Presentato Museo virtuale Fortezza medicea di San Martino (S. Piero a Sieve)
Un nuovo progetto interdisciplinare per conoscere, valorizzare e divulgare la storia della Fortezza del Mugello
Un nuovo progetto interdisciplinare per conoscere, valorizzare e divulgare la storia della Fortezza del Mugello
Il primo concerto stamani al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Inaugurata negli spazi del teatro la mostra “In marcia per la libertà” sugli 80 dal voto alle donne. Farà tappa in 12 scuole
In primo piano le donne tra i 45 e i 49 anni e tra i 70 e i 74 anni. Monni: “Prendetevi tempo per lo screening, perché una diagnosi precoce può salvarvi la vita”
L’assessora ha aperto a Firenze il convegno promosso dall’Azienda USL Toscana Centro. Al centro la legge regionale, la formazione e la collaborazione tra servizi per garantire i diritti delle persone più fragili
Finanziati 16 progetti in tutta la Toscana. Manetti: “Il teatro è uno strumento di crescita, riscatto e inclusione, capace di abbattere le barriere e offrire nuove opportunità”
Presentato oggi in Regione il festival che porterà nel borgo aretino alcuni dei protagonisti della scena jazz contemporanea. Manetti: “Un appuntamento che unisce qualità artistica, ricerca musicale e valorizzazione del territorio”
In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione promossa dalla FAO, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ribadisce l’impegno dell’Italia nella lotta alla fame e nella promozione del diritto al cibo, presupposto fondamentale per la pace, la dignità umana e lo sviluppo sostenibile.
“La sicurezza alimentare è una componente essenziale dell’azione italiana a sostegno della pace, della stabilità e dello sviluppo sostenibile. Attraverso l’assistenza alle popolazioni colpite dalle crisi, il rafforzamento della cooperazione internazionale e la promozione di catene di approvvigionamento più sicure e resilienti, l’Italia contribuisce agli sforzi della comunità internazionale per contrastare la fame e garantire un accesso adeguato al cibo” ha commentato il Ministro Tajani.
L’Italia contribuisce a questa sfida anche attraverso il suo ruolo di sede del polo agroalimentare delle Nazioni Unite. Un patrimonio di competenze e cooperazione internazionale che si traduce anche in iniziative concrete di solidarietà.
Attraverso “Food for Gaza”, il Governo italiano ha destinato circa 2.400 tonnellate di aiuti alimentari, sanitari e beni di prima necessità alla popolazione della Striscia di Gaza in collaborazione con la FAO e il PAM.
Con Italy for Sudan, sono state mobilitate oltre 130 tonnellate di aiuti umanitari in risposta alla grave crisi nel Paese. L’azione italiana si concentra sul sostegno alle fasce più vulnerabili della popolazione, con particolare attenzione a bambini, studenti e famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni.
Parallelamente, l’Italia promuove iniziative volte a rafforzare la resilienza dei sistemi agroalimentari e la continuità degli approvvigionamenti, anche attraverso la Coalizione di Roma per l’accesso ai fertilizzanti e la sicurezza alimentare, promossa insieme alla Croazia e con il coinvolgimento della FAO e di partner internazionali, per affrontare le criticità legate alle catene di approvvigionamento e alle tensioni nello Stretto di Hormuz.
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha inviato un indirizzo di saluto per l’avvio del 216° anno accademico
Dalle 10 alle 18 la Scuola nazionale apre le porte al pubblico. Nel pomeriggio la visita dell’assessora regionale a sanità e politiche sociali Monia Monni
Ars coordina il percorso per aggiornare le indicazioni nutrizionali e tradurre le evidenze scientifiche in consigli pratici per l’alimentazione quotidiana e la salute dei cittadini
AGGIORNAMENTO – NOTA DI ACCREDITAMENTO STAMPA
Riunione internazionale di alto livello della Coalizione europea contro le droghe (ECAD)
sulla prevenzione delle dipendenze e il recupero
(Comunità di San Patrignano, Coriano – Rimini, 23 ottobre 2026)
Venerdì 23 ottobre 2026 si terrà presso la Comunità di San Patrignano, a Coriano (Rimini), la Riunione internazionale di alto livello della Coalizione europea contro le droghe (ECAD) sulla prevenzione delle dipendenze e il recupero, promosso da Italia e Francia. È prevista la presenza del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.
I giornalisti e i cine-foto-operatori interessati a seguire l’evento sono pregati di accreditarsi entro le ore 24:00 di martedì 20 ottobre 2026, registrandosi attraverso il portale https://ecad2026.it/mediahome.aspx e allegando la documentazione richiesta.
In fase di accreditamento sarà possibile richiedere anche la partecipazione alla visita della Comunità riservata alla stampa, giovedì 22 ottobre dalle ore 16:00 alle 19:00. La richiesta comporta l’accettazione delle regole di ripresa e di tutela degli ospiti della Comunità.
I badge dovranno essere ritirati personalmente presso il Centro Accreditamento stampa allestito al Palazzo del Turismo di Rimini (Parco Fellini, 3), giovedì 22 ottobre dalle ore 9:00 alle 19:00 e venerdì 23 ottobre dalle ore 7:00 alle 10:00. L’accesso a San Patrignano sarà consentito esclusivamente con le navette dedicate in partenza da Rimini.
Tutte le informazioni operative sono contenute nel media handbook, disponibile sul portale di accreditamento.
Per qualunque chiarimento sulla procedura di accreditamento, si prega di rivolgersi all’Unità per la Comunicazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, tel. 06 3691 3432 – 8210 – 8573 – 3078 – 3450 (accreditamentostampa@esteri.it).
NOTA DI ACCREDITAMENTO STAMPA
Donne in Diplomazia – 25 anni di Diplomazia al femminile
Traguardi e nuovi orizzonti
(Farnesina, 19 ottobre 2026)
Lunedì 19 ottobre, dalle ore 10.00 alle 12.30, si terrà l’evento Donne in Diplomazia – 25 anni di Diplomazia al femminile, presso la Sala Conferenze Internazionali della Farnesina. Parteciperanno ai saluti istituzionali l’Ambasciatrice di Francia in Italia Anne-Marie Descôtes, la Presidente onoraria Rete per la parità APS Rosa Oliva, la Vice Presidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna e la Presidente dell’Associazione Donne Italiane Diplomatiche e Dirigenti Serena Lippi.
Programma
9.50 Foto di famiglia
10.00 Saluti istituzionali
10.30 Tavola rotonda di alto livello
12.00 Cerimonia conclusiva
I giornalisti e i cine-foto-operatori interessati sono pregati di accreditarsi entro le ore 17.00 di venerdì 16 ottobre, registrandosi attraverso il link https://portaleaccreditamento.esteri.it e allegando la documentazione richiesta. Chi è si è già registrato al Portale online e ha già ricevuto conferma dal sistema di accettazione della propria registrazione, potrà accedere al proprio profilo e selezionare la partecipazione all’evento.
Per qualunque chiarimento in merito, si prega di rivolgersi all’Unità per la Comunicazione, tel. 06/3691.3432 – 8210 – 8573 –3078 – 3450 (accreditamentostampa@esteri.it).
Il giorno dell’evento, la stampa accreditata potrà accedere al Ministero dall’ingresso centrale, lato sinistro, e ritirare il badge dalle ore 09.00 alle 09.30.
La comunicazione dei dati personali sopra indicati equivale ad autorizzarne l’utilizzo ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e del GDPR (Regolamento UE 2016/679) da parte dell’Unità per la Comunicazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, titolare del trattamento, per fini strettamente professionali e/o legati allo svolgimento dell’evento in oggetto.
In seguito a un forte terremoto, la crosta terrestre subisce dei cambiamenti, che includono una variazione temporanea della velocità delle onde sismiche dovuta alle modifiche delle proprietà elastiche delle rocce, e che possono essere osservati attraverso tecniche come l’interferometria passiva [Claerbout, 1968]. Vediamo in questo approfondimento cosa ha rivelato questa tecnica sul comportamento della crosta terrestre durante la sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia del 2016-2017, anche in relazione al terremoto che nel 2009 colpì L’Aquila, in una parte dell’Appennino centrale solo poco più a sud.
Dalla nascita della sismologia moderna, l’obiettivo principale è stato quello di analizzare i sismogrammi per identificare le forme d’onda associate ai terremoti, al fine di determinare con precisione i tempi di arrivo delle varie fasi e di caratterizzare le sorgenti sismiche o il mezzo attraversato. Tuttavia, a partire dagli anni 2000, grazie al miglioramento della capacità di archiviazione dei dati e della potenza di calcolo, si è rivolta l’attenzione anche alla porzione più estesa del sismogramma, finora trascurata: il segnale del rumore sismico, o vibrazione di fondo del pianeta [Brenguier et al., 2008]. Si è compreso che questa componente può fornire informazioni utili sulle proprietà meccaniche della crosta terrestre al di sotto delle stazioni sismiche che le hanno registrate, permettendo di monitorare dinamiche e cambiamenti del sottosuolo nel tempo.
In questo contesto, una tecnica chiamata interferometria passiva permette di ricostruire la struttura di velocità del sottosuolo senza dover fare affidamento solo sulle onde sismiche generate dai terremoti. Questa metodologia si basa sulla correlazione del rumore sismico ambientale registrato da coppie di sensori, che consente di ricostruire la propagazione delle onde tra le due stazioni come se una di esse agisse da sorgente sismica virtuale. In altre parole, il rumore sismico, anziché essere un disturbo da eliminare, diventa un segnale prezioso da cui estrarre informazioni sul sottosuolo. In questo modo è possibile ricavare informazioni sulle proprietà meccaniche del mezzo attraversato e seguirne l’evoluzione nel tempo mediante un monitoraggio continuo e non invasivo, particolarmente utile per studiare i processi di danneggiamento e il successivo ripristino delle condizioni pre-terremoto del sottosuolo.
Il rumore sismico utilizzato in questo tipo di analisi è costituito principalmente da segnali continui di origine naturale, generati dall’interazione tra il moto ondoso e il fondo oceanico. Queste vibrazioni si propagano attraverso la Terra e vengono registrate pressoché ovunque dalle reti di monitoraggio sismico, fornendo una sorgente persistente e distribuita nello spazio e nel tempo che rende possibile l’applicazione dell’interferometria passiva in molte aree del pianeta.
Il terremoto che ha colpito L’Aquila il 6 aprile 2009 (Mw 6.1) ha rappresentato un importante banco di prova per l’applicazione dell’interferometria sismica passiva in Italia. Per la prima volta questa tecnica è stata utilizzata per monitorare l’evoluzione delle proprietà della crosta più superficiale dopo un grande terremoto [Zaccarelli et al., 2011]. Le osservazioni (Figura 1) hanno mostrato una diminuzione immediata della velocità delle onde sismiche subito dopo il terremoto (maggiore alle alte frequenze e indicativa di un danneggiamento degli strati più superficiali della crosta), e successivamente un lento aumento della velocità verso i valori pre-evento.

Sette anni dopo il sisma de L’Aquila, l’Appennino centrale è stato colpito da una nuova e intensa sequenza sismica. Il 24 agosto 2016 un terremoto di magnitudo Mw 6.0 ha colpito Amatrice. Sono seguiti i forti eventi di Visso (26 ottobre, Mw 5.9), di Norcia (30 ottobre, Mw 6.5) e di Capitignano (18 gennaio, Mw 5.5): complessivamente, la sequenza ha prodotto oltre 110.000 terremoti in tre anni.

L’analisi di due anni di rumore sismico registrato da una rete di 28 stazioni distribuite entro circa 90 km da Amatrice (Figura 2) ha mostrato che ciascuno degli eventi principali della sequenza ha provocato una brusca riduzione della velocità delle onde sismiche nella crosta (Figura 3). Nei mesi successivi si è osservato un graduale aumento delle velocità delle onde sismiche, tanto che alla fine del 2017 circa il 75% della perturbazione indotta dai terremoti era già stato recuperato, indicando un ripristino delle condizioni pre-sisma relativamente rapido [Soldati et al., 2019].

Dal confronto con il terremoto de L’Aquila (Figura 4) emerge una differenza significativa: nel 2009 il ripristino delle velocità delle onde sismiche è stato molto più lento, con appena il 30% della perturbazione riassorbito a quattro anni di distanza [Soldati et al., 2015]. Questa differenza potrebbe essere legata alle diverse caratteristiche geologiche e strutturali delle aree coinvolte [Cosentino et al., 2010] e alle differenze nel contenuto in fluidi delle rocce crostali.
Il sistema di faglie attivato dalla sequenza di Amatrice-Visso-Norcia ha interessato un settore dell’Appennino centrale caratterizzato da rocce sedimentarie e porose. Lo scuotimento prodotto da un evento sismico genera la mobilizzazione dei fluidi presenti nei pori; questo favorisce la coalescenza delle bolle o delle fasi fluide, con conseguente aumento della dimensione effettiva dei pori e riduzione della velocità delle onde sismiche. Tuttavia, il successivo processo di “guarigione” (ovvero il recupero della velocità ai livelli pre-terremoto) è favorito dalle caratteristiche strutturali di queste rocce: la combinazione di un minor contenuto di fluidi (relativamente ad altre aree dell’Appennino) e di una loro rapida migrazione favorita dall’alta permeabilità permette un più veloce processo di chiusura delle fratture, di rilassamento dello stress e di riequilibrio del sistema, portando a un recupero estremamente rapido delle condizioni crostali originarie.
Al contrario, se vi fosse una grande quantità di fluidi, il flusso e la pressione interna manterrebbero le fratture aperte molto più a lungo, prolungando il danno crostale. È quello che è successo per la sequenza aquilana: la regione interessata si trovava su una piattaforma carbonatica caratterizzata da grandi volumi di fluidi in condizioni di sovrapressione. La pressione nei pori e il flusso dei fluidi hanno ostacolato la chiusura delle fratture generate dal terremoto, mantenendole aperte e pressurizzate per molto tempo; perciò il danno alla crosta in questo caso si è protratto molto più a lungo.

Un’ulteriore differenza risiede nell’evoluzione spaziale degli eventi: durante la sequenza de L’Aquila del 2009 la sismicità si è concentrata su un’area ristretta, che ne ha ostacolato il rapido recupero. Al contrario, la sequenza in Italia centrale del 2016-2017 ha visto i suoi terremoti principali spostarsi geograficamente nel corso dei mesi (verso nord e poi verso sud), permettendo a ciascun segmento di faglia di iniziare più rapidamente il processo di chiusura delle microfratture e di rilassamento dello stress.
Ma c’è anche un punto in comune fra i due casi: l’andamento della velocità delle onde sismiche dopo il terremoto è ben descritto da una combinazione di funzioni lineari e logaritmiche. Questo suggerirebbe che il recupero delle proprietà della crosta sia dovuto all’azione combinata di meccanismi che agiscono su tempi diversi: lo scorrimento post-sismico (afterslip) lungo la faglia e il rilassamento viscoelastico delle rocce circostanti.
L’effetto dei terremoti non si esaurisce nel momento della rottura della faglia; anche dopo la scossa principale, la crosta continua a modificarsi e le proprietà delle rocce mutano nel tempo. Il rumore sismico ambientale, un tempo considerato solo un disturbo, è oggi uno strumento prezioso per osservare questa lenta evoluzione e per costruire modelli sempre più realistici dei processi che governano la dinamica crostale in relazione all’attività sismica.
A cura di Gaia Soldati, Lucia Zaccarelli, Licia Faenza, INGV.
Brenguier, F., Campillo, M., Hadziioannou, C., Shapiro, N. M., Nadeau, R. M., & Larose, E. (2008). Postseismic relaxation along the San Andreas fault at Parkfield from continuous seismological observations, Science, 321, 1478–1481. https://doi.org/10.1126/science.1160
Claerbout, J.F. (1968). Synthesis of a layered medium from its acoustic transmission response, Geophysics, 33 (2): 264–269. https://doi.org/10.1190/1.1439927
Cosentino, D., Cipollari, P., Marsili, P., & Scrocca, D. (2010). Geology of the Central Apennines: A regional review. Journal of the Virtual Explorer, 36(11), 1–37. https://doi.org/10.3809/jvirtex.2010.00223
Soldati, G., Zaccarelli, L., Faenza, L., & Michelini, A. (2015). Monitoring of crustal seismic velocity variations in the L’Aquila fault zone inferred from noise cross-correlation. Geophys. J. Int., 201, 604-611. https://doi.org/10.1093/gji/ggv172
Soldati, G., Zaccarelli, L., & Faenza, L. (2019). Spatio-temporal seismic velocity variations associated to the 2016-2017 central Italy seismic sequence from noise cross-correlation. Geophys. J. Int., 219, 2165–2173. https://doi.org/10.1093/gji/ggz429
Zaccarelli, L., Shapiro, N. M., Faenza, L., Soldati, G., & Michelini, A. (2011). Variations of crustal elastic properties during the 2009 L’Aquila earthquake inferred from cross-correlations of ambient seismic noise. Geophys. Res. Lett., 38, L24304. https://doi.org/10.1029/2011GL049750
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La musica italiana sarà tra le protagoniste di “Every Body in Motion – Inclusive Theater and Performing Arts Festival”, in programma ad Hanoi dal 20 al 25 ottobre 2026. Evento promosso dall’Ambasciata d’Italia a Hanoi, organizzato dalla Rete EUNIC in Vietnam, con il Goethe-Institut Hanoi come istituzione capofila e con il supporto dell’Hanoi Creative Design Festival.
L’evento riunisce artisti vietnamiti e internazionali provenienti da Italia, Germania, Regno Unito e Repubblica di Corea, con e senza disabilità, attraverso iniziative dedicate al teatro e alle arti performative inclusive.
L’Italia sarà rappresentata dal mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza e del pianista Francesco Morettini. Formatasi presso il Conservatorio di Padova e l’Accademia Teatro alla Scala, Valentina Volpe Andreazza porta la musica lirica anche al di fuori dei teatri tradizionali, esibendosi in residenze per anziani, ospedali e nel primo villaggio Alzheimer d’Italia.
Il suo lavoro riflette una convinzione che porta avanti da molti anni: ogni persona, indipendentemente dalle proprie circostanze, ha una storia da raccontare e il desiderio di essere ascoltata.
Il 4 ottobre 2026 si è esibita a San Gemini, in Umbria, insieme a Francesco Morettini, nel concerto “Nacque al mondo un sole – Musiche e canti nel segno di San Francesco”, nell’ambito delle iniziative per l’ottavo centenario della morte del Santo.