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La banana che non si annerisce mai

12 Ottobre 2026 ore 12:00
Ogni giorno miliardi di banane commestibili finiscono ogni giorno nella spazzatura solo perché presentano qualche macchia marrone o una buccia scura, quindi la biotecnologia prova a correre ai ripari. Nel Regno Unito le banane modificate con la tecnica CRISPR per non annerire hanno superato un importante ostacolo burocratico.. Il 25 settembre, il Ministero dell'Ambiente, dell'Alimentazione e degli Affari Rurali britannico (DEFRA) ha dato la sua approvazione, ora manca soltanto l'ultimo passo prima dell'approdo sugli scaffali dei supermercati: il via libera sulla sicurezza alimentare da parte della Food Standards Agency (FSA). Se approvata, la varietà non sarà la prima a livello mondiale: ha infatti già ottenuto il via libera normativo in 11 Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Giappone e Brasile.. Come funziona? La maggior parte delle banane che compriamo solitamente appartiene alla varietà Cavendish. Trattandosi di frutti sterili privi di semi, ogni pianta viene riprodotta per clonazione. Gli scienziati di Tropic Biosciences hanno sfruttato la "forbice molecolare" CRISPR-Cas9 per agire sul DNA della Cavendish. Nello specifico, hanno disattivato le tre copie del gene PPO1, responsabile della produzione dell'enzima polifenol ossidasi. Questo enzima ricca di rame è il principale responsabile del processo di ossidazione che fa virare il frutto verso il marrone quando entra in contatto con l'aria. Silenziando questo gene, la banana mantiene il suo colore giallo fino a 24 ore dopo essere stata sbucciata o affettata (a differenza dei pochi minuti della banana tradizionale) ed è anche più resistente alle ammaccature causate dal trasporto. Inoltre, visto che la banana Cavendish si riproduce per clonazione, la modifica genetica si tramanda inalterata da una pianta all'altra.. Contro lo spreco alimentare Si tratta di una novità importante se si considerano gli sprechi: quasi la metà della produzione mondiale di banane va perduta prima ancora di essere consumata. Solo nel Regno Unito, si stima che ogni giorno vengano gettate via circa 1,4 milioni di banane. Secondo la legislazione britannica, la nuova varietà rientra nella categoria di "organismo a riproduzione di precisione" (Precision-Bred Organism), poiché il risultato si sarebbe potuti ottenere, teoricamente, anche attraverso selezioni e incroci tradizionali. Di conseguenza, se la FSA darà il via libera finale, il frutto non dovrà riportare sull'etichetta la dicitura "modificato geneticamente".. A chi piace il cibo del futuro? Mentre decenni di studi scientifici e organismi internazionali (come le National Academies of Sciences) confermano che i cibi geneticamente modificati sono sicuri e nutrienti quanto quelli convenzionali, parte del pubblico continua a essere scettico verso questi prodotti. Tuttavia, di fronte a una popolazione globale destinata a raggiungere i 10 miliardi di individui e a un clima sempre più estremo fatto di siccità, ondate di calore e nuove malattie delle piante, l'editing genetico potrebbe rappresentare una risorsa indispensabile per garantire il nostro fabbisogno alimentare. .

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La banana che non si annerisce mai

Torna l'aurora boreale sulle Dolomiti

12 Ottobre 2026 ore 10:00
Tra le 19:15 e le 20:30 UTC del 10 ottobre 2026, il cielo sopra Cortina d'Ampezzo ha mostrato una spettacolare tonalità rossastra. Le immagini sono state catturate dal Passo Giau, uno dei valichi alpini più suggestivi delle Dolomiti, affacciato verso lo spettacolare massiccio delle Tofane, vette riconosciute dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità. Nella fotografia (scattata da Alessandra Masi, che in passato ha visto un suo scatto scelto dalla Nasa per l'Apod) si osserva una luminosità rossa molto intensa che si staglia sopra la roccia millenaria. Si tratta di un'aurora boreale, un fenomeno normalmente visibile solo nelle regioni vicine al Circolo Polare Artico, ma che in questa occasione è arrivato fino in Italia (in passato è accaduto molto raramente).. Che cos'è l'aurora boreale L'aurora boreale è un fenomeno luminoso che avviene nell'alta atmosfera terrestre. Detto in modo molto semplice: il Sole emette particelle cariche che viaggiano nello spazio e, una volta raggiunta la Terra, queste vengono deviate dal campo magnetico verso le regioni polari. . Qui entrano in contatto con i gas presenti nell'atmosfera, soprattutto ossigeno e azoto, che reagendo emettono luce. Il risultato è uno spettacolo luminoso simile a quello delle lampade al neon, in cui l'energia si trasforma in colore.. Perché il cielo si è tinto di rosso I colori dell'aurora dipendono dal tipo di gas coinvolto e dall'altitudine a cui avviene l'interazione. Il colore rosso, che domina nell'immagine scattata dal Passo Giau, è causato dalle molecole di ossigeno situate a quote molto elevate dell'atmosfera (oltre i 200-300 km). La predominanza del rosso indica che l'aurora è stata osservata da grande distanza, una caratteristica tipica degli eventi più intensi.. Dove si possono osservare le aurore boreali Normalmente le aurore boreali sono visibili nelle regioni vicine al Circolo Polare Artico, come Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda e Canada. Tuttavia, durante tempeste solari particolarmente forti, il fenomeno può estendersi verso sud e diventare osservabile anche in Europa centrale e nelle Alpi italiane. Per riuscire a vederle e fotografarle sono fondamentali alcune condizioni favorevoli: cielo sereno, assenza di nuvole e bassissimo inquinamento luminoso, caratteristiche tipiche dell'alta montagna come il Passo Giau e il territorio ampezzano.. Un evento raro a queste latitudini L'evento aurorale del 10 ottobre 2026 è stato innescato da una forte tempesta geomagnetica di classe G3, causata dall'impatto di un'espulsione di massa coronale (CME) partita dal Sole pochi giorni prima. . Le tempeste geomagnetiche di classe G3, oltre a regalare quadri naturali mozzafiato, possono causare interferenze temporanee a satelliti, reti elettriche, sistemi GPS e comunicazioni radio ad alta frequenza, motivo per cui l'attività del Sole viene costantemente monitorata dai centri d'astrofisica e meteorologia spaziale di tutto il mondo..

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Torna l'aurora boreale sulle Dolomiti

Lampi radio veloci: record di distanza

12 Ottobre 2026 ore 09:00
Quando i lampi radio veloci o fast radio burst (FBR) si palesano, lo fanno senza preavviso: questi impulsi radio transitori, brevissimi e ad altissima energia, possono presentarsi da qualunque regione dello Spazio e sono difficili da intercettare. Ora il lavoro congiunto del radiotelescopio MeerKAT, in Sudafrica, e del James Webb Space Telescope, ha permesso di scoprire il fast radio burst che ha viaggiato più di tutti per arrivare fino a noi: il lampo, denominato FRB 20240304B, è stato originato quando l'Universo aveva solo 3 miliardi di anni e ne ha percorsi altri 10 per raggiungerci, attraversando l'80% della storia cosmica. Come spiegato in uno studio su Science, qualunque sia la fonte che ha generato questo specifico fenomeno, il record di distanza è la conferma di quanto a lungo possano viaggiare i fast radio burst, e di come possano essere utili per sondare le regioni di Spazio che attraversano.. Prodotto quando il Sole non c'era ancora. Il radiotelescopio MeerKAT ha rilevato il lampo radio veloce, mentre il James Webb è servito per individuare la galassia da cui proveniva, una galassia giovane, molto piccola e in fase di formazione stellare, con pochi metalli intorno, che sforna nuove stelle a velocità molto elevate. Lo spostamento verso il rosso (redshift) della luce della galassia, cioè lo stiramento delle sue lunghezza d'onda di luce causato dall'espansione dell'Universo, ha consentito poi di calcolare la distanza di questa sorgente. «La luce ha lasciato la sua sorgente molto prima che esistessero la Terra o persino il Sistema Solare. La Terra e il Sistema Solare si sono formati solo circa 4,5 miliardi di anni fa, quindi quando questa esplosione ha iniziato il suo viaggio, non c'erano la Terra, il Sole e la vita umana. Di fatto, l'Universo stesso aveva solo pochi miliardi di anni» ha spiegato Themiya Nanayakkara, astrofisica dell'Università di Sydney autrice dello studio. Il fast radio burst appena individuato è il più distante di cui si abbia conoscenza tra gli oltre 10.000 rilevati dal 2007 ad oggi.. Il mistero sulla fonte. Alcuni fast radio burst potrebbero essere emessi dalle magnetar, stelle di neutroni con un potentissimo campo magnetico, altri ancora da fusione di stelle di neutroni o buchi neri. Qualunque sia il fenomeno che ha originato questo segnale, bisognerà capire se si tratti di un lampo isolato o se sarà un fast radio burst ricorrente, come altri in passato. La scoperta sembra comunque suggerire che eventi di questo tipo potrebbero essere stati molto comuni nell'Universo distante..

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Lampi radio veloci: record di distanza

Dividere il letto con i cani non fa dormire peggio

12 Ottobre 2026 ore 05:00
È uno dei grandi dilemmi dei proprietari di cani: farli salire sul letto a dormire con noi oppure no? Attenzione però: qui non parliamo delle (ottime) ragioni igieniche per cui è sconsigliabile condividere le lenzuola con un cane. Lo studio pubblicato su PLOS One del quale vi parliamo si concentra infatti su un altro aspetto controverso del dormire con i cani: il fatto che, anche quando sono addormentati, sono tutto tranne che immobili e silenziosi. E quindi: mettersi il cane nel letto rovina il sonno? Lo studio condotto da due università canadesi, a sorpresa, suggerisce di no.. Chi sveglia chi? Come sempre quando si parla di studi sugli animali domestici, vale la pena segnalare le dimensioni del campione analizzato prima di generalizzare troppo i risultati. Il team delle università di Toronto e di Mississauga ha coinvolto nello studio 25 umani e i loro 38 cani (non chiedeteci distribuiti come), e li ha monitorati per un periodo di un mese, usando i classici activity monitor da polso (o da collare, nel caso dei cani) che misurano la qualità del sonno e tracciano i movimenti notturni di chi li indossa.. I risultati ottenuti in questo modo ribaltano almeno in parte quello che pensavamo sul rapporto notturno tra uomini e cani. Innanzitutto, non è vero che questi ultimi disturbano il sonno: anche quando la mattina dopo gli umani riportavano una qualche forma di disagio, il loro monitor da polso mostrava al contrario un sonno più o meno regolare. "Più o meno" perché è vero che, in molti casi, gli strumenti hanno rilevato una qualche forma di attività notturna; ma nella maggior parte di questi casi erano gli umani i primi a muoversi, disturbando il sonno dei cani, e non viceversa.. Ma quindi, ci disturbano o no? Questo non significa ovviamente che i cani siano angeli silenziosi e siamo sempre noi a disturbarli; lo studio però ridimensiona l'impatto che i cani hanno sul nostro sonno, e al contrario dimostra che noi umani sappiamo essere fastidiosi. Gli autori stessi segnalano comunque che lo studio è stato condotto su un campione limitato, e senza l'uso di un gruppo di controllo (cioè umani che dormivano senza cani): come sempre in questi casi, lo studio conclude affermando che ci sarà bisogno di altri studi per capire meglio la questione.. Rimane il fatto che, per quanto parziali, questi risultati sembrano smentire altri studi precedenti sull'argomento, per esempio questo del 2024 che sostiene che dormire con i cani rovina il sonno (mentre i gatti non creano problemi). D'altra parte, che la questione sia controversa lo dimostra la presenza di studi di segno opposto, per esempio questo uscito quest'anno e che sostiene che, almeno negli adulti, dormire con i cani fa bene alla salute mentale. Insomma: al momento non abbiamo una risposta definitiva, per cui decidete voi se far salire il vostro cane sul letto oppure farlo dormire nella sua cuccia..

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Dividere il letto con i cani non fa dormire peggio
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