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Garlasco, spunta il testimone: “Ho visto una donna bionda, aveva degli occhi spiritati. Mi hanno minacciato dicendomi di farmi i ca**i miei”

16 Giugno 2026 ore 11:09
“L’ho vista, aveva degli occhi spiritati che tu non hai idea”. È la testimonianza di un uomo che il 13 agosto 2007, giorno del delitto di Chiara Poggi, sarebbe stato a Garlasco e si sarebbe imbattuto in una persona in bicicletta. L’uomo in questione aveva già riferito ai Carabinieri nel luglio 2025 quanto visto. Ora la sua testimonianza torna ad essere attuale poiché è stata raccolta da Antonino Monteleone nella puntata di “Filorosso” in onda il 15 giugno su Rai 3.

Le parole del testimone

Una testimonianza “che ci ha fatto sobbalzare” spiega il conduttore ai telespettatori parlando di quanto riferito da un uomo che sarebbe stato nei pressi della villa di Via Pascoli il 13 agosto di 19 anni fa. “Abbiamo rintracciato questa persona e abbiamo chiesto di contestualizzare il perché di questa testimonianza” spiega Monteleone prima di trasmettere l’audio della sua conversazione con il testimone, il quale spiega come le sue parole siano state prese sotto gamba tutti, “ma io non ho detto una balla, perché ero lì quel giorno e quello che ho visto me lo ricordo benissimo. L’ho vista, aveva degli occhi spiritati che tu non hai idea e [ai Carabinieri, ndr] ho anche detto: ‘Mi ricordo i dettagli di una bicicletta nera, aveva i raggi che erano lucidi, sembrava una bicicletta nuova’”. “La certezza è una donna coi capelli biondi” lo incalza Monteleone, “Da uomo obiettivamente era una bella ragazza, è chiaro che l’ho osservata con una particolare attenzione”, replica il testimone. “E nella mia sit ho anche spiegato il perché ci ho messo tempo a dirlo. La cosa che mi fa venire il nervoso è che tanti parlano ma non sanno le cose e giudicano”.

“Mi hanno minacciato”

E ancora: “Io non sono di quel territorio, nonostante abiti in provincia di Pavia io non conosco veramente nessuno di Garlasco, non ho rapporti con nessuno. Mi sono sempre occupato di discoteche e di eventi quindi ero là per motivi di lavoro. Ricordo benissimo quello che ho visto, la persona che ho visto mi ha anche guardato, ci siamo guardati in faccia”. Il presunto testimone fa sapere di avere ricevuto minacce: “Sono stato anche minacciato per quello che ho detto, e ho avuto paura perché non so come facevano a sapere quello che ho detto. Mi hanno suonato il campanello di casa dicendomi di farmi i ca**i miei, che io di Garlasco non ne devo sapere niente”. L’uomo, confidandosi con il giornalista, si rammarica anche del fatto che le sue parole finora non siano state tenute in grande considerazione: “Ho fornito tutto e poi però nessuno ti ca*a. Sembra che quello che ho visto io… chi se ne frega. Mi rode dentro il fatto che nessuno si interessi di quello” conclude.

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Ricevuto — 15 Giugno 2026 Stampa Nazionale

Il Castello delle Cerimonie verso la chiusura? Il messaggio che non lascia speranze all’hotel “La Sonrisa” dopo la decisione del Consiglio di Stato

15 Giugno 2026 ore 09:53

“Siamo spiacenti ma non ci sono camere disponibili nel periodo selezionato o ci sono restrizioni nel numero di pernottamenti minimi richiesti”. È questo il messaggio in cui ci si imbatte provando a effettuare prenotazioni sul sito del Grand Hotel “La Sonrisa”, meglio noto come “Il Castello delle Cerimonie”. E poco importa se si seleziona il periodo estivo, quello autunnale o addirittura gennaio 2027. La situazione non cambia modificando il numero degli ospiti e le date di arrivo e partenza. Nella location di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, sembra ormai impossibile entrare. Ci si sta definitivamente avviando verso la chiusura? È quel che viene da pensare soprattutto alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi, quando il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso che i Polese, proprietari della location, avevano presentato sperando di poter ribaltare l’ordinanza del Tar Campania, che a sua volta aveva già confermato la revoca delle licenze da parte del Comune.

La decisione dei giudici

I giudici si sono pronunciati tenendo conto della sentenza definitiva datata febbraio 2024, secondo cui i locali de “La Sonrisa” sarebbero abusivi e senza la destinazione turistica-ricettiva. Stando così le cose, la struttura pur rimanendo formalmente aperta non può svolgere attività alberghiera e di ristorazione, e in tal senso andrebbe letta anche la mancata disponibilità di camere evidenziata dal sistema di prenotazione, sebbene proprio nella giornata di ieri si sia svolto un evento dedicato alla scaramanzia napoletana. È giunto il momento di scrivere la parola ‘fine’ per l’hotel del compianto don Antonio Polese?

La voce dei dipendenti

Il prossimo 24 novembre ci sarà l’udienza pubblica per la decisione definitiva nel merito, e prima, il 9 luglio, toccherà alla Cassazione pronunciarsi sui ricorsi avanzati dagli avvocati dei Polese. Certo, ci sarebbe anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo davanti alla quale i legali dell’hotel hanno portato la vicenda, ma come scrive Fanpage i tempi di Strasburgo “sono lunghi e difficilmente potrebbero incidere sulla stagione in corso”. Nel frattempo persone molto vicine alla struttura, come Gaetano Nino Davide, uno dei volti storici che da anni lavora nell’hotel, si mobilitano sui social raccogliendo il sostegno e la solidarietà delle persone. “Il lavoro di una vita merita rispetto e tutela, non può essere cancellato all’improvviso. Lo Stato non deve dimenticarsi di noi: ha il dovere di tutelarci, e farlo con amore prima di ogni altra cosa” si legge in uno degli ultimi post di Nino.

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