a quasi 4 decimi di grado: praticamente un raddoppio della rapidità di aumento”. Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), cerca di dare una ragione scientifica ed esaustiva all’impennata delle temperature che stiamo vivendo. “La situazione è preoccupante, perché non c’è stato un analogo salto nella quantità di CO2 in atmosfera; sembra che comincino a farsi sentire altri fattori antropici e certi feedback (retroazioni) di quanto abbiamo innescato, per esempio sulle proprietà di riflettività del pianeta”, dice l’esperto a ilfattoquotidiano.it.

In città sembra esserci il lockdown per il caldo, al mare si va solo mattina presto e sera, le montagne franano. Che fare in questo scenario dove il caldo sembra non dare tregua?
Il cambiamento climatico è un fenomeno globale, che però si estrinseca con caratteristiche diverse a seconda delle varie regioni del mondo. La nostra Italia, tutto il bacino del Mediterraneo e gran parte dell’Europa sono colpite in particolare dall’espansione verso nord della circolazione equatoriale e tropicale attraverso gli anticicloni africani, che nella nostra zona rappresentano proprio l’ “impronta digitale” del riscaldamento globale di origine antropica. In questa situazione, nessuno è esente da problemi, per le ondate di calore sicuramente, ma anche per le precipitazioni violente che arriveranno quando entreranno correnti più fredde con le perturbazioni autunnali.

Per contrastare il caldo dobbiamo adattarci. Qual è il modo più virtuoso? Il condizionatore rischia di innescare un circolo vizioso?
Vista l’inerzia del clima dobbiamo capire che, anche se dovessimo agire prontamente per stabilizzare la temperatura globale, situazioni come la attuale ce le ritroveremo anche in futuro almeno per alcuni decenni. Dobbiamo quindi cercare di adattarci al meglio, ma non con soluzioni tampone che rischiano di aggravare la crisi climatica di lungo periodo. Nessuno vuole demonizzare i condizionatori: per le persone fragili sono un dispositivo salvavita. Tra l’altro, se l’energia che essi usano fosse prodotta con le rinnovabili e senza emissioni, le loro controindicazioni si ridurrebbero all’aria calda che immettono all’esterno.

Piantare alberi, invece?
Diverso è il discorso per l’aumento del verde urbano, che è una misura strutturale win-win (doppiamente vincente) perché agisce in maniera positiva sia per l’adattamento che per la mitigazione (gli alberi sono assorbitori di CO2). Inoltre, più verde nelle nostre città significa non solo diminuire la temperatura, ma avere anche suolo che riesce ad assorbire una buona parte delle piogge violente che sempre più ci colpiscono, contrariamente all’asfalto e al cemento che fanno scorrere l’acqua in superficie, con le nostre strade che diventano dei fiumi in piena.

Oltre all’adattamento, serve la mitigazione, ovvero la riduzione delle emissioni. Quali sono le misure che andrebbero prese subito?
Con l’adattamento gestiamo l’inevitabile, con la mitigazione dobbiamo evitare l’ingestibile, cioè scenari climatici molto peggiori in cui sarebbe difficilissimo difendersi e adattarsi. Nella situazione attuale, l’Europa dovrebbe ancora di più fare rete sulle rinnovabili, mettendo insieme le competenze e le strutture dei vari Paesi in un network intelligente che consenta anche l’indipendenza energetica del continente. Non arretrare sul Green Deal significa anche maggiore competitività in una situazione internazionale in cui alcuni Paesi, primo tra tutti la Cina, stanno sviluppando tecnologie verdi molto promettenti. Se noi continuiamo a frenare sulle rinnovabili, rischiamo di passare da una dipendenza estera a un’altra.

Venendo all’Italia, l’estate torrida può spingere la politica a presentare soluzioni per mitigare il cambiamento climatico? E perché la questione dei costi dei disastri causati dalla crisi climatica non diventa un grande tema da cui partire?
Solitamente si dice che le azioni ambientalmente utili non portano voti: credo che oggi, visto che il caldo colpisce tutti, la situazione sia cambiata, almeno per le azioni di adattamento. Negli ambienti economici poi, si inizia a essere molto preoccupati per le conseguenze economiche. A livello di governo del Paese, infine, credo si sia ormai capito che non possiamo più essere dipendenti così fortemente da Paesi inaffidabili e conflittuali, come oggi avviene per le nostre forniture di petrolio e gas. Tutto questo converge verso la messa in opera di azioni rapide ed efficaci.

Perché il nucleare non è la soluzione?
In questo quadro, il nucleare non può essere sicuramente rapido, perché i piccoli reattori sono poco più che sperimentali e producono un decimo dell’energia di quelli convenzionali, per cui occorrerebbe anche decuplicare i siti dove metterli, in un Paese che chiaramente non li vuole. Per le rinnovabili, vanno incentivati gli impianti distribuiti e le comunità energetiche, insieme all’eolico off-shore. Per gli impianti fotovoltaici si devono utilizzare tutte le aree meno impattanti, limitando i pannelli sui campi a quelli in cui si possa fare agri-voltaico: ad esempio sui terreni aridi in cui ci siano sinergie tra produzione di energia e attività agricole.

L’attuale governo, purtroppo, non parla apertamente di crisi climatica e agisce male e senza alcun piano strategico. Avremmo bisogno di un comitato scientifico che indichi cosa fare?
Noi scienziati del clima vorremmo che i dibattiti su questi temi non fossero ideologici, ma basati su un principio di realtà, cioè su dati e risultati scientifici. Non abbiamo nessuna intenzione di “rubare” il lavoro ai politici. Inoltre, il clima è un sistema complesso che bisogna conoscere, altrimenti si agisce come se fossimo in un sistema semplice e rischiamo di fare dei guai, ad esempio tamponare un’emergenza attuale e andare ad aggravare la crisi di lungo periodo. Cosa è successo dopo lo scoppio della guerra in Ucraina? Oddio, ci manca il gas russo! E il nostro governo, invece di sbloccare 60 GW di progetti di rinnovabili, ha voluto che diventassimo un hub del gas, con tutte le difficoltà della scelta, aggravando ancor più la crisi climatica di lungo periodo. Ecco perché abbiamo proposto la costituzione di un Consiglio scientifico che potesse essere un organo di consulenza indipendente per Governo e Parlamento, con esperti di cambiamento climatico e dei suoi impatti nei vari settori. Ma, per ora, non ce lo hanno fatto fare.

La crisi climatica non ha colore politico. Tuttavia, possiamo dire che le soluzioni alla crisi siano davvero politicamente neutre?
Io dico sempre che il clima non ha colore. Dopo aver accettato la realtà scientifica, si può discutere sulle soluzioni, che ovviamente risentono delle posizioni politiche. Ma, in un sistema con inerzia come il clima, è fondamentale che alcune azioni di contrasto di base vengano portate avanti con continuità, qualunque forza politica sia al governo. Sarebbe fondamentale che questo tema fosse al centro del dibattito politico in vista delle prossime elezioni: ne va del nostro futuro.

L'articolo “Il riscaldamento globale sta già accelerando. Accanto al governo serve un Comitato di esperti ma non ce lo fanno fare” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Intelligenza artificiale e disabilità, l’esperto: “Sta già falciando posti di lavoro. Per le persone più fragili si profila uno scenario di esclusione”

17 Agosto 2026 ore 08:03

L’intelligenza artificiale può agevolare l’inclusione nel mondo del lavoro per le persone con disabilità o invece rischia di creare ulteriori barriere e difficoltà a livello di nuovi posti di lavoro disponibili? Partendo da questa domanda, ilfattoquotidiano.it ha analizzato novità, prospettive e scenari contattando Marino Bottà, uno dei massimi esperti italiani che si occupa da oltre 50 anni di inserimenti professionali, inclusione lavorativa e formazione aziendale a sostegno dei lavoratori con disabilità motoria, intellettiva, cognitiva e comportamentale. “L’avvento dell’intelligenza artificiale sta già falciando posti di lavoro, riducendo quantitativamente anche quelli riservati alle persone con disabilità”, dice Bottà che, tra le varie cose, è anche presidente dell’Associazione Nazionale Disabilità e Lavoro (Andel). “Purtroppo”, aggiunge, “si sta profilando uno scenario di esclusione delle fragilità e di disoccupazione selettiva legata alle competenze e al potenziale di apprendimento. Serve quindi lo sviluppo di economie locali inclusive e politiche attive adeguate”.

“Qualcuno sostiene che l’ia creerà nuovi posti di lavoro. Vero”, afferma, “ma temo che la gran parte di questi non saranno appannaggio delle persone con disabilità. C’è infatti il rischio evidente che l’ia unita alla robotica avanzata, così come è stato per l’elettronica e l’informatica, penalizzino in primis le persone con disabilità in cerca di lavoro, soprattutto per chi ha una disabilità cognitiva e per chi ha una bassa scolarità, ossia oltre il 70% degli iscritti al Collocamento Disabili. Molte attività svolte da queste persone”, aggiunge l’esperto che vive a Lecco, “assemblaggio, confezionamento, cernita, sono già oggi svolte da macchine automatiche, dai robot o delocalizzate o acquistate sul mercato globale. Prossimamente sarà ancora peggio”. È una realtà molto complessa e a volte assai penalizzante con cui cominciare a fare i conti, non solo per tutelare le persone con disabilità ma tutti i cittadini più vulnerabili.

“Quanti lavoratori disabili troveranno una collocazione in questo scenario? Infinitamente pochi rispetto a quelli che verranno soppressi dal connubio fra robotica e ia”, dichiara Bottà. “Grazie all’ia e ai robot umanoidi, le aziende potranno scaricare le contraddizioni che si creeranno, come fasce di cittadini disoccupati e l’eccesso di tempo non impegnato, sullo Stato che dovrà farsi carico di una massa crescente di persone socialmente escluse”. La situazione italiana, dove già adesso meno di una persona con disabilità su tre ha un lavoro, è drammatica.

Per donne e uomini con gravi disabilità, in particolare intellettive e cognitive, si prospetta “un futuro difficilissimo”. Da una disamina dei dati presentati dalle Relazioni al Parlamento che vanno dal 2013 al 2023, riporta Bottà, si deduce che in 10 anni sono state collocate 401.847 persone, con una media annuale di 40.184, che rapportate al numero degli iscritti al collocamento corrisponde ad una percentuale misera del 4,01%. Di questi però, ben 336.448, pari all’83,72%, perde il posto di lavoro entro 12 mesi. Conservano il posto di lavoro solo il 16,28% pari a 65.399 persone, con una media annuale di circa 6.500 inserimenti. Bottà evidenzia inoltre che “l’Italia è attualmente al 14° posto al mondo per numero di umanoidi inseriti nel sistema produttivo (100mila unità già operative) e 7° per valore di investimenti. Le ditte che li hanno introdotti dicono che i vantaggi sono innegabili. Le conseguenze per gli aspiranti lavoratori con disabilità sono evidenti e molto penalizzanti”.

Le persone più vulnerabili sono da sempre le più esposte ai rischi di esclusione dai processi produttivi e sono lasciati ai margini della società capitalista perpetuando barriere e disuguaglianze. “Il lavoro inteso come realizzazione e autoaffermazione dell’individuo e della sua autonomia, come sviluppo della creatività, intelligenza, strumento facilitatore di collaborazione e solidarietà fra uomini, tutto ciò è oramai sul viale del tramonto”, denuncia il numero uno di Andel. A questa “crisi etica” si aggiunge l’acceleratore sociale ricco di contraddizioni come il deficit di natalità, l’invecchiamento della popolazione, la carenza di manodopera, il mismatch. “Le banche, le assicurazioni, le società finanziarie, le compagnie telefoniche, particolarmente sensibili al profitto, si sono immediatamente messe all’opera per ridurre i costi del personale e di conseguenza la quota di posti riservati alle persone disabili”, attacca Bottà. “Non sono mai stato contrario alle innovazioni tecnologiche, anzi. Ma quando servono all’uomo per migliorare la sua qualità di vita, non quando sono al servizio del potere per condizionarlo, escluderlo e sottometterlo”.

Un quadro nero quello analizzato dall’esperto. “Il sistema pubblico di collocamento ha ampiamente dimostrato negli anni di essere inefficace e incapace di affrontare i cambiamenti”, afferma Bottà. “Si è sempre più ingessato e avvolto nella burocrazia isolandosi dal contesto sociale, dai bisogni emergenti e incapace di produrre politiche attive adeguate. La classe politica ha ampiamente dimostrato che non è in grado di affrontare un tema così complesso. A dimostrazione, ad esempio, è l’atteggiamento dell’attuale ministra del Lavoro, che dopo essersi tenuta la delega sulla gestione della Lg 68/99 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” non ha finora fatto praticamente nulla”.

Che fare quindi oggi? “Dopo 55 anni di impegno per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità”, conclude Bottà, “so che bisogna riformare la legge 68 e il sistema di collocamento pubblico, formare il personale dedicato dei servizi, della scuola, delle aziende, sviluppare un welfare reale di prossimità, superare l’atteggiamento culturale che mira a parole all’inclusione e non al diritto di partecipazione per tutti. Detto questo, so che il futuro sarà inevitabilmente subordinato dalla tecnologia. Da esperto di disabilità/lavoro purtroppo non sono per niente ottimista”, conclude, “posso solo proporre suggerimenti per una maggior tutela delle persone, favorire la diffusione di buone pratiche, di sperimentazioni e strategie che vadano a salvaguardare quanto abbiamo faticosamente guadagnato”.

L'articolo Intelligenza artificiale e disabilità, l’esperto: “Sta già falciando posti di lavoro. Per le persone più fragili si profila uno scenario di esclusione” proviene da Il Fatto Quotidiano.

L’IA fa crescere le disuguaglianze sociali: “Colpisce le classi meno sindacalizzate, penalizza i settori tradizionali e limita l’autonomia degli Stati”

17 Agosto 2026 ore 08:03

Ormai da anni l’impatto dell’IA sulle disuguaglianze sociali è uno dei temi principali che si legano alle incertezze, speranze e paure di milioni di lavoratori per il proprio futuro. Due report pubblicati l’ultima settimana di Luglio 2026 da Indeed e dal giornale del partito comunista cinese Qiushi, confermano ciò che in realtà molti prevedevano già da tempo: lo sviluppo dell’IA tende a creare mercati a due velocità, che rischiano di esacerbare la pesante diseguaglianza socioeconomica già presente nella società.

Il report pubblicato da Indeed , che si focalizza sul mercato del lavoro nello UK e sulle assunzioni a partire dal gennaio 2025, descrive come la recente crescita di posti di lavoro nel Regno Unito sia spinta dall’offerta lavorativa per sviluppatori e informatici esperti con mansioni direttamente legate allo sviluppo dell’IA.

Al contrario sono in netto calo i posti di lavoro destinati a figure amministrative, nella contabilità e nel marketing, e ai giovani che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro. I dati forniti da Qiushi riguardano invece la competitività aziendale interna alla Repubblica Popolare, ed evidenziano come le principali aziende cinesi legate all’IA stiano raggiungendo picchi di crescita sempre più elevati in termini di profitti e investimenti mentre le aziende più piccole e quelle legate a settori più tradizionali, come il settore agricolo o l’automotive, sono in una fase di stagnazione o in rallentamento. Questo mercato a due velocità sarebbe in parte responsabile, secondo Qiushi, del rallentamento della crescita dell’economia cinese.

“Questi dati non sono inattesi – ha dichiarato al FattoQuotidino.it Camilla Lenzi, professoressa titolare del corso di Artificial Intelligence and Socio-Economic Transformations al Politecnico di Milano – e dimostrano che l’IA non distrugge necessariamente il lavoro, ma lo cambia radicalmente dal punto di vista qualitativo. I nostri studi in Europa e in Italia dimostrano infatti che l’introduzione dell’IA porta a una netta perdita della qualità del lavoro, dal punto di vista contrattuale e salariale, contribuendo a un trend in essere collegato anche a scelte politiche e istituzionali”.

Gli effetti della diffusione dell’IA in Europa non colpiscono tutti allo stesso modo, e sono particolarmente rilevanti per quanto riguarda le categorie più precarie e meno sindacalizzate. “In Europa, abbiamo delle leggi abbastanza stringenti per quanto riguarda il salario minimo, con alcune eccezioni tra cui l’Italia – ha continuato Lenzi – per questo, nonostante gli effetti negativi riguardino tutti i lavoratori, a essere colpita in modo più evidente è quella che una volta era considerata la cosiddetta ‘classe media’ e soprattutto quella medio alta. Sono le classi di reddito meno sindacalizzate e con tipologie di lavoro più destrutturato, che sono in aumento. Fa eccezione il livello salariale più alto, oltre il novantesimo percentile, che non subisce effetti negativi.”

“Per quanto riguarda l’Italia– spiega ancora Lenzi- secondo i dati che abbiamo raccolto è chiaro che i lavoratori meno istruiti e con lavori meno professionalizzati sono colpiti in modo più ampio. È da notare che questa tendenza diminuisce quando si vanno a prendere in considerazione aziende ed elementi del distretto industriale italiano più legati al territorio e animati da uno spirito cooperativo, che tuttavia sono in diminuzione”.

Bisogna sottolineare che la diffusione dell’IA non sta esclusivamente agendo da moltiplicatore di diseguaglianze socio-economiche , ma rischia di fare implodere le diseguaglianze politiche a livello internazionale. Come infatti testimonia il report preliminare sugli effetti dell’IA pubblicato lo scorso 1 Luglio dall’ONU, il 90% della potenza di calcolo mondiale risiede negli Stati Uniti e in Cina (rispettivamente 75% e 15%).

L’accesso all’IA a livello mondiale viene dunque controllato da un numero molto limitato di stati e da un numero limitato di aziende. Cosa che renderebbe dipendenti molti stati, anche con economie avanzate, che non avrebbero le esperienze tecniche per governare una tecnologia in continua evoluzione. Questo fenomeno, secondo il report, “potrebbe favorire colpi di stato autoritari e indebolire le istituzioni democratiche”. “Se l’IA continuerà ad evolversi senza regole condivise – ha affermato il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres in seguito alla pubblicazione del report – governi e persone avranno sempre meno controllo. Per questo dico ai governi: non aspettate (…) non possiamo più sostenere di non sapere ciò che stiamo facendo”.

L'articolo L’IA fa crescere le disuguaglianze sociali: “Colpisce le classi meno sindacalizzate, penalizza i settori tradizionali e limita l’autonomia degli Stati” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Colombia, finisce l’era del dialogo: De La Espriella “arruola” i militari e dichiara guerra ai narcos

17 Agosto 2026 ore 08:02

“La fase del dialogo è completamente esaurita“. Dalla città di Cali, in una Valle del Cauca dilaniata dal conflitto armato, Abelardo De La Espriella chiude le trattative di pace in corso dal 2016 tra Stato e gruppi armati e promette di “sconfiggere senza tregua il narcoterrorismo e le organizzazioni criminali” che a suo avviso “minacciano la Colombia”. Poi, sulla falsariga del modello salvadoregno, il presidente conferma la costruzione di “mega carceri” per coloro che “rappresentano una maggiore minaccia per la sicurezza del Paese”. El Tigre volta così le spalle alla classe politica e tende la mano alle Forze dell’ordine assicurando “garanzie politiche” affinché “non siano condannate” dalla legge a causa dell'”compimento del loro dovere”. “Questo governo vi proteggerà come va fatto con gli eroi della Colombia”, ribadisce De La Espriella rivolgendosi a militari e agenti di polizia, che hanno l’ordine di “combattere tutte le strutture criminali”.

La reazione militare, tanto temuta dai progressisti, è servita e conta sul sostegno delle forze conservatrici. “Oggi la Colombia recupera la propria autorità e il rispetto le forze militari”, commenta la senatrice Maria Fernanda Cabal (Centro democratico). Della stessa opinione la governatrice della Valle del Cauca, Dilian Francisca Toro, che plaude la priorità data dal nuovo governo alla sicurezza della regione. “Tuttavia – ammonisce – abbiamo bisogno che gli investimenti sul sociale vadano di pari passo con le truppe”. Ma non sarà possibile, visto l’imminente “congelamento della spesa pubblica” che sarà imposto via decreto.

La cerimonia ufficiale di insediamento si è tenuta all’Università di Cali, ma il discorso relativo al piano securitario è stato pronunciato presso il Cantón militar Pichincha, sede della Terza brigata di Cali, alla presenza di cinquecento militari. Il tutto direttamente sorvegliato dall’amministrazione Trump, che ha inviato un B-2 Spirit a sorvolare la città in coordinamento con le Forze aeree locali. L’operazione è stata un primo banco di prova della futura integrazione militare Bogotà-Washington sotto il cappello della coalizione Shield of Americas. Il Dipartimento di Stato ha inoltre stanziato un miliardo di dollari in favore del nuovo alleato come “parte di un pacchetto di sicurezza” iniziale.

Per Washington, i punti chiave dell’alleanza sono la lotta alle “spietate organizzazioni narcoterroriste e criminali” e un’agenda di “crescita economica” che apre a ulteriori investimenti Usa nel Paese. In programma anche “aiuti umanitari” e iniziative di “cooperazione bilaterale in materia di energia nucleare” a scopi “civili e pacifici”. Ma i gruppi armati non si fanno intimidire dal ritorno dello zio Sam e alzano la posta in gioco. “La superbia dell’estrema destra che oggi assume il potere non farà che approfondire la guerra nei territori – si legge in un comunicato diffuso dall’Ejército de liberación nacional (Eln) -. Risponderemo con la stessa violenza armata che verrà applicata nei nostri confronti”.

Anche le dissidenze Farc, contrarie al dialogo di pace, attraverso il loro Stato maggiore centrale, assicurano che le loro unità “non si piegheranno dinanzi a un governo che cerca la via militare”. E rivendicano: “Il controllo delle cordigliere resterà nelle mani del popolo in armi”. Avvisaglie della futura escalation si sono verificate prima e durante l’insediamento, con la presenza di cilindri sospetti sparsi nelle vie del Cauca e droni manipolati dalle guerriglie, oltre al sequestro di un bus carico di 420 chili di nitrato di ammonio che era pronto a esplodere a Cali. Cresce la tensione anche al confine est, quello con il Venezuela, dove il 1° agosto è esplosa un’autobomba davanti a un comando di polizia a Cúcuta. Il malcontento si estende anche ad alcuni settori della popolazione, in particolar modo i sostenitori del Pacto Histórico, che nelle strade di Cali contestavano la linea dura del nuovo governo.

La tensione è cresciuta dopo che il presidente uscente Gustavo Petro ha denunciato una “frode elettorale massiccia e algoritmica” perpetrata attraverso l’azienda israeliana BlackCore e l’agenzia di Intelligence Black Cube, legata al Mossad. I brogli, secondo alcuni orchestrati dalla ditta Thomas Greg & Sons e da altri privati, avrebbero inciso su oltre mille seggi equivalenti a circa 7 milioni di voti. L’ex presidente ha persino presentato una domanda di nullità elettorale, ammessa dalla Sezione quinta del Consiglio di Stato colombiano, che però si limita a chiedere un’audizione giudiziaria sulle elezioni.

Nello stesso tempo, l’ex candidato presidenziale Iván Cepeda ha nominato un gabinetto parallelo a quello di De La Espriella con la finalità di “contrastare” le decisioni del governo di estrema destra con “solidi argomenti” affinché “nulla di ciò che è stato raggiunto” durante l’unico governo progressista del Paese “vada perduto”. Sottovoce, anche la destra moderata, memore del fallimento del Plan Colombia e delle sue vittime, si dice preoccupata a causa della svolta militare.

L'articolo Colombia, finisce l’era del dialogo: De La Espriella “arruola” i militari e dichiara guerra ai narcos proviene da Il Fatto Quotidiano.

La Sassonia e lo spettro Afd: botte ai 14enni, niente scuola dell’obbligo, abolizione della tv pubblica. Ma l’ascesa degli estremisti sembra irresistibile

17 Agosto 2026 ore 08:02

Il 6 settembre si vota in Sassonia-Anhalt, la AfD nel più recente sondaggio di Infratest-dimap resta al 41%, in testa. Tanto che il suo candidato di punta Ulrich Siegmund si dà già per vincitore, “vicino al popolo” a presentare “la visione eccezionale” di AfD per il Land. La gente, d’altronde, lo osanna come una pop star, incurante della sua partecipazione nel 2023 nella villa Adlon a Potsdam a discutere col leader del Movimento Identitario Martin Sellner piani di “remigrazione”.

Nulla pare bloccarne l’ascesa. Neppure probabilmente il recente episodio che ha visto coinvolto il compagno di partito ed eurodeputato quarantatreenne Arno Bausemer, accusato di aver fermato, parrebbe anche con una mazza da baseball, due ragazzini di 14 anni colpevoli di aver strappato un manifesto elettorale. Ai danneggiamenti anziché una ramanzina dev’essere seguito qualcosa di più, perché uno dei due giovani ha dovuto ricorrere a cure mediche per una lieve commozione cerebrale, un labbro sanguinante ed altre escoriazioni. Il parlamentare, almeno per ora, è protetto dall’immunità parlamentare, ma la polizia indaga. Bausemer ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook: uno striscione dell’AfD era già stato tagliato e distrutto più volte. Insieme a un compagno di partito, ha “colto i giovani sul fatto”, riporta la mdr.

La sezione principale di AfD in Nord-Reno Vestfalia si sta dividendo in due, tanto è accesa la lotta tra ala moderata e quella di estrema destra, appoggiata anche da Alice Weidel. Non pare che nulla possa invece scalfire la corsa del partito in Sassonia-Anhalt; nonostante un programma in cui indica chiaramente come intenda trasformare il Land ed il Paese. Nei primi cento giorni di governo l’obiettivo è trasformare l’istruzione (sotto il profilo dell’integrazione), la cultura, perfino la gestione della tv pubblica. In particolare per quanto riguarda la scuola il partito di estrema destra ipotizza d’altronde la sospensione dell’obbligo scolastico e di consentire di istruire i bambini a casa: l’obiettivo finale è limitare l’inclusione.

Poi la cultura: l’Afd promette di non assegnare più fondi pubblici alla promozione di “arte antitedesca” che rischia di ricordare un po’ il modo in cui il nazismo chiamò la cosiddetta “arte degenerata” che culminò alla fine nella grande mostra di “artisti vietati” che comprendeva tra gli altri Nolde, Kandinsky, Klee e Picasso. Le associazioni che richiederanno finanziamenti, dice il programma dell’Afd, dovranno presentare una dichiarazione di patriottismo. Ovvio che chi fa cultura – direzioni di musei, teatri, fondazioni, luoghi della memoria, associazioni di artisti e organizzazioni culturali – esprima contrarietà alla richiesta di una “svolta patriottica” nella politica culturale e l’allineamento dei finanziamenti pubblici a concetti di identità nazionale. Con una dichiarazione congiunta 27 istituzioni tra cui la Fondazione Bauhaus Dessau, hanno fatto da apripista e nel frattempo si sono unite alla protesta più di 60 altre istituzioni culturali. Infine la radio e la tv regionali pubbliche: l’Afd semplicemente vorrebbe stracciare il contratto e chiudere tutto.

In questo quadro in evoluzione resta che l’unica forza politica che sembra intenzionata a collaborare con l’Afd è l’Alleanza Sahra Wagenknecht, la cui leader – fuoriuscita anni fa dalla Linke – ha offerto di astenersi a un eventuale terzo turno di votazione nel Landtag sul nome di Siegmund. Certo, bisognerà capire quanti voti prenderà Wagenknecht e se entrerà nel Parlamentino del Land. Intanto queste vaghe intese a distanza hanno prodotto che la dirigenza nazionale ha imposto a quella locale della Turingia di uscire dalla coalizione con Cdu e Spd.

Il resto dei partiti? Nella Cdu si riduce il fronte del blocco anti-Alternative, ribadito invece chiaramente per la Sassonia-Anhalt dal governatore Sven Schulze (i cristianodemocratici qui sono dati al 24%). Il ministro-presidente – come si chiamano i governatori dei Laender – non lascia nulla di intentato per la rielezione, ricorrendo anche ad una alleanza con altri colleghi per smuovere il governo centrale a non intaccare con la riforma delle pensioni le aspettative all’Est, dove la popolazione è largamente anziana, non abbiente, e conta solo sulla pensione di vecchiaia.

Un retroterra in cui la Spd risente dell’erosione dei consensi ed è al 7% nei sondaggi. Il partito è stato soppiantato nella percezione dell’elettorato dalla AfD come espressione dei lavoratori, nonostante il gioco di prestigio di spostare i termini: non più lotta tra capitalisti ed operai, ma tra piccoli artigiani e immigrati. La base socialdemocratica vuole un cambio di corso, ma la dirigenza a Berlino, fedele ai patti di Governo, non può intraprenderlo. Il vero ago della bilancia, oltre alla Linke al 13% che, pur ponendo condizioni, si dichiara disposta a collaborare con la Cdu per fermare l’AfD, potrebbero essere i Verdi che lottano per il 5%. “Speranza significa: nulla è ancora stato deciso” indica il capo del partito Felix Banaszak, che appoggia la campagna di Susan Sziborra-Seidlitz mentre gira il Land con un taxi, un pulmino Mercedes. Sul veicolo però la foto è la sua.

L'articolo La Sassonia e lo spettro Afd: botte ai 14enni, niente scuola dell’obbligo, abolizione della tv pubblica. Ma l’ascesa degli estremisti sembra irresistibile proviene da Il Fatto Quotidiano.

Linux 7.2 debuts, Linus Torvalds says ‘new normal’ means he had to do it now ... or never?

17 Agosto 2026 ore 08:01
Linus Torvalds has decided version 7.2 of the Linux kernel is ready for release, albeit in a “new normal” state that he seems not to entirely love. The kernel boss announced the debut of a new kernel in his weekly development status update, which on August 16 opened with the observation that “this last week of the release was – once again – bigger than I would have wished for.” He attributed that uncomfortable size to what he last week described as “the new normal” for the kernel at a time when developers have increased the volume of contributions using AI coding tools. “If I delayed releases for that reason we'd probably never have a release at all,” Torvalds wrote, before adding that the release includes “a number of fairly late reverts - the drm scheduling reverts stand out, but there's a few other ones in here too.” “It may not be pretty, but it's the correct way to deal with ‘Oh, that code wasn't ready and caused problems,’” he wrote. As ever, the new kernel release includes important and seemingly frivolous inclusions. Among the latter is support for a gaming controller called the “Zenaim Leverless,” which offers a collection of buttons on a black slab. Apparently e-sports pros think it’s just the sort of thing they need to rack up high scores or crush their foes during tournaments. And now they can use it with Linux! Perhaps more relevant to a majority of Reg readers is the inclusion of a tech called “Cache Aware Scheduling” that makes the kernel better at handling the data stored in caches across manycore chips like AMD’s EPYC 5 and Intel’s Xeon 6. Qualcomm senior engineer Vishnu Santhosh wrote a good explainer about the tech. Long story short, it’s about making processors aware of useful data already in a cache, so they can use it instead of doing extra work to access the relevant data. The release also includes work that makes it possible to run Linux on Apple M3 devices, the usual handful of graphics updates, and work to ensure that the kernel will be ready to support next-gen chips from AMD, Intel, and Nvidia. Notable deprecations include ending support for AppleTalk, and for old-school ISA and PCMCIA adapters used on ARCNet networks. This hits hard because The Register believes that PCMCIA stands for People Can’t Memorize Computer Industry Acronyms, and not for the Personal Computer Memory Card International Association. ®

I lockdown COVID programmati per ritardare l’immunità naturale fino all’arrivo dei vaccini

di: admin
17 Agosto 2026 ore 06:59

Jeffrey Tucker, fondatore del Brownstone Institute e fin dai primi giorni un critico di spicco delle politiche di lockdown per il COVID-19, ha affermato categoricamente che lo scopo delle rigide misure non era proteggere la salute delle persone, bensì ritardare l’insorgenza dell’immunità naturale in modo che il «vaccino» sperimentale, ancora in fase di sviluppo, potesse essere acclamato come la soluzione miracolosa al virus. Lo riporta LifeSite.

 

La sconvolgente affermazione è stata fatta durante una recente puntata del podcast The Brownstone Show con la collega dottoressa Jessica Rose, mentre discutevano delle rivelazioni emerse dalla pubblicazione del diario del dottor Anthony Fauci.

 

«Alti funzionari della FDA [l’ente regolatore del farmaco USA, ndr] e del NIH [l’Istituto di Sanità pubblica americano, ndr] mi hanno detto che una delle ragioni principali del distanziamento sociale, dei lockdown, delle mascherine, dei pannelli in plexiglass, degli ordini di rimanere a casa e di tutto il resto era quella di ritardare l’insorgenza dell’immunità naturale, di ritardare l’aumento dei livelli di sieroprevalenza, di ritardare l’endemicità, fino a quando i vaccini non fossero disponibili», ha affermato Tucker, senza far e i nomi dei funzionari federali che hanno rivelato il vero scopo di questi ordini governativi tirannici.

 

Jeffrey Tucker just revealed that top FDA and NIH quietly admitted the real reason for Covid lockdowns, masking, and social distancing to him.

It sounds like a “wild conspiracy theory.”

But it’s the truth.

The real reason for all of it was to “delay the onset of natural… pic.twitter.com/QPfjvXg2nx

— Brownstone Institute (@brownstoneinst) August 11, 2026

Sostieni Renovatio 21

«Quindi non si trattava solo del fatto che tutte queste… tattiche di ingegneria sociale fossero state ideate per mantenerci in salute. No. Era esattamente il contrario», ha sostenuto il Tucker. «Lo scopo era impedirci di sviluppare una naturale capacità di resistenza al virus, in modo da poter aspettare l’arrivo del vaccino, somministrarlo e sperimentarlo su di noi, per poi prendersi tutto il merito di aver risolto il problema», ha spiegato.

 

Tucker  ha ammesso che la sua dichiarazione suonava come «una folle teoria del complotto, ma era questo che intendevano con “appiattire la curva” (…) “Appiattire la curva” significava prolungare la sofferenza, ritardare la soluzione», ha sottolineato lo studioso.

 

«Sembra una follia finché non la senti raccontare da persone che erano lì sul campo, nelle agenzie, nelle aziende, e che hanno visto tutto questo svolgersi», ha continuato Tucker, aggiungendo:

 

«Diverse fonti hanno confermato, senza ombra di dubbio, che il vero scopo della chiusura delle scuole, delle attività commerciali, degli ordini di rimanere a casa, delle restrizioni di viaggio, di tutto quanto, era quello di ritardare il momento in cui avremmo essenzialmente risolto il problema attraverso l’esposizione naturale e il potenziamento del sistema immunitario».

 

Il Tucker – che, per inciso, è tabarrista e va alla Messa in latino – è fondatore anima del Brownstone Institute.

 

«Quel trauma ha rivelato un fondamentale malinteso, ancora presente in tutti i paesi del mondo, ovvero la disponibilità, da parte di cittadini e funzionari, a rinunciare alla libertà e ai diritti umani fondamentali in nome della gestione di una crisi sanitaria, che nella maggior parte dei paesi non è stata gestita adeguatamente. Le conseguenze sono state devastanti e rimarranno per sempre nella storia», si legge sul sito web dell’istituto.

 

La missione del Brownstone Institute è «comprendere quanto accaduto, capirne le ragioni, scoprire e spiegare percorsi alternativi e cercare riforme per impedire che eventi simili si ripetano. I lockdown e le misure restrittive hanno creato un precedente nel mondo moderno; senza un processo di responsabilizzazione, le istituzioni sociali ed economiche saranno nuovamente distrutte».

 

Renovatio 21 collabora con il Brownstone Institute, con diversi articoli della testata tradotti nel sito del ramo spagnuolo dell’Istituto, e viceversa vari pezzi sia spagnuoli che americani tradotti e pubblicati su queste colonne.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

 

 

 

L'articolo I lockdown COVID programmati per ritardare l’immunità naturale fino all’arrivo dei vaccini proviene da RENOVATIO 21.

La moglie del CEO di Anthropic aveva proposto a Epstein un’azienda di «pornografia di lusso»

di: admin
17 Agosto 2026 ore 06:53

Mentre Anthropic si prepara a quella che potrebbe diventare la più grande IPO (offerta pubblica iniziale di borsa) della storia, con una valutazione stimata oltre i 2.000 miliardi di dollari, un’inchiesta del Wall Street Journal pubblicata giovedì punta i riflettori su una figura che, pur non comparendo in alcun organigramma né documento societario, avrebbe esercitato una notevole influenza sull’amministratore delegato Dario Amodei: sua moglie, Cami Clark.

 

Secondo la ricostruzione del giornale, la Clark avrebbe affiancato Amodei per cinque anni come consulente strategica informale, senza percepire uno stipendio né ricoprire un titolo ufficiale. Il WSJ segnala inoltre come i riferimenti pubblici al matrimonio siano stati progressivamente rimossi dal web: la voce Wikipedia di Amodei non menzionava l’unione fino a questa estate e tuttora non riporta il nome della moglie, mentre persino Claude, interrogato sullo stato civile del suo creatore, risponderebbe in modo evasivo.

 

L’inchiesta ricostruisce anche il percorso personale della Clark: un primo matrimonio nel 1999, a vent’anni, con l’architetto di Reno Waldemar Eklof III, poi finito dopo tre anni. Attorno al 2010, insieme a Michelle Capocefalo, avrebbe fondato Eddice, startup nel settore della produzione pornografica pensata per un pubblico femminile.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Documenti giudiziari resi pubblici dal dipartimento di Giustizia americano nell’ambito del caso Epstein mostrano che, nel 2011 — meno di due anni dopo la scarcerazione del finanziere per reati legati alla prostituzione minorile — l’agente letterario John Brockman mise in contatto la Clark ed Epstein per discutere di un possibile finanziamento del progetto.

 

Le email agli atti, riportate dal giornale economico neoeboraceno, mostrano un primo scambio cordiale e un secondo contatto l’anno successivo, in cui Epstein — che secondo quanto riferito disse di non ricordarsi di lei — avrebbe comunque risposto con interesse, salvo poi declinare l’investimento specifico spiegando: «Non posso fare televisione a sfondo sessuale». I contatti tra i due sarebbero proseguiti per circa due anni su altri progetti imprenditoriali della Clark.

 

Secondo fonti citate dal WSJ, pur senza un ruolo formale, la Clark parteciperebbe agli eventi pubblici di Amodei e curerebbe le relazioni con investitori a Davos e Sun Valley. Sarebbe stata inoltre lei a presentare ad Amodei l’ex CEO di Google Eric Schmidt — con cui aveva avuto una relazione tra il 2011 e il 2014 — che in seguito avrebbe partecipato al round di finanziamento Serie A di Anthropic da 124 milioni di dollari nel 2021.

 

Nello stesso periodo, la Clark avrebbe proposto a Schmidt un veicolo d’investimento per formalizzare il proprio coinvolgimento nell’azienda, proposta poi respinta dai co-fondatori, tra cui Daniela Amodei.

 

Più di recente, riporta ancora il giornale, la Clark si sarebbe fatta portavoce di posizioni politiche dell’azienda presso alcuni interlocutori, in un momento in cui Anthropic è in contenzioso con l’amministrazione Trump riguardo alle restrizioni sull’uso di Claude da parte del Pentagono.

 

Il WSJ sottolinea che nessuna delle condotte descritte risulta illegale. Tuttavia, con la documentazione riservata già depositata presso la SEC il 1° giugno e una quotazione attesa per ottobre, le norme sulla trasparenza richiedono la divulgazione di eventuali soggetti con influenza significativa sulla governance, anche in assenza di un ruolo formale — un elemento che, secondo l’inchiesta, renderebbe rilevante la posizione di Clark agli occhi dei futuri investitori istituzionali.

 

Secondo alcune fonti, Claude sarebbe stato incorporato nel software di analisi e sorveglianza dell’azienda americana Palantir, impiegato dalle agenzie governative statunitensi nell’ambito dell’iniziativa di Washington per integrare l’IA nei suoi sistemi militari, politici e di Intelligence.

 

Durante la guerra contro l’Iran, il software avrebbe identificato la scuola elementare iraniana di Minab come bersaglio. Un attacco statunitense ha ucciso quasi 160 persone nell’edificio, la maggior parte delle quali bambini.

Sostieni Renovatio 21

Secondo l’Amodei, tuttavia, un utilizzo simile di Claude non avrebbe violato le «linee rosse» dell’azienda. In seguito vi è stato uno scontro con il Pentagono, di cui l’azienda è fornitrice, mentre sui giornali sono apparse accuse secondo cui il modello di Intelligenza Artificiale dell’azienda sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.

 

Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi vi era stato un progressivo deterioramento dei rapporti tra Anthropic e il Pentagono, legato alla volontà del dipartimento della Guerra statunitense di utilizzare l’IA per il controllo di armi autonome senza le garanzie di sicurezza che l’azienda ha cercato di imporre.

 

Come riportato da Renovatio 21, settimane fa Anthropic ha dichiarato di aver disabilitato l’accesso ai suoi modelli di IA più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, in seguito a un ordine governativo di sospendere l’accesso ai cittadini stranieri. Secondo quanto comunicato in precedenza, Mythos sarebbe in grado di penetrare i sistemi informatici con una facilità mai vista.

 

Amodei, ha più volte espresso gravi preoccupazioni sui rischi della tecnologia che la sua azienda sta sviluppando e commercializzando. In un lungo saggio di quasi 20.000 parole pubblicato il mese scorso, ha avvertito che sistemi AI dotati di «potenza quasi inimmaginabile» sono «imminenti» e metteranno alla prova «la nostra identità come specie».

 

Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.

 

Mesi fa Mrinank Sharma, fino a poco prima responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».

 

Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».

 

Anthropic è l’azienda di IA coinvolta direttamente dal Vaticano nel lancio della nuova Enciclica Magnifica Humanitas.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 Immagine di TechCrunch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

 

L'articolo La moglie del CEO di Anthropic aveva proposto a Epstein un’azienda di «pornografia di lusso» proviene da RENOVATIO 21.

Nuovo studio smentisce la propaganda LGBT secondo cui le leggi «anti-trans» causerebbero il suicidio

di: admin
17 Agosto 2026 ore 06:51

Un nuovo commento pubblicato sulla rivista scientifica Nature Human Behaviour solleva dubbi sulla solidità di uno studio, realizzato dai ricercatori del Trevor Project, che aveva collegato l’introduzione di leggi statali restrittive nei confronti delle persone transgender a un aumento dei tentativi di suicidio tra adolescenti transgender e non binari.

 

Lo studio originale, condotto su dati raccolti da oltre 61.000 giovani transgender e non binari negli Stati Uniti su un arco di cinque anni, aveva concluso che le leggi statali definite «anti-transgender» avrebbero fatto aumentare fino al 72% i tentativi di suicidio nell’ultimo anno tra i giovani coinvolti, dopo aver controllato per altri fattori.

 

Secondo quanto riportato dal sito The College Fix, un gruppo di studiosi guidato da Kathleen Kerr, direttrice del dipartimento di biostatistica dell’Università di Washington, ha pubblicato sulla stessa rivista un commento che ridimensiona la portata dei risultati originali. Kerr ha spiegato che l’effetto più significativo individuato dallo studio — quello registrato a due e tre anni dall’entrata in vigore delle leggi — derivava in larga parte dai dati di un solo Stato, l’Idaho, che aveva contribuito con poche centinaia di partecipanti.

Sostieni Renovatio 21

Le due leggi dello Stato in questione, riguardanti lo sport scolastico e i certificati di nascita, non sarebbero mai entrate pienamente in vigore o sarebbero state bloccate dai tribunali poco dopo l’approvazione.

 

Kerr ha inoltre criticato la scelta metodologica di utilizzare come gruppo di controllo tutti gli stati privi di leggi simili, senza tenere conto delle differenze geografiche e culturali rispetto agli stati che le avevano approvate.

 

Gli autori dello studio originale hanno replicato che, anche qualora le leggi dell’Idaho non avessero avuto un impatto diretto e immediato, il dibattito pubblico e politico che le ha accompagnate potrebbe comunque aver avuto conseguenze sui giovani coinvolti, ed eventuali effetti potrebbero essersi protratti anche durante le fasi di sospensione giudiziaria.

 

La controversia si inserisce in un dibattito scientifico e politico più vasto sulla qualità delle evidenze disponibili in materia di medicina di genere per i minori. La Cass Review, la revisione indipendente commissionata dal Servizio Sanitario Nazionale britannico e pubblicata nel 2024, aveva già rilevato che gran parte della ricerca esistente sul tema poggia su basi metodologiche deboli, tali da non garantire, a suo avviso, una base solida per le decisioni cliniche.

 

Nello stesso filone, uno studio condotto in Finlandia su oltre duemila giovani che si erano rivolti a servizi di transizione di genere tra il 1996 e il 2019 ha riscontrato tassi di disagio psichiatrico più elevati rispetto a un gruppo di controllo, sia prima sia dopo l’eventuale percorso di transizione.

 

Il tema resta oggetto di forte contrapposizione tra chi sostiene la necessità di un accesso rapido alle cure di affermazione di genere per tutelare la salute mentale dei giovani transgender, e chi — comprese alcune persone che hanno interrotto il proprio percorso di transizione — chiede maggiore cautela, sottolineando la mancanza di studi longitudinali solidi e casi di conflitti d’interesse economici segnalati in alcune cliniche, come emerso in un’inchiesta giornalistica che fece scoppiare uno scandalo 2022 relativo al centro medico della Vanderbilt University.

Iscriviti al canale Telegram

In Italia non esistono dati ufficiali, sistematici e verificati sui suicidi (né sui tentativi di suicidio) legati specificamente alle persone transgender.

 

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), attraverso il Centro di riferimento per la medicina di genere, riconosce apertamente la carenza di dati. Personale ISS sostiene che in Italia non esistono dati aggiornati sulla popolazione transgender: quelli disponibili risalgono a circa dieci anni fa e si basano su un sottogruppo della popolazione.

 

I dati ISTAT/ISS sul suicidio in Italia in generale sono solidi (circa 3.800-4.000 casi l’anno, con dettaglio per sesso, età, regione), ma non registrano l’identità di genere come variabile, quindi non è possibile ricavarne un tasso specifico per la popolazione trans.

 

L’ISS gestisce anche il portale istituzionale per i «diritti e la tutela del’identità di genere» (sic) Infotrans con informazioni sanitarie e giuridiche, ma senza un registro epidemiologico nazionale dedicato al suicidio in questa popolazione.

 

Siti del gayismo organizzato e testate generaliste  riportano periodicamente il tema, spesso in occasione di casi di cronaca (come la morte di un giovane transessuale nel 2025) o del Transgender Day of Remembrance (TDOR), citando perlopiù dati internazionali  più che italiani.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

 

 

 

 

L'articolo Nuovo studio smentisce la propaganda LGBT secondo cui le leggi «anti-trans» causerebbero il suicidio proviene da RENOVATIO 21.

Morte improvvisa di una diciannovenne è stata collegata a un popolare farmaco dimagrante GLP-1

di: admin
17 Agosto 2026 ore 06:20

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Josephine Nasr, una studentessa di giurisprudenza diciannovenne dell’Università dell’East London, è morta a causa dell’assunzione di un popolare farmaco dimagrante a base di GLP-1, secondo quanto emerso da un’inchiesta a Londra. Josephine Nasr, residente in California e studentessa all’estero, è stata colpita da un’aritmia cardiaca fatale dopo aver riferito alla famiglia di avvertire nausea e vomito. Il suo medico, che risiedeva in California, le aveva prescritto il farmaco, nonostante la ragazza non fosse obesa.

 

Un’adolescente californiana che studiava a Londra è morta mentre assumeva un popolare farmaco dimagrante a base di GLP-1, secondo quanto emerso da un’inchiesta condotta a Londra.

 

Josephine Nasr, una studentessa di giurisprudenza diciannovenne dell’Università dell’East London, è morta a causa di un’aritmia cardiaca fatale. È stata trovata senza vita nella sua stanza del dormitorio il 23 settembre 2025, pochi giorni dopo essere tornata a Londra dalla sua casa nel sud della California, secondo quanto riportato per primo dal Daily Mail.

 

Nell’estate del 2025, un medico californiano prescrisse a Nasr la tirzepatide, nonostante il suo indice di massa corporea la classificasse come sovrappeso e non obesa, secondo quanto emerso dall’inchiesta.

Sostieni Renovatio 21

Una bottiglia vuota del farmaco è stata trovata nella stanza di Nasr quando è stata scoperta morta. Eli Lilly vende il tirzepatide con i marchi Mounjaro, per il diabete di tipo 2, e Zepbound, per la gestione cronica del peso.

 

Secondo le prove presentate il 3 agosto presso il tribunale del coroner di East London, Nasr ha parlato con i suoi genitori e sua sorella intorno alle 20:30 della sera della sua morte. Ha detto loro di aver avuto nausea e vomito.

 

I familiari, che si stavano preparando per un viaggio in Egitto, si preoccuparono per le sue condizioni e la incoraggiarono a prendere un po’ d’aria fresca. Sua sorella, particolarmente preoccupata che Nasr potesse disidratarsi, contattò un medico privato per organizzare una flebo.

 

Quando la sorella tentò in seguito di contattare Nasr telefonicamente senza ricevere risposta, si rivolse alla sicurezza dell’università e richiese un controllo per accertarsi delle sue condizioni.

 

Nel momento in cui la sorella riuscì a contattare un membro del personale di sicurezza, un’infermiera era già arrivata nel campus per somministrare la flebo. Il personale di sicurezza accompagnò l’infermiera al dormitorio di Nasr. Non avendo ricevuto risposta alla porta, entrarono nella stanza e trovarono Nasr disteso sul pavimento del bagno.

 

Sono stati allertati i servizi di emergenza, ma il servizio di ambulanza di Londra ne ha constatato il decesso sul posto.

 

L’autopsia, condotta dal patologo e autore dr. Alan Bates, ha rivelato che Nasr soffriva di una cardiopatia congenita nota come ponte miocardico, che può influenzare il flusso sanguigno attraverso il cuore e potrebbe aver contribuito all’aritmia fatale.

 

Bates ha inoltre dichiarato durante l’inchiesta che il tirzepatide può causare nausea e vomito. Il vomito grave, ha spiegato, può contribuire all’ipoglicemia, ovvero a livelli di zucchero nel sangue anormalmente bassi, e a uno squilibrio elettrolitico.

 

Secondo lui, questo tipo di squilibrio può innescare un ritmo cardiaco anomalo e la patologia cardiaca di base di Nasr potrebbe aver aumentato il rischio.

 

«Era una giovane donna in buona salute», ha detto Bates. Il medico legale Graeme Irvine ha concluso che la morte di Nasr è stata causata sia dalla sua cardiopatia congenita sia dalla terapia a base di tirzepatide.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Pediatra: la morte di Nasr è stata una «tragedia evitabile».

La dottoressa Michelle Perro, coautrice di What’s Making Our Children Sick?  («Cosa fa ammalare i nostri bambini?»), che da tempo solleva preoccupazioni sull’uso di farmaci in età pediatrica, ha definito la morte di Nasr una «tragedia evitabile». Il medico californiano di Nasr le aveva prescritto un farmaco con effetti collaterali noti, presumibilmente per trattare un sintomo senza affrontare la causa principale.

 

Questi effetti collaterali «hanno innescato una reazione a catena fatale», ha dichiarato Perro a The Defender. «Questo è l’incubo che il boom del GLP-1 ha sempre comportato, e dovrebbe essere un campanello d’allarme: questi farmaci non sono una buona idea per i giovani».

 

La dottoressa Perro, pediatra, si è detta «così allarmata» dal fatto che i farmaci per la perdita di peso fossero stati approvati per i bambini, da aver scritto un opuscolo per mettere in guardia i genitori sui rischi.

 

Il documento informativo cita potenziali effetti negativi sulla salute dei giovani, tra cui problemi gastrointestinalipancreatitemalattie della cistifelleatumori alla tiroidecarenze nutrizionalirischi per la salute mentale ed effetti a lungo termine sconosciuti, poiché non sono ancora stati condotti studi a lungo termine.

 

Alcuni pazienti che assumono farmaci a base di GLP-1 hanno anche segnalato che tali farmaci hanno causato carie dentale e anoressia.

 

Le prescrizioni di GLP-1 per i bambini aumentano vertiginosamente dopo la raccomandazione dell’AAP

Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), circa il 20% dei bambini e degli adolescenti statunitensi soffre di obesità cronica.

 

Nel dicembre 2020, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato il farmaco GLP-1 Saxenda per il trattamento dell’obesità nei bambini dai 12 anni in su. Nel 2022, l’agenzia ha approvato Wegovy per la stessa fascia d’età.

 

Settimane dopo, nel gennaio 2023, l’ American Academy of Pediatrics (AAP) ha pubblicato nuove linee guida sull’obesità infantile, raccomandando una diagnosi precoce e un trattamento aggressivo, inclusi farmaci per la perdita di peso per i bambini obesi a partire dagli 8 anni e una consulenza per la chirurgia bariatrica per i bambini con obesità grave a partire dai 13 anni.

 

Nel 2025, un’inchiesta del BMJ ha portato alla luce legami finanziari non dichiarati tra l’AAP e le principali aziende farmaceutiche produttrici dei farmaci dimagranti di maggior successo. L’analisi del BMJ ha riscontrato legami finanziari con l’industria tra i membri dell’AAP, inclusi coloro che hanno redatto le linee guida, coloro che le hanno revisionate e l’organizzazione nel suo complesso.

 

Prescrivere questi farmaci a bambini di età inferiore ai 12 anni costituisce un uso non conforme alle indicazioni approvate dall’AAP.

 

Poco dopo la pubblicazione delle raccomandazioni dell’AAP, le prescrizioni di farmaci GLP-1 per quelle fasce d’età sono aumentate vertiginosamente, con un incremento del 38% nel primo anno successivo alla modifica. MedPage Today ha riportato che le prescrizioni di due di questi farmaci sono aumentate del 700%.

Iscriviti al canale Telegram

Oltre 150 decessi collegati ai farmaci GLP-1

Secondo i dati dell’Agenzia britannica per la regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (MHRA), che raccoglie informazioni sulle reazioni avverse spontanee e sospette ai farmaci, oltre 150 decessi nel Regno Unito sono stati collegati alle iniezioni di GLP-1.

 

Il BMJ ha riportato la ripartizione di tali decessi per nome del farmaco: al 7 luglio:

 

  • Sono stati segnalati 98 decessi a seguito dell’assunzione di tirzepatide.
  • Almeno 37 decessi sono stati associati alla semaglutide, prodotta da Novo Nordisk e venduta con il marchio Ozempic/Wegovy.
  • Diciannove decessi sono stati collegati alla liraglutide, venduta con il nome commerciale Victoza e prodotta anch’essa da Novo Nordisk.

 

Tuttavia, il BMJ ha fatto riferimento a cifre presenti in altre sezioni del sito web dell’MHRA che suggerivano un numero reale di decessi superiore, senza però fornire il link alla pagina web dell’MHRA contenente tali cifre più elevate.

 

Negli Stati Uniti, la FDA ha recentemente avvertito Novo Nordisk di non aver divulgato correttamente le informazioni sugli eventi avversi, compresi i decessi, relativi ai suoi farmaci per la perdita di peso.

 

In una lettera di avvertimento del 5 marzo, la FDA ha citato cinque casi in cui pazienti che assumevano Ozempic e Wegovy hanno subito un ictus, hanno contemplato il suicidio o sono deceduti, casi che Novo Nordisk non ha segnalato correttamente.

 

Il 4 giugno, Forbes ha riportato che circa il 12% degli adulti statunitensi dichiara di utilizzare farmaci GLP-1 per perdere peso. Si prevede che entro il 2030 quasi il 50% degli adulti negli Stati Uniti sarà obeso.

 

Si prevede che il mercato globale dei farmaci contro l’obesità raggiungerà i 50 miliardi di dollari entro il 2030.

 

Suzanne Burdick

Ph.D.

 

© 13 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 Immagine © Raimond Spekking via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 4.0

 

L'articolo Morte improvvisa di una diciannovenne è stata collegata a un popolare farmaco dimagrante GLP-1 proviene da RENOVATIO 21.

Il vescovo definisce il diavolo «immaginario» e quello contro l’omofobia come l’unico esorcismo necessario

di: admin
17 Agosto 2026 ore 06:14

Un vescovo brasiliano ha criticato la consacrazione a San Michele Arcangelo, affermando che il diavolo sarebbe «piuttosto immaginario». Lo riporta LifeSite.

 

«Esistono giustificazioni teologiche per la consacrazione a San Michele? La consacrazione è a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo», ha scritto il vescovo Vicente Ferreira su X la scorsa settimana. «Il diavolo contro cui combattiamo non è forse piuttosto immaginario?», ha aggiunto.

 

«Il più grande esorcismo dovrebbe essere: quello dell’omofobia, del femminicidio, del razzismo, dei crimini contro i popoli indigeni. Di quella legione di mali», concluse, in una dichiarazione originariamente scritta in portoghese.

 

Há justificativas teológicas para Consagração a São Miguel? Consagra-se é a Deus Pai, Filho e Espírito Santo. O diabo que se combate não é muito imaginário? Exorcismo maior deve ser: da homofobia, do feminicídio, do racismo, dos crimes contra indígenas. Dessa legião de maldades.

— Dom Vicente Ferreira (@DomVicenteF) August 8, 2026

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Il messaggio sembra indirizzato a un altro vescovo brasiliano. Lo stesso giorno della dichiarazione di Ferreira, l’arcivescovo di Montes Claros, José Carlos Campos, ha consacrato la propria arcidiocesi a San Michele.

 

Monsignor Ferreira ha ricevuto dure critiche per aver sminuito la devozione a San Michele, invocato dai cattolici per la difesa spirituale contro il diavolo, poiché Dio gli ha attribuito il potere di scacciare il diavolo e i suoi seguaci dal Paradiso.

 

«Qual è la tua religione? Dovresti convertirti al cattolicesimo», ha scritto un utente di X. «Alla tua età, preoccuparsi di queste idiozie “woke” non ti porterà in paradiso. Dovresti pensare a salvare la tua anima».

 

Un utente dei social media ha commentato: «Per questo vescovo, la Chiesa non è in comunione con i santi; il Nunzio Apostolico dovrebbe essere a conoscenza dei post di questo vescovo. In Brasile ci sono già 34 diocesi dedicate a San Michele Arcangelo».

 

L’affermazione di Ferreira secondo cui la «lotta» contro il diavolo è «immaginaria» contraddice in pieno la tradizione della Chiesa, così come trasmessa attraverso le Scritture e la dottrina cattolica. Il vescovo eterodosso ha inoltre dichiarato pubblicamente l’esistenza di un «comunismo biblico».

 

Dom Vicente Ferreira è vescovo della diocesi di Livramento de Nossa Senhora nello stato di Bahia, Brasile, Paese dove il cattolicesimo negli ultimi lustri ha perso milioni e milioni di fedeli a favore delle sette protestanti pentecostali, nelle quali quasi sempre nella natura personale del demonio, e nella lotta quotidiana contro di esso, si crede ancora.

Aiuta Renovatio 21

Tornano alla mente le parole del poeta parigino Carlo Baudelaire (1821-1867), che nel suo poemetto Le Joueur généreux (1864) scrisse che «la plus belle des ruses du diable est de nous persuader qu’il n’existe pas» («il più grande inganno del diavolo è convincerci che non esiste»). In realtà, il Baudelaire l’aveva tratta dal prologo del romanzo Le memorie di un medico (noto anche come Giuseppe Balsamo o in francese Mémoires d’un médecin: Joseph Balsamo) di Alessandro Dumas (1802-1870).

 

La frase è diventata popolarissima a livello globale grazie al film I soliti sospetti (1995), dove viene citata dal personaggio Verbal Kint, interpretato memorabilmente da Kevino Spacey.

 

L’idea è piuttosto sconcertante: il male più efficace non è quello visibile, ma quello che riesce a essere dimenticato o negato. Un pericolo che non viene più ritenuto reale diventa un pericolo senza possibilità di difesa. Questa riflessione si ritrova in molti contesti, al di là di quello teologico: i pregiudizi che ci rifiutiamo di ammettere a noi stessi sono quelli che ci governano maggiormente, le ideologie più distruttive spesso avanzano mascherate, presentate come banali o innocue.

 

In termini spirituali, ciò significa anche che l’opera del Male tende a far celare il suo autore preternaturale, che induce l’uomo stesso a peccare e distruggere, cagionandone la perversione del mondo e un biglietto (o più) per l’inferno. Gli esorcisti raccontano che infatti le possessioni diaboliche sono rare perché si tratta in fondo di un errore strategico dei demoni, che per slancio appetitivo, non resistono alla tentazione di invadere il corpo di un essere umano.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine: Statua dell’arcangelo Michele che sconfigge Satana, Nord Vietnam, XIX secolo, Museo delle civiltà asiatiche, Singapore

Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; immagine modificata. 

 

L'articolo Il vescovo definisce il diavolo «immaginario» e quello contro l’omofobia come l’unico esorcismo necessario proviene da RENOVATIO 21.

Epidemie colpiscono Ceuta invasa dai migranti

di: admin
17 Agosto 2026 ore 06:01

Nell’enclave spagnola di Ceuta, nel Nord Africa, sono stati segnalati casi di malattie infettive, tra cui gastroenteriti, tra i migranti a partire dall’invasione perpetrata dal vicino Marocco alla fine di luglio.

 

L’Istituto Nazionale per la Gestione Sanitaria spagnolo (INGESA) ha confermato la diffusione di casi di gastroenterite tra i migranti arrivati di recente, secondo quanto riportato venerdì dai media spagnoli. L’agenzia ha inoltre confermato casi di scabbia e impetigine, precisando che entrambe le patologie erano già presenti a Ceuta prima dell’ultimo afflusso di migranti.

 

Tuttavia, l’INGESA ha respinto le affermazioni secondo cui il sistema sanitario di Ceuta sarebbe collassato. L’agenzia ha anche smentito le notizie relative a un’epidemia di tubercolosi, affermando che il caso sospetto è risultato negativo al test

 

L’epidemia si verifica mentre i professionisti sanitari locali avvertono che il sovraffollamento e le condizioni igienico-sanitarie inadeguate tra le migliaia di migranti che vivono all’aperto potrebbero facilitare un’ulteriore diffusione della malattia. Si dice che molti migranti non abbiano un accesso adeguato all’acqua potabile, ai servizi igienici e alle docce.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

La gastroenterite è un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino, solitamente causata da un’infezione virale o batterica, con sintomi quali diarrea, vomito e crampi addominali. La scabbia è un’infestazione cutanea contagiosa causata da acari microscopici che provoca prurito intenso ed eruzione cutanea, mentre l’impetigine è un’infezione batterica della pelle caratterizzata da piaghe che possono rompersi e sviluppare croste giallastre.

 

Oltre 72.000 migranti sono entrati a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio, molti a nuoto o attraversando le barriere frangiflutti costiere: una cifra equivalente a circa il 70 % della popolazione residente dell’enclave. L’afflusso ha messo a dura prova i centri di accoglienza e ha esercitato ulteriore pressione sulle risorse sanitarie e delle forze dell’ordine. La maggior parte di coloro che sono entrati è stata rimpatriata in Marocco, ma si stima che fino a 11.000 persone siano ancora a Ceuta, secondo le autorità locali.

 

L’afflusso ha inoltre alimentato le tensioni all’interno dell’UE, dove la migrazione è da tempo una questione controversa. Ventidue leader europei hanno firmato una lettera accusando la Spagna di minare la sicurezza delle frontiere del blocco, mentre diversi hanno chiesto l’espulsione del Paese dall’area Schengen.

 

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha replicato, definendo le azioni dei suoi vicini europei «egoistiche».

 

Come riportato da Renovatio 21, in molti sostengono che l’invasione sia stata programmata dal Marocco su spinta di Israele (che vorrebbe punire la Spagna per le sue posizioni su Gaza, Libano, UNIFIL etc.) e degli Stati Uniti, che avevano passato leggi proprio su quei territori negli scorsi mesi.

 

Secondo varie testate, terroristi islamici avrebbero approfittato del disordinato afflusso di immigrati clandestini marocchini in Spagna per introdursi in Europa.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine da Twitter

 

 

 

 

 

L'articolo Epidemie colpiscono Ceuta invasa dai migranti proviene da RENOVATIO 21.

Trump scappa nascosto in un carrello per il catering: Israele si è inventato la minaccia di attenato?

di: admin
17 Agosto 2026 ore 05:56

La comunità dell’intelligence statunitense nutriva dubbi sulle notizie relative a un complotto iraniano per uccidere il presidente Donald Trump abbattendo l’Air Force One al suo rientro da un vertice NATO in Turchia. Tale valutazione sarebbe stata comunicata all’amministrazione, ma i servizi segreti avrebbero comunque optato per trasferire segretamente Trump su un altro aereo. Lo riporta il Washington Post.

 

I media statunitensi hanno rivelato la storia della manovra clandestina lunedì scorso. Uscendo dall’incontro, Trump è passato bruscamente dal suo nuovo Boeing 747-8, regalatogli dal Qatar, al precedente Air Force One, ma si è scoperto che aveva segretamente lasciato anche quest’ultimo aereo in un camioncino per il catering aeroportuale, per poi volare a bordo di un aereo militare più piccolo diretto nel Regno Unito. Si dice che lì sia risalito a bordo del vecchio Air Force One per dare l’impressione di esserci stato per tutto il tempo.

 

Gli analisti della CIA erano molto scettici riguardo alle informazioni di intelligence su un imminente complotto per assassinarlo e comunicarono tale posizione all’amministrazione. I rapporti sulla minaccia erano «di origine israeliana, non statunitensi, e considerati poco attendibili», ha dichiarato al WaPo un funzionario dell’Intelligence rimasto anonimo.

 

Nel frattempo, gli iraniani e altri ne hanno approfittato per generare meme sull’internet.

 

The catering cart memes are doing me in ☠😭

Please add any I missed in the replies. We need this laugh. pic.twitter.com/3ilPWnyUaf

— Christopher Webb (@cwebbonline) August 11, 2026

 

This is the size of the space where Trump hid during Operation ‘Taco’.

Where he was secretly transferred from the ‘presidential’ plane to another plane by hiding inside a food and beverage cart.” pic.twitter.com/Fh6ZxacriP

— China Times (@ChinaTimesX) August 14, 2026

This image of Trump in the catering cart is going to be hard to shake. You know he’s livid that it got out. If he wasn’t a coward, he would’ve told them, no chance I’m doing that. pic.twitter.com/6avLCayAm3

— Anthony Scaramucci (@Scaramucci) August 11, 2026


Sostieni Renovatio 21

L’ultimo rapporto aggiunge ulteriori dettagli all’intera vicenda, che ha già scatenato un grave scandalo. Giornalisti e molti funzionari di alto rango sono stati tenuti all’oscuro della manovra di Trump e della minaccia percepita. I giornalisti si sono sentiti trattati come «esche inconsapevoli e ignare, proprio nel mirino», ha affermato Aaron Blake, giornalista senior della CNN.

 

Martedì Trump aveva ammesso di aver cambiato aereo, insistendo sul fatto di aver fatto solo ciò che i servizi segreti ritenevano la cosa migliore da fare. «Mi attengo ai servizi segreti e ai militari. Volevano che prendessi un volo diverso, un aereo diverso. Devo solo fare quello che mi dicono», ha dichiarato Trump ai giornalisti.

 

Lo scandalo coincide anche con le dimissioni della portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, che mercoledì ha annunciato che lascerà il suo incarico alla fine del mese «per poter dedicare più tempo» alla famiglia.

 

La ventottenne, diventata madre per la seconda volta a maggio, era tornata alla Casa Bianca a giugno dopo un periodo di assenza. L’improvvisa partenza della Leavitt ha alimentato le teorie secondo cui fosse tra i funzionari ignari lasciati a bordo dell’aereo civetta e che la vicenda possa essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

 

Come riportato da Renovatio 21, varie testate giornalistiche statunitensi hanno sostenuto che il presidente Donald Trump avrebbe di fatto impiegato i giornalisti al seguito dei suoi viaggi come esche.

 

Il dipartimento di Giustizia ha tentato di citare in giudizio i giornalisti del New York Times per i loro articoli sul nuovo Air Force One, mentre il Pentagono ha di recente revocato l’autorizzazione di sicurezza all’ex capo dell’aeronautica militare Frank Kendall, accusato di aver divulgato informazioni classificate sul velivolo ai media.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr

 

L'articolo Trump scappa nascosto in un carrello per il catering: Israele si è inventato la minaccia di attenato? proviene da RENOVATIO 21.

La crisi alimentare mondiale è ancora più grave di quanto sembri

di: admin
17 Agosto 2026 ore 05:44

«Situazione critica: i conflitti geopolitici impattano sul trasporto di cereali» è il titolo del numero di luglio 2026 di una rivista mensile internazionale di economia, edita in Missouri e specializzata nel settore mondiale dei cereali, della farina e dei mangimi.

 

Secondo l’articolo della pubblicazione specialistica delle grannaglie, l’impatto a livello mondiale delle gravi interruzioni alla produzione e alla logistica alimentare e agricola, determinate da molteplici fattori – tra cui la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, la guerra per procura dell’Ucraina contro la Russia e l’imperialismo di Washington nell’emisfero occidentale – si intensifica di ora in ora, aggravandosi ulteriormente dopo decenni di carenza di infrastrutture per l’ampliamento delle risorse idriche, di repressione dello sviluppo economico nazionale, di sanzioni e di caos.

 

 

Questa analisi specialistica, insieme ai recenti rapporti dei leader del settore agricolo alla Coalizione Internazionale per la Pace, mette in luce l’ampiezza del problema, ben superiore a quanto appaia evidente, riguardo al blocco dei vari «stretti» – Hormuz, Bab el Mandeb, Bosforo, Baltico, Caraibi e altri. Certo, ad esempio, si conosce qualcosa del volume dei flussi di materie prime interrotti a causa del blocco dello Stretto di Ormuzzo, che di norma rappresentava il flusso annuo del 35 % del petrolio greggio mondiale, del 20 % del GNL e del 20-30 % dei fertilizzanti.

 

Tuttavia la situazione è ben più grave di quanto sembri, scrive EIRN. Sono urgentemente necessari dibattiti multinazionali su come massimizzare la produzione, ad esempio attraverso la fornitura di fertilizzanti in aree specifiche, la riduzione dell’utilizzo di risorse alimentari potenzialmente destinate alla produzione di biocarburanti e altre misure, che devono essere avviate immediatamente.

Sostieni Renovatio 21

Sono vari i punti che rendono la situazione critica.

 

I magazzini di cereali sono al limite della capacità. Senza interventi, i silos di grano in Ucraina, ad esempio, risulteranno ben al di sotto della capacità di stoccaggio per il raccolto di questa stagione che non verrà destinato alle destinazioni mondiali.

 

L’impennata nell’utilizzo di biocarburanti in Brasile, negli Stati Uniti e altrove sta dirottando cereali, soia e canna da zucchero, di cui c’è disperatamente bisogno, dall’alimentazione umana e animale verso la produzione di etanolo e biodiesel, nel folle tentativo di attutire le perturbazioni globali del settore petrolifero e del gas. Già nel 2025 gli Stati Uniti erano il primo produttore mondiale di etanolo, con il 52 % della produzione globale, grazie agli ingenti quantitativi di mais impiegati come materia prima.

 

L’utilizzo di soia per la produzione di biodiesel negli Stati Uniti è in forte aumento, in parte perché questa coltura non necessita di fertilizzanti azotati. ADM, una delle principali società di commercio e trasformazione di cereali a livello mondiale, ha effettuato questo mese un test di 5 giorni con una nave cargo alimentata esclusivamente a biocarburante B100.

 

La carenza mondiale di zolfo è estrema, poiché il 50 % dello zolfo presente sul mercato mondiale negli ultimi anni proveniva dalla regione del Golfo Persico, ora bloccata, dove era un sottoprodotto della conversione del petrolio acido in petrolio dolce mediante la rimozione del solfuro di idrogeno. Lo zolfo, oltre ai suoi usi in campo chimico, metallurgico e in altri settori industriali, è essenziale per la produzione di fertilizzanti fosfatici e per l’applicazione diretta dello zolfo.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

 

L'articolo La crisi alimentare mondiale è ancora più grave di quanto sembri proviene da RENOVATIO 21.

Vance avverte: «crescente interesse per il socialismo» negli USA.

di: admin
17 Agosto 2026 ore 05:42

Il Partito Repubblicano statunitense deve affrontare le pressioni economiche che gravano sugli americani, altrimenti rischia di spingere un numero sempre maggiore di giovani verso il socialismo, ha affermato il vicepresidente JD Vance.

 

Vance ha rilasciato queste dichiarazioni giovedì in un’intervista a Fox News, indicando come principali preoccupazioni il costo degli alloggi e dell’istruzione, l’accesso a lavori ben retribuiti e la possibilità di formare una famiglia.

 

«La nostra risposta a tutto ciò non può essere semplicemente ignorare le preoccupazioni economiche che, a mio avviso, alimentano questo crescente interesse per il socialismo», ha affermato Vance.

 

Il vicepresidente ha fatto riferimento a quelli che ha definito trilioni di dollari di nuovi investimenti in arrivo negli Stati Uniti, affermando che ciò creerà posti di lavoro per la classe media. Ha inoltre citato la stabilizzazione dei prezzi delle case e la spinta dell’amministrazione verso tassi di interesse più bassi, pur riconoscendo che gli effetti di tali politiche potrebbero impiegare del tempo per manifestarsi.

Sostieni Renovatio 21

«Il mio avvertimento ai miei colleghi repubblicani è questo: se non riusciamo a fare le cose per bene, non date la colpa ai giovani per la loro simpatia verso il socialismo. Dobbiamo prendercela con noi stessi», ha detto Vancem aggiungendo che i repubblicani non possono contrastare questa tendenza semplicemente difendendo il libero mercato, affermando: «Non si ferma il socialismo lanciando slogan sul libero mercato. Si ferma il socialismo migliorando la vita delle persone».

 

Le dichiarazioni di Vance giungono in vista delle elezioni di medio termine di novembre, con il costo della vita tra le principali preoccupazioni degli elettori. Un sondaggio nazionale condotto a maggio dalla facoltà di giurisprudenza della Marquette University ha mostrato che l’inflazione e il costo della vita rappresentano la principale preoccupazione del pubblico, citata dal 37 % degli intervistati.

 

Le pressioni economiche sono state aggravate dall’aumento dei costi energetici, alimentato dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e dai dazi imposti da Trump, mentre gli alti prezzi delle case hanno reso più difficile l’acquisto di un immobile. Secondo i dati citati da Forbes, a giugno il prezzo medio richiesto per una casa negli Stati Uniti si attestava a 430.000 dollari.

 

La crisi economica ha coinciso con una maggiore apertura al socialismo tra i giovani americani. Un sondaggio Gallup del 2025 ha mostrato che il 39 % degli adulti statunitensi vedeva il socialismo in modo positivo, rispetto al 54 % che nutriva un’opinione positiva del capitalismo e all’81 % che favoriva la libera impresa, con il socialismo più popolare tra i giovani adulti.

 

La divisione si è fatta più evidente anche nella politica elettorale, con i candidati progressisti che hanno guadagnato terreno nelle primarie democratiche in tutto il paese. Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, membro dei Democratic Socialists of America, si è fatto conoscere grazie a un programma incentrato sull’accessibilità economica dell’edilizia abitativa.

 

In passato, Vance ha attribuito il malcontento economico a decenni di politiche attuate sia da governi repubblicani che democratici, indicando la perdita di posti di lavoro nel settore manifatturiero statunitense, la pressione sui salari e l’aumento del costo della vita.

 

Anche i repubblicani hanno registrato valutazioni negative in materia di economia. Il sondaggio di Marquette ha rilevato un indice di gradimento per Trump sull’economia pari al 30 % e sull’inflazione e il costo della vita al 22 %, mentre gli intervistati hanno preferito i democratici ai repubblicani nella gestione di entrambi i problemi.

 

Il socialismo è rimasto per decenni, se non per secoli, un argomento tabù negli USA. Ciò è in parte paradossale: è uno dei pochi grandi paesi industrializzati dove un partito socialista di massa non si è mai affermato stabilmente, eppure il dibattito sul socialismo attraversa la storia americana fin dall’Ottocento e continua a essere centrale nella politica contemporanea.

 

Il rapporto tra gli Stati Uniti e il socialismo è storicamente marginale e complesso, poiché la nazione si è fondata sui principi del libero mercato, dell’individualismo e della proprietà privata. Questa forte identità legata alla mobilità sociale individuale, unita alle divisioni etniche tra i lavoratori immigrati e al radicato anticomunismo della Guerra Fredda, ha impedito la nascita di un partito socialista di massa paragonabile a quelli europei.

 

Nonostante questo rifiuto ideologico, il socialismo ha influenzato periodicamente la storia americana. Nell’Ottocento esistevano comunità utopiche socialiste (come quella di New Harmony, fondata da Robert Owen) e movimenti operai influenzati dal marxismo, portati soprattutto da immigrati europei.

 

Nei primi del Novecento, Eugene V. Debs riuscì a raccogliere un consenso significativo alla guida del Socialist Party of America, mentre negli anni Trenta la Grande Depressione spinse il governo a introdurre con il New Deal riforme assistenziali vicine alla socialdemocrazia – o, si pensava in Italia, al corporativismo fascista. Debs ottenne quasi il 6% dei voti alle presidenziali del 1912, e diversi sindaci e amministratori locali socialisti vennero eletti in varie città.

 

Successivamente, negli anni Sessanta, i movimenti per i diritti civili e contro la guerra riaccesero forti istanze di giustizia sociale.

Aiuta Renovatio 21

In epoca contemporanea si assiste a una riscoperta del termine, specialmente tra i Millennials e la Gen Z. Oggi il socialismo viene associato soprattutto alla richiesta di una sanità universale, di un’istruzione gratuita e di un welfare più robusto, dinamica che ha permesso a organizzazioni come i Democratic Socialists of America di trovare spazio e visibilità all’interno del Congresso.

 

Gli storici hanno proposto diverse spiegazioni per l’«eccezionalismo americano» nel rifiuto del socialismo, come il sistema elettorale maggioritario a turno unico che penalizza fortemente i terzi partiti, a differenza dei sistemi proporzionali europei, una tradizione culturale forte di individualismo, mobilità sociale percepita («chiunque può arricchirsi») e la diffidenza verso lo Stato centrale.

 

Vi è stata poi l’ondata di repressione politica: la Prima Guerra Mondiale portò a leggi come l’Espionage Act, usate per incarcerare lo stesso Debs, seguirono la «Red Scare» del primo dopoguerra e, più tardi, il maccartismo degli anni Cinquanta, che associò il socialismo al comunismo sovietico e lo rese politicamente tossico per decenni.

 

Vi era poi l’assenza di un partito operaio autonomo: i sindacati americani si sono storicamente appoggiati soprattutto al Partito Democratico, invece di formare un proprio partito di classe come in Gran Bretagna o Germania.

 

Le politiche riformiste «cuscinetto» del New Deal di Roosevelt negli anni Trenta introdusse elementi di welfare state (previdenza sociale, tutele sindacali, regolamentazione economica) che assorbirono parte della domanda sociale che altrove alimentava i partiti socialisti, senza però adottare la retorica o la proprietà collettiva dei mezzi di produzione.

 

Per gran parte del Novecento, «socialismo» e «comunismo» sono stati usati quasi come sinonimi nel discorso pubblico americano, identificati con il nemico geopolitico primario del dopoguerra, l’Unione Sovietica. Questo ha reso il termine un’arma retorica efficace contro qualsiasi proposta di espansione del ruolo dello stato, indipendentemente dal suo effettivo contenuto (l’Obamacare, ad esempio, venne etichettato «socialista» da alcuni critici pur essendo un sistema basato su assicurazioni private).

 

Negli ultimi quindici anni si osserva un cambiamento significativo, specialmente tra le generazioni più giovani. Bernie Sanders, senatore indipendente che si definisce «socialista democratico» (nel senso europeo di socialdemocrazia scandinava, non di socialismo marxista classico), ha avuto un impatto notevole nelle primarie democratiche del 2016 e 2020.

 

Diversi sondaggi degli ultimi anni mostrano che una quota significativa di americani under 30 esprime un giudizio più favorevole sul socialismo rispetto alle generazioni precedenti, sebbene la maggioranza continui a preferire un’economia di mercato.

 

Al contempo, resta una forte reazione contraria: il termine viene ancora usato in chiave polemica dal Partito Repubblicano, e la maggioranza degli americani anziani mantiene un’associazione negativa con la parola.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

 

 

L'articolo Vance avverte: «crescente interesse per il socialismo» negli USA. proviene da RENOVATIO 21.

Gaza: la scuola parrocchiale cattolica riaprirà a settembre

di: admin
17 Agosto 2026 ore 05:31

Nella Striscia di Gaza, la situazione rimane drammatica: edifici e strade sono distrutti e spostarsi all’interno del territorio è estremamente difficile. Le condizioni di vita sono particolarmente dure e i residenti sono costretti a vivere in un’area ridotta in macerie. Teoricamente protetta da un cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025, la Striscia di Gaza è stata teatro di continui raid israeliani negli ultimi mesi.

 

Monsignor William Shomali, vicario generale e vicario patriarcale Latino per Gerusalemme e Palestina, descrive la vita quotidiana degli abitanti di Gaza: «gli abitanti di Gaza occupano ora il 47% dell’enclave palestinese, poiché gli israeliani hanno conquistato il 53% del territorio. La densità di popolazione è diventata molto elevata, soprattutto perché l’80% delle infrastrutture è stato distrutto, compresi edifici, acqua ed elettricità. Molte scuole e università non esistono più. Molte persone, migliaia, vivono in tende».

 

Negli ultimi mesi, il cibo che arriva a Gaza viene importato da Israele dai commercianti e poi venduto agli abitanti della Striscia. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa , che ha visitato la zona alla fine di giugno, ha trovato il mercato più fornito rispetto alla sua precedente visita di sei mesi prima, poco prima del Natale 2025.

 

Padre Gabriele Romanelli, parroco della Chiesa latina della Sacra Famiglia, ha parlato sui social media delle strade devastate dalla guerra, della crescente scarsità di mezzi di trasporto e del carburante dai prezzi proibitivi. Di conseguenza, anche i brevi spostamenti all’interno della Striscia di Gaza sono diventati difficili.

Aiuta Renovatio 21

Ogni giorno, padre Romanelli si trova ad affrontare la sfida di portare i bambini del quartiere in parrocchia per le attività della scuola estiva presso l’Oratorio di San Giuseppe, gestite da sacerdoti, suore e laici. Per questo motivo, la parrocchia ha deciso di sostenere finanziariamente i pochi autobus e minibus in servizio che trasportano bambini, ragazzi e famiglie dalla Striscia di Gaza.

 

Prima della guerra, la scuola parrocchiale della Sacra Famiglia poteva ospitare quasi 700 studenti. In un’intervista a Radio Vaticana del 17 luglio 2026, il vescovo Shomali ha annunciato la riapertura della scuola, ristrutturata per accogliere circa 1.000 bambini. Il vicario patriarcale ha sottolineato l’importanza di dare a questi giovani l’opportunità di riprendere gli studi, perché «senza istruzione non c’è futuro». Attualmente, la maggior parte dei bambini di Gaza trascorre le giornate tra le macerie, cercando materiali da costruzione da vendere nei mercati.

 

Il vescovo Shomali aggiunge che la scuola può aiutare i bambini a trovare il modo di superare i traumi della guerra e ad abbandonare lo spirito di vendetta. «ci vuole molto tempo perché imparino a dimenticare e perdonare; è molto difficile, ma dobbiamo riuscirci perché la vendetta non è la soluzione», sottolinea il Vicario patriarcale di Gerusalemme.

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine © Patriarcato Latino di Gerusalemme via FSSPX.News

 

 

L'articolo Gaza: la scuola parrocchiale cattolica riaprirà a settembre proviene da RENOVATIO 21.

Roma, denunciato pusher a bordo di un monopattino a Torre Angela: sequestrati droga e denaro

17 Agosto 2026 ore 07:42
Roma, denunciato pusher a bordo di un monopattino a Torre Angela: sequestrati droga e denaro

ROMA (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, nell’ambito del costante potenziamento dei servizi di controllo economico del territorio e contrasto ai traffici illeciti, hanno individuato e deferito alla locale Autorità Giudiziaria un soggetto dedito all’attività di spaccio nel quartiere Torre Angela. L’operazione ha consentito il sequestro di sostanze stupefacenti, denaro contante e materiale per il confezionamento delle dosi.

L’intervento è stato condotto dai “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego di Roma nel corso di un Servizio di presidio del territorio. Durante il pattugliamento in via Pietro Pancrazi, i militari hanno notato un uomo a bordo di un monopattino che, alla vista del mezzo d’istituto, mostrava un evidente stato di agitazione. L’atteggiamento guardingo ha indotto la pattuglia ad approfondire l’ispezione di polizia, nel corso della quale il fermato ha consegnato spontaneamente una prima parte della sostanza stupefacente. La successiva perquisizione personale ed estesa ha permesso di rinvenire e sottoporre a vincolo cautelare complessivamente 101 grammi di hashish e 3,80 grammi di marijuana.

I Finanzieri hanno inoltre rinvenuto un bilancino di precisione e la somma contante di 550 euro, frazionata in banconote di piccolo taglio e considerata provento dell’illecita attività di spaccio.

– Foto di repertorio GDF –

(ITALPRESS).

Spari al pronto soccorso di Prato dopo una tentativo di fuga, detenuto ferito a una gamba

17 Agosto 2026 ore 07:39
Spari al pronto soccorso di Prato dopo una tentativo di fuga, detenuto ferito a una gamba

FIRENZE (ITALPRESS) – Sono stati tre i colpi di pistola sparati nel pomeriggio di ieri al pronto soccorso dell’ospedale di Prato da un agente della polizia penitenziaria per fermare un marocchino di 22 anni che stava scappando. Lo fa sapere con un comunicato stampa la procura di Prato che ha assunto la direzione delle indagini. “Durante la permanenza all’ospedale -spiega la procura di Prato-, il 22enne avrebbe cercato di evadere e un agente di polizia penitenziaria ha esploso tre colpi di pistola, uno dei quali ha attinto il giovane a una gamba”.

“Nel corso del pomeriggio, un soggetto di nazionalità marocchina è stato sorpreso mentre stava lanciando un plico contenente sostanza stupefacente all’interno del carcere di Prato dall’esterno-dichiara il procuratore di Prato, Luca Tescaroli-. Indi, lo stesso si è dato alla fuga ed è stato inseguito. Durante la fuga, è caduto e ha riportato lesioni. È stato quindi portato al pronto soccorso del nosocomio di Prato per essere medicato”. Al pronto soccorso il ventiduenne marocchino ha tentato di scappare. La Procura di Prato “ha assunto prontamente la direzione delle indagini per chiarire la dinamica dei fatti. La situazione di illegalità attorno al carcere si perpetua” ha concluso Tescaroli.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Sequestrati nel Napoletano 2 kg di hashish e tre pistole con la matricola abrasa, un arresto

17 Agosto 2026 ore 07:34
Sequestrati nel Napoletano 2 kg di hashish e tre pistole con la matricola abrasa, un arresto

NAPOLI (ITALPRESS) – Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dell’intensificazione nel periodo estivo dei servizi di controllo economico del territorio e del dispositivo di contrasto ai traffici illeciti di sostanze stupefacenti, hanno tratto in arresto un cittadino italiano, sequestrando circa 2 chilogrammi di hashish. Rinvenute e sequestrate, inoltre, tre pistole con matricola abrasa, complete di caricatori e munizioni, nonché materiale utilizzato per il confezionamento della droga.

L’attività ha consentito ai finanzieri del Gruppo di Frattamaggiore di individuare un soggetto incensurato trovato in possesso di 15 grammi di marijuana presso la propria attività commerciale di ortofrutta sita in Napoli. La successiva perquisizione di un box garage nella sua disponibilità a Casavatore (NA) ha portato al sequestro di circa 2 chilogrammi di hashish e materiale destinato al confezionamento della sostanza stupefacente. L’estensione delle operazioni all’abitazione e a un ulteriore pertinente garage dell’indagato ha permesso di rinvenire tre pistole con matricola abrasa, complete di caricatori e relativo munizionamento.

Al termine delle attività, il responsabile è stato tratto in arresto in flagranza di reato e tradotto presso la Casa Circondariale di Napoli-Poggioreale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Napoli Nord.

– Foto ufficio stampa GDF –

(ITALPRESS).

Libia, blackout totale nelle città della regione occidentale. Disagi anche al sistema idrico artificiale

17 Agosto 2026 ore 07:27
Libia, blackout totale nelle città della regione occidentale. Disagi anche al sistema idrico artificiale

ROMA (ITALPRESS) – Le città della Libia occidentale hanno subito un blackout totale nelle ultime ore a causa di un’interruzione completa della corrente elettrica, senza che le autorità abbiano rivelato la causa ufficiale. Il paese soffre da oltre un mese di interruzioni di corrente programmate che durano molte ore nella maggior parte delle città a causa del deficit della rete elettrica. È previsto per oggi un’assemblea generale della compagnia elettrica libica, presieduta dal primo ministro Abdelhamid Dabaiba, e circolano voci sui social media di possibili cambiamenti radicali, tra cui la rimozione del presidente del consiglio di amministrazione della compagnia, Mohamed Al-Mashai, e la nomina di un successore.

BLACKOUT BLOCCA IL SISTEMA IDRICO ARTIFICIALE

Il blackout totale che ha colpito la Libia occidentale ha causato lo spegnimento di tutte le stazioni di pompaggio del sistema idrico artificiale, interrompendo la fornitura di acqua in vaste aree. E secondo quanto dichiarato dal dispositivo del fiume artificiale libico in un comunicato su Facebook, tutte le squadre tecniche e ingegneristiche sono in piena prontezza per riavviare i sistemi non appena l’elettricità sarà ripristinata, al fine di garantire la continuità dell’approvvigionamento idrico per i cittadini.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Orbitali elettronici in 3D

17 Agosto 2026 ore 07:58

Gli elettroni che compongono un atomo non occupano una posizione ben definita: sono descritti da una funzione d’onda, cioè da una mappa di probabilità che descrive dove è più probabile trovarli e come si muovono. Negli orbitali molecolari – l’unione delle funzioni d’onda degli elettroni di una molecola – questa informazione è cruciale: descrive come una molecola assorbe luce, interagisce con l’ambiente e prende parte alle reazioni chimiche.

Un team di ricercatori guidato dall’Università di Gottinga (Germania) ha ricostruito per la prima volta la funzione d’onda di una molecola organica nanometrica in tre dimensioni. Lo studio, al quale hanno preso parte anche Fabio Frassetto e Luca Poletto del Cnr-Ifn (l’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Cnr di Padova) e pubblicato lo scorso giugno su Nature Communications, è stato realizzato attraverso la tecnica della tomografia orbitale da fotoemissione: quando la luce colpisce la molecola in esame, questa emette elettroni e, misurandone la quantità di moto, i ricercatori hanno ricavato informazioni su una parte della funzione d’onda, mentre la parte mancante è stata ricostruita attraverso algoritmi matematici.

Gli autori dello studio hanno utilizzato una tecnica di spettroscopia fotoelettronica all’avanguardia, avvalendosi di una sorgente di raggi X morbidi (a sinistra) in grado di fornire impulsi luminosi ultrabrevi, combinata con potenti algoritmi matematici, per rappresentare graficamente la funzione d’onda degli orbitali elettronici (a destra). Crediti: Lukas Kroll

L’idea alla base non è nuova: una prima dimostrazione sperimentale della ricostruzione di orbitali molecolari risale al 2009, e negli anni successivi la tecnica è stata estesa al 3D, ma con un costo sperimentale molto elevato, spesso legato all’uso di sincrotroni di grandi dimensioni. «Abbiamo introdotto due nuovi concetti di grande efficacia. Innanzitutto, riprogettando da zero l’algoritmo informatico, è ora possibile ottenere immagini 3D affidabili con una quantità molto minore di dati sperimentali. In secondo luogo, l’esperimento si basa su una potente sorgente di raggi X morbidi che fornisce impulsi luminosi ultrabrevi», spiega uno dei coautori, Matthijs Jansen, dell’Università di Gottinga. «È proprio la combinazione di queste due tecniche a determinarne il notevole impatto».

L’immagine pubblicata non è una fotografia nel senso classico del termine, come quelle scattate con una fotocamera, ma una visualizzazione che mostra in modo probabilistico dove l’elettrone può trovarsi, ricostruita combinando misure sperimentali e algoritmi matematici. È più simile a una “radiografia matematica” che a uno scatto fotografico tradizionale, dal momento che non è possibile vedere in maniera diretta gli elettroni. In altre parole, la mappa tridimensionale della funzione d’onda ottenuta tramite i dati raccolti e l’algoritmo di ricostruzione assomiglia a una foto in 3D, ma è in realtà un’immagine calcolata che condensa in forma visiva le informazioni quantistiche accessibili solo in modo indiretto.

a) I dati grezzi delle misurazioni, visualizzati come una nuvola di “voxel” (pixel 3D) semitrasparenti disposti su gusci emisferici. Le sezioni trasversali mostrano come solo una frazione dei pixel nello spazio di quantità di moto contenga dati di misura, mentre la maggior parte dei pixel sia priva di dati; b) e c) Immagini tridimensionali della funzione d’onda, che mostrano l’orbitale molecolare occupato più alto di una molecola di Ptcda, sostanza spesso utilizzata per la produzione di coloranti grazie alla sua forte interazione con la luce. Ognuna delle due immagini mostra sia la rappresentazione tridimensionale che le sezioni trasversali dell’orbitale a 1 Å (un decimiliardesimo di metro) di distanza dal centro della molecola. Crediti: Bennecke et al., 2026, Nature Communications

«Questa tecnica potrebbe far diventare realtà la videografia stroboscopica», conclude la prima autrice dello studio, Wiebke Bennecke, dell’Università di Gottinga, «consentendoci non solo di osservare la forma delle funzioni d’onda, ma anche di vedere come essa cambi con una risoluzione ultraveloce, persino dell’ordine dei femtosecondi, ovvero un milionesimo di miliardesimo di secondo. Ciò permetterà di comprendere come una molecola si adatti a variazioni ottiche, elettroniche o chimiche e di trovare nuovi modi per controllare queste interazioni a livello di pochi atomi».

Per saperne di più: 

 

Oggi sono sedici anni dalla morte di Cossiga: perché per me è stato il peggior presidente della Repubblica

17 Agosto 2026 ore 07:53

Il 17 agosto sono trascorsi sedici anni dalla morte di Francesco Cossiga, tra i peggiori politici e certamente il peggior Presidente della Repubblica italiana.

Giovanissimo deputato democristiano, quindi ministro dell’Interno con Moro e poi con Andreotti, passando per la presidenza del Consiglio e fino al Quirinale, quella del “picconatore” è la metafora della storia stessa dell’Italia del secondo dopoguerra. Come ricordò Nando dalla Chiesa all’indomani della sua morte (Lo statista. Promemoria su un presidente eversivo, Melampo 2011), “di segreti Cossiga ne ha conservati tanti e falsi segreti li ha alimentati con le sue interviste”. Basti pensare alla fantomatica (e depistante) pista palestinese per la strage piduista alla stazione di Bologna.

Uno dei pochi giornalisti viventi che ha ben descritto il ruolo di depistatore di Stato di Cossiga è Gianni Barbacetto: “il non detto del passato, con i suoi segreti impronunciabili e i suoi ricatti, resterà a fare da trama al futuro e le vecchie ferite resteranno cicatrici nascoste, focolai di nuove infezioni.”

Chi però, più di chiunque altro, ha documentato il carattere eversivo dell’ex capo di stato sardo è Sergio Flamigni, l’ex senatore berlingueriano scomparso a 100 anni lo scorso 10 dicembre. Ecco un estratto dal suo documentatissimo libro I fantasmi del passato (edizioni Kaos 2001): Il 6 gennaio 1980 la mafia [non solo la mafia, nda] uccise a Palermo il presidente della Regione Sicilia, il Dc Piersanti Mattarella. Convinto sostenitore della politica morotea, Mattarella era impegnato a costituire una giunta con il Pci. Tra il 15 e il 19 febbraio 1980 il XIV Congresso nazionale della Dc, svoltosi a Roma, sconfessò ufficialmente la linea politica di Moro, liquidò la segreteria Zaccagnini, e con una maggioranza (58%) formata da Flaminio Piccoli (eletto nuovo segretario), Antonio Bisaglia, Carlo Donat Cattin, Gianni Prandini, Amintore Fanfani e Arnaldo Forlani (eletto presidente del partito) approvò il “preambolo”, cioè il rifiuto da parte della Dc di ogni “corresponsabilità di gestione” con il Pci.

L’estensore del “preambolo” anticomunista, e vero uomo forte della coalizione congressuale vittoriosa, era il senatore Carlo Donat Cattin, che infatti venne nominato vicesegretario del partito. Tutti i 19 parlamentari della Dc segretamente iscritti alla P2 votarono il “preambolo”, e del resto lo stesso segretario particolare di Donat Cattin, Ilio Giasolli, era affiliato alla Loggia massonica gelliana.

Anche nel primo governo Cossiga, al momento in carica, la P2 era ben rappresentata, con due ministri (i Dc Gaetano Stammati e Adolfo Sarti), tre sottosegretari (il Pli Antonio Baslini, il Psdi Costantino Belluscio, il Dc Rolando Picchioni), e lo stesso presidente del Consiglio era in buoni rapporti col capo della P2 Licio Gelli. Infiltrata nella Dc, nel Psi, in tutti i partiti laici minori, e perfino nel Msi, la Loggia segreta stava svolgendo un intenso lavorìo occulto per pilotare il quadro politico verso i dettami del “Piano di rinascita democratica”. Così, dopo la restaurazione della Dc, la P2 si attivò per consolidare nel Partito socialista la leadership “anticomunista” di Bettino Craxi, e per portare il Psi nel governo Cossiga. (…)

Il 5 agosto 1990 un servizio del settimanale L’Espresso raccontò quelli che erano stati i rapporti di Cossiga con il capo della P2 Licio Gelli, rapporti che erano già emersi nel corso dei lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Loggia massonica segreta. (…) il settimanale ricordava le parole di Federico Umberto D’Amato, dirigente delle polizie speciali del Viminale e affiliato alla P2 [uno dei mandanti della strage alla stazione di Bologna, nda], a proposito di una presunta telefonata Cossiga-Gelli: “D’Amato stava da Gelli – in uno dei sei incontri che ha avuto – e sentì il maestro venerabile rispondere al telefono con una persona che chiamava “presidente”. Finita la telefonata Gelli disse a D’Amato: ‘Ho parlato con il principale candidato alla presidenza del Consiglio, l’onorevole Cossiga. Mi ha detto ‘Se tu mi appoggi, io accetto!’. Credo proprio che lo farò’.

L’Espresso riportava poi la testimonianza del massone Francesco Pazienza, il quale aveva dichiarato che un giorno – presente nell’ufficio di Cossiga insieme a Luigi Zanda (collaboratore cossighiano, ex senatore del Pd) e a Michael Ledeen, professore legato all’entourage di Kissinger e ai servizi segreti americani (in “rapporti cordiali con l’on. Cossiga da darsi del tu”) – aveva avuto modo di assistere a “una telefonata giunta a Cossiga durante la nostra presenza e che durò circa 15 minuti, egli fu particolarmente affettuoso con un interlocutore che continuava a chiamare Licino. Venni poi a sapere da D’Amato che il Licino era in effetti il Licio nazionale”.

Piccole soddisfazioni. All’inizio del nuovo millennio Cossiga fu condannato a risarcire Sergio Flamigni: da presidente della Repubblica, lo aveva definito pubblicamente “un poveretto”.

Prima o poi qualche storico dovrebbe tentare di rispondere a una domanda: perché il Pci (orfano di Berlinguer) nel 1985 accettò di contribuire ad eleggere Cossiga al Quirinale?

L'articolo Oggi sono sedici anni dalla morte di Cossiga: perché per me è stato il peggior presidente della Repubblica proviene da Il Fatto Quotidiano.

Oltre i cliché del Settantasette e dell’estremismo: i due volumi di Franculli e Fantini

17 Agosto 2026 ore 07:51

Il 1977 e gli anni complessi della lotta armata continuano a generare narrazioni saggistiche e letterarie. Molte di queste opere restano tuttavia ripetitive, bloccate entro schemi ideologici rigidi o limitate a memorie difensive prodotte dai singoli protagonisti.

L’editore DeriveApprodi pubblica ora due libri che scelgono di deviare da questa abitudine consolidata. Si tratta di due volumi originali ed efficaci, capaci di affrontare la storia politica italiana recente attraverso prospettive poco esplorate e lontane dalle convenzioni della solita memorialistica. Entrambi i testi offrono un quadro privo di retorica su stagioni complesse della Repubblica.

Il primo libro è Appuntamento al San Callisto. Viaggio nei sogni del ’77 romano firmato da Canio Franculli. Il volume si impone per una precisa scelta di campo: descrive il movimento direttamente dal suo interno, evitando qualunque lettura ortodossa o dogmatica dei fatti. Franculli adotta un registro rigorosamente umano e asciutto, raccontando la vicenda di un giovane provinciale che arriva nella capitale negli anni Settanta.

Il testo rifiuta le consuete celebrazioni ideologiche, così come evita qualsiasi forma di compiacimento nostalgico sul valore dei militanti dell’epoca. Al contempo, la narrazione esclude ogni tipo di atteggiamento vittimistico. Franculli ricostruisce il quotidiano di chi partecipava alle lotte politiche attraverso i fatti reali, le contraddizioni interne, la ricerca artistica, i luoghi di ritrovo urbani, i cortei e gli scontri di piazza.

La prospettiva mantenuta dall’autore è strettamente personale e concreta. Non si nota la pretesa di formulare un giudizio politico globale sul decennio, bensì l’intento di registrare le modalità con cui i singoli individui vivevano la collettività. Si tratta di un’opera di ricostruzione che rifiuta tanto la criminalizzazione a priori quanto la beatificazione retrospettiva, mettendo al centro le scelte individuali, la disillusione e le relazioni umane reali formatesi tra i giovani romani di quegli anni.

Il secondo volume è Storia di Roby il pazzo. La parabola di Sandalo nella lotta armata scritto da Gabriele Fantini. La biografia tratta la figura di Roberto Sandalo, militante in Lotta Continua e Prima Linea, poi collaboratore di giustizia, arrivato nei decenni successivi ad avvicinarsi alla Lega Nord e a compiere attacchi contro strutture della comunità islamica.

Sul piano strettamente politico, Sandalo rimane una figura poco interessante, sprovvista di uno spessore teorico o di una visione strategica significativa. Nel lavoro di Fantini si nota inoltre qualche giustificazione di troppo riservata al protagonista. Nonostante questo limite analitico, il testo rappresenta un lavoro documentaristico eccezionale. Il valore principale dell’autore consiste nell’aver esaminato e incrociato una grande mole di documenti d’archivio e di testimonianze dirette per ricostruire un itinerario personale che altrimenti verrebbe archiviato come semplice stravaganza individuale.

Il libro consente di analizzare un fenomeno inedito e poco indagato: la conversione verso la Lega Nord e la successiva partecipazione agli assalti contro le moschee da parte di un ex terrorista di sinistra. Fantini registra questi passaggi senza cedere al sensazionalismo, dimostrando come una specifica attitudine al radicalismo possa mutare la propria appartenenza politica mantenendo inalterate le forme della violenza illegale.

Sia il lavoro narrativo di Franculli sia la ricerca biografica di Fantini forniscono un contributo solido per la comprensione fattuale dell’Italia degli anni Settanta e delle sue dirette conseguenze nei decenni seguenti. Franculli analizza la dimensione vissuta e umana del movimento al di fuori delle rigide direttive di partito. Fantini raccoglie dati, verbali giudiziari e fatti storici indispensabili per valutare le successive trasformazioni dell’estremismo. Si tratta di due testi originali che rifiutano categoricamente le valutazioni sbrigative e arricchiscono il dibattito storiografico corrente con elementi certi e incontestabili di analisi reale.

L'articolo Oltre i cliché del Settantasette e dell’estremismo: i due volumi di Franculli e Fantini proviene da Il Fatto Quotidiano.

Hong Kong inventors win grand prix, 35 medals at Silicon Valley festival

17 Agosto 2026 ore 07:49
Hong Kong innovators have won the top prize, eight special awards and 35 medals at a major international invention competition in Silicon Valley, with a solar-powered fertiliser production system claiming the event’s highest honour. The city’s delegation secured 22 gold and 13 silver medals at the Silicon Valley International Invention Festival (SVIIF), which concluded at the Santa Clara Convention Center in California on Sunday. Amonova’s regenerative, solar-powered air-to-fertiliser production...

A Rosier Future for Linux Gamers? Epic Games Announces Linux Version of Its Storefront

17 Agosto 2026 ore 07:44
"Epic Games has confirmed that it is working on a Linux version of its storefront, potentially removing the need for third-party launchers on platforms such as Steam Deck," reports PC Guide: The confirmation came during an Ask Me Anything (AMA) on the Epic Games Store's community Discord server. When a user asked whether Epic had any plans for a Linux version of its launcher, an Epic staff member confirmed that it is coming "soon(TM)" in emoji form. Of course, that is far from confirming any kind of date, but it is official confirmation of a Linux version nonetheless. "On top of that, Nvidia's GeForce Now [cloud gaming] app for Linux is also official, having emerged from beta," writes TechRadar, calling it all part of "a rosier future for Linux gamers." And while it's not related to gaming, OpenAI's ["preview"] release of a ChatGPT app for Linux is another milestone for the platform... OpenAI said: "Linux has been one of the most-requested platforms for the desktop app, and this launch extends ChatGPT and Codex across every major desktop operating system." The Epic Games Store arriving natively is great news for gamers running Linux — including SteamOS — as it means a much more convenient way of playing games from the store, as opposed to the current situation with fudging and workarounds (using a third-party app such as the Heroic Games Launcher)... Epic's own Fortnite doesn't work on Linux (and that's down to Epic actively blocking the game from running due to issues around cheating, which remains a source of controversy). Given the apparent changing attitude here with its launcher being ported over, maybe Epic will reverse course on Fortnite eventually. Some gamers on Reddit are highly skeptical about that possibility though, and as one doubting Redditor put it: "I wouldn't hold my breath."

Read more of this story at Slashdot.

Khrys’presso du lundi 17 août 2026

Comme chaque lundi, un coup d’œil dans le rétroviseur pour découvrir les informations que vous avez peut-être ratées la semaine dernière.


Tous les liens listés ci-dessous sont a priori accessibles librement. Si ce n’est pas le cas, pensez à activer votre bloqueur de javascript favori ou à passer en “mode lecture” (Firefox) ;-)

Brave New World

Le rapport de la semaine

Spécial IA

Spécial Israël

Spécial femmes dans le monde

Spécial France

Spécial femmes en France

RIP

Spécial emmerdeurs irresponsables gérant comme des pieds (et à la néolibérale)

Spécial recul des droits et libertés, violences policières, montée de l’extrême-droite…

Spécial résistances

Spécial outils de résistance

Spécial MAGAM et cie

Les autres lectures de la semaine

Les BDs/graphiques/photos de la semaine

Les vidéos/podcasts de la semaine

Les trucs chouettes de la semaine

Retrouvez les revues de web précédentes dans la catégorie Libre Veille du Framablog.

Les articles, commentaires et autres images qui composent ces « Khrys’presso » n’engagent que moi (Khrys).

La richiesta all’Ue di scostamento di bilancio per 36 miliardi è una scelta da buon padre di famiglia?

17 Agosto 2026 ore 07:42

di Carmelo Pennisi

Mi è sempre stata cara un’espressione dalla forte carica evocativa usata nel Codice Civile: la diligenza del buon padre di famiglia. Una linea di condotta prescritta dal Codice a qualunque cittadino nell’adempimento di un’obbligazione e in particolare al mandatario nell’esecuzione del mandato ma che dovrebbe valere tanto più per chi ricopre funzioni pubbliche.

Ciononostante, nell’agire di questo Governo si fa fatica a riscontrare sia la diligenza sia l’emulazione del buon padre di famiglia e mi riferisco, in particolare, alla scelta dell’Esecutivo di chiedere all’Ue l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale al fine di consentire uno scostamento di bilancio di circa 36 miliardi di euro.

Cioè, siccome il bilancio italiano presenta attualmente un deficit superiore al 3% del Pil, motivo per cui è in corso una procedura d’infrazione che non consente di aumentare le spese, si chiede all’Ue un’autorizzazione “eccezionale” a spendere quest’anno e nei prossimi due 14 miliardi per la transizione energetica e 22 miliardi per la difesa.

Eppure i problemi veri e gravi del Paese sarebbero altri: i salari e gli stipendi reali sempre più bassi, con impoverimento di lavoratori dipendenti e pensionati (un docente di scuola media superiore tra il 1990 e il 2026 ha visto ridursi il potere d’acquisto del suo stipendio del 29,7%); i prezzi dei carburanti e dell’energia a livelli record e sui quali nessun impatto nel breve e medio periodo avrebbero gli eventuali fondi per la transizione energetica (Nomisma stima rincari annuali delle bollette del 54% per le imprese e del 23% per le famiglie che, pertanto, dovranno sopportare un aggravio medio di 1.000 euro su base annuale); i bassissimi livelli di crescita del Pil (+0,5% nel 2025 nonostante le iniezioni dei fondi Pnrr che solo in quell’anno sono stati di 31,1 miliardi di euro); il Sistema Sanitario Nazionale, questo sì, in disarmo (nel 2024 le famiglie hanno dovuto sostenere direttamente il 22% delle spese per le cure e sono in aumento gli italiani che hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria). Ma la lista è molto più lunga.

Un solo dato a riprova delle difficoltà: per abbassare per pochi giorni le accise e, quindi, il prezzo del gasolio di appena 17 centesimi è stato necessario tagliare 245 milioni alle spese dei ministeri.

Di fronte a tutto ciò il Ministro Giorgetti, nel motivare la richiesta di scostamento, si è riconosciuto il coraggio di fare scelte impopolari e ha rivendicato la coerenza rispetto al suo senso del dovere e al giuramento prestato sulla Costituzione con riferimento al dovere di difesa della Patria (art. 52 Cost.).

Per chiarezza e completezza avrebbe dovuto anche dire da chi e da che cosa difendere la Patria. Ma è un particolare che non è dato sapere neanche leggendo le Faq sul “ReArm Europe Plan/Readiness 2030” disponibili sul sito della Commissione Europea ma solo in inglese, tedesco e francese, giusto per invogliare l’italiano medio a leggerle.

Se il non detto alluderebbe ad una presunta minaccia russa può essere rassicurante la dichiarazione “Russia is not looking for conflict” del generale americano Grynkewich: un giudizio probabilmente condiviso dalla maggioranza degli italiani o perlomeno da quelli che conoscono un po’ di storia (intese Gorbaciov-Nato, fatti di Maidan, accordi di Minsk, ecc.).

Nell’attuale contesto, far indebitare lo Stato italiano di ulteriori 22 miliardi di euro (Safe o titoli del debito pubblico è una questione poco rilevante) per spese militari non è una scelta coraggiosa ma semplicemente assurda. E pare quanto meno fuori luogo invocare l’art. 52 della Costituzione in mancanza di un reale, attuale e concreto pericolo per la Patria; piuttosto si applichi l’art. 11 della Costituzione, non solo come mera enunciazione di un principio ma come divieto cogente di porre in essere azioni che anziché scoraggiare i conflitti armati ne possano essere pericolose incubatrici. E su questo il buon padre di famiglia non avrebbe avuto alcun dubbio.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.

L'articolo La richiesta all’Ue di scostamento di bilancio per 36 miliardi è una scelta da buon padre di famiglia? proviene da Il Fatto Quotidiano.

Raduno al Maneo per la nuova Libertas Livorno: volti vecchi e nuovi a lavoro per il campioneto

17 Agosto 2026 ore 07:31

LIVORNO – Primo ciak della stagione 2026/27 della Libertas Livorno 1947.

Ieri pomeriggio (16 agosto)  la squadra amaranto si è radunata nella struttura del campo sportivo Maneo in via delle Margherite all’Ardenza.

Sotto gli occhi dell’amministratore delegato Ferencz Bartocci e del consigliere Gianfranco Morelli, i giocatori confermati hanno dato il benvenuto nel gruppo ai volti nuovi Giovanni Vildera, David Reginald Cournooh, Filippo Gaeta, ed Eduardo Sakine. L’altro nuovo acquisto, Jayvon Graves, si aggregherà alla squadra nei prossimi giorni. Felice, sorridente e già tirato a lucido Matt Tiby, eletto Mvp straniero per la stagione scorsa.

Coach Andrea Diana si è intrattenuto per qualche minuto con i giocatori a cui ha presentato Alex Latini che da quest’anno fa parte dello staff tecnico che comprende anche il confermato Matteo Bonaccorsi.

Da questa settimana la squadra inizierà la marcia di avvicinamento al campionato.

La rara intervista a Calderone i quattro ragazzi uccisi da Santapaola

17 Agosto 2026 ore 07:30

💾

Una rara intervista ad Antonino Calderone, storico collaboratore di giustizia di Cosa Nostra, riporta alla luce una delle pagine più atroci della mafia catanese: l’uccisione di quattro ragazzini del quartiere San Cristoforo, sospettati di aver scippato la madre di Nitto Santapaola.

Calderone racconta di aver trovato i ragazzi legati all’interno di una stalla nella tenuta di Francesco Scinardo, a Mazzarino. Dopo l’arrivo di Salvatore “Turi” Santapaola, riconosciuto dai prigionieri, sarebbe prevalsa la decisione di eliminarli. Uno dei ragazzi aveva appena dodici anni ed era così piccolo da non arrivare al finestrino dell’automobile.

Nell’intervista Calderone ammette la propria partecipazione, racconta di aver tentato inutilmente di impedire il delitto e descrive il peso portato per dieci anni prima di confessare tutto a Giovanni Falcone. Una testimonianza drammatica che pone anche un interrogativo sul significato del pentimento e sulla differenza tra ravvedimento personale e collaborazione con la giustizia.

Cosa troverai in questo video:

• L’ingresso di Nitto Santapaola nella famiglia mafiosa di Catania
• Il rapporto tra Santapaola e i fratelli Giuseppe e Antonino Calderone
• La testimonianza di Calderone al Maxiprocesso Ter
• Il sequestro dei quattro ragazzini di San Cristoforo
• Il racconto della notte trascorsa nella tenuta di Mazzarino
• La decisione di uccidere i ragazzi dopo il riconoscimento di Turi Santapaola
• L’ammissione delle responsabilità da parte di Antonino Calderone
• La confessione resa a Giovanni Falcone
• Il rapporto tra Calderone e il magistrato
• La reazione del collaboratore di giustizia alla strage di Capaci
• La distinzione tra pentimento e collaborazione con la giustizia

▶ Guarda le playlist di Italia Mistero:
https://www.youtube.com/@italiamistero/playlists

🔔 Iscriviti a Italia Mistero:
https://www.youtube.com/@italiamistero

⭐ Diventa membro del canale:
https://www.youtube.com/@italiamistero/join

Gli abbonati possono accedere ai documentari del lunedì senza pubblicità e contribuire alla realizzazione di nuove inchieste.

🌐 Mappe, documenti e approfondimenti:
https://www.italiamistero.it

AVVERTENZA
• Questo video è frutto di ricerca giornalistica e utilizza solo fonti pubbliche e accessibili.
• Alcune immagini o brevi spezzoni video sono riprodotti per finalità di cronaca, critica, commento o informazione ai sensi dell'art. 70 LDA.
• Le ricostruzioni hanno esclusivamente scopo divulgativo.
• Non vengono promossi comportamenti contrari alla legge.
• Questo contenuto NON costituisce pubblicità né contiene contenuti sponsorizzati.

Università del Lazio, quasi un miliardo di fondi nel 2026: ora la sfida è farli fruttare

17 Agosto 2026 ore 07:30

Per le università del Lazio il 2026 porta in dote una cifra che, francamente, fa un certo effetto. Ben 967,5 milioni di euro è infatti quanto spetta agli atenei statali della regione con il nuovo riparto del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), il principale canale attraverso cui lo Stato sostiene il sistema accademico. Rispetto allo scorso anno, sul tavolo ci sono circa 4,4 milioni di euro in più e se si allarga lo sguardo fino al 2019, l’aumento arriva al 21,8%. Tuttavia, non si tratta solamente di numeri in crescita, poiché il nuovo finanziamento si accompagnerà ad interventi rivolti a sostenibilità, reclutamento, innovazione e progetti strategici, mentre le risorse erogate dovranno essere utilizzate per rafforzare il sistema universitario.

La Sapienza davanti a tutti, ma la vera partita è quella che viene dopo

La quota più consistente va alla Sapienza – Università di Roma, che supera i 555,1 milioni di euro, un risultato che non le vale soltanto il primato regionale, insieme agli altri conquistati nei mesi scorsi, bensì anche quello nazionale. A seguirla a ruota c’è Tor Vergata, con 174 milioni di euro, mentre Roma Tre arriva a circa 138,7 milioni, mettendo a segno una crescita del 2% rispetto al 2025. Più distanti, invece, troviamo la Tuscia di Viterbo con 48,1 milioni, l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale che riceve 35,8 milioni e, infine, quella del Foro Italico a cui vanno 15,8 milioni.

Università del Lazio, quasi un miliardo di fondi nel 2026: ora la sfida è farli fruttare
Il finanziamento si legge nei bilanci, ma il suo effetto si vede anche nei laboratori dove ogni giorno si fa ricerca

Numeri differenti, naturalmente, perché diverse sono le dimensioni, le strutture e le attività di ogni singola realtà accademica. Ciò nonostante, ciascuna di esse conserva un elemento in comune. Le somme predisposte dal Ffo, sulla base del Decreto ministeriale n. 982 firmato nei giorni scorsi dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, concorrono a finanziare didattica, laboratori, personale e strutture. Insomma, un investimento che si misura anche nella capacità di trasformare le risorse in interventi concreti. Per Bernini, ad esempio, dovrebbero tradursi nella possibilità di rafforzare la ricerca, migliorare l’offerta didattica e cercare di per attirare sempre più studenti, docenti e ricercatori, con l’obiettivo di rendere l’università italiana più competitiva e internazionale.

Il punto, allora, non è soltanto quanto entra nelle casse degli atenei, ma cosa accade dopo. Tra assunzioni, laboratori, servizi e nuovi progetti, il Ffo può incidere in maniera concreta sulla vita quotidiana degli atenei, ma il risultato dipenderà dalla capacità di trasformare gli stanziamenti in interventi che lascino qualcosa oltre il bilancio di un singolo anno, perché aumentare i fondi è la prima parte della partita, ma la seconda, probabilmente più difficile, comincia adesso: farli diventare opportunità.

L'articolo Università del Lazio, quasi un miliardo di fondi nel 2026: ora la sfida è farli fruttare proviene da Affaritaliani.it.

Škoda vince il Barum Rally: Březík davanti a Suninen

17 Agosto 2026 ore 07:27

Adam Březík vince il Barum Rally Zlín con la Škoda Fabia RS Rally2. Suninen secondo, primo podio ERC per la Lancia Ypsilon Rally2.

Adam Březík ha conquistato il 55° Barum Czech Rally Zlín firmando la vittoria più importante della sua carriera e imponendosi in una delle gare su asfalto più selettive del Campionato Europeo Rally FIA. Il pilota ceco ha costruito il successo con la Škoda Fabia RS Rally2 del Team Samohýl Škoda, gestendo senza errori un percorso dove grip variabile, velocità elevate e sollecitazioni sugli pneumatici hanno messo in crisi diversi protagonisti.

La vittoria assume un significato particolare anche sul piano tecnico. Březík ha corso con pneumatici Hankook e ha trovato nel pacchetto vettura-assetto uno dei punti di forza del fine settimana. Partito domenica con 9,7 secondi di vantaggio, il trentenne non si è limitato a controllare: ha vinto tre speciali consecutive, comprese Pindula e Semetín, portando il margine fino a 21,2 secondi quando mancavano tre prove al termine.

La gestione della Fabia RS Rally2 è stata uno degli elementi chiave. Březík ha spiegato di non avere modificato l’assetto durante la stagione, affidandosi al lavoro svolto da Roman Kresta, tre volte vincitore del Rally di Zlín. Una scelta che racconta bene l’approccio adottato dal team: continuità di setup, conoscenza profonda delle reazioni della vettura e sfruttamento dell’esperienza del pilota sulle strade di casa.

Per Březík, al decimo anno dalla prima partecipazione alla gara, il risultato rappresenta un salto di qualità netto. Nelle precedenti otto presenze nell’ERC il miglior piazzamento era stato il quarto posto ottenuto proprio a Zlín nel 2024. Questa volta, invece, il ceco ha trasformato la conoscenza del percorso in prestazione pura, mantenendo un ritmo elevato senza esporsi agli errori che hanno condizionato molti rivali.

Alle sue spalle, Teemu Suninen ha chiuso secondo e ha rafforzato la propria posizione nella corsa al titolo ERC. Il finlandese, equipaggiato con pneumatici Pirelli, ha mostrato una notevole capacità di adattamento alla sua prima esperienza al Barum, imponendosi nella seconda percorrenza di Pindula e vincendo il duello diretto con Miko Marczyk.

Proprio il confronto tra Suninen e Marczyk è stato uno dei temi tecnici della giornata. Il campione ERC in carica, sostenuto da Michelin, aveva iniziato Pindula con 1,6 secondi di margine, ma Suninen ha ribaltato la situazione guadagnando 2,7 secondi. Marczyk ha risposto a Semetín riprendendosi momentaneamente la seconda posizione, prima di perderla nuovamente a Kateřinice. Sul traguardo, il finlandese è riuscito a conservare il vantaggio.

Il terzo posto di Andrea Mabellini aggiunge un altro elemento importante al weekend ceco. Con la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, novità della stagione 2026, l’italiano ha ottenuto il primo podio ERC del modello. Un risultato significativo per il progetto sportivo Lancia, perché arriva su una gara particolarmente impegnativa e contro una concorrenza consolidata nel Rally2.

Mabellini aveva già mostrato competitività vincendo la super speciale del venerdì e nella Power Stage conclusiva ha completato la rimonta su Marczyk. Il risultato assume ancora più valore considerando l’uscita in un fosso affrontata a Semetín nella mattinata di domenica, senza conseguenze tali da compromettere definitivamente la gara.

Più complesso il fine settimana di Filip Mareš. Il pilota della Toyota GR Yaris Rally2 aveva il passo per inserirsi nella lotta per le prime posizioni, ma un danno allo pneumatico posteriore destro nei pressi del traguardo di Semetín gli ha fatto perdere terreno. A Kateřinice è arrivato poi un testacoda ad alta velocità che ha danneggiato la parte posteriore della vettura, relegandolo al settimo posto.

Davanti a lui hanno concluso Jakub Matulka, ancora competitivo dopo il podio ottenuto in Polonia, e Simone Tempestini, sesto nel giorno della 50ª partecipazione ERC del Team MRF Tyres. Nella top ten sono entrati anche Simon Wagner, Václav Pech e Roberto Blach.

La gara ha sottolineato ancora una volta quanto Zlín sia severa sul piano dell’affidabilità. Erik Cais, partito settimo domenica, si è ritirato dopo un problema al turbocompressore, mentre Jan Kopecký aveva già abbandonato sabato per un guasto al tubo dei freni mentre era ancora coinvolto nella lotta per la vittoria. Per l’ex campione ERC è così sfumata la possibilità di conquistare il tredicesimo successo nella gara di casa.

Nelle categorie inferiori, Ville Vatanen ha vinto il Trofeo ERC Fiesta Rally3 e la classifica FIA ERC3, chiudendo tredicesimo assoluto. Nel Junior ERC, invece, Tom Heindrichs ha centrato il secondo successo consecutivo davanti al compagno Timo Schulz.

Il Barum lascia quindi due indicazioni importanti in vista della parte finale della stagione. Da un lato, Březík ha dimostrato che un pacchetto tecnico ben conosciuto e stabile può ancora fare la differenza anche contro equipaggi con ambizioni di titolo. Dall’altro, Suninen e Mabellini escono da Zlín con risultati pesanti in chiave campionato e sviluppo vettura. Il prossimo confronto sarà al JDS Machinery Rali Ceredigion, in Galles, dal 4 al 6 settembre, ancora una volta interamente su asfalto.

Classifica finale:

1. A Březík / Z Bělák CZE Škoda Fabia RS Rally2 1h 57m 13.5s
2. T Suninen / A Haapala FIN Škoda Fabia RS Rally2 +08.3s
3. A Mabellini / V Lenzi ITA Lancia Ypsilon HF Rally2 +15,8 s
4. M Marczyk / S Gospodarczyk POL Škoda Fabia RS Rally2 +17.1s
5. J Matulka / D Syty POL Škoda Fabia RS Rally2 +55.9s
6. S Tempestini / F Maior ROU Škoda Fabia RS Rally2 +1m 33.7s

L'articolo Škoda vince il Barum Rally: Březík davanti a Suninen proviene da Affaritaliani.it.

Due delle quattro opere di Antonello da Messina rubate al MuMe sono state recuperate

17 Agosto 2026 ore 07:00

Quattro tavole attribuite al grande pittore Antonello da Messina sono state rubate la sera di Ferragosto dal Museo regionale interdisciplinare di Messina. Due delle opere sottratte sono state ritrovate poche ore dopo sul muro esterno dell’edificio. Rimangono disperse una tavola del Polittico di San Gregorio e un piccolo dipinto bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà. Secondo le prime ricostruzioni, almeno tre persone con il volto coperto sarebbero entrate nel museo forzando un ingresso secondario. Le immagini della videosorveglianza, acquisite dalla polizia, indicherebbero che il furto è durato tra i due e i tre minuti.

I responsabili hanno raggiunto le sale in cui erano esposte le opere e hanno sottratto tre dei cinque pannelli superstiti del Polittico di San Gregorio, oltre alla tavoletta bifronte conservata in una teca blindata. Due pannelli del polittico sono stati successivamente abbandonati lungo viale della Libertà, sul muro che delimita il museo. Alcuni passanti li hanno notati e hanno avvertito le forze dell’ordine. Non sono invece ancora stati recuperati il terzo pannello e la tavoletta bifronte.

Le prime notizie parlavano di sistemi di sicurezza elusi, ma la direzione del museo ha poi precisato che allarmi e telecamere erano attivi. «I sistemi di sicurezza, allarme e videosorveglianza sono perfettamente funzionanti e sono in corso indagini degli organi competenti quali polizia e carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale», ha comunicato il museo. Secondo quanto emerso dalle verifiche iniziali, l’allarme sarebbe scattato quando sono state infrante le protezioni delle opere e le telecamere avrebbero registrato il furto. Gli investigatori stanno quindi cercando di stabilire perché il funzionamento dei singoli dispositivi non abbia impedito ai responsabili di allontanarsi con i dipinti. Le registrazioni della videosorveglianza sono state affidate agli inquirenti, mentre gli specialisti della polizia scientifica hanno effettuato i rilievi nell’edificio. Alle indagini partecipa anche il Nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri.

Il Polittico di San Gregorio, conosciuto anche come Polittico del Rosario, è una delle opere più importanti della produzione giovanile di Antonello da Messina. Fu commissionato da Fabria Cirino, badessa del monastero di Santa Maria extra moenia, e venne completato nel 1473. Era composto in origine da sei tavole inserite in una struttura lignea che non si è conservata. Al centro si trovava la Madonna in trono con il Bambino e gli angeli reggicorona, affiancata dai santi Gregorio e Benedetto. Nella parte superiore erano collocati l’Angelo annunciante e la Vergine annunciata. Il pannello centrale della parte più alta, probabilmente dedicato al Cristo morto sorretto dagli angeli, è andato perduto. Il polittico sopravvisse al terremoto che distrusse gran parte di Messina nel 1908, ma riportò danni provocati dai detriti, dalla polvere e dalla pioggia caduta sulla città nei giorni successivi. Nel corso del Novecento fu sottoposto a diversi restauri. Prima del furto ne rimanevano cinque pannelli, esposti insieme nel museo messinese.

L’altra opera ancora dispersa è una piccola tavola dipinta su entrambi i lati. Su una faccia raffigura la Madonna con il Bambino benedicente e un francescano in adorazione, sull’altra il Cristo in pietà. Le dimensioni e la composizione indicano che era destinata alla devozione privata. Gli studiosi la datano tra il 1465 e i primi anni Settanta del Quattrocento. Il dipinto proveniva dalla collezione di Wilhelm Soldan, nella quale si trovava dal 1930. Fu attribuito ad Antonello nel 2003 e acquistato nello stesso anno dalla Regione Siciliana attraverso la casa d’aste Christie’s.

La direttrice del museo, Marisa Mercurio, ha definito le opere coinvolte tra le più importanti e conosciute dell’artista. «Siamo sconvolti per quello che è accaduto, erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte», ha detto, auspicando che le indagini portino all’arresto dei responsabili. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha detto di avere parlato con il sindaco di Messina, Federico Basile, e con il comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. Ha inoltre assicurato la disponibilità del ministero a collaborare con le autorità siciliane, competenti per la gestione dei musei regionali in virtù dell’autonomia speciale.

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha parlato di uno «sfregio» e ha annunciato l’avvio di un’ispezione interna. L’assessore alla Cultura del Comune di Messina, Enzo Caruso, ha collegato l’attenzione recente verso Antonello all’acquisto pubblico di un Ecce Homo per diversi milioni di euro, ma al momento non sono stati indicati elementi investigativi che mettano in relazione quell’operazione con il furto.

Le opere di Antonello da Messina arrivate fino a oggi sono circa quaranta. In Sicilia sono conservati, tra gli altri, l’Annunciata di Palazzo Abatellis a Palermo, un’Annunciazione esposta a Siracusa e il Ritratto d’ignoto del Museo Mandralisca di Cefalù. Un altro Ecce Homo dell’artista, rubato nel 1974 dal museo del Broletto di Novara, non è mai stato recuperato.

L'articolo Due delle quattro opere di Antonello da Messina rubate al MuMe sono state recuperate proviene da Linkiesta.it.

In auto con il figlio morto per centinaia di chilometri. Ai genitori sembrava che dormisse

17 Agosto 2026 ore 06:52

Dramma sull’autostrada A21 Torino-Piacenza, tra i caselli di Casteggio e Voghera. Una coppia ha viaggiato in auto con il figlio di 31 anni morto durante il tragitto, accorgendosene dopo un centinaio di chilometri, quando il papa’ si e’ fermato in un’area di sosta, lungo il tratto pavese, in direzione del capoluogo piemontese.

La famiglia è di origine romene: alla guida c’era il padre, la madre era nel lato passeggero e il 31enne sul sedile posteriore. Ai genitori sembrava che dormisse. Quando si sono fermati, si sono accorti che il figlio era accasciato e non reagiva in nessuna maniera. Gli operatori del 118, a quel punto allertati, hanno constatato il decesso del 31enne che sembra soffrisse di problemi cardiaci lievi.

L'articolo In auto con il figlio morto per centinaia di chilometri. Ai genitori sembrava che dormisse proviene da Affaritaliani.it.

L’Italia ha vinto il medagliere degli Europei di atletica di Birmingham

17 Agosto 2026 ore 06:30

L’Italia ha chiuso al primo posto il medagliere degli Europei di atletica di Birmingham, con 22 podi complessivi: dieci ori, sei argenti e sei bronzi. Il risultato è stato deciso nell’ultima gara del programma, la staffetta maschile 4×400, vinta dagli italiani davanti alla Gran Bretagna per tre centesimi. Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati hanno concluso in 2 minuti, 59 secondi e 16 centesimi, precedendo il quartetto britannico, arrivato in 2 minuti, 59 secondi e 19 centesimi. I Paesi Bassi hanno ottenuto il bronzo con 2 minuti, 59 secondi e 49 centesimi. Per l’Italia è stato il primo titolo europeo nella 4×400 maschile. In batteria la stessa formazione aveva stabilito il record italiano e il primato dei campionati con 2 minuti, 58 secondi e 10 centesimi.  La Gran Bretagna si è classificata seconda nel medagliere con nove ori, otto argenti e due bronzi, per un totale di 19 medaglie. La Germania, terza per numero di ori, ha raccolto 21 podi, con sei vittorie, dieci secondi posti e cinque terzi posti.

Il successo della staffetta maschile ha concluso una serata nella quale l’Italia aveva già ottenuto l’oro di Larissa Iapichino nel salto in lungo e il bronzo della 4×400 femminile. Iapichino ha vinto con una misura di 7 metri, realizzata al primo tentativo. Il salto è stato favorito da un vento di 2,1 metri al secondo, appena superiore al limite consentito per l’omologazione dei primati, ma valido ai fini della gara. La britannica Jazmin Sawyers si è fermata a 6,99 metri, mentre la francese Hilary Kpatcha ha conquistato il bronzo con 6,98.

È stato il primo titolo europeo all’aperto nel salto in lungo femminile per un’atleta italiana. Iapichino era arrivata seconda agli Europei di Roma del 2024. A Birmingham ha mantenuto il comando per tutta la finale, in una gara molto equilibrata: tra la prima e la quinta classificata ci sono stati appena sei centimetri. Poco dopo, Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione ed Eloisa Coiro hanno concluso al terzo posto la 4×400 femminile in 3 minuti, 23 secondi e 57 centesimi. L’oro è andato ai Paesi Bassi, con 3 minuti, 21 secondi e 10 centesimi, davanti alla Gran Bretagna. Per la staffetta femminile italiana è stato il ritorno sul podio europeo dopo dieci anni.

Le gare dell’ultima giornata avevano già portato due argenti. Pietro Riva si era classificato secondo nella maratona maschile, completata in 2 ore, 9 minuti e 18 secondi, sette secondi dopo il tedesco Amanal Petros. Riva aveva conservato energie per il tratto conclusivo e aveva superato gli altri inseguitori negli ultimi 800 metri. Dopo la gara ha spiegato: «Sono stato per 41 chilometri superconcentrato sul come non spendere una briciola di energia in più, per preparare l’ultimo chilometro e la volata, senza preoccuparmi minimamente del distacco dai primi. Ha funzionato!».

Nella maratona femminile Rebecca Lonedo, Sofiia Yaremchuk e Giovanna Epis hanno ottenuto l’argento nella classifica a squadre. Lonedo si è piazzata sesta, Yaremchuk settima ed Epis ventunesima. La somma dei loro tempi ha collocato l’Italia dietro alla Gran Bretagna e davanti alla Spagna. La gara individuale è stata vinta dalla finlandese Alisa Vainio.

Il bilancio italiano è stato costruito in più discipline. Leonardo Fabbri aveva aperto la serie degli ori nel getto del peso, gara in cui Zane Weir aveva conquistato l’argento. Nadia Battocletti aveva poi vinto sia i 5.000 sia i 10.000 metri, accompagnata sul podio dei 5.000 dal bronzo di Micol Majori. Dariya Derkach ha conquistato il titolo nel salto triplo femminile, Gianmarco Tamberi quello nel salto in alto, con Matteo Sioli terzo. Nel salto triplo maschile Andy Diaz ha vinto con 18,15 metri e Andrea Dallavalle ha ottenuto il bronzo. Fausto Desalu è arrivato terzo nei 200 metri.

Un contributo rilevante è arrivato anche dalle prove di marcia. Massimo Stano e Sofia Fiorini hanno vinto le due maratone, con Fiorini capace di stabilire il record mondiale in 3 ore, 15 minuti e 11 secondi. Francesco Fortunato ha conquistato l’argento e Andrea Cosi il bronzo nella mezza maratona maschile, mentre Alexandrina Mihai è arrivata seconda nella prova femminile. Sara Fantini ha completato il gruppo degli argenti con il secondo posto nel lancio del martello.

Non tutte le gare più attese hanno avuto un esito favorevole. Marcell Jacobs si è fermato durante la finale dei 100 metri per un problema all’adduttore sinistro. Mattia Furlani si è infortunato durante le qualificazioni del salto in lungo. La staffetta maschile 4×100 è stata squalificata dopo la perdita del testimone, mentre quella femminile ha concluso al quarto posto. Nell’ultima serata l’Italia non ha completato neppure la nuova 4×100 mista, a causa di un errore nel secondo cambio tra Vittoria Fontana e Fausto Desalu. La gara è stata vinta dalla Gran Bretagna con il record europeo di 39 secondi e 97 centesimi. Nei 3.000 siepi il migliore degli italiani è stato Osama Zoghlami, undicesimo, mentre Matteo Oliveri ha concluso tredicesimo nel salto con l’asta e Ludovica Cavalli dodicesima nei 1.500 metri.

L’Italia ha vinto anche la classifica a punti, con 226, davanti alla Gran Bretagna e alla Germania, e ha eguagliato il proprio record di 45 finalisti. È il secondo successo consecutivo nel medagliere europeo dopo quello ottenuto a Roma nel 2024, quando la squadra italiana aveva raccolto 24 medaglie, comprese undici d’oro. A Birmingham i podi sono stati due in meno, ma sono bastati per confermare il primo posto davanti alla nazionale padrona di casa.

Domenica l’Italia ha ottenuto altre cinque medaglie agli Europei di nuoto di Parigi. Simona Quadarella ha vinto i 400 metri stile libero in 4 minuti, 1 secondo e 34 centesimi, nuovo primato personale e record dei campionati, completando la tripletta iniziata con i successi negli 800 e nei 1.500 metri. Thomas Ceccon ha conquistato l’argento nei 100 dorso, preceduto per un centesimo dal greco Apostolos Christou. Anche Benedetta Pilato è arrivata seconda nei 50 rana, a un centesimo dalla lituana Rūta Meilutytė.

Gli altri due argenti sono arrivati dalle staffette 4×100 miste. Sara Curtis, Benedetta Pilato, Anita Gastaldi ed Emma Virginia Menicucci hanno stabilito il record italiano nella prova femminile, mentre Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Alberto Razzetti e Carlos D’Ambrosio si sono classificati secondi in quella maschile. L’Italia ha chiuso al secondo posto sia il medagliere generale degli sport acquatici, con 43 podi e un bilancio di 13 ori, 15 argenti e 15 bronzi, sia quello del nuoto in vasca, con sei ori, otto argenti e sei bronzi. In entrambe le classifiche il primo posto è andato alla Gran Bretagna.

L'articolo L’Italia ha vinto il medagliere degli Europei di atletica di Birmingham proviene da Linkiesta.it.

Trump Orders Pentagon to Curtail Military Exercises With Ally South Korea

17 Agosto 2026 ore 03:39
In a social media post, the president scolded South Korea for not helping denuclearize Iran, and also praised North Korea and its leader.

© Al Drago for The New York Times

In his post on Sunday, President Trump did not mention a rift in relations with North Korea in 2017, when Kim Jong Un called him a “mentally deranged dotard.”

Is Philippines’ aim to become an arms exporter like India overly ambitious?

The Philippines is looking to India as a model of defence self-reliance as it continues building its capabilities to manage maritime disputes following the purchase of its first BrahMos missiles from Delhi. While India’s experience is useful, it is more practical for Manila to cooperate with Delhi in stages than push quickly to manufacture its own weapons, according to analysts. Speaking at a forum organised by Indian think tank Observer Research Foundation on August 12, the Philippines...

Così gli Angels of Love di Napoli conquistano il festival house più grande del mondo

17 Agosto 2026 ore 07:13

Per la prima volta nei suoi 36 anni di vita, gli organizzatori del Chosen Few DJs Picnic & Music Festival – l’evento di musica house più importante e blasonato del pianeta – hanno deciso di spalancare le porte a un collettivo europeo, puntando dritto sul Sud.

È toccato agli Angels of Love, storico gruppo originato a Napoli di dj e producers, rappresentare ben 27 Stati dell’Unione Europea nel più grande circuito del clubbing mondiale, traghettando la storia della house italiana ad un festival che ha coinvolto, nella giornata clou, oltre 60.000 partecipanti provenienti da tutto il mondo. Guidati da Alex Serafini con il supporto del fondatore storico di Angels of Love, Maurizio Luise, e con la partecipazione del dj campano dAPULEO, agli Angels è toccato il compito di rappresentare l’Europa su un palcoscenico di caratura mondiale.

Il festival americano ha visto in cartellone leggende assolute del genere: da Alan King (figura legale e amico di Barack Obama, di cui ha sostenuto attivamente la campagna presidenziale) al candidato ai Grammy Award Terry Hunter; da Mike Dunn, pilastro della musica house di Chicago da quasi trent’anni, a Wayne Williams, produttore di hit per superstar mondiali come Aretha Franklin e Justin Timberlake.

Il cast è proseguito con il dj Jazzy Jeff, noto al grande pubblico anche come co-protagonista della serie Willy, il principe di Bel-Air; la storica cantante Christine Wiltshire, voce di successi planetari come “Keep on Jumping” e “Weekend”; Kenny Dope, quattro volte candidato ai Grammy Award; e la celebre Kym Mazelle, voce iconica della colonna sonora del film cult Romeo + Giulietta. E poi ci sono loro, Maurizio Luise e dAPULEO, che nel silenzio mediatico italiano sono stati i primi europei ad essere consacrati nel palcoscenico house più importante degli ultimi 40 anni, un successo che ha portato il collettivo nato a Napoli (ora leader di mercato in Italia) sul tetto del mondo.

Dopo 36 anni di storia, dunque, il collettivo meridionale, che conta una community di oltre 250mila partecipanti, ha così esportato l’house italiana nel festival più importante degli ultimi quarant’anni. Questo traguardo arriva poco dopo il riconoscimento ricevuto in Parlamento dall’intergruppo “Sviluppo Sud” (guidato dal Presidente on. Alessandro Caramiello e composto da 50 parlamentari) che ha premiato gli Angels of Love come “eccellenza meridionale”.

L'articolo Così gli Angels of Love di Napoli conquistano il festival house più grande del mondo proviene da Il Fatto Quotidiano.

‘Heroes’ star Hayden Panettiere dies aged 36, father confirms

Hayden Panettiere, star of popular television series including Heroes and Nashville, has died. She was 36. Panettiere’s father, Skip, announced the actress’ death in a statement provided to ABC News on Sunday. “It is with profound sadness that we share the tragic passing of our beloved Hayden. She was an incredible light and a force of nature who brought immeasurable love and joy to all who knew her – and to the millions who watched her onscreen,” his statement said. No cause of death was...

‘Heroes’ star Hayden Panettiere dies aged 36, father confirms

Hayden Panettiere, star of popular television series including Heroes and Nashville, has died. She was 36. Panettiere’s father, Skip, announced the actress’ death in a statement provided to ABC News on Sunday. “It is with profound sadness that we share the tragic passing of our beloved Hayden. She was an incredible light and a force of nature who brought immeasurable love and joy to all who knew her – and to the millions who watched her onscreen,” his statement said. No cause of death was...

5 injured after taxi, 3 cars collide on Hong Kong highway

Five people have been injured after a taxi and three private cars collided on Tsing Kwai Highway in Hong Kong. Police said the four vehicles crashed on the Kowloon-bound carriageway near Lai King MTR station at 8.40am on Monday, leaving four men and one woman with minor injuries. The Fire Services Department said all five injured people were taken to Princess Margaret Hospital in Kwai Chung for treatment. The Transport Department said the fast lane of the Kowloon-bound Tsing Kwai Highway was...

La storia di Casillo, l’azienda familiare che lavora il grano per il 70% della pasta italiana

17 Agosto 2026 ore 07:00

Contenuto tratto dal numero di agosto 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Prendete dieci pacchi di pasta da uno scaffale qualsiasi di un supermercato italiano. “In sette c’è della materia prima che abbiamo lavorato noi”, dice Francesco Casillo, presidente e amministratore delegato di Casillo Spa Società Benefit, dal quartier generale di Corato, in provincia di Bari. Il nome sulla confezione è quello dei grandi pastifici. Ma a monte, molto spesso, ci sono lui e il primo gruppo molitorio italiano, uno dei maggiori trasformatori mondiali di grano duro, tra i principali operatori di trading cerealicolo del Paese e in Europa. Un gruppo con un fatturato di 1,5 miliardi che il consumatore vede raramente. “Siamo un po’ nell’ombra”, ammette Casillo. “Ma dietro molta della pasta e dei prodotti da forno che finiscono in tavola ci siamo noi”.

Le origini del gruppo Casillo

La storia è cominciata nel 1958, quando il padre di Francesco, Vincenzo, si mise alla guida di un piccolo molino a Corato. Ed è anche la storia della Puglia, perché all’epoca c’erano tante aziende che nascevano nei borghi attorno a piccoli molini di grano – grano duro, quello che serve per fare la pasta. Da quei primi chicchi è cresciuto tutto il resto: l’aggregazione di altri molini, la leadership anche nel grano tenero — “attualmente siamo quelli che ne macinano di più in Italia” — e poi il trading. Quest’ultima attività, il commercio del grano su scala mondiale, è l’altra anima di Casillo: nata comprando grano per i propri molini, si è poi specializzata anche nel rivenderlo, “quasi sempre a enti governativi o mugnai”. Ma il trading è un mestiere dai margini instabili, che vive di oscillazioni: “Da almeno cinque anni abbiamo investito moltissimo in innovazione e brand per intraprendere un nuovo percorso”, dice Casillo. “Vogliamo essere partner indispensabili nella creazione di prodotti”.

Il molino come bioraffineria

L’obiettivo, quindi, è allontanarsi il più possibile dalla logica delle commodities. Di farine e semole, è vero, esistono tanti tipi, ma restano prodotti dove si compete sul prezzo con margini sottili. Un meccanismo spietato dal quale è legittimo volersi affrancare. La risposta è arrivata da un fronte da cui nessuno l’aspettava: dal sottoprodotto. Il molino classico, spiega Casillo, “compra il grano, lo macina e ottiene due prodotti: lo sfarinato, che va al pastificio o al panificatore, e la crusca, che viene utilizzata per uso zootecnico”.

Insomma, la parte più nutriente del chicco — il germe e gli strati ricchi di proteine, vitamine e sali minerali — è finita per più di un secolo nei mangimi degli animali. Il motivo: i suoi grassi irrancidiscono in fretta e comprometterebbero la conservazione della farina. “Noi abbiamo stravolto questo concetto”, dice Casillo. “Abbiamo convertito il molino da produttore di farina e crusca a produttore di proteine, di fibre, di amidi e di grassi. Il molino, quasi, in una bioraffineria”. Il risultato di questa conversione ha un nome: Altograno. È costato “decine e decine di milioni” e anni di ricerca insieme a diverse università, su un processo — la lavorazione circolare — oggi coperto da brevetto. Scomponendo il chicco e ricomponendolo, Casillo ottiene uno sfarinato che, secondo l’azienda, contiene più proteine, più fibre e meno carboidrati di una farina tradizionale, senza il difetto storico dei prodotti integrali, in cui “il consumatore sente il cartone, sente il legno”, dice l’ad.

L’imprenditore pensa di avere creato qualcosa di inedito. “Una nuova categoria merceologica. Quello che produciamo oggi è anche difficile da spiegare: non è né la farina tradizionale raffinata, né l’integrale”. Forse la rivendicazione è un po’ eccessiva, perché in realtà farine arricchite col germe di grano esistono da svariati anni. Un chicco di grano ha tre parti: l’endosperma, la crusca e il germe (la porzione più nutriente, anche se fa solo il 2-3% del peso). Ma il germe ha un problema, spiegano gli esperti: appena lo rompi, i suoi oli irrancidiscono in poche settimane a contatto con l’aria. Ecco perché le farine di germe, finora, sono state un po’ dei compromessi. O avevano vita breve, prodotti artigianali da consumare subito, oppure il germe veniva tostato, e ciò degradava le sue qualità.

Un altro grano

Il trucco di Casillo sta scritto, in due parole, sull’etichetta: “Germe di grano disoleato”. Invece di trattare il germe, l’azienda gli toglie l’olio — cioè esattamente la parte che irrancidisce. Quel che resta è un concentrato più stabile, proteine e fibre, che viene reintrodotto nella farina o nella semola: il 25% nella miscela per la pasta, il 30% in quella per i dolci. Il risultato, dicono le schede tecniche, è uno sfarinato che si conserva 12 mesi come una farina qualsiasi, con grassi ridotti e proteine e fibre molto superiori. Nel frattempo l’olio estratto non si butta: diventa olio di germe di grano, ricco di vitamina E, un business a sé. Eccolo qui il concetto di ‘bioraffineria’, dove ogni frazione del chicco trova un suo impiego.

Casillo non si nasconde dietro la modestia. Paragona la sua innovazione ad altri prodotti inconfondibili (anche se non proprio sanissimi). “Un po’ come la Nutella, che, quando fu inventata, stravolse usi e costumi; o come la Red Bull, che ha creato le bevande energetiche dal nulla”. Con una differenza cruciale: quelli sono alimenti finiti, Altograno resta un ingrediente. Una base con cui, dice Casillo, “si può fare di tutto: la pasta, il pane, i biscotti, i taralli”.

Ma dove si compra, oggi? Il consumatore trova la miscela Altograno in quattro confezioni — per pasta, pane, pizza, dolci — sullo shop online di Molino Casillo. La rete di supermercati partner, a scorrere l’elenco pubblicato dall’azienda, non sembra molto estesa, a dire la verità. Sono di più i forni, in giro per l’Italia, che con Altograno impastano il pane, i dolci, la pizza. Nel negozio Pane e Pazienza, a Roma, sulla Portuense, una signora risponde solerte. Com’è la farina Altograno? “Buona, pochi carboidrati, ricca di fibre e proteine. Ci facciamo il pane. Solo ciabattine”.

Ok, ma fa davvero bene come sostiene l’azienda? La scienza per ora è agli inizi. Un primo studio dell’Università di Bari, condotto insieme al gruppo Casillo, ha testato una pasta a base di Altograno per contenere colesterolo e alterazioni metaboliche su un gruppo specifico di pazienti. Il verdetto più atteso, uno studio condotto da un autorevole centro di ricerca italiano, sotto la guida di uno specialista in gastroenterologia, arriverà a dicembre. L’idea scientifica è plausibile: aumentare fibre e proteine e ridurre i carboidrati può migliorare il profilo nutrizionale di un alimento. Stabilire se questo si traduca in benefici clinici misurabili richiede però studi sull’uomo, ancora in corso.

Il mercato delle farine

La strada per la crescita, invece, è chiarissima. Come un microchip di ultima frontiera, Altograno vuole infilarsi nei prodotti degli altri, perfezionandoli. Alcuni esempi: la Strapasta di Garofalo, fatta con Altograno, e soprattutto l’alleanza siglata ad aprile con Puratos Italia, filiale del gigante belga (3,7 miliardi di ricavi globali) che distribuisce ingredienti da forno a panetterie e pasticcerie. Il mercato italiano delle farine per panificazione vale tra 1,3 e 2 miliardi di euro, ma è nel complesso statico. Ciò vuol dire che il business può aumentare solo nel segmento delle farine speciali, ed è qui che Altograno vuole farsi largo.

Se tutto andrà secondo i piani, dice Casillo, queste innovazioni faranno il 50% del margine del gruppo entro il 2030. La metà della redditività affidata a prodotti che pochi anni fa non esistevano. L’ultimo tassello è l’Agrifood Hub di Corato, 15 milioni di investimento, che verrà inaugurato a settembre in un vecchio molino ristrutturato insieme al Politecnico di Bari: centro di ricerca con impianti pilota, incubatore di startup e accademie di formazione, aperto — dice Casillo — “anche ai nostri concorrenti, perché no”.

Questione sovrana

Ma eccoci al punto cruciale, il tema che forse sta più a cuore a molti puristi dell’alimentazione. Sulle schede tecniche Altograno si legge: “Materie prime di origine vegetale provenienti da agricoltura Ue/Non Ue”. Significa che un alimento che vuole essere simbolo del saper fare italiano è prodotto con grano che può arrivare da ovunque. Casillo dice che l’Italia della pasta non ha il grano che le serve. “Per motivi geografici non abbiamo i terreni necessari. Detta con una battuta, la Francia è come decine di Pianure Padane messe insieme”.

Ci vuole poco a fare i conti: se più del 60% della pasta italiana viene esportato, comprare dall’estero diventa una condizione di sopravvivenza della filiera. E così l’imprenditore pugliese esprime il suo punto di vista: “La pasta è buona non perché è fatta di grano italiano. Non c’è un diretto collegamento tra la materia prima italiana e il saper fare degli italiani. I pastai italiani si sono distinti da secoli per la capacità di miscelare i migliori grani del mondo, tra cui quello italiano”. 

I numeri, in effetti, raccontano splendori e miserie. Da un lato la pasta che conquista sempre di più i mercati del mondo. Ma dall’altro chi coltiva la sua materia prima affonda. Secondo Confagricoltura, le quotazioni del frumento duro di qualità in Italia sono scese sotto i 300 euro a tonnellata, meno dei costi medi di produzione. In 13 anni le superfici coltivate si sono ridotte del 10%, mentre la quota di fabbisogno coperta dalla produzione nazionale è crollata dal 78% al 56,5%. Non una crisi di mercato, denuncia l’associazione degli agricoltori, ma “una crisi di sovranità produttiva”.

Per Francesco Casillo, la sovranità da difendere sta altrove. “Il saper fare italiano non dipende da dove nasce il chicco, ma da come lo trasformiamo. È questo che il mondo ci riconosce, ed è questo che tutti provano a copiare — perché si copia soltanto ciò che vale. Un sapere così non si difende mettendolo sotto vetro: si difende rinnovandolo. Per questo lo affidiamo ai giovani e all’innovazione: ciò che il mondo ci riconosce oggi, loro dovranno saperlo reinventare domani.”

L’articolo La storia di Casillo, l’azienda familiare che lavora il grano per il 70% della pasta italiana è tratto da Forbes Italia.

Opel Astra: le serie speciali

17 Agosto 2026 ore 07:00

Sobria, solida, concreta. Un’auto senza fronzoli, per alcuni noiosa, per molti, invece, una fedele compagna di lavoro e vita familiare, con il giusto mix di affidabilità e robustezza. L’Opel Astra è stata per decenni una presenza costante sulle strade europee e una delle medie più vendute, grazie a una grande varietà di motori e carrozzerie realizzate per andare incontro a tutte le esigenze. Non sono mancate declinazioni sportive, inizialmente riservate alla tre porte e, man mano che la gamma si ampliava, anche alla coupé. Inevitabile, quindi, che nel corso della sua lunga carriera siano nate versioni speciali pensate per rinfrescare la gamma, spingere le vendite e offrire interessanti alternative di colore e allestimento spalmate sulle varianti di carrozzeria. Sono tantissime, decisamente troppe per elencarle tutte: abbiamo scelto quelle che, secondo noi, sono le più rappresentative.

Limited Edition

Prodotta tra il 1993 e il 1994 in 1.000 esemplari per vari mercati europei, adottando nomi diversi (per esempio, in Francia si chiamava “Sportive”), questa versione era disponibile sia in carrozzeria berlina tre e cinque porte sia station wagon. L’unica possibilità di motore era l’1.7 diesel, aspirato, da 71 CV, mentre la caratterizzazione estetica principale era una striscia rossa sui paraurti e sulle modanature laterali. Tre i colori metallizzati a scelta, blu, grigio e nero, ed erano presenti le barre sul tetto, i copricerchi dal design a turbina e sedili anteriori sportivi; per finire, servosterzo, vetri oscurati, alzacristalli elettrici anteriori e autoradio a cassette con sei altoparlanti.

Cool Line

Prodotta nel 1994 in un numero imprecisato di unità, la “Cool Line” si poteva ordinare in entrambe le varianti di carrozzeria, berlina e station wagon, ma con un solo motore, l’1.4 aspirato da 82 CV. In compenso, c’erano due colori esclusivi, entrambi metallizzati: Blu Nautilus e Grigio fumé. Sui parafanghi anteriori erano posizionati i loghi distintivi della versione, mentre all’interno non erano previste caratterizzazioni, anche se era incluso, di serie, il climatizzatore, ai tempi un optional molto costoso. 

California

Sempre nel 1994, viene lanciata la “California”, anch’essa disponibile per berlina e station wagon. Unico il motore disponibile, quello meno potente, ovvero l’1.4 iniezione single point aspirato da 60 CV, mentre la dotazione di serie prevedeva tettuccio apribile, autoradio a cassette con sei altoparlanti, specchietti in tinta con la carrozzeria e - distintivi della versione - strisce adesive di argento lungo le fiancate, culminanti con il logo. All’interno invece, spiccavano rivestimenti di sedili e pannelli delle portiere dedicati. Con un sovrapprezzo, l'Astra California era disponibile con il pacchetto estetico "Design", che includeva cerchi di lega Pentaline da 15”, inserti decorativi color antracite su paraurti e modanature laterali e indicatori di direzione anteriori con lenti bianche.

Fifteen

Riservata al mercato svizzero e prodotta nel 1997, questa versione speciale era disponibile, come di consueto, in tutte le varianti di carrozzeria eccetto la cabriolet. Esternamente non si distingueva dalla gamma standard - eccetto per l’assenza del colore Giallo Curry tra le tinte della carrozzeria e per il logo inserito all’interno delle modanature laterali - mentre è all’interno che sfoggiava rivestimenti di velluto specifici, color Grigio Tramonto o Antracite Scintillante. Un’altra particolarità era il fatto che questa versione veniva offerta principalmente con il motore 1.4 benzina, sebbene con un sovrapprezzo si potesse optare anche per tutte le altre motorizzazioni, ovvero 1.6 e 1.8 16 valvole oppure 1.7 turbodiesel da 82 CV.

Diamond - Perfection

Sempre riservate alla Svizzera e sempre del 1997 sono queste due edizioni limitate riservate alla versione cabriolet. Quattro erano i colori disponibili: Blu Ceramica Metallizzato, Verde Rio Metallizzato, Verde Fiji Metallizzato e Lavanda Metallizzato (questi ultimi riservati alla "Diamond"), mentre per tutte erano presenti paraurti e calotte degli specchietti in tinta con la carrozzeria, cerchi di lega da 15” a sei razze e specchietti retrovisori a regolazione elettrica. La capote elettrica era di vinile sulla “Perfection” e di tessuto sulla “Diamond” e anche gli interni erano differenziati: di tessuto verde o blu Atlantis sulla "Perfection" o di pelle antracite sulla "Diamond". Quest’ultima aveva anche sedili anteriori riscaldati, climatizzatore e volante rivestito di pelle. Per quanto riguarda le motorizzazioni, si poteva scegliere tra l’1.4 e l’1.6 a benzina.

Champion II

Opel era sponsor ufficiale dei Campionati Europei di calcio del 1996 e realizzò varie serie speciali. Una di esse era la “Champion II”, disponibile in quattro motorizzazioni, l’1.6 litri da 75 CV o 100 CV, l’1.8 da 115 CV e il turbodiesel di 1.7 litri e 82 CV, mentre per la carrozzeria si poteva scegliere tra Bianco Casablanca, Rosso Magma, Verde Rio, Blu Caraibi, Grafite, Argento Titanio, Blu Magnetico o Nero Nova. Ricca la dotazione di serie, dal tetto apribile al doppio airbag, oltre a cerchi di lega da 14” e autoradio Blaupunkt CAR 300, mentre gli interni erano di velluto verde. L’unico elemento distintivo era invece il logo, inserito come di consueto all’interno delle modanature laterali di plastica.

“100”

Lanciata nel 1999 per festeggiare il centenario dalla prima automobile del marchio tedesco, questa versione speciale della seconda generazione dell’Astra era disponibile anche con carrozzeria berlina tre volumi, praticamente sconosciuta in Italia, dove dominava la station wagon. Si caratterizzava esteticamente principalmente per il logo presente sia sulle modanature delle portiere anteriori sia sui battitacco, mentre i cerchi di lega a cinque razze da 15” non avevano un disegno specifico, ma erano gli “Edition”, normalmente a listino, così come i colori erano quelli standard della gamma. All’interno i rivestimenti dei sedili erano di tessuto nero e la dotazione prevedeva climatizzatore, chiusura centralizzata con telecomando e autoradio a cassette Blaupunkt Car 300. Tutta la gamma motori, 1.6, 1.6 16V, 1.8 16V 2.0 16V a benzina e 1.7 TD, 2.0 DI e 2.0 DTI a gasolio era rappresentata.

Edition Silver

Poco prima era stata lanciata anche un’altra versione speciale, esclusivamente in versione tre porte ed equipaggiata con il motore 1.8i 16v da 115 CV. Unico ed esclusivo anche il colore Starsilber metallizzato, esteso alle modanature laterali, alle calotte degli specchietti retrovisori e abbinato a cerchi di lega a cinque razze modello “Soft Star” da 16”. La dotazione prevedeva anche fendinebbia e un assetto sportivo ribassato di tre cm, ma il meglio era riservato all’abitacolo con rivestimenti di pelle e Alcantara bicolore bianco/nero su sedili e pannelli delle portiere e consolle centrale con una finitura effetto alluminio.

Edition 2000

Il nuovo millennio viene inaugurato con un’altra edizione speciale, caratterizzata soprattutto da un ricco equipaggiamento. Era venduta in diversi Paesi europei, con allestimenti variabili che avevano in comune il colore esterno grigio metallizzato, la presenza del logo sulle modanature laterali, uno stereo con lettore CD e cerchi di lega a cinque razze da 16”. La “Edition 2000” più ricca era quella destinata al mercato svizzero che sfoggiava sedili sportivi riscaldati e due possibilità di scelta per i rivestimenti interni. Potevano essere di pelle color sabbia, grigio o antracite, abbinati al lettore CD CDR 500 con comandi al volante, oppure con rivestimenti “Web” di tessuto color antracite, abbinati al lettore CD NCDR 1100 con sistema di navigazione, mentre comuni a entrambe erano i battitacco e gli inserti di legno sulla console centrale. Si poteva inoltre scegliere tra la carrozzeria a tre, quattro, cinque porte oppure station wagon, tutte motorizzate con l’1.8 16 valvole da 115 CV, mentre sugli altri mercati europei era venduta con l’1.4 benzina da 90 CV oppure l’1.7 DTI da 75 CV.

Linea Rossa

Riservata alla coupé e alla cabriolet, questa versione speciale del 2002 era disponibile in cinque colori: Rosso Magma, Nero Antracite, Argento Metallizzato, Rosso Chianti e Grigio Fulmine con cerchi di lega da 17" a cinque razze, come le Astra con il “Bertone Pack”, ma si differenziava per gli interni specifici. Molto scenografici, di pelle Nappa bicolore rosso/nero con cuciture rosse, comprendevano sedili, pannelli delle portiere, cuffie del cambio e del freno a mano e volante sportivo a tre razze. La consolle centrale era grigio argento, mentre il pomello del cambio di alluminio era specifico di questa versione, decorato con grafiche rosse, stesso colore delle lancette della strumentazione, su fondo bianco e con cornici in alluminio. A completare il pacchetto, battitacco specifici con logo "Linea Rossa", presente anche sui tappetini neri specifici con bordo rosso. Due i motori, benzina di 2.2 litri e 147 CV e turbodiesel, della stessa cilindrata, con 125 CV.

Edition Bild

In occasione dei 50 anni del quotidiano tedesco Bild, nel 2003, Opel realizza una versione speciale, disponibile nelle versioni tre porte, cinque porte e station wagon. Più che per caratterizzazioni estetiche, si distingueva per una dotazione molto ricca, dall'autoradio con navigatore NCDR 1100 con caricatore CD e monitor a colori al climatizzatore, ma anche per una console centrale color antracite metallizzato, cornici della strumentazione cromate e rivestimenti interni di tessuto anch’essi color antracite. Inoltre, cerchi di lega da 16” a cinque razze e griglia cromata. La scelta di motori era completa, 1.6, 1.8 e 2.2 benzina e 1.7, 2.0 e 2.2 DTI.

Silverstone

Nel 2004 è il turno della versione che prende il nome dal leggendario circuito di Formula 1. Dedicata alla coupé e spinta da motori 1.8, 2.2 (aspirati) e 2.0 Turbo con potenze fino a 200 CV, si distingueva per la verniciatura bicolore metallizzata e i cerchi multirazza da 17”, non specifici però del modello. All’interno spiccavano i sedili sportivi anteriori in una sontuosa combinazione di tessuto grigio acciaio con motivo “Silverstone” a rivestire i fianchetti, i poggiatesta e parte dei pannelli delle portiere. L’allestimento prevedeva anche volante sportivo di pelle nera con comandi radio integrati, pomello del cambio con finitura effetto alluminio e console centrale in Charcoal Metallic. Infine, climatizzatore automatico e impianto audio CDR 500 con navigatore.

Njoy

Prodotta tra il 2003 e il 2004 in esclusiva per il mercato svizzero, non presentava particolarità esterne, eccetto il logo posizionato nelle modanature laterali e la cornice della griglia cromata. La gamma colori era la stessa standard, così come i cerchi di lega da 16" a cinque razze, in aggiunta a gruppi ottici posteriori oscurati e maniglie delle portiere in tinta con la carrozzeria. Molto ampia la scelta dei rivestimenti interni di tessuto “Piazza”, realizzato con una particolare tecnica di tessitura, mentre per quanto riguarda la dotazione, erano presenti climatizzatore, radio con lettore CD, pomello del cambio con bordo cromato e consolle centrale color antracite metallizzato. Due i motori benzina disponibili, l’1.6 da 100 CV e l’1.8 da 123, affiancati dal 2.0 e 2.2 DTI, rispettivamente da 100 e 125 CV.

Opc Race Champ

Realizzata nel 2009 in esclusiva per il mercato tedesco, questa versione celebrava un programma di selezione piloti per partecipare alla 24 Ore del Nürburgring, organizzato da Opel in Germania, Austria e Svizzera, insieme al pilota ufficiale Manuel Reuter. Solo 1.000 gli esemplari prodotti, tutti caratterizzati dal colore bianco con tetto nero e decorati con il logo del modello - effetto carbonio - posizionato sul montante. Altri dettagli esclusivi erano le calotte degli specchietti e la griglia verniciate di nero, mentre dal punto di vista meccanico spiccava l’assetto sportivo e i cerchi di lega da 18” color antracite. All’interno trovavano posto sedili sportivi Recaro, inserti di fibra di carbonio sulla plancia e un’autoradio con lettore CD e Mp3 con un impianto audio composto da sette altoparlanti. Basata sull’allestimento Opc, il motore era il 2.0 turbo da 240 CV e l’unica opzione di carrozzeria era quella hatchback a tre porte.

Opel Astra: le serie speciali - 1Ruoteclassiche
Opel Astra: le serie speciali - 2Ruoteclassiche
Opel Astra: le serie speciali - 3Ruoteclassiche
Opel Astra: le serie speciali - 4Ruoteclassiche
Opel Astra: le serie speciali - 5Ruoteclassiche
Opel Astra: le serie speciali - 6Ruoteclassiche
Opel Astra: le serie speciali - 7Ruoteclassiche
Opel Astra: le serie speciali - 8Ruoteclassiche
Opel Astra: le serie speciali - 9Ruoteclassiche
Opel Astra: le serie speciali - 10Ruoteclassiche
Opel Astra: le serie speciali - 11Ruoteclassiche
Opel Astra: le serie speciali - 12Ruoteclassiche
Opel Astra: le serie speciali - 13Ruoteclassiche
Opel Astra: le serie speciali - 14Ruoteclassiche

4.opel_astra_fifteenl

Australia slows down ‘backpacker visas’ in fresh migration crackdown

17 Agosto 2026 ore 06:52
Australia is slowing the issuance of new “working holiday” visas popular with backpackers as the government looks at policies to cut migration to the country. “They are still being processed, but they are being processed more slowly than they were previously,” Home Affairs Minister Tony Burke said on Sunday. The visas allow people to come to Australia to work and travel for a set period of time, and are popular with European and Japanese citizens. Applications for people from 24 nations with an...

2 more drills with ‘harsher scenarios’ planned this month for revamped Huanggang port

17 Agosto 2026 ore 06:51
Hong Kong will hold two more drills later this month at the revamped Huanggang border crossing, with up to 20,000 civil servants involved to test the new immigration clearance gates under “harsher scenarios”, according to the city’s security chief. Secretary for Security Chris Tang Ping-keung said on Monday that authorities had identified problems such as the lack of notices and benches, as well as crowd congestion at the transport interchange, following two earlier large-scale drills held last...

APOD: 2026 August 17 – A Golden Corona Eclipse

17 Agosto 2026 ore 06:05

APOD

Astronomy Picture of the Day

Discover the cosmos! Each day a different image or photograph of our fascinating universe is featured, along with a brief explanation written by a professional astronomer.

A total eclipse Sun is featured in the image center. Around the Sun is a filamentary gold-hued corona flowing out in all directions.  Please see the explanation for more detailed information.

A Golden Corona Eclipse

Explanation: This total solar eclipse appeared not only poetically beautiful but scientifically interesting. Usually the solar corona appears white, and to some observers the corona of last week’s total solar eclipse did appear this pearly color. But this time, totality observers in Spain saw a corona that appeared unusually golden. For one reason, from Spain, the totality occurred when the setting Sun was near the horizon. That low, sunlight travels through a large amount of air which scatters out blue light. An unusual amount of smoke in the air from nearby forest fires acted as a second filter, further scattering the remaining blue tones and deepening the already gold-dominated light. The HDR-processed, multiple-exposure featured image was captured from Benavente, Spain last week. One thing that did not appear golden was a hydrogen-glowing prominence that hovered over the Sun‘s left edge — its original bright pink color survived.

Gallery: Solar Eclipse of 2026 August 12
Tomorrow’s picture: fast meteors

Date: August 17, 2026
Credit & Copyright: Rui Santos (Living Impressions)
Authors & editors: Robert Nemiroff, Jerry Bonnell, Cecilia Chirenti, Keighley Rockcliffe
A service of: ASD at NASA / GSFC,
NASA Science Activation & Michigan Tech. U.

Il concetto di distrazione entra nel nuovo Codice della strada: ecco le nuove multe

14 Agosto 2026 ore 12:40
Nel nuovo Codice della strada entra per la prima volta il concetto di distrazione. A quella che secondo l'Istat è la prima causa di incidenti stradali in Italia è dedicato un articolo ad hoc. All'interno del quale, gli esperti dei ministeri dei Trasporti e dell'Interno che hanno scritto il testo-base (su cui entro il 13 settembre dovranno esprimersi le associazioni di settore) hanno correttamente inserito anche la parte attualmente dedicata all'uso di apparecchi radiotelefonici, tablet, computer e cuffie sonore durante la guida. Anch'essa, peraltro, oggetto di modifica. La semplice distrazione costa 150 euro di multa e 5 punti Partiamo dalla distrazione nella sua accezione più generale. Che risulta così formulata: Durante la marcia i conducenti mantengono costantemente l'attenzione sulla strada, evitando ogni causa di distrazione. Insomma, vietato distogliere lo sguardo dalla strada (direttamente o attraverso gli specchietti retrovisori). Indipendentemente da ciò che accade nell'abitacolo o all'esterno del veicolo. Quando si guida, si guida e basta.La violazione di questa norma prevede una multa di 150 euro e la perdita di cinque punti dalla patente. Violazione non semplice da contestare, va detto, ma è importante il principio a cui il nuovo Codice richiama tutti i guidatori: la distrazione è una variabile che non può e non deve essere contemplata durante la marcia. Sull'uso di apparecchi elettronici previste quattro diverse situazioni Come accennato, nello stesso articolo sono correttamente ricomprese anche le norme che vietano l'uso di apparecchiature elettroniche durante la guida. Al contrario di quanto accade con il Codice attualmente in vigore, che prevede un'unica sanzione in tutte le situazioni (250 euro di multa, 5 punti e la sospensione della patente fino a 2 mesi, il nuovo testo-base prevede quattro diverse situazioni (una delle quali completamente nuova):Uso di apparecchi radio, radiotelefonici e telefoni (250 euro di multa, 5 punti e 15 giorni di divieto di guida)Uso di smartphone, computer portatili, notebook e tablet (250 euro di multa, 5 punti e 15 giorni di divieto di guida)Uso di cuffie sonore (150 euro di multa e 5 punti)Uso di dispositivi che consentono la riproduzione di filmati sugli schermi dei veicoli bypassando i blocchi del costruttore (250 euro di multa e 5 punti).Nel Codice attuale quest'ultima situazione non è prevista, e quindi non è punita. Punito anche l'accompagnatore Ma c'è un'altra, clamorosa novità. Per la prima volta tutti questi divieti riguardano, giustamente, anche chi svolge le funzioni di istruttore durante le esercitazioni di guida e gli esami per il conseguimento della patente. Insomma, quando un aspirante patentato sta guidando con il foglio rosa non potrà usare il cellulare nemmeno chi lo accompagna in funzione di istruttore o di esaminatore.

Ferrari, cinque novità entro fine 2026: dalla Luce alla 849 Testarossa Spider

14 Agosto 2026 ore 12:38
Non ha una gamma ricca come quella di un costruttore generalista (né i suoi volumi), ma da qui alla fine dell'anno Ferrari porta su strada ben cinque novità. A cominciare dalla contestatissima - e ricercatissima - Luce, la sua prima elettrica, passando per le versioni scoperte di Testarossa e Amalfi, senza dimenticare la Purosangue e la 12Cilindri con un originale cambio "manuale". Ferrari Luce Protagonista di lunghe diatribe sui social (e non solo), la prima elettrica di Maranello ha una carrozzeria a quattro porte e un abitacolo a cinque posti, con interni in vetro e alluminio disegnati da Jony Ive, la mente creativa dietro iPhone, iPad e MacBook. Volante e cruscotto solono solidali tra loro e regolabili in inclinazione e profondità, mentre gli schermi sono display Oled sviluppati appositamente da Samsung: quelli della strumentazione permettono di avere lancette fisiche sovrapposte allo schermo. Quattro motori, 1.050 CV e 530 km di autonomia La Ferrari Luce ha la trazione integrale, gestita da quattro motori indipendenti, che sviluppano una potenza combinata di 1.050 CV: la Rossa accelera da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e raggiunge una velocità massima di 310 km/h. integra un'architettura di bordo a 800 Volt e una batteria da 122 kWh, per un'autonomia nel ciclo Wltp di 530 km. La ricarica in corrente continua accetta potenze fino a 350 kW. Al netto di critiche e polemiche, la Luce è già un successo: i target di vendita del 2026 sono già stati raggiunti.Quanto costa: da 550.000 euroQuando arriva: fine 2026 Ferrari 849 Testarossa Spider Rispetto alla berlinetta, la 849 Testarossa Spider "guadagna" un tetto rigido retraibile che si apre (e si chiude) in 14 secondi, anche in movimento, fino a una velocità di 45 km/h. Identica la base meccanica, con un powertrain ibrido plug-in che combina un motore endotermico V8 biturbo da quattro litri con tre propulsori elettrici, per arrivare a erogare una potenza massima di 1.050 CV. La batteria, da 7,45 kWh, promette fino a 25 km di autonomia in modalità elettrica. Da vera hypercar le performance: per lo scatto da 0 a 100 km/h bastano 2,3 secondi, mentre la velocità di punta oltrepassa i 330 km/h.Quanto costa: 502.070 euroQuando arriva: settembre 2026 Ferrari 12Cilindri Manuale L'ingegneria digitale riscrive la meccanica di Maranello: la 12Cilindri Manuale, edizione limitata a 1.499 esemplari, riporta in gamma un powertrain con la frizione. Il 6.5 V12 aspirato da 830 CV e 678 Nm copre lo 0-100 in 2,9 secondi e arriva a toccare i 340 km/h. Il cambio rimane il doppia frizione a otto rapporti, ma ora ha una leva con griglia a sei marce e una frizione by-wire, che promettono sensazioni di guida "da manuale". Se sbagli, si spegne Una su tutte: Ferrari ha voluto ricreare il classico punto di stacco grazie a un raffinato sistema composto da molle, camme e rulli, capace di riprodurre la progressione di carico tipica di una frizione tradizionale. E se si sbaglia, si rischia di spegnere il motore.Quanto costa: 590 mila euroQuando arriva: 2027 Ferrari Amalfi Spider Maranello scopre la sua granturismo a motore anteriore-centrale. La nuova Ferrari Amalfi Spider adotta una capote di tela a cinque strati, che si apre e si chiude in 13,5 secondi. Un'operazione che si può effettuare anche in marcia, fino a 60 km/h. Anche scoperta, la Amalfi si conferma una Ferrari da usare "tutti i giorni", per la facilità d'utilizzo e modalità di guida che assicurano una guida fluida e rilassata. E il bagagliaio mette a disposizione 255 litri (172 con il tetto aperto). Le prestazioni sono quelle di una vera Rossa Nel cofano trova posto lo stesso V8 biturbo di 3.8 litri della coupé, capace di 640 CV e 760 Nm di coppia, sufficienti per uno 0-100 km/h coperto in 3,3 secondi e una velocità di punta di 320 km/h. Oltre all'aerodinamica attiva, questa open top propone anche un raffinato impianto frenante con tecnologia by-wire: il pedale non è collegato con il sistema idraulico, e a gestire tutto ci pensa l'elettronica.Quanto costa: 270.000 euroQuando arriva: settembre 2026 Ferrari Purosangue Handling Speciale Per gli amanti della bella guida che hanno bisogno di una Rossa spaziosa, la Ferrari presenta il pacchetto Handling Speciale per la Purosangue. Che conferma il V12 da 6.5 litri e 725 CV con trazione posteriore, le cui prestazioni rimangono invariate: per raggiungere i 200 km/h da fermo bastano sempre 10,6 secondi. Si fa guidare meglio La Purosangue HS introduce però una nuova calibrazione delle sospensioni, pensata per ridurre i movimenti del corpo vettura del 10%, e una trasmissione a doppia frizione con innesti più rapidi nelle cambiate oltre i 5.500 giri. La dotazione estetica integra cerchi diamantati inediti e finiture nere opache.Quando arriva: dicembre 2026

L’attacco israeliano contro la giornalista libanese Amal Khalil, minuto per minuto

17 Agosto 2026 ore 06:51

Il 22 aprile 2026, nel sud del Libano, un attacco israeliano ha ucciso la giornalista del quotidiano Al Akhbar Amal Khalil e ferito gravemente l’operatrice di ripresa Zeinab Faraj.

Per Amnesty International è stato un crimine di guerra: a confermarlo è stata la ricostruzione dell’accaduto, basata sulle testimonianze dell’unica sopravvissuta e delle prime persone intervenute sul posto, su materiale audiovisivo e sulle comunicazioni tra i vari soggetti coinvolti nei mancati soccorsi.

Le due giornaliste hanno cercato riparo dopo che un attacco aereo israeliano contro l’automobile che le precedeva aveva ucciso due uomini. Nelle due ore successive, mentre alcuni droni sorvolavano la zona a distanza ravvicinata, altri due attacchi aerei hanno colpito prima la loro automobile, parcheggiata nelle vicinanze, e poi l’edificio in cui si erano rifugiate.

Dopo che il primo attacco aveva eliminato l’obiettivo dichiarato dalle forze armate israeliane e mentre due droni stavano sorvolando la zona a bassa quota, queste ultime sapevano, o avrebbero dovuto sapere, che due civili si erano rifugiate in quell’edificio.

L’attacco è avvenuto nel villaggio di al-Tiri, situato a circa sette chilometri dal confine israeliano, nel distretto di Bint Jbeil, nel sud del Libano. Il villaggio rientrava nella zona di “difesa avanzata”, il sei per cento del territorio libanese. Le forze armate israeliane presenti in questa zona avevano vietato il ritorno (il che non le esonerava dal rispetto degli obblighi del diritto internazionale umanitario) alle persone residenti e compiuto vaste distruzioni.

Amal Khalil e Zeinab Faraj stavano seguendo un veicolo a bordo del quale si trovavano Ali Nabil Bazzi, mukhtar di Bint Jbeil, un ruolo assimilabile a quello di un sindaco locale, e il suo amico Mohammed Hourani, residente sfollato, che volevano a loro volta verificare direttamente se le forze israeliane si fossero davvero ritirate da al-Tiri.

Intorno alle 14.25, subito dopo l’ingresso nel villaggio, le forze israeliane hanno centrato il veicolo con a bordo Ali Nabil Bazzi e Mohammed Hourani.

Zeinab Faraj ha raccontato ad Amnesty International che, al momento dell’attacco, lei e Amal Khalil si trovavano dietro, a bordo dell’automobile di Amal. Ha riferito di aver visto il veicolo davanti a loro esplodere, proiettando i due uomini fuori dall’abitacolo e prendendo fuoco.

Alle 14.36 Amal Khalil ha telefonato al soccorritore della Protezione civile libanese Moussa Chaalan per segnalare l’attacco. Questi ha subito contattato i colleghi della Protezione civile, la Croce rossa libanese e l’esercito libanese. La Croce rossa libanese ha così ricevuto la prima richiesta di un’ambulanza alle 14.38.

Mentre era in procinto di dirigersi sul posto, Moussa Chaalan ha ricevuto l’ordine di fermarsi a un posto di blocco dell’esercito libanese all’ingresso di al-Tiri. Infatti, l’autorizzazione ad accedere ai villaggi situati nella cosiddetta zona di “difesa avanzata” veniva coordinata dal Comitato tecnico militare per il Libano, comunemente indicato come Meccanismo di attuazione e monitoraggio del cessate il fuoco.

Mentre i droni israeliani continuavano a sorvolare la zona, le due giornaliste sono scese dall’automobile e hanno cercato riparo accanto a un muretto, vicino a un edificio abbandonato del villaggio, poi sotto la tettoia di lamiera danneggiata di un negozio situato al piano terra dell’edificio.

Alle 15.31 Moussa Chaalan, ancora fermo al posto di blocco, ha telefonato ad Amal Khalil esortandola a risalire in automobile e ad allontanarsi dalla zona. Non aveva infatti ancora ricevuto dal Meccanismo di monitoraggio l’autorizzazione a entrare nel villaggio e, di conseguenza, non disponeva di alcuna garanzia che l’esercito israeliano non avrebbe effettuato altri attacchi.

Intorno alle 15.40 un secondo attacco ha colpito l’automobile delle giornaliste, ferma nei pressi del luogo in cui si erano rifugiate.

Alle 15.48 Amal Khalil ha richiamato Moussa Chaalan per comunicargli di essere rimasta ferita: “Non riesco a fare nulla. Moussa, vieni a prendermi”.

Entrambe le donne sono rimaste ferite nell’esplosione. Una portiera dell’automobile è stata scagliata verso di loro e Zeinab Faraj l’ha usata per proteggere sé e la collega dalle fiamme. Ha raccontato: “Vetri e detriti sono volati verso di noi. Ho avuto la sensazione che mi fosse scoppiato un orecchio. Lei [Amal Khalil] perdeva molto sangue dal naso e dalla testa e aveva ferite da schegge al braccio e alla coscia; non riusciva a muovere la gamba”.

Con l’intensificarsi dell’incendio, le due donne sono riuscite a strisciare all’interno dell’edificio, passando attraverso una saracinesca danneggiata, e si sono nascoste in una piccola stanza. Una volta all’interno, Amal Khalil ha continuato a telefonare per chiedere soccorso. Zeinab Faraj ha riferito ad Amnesty International che tutte le persone contattate avevano detto di non poter raggiungere il luogo in cui si trovavano perché erano “in attesa dell’autorizzazione” del Meccanismo di monitoraggio, in pratica il consenso delle forze armate israeliane a sospendere il fuoco per consentire l’ingresso delle squadre di soccorso.

Moussa Chaalan ha raccontato ad Amnesty International: “Ho detto all’ufficiale dell’esercito al posto di blocco che sarei entrato, nonostante il rischio. Ma mi ha convinto a non farlo dicendomi: ‘E se venissi colpito prima di riuscire a raggiungerla? È meglio aspettare l’autorizzazione, per il suo bene e per il tuo’”.

Alla fine, Amal Khalil si è molto indebolita. Zeinab Faraj ha raccontato: “L’ho vista via via senza forze […] e poi ha perso conoscenza”.

L’ultima telefonata di Amal Khalil è stata alla sorella, alle 16.22.

Intorno alle 16.25 un terzo attacco ha colpito l’edificio in cui le giornaliste si erano rifugiate, provocandone il crollo e seppellendo entrambe sotto le macerie.

Poco dopo le 17 è stata concessa l’autorizzazione a entrare nella zona, ma soltanto alla Croce rossa libanese. I soccorritori hanno estratto Zeinab Faraj, che aveva riportato una frattura cranica, gravi ferite alla gamba destra e a un occhio e lo schiacciamento di una mano. Non sono invece riusciti a raggiungere Amal Khalil, che risultava ancora dispersa sotto le macerie.

Poco prima delle 18, le persone volontarie della Croce rossa libanese arrivate sul posto hanno riferito di essere state costrette a ritirarsi a causa della minaccia di ulteriori attacchi, portando via Zeinab Faraj e i corpi dei due uomini uccisi nel primo attacco.

Dopo un’ulteriore serie di telefonate da parte di organismi internazionali e delle autorità libanesi, compresi l’ufficio del presidente e quello del primo ministro, alle 19.20 è stata nuovamente concessa l’autorizzazione. Ciò ha consentito ai soccorritori della Croce rossa, a un’ambulanza e a un piccolo bulldozer di tornare sul luogo dell’attacco. Per rimuovere le macerie dei tre piani crollati erano tuttavia necessari mezzi più pesanti. Le operazioni di recupero, effettuate con un escavatore, sono iniziate intorno alle 21.

Moussa Chaalan ha raccontato che Amal Khalil è stata trovata sepolta sotto una colonna e un muro: “Era completamente schiacciata […] L’ho estratta con le mie mani”.

Nel certificato di morte, il medico legale ha indicato come ora del decesso le 19 e come causa “un arresto cardiaco dovuto a un trauma cranico e a una grave emorragia”.

L'articolo L’attacco israeliano contro la giornalista libanese Amal Khalil, minuto per minuto proviene da Il Fatto Quotidiano.

Morta Hayden Panettiere, aveva 36 anni: il giallo sulle cause. Addio alla star di “Heroes”, “Nashville” e “Scream 4”

17 Agosto 2026 ore 06:41

L’attrice Hayden Panettiere – star della serie di successo “Heroes”, di “Nashville” e di “Scream 4” – è morta a 36 anni. Lo ha annunciato il suo agente ad ABC News. “È con profonda tristezza che annunciamo la tragica scomparsa della nostra amata Hayden. Era una luce incredibile e una forza della natura che ha portato amore e gioia incommensurabili a tutti coloro che la conoscevano, e ai milioni di persone che l’hanno vista sullo schermo”, ha dichiarato suo padre, Skip Panettiere, in un comunicato che ha chiesto rispetto per la privacy “perché la nostra famiglia ha bisogno di tempo per elaborare questa perdita inimmaginabile“.

Originaria di New York, Panettiere lascia una figlia, Kaya Evdokia Klitschko, nata nel dicembre 2014 dalla relazione con l’ex compagno Wladimir Klitschko, campione di pugilato ucraino. Negli ultimi anni Panettiere ha parlato candidamente dei suoi problemi. Recentemente l’aveva fatto nel libro autobiografico “This is me. A reckoning” in cui si è aperta sulla lotta con le dipendenze, la depressione post-partum e una relazione abusante.

L'articolo Morta Hayden Panettiere, aveva 36 anni: il giallo sulle cause. Addio alla star di “Heroes”, “Nashville” e “Scream 4” proviene da Affaritaliani.it.

Perché i decreti meloniani hanno smantellato la legge per gli anziani non autosufficienti

17 Agosto 2026 ore 06:40

di Enza Plotino

Gli anziani siamo noi! Ci dirigiamo a gambe levate verso un invecchiamento della popolazione ed un aumento vertiginoso di quella non autosufficiente per la quale la Riforma n.33 del 2023, che era stata presentata dal governo Draghi e che andava incontro alle esigenze degli anziani non autosufficienti e alle loro famiglie, rappresentava un atto importante atteso da 30 anni per eliminare le debolezze e le mancanze del welfare attuale. Purtroppo la riforma è finita nelle mani del governo Meloni, e quella che poteva essere un vero passo avanti per 10 milioni di persone, anziani, famigliari e caregiver di professione per i quali la legge introdotta grazie al Pnrr puntava a ridisegnare il sistema di welfare per rispondere alla loro sempre più diffusa presenza e a bisogni di cura sempre più complessi e che voleva colmare la mancanza in Italia di un servizio domiciliare pubblico progettato per la non autosufficienza, è precipitata nell’obbrobrio attuativo (Decreti attuativi del 2023) approvato dal governo Meloni, in palese contraddizione con le indicazioni della Delega.

Perché ne parlo oggi? Perché si iniziano a vederne gli effetti. Milioni di anziani, soprattutto non autosufficienti, con le loro famiglie, lasciati senza risorse, senza assistenza qualificata, senza servizi domiciliari anziché in strutture residenziali, senza prevenzione e, per peggiorare questo quadro già drammatico, smantellando il principio cardine del nostro welfare, quello della protezione universale, prevedendo, per ricevere assistenza, di dover dimostrare ridotte disponibilità economiche. Ciliegina sulla torta, le Regioni tagliate completamente fuori dai decreti. In nessun passaggio, sebbene l’assistenza agli anziani venga realizzata a livello territoriale, quindi sancendo alte possibilità di fallimento nella fase di attuazione degli interventi.

Tutte le migliori intenzioni contenute nella riforma si si sono arenate, bloccandosi definitivamente, nelle leggi attuative promosse da Meloni. All’intento di rimettere al centro le persone, la destra ha risposto con approssimazione, ideologia a favore dei ricchi, di coloro che possono e con bieca propaganda assistenziale.

La riforma aveva l’intento di superare la frammentazione delle misure e dei servizi, dare risposte diverse ai diversi bisogni, puntare a percorsi di assistenza semplici ed unitari, riportare la tutela pubblica della non autosufficienza. I decreti meloniani non prevedono risorse per rendere concrete le indicazioni normative, cancellano l’accesso universalistico ai servizi, dimenticano l’assistenza domiciliare integrata, peraltro in coerenza con l’impostazione generale del governo in materia di welfare: destrutturazione dei servizi di territorio, abbandono delle politiche di prevenzione e prossimità. Un disastro che 10 milioni di persone pagheranno sulla propria pelle.

E’ urgente, in un programma del centrosinistra che si rispetti, l’impegno a ritornare allo spirito e ai principi universalistici e solidaristici della Riforma, smantellando l’obbrobrio della destra e ripristinando l’approccio giusto ad una problematica drammaticamente attuale per milioni di famiglie.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.

L'articolo Perché i decreti meloniani hanno smantellato la legge per gli anziani non autosufficienti proviene da Il Fatto Quotidiano.

Scivola dal sentiero e cade nel lago degli Speccheri: muore annegata davanti al figlio

17 Agosto 2026 ore 06:40
La vittima è una donna originaria di Lonigo, in provincia di Vicenza. La donna, assieme ai famigliari stava risalendo dal lago in un tratto esposto quando è scivolata e precipitata. Recuperata con un barchino, inutili i tentativi di rianimazione

© RaiNews

17 agosto 1864 – Il boia Mastro Titta va in pensione, era ora

17 Agosto 2026 ore 06:30

A Roma bastava una frase per capire che stava per succedere qualcosa di terribile: “Mastro Titta passa ponte”. Il 17 agosto 1864 Giovanni Battista Bugatti, il più celebre boia dello Stato Pontificio, concludeva infatti una carriera durata ben 68 anni. Aveva iniziato il 22 marzo 1796, ancora giovanissimo, e sarebbe arrivato a eseguire 514 condanne secondo il Dizionario Biografico Treccani, anche se nelle sue annotazioni personali i “servizi” registrati risultavano 516.

Mastro Titta viveva nella zona di Borgo e, quando non era impegnato nelle esecuzioni, svolgeva un mestiere decisamente più innocuo: vendeva e verniciava ombrelli. La sua condizione di carnefice lo teneva però sostanzialmente confinato oltre Tevere. Quando attraversava il ponte significava quasi sempre che una sentenza capitale stava per essere eseguita.

Forca, ghigliottina e mantello rosso

Mastro Titta divenne una figura quasi leggendaria della Roma papalina. Prima delle esecuzioni era solito confessarsi e comunicarsi, poi indossava il celebre mantello rosso e raggiungeva il luogo stabilito per quella che burocraticamente veniva chiamata “giustizia”. Nel corso dei decenni utilizzò praticamente tutti i sistemi previsti dall’epoca: impiccagione, mazzolatura, squartamento e, durante e dopo la presenza francese a Roma, anche la ghigliottina.

Le esecuzioni erano spesso pubbliche e rappresentavano uno spettacolo macabro capace di richiamare folle immense. Piazza del Popolo, Campo de’ Fiori e altri luoghi della città diventavano così teatro dell’ultimo atto della giustizia pontificia.

Il 17 agosto cala il sipario

Quando finalmente venne mandato a riposo, Mastro Titta aveva ormai circa 85 anni. Papa Pio IX gli riconobbe una pensione di 30 scudi al mese e il suo posto venne preso da Vincenzo Balducci. Finiva così, il 17 agosto 1864, una delle carriere più sinistre della storia romana.

Mastro Titta sarebbe poi morto nel 1869, ma il suo nome non sarebbe mai scomparso. È rimasto nei racconti popolari, nelle cronache della Roma papalina e perfino nel linguaggio della città. Perché Roma era ed è tutt’ora davvero unica. città unica: anche il boia, alla fine, è riuscito a diventare un personaggio.

L'articolo 17 agosto 1864 – Il boia Mastro Titta va in pensione, era ora proviene da Affaritaliani.it.

Gaza, Kushner incontra Netanyahu dopo il patto con Hamas: “Ora passi concreti e verificabili”

17 Agosto 2026 ore 06:24

L’inviato statunitense Jared Kushner oggi incontra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dopo aver avuto colloqui con i leader di Hamas in Egitto, volti a rilanciare il piano di pace per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti, finora respinto da Israele. L’incontro si terrà due settimane dopo che Hamas ha approvato l’ultima fase del piano di Trump per Gaza, che Netanyahu si è rifiutato di sostenere, insistendo sul fatto che qualsiasi accordo debba garantire il “vero disarmo” del gruppo. Kushner, genero di Trump, ha incontrato domenica il nuovo leader di Hamas, Khalil al-Hayya, nella città egiziana di El-Alamein, sul Mediterraneo e ha sollecitato Hamas ad adottare “passi concreti e verificabili”, trasmettendo che il messaggio che “Gaza non potrà mai più essere una fonte di terrore per Israele“, secondo quanto ha riferito una fonte che ha parlato a condizione di anonimato a causa della delicatezza delle discussioni.

Hamas ha ribadito il suo impegno nei confronti del piano, ha detto un’altra fonte. Il gruppo ha poi affermato di aver chiesto ai mediatori e al cosiddetto Consiglio per la Pace di Trump di “costringere” Israele ad “approvare la tabella di marcia… e iniziare a stabilire un calendario per la sua attuazione”. Una foto diffusa dall’Egitto, paese ospitante, non includeva al-Hayya, ma mostrava Kushner a un tavolo insieme ai membri del Consiglio per la Pace, tra cui l’ex primo ministro britannico Tony Blair. Anche Qatar e Turchia, mediatori chiave insieme all’Egitto, hanno partecipato. Gli Stati Uniti hanno rifiutato per anni qualsiasi contatto con Hamas, che classificano come organizzazione terroristica e che ha guidato l’attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele che ha scatenato la guerra di Gaza. Ma l’amministrazione Trump si è mostrata sempre più favorevole al contatto diretto nella speranza di porre fine al devastante conflitto, negoziando l’accordo di cessate il fuoco di ottobre che ha portato al rilascio degli ostaggi israeliani rimanenti.

L'articolo Gaza, Kushner incontra Netanyahu dopo il patto con Hamas: “Ora passi concreti e verificabili” proviene da Affaritaliani.it.

Microsoft blames AI for delayed Exchange update, can’t say when it will arrive

17 Agosto 2026 ore 04:31
Microsoft has blamed extra work created by AI bug-finders for the delayed release of a major Cumulative Update to Exchange Server Subscription Edition (SE). Redmond’s Exchange team made that admission last Thursday in a post titled “Where is Exchange SE CU1 anyway?” that reveals the software giant is “getting questions from our customers on when they can expect us to release Exchange SE Cumulative Update 1 (CU1).” “After all, in the past we mentioned that it would be released by the end of the first half of calendar year 2026, later updated to ‘second half of 2026’. What is the deal? Where is CU1?” For those of you who came in late, Exchange SE is the subscription version of Microsoft’s email server, and a Cumulative Update (CU) is a new version of the package that includes all recent bug fixes, plus other changes such as new features or removing deprecated code. Microsoft publishes CUs once or twice a year. Some users prefer applying CUs to applying every patch. As Exchange SE is a subscription product, not getting CU in a timely fashion isn’t a great example of why pay-as-you-go software is a great idea. Microsoft explained delays to the arrival of CU1 by referring to the fact that “Over the last few months, various Microsoft execs made statements explaining how Microsoft is leveraging a variety of AI tools to help find vulnerabilities in our products.” The post says the Exchange development team is “working through reported issues – which includes validation that they are real security issues, reproducing, fixing, testing for regressions / issues after fixes are deployed and releasing updates monthly.” Redmond’s missive also points to Microsoft’s pledge to “prioritize security above all else” as a reason for delays. A reminder: Microsoft adopted that stance after flaws in Exchange led to an attack on Exchange by suspected Chinese operatives, earning it a tongue-lashing from the US government. The Exchange team says that while trying to stay on top of bugs, it is also working on CU1. “We are regularly rolling our monthly security payload into our internal CU1 build and plan to release Exchange SE CU1 as soon as we get a reasonable stable point and have a month without pressing security payload.” The Exchange team has adopted that stance because it doesn’t want to publish CU1 and then find it needs to replace it with another that includes new security updates. “That would create double the update work for many organization administrators,” the post explains. “Even internally, trying to ensure that two major releases (Security Update and a CU) get appropriately tested so we can ensure high quality and nothing falls through the cracks would be very challenging as CU1 must be all inclusive of everything that we released since the RTM.” Exchange admins will likely appreciate the fact that Microsoft doesn’t want to burden them with two major updates to implement. They may also wonder when Microsoft will find a month in which there is no “pressing security payload” that takes priority over CU1. Microsoft’s post offers little certainty because it concludes: “In short: Exchange SE CU1 is coming; we do not have a date to give you. But we did not forget about it.” Nor, it seems, did Microsoft plan for how AI-powered bug-finding would impact product development teams. ®

Chinese AI company Zhipu claims its new is a better bug-finder than Anthropic, OpenAI

17 Agosto 2026 ore 02:51
ASIA IN BRIEF Chinese company Zhipu last week launched a new AI model called GLM-5.3 that it claims has bug-finding powers that match those possessed by American models. The company’s announcement includes benchmark data that finds GLM-5.3 beats Fable 5 and GPT-5.6 Sol on the CyberGym benchmark, a test of a model’s ability to solve real-world cybersecurity challenges. “As we scaled post-training, cyber capability developed faster than we expected. GLM-5.3 is state of the art on CyberGym for vulnerability discovery, and its gains are largest further up the exploitation chain,” the company wrote, adding that the model “did not simply become better at identifying isolated flaws: it began to reason across multiple stages of exploitation, forming coherent plans for complete exploitation chains.” The company said it has worked with Chinese companies to test the model on real-world codebases, and found 2,436 vulnerabilities across 269 projects, including 1,097 medium-to-high severity issues. The findings span system kernels, operating systems, browser engines, open-source infrastructure, web applications, and network protocols. “Many had remained unnoticed for years or even decades, with the oldest dating back roughly 40 years,” the announcement states. GLM-5.3 also performed worse than western models on other security and coding benchmarks. Yet the fact that the model is a highly-capable bug finder signals that China is not far behind in terms of being able to poke holes in its rivals software and developed that capability very quickly after the debut of Anthropic’s Mythos. Any advantage the US felt it had as the home of Anthropic has therefore dissipated. Korea signals legal action against Apple, Google app store strangleholds South Korea’s Communications Commission last week found Google and Apple had abused their app store monopolies, and promised stern sanctions will follow. In 2021, South Korea passed world-first legislation requiring app store operators to offer the option to use third-party payment schemes. Apple and Google did so, but charged a 26 percent transaction fee for doing so – meaning they earned almost as much revenue when users chose third-party payment providers as they did from their own schemes. The regulator has previously warned that it will impose the highest possible penalty available under law, which is three percent of revenue earned by non-compliant behaviour. That’s probably back-of-the-sofa money for Apple and Google. India has banned rideshare operators from offering customers the chance to specify the amount they will tip before a driver accepts a gig. Uber India introduced the feature last year, seemingly copying it from an Indian rideshare operator called Namma Yatri. Consumer affairs minister Pralhad Joshi criticized Uber for the practice at the time, as he saw it as a means for users to effectively jump the queue by offering drivers more money – and for rideshare platforms to improve their revenue because if tips are higher, so is the platform’s share of the gratuity. Last week, India’s Ministry of Road Transport & Highways issued a directive (PDF) banning the practice. Henceforth, rideshare apps can only offer users the chance to tip at the end of a journey, and all of the tip must go to the driver. “No feature, prompt, message, add-on, payment option, or user interface element should be displayed before completion of the ride that directly or indirectly encourages, induces, or creates an impression that payment of any additional amount may improve ride confirmation, driver acceptance, driver allocation, waiting time, or quality of service,” the directive states. Indian services giants reveal data breaches Indian tech services giants TCS and HCL last week both admitted to data breaches but say customer data is safe, and only employee data is at risk. TCS published a stock exchange filing that opens “This is to inform you that Company has received threat-intelligence alerts alleging possible exposure of certain employee information.” The filing says TCS investigated the matter “and has not found any credible evidence of a breach of TCS systems or customer environments.” The company says leaked info is “basic employee information” and more than four years old. Note that mention of the stolen data being at least for years old, because TCS’s filing says the attacker claims to have used password spray and Multi-Factor Authentication (MFA) fatigue to pull off the heist. TCS says it “had strong safeguards in place against such techniques for more than two years,” perhaps suggesting the data heist occurred before the company shored up its defenses. “Based on the current review, these controls remain effective, and the Company continues to monitor the environment closely,” the filing states. HCL also used a stock exchange filing [PDF] to address what it called “claims made by a hacker group of potential exposure of limited data elements relating to HCLTech employees.” The company described the stolen data as “limited and dated to a few years back,” and added its assurance that customer data is safe. HCL’s investigation is ongoing. Lenovo’s enterprise unit finally posts a big profit Lenovo last week announced its quarterly results, including a $777 million profit for its Infrastructure Solutions Group (ISG) – the biz based on the 2014 acquisition of IBM’s x86 server operation that has seldom produced positive financials. Even during the early years of the AI boom, ISG’s profits were modest – just a few million dollars per quarter on turnover of billions. The business unit won a record $8.5 billion of revenue, up 98 percent year-on-year. AI was a big reason for the result, as buyers sought hardware to run inferencing workloads, The company says it has a pipeline for $54 billion of AI server sales, and has become the number two x86 server vendor as measured by revenue. Overall revenue came in at $26.95 billion, up 43 percent year-on-year, and cash won by its PC-led intelligent devices group jumped 27 percent to $17.1 billion and saw its PC market share reach 24.2 percent. Lenovo reckons the strength of its supply chain helped make those outcomes possible. India to build astronaut training facility India’s Space Research Organization (ISRO) last week issued a tender for construction of an astronaut training facility. The tender mentions extensive air conditioning works, plus a swimming pool, suggesting India wants to build a large tank in which the Vyomanauts who will fly its future Gaganyaan missions can train at home, instead of traveling to Russia or elsewhere as has been the case in the past. The tender covers $2.75 million worth of work. ®

Hong Kong merchant jailed for trying to kill wife, daughters amid debt woes

17 Agosto 2026 ore 06:30
A Hong Kong merchant has been jailed for five years and four months for attempting to murder his wife and three daughters by burning charcoal in their public rental flat after struggling to repay debts totalling nearly HK$900,000 (US$115,000). The High Court on Monday sentenced Wong Pak-ting in what the presiding judge described as a “tragic” case. The 45-year-old pleaded guilty in May to four counts of attempted murder after spiking food and drinks prepared for his family with sleeping pills...

Hayden Panettiere, Star of ‘Nashville’ and ‘Heroes,’ Dies at 36

17 Agosto 2026 ore 06:21
In May, she published a memoir after a tumultuous decade that involved depression, substance abuse, losing custody of her daughter and stints in rehab.

© Ryan Pfluger for The New York Times

Hayden Panettiere in West Hollywood, Calif., in April.

Far-right Ben-Gvir urges Israel to kill ‘30 to 40 every night’ in Gaza

An extremist Israeli lawmaker in Prime Minister Benjamin Netanyahu’s coalition publicly advocated for killing “30 to 40” people in Gaza each night, comments that surfaced Sunday and were quickly shared by Palestinian media. Minister of National Security Itamar Ben-Gvir made the statement while speaking to a former Gaza-held hostage, Rom Braslavski, on Braslavski’s podcast. The two were discussing Israel’s recovery from the Hamas attack of October 7, 2023, when Ben-Gvir criticised Israel’s recent...

Far-right Ben-Gvir urges Israel to kill ‘30 to 40 every night’ in Gaza

An extremist Israeli lawmaker in Prime Minister Benjamin Netanyahu’s coalition publicly advocated for killing “30 to 40” people in Gaza each night, comments that surfaced Sunday and were quickly shared by Palestinian media. Minister of National Security Itamar Ben-Gvir made the statement while speaking to a former Gaza-held hostage, Rom Braslavski, on Braslavski’s podcast. The two were discussing Israel’s recovery from the Hamas attack of October 7, 2023, when Ben-Gvir criticised Israel’s recent...

Matrimonio da sogno all’Elba per Bagnoni e Caffaz

17 Agosto 2026 ore 06:20

Era il matrimonio più atteso dell’anno, sussurrato per mesi in città e alla fine il sogno è diventato realtà nella cornice più esclusiva della Toscana. L’imprenditrice carrarina Alessandra Benedetta Caffaz e il celebre dermatologo Giovanni Bagnoni si sono uniti in matrimonio, regalando ai pochissimi e selezionati ospiti un’esperienza indimenticabile. Lui, luminare della medicina, già primario agli Spedali Riuniti di Livorno e al Noa di Massa, nonché coordinatore clinico dell’Unità di melanoma per l’Asl Toscana nord ovest, lei, affascinante e stimata imprenditrice. Una coppia d’oro nella vita e negli affari, che dopo aver fondato con successo i rinomati ambulatori Luxcare di Marina di Carrara e Livorno, ha coronato la propria storia d’amore con un matrimonio da favola. Giovanni e Alessandra si sono detti sì alle 12 di Ferragosto nella splendida cornice dell’Hotel Hermitage, un paradiso a cinque stelle affacciato sulla rinomata spiaggia della Biodola, a Portoferraio. Una scelta di cuore per Alessandra, che in questo angolo di Isola d’Elba trascorre le vacanze da anni e si sente a casa. Tutto è stato organizzato come in una fiaba moderna. Il rito è stato celebrato dal vicesindaco di Portoferraio, Roberto Manzi.

Alessandra Poggi

China embraces ‘Grandpa Cute’; policewoman probed over uniform dance: 5 weekend reads you missed

di: SCMP · SCMP
17 Agosto 2026 ore 06:15
We have put together stories from our coverage last weekend to help you stay informed about news across Asia and beyond. If you would like to see more of our reporting, please consider subscribing. 1. Why Chinese youth are turning to an 84-year-old Cambridge professor for support 2. Chinese officials rattled by White House chaos weeks ahead of Xi-Trump summit 3. How Southeast Asia’s monarchies stay relevant in a volatile region 4. Hong Kong policewoman facing probe over viral video of her...

China embraces ‘Grandpa Cute’; policewoman probed over uniform dance: 5 weekend reads you missed

di: SCMP · SCMP
17 Agosto 2026 ore 06:15
We have put together stories from our coverage last weekend to help you stay informed about news across Asia and beyond. If you would like to see more of our reporting, please consider subscribing. 1. Why Chinese youth are turning to an 84-year-old Cambridge professor for support 2. Chinese officials rattled by White House chaos weeks ahead of Xi-Trump summit 3. How Southeast Asia’s monarchies stay relevant in a volatile region 4. Hong Kong policewoman facing probe over viral video of her...

China embraces ‘Grandpa Cute’; policewoman probed over uniform dance: 5 weekend reads you missed

di: SCMP · SCMP
17 Agosto 2026 ore 06:15
We have put together stories from our coverage last weekend to help you stay informed about news across Asia and beyond. If you would like to see more of our reporting, please consider subscribing. 1. Why Chinese youth are turning to an 84-year-old Cambridge professor for support 2. Chinese officials rattled by White House chaos weeks ahead of Xi-Trump summit 3. How Southeast Asia’s monarchies stay relevant in a volatile region 4. Hong Kong policewoman facing probe over viral video of her...

China embraces ‘Grandpa Cute’; policewoman probed over uniform dance: 5 weekend reads you missed

di: SCMP · SCMP
17 Agosto 2026 ore 06:15
We have put together stories from our coverage last weekend to help you stay informed about news across Asia and beyond. If you would like to see more of our reporting, please consider subscribing. 1. Why Chinese youth are turning to an 84-year-old Cambridge professor for support 2. Chinese officials rattled by White House chaos weeks ahead of Xi-Trump summit 3. How Southeast Asia’s monarchies stay relevant in a volatile region 4. Hong Kong policewoman facing probe over viral video of her...

China embraces ‘Grandpa Cute’; policewoman probed over uniform dance: 5 weekend reads you missed

di: SCMP · SCMP
17 Agosto 2026 ore 06:15
We have put together stories from our coverage last weekend to help you stay informed about news across Asia and beyond. If you would like to see more of our reporting, please consider subscribing. 1. Why Chinese youth are turning to an 84-year-old Cambridge professor for support 2. Chinese officials rattled by White House chaos weeks ahead of Xi-Trump summit 3. How Southeast Asia’s monarchies stay relevant in a volatile region 4. Hong Kong policewoman facing probe over viral video of her...

Spaccio di droga in piazza Attias, arrestato

17 Agosto 2026 ore 06:10

I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Livorno nel corso di un servizio di prevenzione e repressione dello spaccio di droga, hanno arrestato un 54enne del posto, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività è stata eseguita nel fine settimana di Ferragosto, nel corso di servizi mirati al contrasto dei reati in genere, concentrati nelle aree del centro soggette a maggiore presenza di persona anche alla luce delle presenze turistiche.

L’uomo, che ha già altri precedenti specifici all’attivo, è stato notato in piazza Attias con atteggiamento sospetto e senza un’apparente chiara destinazione. Sospetti subito confermati quando la persona è stata notata cedere un involucro ad un giovane in cambio di denaro. Vista la chiara dinamica di cessione di sostanze i Carabinieri sono intervenuti, lo hanno prontamente raggiunto e fermato per eseguire un controllo di iniziativa.

Nel corso dell’operazione di polizia giudiziaria è stata recuperata la dose di hashish appena ceduta all’acquirente in cambio di denaro. La successiva perquisizione personale ha permesso di recuperare e sequestrare ulteriore quantitativo di sostanza, circa 9 grammi di hashish e 55 euro ritenuti provento di precedenti cessioni. Le operazioni sono proseguite con l’esecuzione di una perquisizione domiciliare che ha consentito il rinvenimento e sequestro di ulteriori 80 grammi circa di hashish insieme a materiale vario per la pesatura ed il confezionamento delle dosi.

A carico del giovane acquirente i carabinieri hanno contestato la sanzione amministrativa prevista per la detenzione di sostanza destinata all’uso personale. Terminate le formalità di rito, su disposizione della Procura di Livorno, l’indagato è stato ristretto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo, la mattina seguente, in cui è stato convalidato l’arresto operato dai Carabinieri.

Soffiate e pettegolezzi, la lotta alla corruzione di Xi diventa un business

17 Agosto 2026 ore 06:07
Soffiate e pettegolezzi, la lotta alla corruzione di Xi diventa un business corruzione xi business

Indiscrezioni sulle prossime epurazioni anticorruzione. Su WeChat e Douyin circolano indizi criptici — curriculum, fotografie, giochi di parole e allusioni — che in alcuni casi anticipano di giorni o settimane l’annuncio ufficiale delle indagini. La campagna di Xi contro i corrotti è diventata così pervasiva da alimentare un vero mercato clandestino di informazioni riservate.  Il 6 luglio 2025, la cronologia ...

L'articolo Soffiate e pettegolezzi, la lotta alla corruzione di Xi diventa un business proviene da China Files.

U.S. and Iran Blow Through Deadline to Agree to a Broad Deal to End War

17 Agosto 2026 ore 06:01
President Trump said a cease-fire agreed in June would lead to limits on Iran’s nuclear program and finish the conflict, but the countries appear far apart.

© Arash Khamooshi/Polaris for The New York Times

People in Tehran, Iran, last month. Iranians are coping with severe economic strain from six months of war.

U.S. and Iran Blow Through Deadline to Agree to a Broad Deal to End War

17 Agosto 2026 ore 06:01
President Trump said a cease-fire agreed in June would lead to limits on Iran’s nuclear program and finish the conflict, but the countries appear far apart.

© Arash Khamooshi/Polaris for The New York Times

People in Tehran, Iran, last month. Iranians are coping with severe economic strain from six months of war.

‘Posh George,’ the Convicted Fraudster in Nigel Farage’s Inner Circle

17 Agosto 2026 ore 06:01
Scrutiny over the gifts and support provided by George Cottrell to Mr. Farage, the Reform U.K. leader, will continue even after he won last week’s special election in Clacton.

© John Thys/Agence France-Presse — Getty Images

Nigel Farage and George Cottrell in Brussels in 2020, as the European Parliament ratified the terms of Brexit, which both men campaigned for.

‘Posh George,’ the Convicted Fraudster in Nigel Farage’s Inner Circle

17 Agosto 2026 ore 06:01
Scrutiny over the gifts and support provided by George Cottrell to Mr. Farage, the Reform U.K. leader, will continue even after he won last week’s special election in Clacton.

© John Thys/Agence France-Presse — Getty Images

Nigel Farage and George Cottrell in Brussels in 2020, as the European Parliament ratified the terms of Brexit, which both men campaigned for.

‘Posh George,’ the Convicted Fraudster in Nigel Farage’s Inner Circle

17 Agosto 2026 ore 06:01
Scrutiny over the gifts and support provided by George Cottrell to Mr. Farage, the Reform U.K. leader, will continue even after he won last week’s special election in Clacton.

© John Thys/Agence France-Presse — Getty Images

Nigel Farage and George Cottrell in Brussels in 2020, as the European Parliament ratified the terms of Brexit, which both men campaigned for.

China Wants Its Data to Power the World’s A.I.

17 Agosto 2026 ore 06:01
China is exporting more than A.I. models. It wants its data to influence the world’s chatbots, raising fears that Beijing’s narratives will spread with the technology.

© Go Nakamura/Reuters

A Google booth during the World Artificial Intelligence Conference in Shanghai last month. China wants a greater voice in the development of A.I. chatbots.

Legambiente Livorno: “Il clima sta già cambiando la Toscana e noi continuiamo a discutere dei sintomi”

17 Agosto 2026 ore 06:00

Livorno 17 agosto 2026 Legambiente Livorno: “Il clima sta già cambiando la Toscana e noi continuiamo a discutere dei sintomi” “C’è un rischio che dovremmo avere il coraggio di guardare in faccia: mentre discutiamo di come difendere il paesaggio, il cambiamento climatico lo sta già trasformando davanti ai nostri occhi. Le estati sempre più lunghe …

L'articolo Legambiente Livorno: “Il clima sta già cambiando la Toscana e noi continuiamo a discutere dei sintomi” proviene da Livornopress.

Arrestato il clochard che aggredì i vigili

17 Agosto 2026 ore 06:00

La Polizia di Stato di Livorno nel pomeriggio di giovedì, ha dato esecuzione alla misura della custodia cautelare in carcere disposta dal Gip presso il Tribunale di Livorno, su richiesta della locale Procura, nei confronti del sedicente B.N., 41 anni, clochard che lo scorso 26 luglio, a San Vincenzo, era stato colpito da un colpo di arma da fuoco esploso dalla pistola di un vigile urbano intervenuto a seguito di una segnalazione di una persona molesta fuori dalla Coop. Lo straniero, già destinatario della misura cautelare del divieto di dimora, notificatagli dai poliziotti della Squadra Mobile lo scorso 6 agosto, è stato ritenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari, persona pericolosa in quanto, in pendenza di suddetta misura, più volte identificato dalle Forze di Polizia sul territorio della provincia labronica – e quindi in violazione del divieto di dimora – peraltro in possesso di un coltello. L’uomo è stato arrestato su un treno fermo alla Stazione di San Vincenzo.

Emergenza acqua a San Vincenzo e in Val di Cornia, Ricucci: “il modello di gestione dell’acqua, pubblico-privato, non ha funzionato”

17 Agosto 2026 ore 05:58

San Vincenzo, 14 agosto 2026 Emergenza acqua a San Vincenzo e in Val di Cornia, intervento del sindaco Paolo Riccucci: “La carenza di acqua che si è verificata in questi giorni non rappresenta solamente un disservizio grave per cittadini, turisti ed imprese, ma è il sintomo chiaro di almeno due temi importanti. Il primo è …

L'articolo Emergenza acqua a San Vincenzo e in Val di Cornia, Ricucci: “il modello di gestione dell’acqua, pubblico-privato, non ha funzionato” proviene da Livornopress.

Sanità, Fials proclama lo stato di agitazione: gravi criticità nel reclutamento del personale”

17 Agosto 2026 ore 05:56
ospedale livorno facciata ingresso

Livorno 17 agosto 2026 FIALS Ppovinciale Livorno: “Proclamato lo stato di agitazione: grave criticità generale nel reclutamento del personale sanitario. Una vera emergenza poi nella Casa Circondariale “Le Sughere” di Livorno.” “Il Sindacato FIALS proclama lo Stato di Agitazione contro la USL Toscana Nord Ovest. Il tentativo di conciliazione in Prefettura è fallito. Il Sindacato …

L'articolo Sanità, Fials proclama lo stato di agitazione: gravi criticità nel reclutamento del personale” proviene da Livornopress.

Abbattimento liste di attesa in RSA, la Regione impiega 10 milioni

17 Agosto 2026 ore 05:54
anziano sedia a rotelle rsa

Livorno 17 agosto 2026   Più risorse per ridurre le liste d’attesa nelle RSA, nuovi strumenti per prevenire la fragilità e una rete di servizi integrati sempre più vicina alle persone e alle famiglie. È la strategia con cui la Regione Toscana affronta la sfida dell’invecchiamento demografico, mettendo in campo un pacchetto di interventi approvati …

L'articolo Abbattimento liste di attesa in RSA, la Regione impiega 10 milioni proviene da Livornopress.

‘Inhumane’: UK’s extreme heat pushes NHS staff, patients to limit

17 Agosto 2026 ore 05:52
“Horrific, horrendous, unbearable, unsafe.” That is how medical professionals describe the impact of this year’s heatwaves on Britain’s healthcare system, in response to a survey by the Doctors’ Association UK. In hospitals built for a cooler climate, staff are now dealing with patients too sweaty to receive intravenous drips, medication at risk of degrading in high temperatures and colleagues collapsing on the job with heat fatigue. The past few months have revealed the extent to which...

‘Inhumane’: UK’s extreme heat pushes NHS staff, patients to limit

17 Agosto 2026 ore 05:52
“Horrific, horrendous, unbearable, unsafe.” That is how medical professionals describe the impact of this year’s heatwaves on Britain’s healthcare system, in response to a survey by the Doctors’ Association UK. In hospitals built for a cooler climate, staff are now dealing with patients too sweaty to receive intravenous drips, medication at risk of degrading in high temperatures and colleagues collapsing on the job with heat fatigue. The past few months have revealed the extent to which...

Taxi abusivo all’Elba: sequestro e multa di duemila euro

17 Agosto 2026 ore 05:50

Intensificati i servizi dei Carabinieri di Portoferraio durante il fine settimana del Ferragosto. In particolare, durante controllo alla circolazione stradale, i militari hanno individuato un veicolo utilizzato per svolgere attività di taxi senza il prescritto titolo abilitativo, contestando la relativa violazione prevista dall’articolo 86 del Codice della strada. A carico del conducente è stata elevata una sanzione amministrativa di euro 2.000, mentre il veicolo impiegato per il servizio abusivo è stato sottoposto a sequestro e la patente di guida ritirata.

Il controllo sul taxi abusivo si inserisce in una più ampia attività di vigilanza svolta dai Carabinieri sull’Isola. Nel medesimo ambito operativo, da un controllo a Porto Azzurro, i Carabinieri hanno fermato per accertamenti una donna straniera alla guida di un ciclomotore. Dalle verifiche è emerso che il mezzo, immatricolato nel 2009, era privo di assicurazione e mai sottoposto alle revisioni periodiche obbligatorie, con ben otto revisioni mai effettuate. La conducente, inoltre, è risultata non aver mai conseguito la patente di guida. Pertanto il motociclo è stato sequestrato e alla conducente sono state contestate sanzioni per oltre 6.000 euro.

A Portoferraio, infine, durante un servizio di controllo del territorio i militari hanno sottoposto a perquisizione una persona, trovandola in possesso di un grosso coltello da cucina in acciaio seghettato della lunghezza complessiva di 31 centimetri. L’arma è stata sequestrata, il possessore denunciato.

Terremoto in Colombia, l’ultimo tragico bilancio. Il drammatico confronto tra segnalazioni e registri ufficiali

17 Agosto 2026 ore 05:46

A una settimana dal terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia, le operazioni di soccorso entrano in una nuova fase, con le squadre impegnate nel recupero dei corpi delle vittime ancora intrappolate sotto le macerie, mentre le autorità iniziano a preparare la ricostruzione delle aree devastate. L’emergenza entra così in una nuova fase, segnata dal lutto e dalla ripresa, ma anche dalla sfida di ricostruire le aree del Paese più colpite. L’ultimo bilancio dell’Unità Nazionale per la Gestione del Rischio di Disastri (UNGRD) indica 289 morti questa domenica, cinque in meno rispetto a sabato; a cui si aggiungono 4.187 feriti e 143 dispersi, mentre 354 persone sono state tratte in salvo. L’UNGRD spiega il minor numero di morti affermando che “le prime segnalazioni, per lo più verbali, vengono confrontate con i registri ufficiali della Procura, dell’Istituto Nazionale di Medicina Legale e Scienze Forensi e delle agenzie di soccorso per evitare duplicazioni”. Il terremoto ha anche danneggiato 127.557 abitazioni e fatto crollare 66 edifici, interessando 450 comuni in 15 dipartimenti.

A Cali, una delle città più colpite, le squadre di soccorso sono già al lavoro per recuperare le vittime intrappolate sotto le macerie. Nel complesso residenziale Torres del Limonar sono stati recuperati 25 corpi e altri tre risultano ancora dispersi; il loro recupero è previsto per questa domenica. Vigili del fuoco di Cali, Bogotá e Jamundí, squadre di soccorso della Marina e della Polizia e specialisti delle Forze di Difesa Israeliane stanno collaborando in diversi punti della città. Le squadre israeliane hanno recuperato quattro corpi nelle ultime 24 ore e hanno avvertito che la speranza di trovare sopravvissuti si sta esaurendo dopo diversi giorni senza alcun salvataggio di persone vive.

l co-fondatore e Ceo di Nubank, il colombiano David Velez, donerà 100 miliardi di pesos (circa 32 milioni di dollari) per aiutare le persone colpite dal terremoto che ha colpito il Paese una settimana fa, ha annunciato domenica il presidente Abelardo de la Espriella. “Ho appena parlato con David Velez, che mi ha informato della sua decisione di donare 100 miliardi di pesos per aiutare i colombiani colpiti da questa tragedia”, ha dichiarato De la Espriella sul suo account Twitter. Il presidente ha ringraziato Velez “per questo immenso gesto di solidarietà e amore per la Colombia” e ha aggiunto che quando c’è unità “intorno a un obiettivo comune, dimostriamo di essere capaci di superare qualsiasi avversità”.

L'articolo Terremoto in Colombia, l’ultimo tragico bilancio. Il drammatico confronto tra segnalazioni e registri ufficiali proviene da Affaritaliani.it.

’Fuori dalle emergenze’. Stasera alla Torre la presentazione del libro

17 Agosto 2026 ore 05:40

Clima, alluvioni, siccità, terremoti: dalle catastrofi alla prevenzione. Stasera alle 21.15 al Giardino della Torre si parlerà di prevenzione e gestione dei rischi ambientali con la presentazione del libro ’Fuori dalle emergenze’ di Erasmo D’Angelis e Mauro Grassi. Mauro Grassi sarà a colloquio con Luca Filippi, giornalista de La Nazione. Il volume affronta alcune delle principali fragilità del territorio italiano — dalle alluvioni alla siccità, dalle frane ai terremoti — mettendo al centro la necessità di investire nella prevenzione, nella sicurezza del territorio e nell’adattamento ai cambiamenti climatici. ️ Un’occasione di approfondimento e confronto su un tema di grande attualità e di interesse per le comunità e per il futuro dei nostri territori.

I genitori di Virginia ringraziano per l’affetto. Disposto il lutto cittadino

17 Agosto 2026 ore 05:30

Maurizio e Patrizia, i genitori di Virginia Bellagamba, la 17enne morta nel tragico incidente sulla 398, hanno voluto "ringraziare col cuore la grandissima dimostrazione di affetto per Virginia da parte di tutta la popolazione di Piombino ma anche da fuori che è stata veramente calorosa e piena di amore. In particolare gli amici e le amiche più vicine ci hanno dimostrato una vicinanza per davvero encomiabile. Siamo chiusi nel dolore ma in qualche modo troviamo non solo il coraggio di andare avanti ma vi abbracciamo fortissimo. Ad oggi non sappiamo quando potremo invitare tutti alla funzione religiosa che si terrà alla chiesa dell’Immacolata a Piombino". E in occasione del funerale il Comune ha proclamato il lutto cittadino.

Esercitazioni militari congiunte Corea del Sud-Usa. Così Trump fa il doppio gioco con il suo “amico” Kim

17 Agosto 2026 ore 05:29

La Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno dato il via lunedì alla loro importante esercitazione congiunta estiva, con Seul che cerca di utilizzare le manovre per accelerare gli sforzi volti a riacquisire il comando operativo in tempo di guerra (OPCON) da Washington. Lo rende noto l’agenzia Yonhap. L’esercitazione annuale Ulchi Freedom Shield (UFS) si svolgerà fino al 27 agosto e prevede operazioni congiunte e multidominio per rafforzare la prontezza e le capacità degli alleati, simulando minacce realistiche che riflettono la guerra moderna in rapida evoluzione. L’UFS è un’esercitazione congiunta di punta condotta ogni anno dagli alleati per addestrarsi a eventuali conflitti contro la Corea del Nord, insieme alla Freedom Shield (FS) che si svolge in primavera.

L’esercitazione UFS di quest’anno si svolge mentre la Corea del Sud cerca di riprendere il comando in tempo di guerra dagli Stati Uniti prima della fine del mandato quinquennale dell’amministrazione di Lee Jae Myung nel 2030, o secondo alcune fonti addirittura già il prossimo anno, sebbene sembrino persistere divergenze con gli Stati Uniti sulla tempistica.Le forze armate sudcoreane hanno affermato di aspettarsi che l’ultimo UFS (Unified Forces Strategy) serva a supportare i preparativi in ​​corso per una transizione OPCON (Operational Control of Operations) “basata sulle condizioni”.

Il Ministero della Difesa sudcoreano ha affermato che le esercitazioni militari congiunte annuali con gli Stati Uniti si svolgeranno “come previsto”, dopo l’annuncio del presidente Donald Trump di una “considerevole” riduzione delle esercitazioni in nome del suo “ottimo rapporto con Kim Jong Un”, il leader nordcoreano. Le manovre congiunte “Ulchi Freedom Shield”, che dovrebbero iniziare nel corso della giornata e che coinvolgono 18.000 soldati, “si svolgeranno come originariamente previsto”, ha affermato il ministero. In un messaggio sulla sua piattaforma Truth Social, il presidente statunitense ha sostenuto che le esercitazioni non solo erano “costose”, ma inviavano anche “un segnale totalmente inappropriato e ostile” alla Corea del Nord, un Paese che ha descritto come “non minaccioso e rispettoso” dal suo ritorno alla Casa Bianca.

L'articolo Esercitazioni militari congiunte Corea del Sud-Usa. Così Trump fa il doppio gioco con il suo “amico” Kim proviene da Affaritaliani.it.

Ferragosto, spiagge devastate. Migliaia di giovani e tanto alcol

17 Agosto 2026 ore 05:22

Una notte di follia sulle spiagge di Marina di Cecina. Migliaia di giovani per festeggiare Ferragosto con fiumi di alcool. Un ’miracolo’ che non sia sianno verificati incidenti gravi e gravi malori, ma il risultato, il giorno dopo è un tappeto di bottiglie e lattine sugli arenbili, rifiuti ovunque (nella foto la zona di Andalù). Duro l’intervento della sindaca di Cecina Lia Burgalassi contro questi atti vandalici. La sindaca ha poi riungraziato gli agenti della polizia locale e gli operatori del Comune e Rea per il lavoro di ripristino e controllo.

"Questa mattina – ha spiegato ieri la sindaca Burgalassi – le spiagge di Cecina, sia al Tombolo Sud che al Tombolo Nord, erano devastate. Nella notte un consumo di alcol fuori dal normale. Migliaia di ragazzi si sono storditi e hanno barbaramente danneggiato e sporcato l’ambiente, facendo anche del male a se stessi. Cosa potrà mai esserci di divertente in tutto questo? Grazie agli operatori di Rea, alla Forestale, alle forze dell’ordine e alla Polizia Locale che tutta la notte e questa mattina si sono adoperati per gestire le criticità e rendere agibili le spiagge".

Feste in spiaggia con il triste corollario dell’abbandono di rifiuti non soloo a Cecina, ma in varie zone lungo la costa. Anche a San Vincenzo. "Sono il primo a cui piace mangiare in spiaggia, stare con gli amici e festeggiare il Ferragosto – dice il sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci– sono però davvero amareggiato da certi comportamenti, non li posso accettare e su questo non ci sono scuse. Il rispetto per l’ambiente che ci ospita è essenziale e la mancanza di attenzioni non è un dispetto ad altri ma a noi tutti. Mi sento offeso e sento offese tutte le persone che rispettano le nostre spiagge, la nostra cittadina, il nostro ambiente. Non ci vuole poi molto, venendo via dopo i fuochi o la mattina seguente, a portar via ognuno un po’ della spazzatura prodotta e gettarla. Lasciare tutto lì significa oltre al grave danno ambientale fare anche un danno alla comunità perché operazioni di pulizia così importanti e in così poco tempo rischiano di essere non solo molto problematiche e invasive per i bagnanti già presenti sul mare dalle prime ore del giorno ma addirittura non realizzabili".

Perché siamo ossessionati dalla ricerca del migliore?

17 Agosto 2026 ore 04:45

«E dunque mi sai dire qual è il migliore?». Il miglior ristorante della città. Il miglior hotel del mondo. Il vino con il punteggio più alto. Il cocktail bar da non perdere. Il pane premiato, il caffè vincitore, la spiaggia perfetta. Siamo sempre alla ricerca della referenza migliore da provare o da vivere. Migliore per chi? Secondo quale criterio? E in relazione a cosa? O a chi?

Viviamo in un’epoca in cui scegliere è diventato incredibilmente complicato. Non perché manchino le opportunità, ma perché sono praticamente infinite. Ogni ricerca online restituisce centinaia di risultati, migliaia di recensioni, classifiche, premi, guide. A questo si aggiungono gli infiniti – talvolta molto utili, talvolta per nulla – contenuti degli influencer e algoritmi pronti a suggerirci cosa dovremmo desiderare.

Le classifiche – come abbiamo già analizzato su queste pagine – costituiscono uno strumento utile per orientarsi in ogni categoria di riferimento. Premiano il lavoro di chi ha raggiunto livelli di eccellenza, fissano standard, raccontano il valore di un progetto. Nel turismo, come nella gastronomia o nel vino, sono strumenti preziosi e che vale (ancora) la pena consultare. Il problema nasce quando smettiamo di usarle come strumenti e iniziamo a considerarle fonti di risposte definitive e assolute.

Il nocciolo della questione si articola in due ordini di grandezza. Il primo, riguarda il pensiero di credere che esista un’eccellenza suprema indiscussa e valida per chiunque e dovunque indistintamente. Il secondo, direttamente connesso al primo, è pensare che il migliore sia un concetto necessario. Questo tipo di ossessione non consente di accogliere con la giusta dose di stupore, curiosità e approfondimento le sfumature di ogni realtà. Le storie, le motivazioni, le argomentazioni, le cause di quello che stiamo provando, sia esso un vino, un piatto o un servizio di un hotel di lusso.

Esiste anche un lato oscuro della medaglia, una storia di giustificazione dietro alla quale alcuni provano a nascondersi. In un mondo che ci offre infinite possibilità delegare la decisione a una classifica è rassicurante. Se qualcuno ha già valutato, confrontato e premiato, ci sentiamo più al sicuro nella nostra scelta. Quando prenotiamo l’hotel che occupa il primo posto in una classifica internazionale, quando scegliamo il ristorante più premiato o la bottiglia con il punteggio più alto, non stiamo semplicemente inseguendo un’apparente idea di migliore. Stiamo cercando una garanzia, una conferma. Un modo per ridurre il rischio di tornare a casa pensando «avrei potuto scegliere meglio».

Courtesy Belmond via Pinterest

Un hotel può essere straordinario sotto ogni punto di vista: architettura, servizio, ristorazione, formazione del personale, attenzione al dettaglio. Tutti elementi che possono essere osservati, analizzati e, almeno in parte, misurati. Tuttavia, quello che nessuna guida, nessun premio e nessuna classifica potranno mai conoscere con certezza è chi sono i clienti. Non possono sapere il perché di un viaggio. Se stanno festeggiando un momento speciale o cercando semplicemente qualche giorno per rallentare. È ovvio che ci sono strumenti che ormai consentono di risalire ai target dominanti anche andando a ritroso nel sistema di prenotazione, facendo sondaggi e orientando i propri guest a scegliere determinate attività o esperienze. Tuttavia, non si possono conoscere il carattere, le aspettative o il tipo di ricordo che ogni famiglia, coppia o viaggiatore individuale sono interessati a costruire.

Per questo motivo – e non solo – un hotel eccellente può non essere quello che ricorderemo con più affetto. E un piccolo albergo, magari privo di riconoscimenti internazionali, può diventare il luogo a cui penseremo per anni. Se l’eccellenza come concetto e come obiettivo appartiene all’hotel (o alla ristorazione), l’esperienza e le emozioni ad essa connesse afferiscono al viaggiatore.

È nell’incontro tra queste due dimensioni, nella difficilissima impresa di trovare un equilibrio delle parti, che diventa possibile scovare l’indirizzo che soddisfi le nostre aspettative e le nostre esigenze. Non il migliore tra tutti, ma senza ombra di dubbio la soluzione migliore per noi in quel momento, capace di regalarci un’emozione positiva durevole nel tempo.

«Quando sei felice facci caso», Kurt Vonnegut
Photo courtesy Alexandre Chambon, Arch Daily, Belmond

L'articolo Perché siamo ossessionati dalla ricerca del migliore? proviene da Linkiesta.it.

L’idea di Zuckerberg di far proliferare la superintelligenza non convince gli esperti di sicurezza

17 Agosto 2026 ore 04:45

Mark Zuckerberg

Mark Zuckerberg ha scritto un manifesto sull’intelligenza artificiale, ma leggerlo come futurologia da Silicon Valley sarebbe riduttivo. In “The Future is for Everyone, il fondatore di Meta propone una dottrina politica della superintelligenza. Al centro non ci sono solo innovazione, profitti o creatività. C’è il potere.

La tesi è radicale: se la superintelligenza sarà la tecnologia più potente mai costruita, il modo più sicuro di gestirla non sarà concentrarla in poche mani, ma distribuirla. «Il percorso migliore e più realistico per costruire un futuro positivo», scrive Zuckerberg, è renderla accessibile a tutti: non un’unica superintelligenza benevola, ma molte intelligenze in competizione, capaci di controllarsi a vicenda.

È equilibrio di potenza applicato all’intelligenza artificiale. Ma coincide anche con la strategia industriale di Meta: modelli open-weight, infrastrutture più rapide, meno vincoli su training e distillazione, leadership americana nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale aperta. L’ambiguità sta proprio nella sovrapposizione tra principio politico e interesse aziendale.

Da qui nasce la domanda che attraversa il manifesto: l’apertura può davvero funzionare come garanzia democratica o rischia, al contrario, di riprodurre nell’intelligenza artificiale i dilemmi della proliferazione strategica?

Per capirlo bisogna spostare il manifesto dal terreno tecnologico a quello geopolitico. Zuckerberg immagina una collaborazione più stretta tra frontier lab e governo americano, accesso precoce di Washington ai modelli avanzati, controlli sui semiconduttori verso i rivali e abbastanza energia e data center da non perdere la corsa. L’intelligenza artificiale diventa così potenza nazionale.

Jennifer Ewbank, già vicedirettrice della Central Intelligence Agency per l’innovazione digitale, vede in questo uno dei meriti del manifesto: la corsa alla superintelligenza richiede una partnership reale tra governo e frontier lab. Ma aggiunge, citata da Cipher Brief, che gli Stati Uniti devono guidare l’ecosistema globale open-weight, perché il Paese i cui modelli diventeranno l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale del mondo ne influenzerà anche valori e assunzioni. È la stessa logica della Digital Silk Road cinese: Pechino esporta tecnologia, ecosistema e idea di società.

In questa cornice l’intelligenza artificiale aperta smette definitivamente di essere una scelta commerciale. Diventa uno strumento di statecraft: non solo un modo di competere sul mercato, ma un mezzo per proiettare influenza, fissare standard e incorporare valori politici nell’infrastruttura tecnologica globale.

È proprio su questo punto che si apre la crepa nella dottrina Zuckerberg. Teresa Shea, per oltre trent’anni alla National Security Agency e già direttrice della signals intelligence, concorda su controlli all’export, infrastrutture e cooperazione con il governo. Non concorda però sull’idea che distribuire la superintelligenza renda il mondo più sicuro. La proliferazione di capacità dual-use, osserva su Cipher Brief, abbassa la barriera d’accesso anche per avversari e reti criminali, e presuppone rivali razionali e disposti a giocare secondo le nostre regole.

La sua obiezione pesa di più perché arriva mentre i modelli frontier mostrano comportamenti sempre meno prevedibili. Alcuni test recenti hanno documentato, in condizioni sperimentali, strategie di inganno e azioni non autorizzate da parte di modelli avanzati di Anthropic e OpenAI. Casey Newton ha osservato che Zuckerberg sembra trasformare la sicurezza dell’intelligenza artificiale da problema di controllo dei sistemi a problema di distribuzione del potere. Ma, come nella sua metafora dei draghi di “House of the Dragon”, due soggetti dotati di un’arma devastante non rendono necessariamente il mondo più sicuro. Possono renderlo più instabile.

Il rischio non riguarda soltanto i modelli in sé. Un rapporto del The Hague Centre for Strategic Studies e di Datenna, commissionato dal ministero della Difesa olandese, mostra che la competizione sull’intelligenza artificiale militare non si gioca solo sui chip. L’intelligenza artificiale può incidere su sensing, decision-making, comunicazione e movimento; per questo software e hardware che la abilitano vanno considerati insieme ai semiconduttori. Il trasferimento tecnologico verso la Cina può passare anche da aziende, investimenti, università e collaborazioni scientifiche.

È qui che il vecchio dilemma tra aperto e chiuso comincia a perdere significato. Un modello non è una capacità militare isolata: diventa potere quando viene combinato con calcolo, sensori, software, comunicazioni, hardware e competenze.

Da questa premessa il rapporto delinea tre scenari. «Expanding the Patchwork»: più restrizioni unilaterali e plurilaterali, con Washington pronta a usare sanzioni extraterritoriali. «Fortress Europe»: una risposta dell’Unione europea basata su controlli delle esportazioni, screening degli investimenti e sicurezza della conoscenza. «The Return of CoCom»: una coalizione di circa 24 democrazie tecnologicamente avanzate, coordinata dal G7, per impedire alla Cina di colmare il divario militare-tecnologico, sulla base dell’esperienza del Comitato di coordinamento per i controlli multilaterali sulle esportazioni creato dal blocco occidentale per imporre un embargo sui Paesi dell’area sovietica durante la Guerra Fredda.

Sono tre modi diversi di rispondere alla stessa domanda: quanto siamo disposti a chiudere il sistema per impedire che una tecnologia strategica finisca nelle mani sbagliate?

Il punto comune tra questi scenari è che nessuno assume l’apertura come bene in sé. Tutti partono dall’idea opposta: che l’accesso alle capacità abilitanti dell’intelligenza artificiale debba essere gestito, limitato o quantomeno tracciato quando entra in gioco la competizione militare.

È qui che la distanza da Zuckerberg diventa evidente. Lui propone di aprire il sistema per fare dell’intelligenza artificiale americana lo standard globale e impedire il monopolio del potere. Ewbank vi vede influenza strategica. Shea vede proliferazione. Il rapporto olandese ricorda che la tecnologia può filtrare attraverso una rete molto più ampia e meno controllabile dei soli modelli.

Da qui la conclusione non può limitarsi a stabilire se Zuckerberg abbia torto quando avverte che la concentrazione dell’intelligenza artificiale è pericolosa. Su questo ha ragione: una manciata di aziende o governi che controllasse la capacità cognitiva più potente del pianeta costituirebbe una concentrazione di potere senza precedenti.

Il problema è l’altra metà della sua equazione. Distribuire il potere non significa automaticamente distribuire la sicurezza.

È per questo che la superintelligenza potrebbe inaugurare un nuovo equilibrio strategico, ma solo dopo aver chiarito che cosa si sta costruendo: una deterrenza paragonabile, per logica, a quella nucleare, oppure una tecnologia dual-use che rende più facile per Stati, aziende, reti criminali o sistemi autonomi esercitare capacità distruttive.

La contraddizione del manifesto sta tutta qui: per vincere la corsa all’intelligenza artificiale, gli Stati Uniti potrebbero volerla aperta e diffusa; per governarne i rischi, potrebbero aver bisogno del contrario.

Il vero dilemma americano, dunque, non è più soltanto se l’intelligenza artificiale debba essere aperta o chiusa. È molto più difficile: quanto potere bisogna distribuire perché l’America resti dominante, e quanto bisogna trattenerne perché quella stessa potenza rimanga governabile.

L'articolo L’idea di Zuckerberg di far proliferare la superintelligenza non convince gli esperti di sicurezza proviene da Linkiesta.it.

Non sottovalutate il cibo berlinese

17 Agosto 2026 ore 04:45

Dire Berlino e pensare alla cucina non è ancora un automatismo, soprattutto per un italiano. La capitale tedesca continua a pagare un pregiudizio gastronomico piuttosto tenace, quello di una città interessante per arte, musica, club e creatività, molto meno quando arriva il momento di sedersi a tavola. Eppure basta cambiare prospettiva per scoprire una delle scene più dinamiche d’Europa.

Ilaria, originaria di Tradate nel varesotto, questa trasformazione la osserva da oltre dieci anni. Era arrivata a Berlino dopo gli studi in economia per uno stage e, salvo una parentesi milanese durante la pandemia, è rimasta. Ha lavorato nel social media per Zalando e per diverse aziende tedesche, poi nel 2019 ha aperto un blog dedicato alla scena gastronomica cittadina. Durante la crisi pandemica sono arrivate consulenze per alberghi e ristoranti, quindi, quasi per gioco, i tour gastronomici.

«Collaboravo con un’agenzia di viaggi. Mi piace il cibo, ho proposto di organizzare un tour e ho scoperto che alle persone piaceva moltissimo. Probabilmente ho semplicemente dato forma a una delle mie doti naturali che ben si abbina ai miei interessi».

Oggi ne organizza tre o quattro alla settimana nei mesi più richiesti, con gruppi di massimo otto persone ciascuno. Durano circa due ore e intercettano soprattutto americani, inglesi, olandesi, francesi e viaggiatori del Nord Europa. Italiani, finora, nessuno. «Mi dispiace, perché qui c’è tantissimo da scoprire anche per noi».

Foto di Ilaria Bertin

Una cucina senza passaporto
Capire Berlino attraverso il cibo significa innanzitutto rinunciare alla ricerca di una cucina berlinese paragonabile a quelle delle nostre città. La sua identità gastronomica nasce piuttosto dalle persone che sono arrivate qui. Il currywurst è diventato uno dei simboli cittadini. Il döner kebab nella versione servita dentro il pane, secondo la storia più diffusa, sarebbe nato proprio a Berlino all’interno della comunità turca. La presenza vietnamita racconta invece un altro pezzo del Novecento tedesco, legato agli accordi tra Vietnam e Germania Est e all’arrivo nella DDR di studenti e lavoratori vietnamiti.

La città si mangia così, attraverso stratificazioni successive. Ogni migrazione ha lasciato ingredienti, tecniche, locali e abitudini. La contaminazione è diventata una forma di identità e negli ultimi due o tre anni il movimento ha accelerato. «Chef da tutta Europa cercano di entrare nella scena berlinese, spesso iniziando con dei pop-up», ci racconta Ilaria. Arrivano format internazionali, collaborazioni temporanee e progetti come quella tra Apollo Bagels di New York e Sofi, bakery berlinese. Intanto crescono il pairing gastronomico, i vini naturali e l’universo alcohol free. Berlino funziona particolarmente bene proprio nelle nicchie, perché trova un pubblico disposto a cercarle.

@bro_d SOFI x Apollo Bagels Berlin Pop-Up 🥯☕️ #fyp #berlinfood #popup #apollobagels #berlinrestaurant ♬ Small Change – DON WEST

Maritozzi vegani e fattorie del Brandeburgo
Il tour più richiesto da Ilaria è quello che esplora la scena vegana. Si attraversa una zona di Mitte che permette di tenere insieme presente e passato della città, camminando e mangiando in quattro indirizzi diversi. Tra una tappa e l’altra si parla di Berlino Est, della caduta del Muro e della trasformazione di quartieri un tempo poverissimi, occupati successivamente da studenti, artisti e nuove comunità creative.

A tavola arrivano anche incontri difficili da immaginare prima di partire. Ci sono i maritozzi completamente vegetali e una macelleria vegana gestita da un italiano. C’è una bakery italiana fondata da una ragazza di Pavia trasferitasi a Berlino dieci anni fa. Molti ristoratori e artigiani si spingono appena fuori città, nel Brandeburgo, per acquistare direttamente gli ingredienti nelle fattorie. Il vegetale, qui, ha smesso da tempo di essere una semplice alternativa. È diventato terreno di sperimentazione.

Poi ci sono i vini naturali. Anche in questo caso il tour prevede poche persone e diverse soste, e in ogni locale viene scelta una bottiglia e da quella si parte per raccontare il produttore, il territorio e il modo in cui il vino è stato realizzato. Lo stesso approccio sta entrando nel mondo delle bevande senza alcol, una scena che a Berlino cresce rapidamente e che Ilaria ha cominciato a esplorare.

Il punto interessante dei suoi tour emerge però quando il bicchiere e il piatto diventano strumenti per parlare con qualcuno: «Mi piace unire la cultura del cibo con le persone». Per questo i gruppi rimangono piccoli. Si conversa con chi gestisce i locali, si fanno domande, si scoprono produzioni e ingredienti. Il turista smette per qualche ora di collezionare indirizzi e comincia a capire perché quei luoghi esistono proprio lì.

E inevitabilmente, racconta Ilaria, prima o poi si finisce a parlare dell’Italia. «Gli stranieri ci amano». Un giorno le piacerebbe portare questo stesso modello anche qui.

Intanto continua a raccontare Berlino a chi ha abbastanza curiosità da prenotare un tour gastronomico in una città che molti ancora non associano alla buona tavola. Forse è proprio questa la sua fortuna. Berlino non deve difendere una cucina immobile né custodire un repertorio intoccabile. Può assorbire ciò che arriva, trasformarlo e restituirlo con un accento proprio.

Per capire la città bisogna assaggiare le sue contraddizioni. E accettare che un maritozzo vegano, un döner e una bottiglia di vino naturale possano raccontare Berlino molto meglio di qualsiasi piatto che pretenda di essere autenticamente berlinese.

L'articolo Non sottovalutate il cibo berlinese proviene da Linkiesta.it.

Da bleisure a coolcation, il viaggiatore contemporaneo ha un nuovo vocabolario

17 Agosto 2026 ore 04:45

C’è stato un tempo in cui raccontavano ai nostri amici di amare il viaggio, quella sensazione piacevole di vacanza mista a ozio, fare i turisti in terra straniera e farsi stupire dalle novità. Oggi potremmo essere etichettati come dei veri boomer oltre che non essere aggiornati con i tempi. Siamo passati da che il lessico dell’ospitalità era semplice e funzionale a una condizione dove il vocabolario legato a questo settore non è più sufficiente per descriverlo e sta vivendo un vero e proprio stravolgimento.

Non si va più semplicemente in vacanza. Eh no! Si parte per una coolcation. Si prolunga una trasferta di lavoro trasformandola in bleisure. Si sceglie un hotel per la sua proposta in ottica sleep tourism. Si vola a migliaia di chilometri per assistere a un concerto, facendo gig-tripping (molto americana come attitudine). Ancora, si visita una destinazione perché è diventata il set di una serie televisiva, seguendo il fenomeno del set-jetting.

Proprio perché il lessico si è moltiplicato e siamo stati nuovamente invasi da un’ondata di neologismi – per forza di cose – prevalentemente di lingua inglese, eccoci in soccorso per fare un po’ di chiarezza.

In riferimento ai nuovi modi di viaggiare, accanto ai già noti termini quali staycation – la vacanza vicino a casa – oppure il nanotrip – il viaggio brevissimo di poche ore, magari con una sola notte fuori casa – oppure lo slow travel, troviamo al primo posto il bleisure. Il termine deriva dalla contrazione di business e leisure e indica la trasferta di lavoro che si prolunga di qualche giorno per visitare la destinazione in cui ci si trova. Una pratica ormai così diffusa da essere diventata una categoria di mercato su cui fare promozione anche per compagnie aeree, hotel, centri congressi, ristoranti.

Coolcation, invece, racconta un cambiamento climatico prima ancora che turistico. Se per decenni l’estate significava cercare il sole e l’ozio sotto l’ombrellone, oggi sempre più viaggiatori fanno il contrario: scelgono la Norvegia, la Scozia, le Alpi, le Faroe Islands o l’Islanda per sfuggire alle ondate di calore. Al di là della sua efficacia e aderenza alla realtà, la vera considerazione che ci viene da fare è che probabilmente questo vocabolo non sarebbe mai nato vent’anni fa.

Una categoria differente è dettata dalle motivazioni dei viaggi. È così che sono nati termini quali il set-jetting, ovvero visitare luoghi famosi di film e serie tv. È successo con la Sicilia dopo The White Lotus”, con la Croazia dopo Game of Thrones”, con la Corea del Sud grazie alle produzioni televisive degli ultimi anni. Esiste però anche il gig-tripping, cioè la moda dell’organizzare un viaggio per assistere a un concerto o a un evento musicale inseguendo i propri idoli. Lo sleep tourism è forse uno di quelli più noti e che presumibilmente farà meno fatica a perdurare nel tempo. Una delle tendenze più sorprendenti degli ultimi anni prevede infatti di scegliere un hotel non tanto per quello che c’è fuori, quanto per quello che promette dentro: silenzio, materassi progettati scientificamente, programmi dedicati al sonno, camere prive di stimoli digitali e tisane calmanti. Lo sleep tourism predilige il dormire bene, ridare un ritmo di riposo e attività al proprio organismo, e il sonno di qualità (con annesse facilities e servizi a disposizione) diventa il motivo stesso del viaggio.

Anche se alcuni di questi termini risultano come meri slogan di marketing, di fatto ognuno descrive un comportamento che, fino a pochi anni fa, non esisteva o aveva un peso marginale ed è quindi giusto conoscere.

Il lessico sta cambiando anche per quello che riguarda il lusso e le strutture di ospitalità. Ancora una volta la lingua italiana non ne esce vincitrice in quanto il luxury hotel è sempre di più un lifestyle hotel, così come il resort è sempre più un retreat. Il concetto delle realtà boutique e di design si sta leggermente perdendo in virtù di private residencies, curated experience o taylor-made solutions.

La trasformazione più interessante riguarda una parola molto più radicata, ovvero il turista. Le brochure degli hotel parlano di travellers. Le agenzie costruiscono esperienze per explorers. I brand raccontano il conscious traveller, il curious traveller, l’untamed traveller. Gli hotel stessi li considerato guest. Ma esistono anche gli slow travellers, i wellness travellers, i luxury adventurers o i nature-first travellers. Forse dovremmo interrogarci sempre di più su che cosa è il turismo oggi, che cosa significa viaggiare nel nostro tempo e quali concetti si evocano. Un fenomeno che realmente sociologi e studiosi del turismo osservano da decenni, ma che oggi sembra prendere una nuova forma. Il desiderio di sentirsi diversi dagli altri turisti è diventato parte integrante dell’esperienza di viaggio stessa, aiutando sempre più individui a ritrovarsi, recuperare energie mentali e fisiche, serenità emotiva, equilibrio famiglia, personale e di coppia.

E voi, quali viaggiatori volete essere?

Credits Keona Sample, Gracey Media Photo via Pinterest

L'articolo Da bleisure a coolcation, il viaggiatore contemporaneo ha un nuovo vocabolario proviene da Linkiesta.it.

Ogni cuvée ha una colonna sonora

17 Agosto 2026 ore 04:45

La musica non serve solo a rendere ancora più gradevole bere un calice di Champagne ma può contribuire a far emergere aspetti che l’assaggio, da solo, non sempre rende immediatamente evidenti. È questa la convinzione di Julie Cavil, chef de caves di Krug, che da anni porta avanti il dialogo tra composizione musicale e assemblaggio enologico. La celebre maison ha affidato al compositore Max Richter una rilettura musicale di tre Champagne legati alla vendemmia 2008, ed è proprio da qui che nasce una domanda più ampia: quanto può il suono modificare ciò che percepiamo nel bicchiere? Che suono ha uno Champagne? E soprattutto, ascoltare una musica mentre lo si beve può cambiare davvero ciò che percepiamo? La domanda potrebbe sembrare un esercizio di sinestesia, se Krug non avesse deciso di trasformarla in un progetto concreto affidandosi a Max Richter, compositore e pianista britannico noto per un linguaggio capace di muoversi tra scrittura orchestrale ed elettronica.

Il progetto si chiama “Every Note Counts” e mette in dialogo Richter con Julie Cavil, chef de caves di Krug, partendo da tre diverse interpretazioni enologiche della vendemmia 2008. L’idea è semplice quanto ambiziosa: prendere tre Champagne con identità differenti e chiedere a un musicista di tradurre in suono le sensazioni suscitate dall’assaggio.

Richter ha così composto tre brani originali. Clarity nasce dall’incontro con Krug Clos d’Ambonnay 2008, Champagne proveniente da un solo appezzamento, una sola varietà d’uva e una sola annata. Ensemble interpreta Krug 2008, mentre Sinfonia accompagna Krug Grande Cuvée 164ème Édition, assemblaggio costruito a partire da 127 vini appartenenti a undici annate differenti. Tre composizioni che diventano una sorta di trasposizione musicale del passaggio dal solista all’orchestra.

È da questo esperimento che nasce la nostra conversazione con Julie Cavil. Perché dietro un progetto inevitabilmente spettacolare si nasconde una questione interessante per chiunque si occupi di vino: dove finisce la suggestione e dove comincia una reale interazione tra i sensi? E soprattutto, in un momento in cui la degustazione viene sempre più spesso circondata da musica, immagini e scenografie, quanto spazio resta al contenuto del bicchiere?

«Fin dal mio primo giorno in Krug sono rimasta colpita dal parallelismo tra musica e vino», racconta. «Entrambi si costruiscono attraverso equilibrio, ritmo, tensione e sfumature. Entrambi sono capaci di creare una connessione emotiva immediata». Un’affinità che negli anni è diventata parte integrante del suo modo di leggere ogni cuvée, tanto da arrivare a tradurre in suoni perfino gli appunti delle degustazioni del comitato tecnico. Oggi, spiega, ogni Champagne possiede «non solo un gusto, un aroma e una consistenza, ma anche un suono e una forma».  

Per Cavil, però, il punto di partenza resta sempre il vino. La musica entra in scena solo dopo, come strumento interpretativo. «Lo Champagne viene prima di tutto: la sua storia, la sua personalità, la sua espressione. La musica non distrae né abbellisce, ma invita a scoprire nuove dimensioni dell’esperienza di degustazione».  

L’idea trova un sostegno anche nella ricerca scientifica. Gli studi coordinati dal professor Charles Spence dell’Università di Oxford mostrano come il suono possa modificare la percezione di dolcezza, acidità, corpo o freschezza senza alterare il contenuto del bicchiere. Per alcuni l’effetto è molto evidente, per altri rappresenta un elemento che si aggiunge ad altri fattori, come il tipo di calice, la temperatura di servizio, la compagnia o persino lo stato d’animo del momento.  

In un’epoca in cui il vino viene sempre più spesso raccontato attraverso esperienze immersive, il rischio che scenografia e spettacolo prendano il sopravvento esiste. Cavil ne è consapevole, ma rivendica una gerarchia precisa: «Ogni esperienza nasce dalla cuvée, dalla sua composizione e dalla sua storia. Musica, gastronomia e scenografia funzionano come la cornice di un’opera d’arte: ne valorizzano la lettura senza modificarne il contenuto».  

Non è un caso che Krug per i suoi abbinamenti con la musica scelga musicisti come Max Richter o, in passato, Ryuichi Sakamoto. Più che una vicinanza stilistica, la Maison ricerca interlocutori capaci di portare uno sguardo diverso sul mestiere: «Cerchiamo autenticità, sensibilità e capacità di mettere in discussione il nostro modo di pensare. Gli incontri più interessanti sono quelli in cui entrambe le discipline imparano qualcosa l’una dall’altra».  

L’enologa di Krug Julie Cavil e il musicista Max Richter
L’enologa di Krug Julie Cavil e il musicista Max Richter

Se dovesse trasformare una caratteristica musicale in uno Champagne futuro, Cavil sceglierebbe il silenzio. O meglio, il rapporto tra suono e pausa: «Sono le pause a dare significato alle note. Mi piacerebbe creare uno Champagne in cui precisione e misura permettano a ogni sfumatura di emergere».

Molto più prudente è invece sul possibile effetto della musica direttamente sul vino: «La musica non cambia lo Champagne», precisa. «Può cambiare il modo in cui lo viviamo». Anche l’ipotesi che melodie o vibrazioni possano influenzare l’affinamento resta, almeno per Krug, una suggestione. L’azienda non ha mai svolto test specifici, anche se durante il lungo affinamento presta la massima attenzione alla stabilità delle bottiglie, perché vibrazioni meccaniche e movimenti potrebbero interferire con il naturale assestamento del vino. Diverso è il caso delle vibrazioni sonore, il cui effetto, secondo Cavil, riguarda soprattutto la percezione umana e non l’evoluzione fisica della cuvée.  

Alla fine il paragone tra un maître de chai e un compositore torna inevitabilmente. Ogni parcella viene ascoltata come fosse uno strumento dell’orchestra: «Assaggio i vini come fossero musicisti, ciascuno con il proprio timbro, il proprio colore e la propria tessitura. Il mio compito consiste nel comprenderne le singole voci e decidere se, in quell’annata, debbano diventare solisti, ensemble o orchestra». Una definizione che restituisce bene l’idea di un assemblaggio in cui la tecnica resta fondamentale, ma la sensibilità interpretativa fa la differenza. Il dettaglio non modifica la sostanza, ma molto spesso fa la differenza.

L'articolo Ogni cuvée ha una colonna sonora proviene da Linkiesta.it.

Il luogo dove una comunità si ritrova

17 Agosto 2026 ore 04:45

Locanda del Pilone

Il mondo della vendemmia ha sempre avuto una certa fantasia quando si trattava di propiziarsi una buona annata. C’era il primo grappolo raccolto con una preghiera, la prima cesta d’uva affidata al padrone di casa, i canti che accompagnavano il lavoro tra i filari molto prima che arrivassero trattori e casse bluetooth. Se la vendemmia dipendeva dal sole, dalla pioggia e da una buona dose di fortuna, qualsiasi gesto che promettesse un raccolto migliore meritava di essere conservato.

Poi c’erano i piloni. Chi non è cresciuto in campagna probabilmente li ha sempre scambiati per piccole cappelle ai bordi delle strade. In Piemonte, invece, il pilone è qualcosa di più. Lo trovi all’incrocio di una strada bianca, all’inizio di una vigna o vicino a una cascina, è lì da decenni, spesso da secoli. A volte dedicato a un santo protettore dei raccolti, altre costruito per ringraziare dopo una grandinata evitata o una vendemmia andata bene.

Ma il suo significato più intrigante va oltre la religione. Il pilone era uno dei pochi luoghi dove una comunità si fermava davvero. Durante le rogazioni ci si ritrovava lì per chiedere che la grandine girasse al largo e che la stagione facesse il suo dovere. Era un punto di riferimento, prima ancora che un simbolo. Un posto dove il territorio smetteva di essere un insieme di campi e diventava una comunità.

È da qui che prende il nome la Locanda del Pilone. La piccola cappella dedicata a San Rocco è ancora lì, accanto alla struttura. E più si passa del tempo in questo luogo, più ci si rende conto che il nome non è stato scelto perché suonava bene.

Qui tutto gira intorno allo stesso principio, fare in modo che le persone si sentano parte di qualcosa. La famiglia Boroli è arrivata all’ospitalità passando dal vino. Prima le vigne, poi la cantina, infine l’ospitalità. La Locanda occupa un antico casale restaurato, con poche camere affacciate sui vigneti, una piscina che guarda le colline e un ristorante stellato. Potrebbe fermarsi qui e funzionerebbe comunque. Invece succede una cosa abbastanza rara: l’impressione è che nessuno stia cercando di convincerti che sei in un posto speciale, te ne accorgi da dettagli molto meno appariscenti, dal modo in cui ti parlano del produttore delle nocciole, come se stessero nominando un vicino di casa; dal fatto che i vini Boroli non sono un marchio da esibire, ma il naturale prolungamento delle vigne che hai davanti agli occhi.

Anche Federico Gallo lavora nello stesso modo. In dieci anni ha costruito una cucina profondamente piemontese senza trasformarla in un esercizio di nostalgia. La conferma è arrivata durante la cena organizzata per celebrare i suoi dieci anni alla Locanda. L’occasione sembrava perfetta per raccontare lo chef, invece ha raccontato tutto il resto. C’erano i quattro fratelli Boroli, i collaboratori, i fornitori, gli amici del progetto. A ognuno Federico Gallo ha dedicato un piatto che ha segnato una tappa del proprio percorso. Non era un menu celebrativo, ma una specie di album di famiglia. Anche il pairing seguiva la stessa logica. I Barolo e le altre etichette Boroli dialogavano con gli Champagne Krug, di cui il ristorante è Ambassade.

Se il pilone una volta riuniva i contadini prima della vendemmia, oggi mette attorno allo stesso tavolo chi quel territorio lo coltiva, lo cucina, lo racconta e lo attraversa. Cambiano le persone, cambia il contesto, ma il rito è rimasto lo stesso.

Locanda del Pilone
Strada della Cicchetta, 34 – Loc. Madonna di Como, Alba (CN)

L'articolo Il luogo dove una comunità si ritrova proviene da Linkiesta.it.

Come leggere i cibi dell’estate dal banco alla cucina

17 Agosto 2026 ore 04:45

unsplash

Alle sette e mezza del mattino, sotto i teloni ancora umidi di un mercato di paese, i pomodori hanno già occupato tre cassette. I pomodori cuore di bue stanno larghi, costoluti e leggermente spaccati in cima; i datterini si accalcano lucidi, quasi tutti della stessa misura; i San Marzano, più opachi e allungati, aspettano la salsa. Poco più avanti, una mano rigira un peperone verde per controllare che la buccia sia tesa, mentre il venditore taglia un melone e ne avvicina una fetta al naso di una cliente. Sul cartello c’è scritto soltanto «pomodori», «peperoni», «meloni». Il resto bisogna saperlo leggere.

Al supermercato il consumatore ha imparato a voltare la confezione. Cerca gli ingredienti, confronta le percentuali, individua il sale e diffida delle parole decorative. Al banco dell’ortolano non c’è nulla da girare: le informazioni sono nella forma, nel colore, nella consistenza e nel momento della stagione. Proprio qui comincia la parte interessante. Un peperone verde non porta gli stessi pigmenti di uno rosso; una pesca raccolta troppo presto può ammorbidirsi senza sviluppare lo stesso profumo; una melanzana da poche chilocalorie può diventare uno dei bocconi più energetici della tavola dopo avere incontrato una padella d’olio.

Il valore nutrizionale dipende anche dal modo in cui un alimento viene scelto, conservato e cucinato. L’estate offre ortaggi e frutti ricchi d’acqua, fibre, vitamine e sostanze vegetali, ma non li consegna con il manuale d’uso. Per orientarsi bastano alcuni indizi, quasi tutti già visibili sul banco.

Pomodoro – Il rosso che vuole compagnia
Il pomodoro crudo e la salsa non sono due versioni intercambiabili dello stesso alimento. Il primo conserva meglio la vitamina C, sensibile al calore; la seconda rende più disponibile il licopene, il carotenoide responsabile del colore rosso. La sua attività antiossidante contribuisce a limitare lo stress ossidativo – l’eccesso di molecole reattive che può danneggiare lipidi e strutture cellulari – ed è studiata soprattutto in relazione alla salute cardiovascolare.

Nel pomodoro fresco il licopene rimane in parte intrappolato nelle cellule vegetali. Triturazione e calore ne facilitano la liberazione durante la digestione; poiché è liposolubile, consumarlo insieme a una quota di grassi, come l’olio d’oliva, ne favorisce l’assorbimento. In un piccolo studio su adulti sani, i pomodori cotti con olio hanno prodotto concentrazioni plasmatiche di licopene superiori rispetto a quelli preparati senza. La cucina mediterranea ci aveva già visto lungo.

La varietà orienta soprattutto gusto e destinazione. Datterini e ciliegini tendono a concentrare dolcezza e aroma; cuore di bue e costoluti, più acquosi, rendono bene da crudi; San Marzano e altri pomodori allungati, carnosi e con poche cavità interne, sopportano la trasformazione in salsa. Sono tendenze, non formule: cultivar, maturazione, irrigazione e terreno possono spostare parecchio i valori. Alternare crudo, appena scottato e cotto permette di conservare alcuni nutrienti e renderne più accessibili altri.

Peperone – Il colore non è un semaforo
Verde, giallo e rosso non indicano sempre tre tappe della stessa corsa. Il peperone verde è spesso raccolto prima della completa maturazione, mentre il colore finale – giallo, arancione o rosso – dipende anche dalla varietà. Un peperone giallo, insomma, non è necessariamente un rosso che non si è ancora impegnato abbastanza.

La maturazione modifica comunque la composizione. Con la diminuzione della clorofilla emergono carotenoidi diversi e cambia la dolcezza percepita. Secondo le tabelle del Crea, cento grammi di peperone verde crudo apportano circa centoventisette milligrammi di vitamina C; nei peperoni rossi e gialli il valore medio sale a circa centosessantasei. Una porzione normale può quindi superare ampiamente la quantità associata, nell’immaginario comune, agli agrumi.

La cottura apre un piccolo negoziato. La vitamina C teme acqua, calore e tempi prolungati, mentre alcuni carotenoidi diventano più accessibili quando la struttura vegetale si ammorbidisce e il peperone viene consumato con un grasso. Crudo mantiene croccantezza e più vitamina C; arrostito, soprattutto se privato della buccia, può risultare più tollerabile.

Anche la varietà suggerisce l’uso. I friggitelli, piccoli e dalla polpa sottile, richiedono cotture rapide; il corno di bue, più lungo e carnoso, regge forno, griglia e farciture. Il peperone di Senise Igp viene invece essiccato e può diventare crusco dopo un passaggio brevissimo nell’olio. Il colore racconta maturazione e pigmenti; forma e spessore della polpa indicano quale cucina gli conviene.

Melanzana – A tutta buccia
Da cruda, la melanzana apporta appena ventitré chilocalorie per cento grammi ed è composta soprattutto da acqua. La sua reputazione di alimento leggero, però, dura fino all’incontro con la padella: la polpa porosa assorbe facilmente i grassi e la densità energetica del piatto può cambiare molto secondo la cottura.

La salatura preventiva richiama parte dell’acqua e rende la consistenza più compatta, ma non impedisce alla melanzana di impregnarsi. Contano soprattutto temperatura dell’olio, durata della frittura e spessore delle fette. Forno, griglia e microonde richiedono meno condimento e mantengono il piatto più vicino al profilo dell’ortaggio di partenza.

La buccia viola concentra antociani, pigmenti studiati per la loro attività antiossidante; la polpa fornisce fibra, utile per sazietà e regolarità intestinale. Pelarla significa perdere una parte dei pigmenti, non svuotarla di ogni interesse. Le varietà lunghe e le perline hanno spesso una pelle più sottile; quelle grandi e tonde possono risultare più coriacee. Sulla carta la melanzana è leggera. Il resto lo decide la cucina.

Zucchina – La forza della leggerezza
La zucchina fa della discrezione il proprio punto di forza. È composta soprattutto da acqua, ha una densità energetica molto bassa e apporta potassio – coinvolto nell’equilibrio dei liquidi e nella normale funzione muscolare – insieme a piccole quantità di vitamina C e fibra. La buccia aggiunge pigmenti e altra fibra, perciò, quando è tenera e ben lavata, conviene conservarla.

Le varietà cambiano soprattutto consistenza e destinazione. La romanesca, costoluta e saporita, mantiene una buona tenuta in padella; la trombetta d’Albenga ha polpa soda e delicata, con i semi concentrati quasi soltanto nell’estremità; le zucchine tonde si prestano alle farciture. Griglia, vapore e cotture rapide ne rispettano la freschezza; lasciata cuocere più a lungo, la zucchina diventa una base cremosa capace di dare volume a zuppe, salse e impasti.

Anche il fiore è commestibile. Quello femminile rimane attaccato al frutto, mentre il maschile cresce su uno stelo più sottile; entrambi possono essere consumati crudi, appena scottati, farciti o aggiunti a frittate e risotti. La frittura resta la destinazione più celebre, non l’unica.

Una precauzione riguarda l’amarezza intensa e anomala. Può segnalare la presenza di cucurbitacine – sostanze prodotte naturalmente dalle Cucurbitacee come difesa – che, in concentrazioni elevate, provocano disturbi gastrointestinali e resistono alla cottura. In quel caso la zucchina va scartata. Per il resto, il suo pregio è semplice: acqua, leggerezza e una versatilità che non reclama il centro del piatto.

Cipolla rossa – Il meglio sta appena sotto
La cipolla rossa concentra una parte importante dei propri flavonoidi negli strati più esterni. Sono composti vegetali che partecipano alla difesa dallo stress ossidativo: tra questi domina la quercetina, mentre gli antociani sono responsabili delle tonalità rosse e violacee. Eliminare, insieme alla tunica secca, uno o due strati carnosi può quindi portarne via una quota rilevante.

Uno studio condotto sulla cipolla rossa di Tropea ha osservato che, dopo una normale pelatura domestica, la parte edibile conservava ancora il settantanove per cento di uno dei principali derivati della quercetina, ma soltanto il ventisette per cento degli antociani complessivi. La conclusione non è mangiare la buccia cartacea: basta fermarsi quando comincia il tessuto integro e succoso.

La dolcezza della Tropea non dipende semplicemente da una quantità eccezionale di zuccheri. Entrano in gioco acqua, acidità e minore aggressività dei composti solforati – le sostanze responsabili della piccantezza e delle lacrime durante il taglio. Cruda mantiene croccantezza e intensità; marinata nell’aceto o nel limone perde parte della forza; cotta lentamente sviluppa una dolcezza più rotonda. Prima della ricetta conta un gesto molto più semplice: sbucciarla senza eccesso di zelo.

Cappero e cucuncio – Il bocciolo e il frutto
Il cappero è un bocciolo floreale raccolto prima che si apra. Appena colto è duro, amaro e poco accomodante; la conservazione sotto sale, in salamoia o nell’aceto ne modifica consistenza e sapore, trasformandolo nell’ingrediente pungente che conosciamo. In questo caso la lavorazione è ciò che lo rende gradevole e utilizzabile in cucina.

La composizione è ricca di flavonoidi, soprattutto quercetina e rutina, e di glucosinolati – sostanze presenti anche nelle crucifere, responsabili di parte delle note amare e piccanti. I valori calcolati su cento grammi sono notevoli, ma la porzione reale è di pochi capperi: più che un alimento da consumare in quantità, è un ingrediente capace di aggiungere molto con pochissimo.

I boccioli più piccoli, classificati commercialmente come non-pareilles, sono apprezzati per consistenza e finezza. Il cucuncio è invece il frutto della stessa pianta: più grande, carnoso e provvisto di semi. Nessuno dei due nasce salato; il sodio dipende dal metodo di conservazione e può essere ridotto sciacquando o dissalando il prodotto, senza eliminarlo del tutto. Proprio questa intensità permette, dopo il risciacquo, di evitare altro sale aggiunto e portare nel piatto sapidità, acidità e una lieve nota amara.

Anguria e melone – L’acqua non racconta tutto
Anguria e melone contengono oltre il novanta per cento d’acqua e contribuiscono all’idratazione estiva insieme a ciò che si beve durante la giornata. Aggiungono freschezza, volume, potassio e una densità energetica contenuta, ma dietro la somiglianza iniziale nascondono composizioni diverse.

La polpa rossa dell’anguria deve il colore al licopene, lo stesso carotenoide presente nel pomodoro. Contiene anche citrullina – un amminoacido utilizzato dall’organismo nella produzione di arginina e ossido nitrico, coinvolto nella regolazione del tono dei vasi sanguigni. Le quantità cambiano tra cultivar e parti del frutto e non fanno dell’anguria un integratore per la circolazione; una quota è presente anche nella fascia bianca vicina alla buccia, che può essere marinata o trasformata in conserva.

Tra i meloni, la differenza più evidente è scritta nella polpa. Quelli arancioni, come cantalupo e retato, sono ricchi di betacarotene e contengono mediamente più vitamina C. Nelle tabelle Crea, i meloni invernali a polpa chiara hanno invece più acqua e, in media, meno zuccheri e calorie, mentre potassio e fibra rimangono su valori simili. L’arancione offre soprattutto carotenoidi; il bianco punta su acqua e delicatezza. Qui il colore anticipa davvero una parte di ciò che finirà nel piatto.

Drupacee – Questione di tempo
Pesche, nettarine, percoche, albicocche e susine condividono il nocciolo, non la stessa composizione. Il colore offre qualche indizio: nelle albicocche e nelle varietà a polpa gialla prevalgono i carotenoidi; nelle susine rosse e violacee aumentano gli antociani, concentrati soprattutto nella buccia. Quando è integra e ben lavata, conservarla permette di trattenere più fibra e pigmenti.

Pesche e nettarine sono nutrizionalmente molto simili: la differenza più evidente è la buccia, vellutata nelle prime e liscia nelle seconde. Le percoche hanno in genere una polpa più soda e aderente al nocciolo, adatta alla cottura e alla conservazione; le pesche a polpa fondente risultano più succose e delicate. Le differenze tra cultivar possono comunque superare quelle suggerite dal nome del frutto.

Conta soprattutto il momento della raccolta. Pesche, nettarine, albicocche e molte susine sono frutti climaterici: dopo essere stati staccati continuano a produrre etilene, ad ammorbidirsi e a sviluppare parte dei propri aromi. Nei primi giorni il profumo può intensificarsi; con il tempo eccessivo, la polpa perde consistenza e la freschezza aromatica diminuisce.

Questo non significa che qualsiasi frutto acerbo recuperi in cassetta ciò che non ha ricevuto sull’albero. Una pesca raccolta troppo presto può ammorbidirsi senza raggiungere lo stesso equilibrio tra profumo, dolcezza e acidità di una raccolta più vicina alla maturità fisiologica. Per pesche e nettarine conviene cercare profumo, assenza di verde intorno al picciolo e una polpa che ceda appena alla pressione. Il tempo continua a lavorare anche dopo il raccolto, ma non fa miracoli.

Frutti di bosco – Tutta la sostanza del colore
Lamponi, more, mirtilli, ribes e fragoline vengono riuniti sotto il nome di frutti di bosco, pur appartenendo a famiglie botaniche diverse. A tenerli insieme sono soprattutto le dimensioni ridotte, la stagione breve e una notevole ricchezza di pigmenti. Le fragole coltivate vengono spesso associate al gruppo per composizione e uso, anche se hanno una storia differente.

Mirtilli, more e ribes scuri devono le tonalità blu, viola e quasi nere agli antociani, studiati per la capacità di contrastare l’ossidazione e di modulare alcuni processi infiammatori e vascolari. Lamponi, fragole e more contengono anche ellagitannini, che il microbiota intestinale trasforma in altri metaboliti. Il dato più concreto non sta nella singola molecola, ma nella varietà di pigmenti che questi frutti permettono di introdurre in una porzione piccola.

La consistenza aggiunge un’altra differenza. Lamponi e more sono formati da numerose piccole drupe e devono ai semi una quota di fibra elevata; fragole e ribes apportano molta vitamina C, mentre nei mirtilli buona parte dei pigmenti si concentra nella buccia. Mangiarli interi conserva la struttura fibrosa; ridurli in succo significa perderne una parte.

Sono frutti delicati: muffe e ammaccature si diffondono rapidamente, perciò conviene conservarli asciutti e lavarli soltanto poco prima del consumo. Il congelamento ne modifica la consistenza, ma conserva fibra e minerali e mantiene una parte consistente dei pigmenti, mentre la vitamina C può ridursi durante conservazione e scongelamento. Fuori stagione, il surgelato può essere una scelta più sensata di un fresco raccolto troppo presto e rimasto a lungo in viaggio.

Fichi e fico d’India – Due famiglie sotto lo stesso nome
Non tutti i fichi si presentano due volte. Le varietà bifere producono all’inizio dell’estate i fioroni, sviluppati sui rami dell’anno precedente, e tra la fine dell’estate e l’autunno i forniti; le varietà unifere danno un solo raccolto. I primi sono in genere più grandi e acquosi, i secondi più piccoli e concentrati, anche se dolcezza, colore e consistenza cambiano molto tra cultivar e andamento della stagione.

Quello che chiamiamo frutto è in realtà un siconio – un ricettacolo carnoso che racchiude numerosi piccoli fiori. I granelli che scricchiolano sotto i denti sono i minuscoli frutti sviluppati da quei fiori e contribuiscono, insieme alla buccia e alla polpa, alla quota di fibra. Nel fico fresco convivono fibra solubile e insolubile: la prima trattiene acqua e contribuisce a rendere più morbido il contenuto intestinale, la seconda favorisce il transito. Si aggiungono potassio e una piccola quota di calcio.

La dolcezza può trarre in inganno. Il fico fresco contiene oltre l’ottanta per cento d’acqua e apporta circa sessantatré chilocalorie per cento grammi: più di pesche e anguria, ma molto meno di quanto suggerisca la polpa mielosa. Con l’essiccazione l’acqua diminuisce e zuccheri, fibra, energia e minerali si concentrano. Il fico secco è quindi un alimento più denso, da consumare in una porzione minore.

Il fico d’India condivide il nome, non la famiglia botanica. La polpa ha una quantità di zuccheri ed energia simile a quella del fico fresco, ma contiene circa cinque grammi di fibra per cento grammi, quasi tutta insolubile. I numerosi semi contribuiscono a questa quota, utile alla regolarità intestinale ma non sempre ben tollerata quando il consumo è abbondante. Le varietà bianche, gialle e rosse cambiano soprattutto per pigmenti; la differenza più concreta rimane sotto i denti.

Erbe aromatiche – Quando le foglie contano
L’estate è la stagione in cui le erbe aromatiche smettono di arrivare sul piatto in due foglie contate. Basilico, prezzemolo, menta, maggiorana e finocchietto riempiono mazzi e vasi, abbastanza abbondanti da entrare nelle ricette a manciate. Usate come decorazione incidono poco; trasformate in pesti, salse verdi, insalate e ripieni diventano una vera componente vegetale del piatto.

Sotto il profumo c’è una composizione tutt’altro che trascurabile. Molte di queste foglie apportano vitamina K, folati e carotenoidi; il prezzemolo è anche particolarmente ricco di vitamina C. Cinque grammi – la porzione indicata dalle tabelle nutrizionali – ne forniscono circa otto milligrammi: non sostituiscono una porzione di verdura, ma mostrano quanta sostanza possa stare in una manciata.

Basilico, menta, origano, timo, salvia e rosmarino contengono inoltre composti fenolici. Tra questi figurano l’acido rosmarinico e, in rosmarino e salvia, l’acido carnosico; timo e origano devono parte del proprio carattere a timolo e carvacrolo. Sono sostanze studiate soprattutto in modelli sperimentali per la capacità di contrastare l’ossidazione e modulare alcuni processi infiammatori. Nel piatto partecipano alla varietà della dieta, senza assumere il ruolo di farmaci.

La consistenza suggerisce anche il modo di usarle. Basilico, menta, prezzemolo ed erba cipollina affidano buona parte del proprio carattere a profumi fragili e rendono meglio freschi, aggiunti alla fine o lavorati senza lunghe cotture. Rosmarino, salvia, timo e origano sopportano forno, brace ed essiccazione, che elimina l’acqua e modifica il profilo aromatico.

Il loro vantaggio nutrizionale coincide con quello gastronomico: aumentano la presenza vegetale e costruiscono sapore senza affidare tutto al sale o ai condimenti. Una foglia di basilico appoggiata sulla pasta resta una guarnizione; un pesto, una salsa di prezzemolo o un’insalata die erbe sono già un ingrediente.

Al mercato i cartelli continueranno a dire soltanto «pomodori», «peperoni», «meloni». Tra colore, maturazione e destinazione in cucina, però, il banco ora si lascia leggere un po’ meglio.

L'articolo Come leggere i cibi dell’estate dal banco alla cucina proviene da Linkiesta.it.

La seconda linea del fronte nella guerra di attrito tra Russia e Ucraina

17 Agosto 2026 ore 04:45

La guerra russo-ucraina del 2026 si combatte sempre più lontano dalla linea di contatto. Non perché il fronte terrestre abbia perso centralità, ma perché la difficoltà di ottenere sfondamenti rapidi ha spinto Mosca e Kyjiv a cercare nella profondità economica dell’avversario un moltiplicatore di pressione. Raffinerie, depositi, porti, ferrovie, reti elettriche e carburanti sono diventati parte della stessa equazione: quanto costa mantenere in funzione lo Stato mentre continua la guerra? Gli ultimi giorni lo rendono evidente. Il 13 agosto un attacco russo ha danneggiato infrastrutture del porto di Izmail, sul Danubio, interrompendo anche l’elettricità. Pochi giorni prima Odesa era stata colpita, mentre Kyjiv ha intensificato gli attacchi contro l’industria energetica russa.

Non è una semplice guerra contro la «società civile». Questa formula è politicamente comprensibile, ma analiticamente insufficiente. Un’infrastruttura può essere civile, militare o dual-use a seconda dell’impiego concreto. Il diritto internazionale umanitario consente di qualificare come obiettivo militare soltanto ciò che contribuisce effettivamente all’azione militare e la cui neutralizzazione offre, nelle circostanze specifiche, un vantaggio militare definito. Il solo valore economico di un bene non basta.

È una distinzione decisiva perché la guerra dei sistemi produce effetti economici anche quando l’obiettivo immediato è militare. Un porto colpito significa ritardi, assicurazioni più costose e merci deviate. Una raffineria danneggiata significa meno carburante, ma anche maggiore pressione sui prezzi e sulla logistica. Una rete elettrica degradata obbliga lo Stato a scegliere dove destinare generatori, trasformatori, difesa aerea e squadre di riparazione.

Odesa è il caso più importante. L’Ucraina dipende dal sistema portuale del Mar Nero per trasformare il proprio raccolto in valuta, entrate fiscali e continuità economica. A luglio i porti del Mar Nero avevano già perso circa un terzo della capacità di esportazione cerealicola, secondo associazioni agricole citate da Reuters. Ad agosto la situazione si è ulteriormente deteriorata: il blocco e gli attacchi hanno spinto Kyjiv e Moldova a valutare maggiori trasferimenti ferroviari attraverso il territorio moldavo.

La vulnerabilità ucraina, tuttavia, non coincide con la dipendenza. Kyjiv ha costruito ridondanze verso il Danubio, la ferrovia e l’Europa. Il problema è il costo: ogni tonnellata esportata attraverso una rotta alternativa può richiedere più tempo, capitale e coordinamento. La guerra diventa così una competizione sulla velocità con cui un sistema riesce a sostituire ciò che l’altro distrugge.

La stessa logica sta colpendo la Russia. Gli attacchi ucraini alle raffinerie hanno cominciato a trasformare una superiorità energetica strutturale in un problema di raffinazione, distribuzione e prezzi. L’Iea ha rilevato a luglio che l’intensificazione degli attacchi contro raffinerie e infrastrutture di esportazione russe aveva stretto il mercato dei prodotti petroliferi, incidendo sia sulle esportazioni sia sulle consegne interne. Il 13 agosto Reuters ha riferito che l’attacco alla raffineria di Orsk potrebbe provocare uno stop di mesi, anche per la difficoltà di reperire apparecchiature sostitutive.

È qui che cade l’idea secondo cui la guerra infrastrutturale favorisca automaticamente Mosca. La Russia possiede più territorio, materie prime e capacità industriale. Ma la massa non equivale all’invulnerabilità. Le raffinerie sono nodi concentrati; la logistica dipende dal carburante; il carburante dipende dalla raffinazione. Gli attacchi stanno già aumentando i costi del trasporto stradale russo e contribuendo alle tensioni sui prezzi.

L’Ucraina resta però il sistema più esposto. La Banca mondiale stima oltre 195 miliardi di dollari di danni diretti e quasi 588 miliardi di fabbisogni di ricostruzione. La differenza rispetto alla Russia è che una quota crescente della resilienza ucraina viene finanziata e organizzata dall’esterno: Unione europea, istituzioni finanziarie internazionali, partner occidentali. La vera partita, dunque, non è chi distrugge di più. È chi ripara più rapidamente, dispone di maggiore ridondanza e riesce a trasformare capitale in capacità operativa. Mosca parte con una profondità maggiore; Kyjiv con una rete esterna più ampia.

La seconda linea del fronte è questa: non il collasso immediato dell’economia, ma l’aumento progressivo del costo della normalità. Quando riparare diventa più lento del distruggere, la guerra economica smette di essere una conseguenza del conflitto e diventa essa stessa una strategia di coercizione.

L'articolo La seconda linea del fronte nella guerra di attrito tra Russia e Ucraina proviene da Linkiesta.it.

Vannacci promette sovranità e prepara l’impotente solitudine nazionale

17 Agosto 2026 ore 04:45

Non ho mai incontrato Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale. Ma ho conosciuto abbastanza bene il coordinatore del suo programma: un brillante giovane ultracattolico, nato dalle mie parti, esponente di un fondamentalismo clericale di matrice – non saprei spiegarmi meglio – più lefebvriana che ruiniana. Non mi sono quindi stupito nell’individuare i caratteri eccezionalmente antiliberali e organicistici del programma politico di Vannacci. Vediamoli punto per punto.

Uno Stato confessionale e identitario
Il programma definisce «non negoziabili» la difesa della vita «dal concepimento alla morte naturale», la «famiglia naturale» e l’«identità cristiana». Descrive la nazione come comunità «di diritto e di sangue», richiama i tratti fisici degli italiani e afferma che «per fare un italiano non ci vuole un corso di educazione civica: ci vogliono secoli». Soprattutto, ripete la formula vannacciana secondo cui «viene prima l’Italia, poi lo Stato e le Istituzioni». In una democrazia costituzionale e liberale basata sullo stato di diritto, lo Stato non stabilisce quale sia la «vera» identità religiosa o antropologica dei cittadini; la cittadinanza è un’appartenenza giuridica e politica, non etnica, biologica o confessionale; le istituzioni non sono subordinate a una presunta essenza della nazione, interpretata dal partito che governa. E i diritti non dipendono dall’adesione alla morale cattolica. Dietro la parola «libertà» compare una concezione sostanzialmente antiliberale: l’individuo è libero solo finché la sua condotta coincide con ciò che il programma considera naturale, cristiano e funzionale alla continuità della nazione. Lo stesso testo arriva a qualificare come «perversioni e piaghe sociali» alcuni comportamenti che l’«ideologia liberale» trasformerebbe in diritti individuali.

La «remigrazione» come discriminazione di Stato
Il capitolo più chiaro è quello intitolato non casualmente «Assimilazione e Remigrazione». Vannacci non si limita a proporre un controllo rigoroso dell’immigrazione clandestina, obiettivo compatibile con una politica liberale. Vuole ridurre anche la presenza degli stranieri regolari fino a renderla «eccezionale», «percentualmente irrilevante» e priva di «alcun impatto sociale». Tra le misure previste: selezione degli ingressi in base alla religione e alla «compatibilità culturale», privilegiando i paesi cristiani (si attendono ondate di austriaci, francesi e sloveni?); venti anni di residenza per ottenere la cittadinanza; dichiarazione obbligatoria di assimilazione alla civiltà «greca, romana e cristiana» (ebrei non graditi?); revoca della cittadinanza ai naturalizzati che commettano determinati reati; esclusione generalizzata degli stranieri da prestazioni sociali; stop ai ricongiungimenti familiari; incentivazione della partenza anche degli immigrati regolari; espulsioni automatiche, riduzione delle garanzie familiari e ricorsi da esercitare dopo il rimpatrio; preferenza occupazionale e contributiva per la manodopera italiana (oggi sacrificata? Non saprei).

Vannacci non propone una politica migratoria: la sua è una gerarchia legale tra persone costruita sull’origine, sulla religione e sul modo in cui si è acquisita la cittadinanza. La distinzione permanente tra cittadini «originari» e naturalizzati rompe il principio liberale di eguaglianza davanti alla legge. Smontare l’Unione europea senza dichiarare subito l’uscita La linea europea di Vannacci non è una riforma dell’Unione. È un progetto di regressione dall’Ue alla vecchia Cee: mercato comune tra Stati sovrani, senza vera autorità politica europea.

Il programma propone le seguenti misure: uso sistematico del veto, a partire dal prossimo bilancio pluriennale; prevalenza della Costituzione sui trattati e sul diritto europeo; restituzione agli Stati delle competenze trasferite; rifiuto del federalismo europeo, definito «federalismo al contrario» e «elefante eurocomunista»; creazione di cooperazioni alternative all’Ue con Ungheria, Slovacchia e altri governi nazional-conservatori; possibilità di uscire dall’euro; introduzione di una «moneta fiscale» nazionale; possibilità di recedere persino dalla Nato.

Quella di Vannacci è una strategia di disgregazione per tappe: non proclamare oggi l’Italexit, ma rendere l’Italia incompatibile con il funzionamento dell’Unione, paralizzarne le decisioni e tenere aperta l’uscita dall’euro. Vannacci pare non tener conto che nessuno Stato europeo, neppure grande, possiede da solo la massa critica necessaria per difendere sicurezza, tecnologia, industria, moneta e autonomia strategica nel confronto con Stati Uniti, Cina e Russia. La «sovranità nazionale» di Vannacci non restituirebbe sovranità effettiva all’Italia: la renderebbe più debole e più esposta alle grandi potenze – a una in particolare, minacciosa ma amica: la Russia.

Una politica estera aperta alla Russia e ostile all’Ucraina
Il documento non definisce la guerra come aggressione russa contro uno Stato sovrano. La chiama «operazione militare russa» e attribuisce un ruolo causale all’espansione della Nato, richiamando George F. Kennan e John J. Mearsheimer. Considera sbagliato l’invio prolungato di armi, insiste sui danni delle sanzioni all’Italia e propone di riaprire rapidamente i rapporti energetici e commerciali con Mosca. Ancora più significativo è il quadro generale: il programma presenta il multipolarismo delle «sfere d’influenza» come un’evoluzione positiva e immagina una convergenza tra l’Europa cristiana occidentale e la Russia cristiana orientale. In questa concezione, la libertà degli ucraini rischia di diventare una variabile subordinata all’equilibrio tra potenze e alla convenienza energetica italiana. Vannacci non accetta l’idea che l’interesse nazionale italiano non consista nel premiare l’aggressione e nel riconoscere implicitamente alle grandi potenze il diritto di dominare i vicini, e che coincida con un ordine europeo nel quale i confini non si cambiano con la forza e gli Stati scelgono liberamente le proprie alleanze.

Dalla sicurezza al diritto penale del nemico
Il programma contiene alcune proposte condivisibili – rafforzamento degli organici, digitalizzazione della giustizia, separazione delle carriere, interventi sulle carceri – ma le colloca dentro un impianto securitario e autoritario. Sono particolarmente critici i seguenti punti: l’affermazione che la sicurezza del cittadino onesto venga «prima dei diritti del criminale»; la contrapposizione tra vittima e garanzie dell’imputato; la presunzione assoluta di proporzionalità nella difesa domiciliare; la legittimazione dell’uso della forza anche per difendere beni materiali e durante la fuga dell’aggressore; l’esclusione del risarcimento persino nell’eccesso colposo di difesa; l’abbassamento a dodici anni dell’imputabilità; i riti sommari come regola per i reati in flagranza; l’impiego strutturale delle Forze armate nelle città; le «zone rosse» senza limiti temporali; il lavoro carcerario obbligatorio, con aumento della pena per chi lo rifiuta; la revisione del reato di tortura per ampliare la protezione degli agenti. Il liberalismo – inutile spiegarlo a Vannacci – non è indulgenza verso il crimine. È la convinzione che le garanzie valgano proprio quando lo Stato esercita la sua forza. La presunzione d’innocenza non protegge «il criminale»: protegge ogni cittadino dal rischio di essere trattato come colpevole prima di una sentenza.

Libertà economica proclamata, dirigismo nazionalista praticato
Nel capitolo economico si trovano anche obiettivi liberali ragionevoli: semplificazione fiscale, riduzione del cuneo, stabilità delle regole, tutela della concorrenza, proprietà diffusa. Ma l’impianto complessivo è quello di un’economia nazionale protetta e politicamente guidata: fondo sovrano pubblico; uso esteso del golden power; protezionismo, dazi e preferenze nazionali; restrizioni agli investimenti e alle acquisizioni estere; moneta fiscale parallela; deroghe ai vincoli di bilancio pur senza una quantificazione credibile; flat tax senza aggiustamenti fiscali, riduzioni dell’Iva, quoziente familiare, incentivi demografici e nuove spese, senza un quadro finanziario coerente.

Il documento di Vannacci promette contemporaneamente meno tasse, maggiori investimenti pubblici, più sicurezza, più carceri, più sostegni familiari, protezione industriale e maggiore libertà di deficit. Manca una stima dei costi e manca soprattutto una strategia seria per il debito pubblico. È un nazional-corporativismo economico rivestito di lessico liberale: il mercato viene accettato finché produce risultati conformi all’interesse nazionale definito dal governo.

Demografia e famiglia come strumenti di omologazione sociale
È legittimo sostenere natalità e famiglie. Diventa illiberale quando la politica demografica si trasforma in un criterio per distribuire diritti e opportunità. Il programma propone persino «quote azzurre» nei concorsi pubblici riservate ai genitori di famiglie numerose. In questo modo il merito, pure continuamente invocato, viene sacrificato a un’ideologia della procreazione. Chi non ha figli, chi non può averne o chi vive in una famiglia diversa da quella riconosciuta dal partito viene implicitamente collocato a un livello inferiore di utilità nazionale e quindi di minore partecipazione all’acquisizione dei diritti civili e sociali. Naturalmente, anche Vannacci, come gli autocrati di ogni stagione, propone – come ho segnalato – di fare cose buone. La mia opposizione radicale a Futuro Nazionale non nasce dal fatto che sia un partito di destra, ma dal fatto che propone una destra radicalmente antiliberale e antieuropea.

Nel suo programma la nazione viene prima delle istituzioni, l’identità religiosa prima della libertà di coscienza, l’origine dei cittadini prima della loro eguaglianza, la sicurezza prima delle garanzie e la sovranità nazionale prima della costruzione europea. Gli immigrati vengono selezionati secondo la religione, i naturalizzati rimangono cittadini revocabili, la cittadinanza richiede l’adesione a una civiltà ufficiale, la famiglia è definita dallo Stato e i diritti individuali sono subordinati a una morale collettiva.

In Europa Vannacci non propone di correggere l’Unione, ma di riportarla a una semplice area commerciale, usando il veto, rimettendo in discussione l’euro e costruendo alleanze con i nazionalismi illiberali. In politica estera sostituisce la solidarietà con l’Ucraina con l’accomodamento verso la Russia e il diritto internazionale con la logica delle sfere d’influenza. Anche quando parla di libertà economica, il programma approda al protezionismo, al dirigismo strategico e a una quantità di promesse fiscali e di spesa prive di copertura. E quando parla di sicurezza, considera le garanzie costituzionali un ostacolo, legittima una concezione sproporzionata della difesa privata e trasforma il diritto penale in uno strumento di esclusione sociale.

I liberali, i riformisti, chiunque si riconosca nella Costituzione e nella storia dell’Italia repubblicana, cercano un’altra Italia: una repubblica laica, liberale ed europea, nella quale la cittadinanza dipende dalla legge e non dal sangue o dalla religione; lo Stato protegge la libertà individuale senza imporre un’identità; la sicurezza è garantita nel rispetto del giusto processo; e la sovranità si esercita insieme agli altri europei, non nell’impotente solitudine degli Stati nazionali. E non possono condividere in nessun modo la concezione etnico-confessionale della cittadinanza, l’attacco all’Unione, la subordinazione dei diritti all’identità nazionale e l’indebolimento delle garanzie.

Un tempo avremmo chiamato il programma politico di Vannacci in un modo semplice: fascismo. Ma oggi, quando l’antifascismo proclamato si spinge a proporci modelli altrettanto autoritari, occorre trovare un altro termine. Chiamiamolo vannaccismo, per ora.

L'articolo Vannacci promette sovranità e prepara l’impotente solitudine nazionale proviene da Linkiesta.it.

Il burro diventa destinazione in un negozio parigino monoprodotto

17 Agosto 2026 ore 04:45

Quanto è buono il burro

Dopo il pistacchio, il tiramisù e la mousse al cioccolato, anche il burro conquista un indirizzo tutto suo. A Parigi, nel XV arrondissement, ha aperto Le Butter Shop, una boutique che ruota interamente attorno a uno degli ingredienti simbolo della cucina francese, e considerando quando questo ingrediente sia amato oltralpe, quasi ci stupiamo che non fosse ancora successo. Alla base, l’idea di trasformare un alimento di uso quotidiano in un’esperienza di degustazione, vendita e racconto, seguendo una formula che negli ultimi anni ha già premiato numerosi locali monotematici, dedicati a un solo prodotto. 

Sugli scaffali si trovano una trentina di burri provenienti da piccoli produttori francesi, dalle versioni classiche con fleur de sel fino a quelle aromatizzate con alghe, scalogno, pepe del Madagascar, tartufo, yuzu, vaniglia, lampone e perfino cioccolato. Il negozio propone assaggi prima dell’acquisto, confezionamento sottovuoto per chi viaggia e una selezione di vini, senapi e altri prodotti di gastronomia destinati a costruire il perfetto picnic parigino. 

L’elemento che ha contribuito alla viralità del locale, però, è un altro. Al centro dello spazio campeggia un enorme cono di burro salato, pensato esplicitamente per diventare sfondo di fotografie e video condivisi sui social. In pochi giorni dall’apertura, creator e turisti hanno trasformato il negozio in una tappa obbligata del loro itinerario gastronomico. 

Il caso è interessante perché va oltre il semplice negozio specializzato e conferma una tendenza ormai consolidata: il successo dei format monotematici, nei quali il prodotto diventa protagonista assoluto, con un coté instagrammabile immancabile. Non si vende soltanto un alimento, ma un’esperienza facilmente raccontabile, riconoscibile e condivisibile: il valore percepito nasce tanto dalla selezione quanto dalla possibilità di dire «ci sono stato».

Per la Francia il burro rappresenta inoltre un simbolo identitario, al pari dell’olio extravergine in molte regioni italiane. Dedicargli un’intera boutique significa trasformare un ingrediente fondamentale della cucina in un oggetto culturale e turistico, rendendolo accessibile anche a un pubblico internazionale che spesso lo conosce soltanto attraverso marchi celebri.

Resta da capire se il Butter Shop sarà ricordato come una curiosità destinata a esaurirsi con il ciclo delle tendenze social oppure se inaugurerà una nuova categoria di negozi specializzati. In ogni caso, racconta bene una trasformazione del consumo contemporaneo: oggi anche il prodotto più ordinario può diventare destinazione, a patto di essere inserito in una narrazione capace di suscitare curiosità e desiderio.

L'articolo Il burro diventa destinazione in un negozio parigino monoprodotto proviene da Linkiesta.it.

Perché Valter Lavitola avrebbe ordinato l’attentato contro Sigfrido Ranucci

17 Agosto 2026 ore 04:45

Questa è “Non ho capito”, la newsletter di Linkiesta che ogni sabato mattina rimette in ordine la notizia di cui parlano tutti e spiega perché i giornali ne parlano. È curata da Andrea Fioravanti. Se vuoi riceverla due giorni prima della pubblicazione online, puoi iscriverti, cliccando qui.

Qual è la notizia? La sera del 16 ottobre 2025 un ordigno è esploso davanti alla casa di Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, a Campo Ascolano, nel comune di Pomezia. La bomba, collocata vicino alla sua automobile, distrusse la vettura, danneggiò quella della figlia e il cancello della villetta. Nessuno rimase ferito. Inizialmente si pensò a una ritorsione per una delle inchieste della storica trasmissione di Rai 3. Dopo otto mesi di indagini, il 30 giugno 2026 i carabinieri arrestarono quattro presunti componenti del gruppo che aveva materialmente organizzato l’esplosione: Pellegrino D’Avino, Antonio Passariello, Saverio Mutone e Marika De Filippis. Seguendo gli spostamenti di un’automobile, i telefoni e le conversazioni degli indagati, gli investigatori sono risaliti prima a Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense e presunto intermediario, e poi all’imprenditore Valter Lavitola, ex editore e direttore dell’Avanti! e oggi titolare del ristorante di pesce “Cefalù”, nel quartiere romano di Monteverde. Dal 2019 era anche un amico e una fonte di Ranucci: si sentivano quasi ogni giorno e frequentavano le rispettive famiglie.

Il 10 agosto Lavitola è stato arrestato come presunto mandante dell’attentato. Due giorni dopo ha ammesso di aver commissionato un’intimidazione, ma ha negato di aver ordinato la bomba: sostiene di aver chiesto quattro o cinque colpi di pistola contro il muro della casa, per convincere le autorità a rafforzare la scorta del giornalista. Secondo la procura di Roma, invece, Lavitola voleva accrescere la popolarità di Ranucci e preparare una sua possibile candidatura politica nel centrosinistra. Da mesi gli parlava della possibilità di diventare presidente del Consiglio e stava lavorando a un sondaggio sul suo consenso. Ranucci conosceva il progetto e aveva suggerito alcune modifiche al questionario, ma non è indagato: finora non è emersa alcuna prova che sapesse dell’attentato.

L’11 agosto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha chiesto alla Rai di sospendere Ranucci dalla conduzione di Report. Il 13 agosto la Commissione etica della Rai ha consegnato all’amministratore delegato Giampaolo Rossi una relazione riservata. Secondo le indiscrezioni, il documento segnala criticità nell’amicizia di Ranucci con Lavitola, nell’invio all’esterno di una mail aziendale e nei giudizi di Ranucci su dirigenti e colleghi. Al momento sono state sospese le repliche estive di Report, ma non è stata decisa alcuna sospensione di Ranucci dalla conduzione.

Il punto. Domande e risposte.

Ho capito che Ranucci è il conduttore di Report, ma prima di spiegarmi tutto, dimmi chi è Lavitola.
Valter Lavitola, 60 anni, salernitano, è un imprenditore ed ex giornalista-editore. Dal 2003 al 2011 diresse e amministrò di fatto L’Avanti!, quotidiano distinto dalla storica testata ufficiale del Partito socialista italiano. Il giornale di Lavitola chiuse nel novembre 2011; l’Avanti! pubblicato oggi online non è collegato a lui. Nel settembre 2010 divenne noto al grande pubblico per aver ottenuto e pubblicato un documento del governo di Saint Lucia che indicava Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini, come beneficiario della società proprietaria dell’appartamento di Montecarlo lasciato in eredità ad Alleanza Nazionale. Il caso fu centrale nello scontro politico tra Fini e Silvio Berlusconi. Lavitola era da tempo in rapporti diretti con Berlusconi, che accompagnò anche in alcuni viaggi internazionali, agendo come intermediario informale senza ricoprire incarichi di governo. Da qui è nata la fama di “faccendiere”. Nel 2012 patteggiò tre anni e otto mesi per truffa e bancarotta nella vicenda dei finanziamenti pubblici ottenuti da L’Avanti!. Nel 2014 divenne definitiva la condanna a un anno e quattro mesi per aver tentato di ottenere da Berlusconi cinque milioni di euro in cambio del silenzio su ciò che sapeva dell’inchiesta barese sulle escort. Nel 2015 fu inoltre condannato in primo grado a tre anni per aver fatto da intermediario nel pagamento di tre milioni al senatore Sergio De Gregorio, eletto con l’Italia dei Valori, affinché passasse al centrodestra e contribuisse alla caduta del governo Prodi. In appello il reato fu dichiarato prescritto: la condanna non divenne definitiva. Ha trascorso complessivamente più di quattro anni in carcere. Negli ultimi tempi, oltre al ristorante “Cefalù”, lavorava con Tavares a progetti ambientali in Camerun destinati a generare crediti di carbonio, ovvero dei certificati, ciascuno corrispondente normalmente a una tonnellata di anidride carbonica ridotta o assorbita, che possono essere venduti alle aziende per compensare le proprie emissioni.

Come ha conosciuto Ranucci?
I due furono presentati nel 2019 dal giornalista Guido Ruotolo all’interno del ristorante “Cefalù”. Ranucci cominciò a frequentare assiduamente il locale e il rapporto, inizialmente professionale, diventò progressivamente personale. Ranucci ha spiegato che voleva intervistare Marcello Dell’Utri e pensava che Lavitola potesse aiutarlo a stabilire un contatto. Lavitola, già oggetto di servizi di Report, divenne anche una fonte: fornì indicazioni per inchieste riguardanti gli appalti dei Canadair, gli elicotteri antincendio e il Cantiere Navale Vittoria. Ranucci, a sua volta, gli diede consigli sugli affari legati ai crediti di carbonio. L’amicizia andò oltre il lavoro. I due si telefonavano quasi ogni giorno, frequentavano le rispettive famiglie e Lavitola entrò più volte negli uffici Rai di via Teulada. Ranucci ha raccontato di essersi affezionato anche al figlio autistico di Lavitola e di averlo messo in contatto con sua figlia, che è psicologa. Nel maggio 2023 Il Riformista pubblicò un servizio di Aldo Torchiaro con le fotografie di una cena al “Cefalù” tra Ranucci, Lavitola e monsignor Gianni Fusco. Le immagini resero pubblica la frequentazione; successivamente Maurizio Gasparri chiese spiegazioni in Commissione di Vigilanza Rai e Ranucci confermò il rapporto di amicizia.

Perché avrebbe organizzato un’intimidazione contro un suo amico?
Lavitola ha raccontato al gip di avere appreso dell’esistenza di un presunto progetto dell’intelligence israeliana per uccidere Ranucci, apparentemente come conseguenza di un servizio di Report sul Cantiere Navale Vittoria di Adria, in provincia di Rovigo. Non ha però spiegato perché Israele avrebbe dovuto colpire il giornalista, né ha indicato la fonte della notizia o fornito elementi verificabili. Secondo il suo racconto, per proteggere l’amico avrebbe incaricato Gomes Clesio Tavares di trovare qualcuno disposto a sparare quattro o cinque colpi contro il muro della villetta, così da costringere le autorità a rafforzarne la scorta. Ranucci era tuttavia protetto ininterrottamente dal 2021. Il gip ha giudicato questo movente «inverosimile» e le dichiarazioni di Lavitola fumose, generiche e prive di riscontri. E ha confermato la custodia cautelare perché ci sarebbe sia il rischio di inquinamento delle prove, sia il pericolo di fuga, considerando la rete di rapporti di cui l’imprenditore dispone in Italia e all’estero. Al momento dell’arresto Lavitola aveva anche un biglietto per Addis Abeba, anche se la difesa lo collega a un incontro sui crediti di carbonio e non a un tentativo di fuga. Il suo avvocato ha annunciato ricorso al Tribunale del Riesame.

Quale sarebbe il vero movente, secondo la Procura?
Secondo la Procura, Lavitola voleva lanciare Ranucci come leader del centrosinistra. Per dare concretezza al progetto, nel febbraio 2026 contattò Stefano Cappellini, allora vicedirettore e oggi direttore ad interim di Repubblica, raccontandogli di un misterioso candidato con percentuali altissime in un presunto sondaggio americano. Cappellini, sperando di ottenere una notizia, il 20 aprile gli inviò una decina di domande generiche e suggerì di rivolgersi a un istituto demoscopico affidabile. Lavitola disse di aver consultato anche Paolo Mieli, ex direttore e firma del Corriere della Sera. Il 29 aprile sostenne che la bozza fosse stata esaminata da Mieli e Ranucci; il 9 giugno inoltrò a Cappellini alcune correzioni attribuite a Ranucci e gli rivelò che il candidato era lui. Cappellini rispose che era «una follia» e che Ranucci non avrebbe potuto prevalere su Schlein o Conte. Non pubblicò nulla perché non considerava credibili né il sondaggio americano né la candidatura. Per gli inquirenti, la bomba doveva completare il progetto: trasformare Ranucci in un giornalista perseguitato e aumentarne il consenso.

Ma come si è passati dall’idea dei colpi di pistola a una bomba?
Lavitola sostiene di avere ordinato soltanto quattro o cinque colpi contro il muro e che Tavares e gli esecutori abbiano deciso autonomamente di utilizzare l’esplosivo. Ha aggiunto che, una volta saputo della bomba, non protestò perché riteneva comunque raggiunto lo scopo dimostrativo. Il gip non considera credibile questa ricostruzione: secondo il giudice, gli elementi raccolti inducono a escludere che Tavares abbia scelto autonomamente le modalità dell’attentato o, quantomeno, che abbia agito senza il consenso preventivo di Lavitola. Attualmente Tavares si trova in Camerun ed è latitante; la Procura di Roma intende chiederne l’estradizione. La sua eventuale testimonianza potrebbe chiarire chi decise di utilizzare l’esplosivo e quali istruzioni ricevette da Lavitola.

Ok, ora voglio capire nel dettaglio com’è avvenuto l’attentato.
Alle 22.17 circa del 16 ottobre 2025 è esploso un ordigno nascosto in un vaso accanto all’automobile di Ranucci, parcheggiata fuori dalla villetta. La deflagrazione ha distrutto la vettura, danneggiato seriamente quella della figlia e colpito il muro e il cancello. Ranucci era rientrato da poco e la figlia era passata vicino alle automobili pochi minuti prima, ma nessuno è rimasto ferito. Non è stato accertato alcun comando a distanza: l’ipotesi della bomba telecomandata compare nelle conversazioni di un indagato, non nelle conclusioni tecniche. Nel loro comunicato sull’operazione, i carabinieri definiscono l’ordigno rudimentale e tecnologicamente superato, ma altamente distruttivo. Secondo il gip, è stato Antonio Passariello a collocare materialmente l’ordigno. La sera del 16 ottobre partì dalla Campania con Saverio Mutone a bordo di una Fiat 500X noleggiata. I due arrivarono vicino alla casa di Ranucci intorno alle 22.04, ripartendo subito dopo l’esplosione. Mutone è considerato partecipe dell’esecuzione, ma dagli atti pubblicamente noti non risulta che abbia materialmente sistemato la bomba.

Come sono stati scoperti?
Una telecamera sulla Pontina ha ripreso la 500X, che i carabinieri hanno seguito fino all’autonoleggio campano grazie alle registrazioni degli impianti pubblici e privati. I dati delle celle telefoniche hanno mostrato poi che i cellulari degli indagati avevano compiuto lo stesso percorso dell’auto, sia la sera dell’attentato sia durante il precedente sopralluogo. Una volta individuato il gruppo, le intercettazioni hanno fornito ulteriori riscontri: Passariello si vantò dicendo «La bomba sono andato a mettere là! Facciamo la storia», mentre gli altri parlarono dell’azione, del compenso e dei progetti per lasciare l’Italia. Gli indagati tentarono anche di distruggere schede telefoniche, cercare eventuali microspie e concordare una versione comune. Il 30 giugno 2026 Passariello, Mutone e D’Avino sono stati arrestati e portati in carcere; De Filippis è finita ai domiciliari.

Che cosa rischiano gli esecutori?
Passariello, Mutone, D’Avino e De Filippis sono accusati, a vario titolo, di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con le aggravanti di avere agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. La Procura contesta anche la strage, ipotesi che il gip non ha riconosciuto nell’ordinanza dei primi arresti. Se fosse accolta, l’articolo 422 del codice penale prevede almeno quindici anni di carcere. Se invece cadesse, resterebbero reati comunque gravi, le cui pene dovranno essere calcolate tenendo conto del ruolo attribuito a ciascun indagato.

Che cosa rischia Lavitola?
Se venisse riconosciuto come mandante, Lavitola potrebbe rispondere degli stessi reati commessi dagli esecutori anche senza avere materialmente trasportato o collocato la bomba. Vale quindi la stessa alternativa: almeno quindici anni se reggesse l’accusa di strage; una pena comunque di diversi anni per gli altri reati, aggravati dal metodo mafioso, se la strage venisse esclusa. La sua ammissione non comporta automaticamente uno sconto e il gip l’ha giudicata incompleta. Se il tribunale credesse alla versione secondo cui aveva ordinato soltanto alcuni colpi di pistola, dovrebbe stabilire se e in quale misura possa rispondere anche della bomba scelta dagli esecutori. I suoi precedenti potrebbero pesare sulla recidiva e sull’accesso ai benefici, ma non si aggiungono automaticamente alla futura pena.

C’è una prova che Ranucci sapesse dell’attentato di Lavitola?
No. Il 14 agosto l’avvocato Sergio Cola, difensore di Lavitola, ha riferito che il suo assistito, interrogato sulla possibilità che Ranucci avesse intuito o sospettato qualcosa, avrebbe risposto: «Non lo escludo». Non è chiaro, però, se si riferisse a un sospetto precedente o successivo all’attentato; soprattutto, la circostanza non è stata confermata dagli inquirenti. La Procura ha anzi smentito categoricamente la versione più esplicita secondo cui Lavitola avrebbe dichiarato: «Non escludo che Ranucci sapesse del mio piano». Negli atti conosciuti non ci sono messaggi, conversazioni o altri elementi che dimostrino un accordo precedente all’esplosione, né un successivo aiuto consapevole per ostacolare le indagini. Ranucci rimane la persona offesa, non è indagato e il gip scrive che «allo stato non è emerso alcun elemento» per ritenerlo d’accordo con Lavitola.

Ma io ho sentito un audio di Lavitola nel quale dice: «Se l’ha fatto Gomes, vuol dire che l’ho fatta fare io; e se l’ho fatta fare io, l’ho fatto d’accordo con Sigfrido».
La frase risale alla mattina del 9 agosto 2026, durante una telefonata-intervista concessa da Lavitola a MowMag, poco più di ventiquattr’ore prima dell’arresto. In quel momento Lavitola negava ancora qualsiasi coinvolgimento e presentò il ragionamento come «un’iperbole»: sosteneva per assurdo che, se avesse organizzato un attentato per favorire Ranucci, lo avrebbe necessariamente avvertito. Dopo la confessione, quelle parole appaiono contraddittorie e assumono un significato più inquietante. Non dimostrano però che Ranucci conoscesse il piano: Lavitola non disse che l’accordo fosse realmente esistito, ma lo utilizzò allora come ipotesi paradossale per proclamarsi innocente.

Ranucci voleva davvero entrare in politica?
Il giornalista lo ha negato, sostenendo che Lavitola sapesse che non si sarebbe mai candidato. Sapeva però che l’amico stava preparando un sondaggio per misurare le sue possibilità come candidato politico. Ranucci esaminò il questionario, successivamente pubblicato dal quotidiano Domani, e indicò due punti da «correggere o integrare»: il 9 e il 19. Il quesito 9 chiedeva agli intervistati quali giornalisti o conduttori televisivi venissero loro spontaneamente in mente e poi verificava se conoscessero il candidato; il 19 domandava quali temi dovessero avere la precedenza in un programma per le primarie del centrosinistra. In un messaggio vocale Ranucci spiegò di avere integrato la bozza inserendo l’intelligenza artificiale, la «gestione dell’egemonia digitale», l’ambiente e la transizione ecologica. Non si limitò quindi a leggere il sondaggio: contribuì concretamente alla sua preparazione.

Come sono arrivati da Gomes al nome di Lavitola?
Attraverso una serie di contatti precedenti e successivi all’esplosione. Dopo l’attentato D’Avino inviò a Tavares il messaggio «Tt ok». La mattina seguente Tavares raggiunse in treno Monteverde, il quartiere in cui Lavitola abita e lavora. Per gli investigatori era il resoconto dell’avvenuta esecuzione. Un’indicazione ancora più diretta sarebbe emersa durante una lite intercettata tra Tavares e la compagna: di fronte alle reticenze dell’uomo, lei avrebbe detto «Ci parlo io con Valter». Gli inquirenti hanno quindi riesaminato gli incontri precedenti. Il 15 settembre i telefoni di Lavitola e Tavares risultavano nella zona della casa di Ranucci; Lavitola sostiene che fosse una normale visita all’amico, mentre la Procura ipotizza un sopralluogo. La catena ricostruita è Lavitola-Tavares-D’Avino-gruppo operativo.

Ho visto una fotografia di Tavares, Lavitola e Ranucci: si conoscevano?
Sì. La fotografia mostra i tre abbracciati ed è stata scattata nel gennaio 2022. Gomes Clesio Tavares la inviò a Lavitola nel gennaio 2025, quando il telefono gliela ripropose come ricordo; Lavitola la inoltrò poi a Ranucci. Lo scatto è entrato nell’ordinanza cautelare e, secondo il gip, dimostra che il giornalista conosceva Tavares almeno dal 2022. Ranucci ha raccontato di averlo incontrato già nel 2019, di passaggio al ristorante “Cefalù”. Secondo le conclusioni del gip, Ranucci conosceva anche il ruolo di Tavares come uomo di fiducia e guardaspalle di Lavitola perché il 17 ottobre 2024, quando Lavitola gli chiese come potesse aiutarlo in un momento difficile, Ranucci rispose scherzando: «Mi dovresti prestare Gomez», scrivendo Gomes con la z.

Lavitola e Ranucci si sono sentiti al telefono di recente?
Sì, alle 3:56 del 5 luglio 2026, appena conclusa la perquisizione a casa di Lavitola da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo, Ranucci è rimasto al telefono con il suo amico per circa due ore. Non lo sappiamo dal racconto di uno dei due, ma da una captazione ambientale nell’automobile di Lavitola, riportata nell’ordinanza: accanto all’imprenditore era presente anche la compagna. I tre cercarono una spiegazione per la presenza di Lavitola e Gomes, il 15 settembre 2025, per circa mezz’ora nella zona della casa di Ranucci. Il giornalista ipotizzò una deviazione verso Terracina, dovuta a un ponte interrotto, oppure un pranzo o una visita. Nessuna spiegazione combaciava: il pranzo ricordato era avvenuto il 7 settembre e Gomes non era presente; il 15 settembre Ranucci non era in casa e Lavitola non provò a contattarlo. Per gli inquirenti si trattò quindi di un sopralluogo preparatorio. L’intercettazione dimostra che Ranucci, dopo avere saputo dell’accusa, aiutò l’amico a cercare una spiegazione. Non dimostra che prima del 16 ottobre conoscesse o avesse approvato l’attentato: negli atti noti non esiste una prova di un accordo precedente all’esplosione.

Che cosa ha detto Ranucci pubblicamente dopo l’attentato?
Il 17 ottobre 2025, poche ore dopo l’esplosione, ha detto: «Io non so ancora dare una chiave di lettura». Sottolineò che l’ordigno era stato collocato lungo il percorso che compiva abitualmente per entrare in casa, parlò di un «salto di qualità preoccupante» e aggiunse che «questa esplosione poteva ammazzare qualcuno». Dopo l’incontro con i magistrati riferì dell’esistenza di «quattro-cinque tracce importanti», precisando però che erano difficili da provare. Il 19 ottobre, intervistato da Monica Maggioni a In mezz’ora, avanzò una prima ipotesi: l’attentato poteva essere opera di «qualcuno legato alla criminalità» oppure di chi si serviva della criminalità. Escluse invece un ordine diretto della politica: «Non vedo scenari di mandanti politici, la politica ha altri strumenti se vuole fare male». Aggiunse però che qualcuno poteva avere agito per «fare un favore a qualche amico». Il 26 ottobre, aprendo la nuova stagione di Report, disse che la bomba era «probabilmente» collegata alle inchieste passate o future della trasmissione e rivolgendosi al pubblico concluse: «La loro scorta siete voi». Il 19 aprile 2026, durante la puntata di Report intitolata “Il cantiere dei misteri”, introducendo il servizio di Daniele Autieri, Ranucci disse: «Ecco un filo nero che parte da Adria, da Rovigo che passa per Manhattan, (…) fino ad arrivare il 16 ottobre scorso davanti casa mia, quando è stato piazzato un ordigno che ha fatto esplodere le mie auto, quella mia, quella di mia figlia». Nella stessa puntata mostrò una lettera anonima arrivata in redazione nel novembre 2025, secondo la quale il mandante della bomba sarebbe stato un politico e gli esecutori dei Casalesi. Ranucci non indicò il nome del presunto politico. Il servizio citò esponenti di Fratelli d’Italia nei diversi passaggi della vicenda, ma non sostenne che uno di loro avesse ordinato l’attentato. Lo stesso Ranucci concluse distinguendo i fatti dalle supposizioni: «Sono coincidenze? Non abbiamo gli strumenti per verificarlo».

Ranucci verrà sospeso da Report?
Non è stato sospeso e non è stato annunciato alcun sostituto alla conduzione. Il Comitato non può applicare sanzioni; la decisione sulla conduzione spetta ai vertici Rai, mentre un eventuale procedimento disciplinare richiederebbe un audit interno. Ranucci continua intanto a lavorare alla nuova stagione di Report, prevista da novembre, e secondo fonti Rai un suo passo indietro non sarebbe al momento previsto. Dopo la richiesta pubblica di Salvini, il conduttore ha reagito pubblicando diversi post. Ha rilanciato la lettera con cui l’eurodeputato del Partito democratico, l’ex giornalista Sandro Ruotolo, ha chiesto alla Commissione europea di verificare se l’intervento di Salvini violi le norme europee sull’indipendenza dei media. In un altro testo, intitolato “La voce che spaventa”, ha evocato Aldo Moro, Piersanti Mattarella, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, descritti come uomini uccisi per avere compreso e raccontato «il disegno intero». Non si è paragonato esplicitamente a loro, ma l’accostamento ha inevitabilmente suscitato polemiche.

Ranucci verrà interrogato nuovamente?
Probabilmente sì. I magistrati intendono ascoltarlo come persona informata sui fatti, non come indagato, dopo avere completato l’analisi dei telefoni, dei computer e delle memorie sequestrati a Lavitola. L’audizione non dovrebbe avvenire prima di settembre. I pm vogliono chiarire quando Ranucci abbia cominciato a sospettare dell’amico, che cosa sapesse del progetto politico e come interpretare la lunga conversazione avvenuta dopo la perquisizione.

Quello che i media non dicono perché di solito nessuno lo chiede

Perché ne stanno parlando tutti?
Perché tutti vogliono capire chi sia davvero Sigfrido Ranucci. Il giornalista ha costruito la propria immagine pubblica come controllore inflessibile dei poteri forti. Ora il pubblico si domanda se sia una vittima ingenua, tradita da un amico del quale non aveva compreso la pericolosità, oppure un uomo affascinato dal proprio mito, che si è lasciato adulare fino a perdere il controllo di un rapporto pericoloso.

Come abbiamo raccontato nelle scorse newsletter, le due tifoserie cercano nel passato soltanto ciò che conferma il giudizio già formulato. Alcuni sostenitori ipotizzano che Lavitola possa essere stato usato da qualcun altro per avvicinare Ranucci e rovinarne la carriera. I detrattori di Ranucci, invece, hanno ripescato le dichiarazioni sull’attentato fatte a Report, di cui abbiamo già parlato, e alcuni brani de “La scelta”, il libro pubblicato da Bompiani nel 2024 e presentato come un autoritratto. Nel racconto compare Karoline, una producer della televisione svizzera che chiede di svolgere uno stage a Report: tra lei e il narratore nasce una relazione; quando scopre che lui frequenta un’altra donna, fugge sconvolta e muore investita da un Suv.

Il conduttore di Report ha successivamente precisato di non avere mai avuto rapporti con stagiste e ha definito romanzate quelle pagine. Durante la presentazione del libro a Breaking Italy, nel marzo 2024, era stato però meno netto: dopo che Alessandro Masala aveva letto il passaggio sessuale dedicato a Karoline e gli aveva chiesto perché lo avesse inserito, non aveva spiegato che la scena fosse inventata, ma aveva risposto con una battuta: «Dopo una vita di merda che faccio, una trombata me la fai fare?». È proprio questa ambiguità tra autobiografia e finzione ad avere alimentato le accuse di mitomania.

Particolarmente interessante è la segnalazione pubblicata da Selvaggia Lucarelli, opinionista e collaboratrice del Fatto Quotidiano, testata che condivide con Report l’attenzione per le inchieste giudiziarie e che viene spesso accusata dai propri avversari dello stesso approccio «giustizialista» rimproverato alla trasmissione. Il 12 agosto, nella newsletter “Vale tutto”, Lucarelli ha pubblicato lo screenshot di una recensione a cinque stelle comparsa su Amazon il 19 febbraio 2024. Il testo definiva “La scelta” «un capolavoro» ed era firmato «Emilio Cresci», ma nella schermata il nome associato all’account risultava «Sigfrido Ranucci». La recensione è stata successivamente rimossa e Ranucci, al 14 agosto, non ha fornito spiegazioni pubbliche.

2. L’amicizia tra Ranucci e Lavitola desta così curiosità nell’opinione pubblica perché sembra un errore di casting. Da una parte c’è il volto di una trasmissione che ogni settimana denuncia traffici, conflitti d’interesse e rapporti opachi; dall’altra un uomo definito per anni il faccendiere per eccellenza, condannato per truffa e tentata estorsione e divenuto uno stretto intermediario di Silvio Berlusconi, uno dei principali bersagli simbolici dell’universo di Report.

La loro amicizia rompe la divisione rassicurante tra buoni e cattivi. Ricorda che un giornalista può frequentare persone discutibili perché sono fonti e che, spente le telecamere, i rapporti seguono logiche meno manichee e umane, forse troppo umane. Il problema professionale nasce quando la fonte diventa un amico quotidiano, entra negli uffici, frequenta la famiglia, riceve confidenze e comincia a influenzare il modo in cui il giornalista interpreta ciò che gli accade. Non basta quindi chiedersi con chi cenasse Ranucci: bisogna capire se quella vicinanza abbia compromesso la sua capacità di valutare Lavitola.

3. Il caso è diventato anche un referendum su Report. I sostenitori della trasmissione temono che l’inchiesta venga usata per eliminare uno dei pochi spazi della televisione pubblica capace di indagare liberamente sulla politica e sui grandi interessi economici. I critici, invece, parlano di «metodo Report»: accumulare indizi, coincidenze e domande fino a suggerire una responsabilità senza affermarla direttamente.

Il cortocircuito è evidente. Ranucci denuncia che articoli e dichiarazioni lo abbiano trasformato, attraverso allusioni e ricostruzioni parziali, da vittima dell’attentato a suo possibile beneficiario. Le persone raccontate in passato da Report replicano che proprio lui starebbe subendo il metodo utilizzato dalla trasmissione. Sui social circolano così video di politici, imprenditori e altri protagonisti di vecchie inchieste che lo accusano di applicare a sé garanzie e giustificazioni che non avrebbe concesso agli altri.

4. Da quando Salvini ha chiesto alla Rai di sospendere Ranucci, la questione non riguarda più soltanto la credibilità del conduttore: riguarda il confine tra una legittima valutazione aziendale e l’intervento della politica sulla conduzione di un programma scomodo. Ranucci non è indagato e negli atti noti non esistono prove che conoscesse l’attentato, ma rimane grave il danno di credibilità per un’amicizia ambigua, soprattutto in un mondo televisivo che vive di apparenza e reputazione. In ogni caso, la Rai potrebbe essere criticata: se lo sospendesse sarebbe accusata di violare la libertà di stampa di un giornalista non indagato, se invece lasciasse tutto così com’è a ogni puntata di Report ci sarebbero critiche sulla credibilità del conduttore.

5. Questa storia permette di sbirciare per un po’ dietro le quinte del rapporto tra giornalismo e politica. Cappellini ha raccontato nel dettaglio com’è andata con Lavitola, spiegando di aver inviato alcune domande generiche perché sperava di ricavarne una notizia; ma quando scoprì che il candidato era Ranucci, definì il progetto «una follia» e non pubblicò nulla. Questa vicenda mostra il rischio ordinario del mestiere: un giornalista politico ascolta persone discutibili perché potrebbero avere una notizia, ma deve capire se gli stanno offrendo uno scoop, vendendo una fantasia o cercando di coinvolgerlo in qualcosa di losco.

Il caso mostra anche una particolare idea della politica italiana: che la notorietà televisiva, un sondaggio e l’immagine di un uomo perseguitato possano sostituire un partito, un programma e una lunga costruzione del consenso. Secondo gli inquirenti, Lavitola pensava che l’attentato potesse trasformare Ranucci nel leader del campo largo. Questa ricostruzione dice molto della concezione della politica di Lavitola, ma anche di come l’opinione pubblica italiana dal 1994 sia da sempre innamorata del volto nuovo, il salvatore della patria, che si tratti di un politico, un generale o un esponente della società civile.

Se vuoi iscriverti alla newsletter e riceverla due giorni prima di tutti, clicca qui.

L'articolo Perché Valter Lavitola avrebbe ordinato l’attentato contro Sigfrido Ranucci proviene da Linkiesta.it.

Valeria Parrella, e il corpo che cambia

17 Agosto 2026 ore 04:45

Vestito moda nuova

E poi è arrivato il pancino ormonale.

Io che per cinquant’anni mi sono stesa sulla spiaggia a prendere il sole e i laccetti dei bikini mi restavano tesi sulle creste iliache – mi piaceva da morire dirmi in testa «creste iliache» e intanto guardarmi i peli della fica oltre quella tavola perfetta, liscia, leggermente concava che era la mia pancia, una visione di me solo per me.

E quando è arrivato è cambiato tutto, ho perduto la forma. La forma prima era spigolosa, camminavo per la casa antica specchiandomi dove potevo, e dove potevo era tutto: i vetri delle finestre, la superficie argento del frigo, un quadro preso da una certa angolazione che non mostrava più il suo contenuto ma solo quella silhouette. E i quattro specchi che chiesi all’operaio di appendere nel bagno, uno lungo a tutta persona, uno tondo per il trucco, uno quadro sul lavabo. E uno rettangolare sul bordo della vasca. Anche quello lì: solo per me, per le mie docce, per i miei bagni.

All’inizio neppure ero sicura che stesse accadendo, che in quel punto lì del corpo non valevano allenamenti: i glutei andavano giù. Lì non valeva sacrificio alimentare: la rotondità restava. E le “maniglie” dove una volta c’erano le creste iliache: di quale amore parlavano tutti, se non riuscivo più a piacermi?

Dopo, c’è stata la soglia dello sguardo altrui.

Al mio cinquantunesimo compleanno le compagne del liceo, con le quali ho vissuto ogni momento straziante o bellissimo della vita, mi hanno regalato due completini intimi. Taglia 40.

Io le ho guardate, desolata, mi sono alzata in piedi a capotavola, loro hanno preso i calici e io:
«Ma io non sono più una 40».
Mi guardavano, ma non mi vedevano. Allora ho sollevato il lembo della camicia e mi sono messa di profilo:
«Guardate».
«Vabbè ma è un pancino ormonale».

«E comunque c’è lo scontrino cortesia: si possono cambiare».
Cambiare. Come è difficile cambiare.

Infine sono andata da A.V., che a modo suo anche lui è una nostra amica, solo che fa lo stilista da tanti anni, lì a Via dei Mille, ci mette su un palco rotondo davanti a uno specchio e già sa cosa, di quell’iride che ha appesa tutto d’intorno, potrà arrivarci addosso. Ci presta i vestiti quando un matrimonio, o una presentazione, o un incontro, o cosa. Ce li presta in certe veline leggerissime e noi poi li mandiamo in lavanderia e glieli ridiamo.

A.V. è stato il primo che mi ha saputo guardare tra le mie amiche.

Mi ha messo addosso una sottanina color champagne, con un bordo di pizzo macramè, mentre io davo le spalle allo specchio.

«Però voltati, sciù sciù».
«Ma io non sono più quella».
«Voltati, sali sui tacchi, tira dentro qua».
Zac: lo spillo.
«Tiro qua. Allargo qua. Mi raccomando senza calze. E stai dritta. Te lo mando domani, quando ti serve? Te lo mando stasera dopo le diciotto».

E quando me lo sono infilata, attenzione alla zip, attenzione al gancetto: ero tutta d’oro.

Il pancino ormonale c’era, ma mi donava, era sensuale. Ho guardato nello specchio: di nuovo io/io nuova.

Questo racconto di Valeria Parrella è tratto dall’undicesimo numero di K, la rivista letteraria de Linkiesta, dedicato alla moda. È stato pubblicato per la prima volta nell’autunno 2025. Si può acquistare qui, allo store de Linkiesta.

L'articolo Valeria Parrella, e il corpo che cambia proviene da Linkiesta.it.

Trump dichiara che Ormuzzo sarà territorio USA

di: admin
17 Agosto 2026 ore 05:27

Il presidente Trump ha invitato gli americani ad accettare prezzi della benzina più elevati finché dura il conflitto con l’Iran. Venerdì, durante un comizio a Garden City, Nuova York, ha dichiarato che pagare «un pochino di più per la benzina» rappresenta un prezzo accettabile per impedire che «un paese molto malvagio» possa dotarsi di armi nucleari.

 

«Dopo aver sconfitto l’Iran, che sta subendo una pesante sconfitta, molto presto dichiarerò lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti», ha affermato Trump.

 

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha risposto su un post di X: «Lo Stretto di Hormuz non può essere conquistato con un tweet o una portaerei, emettendo un ordine o pronunciando un discorso elettorale», come riportato da Reuters.

 

Nel frattempo, il segretario del Tesoro Scott Bessent e il segretario alla Guerra» Pete Hegseth minacciano di aumentare ulteriormente la pressione sull’Iran. Hegseth ha dichiarato che le forze armate statunitensi sono in grado di mantenere una presenza navale nella regione per imporre il blocco di rappresaglia all’Iran, che ha già causato gravi danni economici al Paese

Sostieni Renovatio 21

«La Marina degli Stati Uniti può mantenere un blocco di questo tipo a tempo indeterminato perché faremo ruotare le navi, come abbiamo fatto e continueremo a fare», ha detto Hegseth ai giornalisti durante un viaggio a Panama, tuttavia le storie delle portaerei USS Gerald R. Ford e USS Abraham Lincoln, con notizie sul morale della ciurma esaurito al punto da buttarsi in acqua, potrebbero far pensare il contrario.

 

Bessent ha affermato che gli Stati Uniti intendono infliggere ulteriori danni finanziari all’Iran. «Restate sintonizzati per ulteriori annunci la prossima settimana, perché applicheremo misure mai viste prima nella storia dell’isolamento economico di un Paese», ha dichiarato in un’intervista al programma «Rob Schmitt Tonight» di Newsmax. «Sarà una combinazione di isolamento economico senza precedenti a livello mondiale e del blocco continuo dello Stretto di Hormuz che impedirà a qualsiasi cosa di entrare o uscire dai porti iraniani», ha aggiunto il segretario del Tesoro gay di origine sorosiana e ugonotta.

 

Come riportato da Renovatio 21, il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi aveva dichiarato che lo o Stretto di Ormuzzo rimarrà sotto il controllo di Teheran, ha dichiarato il ministero degli Esteri iraniano, invitando Washington a «smettere di illudersi».

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr

 

L'articolo Trump dichiara che Ormuzzo sarà territorio USA proviene da RENOVATIO 21.

Hong Kong maid cafe operator arrested for allegedly molesting staff, 14

The operator of a Hong Kong maid cafe has been arrested for allegedly molesting a 14-year-old employee multiple times, beginning on her first day at work. A police source said on Monday that the operator, a 35-year-old man surnamed Cheung, was arrested on Saturday at the cafe in Mong Kok’s Dundas Square. The victim was a 14-year-old Form Three student, who started working at the cafe on August 7. On that day, Cheung hugged her around the waist and allegedly molested her again on subsequent...

Lettera in una bottiglia trovata sulla scogliera. Una storia di 29 anni fa

17 Agosto 2026 ore 05:19

Una lettera in una bottiglia. Come in un romanzo. Una lettera scritta a mano nel 1997 (ammesso che il manoscritto sia veritiero) rimasta incastrata fra gli scogli di Seccheto (Campo nell’Elba) e ritrovata in questi giorni. Nella lettera, pubblicata sul gruppo Facebook ’Isola d’Elba, vacanze, info, foto, curiosità’ da Francesca Fauci, la cui figlia ha trovato la bottiglia fra gli scogli, si parla di un’amicizia fra due ragazze, Rebecca ed M. G., e la storia di un addio per il trasferimento all’estero (in Kansas, ad Hais) di una delle due. La lettera è stata postata su Facebook con la speranza che l’autrice o la destinataria si riconoscessero. L‘autrice si chiama Rebecca, la destinataria M. G., entrambe sono molto giovani nel 1997, si sono conosciute in un posto di mare dove in cima ad una salita era presente una vecchia sartoria.

Bipartisan 'Uprising' Against Flock Cameras: a Larger Fight Against Big Tech and Surveillance?

17 Agosto 2026 ore 05:04
Politico notes that over 20 local jurisdictions in America "either stopped using Flock cameras or began the process of doing so in July, according to a tracker maintained by DeFlock, an activist group that has been mapping the company. It's the highest amount in a single month since they began tracking in 2021." Some local officials said the public safety promises weren't worth the cost. The cameras "didn't help us with anything. From a utility aspect, they were just kind of not useful," said Eric Couture, a Democratic first selectman in Killingworth, Connecticut, another city that recently canceled its contract with Flock. "I'd say it was a net negative." And their article adds that it's a bipartisan pushback that "runs parallel to sprawling fights over the future of technology in American life, including the rise of increasingly advanced artificial intelligence tools and the construction of massive data centers needed to power them." Salon even argues Flock's cameras "have become a symbol of growing anger over the efforts by technology oligarchs to impose their dystopian fantasies on the country, replacing liberal democracy with a surveillance state... People are sick of tech billionaires trying to control our lives"" By targeting Flock cameras, activists are building momentum for a larger rebellion against the tech industry — and against political leaders who are complicit in their assault on our freedoms. Flock Safety embodies the dishonesty that has been the prevailing theme of tech corporate communications and marketing for at least the past decade. While the cameras are sold to the public as a banal traffic safety measure, they have prompted an outpouring of stories about how they're being used to violate civil liberties and undermine democracy... According to an exhaustive 10-month analysis by Electronic Foundation Frontier, a nonprofit dedicated to defending civil liberties in our digital age, local police were using the cameras to track protesters, such as those at No Kings rallies, who were then put in a national database to be used across all jurisdictions. Despite claims that the cameras only record license plates, the technology-focused outlet 404 Media found that the database is also being used to collect information on individual people whom cops can then search for using descriptions of clothing, race, gender and body type. The Flock uprising, though, is the stirrings of public understanding that none of this inevitable — and we have the right to fight back... Along with protests against data centers, it's a sign that the public is desperate for a way to fight back against not just AI, but also the anti-democratic forces fueling this latest tech wave. Salon's writer also adds that "what stands out about the burgeoning public rebellion against Flock security cameras is just how fun it all is," citing "a national cat-and-mouse game between vandals and cops that is being merrily followed on social media, mostly by people rooting for the vandals." City council meetings in which citizens swarm to protest paying for the cameras are the new must-see TV. In Huntington, West Virginia, a small city in the heart of Appalachia, one man became an internet folk hero when he stood up at a city council meeting and said, "I'm not gonna waste your time; I'm kinda hungry. But one last thing: Every single Flock camera has about 2-3 pounds of copper and about 1-2 grams of gold. Do with that information what you will." He then walked off in triumph.

Read more of this story at Slashdot.

Bye bye Hormuz: così Cina e Russia giocano di sponda nella Via della Seta Artica

17 Agosto 2026 ore 04:58

I russi la chiamano Northen Sea Route, abbreviata in Nsr. Per i cinesi questa rotta marittima ricoperta di ghiaccio per la quasi totalità dell’anno é invece parte integrante della Nuova Via della Seta di ghiaccio, o Via della Artica, una delle tante ramificazioni della Belt and Road Initiative. Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina, ma ancor più da quando è esplosa la crisi in Medio Oriente, il transito internazionale lungo l’arteria che di fatto costeggia la Russia é stato dominato da Pechino. Altro che competizione per accaparrarsi un percorso alternativo allo Stretto di Hormuz: Pechino e Mosca stanno collaborando sull’ennesimo dossier ciascuno seguendo i propri interessi.

Il Dragone vuole accorciare i tempi di spedizione delle merci ed evitare di attraversare zone cariche di tensioni. Il Cremlino, invece, sta perfezionando la Nsr per inviare le proprie risorse energetiche ai sempre più numerosi acquirenti asiatici. É così che prende forma l’ennesima cooperazione tra Vladimir Putin e Xi Jinping. Una cooperazione che consente alla Cina di rafforzare la sicurezza energetica nazionale e alla Russia di rianimare la propria economia vessata dal conflitto ucraino.

La Via della Seta sbarca nell’Artico (con la Russia)

La Via della Seta di ghiaccio assume una rilevanza sempre maggiore, soprattutto considerando che il Medio Oriente è scosso da una guerra che ha interrotto il traffico di petroliere e gas e contribuito a rallentare il commercio globale. In questo contesto, Cina e Russia si stanno preparando a potenziare ulteriormente questa rotta di navigazione alternativa, in una regione in cui, nei prossimi decenni, lo scioglimento dei ghiacci potrebbe allungare le stagioni navigabili e rendere accessibili nuove rotte. Ma che cosa rende così conveniente la Northern Sea Route controllata da Mosca? Un transito completo richiede appena una o due settimane e può consentire di risparmiare circa una settimana, o anche più, rispetto ai tempi di navigazione tra Asia ed Europa attraverso il Canale di Suez. Da tempo Putin immagina che questa rotta, lunga circa 3.500 miglia e sviluppata lungo la frastagliata costa artica della Russia, possa trasformarsi in un’importante arteria commerciale e in un motore per gli investimenti nei porti russi e nei grandi giacimenti di petrolio e gas della regione.

Negli ultimi mesi, il leader russo ha sostenuto che le interruzioni del commercio provocate dai combattimenti nel Mar Rosso e intorno allo Stretto di Hormuz dimostrino come la rotta artica stagionale possa essere considerata “la più sicura, affidabile ed efficiente”. Anche Xi guarda da anni con interesse alla prospettiva di una “Via della Seta polare” attraverso l’Artico. Nei giorni scorsi, tra l’altro, una compagnia di navigazione fondata a Singapore e gestita dalla Cina ha inaugurato il primo servizio stagionale di linea per container tra Cina ed Europa. La società pubblicizza un tempo di transito di circa 20 giorni, vale a dire quasi la metà rispetto a una rotta standard attraverso Suez, sostenendo inoltre di poter ridurre l’esposizione ai rischi di interruzioni geopolitiche. Un’altra società cinese, New New Shipping, ha lanciato il mese scorso una nuova linea che collega Tianjin, in Cina, con Murmansk, il principale porto artico della Russia. Il nuovo servizio si aggiunge alle rotte già operative della compagnia, che trasportano beni industriali cinesi in una direzione e materie prime russe nell’altra.

Nel complesso, almeno sei compagnie di navigazione cinesi dovrebbero effettuare più di 50 viaggi lungo la rotta durante questa stagione, utilizzando navi portacontainer, portarinfuse e navi multiuso. Come ha spiegato la Cnn, almeno per il momento il volume commerciale lungo la rotta rimane ancora estremamente ridotto rispetto alle principali arterie marittime mondiali, come il Canale di Suez. Il traffico è inoltre fortemente dominato dal petrolio e dal gas russi, che, insieme alle forniture destinate ad alcuni altri acquirenti asiatici di Gnl, confluiscono principalmente verso la Cina.

Sviluppi futuri e preoccupazioni occidentali

La cooperazione sino-russa nell’Artico procede di pari passo con l’espansione delle operazioni di navigazione cinese nell’area e con le crescenti preoccupazioni dell’Occidente. Il presidente statunitense Donald Trump ha evocato lo spettro di navi russe e cinesi impegnate a pattugliare le acque del Nord Atlantico, nei pressi della Groenlandia, per giustificare la minaccia di un’eventuale presa con la forza del territorio danese (una posizione, questa, che ha aperto una frattura senza precedenti con gli alleati europei della Nato). Washington ha inoltre siglato un accordo per la costruzione di nuove navi con la Finlandia, con l’obiettivo di ampliare la propria flotta di rompighiaccio, proprio mentre Pechino continua a rafforzare la propria presenza navale nell’Artico.

In Occidente cresce anche il timore che le missioni di ricerca cinesi possano avere una valenza strategica e militare. Le spedizioni condotte dalla crescente flotta polare cinese, come l’attuale missione di quattro mesi nella regione, potrebbero infatti consentire a Pechino di raccogliere dati potenzialmente utili alle proprie forze armate. Dal canto suo Pechino ha ripetutamente respinto queste accuse, sostenendo che siano parte di un tentativo di alimentare la percezione della “minaccia cinese” e di creare divisioni nella regione. La Cina difende le proprie attività nell’Artico come iniziative “volte a promuovere la pace, la stabilità e lo sviluppo sostenibile”, nel rispetto del diritto internazionale. Pechino ha inoltre difeso a lungo i propri rapporti commerciali con la Russia, suo stretto partner, respingendo le sanzioni unilaterali.

Mosca, in ogni caso, è ancora cauta rispetto a un maggiore coinvolgimento della Cina nelle questioni di sicurezza dell’Artico. La Russia sembra preferire che il Dragone continui a svolgere un ruolo prevalentemente economico, acquistando energia russa e contribuendo allo sviluppo della Nsr, con l’obiettivo di trasformarla in una redditizia arteria commerciale. Eppure, quasi un decennio fa, la Cina ha iniziato a elaborare i propri piani per la navigazione polare dopo essersi definita uno “Stato vicino all’Artico”, ponendo le basi per una presenza sempre più strutturata nella regione. Il gigante asiatico potrebbe avere insomma altri piani.

L'articolo Bye bye Hormuz: così Cina e Russia giocano di sponda nella Via della Seta Artica proviene da InsideOver.

“Bogey” e “Fox”, storia del gergo che ha segnato la storia dei combattimenti dell’aria

17 Agosto 2026 ore 04:58

Bogeys”. Un pilota da caccia americano aveva individuato due jet che si stavano avvicinando rapidamente. Dopo l’identificazione del modello e delle insegne, pochi istanti più tardi, attraverso la radio arrivarono altre parole in codice, parole destinate a entrare nelle cronache di quel combattimento: “Mi hanno voltato le spalle per la quinta volta… Fox Two!”. Due missili aria-aria puntarono dritti verso i loro bersagli, abbattendoli entrambi.

Era il 4 gennaio del 1989, quando due caccia F-14 Tomcat della Marina statunitense intercettarono una coppia di MiG-23 Flogger libici sopra il Mediterraneo. L’intercettazione degenerò in un duello aereo a causa delle “ripetute manovre che lasciavano presagire intenzioni ostili” da parte dei MiG, e le voci dei piloti statunitensi impegnati nello scontro aereo, registrate dal Dipartimento della Difesa e successivamente diffuse dalle emittenti televisive, incuriosirono quanti non conoscevano l’esatto significato di quella parola in codice. Per chiunque avesse dimestichezza con gli aerei da combattimento e la loro storia, quell’espressione curiosa, “FOX TWO”, aveva un significato preciso, dimostrato dagli eventi riportati dalla cronaca: il pilota del caccia aveva portato il suo attacco lanciando un missile aria-aria a guida infrarossa.

Fox One, Fox Two, Fox Three sono tre formule che appartengono al linguaggio universale del combattimento aereo che interessa gli aerei della NATO, i “brevity codes”, parole convenzionali utilizzate per condensare informazioni essenziali nel minor tempo possibile, che, attraverso appena sei sillabe, raccontano buona parte dell’evoluzione del combattimento aereo che ha trasformato i duelli nei cieli dalla Guerra Fredda ai nostri giorni.

Fox One” è il messaggio in codice che indica il lancio di un missile a guida radar semi-attiva come il celebre AIM-7 Sparrow, diventato uno dei protagonisti dei combattimenti aerei della Guerra del Vietnam, quando gli aerei da caccia, dopo gliultimi scontri aerei alla vecchia maniera nei cieli della Corea, iniziarono ad affidarsi quasi esclusivamente ai missili. Nel caso dei missili a guida radar semi-attiva il principio di funzionamento impone una limitazione decisiva: il missile possiede un ricevitore radar, ma non un trasmettitore capace di cercare autonomamente il bersaglio. È quindi il radar dell’aereo che lo ha lanciato a dover “illuminare” l’obiettivo, mentre lo Sparrow segue l’energia riflessa fino all’intercettazione. Ne consegue che il caccia deve continuare a supportare l’ingaggio durante il volo del missile. Rompere l’aggancio per effettuare determinate manovre difensive può compromettere l’intercettazione. Per alcuni secondi l’aereo che ingaggia il suo avversario, il “cacciatore”, rimane quindi, in una certa misura, legato alla sua preda, il suo obiettivo. Anche se si tratta di pochi secondi, in un combattimento aereo nel quale più velivoli possono avvicinarsi reciprocamente a velocità elevatissime, quei secondi possono diventare un’eternità. Per tale ragione, la scelta di questo tipo di missile riguarda scontri aerei ravvicinati condotti in determinate condizioni.

Nel caso del messaggio in codice “Fox Two”, il pilota segnala invece il lancio di un missile a guida infrarossa, il classico heat-seeker. È il caso del celebre AIM-9 Sidewinder che, a differenza dello Sparrow, non necessita che il radar del caccia continui a illuminare il bersaglio: il suo sensore ricerca la radiazione infrarossa emessa dall’aereo avversario e, una volta acquisito l’obiettivo, lo insegue autonomamente. Le prime generazioni di missili a guida infrarossa, tra i preferiti dai piloti, erano particolarmente efficaci quando l’attacco era portato dalla posizione “in coda” all’avversario, dal momento che la firma termica dei motori risultava più evidente al missile in cerca di calore. Negli anni i missili infrarossi sono stati migliorati, per essere capaci di ingaggi da molteplici angolazioni, rilevando non soltanto le sorgenti termiche più intense ma anche altre componenti della firma infrarossa del velivolo. Sistemi di puntamento montati sul casco permettono inoltre al pilota di indirizzare il sensore semplicemente guardando verso il bersaglio, consentendo lanci ad elevato angolo fuori asse. Decisivi nel combattimento ravvicinato, vengono impiegati durante i dogfight che, come nel primo caso, avvengono a una “distanza visiva”, mentre appartengono al combattimento aereo “oltre l’orizzonte” i missili lanciati quando viene segnalato un “Fox Three”, il lancio di un missile a guida radar attiva come l’AIM-120 AMRAAM.

Questo tipo di missile aria-aria rappresenta il vero salto tecnologico nel combattimento aereo che ha profondamente modificato il combattimento, ponendo il pilota nella condizione di ingaggiare e combattere un avversario Beyond Visual Range (BVR), ossia oltre il raggio visivo. Ciò gli consente di attaccare un aereo a grandi distanze con un missile a lungo raggio che dispone di un proprio radar e raggiunge un obiettivo che il pilota non vede a occhio nudo. Dopo il lancio, il missile procede verso l’area prevista d’intercettazione sfruttando la navigazione inerziale e gli eventuali aggiornamenti trasmessi attraverso data link; nella fase terminale attiva il proprio sensore radar e cerca autonomamente il bersaglio. Quando questo avviene, un’altra parola può attraversare la radio: “Pitbull”. Significa che il missile è diventato autonomo nella fase terminale dell’ingaggio. Il caccia che lo ha lanciato non è più vincolato come avveniva con le precedenti armi e può quindi “sganciarsi” e assumere una posizione difensiva o rivolgere l’attenzione verso un’altra minaccia.

Prima dello sviluppo dei missili a guida radar attiva, attraverso il codice “Fox Three” si annunciava l’uso del cannoncino di cui ogni aereo da combattimento è dotato; oggi l’impiego in combattimento di un cannoncino M61 Vulcan/GAU-12 o, nel caso dei nostri Eurofighter, del Mauser BK-27 è segnalato con la chiamata “Guns, guns, guns”.

I missili aria-aria sono entrati in servizio negli anni Cinquanta, quando Stati Uniti e Unione Sovietica hanno sviluppato diversi tipi di queste armi, fornendole ai loro alleati. Il primo impiego confermato di questo tipo di arma in combattimento risale al 17 giugno 1965, quando due caccia F-4 Phantom statunitensi ottennero due abbattimenti confermati contro MiG-17 nordvietnamiti utilizzando missili aria-aria. Dal Vietnam alle guerre arabo-israeliane, dalla guerra Iran-Iraq ai conflitti contemporanei, sensori, propulsione e sistemi di guida non hanno mai smesso di evolversi. E la portata dei missili che possono colpire un obiettivo BVR ci è stata resa chiara durante il recente combattimento aereo tra Pakistan e India, in cui un caccia pachistano di fabbricazione cinese J-15 ha abbattuto “oltre il suo raggio visivo” un caccia indiano di fabbricazione francese Dassault Rafale.

È giusto ricordare come, oltre alle manovre diversive o destinate a degradare l’energia del missile avversario per ridurne le possibilità di intercettazione, possano essere impiegati flare contro i missili infrarossi, chaff e guerra elettronica contro quelli radar.

Uno studio condotto dall’US Air Force, basato su oltre 1.450 combattimenti aria-aria dal 1965 ai nostri giorni, ha evidenziato come armi e sensori a lungo raggio abbiano drasticamente ridotto gli scontri ravvicinati. Sebbene il dogfight non sia del tutto scomparso, e nessun pilota possa permettersi di ignorare l’importanza del duro addestramento per affrontarlo, esso rappresenta sempre più frequentemente l’ultima fase di una battaglia che è cominciata molto prima che i due avversari potessero vedersi. Come dimostra il recente abbattimento del caccia di ultima generazione Su-57 russo caduto nella “trappola” tesagli da un F-16 ucraino che ha lanciato un missile a guida radar contro un bersaglio oltre il raggio visivo, sfruttando le informazioni fornitegli da un aereo comando e controllo Saab 340 AEW&C.

Come la caccia alla volpe

Ma veniamo infine alla codificazione del nemico, quel famoso “Bogey” che venne annunciato dal pilota prima di identificare la minaccia e lanciare i suoi missili contro il suo avversario. Nell’aviazione militare, anche l’identificazione delle minacce possiede un proprio vocabolario. “Bogey” indica un velivolo o una traccia radar di identità sconosciuta: potrebbe trattarsi di un aereo amico, neutrale o nemico e deve quindi essere identificato. Il termine, diffusosi nel linguaggio della Royal Air Force durante la Seconda guerra mondiale, deriverebbe da parole folkloristiche più antiche come bugge o bogle, utilizzate per indicare fantasmi, spettri o figure inquietanti e sconosciute. Come non ricordare, con l’occasione, l’attaccamento dei piloti a un certo tipo di storielle e folklore che hanno dato vita, attraverso la penna del pilota da combattimento e celebre scrittore Roald Dahl, alla leggenda dei “Gremlins”, i folletti che manomettevano i motori. Sempre gli inglesi, quando erano prossimi all’ingaggio dei nemici intercettati, erano soliti gridare “Tally-ho!”, come nella caccia alla volpe.

Una volta stabilita l’identità, cambiano anche le parole utilizzate: “Friendly” identifica con certezza un velivolo amico; “Bandit” uno identificato come nemico, senza che ciò costituisca automaticamente un’autorizzazione ad aprire il fuoco; “Hostile” indica invece una minaccia contro la quale l’ingaggio è autorizzato o consentito per legittima difesa. “Vampire”, infine, segnala un missile ostile rilevato visivamente o dai sensori. In ultimo, un dato fondamentale: contrariamente a quanto suggerisce quella conversazione radio, identificare un “Bandit” non equivale, di per sé, a ricevere l’ordine di abbatterlo. Esistono delle regole d’ingaggio. Ma questa è un’altra storia.

L'articolo “Bogey” e “Fox”, storia del gergo che ha segnato la storia dei combattimenti dell’aria proviene da InsideOver.

Il caso Greenstein: così un tweet può costare 14 anni di carcere nel Regno Unito

17 Agosto 2026 ore 04:58

Nella giornata di domani, nel Regno Unito, riprende il processo nei confronti di Tony Greenstein, nome che forse in Italia dirà poco ai più ma che è al centro di una vicenda giudiziaria che rischia di fare giurisprudenza. Ma chi è Greenstein? Uno scorbutico nonno di 72 anni, socialista ebreo di Brighton, figlio di un rabbino ortodosso, nonché noto attivista contro l’occupazione israeliana dei territori occupati e cofondatore della Palestine Solidarity Campaign. L’accusa è pesantissima: «terrorismo». La pena è altrettanto severa: 14 anni di carcere. Ma cosa ha fatto di tanto grave l’attivista britannico? Rispondendo sui social a un account anonimo che lo accusava, tra le righe, di essere un antisemita, Greenstein affermò provocatoriamente di sostenere Hamas contro l’esercito israeliano.

Il processo all’attivista

Passarono cinque settimane, fino a quando gli agenti della Counter Terrorism Policing perquisirono la sua casa a Brighton, sequestrando computer, hard disk e telefoni. Greenstein fu trattenuto per nove ore e gli furono imposte misure cautelari che gli vietavano di scrivere online sulla guerra a Gaza. Fu successivamente incriminato ai sensi della Section 12(1) del Terrorism Act 2000, che vieta di supportare gruppi dichiarati illegali dal governo del Regno Unito perché «coinvolti in terrorismo» come appunto Hamas. Alla polizia che lo arrestava, Greenstein disse: «Tutto questo è orwelliano».

If you disagree with the UK govt regarding Palestine, you get 14 years, says Tony Greenstein —not for planting a bomb, just for disagreeing https://t.co/Cmy0gprBfa

— Sarah Wilkinson (@swilkinsonbc) June 25, 2026

Il processo doveva iniziare il 5 gennaio scorso, ma è stato sospeso. La difesa – guidata dall’avvocato Lawrence McNulty – ha fatto ricorso in appello chiedendo di archiviare le accuse. McNulty ha inoltre denunciato un conflitto di interessi ai vertici dell’accusa del governo Starmer. In particolare, la Difesa di Greenstein ha accusato Sarah Sackman (al tempo solicitor general, ovvero principale consulente legale del governo): quest’ultima, infatti, era stata dirigente del Jewish Labour Movement e, prima di entrare in carica, aveva spinto per espellere Greenstein dal Labour. La giudice Plaschkes ha accettato il rinvio. Il processo riparte il domani, martedì, 18 agosto, a Kingston.

Nei guai per un commento sui social

Non è la prima volta che l’attivista pro-pal è finito nei guai per dei commenti online. Nel 2018, infatti, Greenstein fu espulso dal Partito Laburista a seguito di un lungo procedimento disciplinare, perdendo una causa per diffamazione contro la Campaign Against Antisemitism, che lo aveva definito «noto antisemita». La causa dell’espulsione del suo partito – non oggetto di indagine penale – è da ricercarsi per l’appunto in una serie di commenti pubblicati online, tutt’altro che edificanti.

Il punto, però, è un altro. E riguarda il clima di «caccia alla streghe» in cui è piombato il Regno Unito dopo il 7 ottobre 2023, che ha visto – di fatto – un processo di criminalizzazione del dissenso e del sostegno alla causa palestinese. I numeri sono inquietanti, per una democrazia occidentale: secondo quanto riferito dalla campagna Justice for Tony Greenstein, sono più di 2.700 le persone arrestate nel Regno Unito per aver espresso sostegno a Palestine Action dopo la messa al bando di quest’ultima nel 2025. Senza contare che diversi attivisti e giornalisti che si occupano di Israele e Gaza sono stati indagati o si sono visti perquisire le abitazioni , spesso senza alcuna incriminazione o accusa formale. L’obiettivo: intimidre e portare giornalisti e attivisti all’autocensura.

Fonti:

Thomas Karat, “The Two Terrorists: Britain Jails Tweets While the West Crowns al-Qaeda’s Man in Damascus,” Antiwar.com, 14 agosto 2026, https://original.antiwar.com/thomas_karat/2026/08/13/the-two-terrorists-britain-jails-tweets-while-the-west-crowns-al-qaedas-man-in-damascus/.

Jane Prinsley, “‘Notorious antisemite’ Tony Greenstein joins the Green Party,” The Jewish Chronicle, March 27, 2026, https://www.thejc.com/news/politics/notorious-antisemite-tony-greenstein-joins-the-green-party-i5gjdv1x.

Solidarity Is Not a Crime,” Justice for Tony Greenstein, https://justicefortonygreenstein.org/.

L'articolo Il caso Greenstein: così un tweet può costare 14 anni di carcere nel Regno Unito proviene da InsideOver.

Impostare il firewall con Fail2Ban

17 Agosto 2026 ore 04:30

Fail2ban ispeziona i log file (ad es. /var/log/apache/error_log) e banna IPs che mostrano un comportamento sospetto -- troppe password sbagliate, tentativi di  exploits, etc. Generalmente Fail2Ban è quindi usato per aggiornare le regole del  firewall al fine di rigettare gli indirizzi IP durante un intervallo di tempo settabile, benchè ogni altra azione (come l'invio di una mail di notifica) può anche altresì essere impostata. Tra le altre cose Fail2Ban mette a disposizione dei filtri per diversi servizi come apache, courier, ssh, etc.

Mostrerò brevemente come installare e configurare fail2ban per rigettare le connessioni di IP sospetti, specialmente quelli riguardanti la patch qmail-dnsrbl. Ciò evita di essere bannati noi stessi da spamhaus, che è gratuito solo fino a 100.000 query al giorno.

fail2ban richiede che si abbia un firewall come nftablesiptables attivo.

Changelog

  • Aug 16, 2026
    - Fail2Ban upgraded to v. 1.1.1 (changelog)
  • Nov 8, 2025
    - qmailadmin log file is now /home/vpopmail/log/qmailadmin-auth.log
  • Mar 14, 2025
    - dovecot filter updated for dovecot 2.4

Campo largo, tra primarie e programmi il rebus resta irrisolto

17 Agosto 2026 ore 04:07
Il dibattito nel centrosinistra prosegue nonostante la pausa estiva, tra fughe in avanti, frizioni interne e il pressing di Elly Schlein sulla necessità di definire prima la linea politica e poi le candidature

© RaiNews

Anthropic Criticized For Adding Watermarks to Text that Claude Generates - or Processes

17 Agosto 2026 ore 04:04
This week Anthropic announced its Claude chatbot will watermark the text it generates, reports the blog Futurism. "It works by making subtle changes in the AI's word choices across the text it generates, which are supposed to be imperceptible to a human but, in aggregate, form a pattern that is detectable with the tool." Anthropic said it was implementing the watermark system in response to the European Union's landmark AI Act passed in 2024, which requires that AI companies mark content that's been generated or edited by their systems. TechCrunch notes that other companies including Google, Meta, Microsoft, OpenAI, and Synthesia have committed to adhering to the EU's code. But "The news about Claude watermarking kicked off a firestorm on X," reports Forbes, "with users panicking that AI-assisted writing will now bear a kind of permanent 'scarlet letter.'" (Forbes wonders if media companies are normalizing AI "while at the same time stigmatizing the output.") But there's another issue. Anthropic said the watermark indicates Claude processed text, Business Insider points out, "not that it was necessarily the original author. The company said marks can remain after Claude proofreads, translates, summarizes, or otherwise edits content... a watermark shows that Claude processed text, not necessarily that it wrote it." In the days since, "Dozens of people have posted on X since Monday that they had canceled their Claude subscriptions, citing the watermark." Vladislav Rajtmajer, a freelance developer in the Czech Republic, told Business Insider he canceled his Claude Max subscription on Tuesday, citing the watermark as the main reason. He said he uses AI for code reviews and translations, and worried an AI label on code shipped to clients could raise questions about authorship or trigger contract penalties... Richard Echols, an AI consultant in Georgia, also said he canceled his Claude Max subscription on Wednesday and that the watermark was a major factor in his decision. He said he uses Claude to create documentation for businesses and worried the mark could appear when he had written the underlying material himself and used the chatbot only for edits. "Even if you edit your own work that you wrote, they add the watermark anyway," Echols said... Anthropic isn't the only AI lab to use watermarks: Google uses its SynthID technology to watermark AI-generated content, and OpenAI uses SynthID for supported images and audio. Elon Musk's social media platform X also adds a "Made with AI" tag on content it determines to be AI-generated or manipulated. Long-time Slashdot reader kmleon (also a tech consultant and RPG researcher) experienced another issue. He'd built some software using their own custom-built AI tool, only asking Claude to do some testing. "Little did I know that Claude would sometimes decide, since it was involved on the edges... to take credit for all of my work, claiming some parts were either '100%' or 'Co-Authored/Created' by Claude.Ai / Claude Code!" I'm sure the good folks at Anthropic will eventually tweak Claude enough to, hopefully, not make these mistakes in the future.... I only became aware of it today, because I recently setup scanners to catch Claude incorrectly watermarking any content it touches for various projects I'm working on. I found that it has (apparently as far back as Sonnet 4.6, but as recently as today, August 14th, 2026) sometimes been mistakenly over-zealous in taking credit for 100% creating or co-authoring docs, code, images, videos, etc. I've only, so far, found about a dozen instances spanning the past year, and most of them appear to have been injected in the last few weeks, so it is not a common issue (yet). On the bright side? Maybe watermarks can help AI stop training on AI-generated text. Although Forbes also reports that Google "announced on Friday that it will now let users remove the visible watermark from AI-generated images, videos and music created with several of its models."

Read more of this story at Slashdot.

South Korean shipbuilders first to benefit from Trump’s plan to keep US Navy afloat

South Korean shipbuilders could be among the first US partners to benefit from President Donald Trump’s push to rebuild America’s naval industrial base, analysts said. Trump last week signed a National Security Presidential Memorandum allowing foreign shipbuilders with US investments to build up to two vessels at their parent shipyards – a move aimed at quickly addressing gaps in US Navy capacity while restoring the country’s own shipbuilding sector. The directive comes as Washington seeks to...

China’s Xi praises former president Jiang’s contribution in show of party unity

17 Agosto 2026 ore 03:59
President Xi Jinping led commemorations of the 100th anniversary of the birth of former state leader Jiang Zemin at a grand ceremony in Beijing, in a show of political continuity and party unity ahead of next year’s major power reshuffle. In a 40-minute speech, Xi addressed thousands of officials and delegates from various sectors at the ceremony, held in the Great Hall of the People, delivering a speech that highlights Jiang’s contribution to the party and the country. All seven members of the...

China’s Xi praises former president Jiang’s contribution in show of party unity

17 Agosto 2026 ore 03:59
President Xi Jinping led commemorations of the 100th anniversary of the birth of former state leader Jiang Zemin at a grand ceremony in Beijing, in a show of political continuity and party unity ahead of next year’s major power reshuffle. In a 40-minute speech, Xi addressed thousands of officials and delegates from various sectors at the ceremony, held in the Great Hall of the People, delivering a speech that highlights Jiang’s contribution to the party and the country. All seven members of the...

China’s Xi praises former president Jiang’s contribution in show of party unity

17 Agosto 2026 ore 03:59
President Xi Jinping led commemorations of the 100th anniversary of the birth of former state leader Jiang Zemin at a grand ceremony in Beijing, in a show of political continuity and party unity ahead of next year’s major power reshuffle. In a 40-minute speech, Xi addressed thousands of officials and delegates from various sectors at the ceremony, held in the Great Hall of the People, delivering a speech that highlights Jiang’s contribution to the party and the country. All seven members of the...

The BEST I Ever Had. Get Some.

17 Agosto 2026 ore 03:49

💾

This was the best survival food I ever ate

IN USA: THE BEST SURVIVAL FOOD (EXCLUSIVE 20% DISCOUNT VALID THROUGH AUGUST use coupon code 'CanadianPrepper' (affiliate link)
https://tinyurl.com/nhhtddh6

IN CANADA: GET MOUNTAIN HOUSE FOOD for 10% OFF USE DISCOUNT CODE Code: CANADIANPREP here https://72hours.ca/collections/freeze-dried-food?sca_ref=11929078.o4H3sEP2rfoDx

Get 70% off whatever is left at the store using discount code DADMODE70
www.canadianpreparedness.com

GET EMERGENCY PRESCRIPTION MEDS AND ANTIBIOTICS (affiliate link)
https://jasemedical.com/canadianprepper

GET WORLDS BEST (canada made!) NUCLEAR RADIATION DETECTOR HERE
USE CODE NUKE10 for 10% off
https://gammawatch.com/ct008-f-promo/

Trump: "Ridurre esercitazioni con la Corea del Sud". Seul: "Si svolgeranno come previsto"

17 Agosto 2026 ore 03:13
Il presidente Usa ordina alla Difesa di tagliare drasticamente le manovre congiunte con Corea del Sud: "Buoni rapporti con Kim Jong-un e costi quasi solo a nostro carico"

© RaiNews

How has John Lee’s promise of a ‘new chapter’ for Hong Kong held up?

17 Agosto 2026 ore 03:30
It made perfect sense for Hong Kong Chief Executive John Lee Ka-chiu to hold public consultations on both the city’s first five-year plan and the last policy address of his current term at the same time. Many have been putting forward views that warrant serious consideration. It is clear that Lee needs to be bolder when it comes to the “new chapter” he promised in 2022 when he was elected. The Northern Metropolis is only one part of the city’s transformation; his coming policy address must lay...

Magnitude 5.9 aftershock strikes Indonesia’s Flores as quake death toll rises to 53

⁠An ⁠earthquake of magnitude ‌5.9 struck Indonesia’s Flores region ⁠on Monday, the ‌German Research ‌Centre for Geosciences ⁠said, ⁠hitting ‌at a ‌depth ‌of ‌10km (six miles). The aftershock comes two days after a magnitude 7.7 quake shook six regencies on Flores, a predominantly Catholic island in the Muslim-majority country. Rescue teams in eastern Indonesia recovered six more bodies on Sunday, raising the death toll to 53, authorities said, as many of the thousands of displaced people spent...

USS Lincoln leaders making mental health ‘a priority’ during long deployment: US commander

17 Agosto 2026 ore 03:00
A top US military commander said mental health was a valid concern after meeting crew deployed on the USS Abraham Lincoln, where conditions aboard the aircraft carrier have led to complaints during its long deployment in the Iran war. Admiral Brad Cooper’s visit to the carrier in the Arabian Sea followed outrage among family members about reports of food shortages, water contamination, mouldy showers and long shifts in wartime aboard the vessel, which has been deployed without a port call for...

China dark tourism on the rise as adventurers brave simulated disasters at experience centres

17 Agosto 2026 ore 03:00
As dark tourism gains traction, some Chinese youth are embracing a related form of experiential travel, paying to confront simulated typhoons, floods, and other disasters while acquiring survival skills. Also referred to as grief tourism, dark tourism involves visiting sites linked to death, catastrophe, and human suffering. Its origins trace back centuries, including connections to 17th century Britain, where public executions often attracted large crowds. This phenomenon has surged across...

Hong Kong firm bets on Chinese open-weight models to rival CoreWeave

The rise of Chinese open-weight models has shaken up the global artificial intelligence (AI) market in recent months. With China’s systems offering high performance at a lower cost, businesses around the world are looking at shifting away from Silicon Valley’s leading providers. Now, a new Hong Kong-based company aims to turn that trend into a billion-dollar business. The “neo-cloud” provider Antimatter is helping firms switch from the dominant US models – and the cloud systems that serve them –...

USS Lincoln leaders making mental health ‘a priority’ during long deployment: US commander

17 Agosto 2026 ore 03:00
A top US military commander said mental health was a valid concern after meeting crew deployed on the USS Abraham Lincoln, where conditions aboard the aircraft carrier have led to complaints during its long deployment in the Iran war. Admiral Brad Cooper’s visit to the carrier in the Arabian Sea followed outrage among family members about reports of food shortages, water contamination, mouldy showers and long shifts in wartime aboard the vessel, which has been deployed without a port call for...

Nuovo Report del Blog con NotebookLM. 16 agosto 2026

Social Ecology Research: Post-Bookchin Studies and Historical Memory 40 fonti·16 ago 2026 Questi documenti provengono dal blog Social Ecology Research, uno spazio dedicato all’ecologia sociale post-bookchiniana e all’attivismo radicale nel territorio del Friuli. I contenuti esplorano l’intersezione tra anarchismo, antifascismo...
Vedi l'articolo

How to help more of Hong Kong’s non-Chinese-speaking students reach university

The percentage of non-Chinese-speaking students who sat Hong Kong Diploma of Secondary Education (DSE) exams and were admitted to the city’s public universities has remained persistently low over the past five academic years, with no clear signs of a change in sight. Veteran educators who teach such pupils, classified by the government as NCS students, attributed the trend to three main factors: high failure rates in core mathematics; deficiencies in Chinese-language studies; and a lack of...

Linux Kernel 7.2 Has Been Officially Released with Many New Features

17 Agosto 2026 ore 02:03
Linux Kernel 7.2 has just been officially released with a slew of new features, reports the blog 9to5Linux. Highlights of Linux 7.2 "include cache-aware load-balancing support, initial HDMI 2.1 FRL support to the AMDGPU driver, support for devres-based management of ACPI notify handlers, initial CRI platform support for the Intel Xe driver, and Rust support for the IBM System/390 (S/390) architecture." Linux kernel 7.2 also introduces a "Fair(er)" GPU scheduler, support for the 'zerocopy' library to Rust support to make zero-cost memory manipulation effortless, new hwcaps for the 2025 dpISA extensions on the AArch64 (ARM64) architecture, and enables large folios by default for the Btrfs file system. It also brings Intel CPU model number support for Panther Lake R processor series, improvements to the kernel's swap subsystem, support for multi-size transparent huge pages (mTHPs) to the khugepaged kernel thread, and support for compressed files to the SMB filesystem. On top of that, Linux 7.2 improves the new NTFS filesystem introduced in Linux kernel 7.1, adds devicetree updates for 64-bit NXP/Freescale and Qualcomm platforms, introduces MPTCP signaling support for IPv6 addresses, adds GRO/GSO support for PPPoE, and brings more SMP load-balancing updates... [T]he TCP authentication option has been implemented, and there are also some Thunderbolt networking improvements. Also worth mentioning is that the KVM subsystem has received support for AMD's "guest-mode execution trap" and Intel's "mode-based execution control" (MBEC) features, the NFS file system's default block size was bumped to 4MB on systems with at least 16GB RAM, and support for the Intel Trusted Domain Extensions (TDX) feature has been added. Thanks to Slashdot reader prisoninmate for bring the news.

Read more of this story at Slashdot.

Mamdani Speaks Mandarin to Promote Broadway, and Gets Good Reviews

17 Agosto 2026 ore 03:07
Mayor Zohran Mamdani released videos in three languages to highlight a program that offers free theater tickets to high school students. His Mandarin earned some praise.

Promozione della lettura: idee, progetti e iniziative per far circolare i libri

Leggere è spesso un gesto individuale. Un libro si apre in silenzio. Una persona entra in una storia, incontra un’idea, cambia prospettiva oppure semplicemente trascorre qualche ora altrove. Ma la promozione della lettura comincia davvero quando quell’esperienza individuale smette di...
Vedi l'articolo

Top Admiral Praises Sailors but Concedes Hardships After Visit to U.S.S. Lincoln

16 Agosto 2026 ore 22:40
Admiral Brad Cooper, head of U.S. Central Command, acknowledged the difficulty of the carrier’s nearly nine-month deployment but said mental health issues were lower than on other vessels.

© Zachary Pearson/U.S. Navy, via Getty Images

The U.S.S. Abraham Lincoln in the Strait of Hormuz on 2019.

Japan eyes deeper defence ties with Australia, India to ease supply chain concerns

17 Agosto 2026 ore 02:00
Japan is looking beyond the United States to enhance its defence capabilities, as mounting doubt over American munitions supplies pushes Tokyo to seek deeper industrial ties on this front with Australia and India. Defence Minister Shinjiro Koizumi’s visits to the two countries this week are set to advance cooperation spanning warships to stealth technology and drones, analysts say, pointing to how prolonged conflict in the Middle East and the Ukraine war could drain stockpiles for US...

Livorno sconvolta per la morte di Roberta Celli, il nodo sicurezza: “Tanti balconi realizzati con quel tipo di solaio”

17 Agosto 2026 ore 01:45

Livorno, 17 agosto 2026 – La città è scossa per la morte di Roberta Celli, 56 anni, professoressa di italiano e storia nelle classi del liceo Cecioni. Una tragedia assurda con il balcone di casa che improvvisamente cede e la donna che precipita nel vuoto. L’istituto si è stretto intorno alla famiglia dell’insegnante. Roberta lascia il marito e due figli adolescenti.

L’intervento dei vigili del fuoco sul terrazzo crollato da cui è caduta la donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

Il cordoglio del liceo Cecioni

“La comunità scolastica del Liceo Statale “Francesco Cecioni” ha appreso con profondo cordoglio della tragica e improvvisa scomparsa della prof.ssa Roberta Celli avvenuta nel pomeriggio del 14 agosto. La sua perdita colpisce profondamente la nostra scuola. In questo momento di grande dolore, il Liceo “Francesco Cecioni” esprime la più sincera vicinanza ai familiari, ai quali rivolge le più sentite condoglianze. La prof.ssa Celli, docente di italiano nella nostra scuola dal 2023, ha svolto il proprio servizio con professionalità, serietà e dedizione, offrendo il proprio contributo alla crescita degli studenti e partecipando attivamente alla vita della comunità scolastica. Nel rinnovare la propria vicinanza ai familiari, il Liceo “Francesco Cecioni” ricorda con riconoscenza l’impegno umano e professionale della prof.ssa Celli e si unisce al dolore di quanti ne piangono la scomparsa”.

Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

I solai Sap

Intanto, mentre le famiglie dello stabile di via Bonomo dove è avvenuto l’incidente sono potute rientrare nelle abitazioni (con l’interdizione dei terrazzi che sono tutti a rischio crollo), si attende la perizia dei vigili del fuoco e l’esito delle indagini sull’incidente. Dalle foto sembra che si tratti di terrazzi realizzati con solai SAP (Senza Armatura Provvisoria), ovvero un tipo di solaio semiprefabbricato in laterizio armato. Entrò in produzione nel 1925 negli stabilimenti Rizzi/Donelli/Breviglieri (R.D.B.) di Piacenza ed è stato uno dei grandi protagonisti dell’edilizia Italiana del boom economico, in quanto veloce da montare, economico e adatto ai cantieri dell’epoca (poteva essere realizzato senza l’utilizzo di gru). È formato da travetti in cotto accostati con esili armature metalliche sigillate a malta, senza una vera cappa in calcestruzzo armato superiore. Sono solai del boom del dopoguerra, strutture spesso difficili da consolidare e a Livorno ce ne sono molti. Le infiltrazioni di pioggia contribuiscono a degradare il metallo e renderli pericolosi. Purtroppo dalle foto di google maps del settembre 2025 si vede che anche i terrazzi dello stabile dove è avvenuto l’incidente avevano dei segni di degrado importanti già un anno fa.

Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

Launch of Northern Metropolis flats attracts strong interest from Hong Kong homebuyers

Hong Kong homebuyers flocked to the first batch of units at a major residential project in the Northern Metropolis with 44 – or more than half – of the 82 flats made available via regular sale finding buyers as of 7.30pm on Sunday, according to agents. Wheelock Properties’ Park Silicon project in Kwu Tung North also sold eight units via tender worth more than HK$78.43 million (US$9.99 million), the developer said. The units were among the 18 available via tender starting Sunday. The positive...

China's Moon-landing Plans And Why the US Is So Worried

17 Agosto 2026 ore 01:03
"We are in a 21st century space race," U.S. Senator Ted Cruz has said. And this week CNN noted a competition that for decades loomed in the background of geopolitics "is now roaring to the forefront," with China "demonstrating rapid advances in space technology" while the U.S. is "ratcheting up rhetoric about a looming battle for control of the cosmos." It's the fact that China plans to build a permanent settlement on the moon by 2040 that has prompted an urgent response from [U.S.] lawmakers... They've declared a new space race, and NASA is pledging to build a lunar outpost of America's own.... Both the United States and China plan to send robotic explorers to the south pole later this year, paving the way for human explorers to follow close behind. The US is relying on the private sector to develop and build low-cost, exploratory robotic landers... Meanwhile, China is aiming to launch its robotic Chang'e-7 mission as soon as this month. The complex endeavor will seek to use four different robotic vehicles — an orbiter, lander, rover and mobile "hopper" — working in tandem to attempt to gather unprecedented data. The effort will include tools to drill for and directly analyze water ice, a feat that the US will only attempt with robotic missions slated for next year at the earliest. "If lunar water ice is successfully located, it could significantly reduce the cost and time required to transport water from Earth, facilitating the establishment of a human base for long-term activities on the moon and enabling further exploration of Mars or deep space," Tang Yuhua, the deputy chief designer of the Chang'e-7 mission, said in a 2025 interview with state media. The oncoming flurry of south-pole-centric activity, with few established international laws to govern the outcomes, is heightening the drama of this rivalry... But with a much more ambitious goal — a future in which people attempt to flourish within permanent settlements rather than just visit the moon — the stakes of this new space race are even higher, according to Clayton Swope, the deputy director of the Aerospace Security Project at the Center for Strategic and International Studies, a bipartisan nonprofit. "The long-term vision will take generations to execute on," Swope said. "But in my mind, it's a scenario where there are people being born, people dying, their families, children growing up in a place that is not Earth — so that looks a lot like a city, more than it looks like an expedition to the south pole." If such a future comes to fruition, Swope added, his hope is that such extraterrestrial colonies would be governed by rules reminiscent of Western ideals and democratic principles. Whether China would be on the same page is an open question. China is already fine-tuning its plans for a lunar settlement, CNN writes: The country envisions the International Lunar Research Station, or ILRS, as a sprawling science-focused facility on the moon's surface that can be operated robotically, "with the prospect of subsequent human presence," according to a government's ILRS website. China could partner with Russia to build a massive nuclear reactor to power the base, though questions remain regarding how the war in Ukraine may impact Russia's ability to deliver... China and Russia were mapping these plans long before the US announced its own intention to build a nuclear reactor on the moon last year and detailed its plans for a lunar settlement spanning hundreds of square miles... Who will write the rules? And how, exactly, will the use of lunar resources be policed on the international stage? Meanwhile, NASA "still does not have a vehicle capable of getting astronauts down to the lunar surface," the article points out: Returning to the moon is not as simple as repeating Apollo. The space agency cannot — and does not wish to — replicate its 20th century lunar-landing success. The supply chains, skilled machinists and factories that built Apollo's rockets, landers and command modules no longer exist. And while the Apollo landings stuck close to the lunar equator, landing near the south pole is substantially more complex and requires more powerful vehicles.... China, meanwhile, has been laser focused on its lunar exploration program since 2004, using its top-down, central planning system to keep resources flowing toward specific goals.

Read more of this story at Slashdot.

Longevità e Lavoro

17 Agosto 2026 ore 00:39
di Roberto Vacca

Abbiamo più tempo perché in genere aumenta la nostra aspettativa di vita e, insieme, tende ad abbassarsi l’età a cui si va in pensione. La tabella seguente riporta per 10 nazioni significative e per la media mondiale: aspettativa di vita, popolazione 2010 e 2026, età pensionabile e natalità.

Longevità, popolazione, pensione, natalità in alcuni Paesi

Quasi ovunque sta crescendo la percentuale degli anziani nella popolazione generale e aumenta il divario: i ricchi vivono 10 -15 anni più a lungo e in migliori condizioni di salute dei cittadini con redditi più bassi. La natalità di sostituzione (popolazione stabile) si verifica quando in media ogni donna ha 2,1 figli, In Africa la natalità è di 4 figli/donna cui consegue una crescita della popolazione del 2% annuo (raddoppio in 35 anni), In Oceania ogni donna ha 2,1 figli (popolazione stabile). Negli altri continenti la popolazione diminuisce più o meno lentamente. Non è più da temere il rischio di sovrappopolazione che taluno considerava imminente negli anni Settanta. Oggi, meditando sulla penultima riga della Tabella, si parla paradossalmente di una futura sparizione del Giappone!!

Denatalità e incremento dell’aspettativa di vita tendono a creare società in cui pochi lavoratori giovani generano un PIL (prodotto interno lordo) crescente adeguato a mantenere un numero crescente di pensionati anziani.  L’incremento continuo del PIL esige, però, un flusso continuo di invenzioni e progressi scientifici che notoriamente sono originati in larga maggioranza da tecnologi e ricercatori giovani – Edison creò a Menlo Park il suo laboratorio quando aveva 30 anni. I matematici innovatori producono teoremi e costrutti epocali che costituiscono svolte significative intorno o prima dei 40 anni.

Il matematico Pierre de Fermat nel 1637 (a 36 anni) scrisse in margine a una copia latina dell’Aritmetica di Diofanto l’enunciato del suo famoso “ultimo” teorema: non esistono 3 numeri interi a, b e c che soddisfino l’equazione

a^n + b^n = c^n

per n intero e maggiore di 2. Fermat aggiunse alla sua nota che aveva trovato una mirabile dimostrazione del suo teorema, che non riportava perché era lunga e non entrava in quel margine. La sua asserzione è ritenuta falsa.

Per 350 anni matematici famosi tentarono senza successo. di ricostruire quella prova. Finalmente ci riuscì – con 7 anni di lavoro – nel 1995 (129 pagine pubblicate in Annals of Mathematics), con l’aiuto di Richard Taylor, il matematico britannico Andrew Wiles (n. 1953) che fu onorato con il premio Abel, con il cavalierato (titolo di Sir) e ricompensato con una borsa di 50.000 dollari.

 

 

 

 

L'articolo Longevità e Lavoro proviene da Il Blog di Beppe Grillo.

Trump orders Pentagon to scale back joint military exercises with South Korea

US President Donald Trump ordered the Pentagon on Sunday to scale back planned joint military exercises with South Korea after the Republican president said South Korea declined to help denuclearise Iran. Trump said in a social media post that the exercises scheduled to begin this week are costly and “send a signal that is totally inappropriate and hostile” to North Korea, which he said “has been unthreatening and respectful” while Trump has been in the White House. “Therefore, and based on the...

Trump orders Pentagon to scale back joint military exercises with South Korea

US President Donald Trump ordered the Pentagon on Sunday to scale back planned joint military exercises with South Korea after the Republican president said South Korea declined to help denuclearise Iran. Trump said in a social media post that the exercises scheduled to begin this week are costly and “send a signal that is totally inappropriate and hostile” to North Korea, which he said “has been unthreatening and respectful” while Trump has been in the White House. “Therefore, and based on the...

Liechtenstein Changes Its Law to Allow Women to Ascend the Throne

17 Agosto 2026 ore 00:10
The move puts the principality in the majority among nearby nations with royal families.

© Romina Amato/Reuters

Hereditary Prince Alois of Liechtenstein, arriving at the country’s National Day celebrations in Vaduz, the capital, on Saturday.

Italia regina d’Europa: doppio oro e medagliere vinto in faccia alla Gran Bretagna

16 Agosto 2026 ore 23:49

Italia regina d’Europa

L’Italia si conferma regina dell’atletica europea. A Birmingham gli azzurri chiudono al primo posto nel medagliere con 22 podi complessivi: 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi. Non viene raggiunto il record delle 24 medaglie stabilito nell’edizione casalinga di Roma 2024, ma il presidente della Fidal Stefano Mei celebra comunque quella che considera «la spedizione migliore di sempre».

Il primato arriva soltanto al termine di un’ultima giornata da cinque medaglie, decisa dall’ultima gara dell’intera manifestazione. Dopo il momentaneo sorpasso della Gran Bretagna, seconda nella staffetta femminile 4×400 davanti alle azzurre, all’Italia serve la vittoria nella prova maschile per tornare in testa. Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati completano la missione in 2’59”16, battendo proprio i padroni di casa e consegnando alla squadra azzurra il primo posto finale.

Nella 4×400 femminile l’Italia conquista invece il bronzo con il tempo di 3’23”57. L’argento britannico aveva temporaneamente permesso alla Gran Bretagna di portarsi davanti, prima del definitivo ribaltamento firmato dalla formazione maschile.

L’altro oro della serata porta il nome di Larissa Iapichino. Alla saltatrice azzurra basta il primo tentativo per mettere una seria ipoteca sul titolo: il suo salto da 7 metri rimane infatti insuperato. La britannica Sawyers si ferma a un solo centimetro, conquistando l’argento con 6,99, mentre la francese Kpatcha completa il podio con 6,98. La classe 2002 migliora così il secondo posto ottenuto agli Europei di Roma e aggiunge un altro risultato prestigioso all’argento indoor vinto ai Mondiali di Torun dello scorso marzo.

La mattinata era stata invece dominata dalla maratona. Nella prova maschile Pietro Riva conquista la medaglia d’argento al termine di una gara gestita con grande lucidità. L’azzurro rimane nel gruppo degli inseguitori del tedesco Amanal Petros, che taglia il traguardo in 2h09’11. Riva conclude appena sette secondi più tardi, in 2h09’18, aggiungendo un altro podio personale all’argento nella mezza maratona e all’oro a squadre ottenuti a Roma 2024.

Più indietro gli altri italiani: Ahmed Ouhda termina al 18° posto in 2h11’45, Daniele Meucci è 23° in 2h14’33 e Xavier Chevrier chiude 32° in 2h18’21. Badr Jaafari è invece costretto al ritiro tra il decimo e il quindicesimo chilometro.

Un altro argento arriva dalla classifica a squadre della maratona femminile. La migliore delle azzurre è Rebecca Lonedo, sesta in 2h27’55, immediatamente davanti a Sofiia Yaremchuk, settima in 2h28’02. Determinante anche la prestazione di Giovanna Epis, 21ª in 2h33’02, mentre Alessia Tuccitto conclude in 31ª posizione. L’Italia sale sul secondo gradino del podio alle spalle della Gran Bretagna e davanti alla Spagna.

Nelle altre finali di giornata, Osama Zoghlami resta a lungo a contatto con il gruppo di testa nei 3000 siepi, ma perde terreno nella parte conclusiva e termina undicesimo in 8’33”25. Il gemello Ala è tredicesimo con 8’34”65, mentre Yassin Bouih si piazza sedicesimo in 8’36”15.

Nel lancio del giavellotto Paola Padovan ottiene il settimo posto grazie a una misura di 58,91 metri. Ludovica Cavalli chiude invece dodicesima e ultima nella finale dei 1500 metri, corsi in 4’18”91.

Matteo Oliveri termina al tredicesimo posto nel salto con l’asta dopo aver fallito i tre tentativi a 5,70 metri. Il titolo va ancora una volta a Mondo Duplantis, protagonista dell’ennesima prova dominante e del nuovo record dei campionati, fissato a 6,15 metri.

Amaro, infine, l’epilogo della staffetta 4×100 mista. La gara dell’Italia si interrompe già al secondo cambio, a causa di un errore nel passaggio del testimone tra Vittoria Fontana e Fausto Desalu. Un contrattempo che non rovina però il bilancio complessivo di Birmingham: gli azzurri lasciano la Gran Bretagna con il primo posto europeo e 22 medaglie.

L'articolo Italia regina d’Europa: doppio oro e medagliere vinto in faccia alla Gran Bretagna proviene da Affaritaliani.it.

Kushner Meets With Hamas to Advance Trump’s Gaza Plan

The president’s son-in-law met the Palestinian militant group’s leaders in Egypt, officials said. He will soon see Benjamin Netanyahu, the Israeli leader.

© Saul Loeb/Agence France-Presse — Getty Images

Jared Kushner earlier this year.

XX Mediterranean Games 2026 - Puglia On The Air

29 Luglio 2026 ore 14:59


In occasione della XX Edizione dei Giochi del Mediterraneo 2026, con il patrocinio di A.R.I. Nazionale, il patrocinio del Comitato Regionale Puglia A.R.I. ed il patrocinio del Nuovo Comitato Organizzatore XX Ed. dei Giochi Del Mediterraneo Taranto 2026, la Sezione A.R.I. TARANTO “ANTONIO QUARANTA” - IQ7TA, indice il Diploma Radio “XX Mediterranean Games 2026 – Puglia On The Air”, con lo scopo di promuovere l’attività radioamatoriale e valorizzare le città della Regione Puglia, sede delle competizioni sportive dei Giochi del Mediterraneo 2026.

Il diploma è aperto a tutti i radioamatori e gli SWL del mondo.

Dalle 0:00 (ora italiana) del 21 Agosto 2026 (22:00 UTC del 20/08/2026) alle 23:59 (ora italiana) del 3 Settembre 2026 (ossia 21:59 UTC del 03/09/2026).

Per leggere il regolamento completo cliccare QUI

Liechtenstein Changes Its Law to Allow Women to Ascend the Throne

17 Agosto 2026 ore 00:10
The move puts the principality in the majority among nearby nations with royal families.

© Romina Amato/Reuters

Hereditary Prince Alois of Liechtenstein, arriving at the country’s National Day celebrations in Vaduz, the capital, on Saturday.

[2026-09-17] Inchiostri Ribelli 2026 - Guerra alla Guerra @ NextEmerson

17 Agosto 2026 ore 00:07

Inchiostri Ribelli 2026 - Guerra alla Guerra

NextEmerson - Via di Bellagio 15, zona Castello - Firenze
(giovedì, 17 settembre 18:00)
Inchiostri Ribelli 2026 - Guerra alla Guerra

INCHIOSTRI RIBELLI EDIZIONE 2026 ⚡️⚡️

📅 17-18-19-20 settembre 2026

GIOVEDÌ 17/09

📍 Parco comunale del Circolo La Costituzione di Quinto

18.00 — Chiacchierata con l’autrice di Antiche Radici, fumetto di interviste alla diaspora palestinese a Siena, di Marta Bello
19.00 — Spettacolo Tessuti Aerei
20.00 — Cena a cura del circolo
21.30 — Errico Cantamale

VENERDÌ 18/09

📍 C.S.A. NextEmerson

Dalle 16.00 — Apertura mostra Amar3, tattoos e attività
Proiezioni di corti e slideshow fotografici durante tutte le giornate
Workshop stop motion

17.00 — Etnografie trap di Francesca Buscaglia
18.00 — Pisciare sulla metropoli di Tommaso Sarti + contributo musicale

20.00 — Cena

21.00 — Amore dal sottosuolo – cabaret
22.00 — Stand up comedy Laura Pusceddu
22.00 — Palestine Sound Archive + concerto

SABATO 19/09

📍 C.S.A. NextEmerson

15.00 — Workshop ritratto fotografico
15.30 — Workshop incisione sul legno / stampa giapponese

16.00 — Autonomia Operaia Esperienza Fiorentina – con l’autore Lauro Rosso
17.30 — Frammenti di un discorso di classe – la trama alternativa con l’autrice Giusi Palomba

Cypher Hip Hop con Bounce Motion

Concerti:
Anafem
Ma7di
Rumy Gyal

DOMENICA 20/09

📍 C.S.A. NextEmerson

Presentazione SCHEGGE/fragments con Francesco Catelani, Liz Van der Null, Holly Hauser, Archivio di Ferro, Alpraz + reading e live painting

Presentazione Sono nato il 17 novembre di Dimitris Koufontinas

17.00 — Workshop “Suona?” a cura di Calimaia collettivo e Pony Picnic
17.00 — Concerto cumbia Garzas Viajeras
18.00 — Spettacolo clown contemporaneo
19.30 — Asta di chiusura festival

🖊️ per tutti i tre giorni al C.S.A. NextEmerson ci sarà uno spazio dedicato ai tatuaggi e ai banchetti di autoproduzioni.

🚗 Per chi arriva in macchina al C.S.A. NextEmerson: è possibile parcheggiare presso il parcheggio della stazione di Castello, a pochi minuti a piedi dal centro sociale.


📩 Info: inchiostriribelli@autoproduzioni.net

Tutto il festival è benefit per: Palestina, lotte internazionali e lotte locali.

Lazio fuori a sorpresa in Coppa Italia, avanti Genoa, Frosinone e Verona

16 Agosto 2026 ore 23:34
Lazio fuori a sorpresa in Coppa Italia, avanti Genoa, Frosinone e Verona

ROMA (ITALPRESS) – La Coppa Italia regala sorprese e gol nei quattro match dei trentaduesimi di finale. Il risultato più clamoroso arriva dall’Olimpico, dove la Lazio di Gennaro Gattuso cade 2-0 contro il Mantova di Francesco Modesto e saluta subito la competizione. Dopo un primo tempo equilibrato, i lombardi sbloccano la gara al 75′: Bragantini riceve da Trimboli, entra in area e mette al centro per Ruocco, che non sbaglia. Nel finale Cajazzo approfitta degli spazi e firma il raddoppio in contropiede. Amaro, dunque, l’esordio ufficiale di Gattuso sulla panchina biancoceleste. Il Mantova affronterà ai sedicesimi la vincente di Palermo-Lecce. Spettacolo anche al Bentegodi, dove il Verona supera l’Entella soltanto ai calci di rigore dopo il 2-2 dei tempi regolamentari. Liguri avanti al 18′ con Vilanova, ma la squadra di Baroni ribalta tutto in poco più di un quarto d’ora: Compagnon pareggia al 20′, mentre al 36′ Amin Sarr firma un gol di pregevole fattura dopo una lunga azione personale. L’Entella non molla e all’84’ trova il pari con Franzoni su rigore. Dal dischetto, però, il Verona è più preciso e conquista la qualificazione. Ai sedicesimi ci sarà il Cagliari. Successo netto invece per il Genoa di Daniele De Rossi, che al Ferraris batte 4-1 l’Ascoli. I marchigiani passano in vantaggio al 25′ con Silipo, ma i rossoblù reagiscono prima dell’intervallo grazie a Marcandalli e Baldanzi, autore del sorpasso. Nella ripresa Colombo firma il 3-1, mentre Havel chiude definitivamente i conti all’80’. Il Genoa affronterà il Sùdtirol.
Quattro gol anche per il Frosinone, che al Benito Stirpe supera 4-1 la Juve Stabia. Protagonista assoluto Kvernadze, autore di una doppietta e già decisivo al 20′ per il vantaggio ciociaro. Cichella e Raimondo completano il poker, mentre Patanè accorcia momentaneamente le distanze per gli ospiti. Nel finale la Juve Stabia resta anche in dieci per l’espulsione di Sanà Fernandes. Il Frosinone attende ora la vincente di Sassuolo-Cesena.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Lazio fuori a sorpresa in Coppa Italia, avanti Genoa, Frosinone e Verona

16 Agosto 2026 ore 23:34
Lazio fuori a sorpresa in Coppa Italia, avanti Genoa, Frosinone e Verona

ROMA (ITALPRESS) – La Coppa Italia regala sorprese e gol nei quattro match dei trentaduesimi di finale. Il risultato più clamoroso arriva dall’Olimpico, dove la Lazio di Gennaro Gattuso cade 2-0 contro il Mantova di Francesco Modesto e saluta subito la competizione. Dopo un primo tempo equilibrato, i lombardi sbloccano la gara al 75′: Bragantini riceve da Trimboli, entra in area e mette al centro per Ruocco, che non sbaglia. Nel finale Cajazzo approfitta degli spazi e firma il raddoppio in contropiede. Amaro, dunque, l’esordio ufficiale di Gattuso sulla panchina biancoceleste. Il Mantova affronterà ai sedicesimi la vincente di Palermo-Lecce. Spettacolo anche al Bentegodi, dove il Verona supera l’Entella soltanto ai calci di rigore dopo il 2-2 dei tempi regolamentari. Liguri avanti al 18′ con Vilanova, ma la squadra di Baroni ribalta tutto in poco più di un quarto d’ora: Compagnon pareggia al 20′, mentre al 36′ Amin Sarr firma un gol di pregevole fattura dopo una lunga azione personale. L’Entella non molla e all’84’ trova il pari con Franzoni su rigore. Dal dischetto, però, il Verona è più preciso e conquista la qualificazione. Ai sedicesimi ci sarà il Cagliari. Successo netto invece per il Genoa di Daniele De Rossi, che al Ferraris batte 4-1 l’Ascoli. I marchigiani passano in vantaggio al 25′ con Silipo, ma i rossoblù reagiscono prima dell’intervallo grazie a Marcandalli e Baldanzi, autore del sorpasso. Nella ripresa Colombo firma il 3-1, mentre Havel chiude definitivamente i conti all’80’. Il Genoa affronterà il Sùdtirol.
Quattro gol anche per il Frosinone, che al Benito Stirpe supera 4-1 la Juve Stabia. Protagonista assoluto Kvernadze, autore di una doppietta e già decisivo al 20′ per il vantaggio ciociaro. Cichella e Raimondo completano il poker, mentre Patanè accorcia momentaneamente le distanze per gli ospiti. Nel finale la Juve Stabia resta anche in dieci per l’espulsione di Sanà Fernandes. Il Frosinone attende ora la vincente di Sassuolo-Cesena.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Iapichino e 4×400 maschile d’oro agli Europei di atletica

16 Agosto 2026 ore 23:05
Iapichino e 4×400 maschile d’oro agli Europei di atletica

BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Due ori e un bronzo per chiudere in maniera trionfale gli Europei di atletica a Birmingham. L’Italia vince il medagliere (10-6-6), piazzando i due acuti vincenti in coda.
Larissa Iapichino si impone nel salto in lungo: l’azzurra, già argento continentale a Roma 2024 e campionessa europea indoor un anno dopo, reduce dall’argento indoor ai Mondiali di Torun del marzo scorso, vince con la misura di 7 metri raggiunta al primo tentativo, senza poi migliorarsi negli altri salti. L’argento va alla britannica Jazmin Sawyers (6.99), davanti alla francese Hilary Kpatcha (6.98).
In chiusura di serata il capolavoro della 4×400 maschile: Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati trionfano con il tempo di 2’59″16 davanti alla Gran Bretagna, argento in 2’59″19 e seconda così nel medagliere finale, terza l’Olanda (2’59″49). Da applausi anche la staffetta femminile che poco prima si prende il bronzo: nella 4×400 Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione e Eloisa Coiro firmano il tempo di 3’23″57 nella finale vinta dall’Olanda in 3’21″10, davanti alla Gran Bretagna in 3’21″68. “Sono veramente orgogliosa di questo quartetto, delle ragazze che ci hanno portato in finale e dei ragazzi che hanno vinto l’oro – commenta Coiro – Siamo una squadra fantastica, è bellissimo essere qua e vivere queste emozioni”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Atletica italiana regina d’Europa, Iapichino e 4×400 uomini d’oro a Birmingham

16 Agosto 2026 ore 22:34
Atletica italiana regina d’Europa, Iapichino e 4×400 uomini d’oro a Birmingham

BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Due ori e un bronzo per chiudere in maniera trionfale gli Europei di atletica a Birmingham. L’Italia vince il medagliere (10-6-6), piazzando i due acuti vincenti in coda.

Larissa Iapichino si impone nel salto in lungo: l’azzurra, già argento continentale a Roma 2024 e campionessa europea indoor un anno dopo, reduce dall’argento indoor ai Mondiali di Torun del marzo scorso, vince con la misura di 7 metri raggiunta al primo tentativo, senza poi migliorarsi negli altri salti. L’argento va alla britannica Jazmin Sawyers (6.99), davanti alla francese Hilary Kpatcha (6.98). “Non è stata la gara che volevo, io pretendo moltissimo da me stessa. Dopo il primo salto speravo di migliorare, ma ho bisticciato un po’ con le rincorse. È stata una gara di altissimo livello. Sono molto felice di essermi regalata questa medaglia, che significa tantissimo. Dal punto di vista familiare abbiamo aggiunto un titolo, perché mia madre non aveva mai vinto un titolo europeo”. 

In chiusura di serata il capolavoro della 4×400 maschile: Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati trionfano con il tempo di 2’59″16 davanti alla Gran Bretagna, argento in 2’59″19 e seconda così nel medagliere finale, terza l’Olanda (2’59″49). “Sono tre giorni che dico ai ragazzi che ci saremmo giocati il medagliere alla nostra gara – esulta Scotti – Ho detto anche agli inglesi che avremmo rovinato la loro festa. Eravamo qui per questo e l’abbiamo fatto”.

Da applausi anche la staffetta femminile che poco prima si prende il bronzo: nella 4×400 Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione e Eloisa Coiro firmano il tempo di 3’23″57 nella finale vinta dall’Olanda in 3’21″10, davanti alla Gran Bretagna in 3’21″68. “Sono veramente orgogliosa di questo quartetto, delle ragazze che ci hanno portato in finale e dei ragazzi che hanno vinto l’oro – commenta Coiro – Siamo una squadra fantastica, è bellissimo essere qua e vivere queste emozioni”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Ferrari Luce “Tailor Made”, asta record da 40 milioni di dollari

16 Agosto 2026 ore 22:25
Ferrari Luce “Tailor Made”, asta record da 40 milioni di dollari

MONTEREY (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Nell’ambito della Monterey Car Week, l’esemplare unico Ferrari Luce “Tailor Made” ha stabilito un record d’asta raggiungendo la cifra di 40 milioni di dollari USA. Con l’intero ricavato destinato alla Ferrari Foundation, questo risultato rafforzerà il sostegno di lunga data del Cavallino Rampante a programmi educativi globali, offrendo accesso a opportunità di apprendimento e sostenendo iniziative scolastiche per le generazioni future.
Venduto all’asta in collaborazione con RM Sotheby’s, il primo telaio di produzione della Luce è stato oggetto di una vivace gara di offerte durante uno degli eventi più prestigiosi del mondo automobilistico. Questo risultato arriva a un anno di distanza dal precedente record stabilito da Ferrari – 26 milioni di dollari USA – con un esemplare unico di Ferrari Daytona SP3 “Tailor Made” del 2025.
Creata grazie alla competenza congiunta di Ferrari Tailor Made e del Ferrari Design Studio, la “Chassis 0” – caratterizzata da una livrea Madreperla cangiante e semi-metallizzata – riflette in ogni suo elemento il tema della luce, da cui trae il nome. La Luce “Tailor Made” “mette in risalto l’avanguardia tecnica di Ferrari, la profonda innovazione in termini di design, materiali e colori, nonchè la maestria artigianale”, si legge in una nota.
Tutti i fondi raccolti saranno devoluti a sostegno di opportunità educative negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

– Foto ufficio stampa Ferrari –

(ITALPRESS).

Nirupama Rao and Lin Minwang on the great India-China face-off

Welcome to Open Dialogue, a series from the South China Morning Post where we bring together leading voices to discuss the stories and subjects occupying international headlines. In this edition, we invited a leading Chinese scholar of South Asian affairs and a former Indian foreign secretary and ambassador to China to reflect on the deep fault lines in India-China relations. They debate whether the biggest barrier is history or politics, clash over the border, Pakistan and India’s ties with the...

Nirupama Rao and Lin Minwang on the great India-China face-off

Welcome to Open Dialogue, a series from the South China Morning Post where we bring together leading voices to discuss the stories and subjects occupying international headlines. In this edition, we invited a leading Chinese scholar of South Asian affairs and a former Indian foreign secretary and ambassador to China to reflect on the deep fault lines in India-China relations. They debate whether the biggest barrier is history or politics, clash over the border, Pakistan and India’s ties with the...

Nirupama Rao and Lin Minwang on the great India-China face-off

Welcome to Open Dialogue, a series from the South China Morning Post where we bring together leading voices to discuss the stories and subjects occupying international headlines. In this edition, we invited a leading Chinese scholar of South Asian affairs and a former Indian foreign secretary and ambassador to China to reflect on the deep fault lines in India-China relations. They debate whether the biggest barrier is history or politics, clash over the border, Pakistan and India’s ties with the...

Il Ministero per il Futuro

Kevin Carson. Articolo originale: Review: Kim Stanley Robinson, Ministry For the Future (2020), pubblicato il 26 luglio 2026. Traduzione di Enrico Sanna. Recensione di: Kim Stanley Robinson, Il ministero per il futuro, Fanucci, 2022. Ulteriori letture consigliate: How to Blow...
Vedi l'articolo

Chokepoints and the cost of cutting off access

16 Agosto 2026 ore 23:30
In 2022, Ukraine asked SpaceX CEO Elon Musk to activate Starlink coverage around Sevastopol to support an attack on Russia’s Black Sea Fleet. He refused, saying SpaceX would become “explicitly complicit in a major act of war”; he later also cited US sanctions covering Crimea. At the moment that mattered, one private actor had the final say. It exposed a question hidden inside every chokepoint. We usually ask where dependence is concentrated: a strait, mineral, technology, network. But three...

Chokepoints and the cost of cutting off access

16 Agosto 2026 ore 23:30
In 2022, Ukraine asked SpaceX CEO Elon Musk to activate Starlink coverage around Sevastopol to support an attack on Russia’s Black Sea Fleet. He refused, saying SpaceX would become “explicitly complicit in a major act of war”; he later also cited US sanctions covering Crimea. At the moment that mattered, one private actor had the final say. It exposed a question hidden inside every chokepoint. We usually ask where dependence is concentrated: a strait, mineral, technology, network. But three...

Zale Parry, Aquatic Hollywood Star and Early Acid Tripper, Dies at 93

16 Agosto 2026 ore 23:07
A diving feat landed her on the cover of Sports Illustrated and led to a film and TV career. She also took part in one of the first LSD studies.

© Los Angeles Examiner/USC Libraries, via Corbis — Getty Images

Ms. Parry in 1958 with her diving equipment and her pet owl, Spooks. “As far as the United States is concerned, Zale was the first feminine superstar of diving,” Eric Hanauer, a diving historian, said.

This is Very Meta

16 Agosto 2026 ore 23:00

💾

Hello everyone, this is YOUR Daily Dose of Internet. In this video, a dinosaur pianist plays the jurassic park theme song.

Click here to become a member: https://www.youtube.com/channel/UCdC0An4ZPNr_YiFiYoVbwaw/join

Links To Sources:

__________________________________________________________

Welcome to your Daily Dose of Internet where I search for the best trending videos, or videos people have forgotten about, and put them all in one video. I upload 2-3 times a week to keep video quality high. I always ask for permission to share videos that I find!

Every clip you see here is 100% organic and sourced from real people. No AI-generated videos, no AI-manipulated footage, ever. If a clip we sourced from a content library is later discovered to contain AI, we remove it from the video right away.

Click here to subscribe today: https://bit.ly/2Qts9Uo


►►►Follow me!

Daily Dose of Pets:
https://www.youtube.com/@DailyDoseofPetsChannel

Daily Dose of Science:
https://www.youtube.com/@dailydoseofsciencechannel

Daily Dose of Gaming:
https://www.youtube.com/channel/UCmdmZp1K_kjXYBKgyqg_5LA

If YOU film a video and think it is good enough to be featured on Daily Dose Of Internet, you can submit videos to me using the link below!

Only send in videos that you personally filmed.

https://thisisyourdailydose.com/

#funny #jurassicpark #dailydoseofinternet

Europei di atletica, Italia d’oro fino all’ultimo giorno: incredibile successo nella staffetta maschile 4×400, Larissa Iapichino trionfa nel salto in lungo

16 Agosto 2026 ore 22:44

L’Italia vince fino all’ultimo secondo agli Europei di atletica leggera di Birmingham. All’ultima giornata di gare arrivano le medaglie d’oro nella staffetta maschile 4×400 con Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati e di Larissa Iapichino nel salto in lungo. Con il successo nella gara finale della staffetta, che ha chiuso il programma della settimana di competizioni nel Regno Unito, l’Italia ha anche conquistato il primato nel medagliere per numero di vittorie (dieci) e anche di totale di metalli (22).

La finale delle finali: l’Italia trionfa nella 4×400 maschile

La finale della 4×400 maschile – in altri sport si chiamerebbe una madre di tutte le partite – è stata una delle più emozionanti di tutta la rassegna. L’Italia parte bene ma meglio parte la Gran Bretagna: al primo cambio sono i britannici in testa davanti a Italia (Scotti, lodigiano, 26 anni, tesserato Carabinieri) e Belgio, ma con distacchi minimi. E’ a metà gara che arriva la svolta. Sito (23 anni, milanese, Fiamme gialle) consegna a Soudassi il testimone per primo e Soudassi (20 anni ancora da compiere, siracusano della Enterprise Sport & Service di Ariano Irpino) riesce anche a incrementare il vantaggio di mezzo passo sui britannici. L’ultima frazione vede Benati (24enne romano, delle Fiamme Azzurre) scappare dall’ultimo frazionista della staffetta del Regno Unito, Charlie Dobson, che all’ultima curva sembra anche in difficoltà. Gli ultimi 60 metri sembrano infiniti per Benati che conclude sul traguardo quasi per inerzia e senz’altro incredulo. L’Italia vince per tre centesimi in 2’59″16: un risultato da stropicciarsi gli occhi.

Iapichino salta nell’oro, primo successo outdoor

Iapichino vince al termine di una finale thriller con 5 atlete ristrette in 6 centimetri. Iapichino ha avuto ragione della beniamina di casa, la britannica Jazmin Sawyers, grazie a un solo centimetri: 7 metri contro 6.99. Sawyers è stata più continua, ha compiuto vari salti intorno ai 6.90, ma il salto più importante è stato il primo di Iapichino. Al terzo posto la francese Hilary Kpatcha. Iapichino – 24 anni, Fiamme Oro, come noto figlia d’arte di Fiona May e Gianni Iapichino che è anche suo allenatore – era già campionessa europea in carica indoor, ma è al primo titolo nelle gare outdoor.

La staffetta femminile del miglio conquista il bronzo

Ma la raccolta di medaglie della squadra azzura non finisce qui e lo stato di salute della Nazionale di pista e pedane è confermato – se ce ne fosse bisogno – dall’ennesima medaglia: il bronzo nella 4×400 donne con Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione ed Eloisa Coiro. La loro è stata una gara entusiasmante in cui ha trionfato la staffetta dei Paesi Bassi guidata dal fenomeno Femke Bol davanti alla Gran Bretagna. Le azzurre hanno retto agli attacchi della squadra del Belgio e sono arrivate a un soffio dal primato italiano.

Il medagliere: l’Italia vince in tutti i settori, dalla velocità ai salti

L’Italia negli 8 giorni di gare ha conquistato medaglie in quasi tutti i settori: salti, lanci, velocità, marcia, maratona. Una condizione di superiorità nel continente del tutto trasversale. Gli ori sono stati 10, gli argenti 6 così come i bronzi: 22 podi. Al secondo posto, quindi, nonostante un certo predominio nella velocità, resta inchiodata la Gran Bretagna, che doveva essere la gran favorita, anche per essere la padrona di casa. I britannici si fermano a 19 medaglie divise in 9 ori, 8 argenti e 2 bronzi. Segue la Germania, tornata in salute dopo un periodo così così, che ha raccolto molti podi (21), ma con 6 ori, 10 argenti e 5 bronzi.

Notizia in aggiornamento

L'articolo Europei di atletica, Italia d’oro fino all’ultimo giorno: incredibile successo nella staffetta maschile 4×400, Larissa Iapichino trionfa nel salto in lungo proviene da Il Fatto Quotidiano.

Worker Pay Isn’t Keeping Up With Inflation Once Again

15 Agosto 2026 ore 11:02
When prices spiked in 2021-22, wages failed to keep up for many workers, new research shows. Now the pattern is repeating.

© Brandon Bell/Getty Images

The latest shock, driven by the jump in energy prices tied to the war with Iran, has sent measures of consumer sentiment tumbling.

US Attorney General Blanche defends colleague after Trump’s reflecting pool slam

16 Agosto 2026 ore 22:55
US Attorney General Todd Blanche said ⁠on Sunday that ⁠he backs top Washington prosecutor ⁠Jeanine Pirro, who was criticised by US President Donald Trump for the way she handled a case of alleged vandalism at the Lincoln Memorial Reflecting Pool. “I absolutely support US Attorney Pirro, as does President Trump,” Blanche said ‌on NBC’s Meet the Press programme. The Trump administration fast-tracked a renovation of the Lincoln Memorial Reflecting Pool ahead of the nation’s Fourth of July...

US Attorney General Blanche defends colleague after Trump’s reflecting pool slam

16 Agosto 2026 ore 22:55
US Attorney General Todd Blanche said ⁠on Sunday that ⁠he backs top Washington prosecutor ⁠Jeanine Pirro, who was criticised by US President Donald Trump for the way she handled a case of alleged vandalism at the Lincoln Memorial Reflecting Pool. “I absolutely support US Attorney Pirro, as does President Trump,” Blanche said ‌on NBC’s Meet the Press programme. The Trump administration fast-tracked a renovation of the Lincoln Memorial Reflecting Pool ahead of the nation’s Fourth of July...

Flock's 'Creepy Cameras' Remain Major Threat to Privacy Despite Small Recent Changes, Warns ACLU

16 Agosto 2026 ore 22:38
While Flock announced changes for its AI-powered traffic cameras, "Several of the proposed changes Flock is touting are merely retreads of previous ," complains the American Civil Liberties Union. "Flock's latest announcement still appears more focused on addressing a perceived PR problem than the significant harms its products create... [T]his is hardly the step forward Flock wants us to think it is " The ACLU continues to urge that default retention periods be shortened to 48 hours — not one week. And they warn Flock allows longer retention to any police department that asks for it, or when police officers activate "Evidence Mode" (the scope of which is not yet clear): Even if "Evidence Mode's" data retention hold only applies to hits returned on a given search, it would still retain significant amounts of location data on persons and vehicles who law enforcement do not suspect have engaged in any wrongdoing... Flock claims that its changes will provide "more local control," meaning local police can decide what types of offenses other Flock customers can search their data for... This is not new. Flock has attempted this before, and the security measure failed because users were easily able to circumvent the system's requirement that police input the purpose of their search. For example, on June 12, 2025 Flock started claiming its new "Proactive Search Term Tool" would block any "impermissible" searches, such as abortion-related searches in states like Illinois that prohibit sharing reproductive healthcare data. But police officers quickly realized they could just input "investigation" or even "hehehe" as a search reason and it would be approved. Flock later switched from an open text box to a drop-down menu of reasons, but that just offered police a list of acceptable purposes they could choose from, whether it was accurate or not. Until Flock demonstrates they can develop a reliable, workable system to prevent improper searches, this promise of local control provides nothing more than a false sense of security... While providing "Audit Assistance" to all departments makes sense, there is no evidence that the tool works consistently to address what the Washington Post observed is a growing pattern of police officers turning Flock into a personal stalking tool. While dozens of officers have recently been arrested, fired, or otherwise disciplined for misusing Flock for personal reasons, Flock claims these arrests are proof its auditing tool works. However, unless we know the number of officers misusing the system, we cannot conclude if Flock and its auditing tools are catching 95 percent of violators or 5 percent. Flock needs to have its auditing tool analyzed by an independent evaluator to determine its actual effectiveness. Until then, we don't know if the tool is a real security measure or just window dressing. Perhaps the oddest part of Flock's announcement is its claims that "now every search will require" police to input a case code... While claiming that a "search without a reason is a search that shouldn't happen in the first place," Flock's announcement fails to note how easily users have circumvented "search reason" security measures in the past... This leaves the public wondering how making an ineffective voluntary security measure mandatory will improve its functionality. Flock's "nearly $1 billion in venture capitalist funding has locked it into an operational model that seeks to trade our privacy for massive profits," concludes the ACLU's statement, as they promise to continue "The ACLU is fighting alongside communities to cancel local ALPR contracts and push lawmakers to protect our rights from this surveillance nightmare..."

Read more of this story at Slashdot.

No Way Out

16 Agosto 2026 ore 22:35
The U.S. is building an archipelago of overseas detention sites where deportees are often held indefinitely without charge.

© Moises Saman/Magnum, for The New York Times

Roberto Mosquera is being held in a maximum-security prison in Eswatini.

Indiana Prepares for More Rain After Days of Deadly Storms

16 Agosto 2026 ore 21:59
Since last week, hazardous weather has caused seven deaths, forced people from their homes and required some to be rescued by boat. The region was at risk for more flooding on Sunday.

© Michelle Pemberton/USA Today Network, via Reuters

Evacuation efforts in Indianapolis on Saturday.

Palestina e attivismo visuale. Attivare il visibile e squarciare lo sguardo coloniale

16 Agosto 2026 ore 22:00

di Gioacchino Toni

Nicholas Mirzoeff, Vedere nell’oscurità. Palestina e attivismo visuale, traduzione di Rosa Cinelli, Meltemi, Milano, 2026, pp. 162, € 15,00

Mosso dalla particolare condizione di essere ebreo e al contempo fermamente antisionista, in Vedere nell’oscurità (Meltemi, 2026), Nicholas Mirzoeff, docente di Media, Culture and Communication all’Università di New York, sostiene la necessità di contrapporre al «visibile passivo», imposto dai media ufficiali, l’attivazione di una «relazione visibile» incentrata su tre elementi: il diritto reciproco di guardare, quello di essere visti nel modo che si è scelto per sé stessi e il «diritto all’opacità», ossia di sottrarsi allo sguardo del controllo, sia esso quello maschile ed eteropatriarcale, quello bianco e colonialista o quello della sorveglianza automatizzata. Se, come afferma Silvia Federici, «la Palestina è il mondo», allora oggi, sostiene Mirzoeff, vedere la Palestina significa vedere il mondo e agire a sostegno della sua libertà.

Riflettendo sull’attivismo visuale sorto a sostegno della popolazione palestinese, lo studioso evidenzia come — nonostante i filtri imposti sul materiale proveniente da Gaza reputato “sconveniente” (ad Israele e all’intero Occidente) — le “piattaforme mediali estrattiviste” siano rimaste vittime della logica bulimica inscritta nei loro stessi codici di funzionamento, consentendo così alla popolazione mondiale di prendere visione del colonialismo. Si veda a tal proposito l’analisi proposta da Silvano Cacciari nel suo scritto Palestina, la radicalizzazione algoritmica («Carmillaonline», 14 maggio 2026).

Mentre la violenza di Stato opera per isolare ogni individuo impedendo qualsiasi forma di visione collettiva, sostiene Mirzoeff, l’adozione di un coinvolgimento attivo consente la trasformazione della dissociazione in nuove forme di associazione, come dimostrano gli accampamenti solidali con Gaza sorti in numerose università a livello planetario che lo studioso definisce espressioni embrionali di «intifada mondiale». Il supporto a Gaza attraverso i social media ha modificato in maniera tangibile le politiche visuali, dapprima tra i più giovani e poi in modo diffuso. Certo, è occorso tempo affinché la repulsione si trasformasse in azione, ma ciò è accaduto, come dimostrano le imponenti e diffuse manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese. Da tale contesto visuale lo studioso deriva una particolare modalità di vedere così definita e sintetizzata:

Vedere nell’oscurità comporta attivare il visibile contro lo sguardo bianco, e dominante, del colonialismo d’insediamento. L’“oscurità” è lo spazio esterno al ristretto campo dello sguardo bianco, delimitato dalla prospettiva centrale e da altre tecnologie visive incarnate oggi, in modo emblematico, dai velivoli senza equipaggio, o droni. Non corrisponde all’oscurità in senso letterale, per quanto la notte sia stata spesso una risorsa per le comunità colonizzate o ridotte in schiavitù. Consiste, piuttosto, in un vedere con entrambi gli occhi. Delinea un modo di guardare sempre relazionale, sempre diverso, sempre rivolto agli altri. Lungi dall’essere l’atto isolato di un singolo, vedere nel buio è un processo collettivo e collaborativo che custodisce una resilienza e un amore il cui nome più antico è solidarietà. Da solo non riesco a vedere nell’oscurità, ma noi, collettivamente, sì [p. 45].

Lo sguardo coloniale contemporaneo ha la sua espressione più vivida nel punto di vista zenitale del drone che, filtrato da uno schermo, giunge al militare che si mantiene a distanza di sicurezza. Uno sguardo che osserva il mondo perpendicolarmente, appiattendo le figure umane in una visione che privilegia le forme geometriche degli edifici, delle strade e degli autoveicoli. Vedere nell’oscurità, sostiene Mirzoeff, significa vedere al di fuori della cosiddetta kill box del drone, oltre il ristretto campo visivo dello sguardo colonialista. «È il modo di guardare di chi è sorvegliato, non di chi sorveglia», nei momenti in cui riesce a sottrarsi al controllo. «Vedere nel buio» è anche «un esercizio di solidarietà» che consente di, «osservare la pratica stessa del colonialismo» [p. 52].

Nello sguardo dall’alto del drone, manifestazione tangibile dello sguardo coloniale bianco che adotta la cosiddetta «prospettiva a volo d’uccello», è possibile individuare lo sguardo dei “superpredatori” a cui lo studioso contrappone la controvisualità dei volatili “comuni” che si muovono in forma comunitaria. «Lo stormo è l’atto di vedere nel buio», quel commons verso cui ci si muove supportati dalla «disperazione senza sconfitta». Lo stormo è la «negazione del consenso alle pratiche del genocidio».

Nel pensare di poter imporre la propria visione attraverso la reiterazione di una narrazione a proprio favore, lo Stato israeliano ha, di fatto, sottostimato come gli smartphone — diffusi nel mondo arabo, Gaza compresa, esattamente come nel mondo occidentale — possano sfuggire al suo controllo, nonostante tutti i filtri messi in atto. «I video e le fotografie visualizzati tramite lo smartphone influenzano e sono a loro volta influenzati dall’utente, che non è un osservatore disincarnato, come un drone, ma una presenza implicata e incarnata» [p. 59] capace di empatia nei confronti di chi sta subendo la violenza coloniale.

Il confluire sulle piattaforme del materiale visivo documentario prodotto a Gaza, e il suo permanervi anche solo il tempo necessario per essere scaricato e inoltrato, ha consentito che la visione e la condivisione trasformassero la dissociazione in associazione, la repulsione in azione, generando così un inedito senso di vicinanza e solidarietà.

Soffermandosi sulla, seppur breve, esperienza degli accampamenti solidali con Gaza che, a partire dall’aprile del 2024, si sono diffusi davanti alle università in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti, con l’obiettivo di chiedere conto pubblicamente agli atenei del loro sostegno diretto o indiretto a Israele, Mirzoeff riconosce loro il merito di aver reso visibile perché la Palestina, come afferma Silvia Federici, «è il mondo». Tali presidi hanno indubbiamente squarciato la «realtà bianca» capitalista permettendo il manifestarsi di un attivismo visuale anticoloniale.

A partire da Occupy Wall Street, nel 2011, i presidi sono stati luoghi ad altissima visibilità, caratterizzati da un modo di vedere reciproco e diretto. Prima di tutto, i manifestanti hanno collocato i propri corpi nello spazio pubblico, rivendicando il diritto di essere visti. In questo spazio urbano riconquistato, solitamente saturo di sorveglianza, i partecipanti hanno messo in comune il loro diritto di guardare, di vedere e di essere visti. Fino a quel momento nonluoghi anonimi, intitolati a qualche donatore dimenticato, gli spazi diventavano così luoghi di assemblea, di dibattito o di presidio. Rispetto alle mobilitazioni del passato, questa ondata di solidarietà con Gaza ha rivendicato anche il diritto all’opacità [p. 124].

Con una certa dose di ottimismo, al pari di Nasser Abourahme1, anche Mirzoeff, guarda alla «disperazione senza sconfitta» dei campi profughi e ai relativi commons, come a una possibile «linea di fuga» in cui, nonostante tutto, sperimentare la prefigurazione di una società decolonizzata. Analogamente, sempre con ottimismo, anche nell’esperienza degli accampamenti solidali Mirzoeff coglie la prefigurazione di una vita comunitaria svincolata dalle logiche dello sfruttamento capitalista.

Insomma, in Occidente si è dovuta attendere la visibilità delle fasi più cruente di un genocidio in atto affinché tornassero, per una breve stagione, a riempirsi le piazze. È stata necessaria l’insopportabilità del sangue, delle macerie, della tracotanza e dell’ignavia illimitate della politica. Un ultimo sussulto di umanità, più che di coscienza politica — per quanto ogni opzione di cambiamento radicale dell’esistente non possa che scaturire dal risveglio di quel che ancora resta di umanità in un mondo, soprattutto occidentale, che secolo dopo secolo ha introiettato come universo valoriale l’individualismo più cinico, la competitività e lo sfruttamento indiscriminato dei propri simili e dell’ambiente.


  1. N. Abourahme, Revolution after revolution: The commune as line of flight in Palestinian anticolonialism, in «Critical Times», vol. 4, n. 3, 2021. 

Susanna Ceccardi a Pietrasanta: “A Poitiers abbiamo vinto”

16 Agosto 2026 ore 20:52

Pietrasanta, 16 agosto 2026 – Islamizzazione della cultura a seguito delle ondate migratorie dal nordafrica e un’analisi radicale dell’assalto epocale di oltre 70 mila migranti alla città spagnola in territorio marocchino, Ceuta. Se a Poitiers abbiamo vinto, a Ceuta Sanchez e la sinistra europea sono dalla parte dei nostri invasori. Quello che è successo secoli fa è totalmente diverso da quello che sta succedendo oggi, sostiene l’eurodeputata della Lega Susanna Ceccardi, invitata al Caffè della Versiliana a Pietrasanta, dopo la serata che ha visto come ospite il vice premier Matteo Salvini. Totalmente opposte le posizioni sulla politica estera del Carroccio dunque, rispetto anche alla sinistra europea.

“Che cos’è quella se non un’invasione esattamente come quella di secoli fa? Sapete qual è la differenza tra secoli fa, tra Lepanto, Poitiers, Vienna e Ceuta? È che a Lepanto, Poitiers, Vienna l’Europa si è difesa e ha vinto. A Ceuta Sanchez e la sinistra europea non ci difendono, ma anzi sono complici di quegli stessi invasori che un tempo chiamavamo invasori e che respingevamo con coraggio e con le armi. Oggi invece abbiamo purtroppo i nemici in casa nostra e non sono gli stranieri. Sono quella parte della sinistra che aiuta l’invasione. Sono complici responsabili”.

Oroscopo 17 agosto 2026: ottimo lunedì per tutti, Leone e Vergine risplendono

16 Agosto 2026 ore 22:30

Oroscopo 17agosto 2026: ottimo lunedì per tutti, Leone e Vergine risplendono Ariete – Voto 8. Un progetto fermo può finalmente ripartire con una mossa intelligente. Sul lavoro arriva un chiarimento prezioso, mentre in amore ascoltare sarà la vostra carta vincente. Toro – Voto 8. Finalmente piccoli dettagli tornano al loro posto e una questione pratica …

L'articolo Oroscopo 17 agosto 2026: ottimo lunedì per tutti, Leone e Vergine risplendono proviene da Livornopress.

Leamalinois6, nouvelle arrivante

Bonjour à toutes et à tous,

Je viens de m’inscrire sur Framacolibri après avoir suivi plusieurs sujets d’entraide en tant que lectrice silencieuse. J’utilise depuis quelque temps différents outils du réseau Framasoft au quotidien, et je me réjouis de pouvoir échanger avec la communauté et participer aux discussions quand j’aurai quelque chose d’utile à apporter. Ravie de vous rejoindre !

1 message - 1 participant(e)

Lire le sujet en entier

Kushner Meets With Hamas to Advance Trump’s Gaza Plan

The president’s son-in-law met the Palestinian militant group’s leaders in Egypt, officials said. He will soon see Benjamin Netanyahu, the Israeli leader.

© Saul Loeb/Agence France-Presse — Getty Images

Jared Kushner earlier this year.

5 dead, 4 seriously injured in head-on motorway collision in Ireland

di: dpa · dpa
16 Agosto 2026 ore 21:46
Five teenagers have died and four others have been seriously injured in a crash involving a car driving in the wrong direction on a highway in Ireland, police said. Commissioner Justin Kelly described the head-on collision between two cars on the M9 as “horrific” and warned that “in some cases” cars are being driven on the wrong side of highways for social media likes. Police said they are investigating the circumstances of the crash at junction 3 at about 3am on Sunday. One of those seriously...

5 dead, 4 seriously injured in head-on motorway collision in Ireland

di: dpa · dpa
16 Agosto 2026 ore 21:46
Five teenagers have died and four others have been seriously injured in a crash involving a car driving in the wrong direction on a highway in Ireland, police said. Commissioner Justin Kelly described the head-on collision between two cars on the M9 as “horrific” and warned that “in some cases” cars are being driven on the wrong side of highways for social media likes. Police said they are investigating the circumstances of the crash at junction 3 at about 3am on Sunday. One of those seriously...

RANUCCI vs VANNACCI

16 Agosto 2026 ore 21:26

RANUCCI vs VANNACCI

di Giovanna Canzano

16 agosto 2026

Molto rumore per nulla per parlare solo di Ranucci, Lavitola e la soap opera che ormai da giorni gli gira intorno.

Altre novità verranno svelate nei prossimi giorni oppure tutto finirà con la lieve condanna di Lavitola (peraltro già di casa nelle patrie galere)?

Ne siamo sicuri?

Oppure tutto continuerà ancora per settimane ad occupare le prime pagine dei TG, dei Giornali e dei video su Youtube?

Ma, a chi ha giovato il rivelare i particolari dell’attentato? Non certo a Lavitola che ‘poverino’, è il solo che ha dovuto perdere un pezzo di libertà! E, Ranucci perderà la conduzione del suo ‘REPORT’? O, si è dovuto solo ‘sdoganare’ la verità sull’attentato per non attribuirlo ai soliti malviventi importanti o casarecci? Questo dubbio che girava ancora per aria avrebbe potuto ostacolare cosa? Avrebbe reso la figura di Ranucci nebulosa nei tanti commenti di chi avrebbe dovuto fidarsi del giornalista non più come reporter, ma per un ruolo più importante dove ogni personaggio viene rivoltato come un calzino. Cosa ci si aspetta adesso da Ranucci uscito candido senza macchie da questa simpatica soap opera?

Forse, direi, un ruolo politico!

Perché proprio di un personaggio così tanto chiacchierato per le sue inchieste ne abbiamo bisogno?

Forse si, forse la sinistra cercava e ha trovato in Ranucci un uomo che gioca fuori dagli schemi e si rimette in campo personalmente ogni volta che tira un colpo.

Ecco, è fatto. Ranucci è in tutti i media ad accogliere esclamazioni e consensi ogni volta che la sua bocca si apre per sillabare una parola. Un uomo con grinta e voglia di battersi per le sue idee…

Ops… ma chi ci ricorda questo tipo di personaggio? L’alter ego che la sinistra odia… il Vannacci nazionale!

I giochi sono fatti (forse suona meglio in francese)…

Dopo le feste di ferragosto, quando la temperatura diventerà accettabile e le vacanze saranno ormai cosa fatta, la sinistra avrà un nome, la destra che ha giocato in vantaggio (?) già c’è l’ha, continueranno a riscaldare le temperature di un lungo e non caldissimo autunno.

giovanna@giovannacanzano.it

L'articolo RANUCCI vs VANNACCI proviene da politicamentecorretto.com.

Oltre 34,7 mln di spostamenti dal 17 al 20 agosto, Gemme (Ad Anas): Weekend di Ferragosto scorrevole

16 Agosto 2026 ore 21:18

(Agenzia Vista) Roma, 16 agosto 2026
Un weekend di Ferragosto senza criticità di particolare rilevanza lungo la rete stradale e autostradale di Anas. Un Ferragosto diverso dal tradizionale esodo concentrato nel fine settimana. Molti viaggiatori già in vacanza hanno scelto di utilizzare l’auto per brevi spostamenti sul territorio, escursioni, visite, giornate al mare o nei borghi vicini e nelle aree rurali, evitando le grandi partenze proprio nei giorni centrali del weekend di Ferragosto.
Claudio Andrea Gemme, AD Anas: “Nelle prossime settimane di controesodo, continueremo a lavorare con la massima attenzione per accompagnare i flussi di rientro e assicurare continuità, efficienza e sicurezza sulla nostra rete”. Courtesy Anas
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

L'articolo Oltre 34,7 mln di spostamenti dal 17 al 20 agosto, Gemme (Ad Anas): Weekend di Ferragosto scorrevole proviene da Affaritaliani.it.

Meeting di Rimini, 500 volontari al lavoro per allestire gli spazi

di: toti
16 Agosto 2026 ore 20:47
Meeting di Rimini, 500 volontari al lavoro per allestire gli spazi

RIMINI (ITALPRESS) – Cinquecento volontari al lavoro per preparare i 140 mila metri quadrati della Fiera di Rimini che dal 21 al 26 agosto accoglieranno le decine di migliaia di visitatori del Meeting. È il Pre-Meeting, iniziato il 12 agosto e in programma fino al 19: otto giorni dedicati all’allestimento degli spazi, con gruppi di ragazze e ragazzi impegnati nei diversi padiglioni sotto la guida di coordinatori adulti. Si dipinge e si trasportano pannelli di legno, si disegnano planimetrie e si montano strutture, si spingono carrelli, si puliscono pavimenti, si arredano locali e si lavora agli impianti elettrici. Un grande cantiere organizzato che, ogni mattina alle 9, dopo la recita delle lodi, si mette in movimento lungo i corridoi della Fiera. Quest’anno la preparazione è resa ancora più articolata dalla visita di Papa Leone XIV, atteso al Meeting sabato 22 agosto. «Ad essere precisi – spiega Enrico Albani, responsabile volontari del Pre-Meeting – si è già concluso anche un Pre-pre-Meeting di tre giorni, a cui hanno partecipato una ottantina di professionisti che hanno preparato la logistica grazie alla quale si svolge il lavoro dei volontari».
La maggior parte dei volontari arriva da Milano, Bologna e Ferrara. Molti sono studenti di architettura, ingegneria, design e Belle Arti. Si fanno carico personalmente delle spese di viaggio e alloggio, mentre il Meeting cerca di agevolarli indicando strutture, come oratori e case religiose, che possono offrire ospitalità. Per partecipare è necessario aver seguito un corso sulla sicurezza di otto ore e durante i turni è obbligatorio indossare scarpe antinfortunistiche. I volontari sono organizzati in gruppi coordinati da adulti, tra i quali numerosi artigiani in pensione. La giornata di lavoro comincia alle 9 e termina alle 18. Federico, studente di musica a Milano, è al suo sesto Pre-Meeting. «All’inizio sono venuto per l’invito di un amico – racconta -, poi via via sono diventato sempre più consapevole della bellezza del gesto». Il Pre-Meeting non è però soltanto lavoro. Sono previste tre serate di giudizio e condivisione guidate da don Ignazio, un sacerdote pure lui volontario del Pre-Meeting, oltre che dai responsabili della manifestazione, il pellegrinaggio del 15 agosto alla Madonna di Bonora e, nell’ultima giornata, una serata di festa e canti davanti al Duomo di Rimini per invitare la città a partecipare al Meeting. C’è un aspetto particolare nell’esperienza dei 500 volontari che preparano il terreno per i circa 3.000 volontari impegnati durante il Meeting dal 21 al 26 agosto: molti di loro non vedranno neppure il risultato finale del proprio lavoro, perché non potranno fermarsi a Rimini nei giorni della manifestazione. «Il lavoro manuale, non nascondiamoci, è duro – sottolinea Elisa, studentessa all’Accademia di Brera -. Ma qui scopro che c’è una fatica che ha nell’offerta il suo significato. Donarsi aiuta a crescere. Proprio come nella vita».
«Non tutti hanno la possibilità di fermarsi poi anche al Meeting – aggiunge Giulia, grafica -. Ma è un aspetto educativo in un lavoro bello di per sé. Non veniamo qui per il risultato». E proprio il rapporto con la bellezza assume per Elisa un significato diverso: «Tutto l’anno nei nostri studi ci occupiamo di bellezza, ma è come se fosse riservata solo a noi stessi. Qui invece è per il mondo». Nel Pre-Meeting si incontrano generazioni, competenze e professioni molto diverse: primari in pensione e falegnami, dirigenti e tecnici grafici, studenti e professori. Nel corso degli anni sono nate amicizie e anche storie destinate a durare: un’architetta e un elettricista, per esempio, si sono conosciuti durante questa esperienza e poi si sono sposati. «È un’esperienza davvero particolare e che richiede anche una certa consapevolezza – conclude Albani -. Ma è bello rivedere i ragazzi tornare anno dopo anno. Molti di loro qui hanno imparato l’importanza di un lavoro ben fatto a prescindere dalle gratificazioni e hanno visto crescere tra di loro amicizie inaspettate». È il grande “dietro le quinte” del Meeting di Rimini: un lavoro che normalmente resta lontano dai riflettori, ma senza il quale, dal 21 agosto, non potrebbero accendersi le luci della manifestazione.

– Foto ufficio stampa Meeting di Rimini –

(ITALPRESS).

Ceuta, Parolin “Sul fenomeno migratorio serve un approccio comune” / Video

16 Agosto 2026 ore 20:35
Ceuta, Parolin “Sul fenomeno migratorio serve un approccio comune” / Video

ACI CASTELLO (CATANIA) (ITALPRESS) – “Certamente”. Così all’Italpress il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, a margine della veglia di preghiera organizzata ad Aci Castello in occasione del nono centenario della traslazione delle reliquie di Sant’Agata, risponde alla domanda se il braccio di ferro tra Italia e Spagna sulla crisi di Ceuta rischi di minare l’Europa.
“Sulla questione migratoria non c’è mai stato un grande consenso ed è quello su cui la Santa Sede ha sempre insistito. Sul fenomeno migratorio, con tutta la sua complessità, deve esserci un approccio comune. Noi speriamo che ci sia, che si superino le differenze, le contrapposizioni e ci sia davvero un approccio comune che permetta di affrontare in modo umano questa situazione”, ha aggiunto il cardinale.
Riguardo ai conflitti in Medio Oriente, “la Chiesa da sempre fa un appello alla pace. Purtroppo non sempre questo appello viene seguito. Anzi molte volte non viene seguito – ha sottolineato Parolin -. Però io credo che la Chiesa deve continuare ad insistere su questo tema. Che poi, alla fine, trova eco nei cuori degli uomini perchè gli uomini si accorgono che questa maniera di fare, di condurre il mondo non può portare che ulteriori conflitti, ulteriori dolori e distruzioni”.
Riguardo invece alla guerra in Ucraina, “abbiamo tentato, in tanti modi, a cominciare da Papa Francesco, di offrire una mediazione da parte della Santa Sede – ha aggiunto il cardinale -. Fino a questo momento non c’è stata nessuna risposta in maniera diretta. Noi continuiamo i nostri sforzi. Adesso ci sarà il segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Gallagher, che andrà a Mosca. Speriamo che qualche frutto si raccolga e si possano avviare dei percorsi di cessate il fuoco e poi, anche, di negoziato”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Europei di nuoto, dalla 4×100 misti due argenti per l’Italia

16 Agosto 2026 ore 20:29
Europei di nuoto, dalla 4×100 misti due argenti per l’Italia

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – L’Europeo di nuoto di Parigi si chiude con altri due argenti per l’Italia. Merito delle due staffette impegnate nella 4×100 misti. Sara Curtis, Benedetta Pilato, Anita Gastaldi ed Emma Virginia Menicucci nuotano in 3’53″60 (nuovo record italiano) e vengono beffate nel finale dall’Inghilterra, oro in 3’53″50. Il bronzo va alla Russia (sotto bandiera neutrale) in 3’53″79.
Poco dopo è il turno degli uomini: Thomas Ceccon, Nicolo Martinenghi, Alberto Razzetti e Carlos D’Ambrosio nuotano in 3’28″86 chiudendo soltanto dietro alla Russia, oro in 3’28″67, e terminando davanti alla Francia, bronzo in 3’29″03.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Ceuta, Parolin “Sul fenomeno migratorio serve un approccio comune”

16 Agosto 2026 ore 20:18
Ceuta, Parolin "Sul fenomeno migratorio serve un approccio comune"

ACI CASTELLO (CATANIA) (ITALPRESS) – “Certamente”. Così all’Italpress il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, a margine della veglia di preghiera organizzata ad Aci Castello in occasione del nono centenario della traslazione delle reliquie di sant’Agata, risponde alla domanda se il braccio di ferro tra Italia e Spagna sulla crisi di Ceuta rischi di minare l’Europa.
“Sulla questione migratoria non c’è mai stato un grande consenso ed è quello su cui la Santa Sede ha sempre insistito. Sul fenomeno migratorio, con tutta la sua complessità, deve esserci un approccio comune. Noi speriamo che ci sia, che si superino le differenze, le contrapposizioni e ci sia davvero un approccio comune che permetta di affrontare in modo umano questa situazione”, ha aggiunto il cardinale, che ai microfoni dell’Italpress parla anche dei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina.

xn5/sat

Blanche Refuses to Say He’ll Always Be Independent of Trump as Attorney General

16 Agosto 2026 ore 18:14
The new head of the Justice Department said on “Meet the Press” on Sunday that the president had never asked him to prosecute specific people — and never would.

© Kenny Holston/The New York Times

Attorney General Todd Blanche has said President Trump has never asked him to do something illegal.

Promozione della lettura: idee, progetti e iniziative per far circolare i libri

16 Agosto 2026 ore 21:27

Articolo da Il Mago di Oz - Letteratura, filosofia e controcultura

Leggere è spesso un gesto individuale. Un libro si apre in silenzio. Una persona entra in una storia, incontra un’idea, cambia prospettiva oppure semplicemente trascorre qualche ora altrove. Ma la promozione della lettura comincia davvero quando quell’esperienza individuale smette di restare isolata. Un lettore consiglia un libro a un amico. Una libreria organizza una presentazione. Un gruppo di lettura trasforma un romanzo in una discussione. Un blogger pubblica una recensione. Un podcast intervista un autore. Una biblioteca costruisce un percorso tematico. Un editore mette in relazione un libro con una comunità interessata a quel tema. Il libro comincia a circolare.

L'articolo Promozione della lettura: idee, progetti e iniziative per far circolare i libri sembra essere il primo su Il Mago di Oz.

Raid russo su Kiev: distrutto dalle fiamme lo storico mercato dei libri di Petrivka

16 Agosto 2026 ore 19:55
Decine di migliaia di volumi e testi rari sono andati in cenere tra i banchi sventrati. Mentre i vigili del fuoco domano gli ultimi focolai, commercianti e residenti cercano di recuperare quel che resta di un luogo simbolo della città

© RaiNews

Thieves steal 4 Renaissance artworks worth millions in Sicilian museum robbery

Thieves stole four works attributed to Renaissance painter Antonello da Messina worth millions of euros from the regional museum in the city of Messina in Sicily while crowds gathered across town for the traditional Assumption holiday celebrations, cultural officials and Italian media said on Sunday. The thieves bypassed alarm and security systems on Saturday evening at the MuMe museum, making off with three of the five surviving panels of the San Gregorio Polyptych, dated to 1473, as well as...

Thieves steal 4 Renaissance artworks worth millions in Sicilian museum robbery

Thieves stole four works attributed to Renaissance painter Antonello da Messina worth millions of euros from the regional museum in the city of Messina in Sicily while crowds gathered across town for the traditional Assumption holiday celebrations, cultural officials and Italian media said on Sunday. The thieves bypassed alarm and security systems on Saturday evening at the MuMe museum, making off with three of the five surviving panels of the San Gregorio Polyptych, dated to 1473, as well as...

Tommy John, Pitcher Who Gave His Name to Career-Saving Surgery, Dies at 83

16 Agosto 2026 ore 20:43
After tearing an elbow ligament, he underwent a risky procedure and returned at his best, changing baseball and giving new hope to injured players.

© Diamond Images/Getty Images

Tommy John pitching in July 1974, weeks before he tore the ulnar collateral ligament on the inside of his left elbow.

Could a Disc-Free PlayStation Actually Lower Game Prices?

16 Agosto 2026 ore 20:42
"As Sony soldiers ahead with their plans to end hard copies for new PlayStation games, players are fearing a future which will force them to pay more and own less," writes Kotaku. What will prices do in a world with no physical copies to share or sell? One former Square Enix executive speculates this could actually drive down the price of games: "Digital on the PS store will likely get cheaper," posted Jacob Navok, former Square Enix business strategist. "Current prices are tied to retail. Without physical discs holding digital hostage we'll see a larger spectrum of pricing similar to steam." Navok says that the digital-only landscape will pit major publishers in constant, dynamic competition with each other... "The more the Playstation store becomes digital only, the greater this trend will accelerate," Navok follows up. "You will see more sales and dynamic pricing similar to Steam because publishers will compete among themselves to a greater extent." [O]n the other end newer games are getting increasingly expensive, even on digital platforms. The fact that Grand Theft Auto VI will be a purely digital release has not caused its price point to budge.

Read more of this story at Slashdot.

What We Know About the Storms Battering the Midwest

16 Agosto 2026 ore 21:22
A lingering weather system has brought severe flooding and intense winds — including a few tornadoes — to Illinois, Indiana and Ohio, killing at least eight.

© Sam Blackburn/Times Recorder/USA Today Network, via Reuters

Natalee Andrews, left, and Nathan Dyer looked at the floodwaters in Crooksville, Ohio, on Tuesday.

Antispecismo, veganismo e crisi climatica

L’estate che stiamo vivendo ci sta dimostrando in modo tremendamente tangibile quanto le nostre attività distruttive stiamo impattando sul clima terrestre. Non c’è parte del mondo che non stia subendo disagi, se non veri e propri disastri, climatici. Nel nostro...
Vedi l'articolo

Livorno piange don Giuseppe Coperchini, una vita al servizio della Chiesa e della Misericordia

16 Agosto 2026 ore 20:17

LIVORNO – È morto nella mattina di oggi (16 agosto) don Giuseppe Coperchini, figura storica della Chiesa livornese e per molti anni punto di riferimento dell’Arciconfraternita della Misericordia di via Verdi.

Decano dei Canonici del Capitolo e cappellano maggiore emerito della Misericordia, don Giuseppe era profondamente legato alla città, nella quale aveva svolto gran parte del proprio ministero sacerdotale. La notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio nella comunità diocesana e tra le numerose persone che lo avevano conosciuto nel corso degli anni.

Originario di Alseno, in provincia di Piacenza, era sacerdote della Diocesi di Livorno dal 1964. Nel luglio 2024 aveva celebrato i sessant’anni di sacerdozio, un traguardo che aveva offerto l’occasione per ripercorrere una lunga esperienza pastorale caratterizzata soprattutto dalla vicinanza ai giovani, alle associazioni cattoliche e al mondo del volontariato.

Per oltre trent’anni era stato assistente spirituale dell’Azione cattolica ragazzi, contribuendo alla formazione di più generazioni. Il suo impegno si era esteso anche allo sport e alle attività educative, intese come occasioni di incontro, crescita e condivisione.

Particolarmente intenso il suo legame con la Misericordia di Livorno. La sua abitazione si trovava accanto alla sede dell’Arciconfraternita di via Verdi e la sua presenza aveva accompagnato quotidianamente volontari, confratelli e famiglie nei momenti di difficoltà. Il ministero di cappellano era diventato nel tempo parte integrante della vita dell’associazione.
Don Giuseppe aveva inoltre ricoperto incarichi parrocchiali ed era stato una figura importante per il quartiere della Torretta. Nel dicembre 2024 aveva partecipato alla riunione di un gruppo di amici cresciuti nel quartiere, molti dei quali lo ricordavano come parroco, insegnante e presenza costante negli anni della loro formazione.

Alla dimensione pastorale univa un’attenzione particolare verso le persone più fragili e verso chi si trovava lontano dal proprio Paese. Nel corso del suo ministero aveva maturato anche un’esperienza significativa nell’assistenza religiosa alle comunità straniere, testimoniando una Chiesa capace di accogliere e accompagnare.

La salma sarà esposta domani (17 agosto) e martedì nella chiesa della Misericordia di via Verdi, dalle 9 alle 18. Domanialle 18 l’Arciconfraternita lo ricorderà con una veglia di preghiera presieduta dall’attuale cappellano maggiore, don Matteo Giavazzi.

I funerali saranno celebrati mercoledì (19 agosto) alle 9 nella Cattedrale di Livorno e saranno presieduti dal vescovo.

Con la scomparsa di don Giuseppe Coperchini, Livorno perde un sacerdote che ha attraversato oltre sessant’anni di vita cittadina con discrezione e continuità. Una presenza rimasta vicina alle persone nella quotidianità, nei percorsi educativi e soprattutto nei momenti in cui il dolore e la fragilità rendono più necessario l’ascolto.
La città e la comunità diocesana si preparano adesso a salutarlo nella stessa dimensione di servizio e preghiera alla quale aveva dedicato la propria vita.

Migranti, caro vita e servizio pubblico: si accende lo scontro tra governo e opposizioni

16 Agosto 2026 ore 20:16
La maggioranza difende la stretta sui confini e l'intesa con la Danimarca. Le opposizioni attaccano su benzina, debito record e ambiente, mentre la polemica di La Russa sul Report agita il confronto parlamentare

© RaiNews

US envoy Kushner visits Hamas leader in push for Gaza road map before Netanyahu meeting

US negotiator and President Donald Trump’s son-in-law Jared Kushner held a rare meeting with the Hamas chief on Sunday in a new diplomatic effort to make progress in the stalled Gaza ceasefire. Kushner will meet Israel’s prime minister on Monday. The talks aim to salvage the new 15-point, US-backed road map for Hamas to disarm in Gaza and Israel to withdraw from the Palestinian territory shattered by war. At stake are the lives of some 2 million people in Gaza and the reconstruction of the...

US envoy Kushner visits Hamas leader in push for Gaza road map before Netanyahu meeting

US negotiator and President Donald Trump’s son-in-law Jared Kushner held a rare meeting with the Hamas chief on Sunday in a new diplomatic effort to make progress in the stalled Gaza ceasefire. Kushner will meet Israel’s prime minister on Monday. The talks aim to salvage the new 15-point, US-backed road map for Hamas to disarm in Gaza and Israel to withdraw from the Palestinian territory shattered by war. At stake are the lives of some 2 million people in Gaza and the reconstruction of the...

Coppa delle Coppe: Dal 17 al 22 agosto la MKF Saronno difende il titolo fra Bollate e Caronno

16 Agosto 2026 ore 19:50

La MKF Saronno del presidente Massimo Rotondo da lunedì 17 a sabato 22 agosto sarà impegnata fra Bollate e Caronno, dove difenderà il titolo della Coppa delle Coppe vinta lo scorso anno a Parigi.

La A.B. Caronno Softball semifinalista della Coppa Italia 2025 ospiterà la competizione continentale organizzata dalla WBSC Europe Softball, alla quale partecipano le seguenti formazioni:

Crazy Chicklets (Austria), Beveren Lions (Belgio), Wesseling Vermins (GER), Sparks Haarlem Honk- en Softbal (Olanda), Eagles Praha (Rep. Ceca), Viladecans (Spagna) e Zürich Barracudas (Svizzera), oltre ovviamente alla Rhea Caronno ed il Saronno Softball Baseball ASD.

Il roster delle atlete neroazzurre rispetto al campionato di Serie A1 è stato rinforzato dalla presenza degli esterni, che hanno già vinto la Coppa delle Coppe lo scorso anno, Emma Fagioli proveniente dal Macerata e Sofia Fabbian in prestito dal Castelfranco. Dalla stessa società proviene anche la lanciatrice statunitense Olivia Rose Bruno, alla prima apparizione in maglia saronnese.

Gli accoppiamenti delle finali di sabato 22 agosto saranno stabiliti dalla classifica della prima fase, che vedrà tutte le compagini iscritte al torneo affrontarsi in un girone all’italiana con incontri di sola andata.

Questo il programma delle gare della MKF Saronno:
17/08/2026
ORE 09.30 a Bollate | Viladecans – MKF Saronno
ORE 14.30 a Caronno | MKF Saronno – Wesseling Vermins
18/08/2026
ORE 15.00 a Caronno | MKF Saronno – Beveren Lions
19/08/2026
ORE 15.00 a Caronno | MKF Saronno – Crazy Chicklets Wiener Neustadt
ORE 20.00 a Caronno | MKF Saronno – Caronno
20/08/2026
ORE 20.00 a Caronno | Eagles Praha – MKF Saronno
21/08/2026
ORE 09.30 a Bollate | Sparks Haarlem – MKF Saronno
ORE 15.00 a Caronno | Zürich Barracudas – MKF Saronno
sabato 22/8/2026 le finali in base alla classifica
A Caronno
ORE 18:00 finale per il bronzo
ORE 20:30 finale per l’oro

ph Lorenzo Stoppani

 

Saronno Softball Baseball Asd

Fabrizio Campagnano
Ufficio stampa
cell: +39-331.366.34.17

email: saronnosoftballbaseball@gmail.com

L'articolo Coppa delle Coppe: Dal 17 al 22 agosto la MKF Saronno difende il titolo fra Bollate e Caronno proviene da politicamentecorretto.com.

Usa. La lobby israeliana spinge Washington a ridimensionare l’ONU e a riscrivere l’ordine internazionale

di: Ng
16 Agosto 2026 ore 17:00

di Giuseppe Gagliano –

Un centro studi israeliano ha incaricato una società di lobbying americana di promuovere a Washington una strategia per ridurre drasticamente il ruolo degli Stati Uniti nelle Nazioni Unite e sostituire progressivamente il sistema multilaterale con una rete di alleanze e organizzazioni guidate direttamente dagli americani. L’operazione, dal valore economico di appena 5.000 dollari, mostra come una commessa limitata possa inserirsi in un progetto politico molto più ampio già presente nella destra statunitense.
Il 24 giugno 2026 l’Istituto Misgav per la sicurezza nazionale e la strategia sionista, con sede a Gerusalemme, ha affidato per un mese alla Mercury Public Affairs il compito di promuovere negli ambienti politici americani un rapporto elaborato da Gilad Erdan, già ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, e Asher Fredman, direttore esecutivo dell’istituto. L’attività è stata registrata negli Stati Uniti ai sensi del Foreign Agents Registration Act, la legge che disciplina l’attività degli agenti che rappresentano interessi stranieri.
Mercury aveva il compito di distribuire il documento e facilitare incontri con interlocutori delle commissioni parlamentari competenti per politica estera, difesa e stanziamenti, oltre che con il Consiglio per la sicurezza nazionale, il Dipartimento di Stato, la rappresentanza americana presso l’ONU e gli uffici della Casa Bianca responsabili del bilancio.
Il rapporto parte dalla convinzione che le Nazioni Unite siano ormai irriformabili. Gli autori contestano il principio secondo cui ogni Stato dispone di un voto nell’Assemblea generale e sostengono che Paesi con contributi finanziari limitati possano esercitare un’influenza sproporzionata sulle decisioni dell’organizzazione. La Cina viene indicata come la principale beneficiaria di questo sistema grazie alla crescente capacità di coordinamento con i Paesi del Sud globale.
La proposta prevede una progressiva riduzione della partecipazione americana. Il Congresso dovrebbe eliminare i finanziamenti automatici alle organizzazioni internazionali e autorizzare individualmente ogni contributo. Washington potrebbe inoltre accettare la perdita del diritto di voto nell’Assemblea generale per mancato pagamento delle quote, mantenendo soltanto le collaborazioni considerate direttamente utili agli interessi nazionali.
L’obiettivo non sarebbe quindi soltanto uscire dalle Nazioni Unite, ma trasferire progressivamente alcune delle loro funzioni verso accordi bilaterali, coalizioni temporanee, soggetti privati e organismi internazionali costruiti attorno alla leadership americana. Il multilateralismo universale verrebbe sostituito da una struttura selettiva nella quale l’accesso dipenderebbe dalla vicinanza strategica a Washington.
Israele occupa una posizione centrale in questa impostazione. Il rapporto accusa le istituzioni delle Nazioni Unite di applicare allo Stato israeliano criteri differenti rispetto ad altri Paesi e critica in particolare risoluzioni, commissioni d’inchiesta e iniziative internazionali considerate ostili a Gerusalemme. Si tratta delle posizioni degli autori, ma esse coincidono con una sensibilità ormai consolidata in parte della destra statunitense, che considera le organizzazioni multilaterali un limite alla sovranità americana e uno strumento attraverso il quale Cina, Iran e Paesi emergenti possono aumentare la propria influenza.
Il terreno politico negli Stati Uniti era già favorevole. Nel gennaio 2026 l’amministrazione Trump aveva disposto il ritiro americano da decine di organizzazioni e strutture internazionali, comprese numerose realtà collegate al sistema delle Nazioni Unite, nei limiti consentiti dalla legislazione statunitense.
Al Congresso esiste inoltre una proposta repubblicana per abrogare la normativa del 1945 sulla partecipazione americana all’ONU, chiudere la missione statunitense, interrompere i finanziamenti, rinunciare alle missioni di pace e mettere fine all’accordo che consente alle Nazioni Unite di mantenere la propria sede principale a New York. Il progetto non è diventato legge, ma dimostra come l’idea del disimpegno americano preceda l’iniziativa israeliana.
L’operazione del Misgav non crea quindi una nuova politica, ma tenta di inserirsi in un processo già in corso, fornendogli una giustificazione strategica particolarmente vicina agli interessi israeliani. Rappresenta il punto d’incontro tra il nazionalismo americano, la destra israeliana e l’industria delle relazioni istituzionali che opera nella capitale statunitense.
Un eventuale abbandono dell’ONU da parte degli Stati Uniti presenterebbe tuttavia rilevanti difficoltà giuridiche. La Carta delle Nazioni Unite non contiene una procedura esplicita per il recesso di uno Stato membro e Washington è indicata direttamente come uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza.
Una decisione unilaterale aprirebbe quindi un confronto sulle prerogative del presidente, sui poteri finanziari del Congresso, sulla normativa americana e sugli obblighi internazionali assunti con la ratifica della Carta. Ancora più complessa sarebbe la questione del seggio permanente americano, la cui eventuale modifica richiederebbe un intervento sul testo stesso della Carta.
Per questo la strategia proposta dal Misgav appare orientata più allo svuotamento progressivo dell’organizzazione che a un’uscita immediata. La riduzione dei finanziamenti e della partecipazione potrebbe diminuire l’influenza delle Nazioni Unite senza affrontare direttamente tutti gli ostacoli giuridici di un recesso formale.
La scelta presenta però un paradosso strategico. Gli Stati Uniti dispongono nel Consiglio di sicurezza di un diritto di veto che consente loro di bloccare risoluzioni contrarie ai propri interessi, proteggere Israele e influenzare decisioni riguardanti sanzioni e interventi internazionali. Abbandonare volontariamente questo strumento significherebbe lasciare maggiore spazio alla Cina e alla Russia.
Pechino potrebbe sfruttare il ridimensionamento americano per aumentare la propria influenza diplomatica soprattutto in Africa, Asia e America Latina e presentarsi come principale difensore delle istituzioni multilaterali. Mosca conserverebbe invece una posizione privilegiata grazie al proprio seggio permanente e al diritto di veto.
Anche per Israele le conseguenze potrebbero essere ambivalenti. Gerusalemme considera da tempo molte strutture delle Nazioni Unite ostili, ma ha contemporaneamente beneficiato della protezione diplomatica americana nel Consiglio di sicurezza. Se gli Stati Uniti si ritirassero e l’ONU continuasse a funzionare grazie al sostegno di Cina, Unione europea e potenze emergenti, Israele potrebbe ritrovarsi con minore protezione internazionale.
Sul piano finanziario, gli Stati Uniti sono il principale contributore al sistema delle Nazioni Unite. Una parte consistente dei finanziamenti americani riguarda tuttavia non soltanto la burocrazia dell’organizzazione, ma programmi umanitari, alimentari, sanitari e di assistenza ai rifugiati che rappresentano anche strumenti della politica estera di Washington.
La riduzione dei contributi produrrebbe un risparmio immediato, ma potrebbe imporre agli Stati Uniti la costruzione di strutture alternative per svolgere alcune delle stesse funzioni. Coalizioni parallele, organismi privati e accordi bilaterali richiederebbero apparati amministrativi, logistici e finanziari propri.
Il rischio maggiore riguarda però l’influenza sulle regole internazionali. Telecomunicazioni, trasporti, sanità, proprietà intellettuale, commercio e gestione delle crisi dipendono anche da organismi multilaterali nei quali vengono definiti standard utilizzati a livello globale. Rinunciare a partecipare significa lasciare ad altre potenze uno spazio maggiore nella definizione delle norme alle quali anche le imprese americane potrebbero successivamente essere costrette ad adeguarsi.
La vicenda di Mercury dimostra soprattutto quanto l’accesso ai decisori rappresenti una componente strutturale della politica americana. La società ha lavorato in passato per governi, imprese e soggetti stranieri, compresa la società israeliana NSO, produttrice del sistema di sorveglianza Pegasus. La registrazione delle attività rende questi incarichi pubblici e legali, ma mostra il ruolo esercitato dalle società di lobbying nel collegare interessi stranieri e processo decisionale statunitense.
I 5.000 dollari pagati dal Misgav non possono determinare l’uscita degli Stati Uniti dalle Nazioni Unite. Possono però servire a ottenere incontri, diffondere un documento e inserirne le proposte in un dibattito politico già avanzato.
La vicenda non dimostra quindi che Israele stia imponendo segretamente a Washington l’abbandono dell’ONU. Mostra invece una convergenza tra settori politici israeliani e americani che considerano l’attuale sistema multilaterale incompatibile con i rispettivi interessi strategici.
La questione centrale riguarda il futuro stesso della politica estera americana. Washington dovrà scegliere se continuare a esercitare la propria influenza dall’interno delle istituzioni internazionali, accettandone compromessi e limiti, oppure tentare di sostituirle con un sistema dominato da alleanze selettive. Nel secondo caso gli Stati Uniti potrebbero ottenere maggiore libertà d’azione immediata, ma rischierebbero contemporaneamente di lasciare a Cina e Russia una parte crescente degli strumenti attraverso i quali vengono definite le regole dell’ordine mondiale.

Cisgiordania. Il Papa, Stop alle violenze contro i palestinesi’

di: Ng
16 Agosto 2026 ore 13:30

Dire * –

“Rinnovo il mio appello affinché cessino le ripetute violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania e chiedo con urgenza alla comunità internazionale di fare in modo che progredisca la soluzione a due Stati per una pace giusta e duratura”. È l’appello lanciato all’Angelus da Papa Leone XIV.
Dopo la preghiera mariana recitata questa domenica, 16 agosto, in piazza della Libertà a Castel Gandolfo, il Pontefice è tornato ad affrontare il tema delle violenze che si perpetuano ai danni della popolazione palestinese nella West Bank, terra contesa dagli israeliani. Di qui la supplica del Pontefice che chiede “con urgenza alla comunità internazionale di fare in modo che progredisca la soluzione a due Stati, per una pace giusta e duratura”. Un pensiero infine da patte di Papa Prevost anche ai Giochi del Mediterraneo che si disputeranno a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre 2026 prossimi: siano una “profezia di pace e di fratellanza tra i popoli”.

* Fonte: agenzia Dire.

Quadarella cala il tris d’oro, argento con rimpianto per Pilato e Ceccon

16 Agosto 2026 ore 19:30
Quadarella cala il tris d’oro, argento con rimpianto per Pilato e Ceccon

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Una straordinaria Simona Quadarella cala il suo personale tris d’oro agli Europei di nuoto che si stanno per concludere a Parigi. Dopo aver vinto 800 e 1500, la classe 1998 romana vince anche i 400 stile libero con il tempo di 4’01″34 (nuovo record dei campionati), davanti alle tedesche Isabel Gose, argento in 4’02″41, e Maya Werner, bronzo in 4’03″43.
L’oro della Quadarella compensa la parziale amarezza per gli argenti di Benedetta Pilato nei 50 rana e Thomas Ceccon nei 100 dorso, entrambi beffati per un centesimo. La classe 2005 tarantina, già oro continentale a Budapest 2021 e argento a Roma 2022 sulla distanza, chiude in 29″94 la finale vinta dalla lituana Ruta Meilutyte in 29″93. “Questo centesimo mi perseguita in questo posto – commenta Pilato, che ai Giochi di Parigi nel 2024 aveva mancato la medaglia proprio per un centesimo nei 100 rana – Sono contenta, perchè per me nuotare tre volte sotto i 30″ è importante. Sicuramente è l’inizio di un percorso. Mi sarebbe piaciuto vincere, ma va bene così. Ho cambiato tutto quest’anno”. Beffa anche per Ceccon: il classe 2001 veneto (52″28) cede infatti pure lui per un solo centesimo al greco Apostolos Christou, oro in 52″27, mentre il bronzo va al russo (sotto bandiera neutrale) Pavel Samusenko in 52″57.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

European Rally Championship, Pirelli conquista un doppio podio nel Barum Czech Rally Zlín

16 Agosto 2026 ore 18:51
European Rally Championship, Pirelli conquista un doppio podio nel Barum Czech Rally Zlín

MILANO (ITALPRESS) – Pirelli conquista il secondo e il terzo posto nel Barum Czech Rally Zlín, quinto appuntamento dell’European Rally Championship. Teemu Suninen ha portato la Skoda Fabia RS Rally2 sulla piazza d’onore al termine di una giornata conclusiva condotta sempre all’attacco.

Entusiasmante il finale di Andrea Mabellini. Dopo aver aperto il rally vincendo la prova spettacolo cittadina di Zlín, l’italiano ha chiuso il fine settimana imponendosi anche nella Power Stage. Con quest’ultima affermazione ha recuperato il distacco dal diretto avversario nella corsa al titolo e portato la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale sul terzo gradino del podio. Il risultato consolida Suninen e Mabellini ai primi due posti della classifica piloti e rafforza la leadership di Pirelli tra i fornitori di pneumatici.

“Il Barum ha sottoposto pneumatici e vetture a una prova particolarmente severa, con 13 speciali e oltre 200 chilometri cronometrati affrontati su fondi impegnativi e con temperature insolitamente elevate – ha commentato Terenzio Testoni, Pirelli Rally Activity Manager La mescola hard, scelta come soluzione di riferimento per il fine settimana, ha assicurato prestazioni costanti e affidabilità fino all’ultima prova. I risultati ottenuti confermano la competitività del nostro prodotto e ci permettono di affrontare la fase conclusiva del campionato in una posizione ancora più solida”.

Il Barum Czech Rally Zlín ha inoltre assegnato il titolo ERC Fiesta Rally3 Trophy, supportato da Pirelli. A vincere è stato Ville Vatanen che si è imposto anche nella gara.

-Foto ufficio stampa Pirelli-
(ITALPRESS).

Agli Europei di nuoto tris d’oro Quadarella, argento Pilato, Ceccon e staffette

16 Agosto 2026 ore 18:42
Agli Europei di nuoto tris d’oro Quadarella, argento Pilato, Ceccon e staffette

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Una straordinaria Simona Quadarella cala il suo personale tris d’oro agli Europei di nuoto che si stanno per concludere a Parigi. Dopo aver vinto 800 e 1500, la classe 1998 romana vince anche i 400 stile libero con il tempo di 4’01″34 (nuovo record dei campionati), davanti alle tedesche Isabel Gose, argento in 4’02″41, e Maya Werner, bronzo in 4’03″43. “Ho cercato di aspettare il più possibile, anche se a un certo punto non pensavo di vincere, sembrava le altre non molassero niente. Negli ultimi 50 metri mi sono detta di provarci. Non me l’aspettavo neanche io – ammette la tricampionessa europea – La cosa che più mi impressiona è la costanza e riuscire sempre a stare lì, magari anche con qualche difficoltà come nei 1500, dove non ero così contenta del mio tempo nonostante l’oro. Prima nei 400 non riuscivo ad esprimermi tanto bene, adesso ho trovato la chiave giusta”.

L’oro della Quadarella compensa la parziale amarezza per gli argenti di Benedetta Pilato nei 50 rana e Thomas Ceccon nei 100 dorso, entrambi beffati per un centesimo. La classe 2005 tarantina, già oro continentale a Budapest 2021 e argento a Roma 2022 sulla distanza, chiude in 29″94 la finale vinta dalla lituana Ruta Meilutyte in 29″93. “Questo centesimo mi perseguita in questo posto – commenta Pilato, che ai Giochi di Parigi nel 2024 aveva mancato la medaglia proprio per un centesimo nei 100 rana – Sono contenta, perché per me nuotare tre volte sotto i 30″ è importante. Sicuramente è l’inizio di un percorso. Mi sarebbe piaciuto vincere, ma va bene così. Ho cambiato tutto quest’anno”.

Beffa anche per Ceccon: il classe 2001 veneto (52″28) cede infatti pure lui per un solo centesimo al greco Apostolos Christou, oro in 52″27, mentre il bronzo va al russo (sotto bandiera neutrale) Pavel Samusenko in 52″57.

In chiusura di serata arrivano anche altri due argenti grazie alle staffette 4X100 misti. Sara Curtis, Benedetta Pilato, Anita Gastaldi ed Emma Virginia Menicucci nuotano in 3’53″60 (nuovo record italiano) e vengono superate nel finale dall’Inghilterra, oro in 3’53″50. “Sono veramente contenta perché nessuno tranne noi avrebbe scommesso su questa staffetta – le parole di Curtis – Eravamo vicine al record dei campionati e al record europeo: ci prenderemo tutto. I centesimi nel nostro sport sono quelli, ma un argento è come una vittoria per questa staffetta”. Poco dopo tocca agli uomini conquistare la seconda piazza: il quartetto formato da Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Alberto Razzetti e Carlos D’Ambrosio tocca in 3’28″86, arrendendosi solo alla Russia. “Abbiamo lottato – si fa portavoce Ceccon – Sapevamo di essere in 3-4 nazioni a giocarcela e ce la siamo giocata. Il mio argento nei 100 dorso? Quel centesimo brucia, ma anche il tempo è abbastanza lento”.

L’Italia chiude al secondo posto il medagliere. La spedizione azzurra raccoglie 13 medaglie d’oro, 15 d’argento e 15 di bronzo, per un totale di 43 podi, più di qualsiasi altra nazione. A vincere, però, è la Gran Bretagna grazie ai 14 ori, uno in più dell’Italia, che si uniscono alle 4 medaglie d’argento e alle 8 di bronzo. Terzo posto per la Russia (sotto bandiera neutrale) a 10-9-13.

RAZZETTI QUINTO NEI 200 MISTI

Alberto Razzetti è quinto nei 200 metri misti uomini. L’azzurro nuota in 1’56″60 la finale vinta dall’ungherese Hubert Kos in 1’54″24 (record dei campionati), davanti allo spagnolo Hugo Gonzalez de Oliveira, argento in 1’54″44, e al russo (sotto bandiera neutrale) Mikhail Shcherbakov in 1’56″16 (record del mondo Juniores).

BORRELLI SESTA NEI 200 FAFALLA

Paola Borrelli è sesta nei 200 metri farfalla donne. L’azzurra nuota in 2’08″23 la finale vinta dalla britannica Keanna Macinnes, oro in 2’05″90, davanti alla danese Helena Rosendahl Bach, argento in 2’06″14, e alla spagnola Laura Cabanes Garzas, bronzo in 2’07″21.

GUATTI OTTAVO NEI 50 STILE LIBERO

Giovanni Guatti è ottavo e ultimo nei 50 stile libero uomini. L’azzurro nuota in 21″83 la finale vinta dall’ucraino Nikita Sheremet 21″13 davanti al russo (sotto bandiera neutrale) Egor Kornev e al serbo Andrej Barna, entrambi argento ex aequo in 21″37.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Sport equestri, doppio podio per l’Italia del volteggio ai Mondiali di Aachen

16 Agosto 2026 ore 18:35
Sport equestri, doppio podio per l’Italia del volteggio ai Mondiali di Aachen

ROMA (ITALPRESS) – E’ festa in casa Italia ai Mondiali di volteggio di Aachen, in Germania: gli azzurri hanno conquistato due medaglie, un argento e un bronzo. Il primo podio è arrivato nel Pas de Deux, grazie a Rebecca Greggio e Davide Zanella. I campioni d’Europa in carica hanno gareggiato insieme a Malleret Romulus Ps, alla longia di Maud Bousignac Dumont. La coppia azzurra ha disputato oggi un secondo round, il free test, praticamente impeccabile. Greggio e Zanella hanno chiuso la gara con un punteggio complessivo di 8.982. Nel free test hanno ottenuto 9.154, il miglior risultato tra gli undici finalisti. La medaglia d’oro è andata però ai francesi Theo Gardies e Noely Thibaudat. La coppia d’oltralpe, su Sir Sensation, ha totalizzato 9.039. Il bronzo è stato conquistato dai tedeschi Jannik Heiland e Kimberly Hyks, con 8.303. Per Greggio e Zanella l’argento arriva al termine di una stagione caratterizzata da diverse difficoltà. Gli azzurri si sono presentati ad Aachen con un nuovo cavallo, dopo i successi ottenuti con Orlando Tancredi. Nel loro palmarès figurano anche il bronzo mondiale di Herning 2022 (Danimarca) e due finali di Coppa del Mondo.
Poco più tardi, nel pomeriggio è arrivata una seconda medaglia per l’Italia, questa volta di bronzo. Il risultato è maturato nella official team competition, gara che combina le due prestazioni individuali, maschile e femminile, e quella di squadra. Anche in questa occasione decisive sono state le prove di Rebecca Greggio su Malleret Romulus Ps, (8.582) e di Davide Zanella su Da Vinci 367, alla longia di Helena Pyka (8.940).
A completare l’opera ci ha pensato il team composto ancora da Rebecca Greggio, Giovanni Bertolaso, Alice Dal Paos, Maria Vittoria Vanin, Eva Carraro e Davide Zanella (Riserve: Sofia Crippa e Carlotta Andreoli). Il Team Italia, che ha gareggiato su Fran D’Alme CZ, con Laura Carnabuci alla longia, ha chiuso con il punteggio di 8.791, che ha portato a 8.771 il risultato complessivo della rappresentativa azzurra. Davanti all’Italia si sono piazzate la Germania, medaglia d’oro con 9.103, e la Francia, argento con 8.996. Undici le squadre complessivamente impegnate nella competizione.
Con i due podi conquistati ad Aachen, il volteggio azzurro arricchisce, con due ulteriori preziosi metalli, il medagliere della Federazione Italiana Sport Equestri.
– foto ufficio stampa Fise/Argenziano –
(ITALPRESS).

La Russa “Centrodestra avrà numeri per battere sinistra a prescindere da Vannacci”

16 Agosto 2026 ore 18:35
La Russa “Centrodestra avrà numeri per battere sinistra a prescindere da Vannacci”

RAGALNA (CATANIA) (ITALPRESS) – “La stella polare della destra deve essere il bene dell’Italia”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nella tappa di Ragalna (Catania) di “Bar Italia”, iniziativa estiva di Fratelli d’Italia.

“Il centrodestra ha sempre saputo fare sintesi, l’unico incidente di percorso è stato sulla legge elettorale, ma recupereremo”, ha spiegato La Russa.

“Sono assolutamente convinto che il centrodestra avrà i numeri per battere la sinistra, a prescindere da Vannacci. Lui ha deciso di uscire dal centrodestra, votando in diverse occasioni con la sinistra”, ha detto ancora il presidente del Senato.

“Il centrodestra deve restare coerente con il proprio progetto. Dobbiamo continuare a mettere a frutto la credibilità internazionale che Giorgia Meloni ha dato all’Italia in questi anni – ha aggiunto -. Non per forza bisogna inseguire le velleità, ma bisogna fare le cose giuste. La coerenza deve essere la nostra strada maestra”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

La Russa “Se Forza Italia chiede il bis di Schifani bisogna dargli attenzione”

16 Agosto 2026 ore 18:06
La Russa “Se Forza Italia chiede il bis di Schifani bisogna dargli attenzione”

RAGALNA (CATANIA) (ITALPRESS) – Alla presidenza della Regione Sicilianaper il momento c’è Schifani. Io parto da un presupposto: se il partito che ha espresso il presidente della Regione per una tornata insiste e dice che vuole la seconda tornata, bisogna dargli attenzione. Non dico che bisogna per forza farlo, ma l’attenzione è giusto che ci sia. Aspetto di capire che cosa dice Forza Italia”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nella tappa di Ragalna (Catania) di “Bar Italia”, iniziativa estiva di Fratelli d’Italia.

“Se Forza Italia dice Schifani si ragiona su Schifani. Se dice un altro nome dico può essere, ma ce ne possono essere anche altri di altri partiti. Questa è la mia visione”, ha aggiunto La Russa.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

❌