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"L'IA HA INFRANTO UNA LEGGE DI ASIMOV E LE CONSEGUENZE SONO PIÙ VICINE CHE MAI" | Michele Kettmajer

11 Ottobre 2026 ore 20:37

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Il documentario #Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor, prodotto dal #Guardian, porta in sala le testimonianze anonime di soldati e uomini dell’intelligence israeliana sul sistema di scelta degli obiettivi a Gaza. Il tema era emerso già nel 2024 con le inchieste su Lavender: l’esercito israeliano ha sempre negato di usare l’IA per identificare i miliziani, definendo il software “un database” per incrociare fonti d’intelligence. Un’altra vicenda riguarda #Minab, in Iran: secondo un’inchiesta di Bloomberg, la revisione interna del Pentagono sull’attacco alla scuola del 28 febbraio, con oltre 150 morti, ha indicato tra le cause l’eccessivo affidamento a uno strumento di #Palantir.

La guerra senza responsabili

“A me pare una pazzia questa cosa”, dice Michele #Kettmajer, esperto di intelligenza artificiale, a proposito dell’idea di mettere le guerre in mano a “sistemi di cui non conosciamo ancora bene le potenzialità, gli sviluppi, gli errori”. Un principio, ricorda, era già scritto da Asimov: “la prima legge robotica era quella che i robot non potessero mai fare del male agli umani”. Regola che, afferma, “è stata infranta nel momento in cui i droni, che sono dei robot a tutti gli effetti, hanno iniziato a uccidere le persone ovunque”.

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GIORGIO BIANCHI REAGISCE A NAZA: "TRA I PRODUTTORI C'È UN NOME CHE SPIEGA TUTTO"

11 Ottobre 2026 ore 18:13

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#Naza, sigla ebraica per “danno collaterale”, è il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor prodotto dal Guardian, con Jonathan #Glazer produttore esecutivo. Ventiquattro tra soldati e uomini dell’intelligence israeliana, in anonimato, parlano di notte sui tetti di Tel Aviv del sistema di individuazione degli obiettivi a Gaza. Il film, Premio speciale della giuria a Venezia, è uscito nelle sale italiane a fine settembre. L’esercito israeliano ne respinge le accuse: “Dobbiamo difendere la reputazione dell’esercito israeliano”, ha dichiarato il capo di Stato maggiore Eyal Zamir.

Una sala in silenzio

“La sala non ha fiatato nessuno”, racconta Giorgio #Bianchi ai nostri microfoni dopo aver visto Naza dalla prima fila. “Molti sono usciti con le lacrime agli occhi, me compreso”, e la visione al cinema era per lui obbligata: “io rimango di quelli che i film vanno visti al cinema”. Da documentarista, aggiunge, “la messa in scena, proprio ragionando da documentarista, secondo me è straordinaria”.

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"È UN MiG-23, È TUTTO PIENO DI SCRITTE RUSSE": STORIA DI UNA BUFALA DECENNALE SU USTICA

11 Ottobre 2026 ore 16:30

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Il 27 giugno 1980 il DC-9 Itavia precipita al largo di #Ustica. Il 18 luglio un MiG-23 libico si schianta sul costone di Castelsilano, in Calabria. Due tragedie distinte, che la vulgata ha fuso in un solo, cinematografico scenario: la battaglia nei cieli, il caccia rimasto nascosto nei boschi per tre settimane. Ad Astrea, Rosanna Piras mette questa versione davanti a chi c’era davvero.

C’è l’ammiraglio Sergio #Biraghi, che quel 18 luglio riceve la telefonata del generale Tascio: “È un MiG-23, è tutto pieno di scritte russe”. Manda sul posto il suo interprete, ascolta le comunicazioni del gregario che chiama per minuti un compagno che non risponde più. E consegna al giudice Priore un intero armadietto di documenti, che a un certo punto sparirà. Per fortuna, lui aveva tenuto le copie.

C’è il comandante #Cecconello, pilota collaudatore del Reparto Sperimentale di Volo, che arriva sul relitto tre giorni dopo: serbatoi a secco, nessun incendio, nessun segno di combattimento. “Zero segni di qualsiasi natura”.

E c’è Vittorio Argento, giornalista aeronautico, che legge in diretta le parole dei magistrati sulle perizie che collegavano i due eventi, e ricorda la telefonata con il sindaco di Castelsilano, esasperato da una domanda che si sente rivolgere da quarant’anni.

Una puntata che non chiude il mistero di Ustica, ma toglie di mezzo uno dei suoi equivoci più duri a morire. Il racconto completo, con i dettagli dell’armadietto scomparso e del finto “missile” ripescato in mare, è nella video-intervista di Rosanna Piras.

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