Vista elenco

Toyota torna regina e vince la 24 Ore di Le Mans

14 Giugno 2026 ore 17:48
La Toyota rompe il digiuno a Le Mans, che durava dal 2022, e conquista il sesto successo assoluto sul circuito de La Sarthe. La #7 guidata da Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries vince la gara tagliando il traguardo davanti alla BMW M Hybrid V8 #20 di Robin Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde, autrice della prova più convincente del marchio tedesco dal suo ritorno nella categoria regina. Terza l'altra Toyota, la #8 di Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ry Hirakawa, beffata nel finale dopo essere stata a lungo la macchina di riferimento del box giapponese.Il momento chiaveLa chiave della corsa Toyota è arrivata prestissimo. Dopo appena mezz'ora di gara, quando gli equilibri sembravano ancora tutti da definire, il team ha richiamato entrambe le Hypercar ai box, scegliendo una strategia aggressiva con rifornimenti corti per provare l'undercut sul gruppo. Una scelta rischiosa, quasi controintuitiva su una gara di 24 ore, ma perfetta per uscire dal traffico e costruire aria pulita.Quando gli altri protagonisti sono rientrati, la Toyota #8, partita dalla quindicesima posizione, si è ritrovata davanti. La #7, invece, ha iniziato a risalire con ordine, senza forzare troppo e senza perdere il contatto con il treno buono. stato il primo segnale di una gara impostata più sulla disciplina che sull'aggressività.Nella notte, la #8 è rimasta la Toyota più in evidenza, nonostante un'escursione di Hartley dopo una ripartenza da Safety Car e un drive-through per infrazione in regime di Full Course Yellow. La #7, però, non si è mai staccata davvero. E quando al mattino la vettura gemella ha perso tempo per un intervento legato al tamburo del freno, il baricentro interno al box Toyota si è spostato. Cadillac sognava in grandePer lunghi tratti, però, Le Mans non è sembrata una questione esclusivamente giapponese. Cadillac ha messo la #12 di Norman Nato, Will Stevens e Louis Delétraz nel cuore della battaglia per la vittoria, arrivando anche a comandare fasi importanti della corsa. La #38 del team Jota, con Sébastien Bourdais, Earl Bamber e Jack Aitken, era a sua volta nel gruppo di testa prima che problemi al servosterzo, poco dopo le quattro del mattino, la costringessero a lunghi passaggi ai box e poi al ritiro.BMW, dal canto suo, ha confermato che la pole non era stata un episodio isolato. La #20 ha tenuto il passo nei momenti decisivi e, nel finale, ha saputo trasformare una gara da podio possibile in un secondo posto di grande valore. La #15, partita davanti con Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor, è invece finita fuori dai giochi, togliendo al marchio tedesco una seconda pedina importante nella partita strategica. Quattro in lotta nel finaleNelle ultime ore la corsa si è ristretta a quattro vetture e tre costruttori: BMW #20, Cadillac #12 e le due Toyota. La BMW ha perso la leadership dopo un giro di rientro poco pulito di Frijns, mentre le Toyota hanno alzato il ritmo nel momento più importante. Hartley e de Vries hanno passato la Cadillac di Nato, riportando il marchio giapponese davanti.Poi l'ennesimo intervento in Full Course Yellow, causato da un problema a una LMP2, ha cambiato ancora una volta la fotografia della gara. Hartley era già passato dai box prima della neutralizzazione; de Vries è entrato per un servizio d'emergenza e poi di nuovo per il pit-stop completo. Alla ripartenza, la #7 si è ritrovata con un vantaggio sufficiente per gestire il finale.Un'investigazione su de Vries per un taglio di pista nel penultimo stint ha aggiunto un ultimo elemento di tensione, ma i commissari non hanno ritenuto necessario intervenire. A quel punto è toccato a Kobayashi completare il lavoro, portando la #7 al traguardo con 11 secondi di margine.Dietro, Frijns ha completato la rimonta della BMW #20 superando Buemi alle Porsche Curves e togliendo a Toyota una doppietta che a un certo punto sembrava possibile. La #8 ha comunque chiuso terza, completando un podio che racconta bene il senso di questa 24 Ore: Toyota ha vinto, ma la concorrenza non è mai stata così vicina. Ferrari abdica, ma resta nella top fiveLa grande sconfitta della giornata è Ferrari. Dopo tre successi consecutivi dal ritorno nella classe regina, la 499P ha dovuto lasciare il trono. La #51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi ha chiuso quinta, senza mai avere davvero il passo per inserirsi nella lotta per la vittoria. A complicare la gara è arrivato anche il contatto tra Pier Guidi e la Proton #9 nella quinta ora, costato un drive-through.Ancora peggio è andata alla #50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, ritirata stamattina per problemi meccanici dopo essere già scivolata fuori dalla zona utile durante la notte.La gara degli altriAlpine ha mostrato buoni lampi, soprattutto durante la notte, ma non è riuscita a trasformarli in un risultato da vertice. La #35 di Ferdinand Habsburg, Charles Milesi e António Félix da Costa ha chiuso sesta, mentre l'altra A424 ha pagato problemi tecnici che l'hanno allontanata dalla zona podio.Aston Martin ha portato la Valkyrie #007 all'ottavo posto con Harry Tincknell, Tom Gamble e Ross Gunn, in una gara più solida che spettacolare. Peugeot ha confermato affidabilità ma non competitività, chiudendo lontana dal gruppo di testa con entrambe le 9X8. Genesis, al debutto assoluto a Le Mans, ha visto la #19 arrivare al traguardo al tredicesimo posto dopo diversi problemi meccanici, mentre la #17 si è fermata nella mattinata di domenica per un cedimento alla sospensione anteriore destra. Così in LMP2 e LMGT3In LMP2, Inter Europol ha firmato una doppietta pesantissima. La #43 di Jakub miechowski, Nick Yelloly e Tom Dillmann ha vinto davanti alla vettura gemella #434 di Bijoy Garg, Reshad de Gerus e Nico Müller. Una vittoria costruita anche sul dispiacere della Duqueine #30, costretta al ritiro a tre ore e mezza dalla fine per problemi ai freni dopo essere stata protagonista per gran parte della notte.In LMGT3, invece, la festa è stata per Corvette. La #33 di TF Sport, affidata a Jonny Edgar, Ben Keating e Nicky Catsburg, ha conquistato il successo davanti alla Lexus #78 di Akkodis ASP e alla Aston Martin #23 di Heart of Racing. Si interrompe così la striscia vincente di Manthey nella classe, dopo una gara complicata per entrambe le Porsche 911 GT3 R.

Hamilton, il giorno più atteso: prima vittoria con la Ferrari a Barcellona

14 Giugno 2026 ore 17:12
Ci sono vittorie che valgono più dei 25 punti che portano in classifica. Quella conquistata da Lewis Hamilton a Barcellona appartiene a questa categoria. Alla trentunesima gara con i colori della Ferrari, il sette volte campione del mondo ha finalmente trovato il primo successo in rosso in un Gran Premio, trasformando il 14 giugno 2026 in una data destinata a restare nella memoria del Cavallino. Lewis rompe così un digiuno che per Maranello mancava dal GP del Messico 2024.Non è stata una vittoria casuale, né soltanto figlia degli episodi. La Ferrari, arrivata in Catalogna con un importante pacchetto di aggiornamenti, ha costruito la gara su una strategia più aggressiva rispetto alla Mercedes, indirizzando inizialmente Hamilton verso le tre soste. Un piano diverso da quello delle Frecce d'argento, rimaste sulle due fermate, e che ha trovato il suo punto di svolta con la Virtual Safety Car causata dallo stop di Fernando Alonso in curva 9.La VSC cambia la corsa, Hamilton la chiudeHamilton era già pienamente dentro la lotta per la vittoria, anche perché Russell e Antonelli avevano perso tempo nel loro confronto interno per il comando della gara. Ma la VSC ha dato alla Ferrari l'occasione perfetta: fermare Hamilton e rimetterlo in pista davanti alle Mercedes.Da quel momento, la corsa ha cambiato volto. Hamilton aveva la posizione in pista, gomme più fresche rispetto ai rivali e soprattutto un ritmo che Russell non è mai riuscito a pareggiare. Giro dopo giro, il margine è cresciuto fino a superare i quindici secondi sotto la bandiera a scacchi. Un assolo, dopo una prima parte di gara costruita con pazienza.Nel dopogara, Hamilton ha lasciato parlare l'emozione: Prima di tutto devo iniziare ringraziando tutti qui, a tutti quelli che sono a Maranello, a Fred per aver creduto in me e per avermi portato in questa squadra. Sembrava impossibile, ma il team ha continuato a sostenermi, abbiamo fatto tantissimi miglioramenti. 106 vittorie? Sono tutte speciali a modo loro, ma questa è un'altra cosa. Tutti hanno lavorato così duramente per arrivare a questo, tutti se lo meritano. Questa è la prima, spero, di molte. Forza Ferrari. Mercedes, rimpianti e podioPer la Mercedes resta un secondo posto importante con Russell, ma anche la sensazione di aver lasciato qualcosa per strada. George ha chiuso alle spalle di Hamilton, ma per larghi tratti ha dovuto più guardarsi da Antonelli che pensare all'attacco alla Ferrari. Il giovane italiano, infatti, aveva mostrato un passo superiore, riuscendo anche a superare il compagno nell'ultimo stint prima di essere costretto al ritiro a meno di cinque giri dalla fine. stato proprio quel problema tecnico a restituire a Russell il secondo posto. L'inglese durante le interviste si è voluto però concentrare altrove, riconoscendo senza giri di parole la superiorità di Hamilton: Grandissime congratulazioni a Lewis, perché lavora duramente e se lo merita davvero. bello tornare sul podio e fare una gara pulita, ma oggi la Ferrari era fortissima, quindi dobbiamo continuare a spingere. Gli ultimi stint sono stati difficili, ma è bello essere di nuovo qui. Il passo di Lewis oggi era folle, credo che loro stiano arrivando. Norris completa il podioIl terzo posto è andato a Lando Norris, bravo a restare sempre vicino al gruppo di testa pur senza avere il ritmo per entrare davvero nella lotta per la vittoria. Per la McLaren è comunque un risultato prezioso, soprattutto dopo due gare consecutive chiuse con ritiri per problemi tecnici. Il podio è arrivato anche grazie al k.o. di Antonelli, ma Norris ha avuto il merito di farsi trovare nel posto giusto al momento giusto.Dopo aver anche lui omaggiato Hamilton, il campione del mondo in carica ha spiegato: Ci siamo dati una possibilità nel caso fosse successo qualcosa, e siamo stati un po' fortunati con Antonelli. Al momento ci serve un po' di tutto. Questi ragazzi stanno semplicemente facendo un lavoro migliore, quindi dobbiamo continuare a lavorare duro e a metterci impegno.Leclerc ritiratoLa giornata della Ferrari resta storica, ma non perfetta. Se Hamilton ha regalato a Maranello una vittoria dal peso enorme, Charles Leclerc ha invece chiuso il fine settimana con un ritiro amaro, fermandosi ai box nel finale a causa di un problema tecnico che gli ha fatto perdere anche servosterzo e brake-by-wire.Alle spalle del podio, Max Verstappen ha chiuso quarto con una strategia a tre soste, davanti a Oscar Piastri, quinto dopo una gara mai davvero incisiva. Sesto Isack Hadjar con l'altra Red Bull, in rimonta dopo una partenza complicata. In zona punti anche le due Alpine di Pierre Gasly e Franco Colapinto, settimo e ottavo, davanti alle Racing Bulls di Liam Lawson e Arvid Lindblad, ancora una volta entrambe nella top ten.I risultati completi del GP di Barcellona >>

Itala, non cè solo la SUV 35: il piano completo con tutti i nuovi modelli

14 Giugno 2026 ore 08:12
Non c'è solo la Suv Itala 35. Passa anche da altri cinque modelli, per un totale di sei, il rilancio dello storico marchio torinese Itala, attraverso il progetto Historic Italian Brands (HIB), nato da un'iniziativa di Massimo Di Risio, già fondatore del gruppo DR Automobiles. L'azienda si appoggerà principalmente allo storico partner GAC per la fornitura delle basi tecniche (telaio e powertrain), ma anche a un altro costruttore cinese, JAC, da cui deriva una delle prossime Itala, la compatta elettrica. Vediamo nel dettaglio quali vetture ci attendono e come si differenziano esteticamente dalle corrispettive cinesi: le Itala, lo ricordiamo, hanno uno stile ad hoc firmato Italdesign e ha spiegato la Casa ricevono trattamenti specifici per quanto riguarda gli interni, l'elettronica, l'infotainment, le sospensioni e l'impianto frenante, con il coinvolgimento di altre realtà italiane dell'automotive, coordinate da Roberto Fedeli (ex Ferrari, Maserati e Aston Martin). Itala 56, Suv media a benzina Dopo la 35 arriveranno altre due sport utility a marchio Itala, i cui ordini verranno aperti nei prossimi mesi, con il lancio previsto a settembre. Una di queste è la Itala 56, una Suv media (è lunga 4 metri e 68 centimetri) mossa da un motore a benzina da 1.5 litri e 170 cavalli. Dai primi rendering emerge subito come questa Itala, pur mantenendo l'ossatura e il profilo della sua progenitrice, si differenzi molto nel design; a partire dal frontale, più aggressivo, configurato da una mascherina trapezoidale e gruppi ottici molto affilati. La Itala 56 nasce sulla base tecnica della Trumpchi GS4 Max del gruppo GAC (foto sopra), lanciata nel 2024 con un cuore turbobenzina abbinato a un cambio doppia frizione a 7 rapporti. Itala 61: taglia XL Sempre a benzina, ma più grande (4,98 metri) e più potente per l'Italia è confermata una versione da 231 cavalli che dovrebbe adottare un 2.0 litri benzina è la Itala 61, caratterizzata da una carrozzeria più squadrata e possente, gruppi ottici verticali e una griglia cromata con design a matrice. La personalizzazione stilistica ha toccato diversi punti, tra cui i paraurti, dal design specifico. Nella foto qui sopra potete confrontarla con il modello da cui trae origine, la Trumpchi GS8 (venduta come GAC GS8 al di fuori del mercato cinese). 4 metri, elettrica: c'è anche una hatchback Nella gamma del marchio Itala c'è spazio anche per un'elettrica: una compatta lunga circa 4 metri, dai fari tondi e il frontale sorridente, nel quale si legge un certo family feeling con le altre Itala nel dettaglio della mascherina cromata con trama a matrice. Ancora senza nome, questa utilitaria deriva dalla JAC Yiwei 3, che in Svizzera e in altri mercati è chiamata E30X e venduta in due versioni: con batteria da 41 kWh, 293 km di autonomia e 136 CV, oppure nella più capace variante da 51,5 kWh e 374 km (di pari potenza). Powertrain Erev per la futura Suv media Entro la fine dell'anno, il portfolio di Itala il cui rilancio, insieme a quello del marchio O.S.C.A, ha portato a un ampliamento del sito produttivo molisano del Gruppo DR, a Macchia d'Isernia, e a nuove assunzioni si amplierà con altre due SUV.Anche in questo caso, i modelli non hanno ancora un nome, ma una fisionomia ben precisa visibile in queste prime immagini. Delle due, una (foto sopra) è una SUV media (è lunga 4,68 metri) mossa da un powertrain range extender e sfoggia uno stile più europeo rispetto al modello che le fornisce la piattaforma. Quest'ultimo è la Aion i60, che in Cina è proposta sia come elettrica pura, sia come EREV, in questo caso con un 1.5 turbo a ricaricare la batteria che alimenta il motore elettrico di trazione, da 241 CV: specifiche che, sulla versione italiana, potrebbero non combaciare. Una ibrida per famiglie Nei piani del rinato marchio Itala c'è anche una SUV da 4,9 metri di lunghezza, stavolta equipaggiata con un propulsore di tipo ibrido plug-in. Nella fattispecie, lo schema dovrebbe prevedere il solito 1.5 turbobenzina abbinato a una o due unità elettriche: la Trumpchi Xiangwang S7, da cui deriva, è infatti proposta sia a due sia a quattro ruote motrici, con l'assale posteriore elettrificato da un'unità da 80 kW.

Unauto su due è ibrida: la top 10 che sta cambiando il mercato italiano

12 Giugno 2026 ore 14:32
Che sia mild o full, una cosa è certa: l'ibrido piace agli automobilisti italiani, che lo scelgono per un'auto nuova su due. Dall'inizio dell'anno le ibride rappresentano il 50,4% del venduto (erano il 44,5% nel 2025): vediamo quali sono i dieci modelli che dominano la classifica di vendita dei primi cinque mesi del 2026. Fiat Pandina Inarrivabile, irraggiungibile, inossidabile: la citycar torinese domina le classifiche di vendita con 54.579 nuove immatricolazioni dall'inizio dell'anno, più del triplo del secondo modello ibrido di maggior successo, la Jeep Avenger. lunga 369 cm, larga 171, alta 155 e ha un passo di 230: c'è spazio sufficiente per quattro adulti (ma può essere omologata per 5), con un bagagliaio di 225 litri. Gli interni sono essenziali ma pratici (vedi il tascone davanti al passeggero, richiamato anche nella Grande Panda), e con tanti comandi fisici. Con l'ultimo aggiornamento ha tutti gli Adas obbligatori per legge. Tre gli allestimenti (Pop, Icon e Cross, con look da crossover) e una sola la motorizzazione, il 1.0 mild hybrid da 65 CV abbinato al cambio manuale a sei rapporti. Il listino parte da 15.950 euro. Jeep Avenger La B-SUV americana si conferma tra i modelli preferiti degli automobilisti italiani, anche nella sua versione ibrida: da inizio anno sono stati 17.399 gli esemplari immatricolati, contro gli 11.698 del 2025, con un incremento del 48,7%. Le misure sono da cittadina (è lunga 4,09 metri e ha un passo di 2,56) ma il look è moderno. Nelle scorse settimane è stato presentato il restyling. Disponibile anche con motori a benzina da 101 CV ed elettrici da 156 CV e 400 km di autonomia, la Avenger ibrida si può avere in due versioni: quella a trazione anteriore, con il 1.2 da 110 CV, e la 4xe da 145 CV, che aggiunge una seconda unità elettrica al posteriore per ottenere la trazione su tutt'e quattro le ruote. Le 2WD sono disponibili in tre allestimenti (Longitude, Altitude e Summit), con prezzi da 27.200 euro, mentre la 4xe è offerta nelle versioni Upland, Overland e The North Face, da 32.200 euro. Toyota Yaris Cross La sorella a ruote alte della Yaris è stata aggiornata un paio di mesi fa: i dati di vendita fanno riferimento al modello precedente. La B-SUV giapponese registra da gennaio 15.611 nuove immatricolazioni, un valore in linea con quello del 2025 (15.954). La Yaris Cross è leggermente più grande della Yaris (4,18 metri contro 3,94, ma il passo è lo stesso), a vantaggio soprattutto dello spazio per i bagagli: il Centro prove ha rilevato una capacità utile di 341 litri. La Yaris Cross è disponibile con il powertrain full hybrid da 116 e 130 CV (con il restyling rimarrà solo la motorizzazione più potente), volendo anche a trazione integrale, con un secondo motore elettrico sull'asse posteriore. Quattro gli allestimenti in gamma: Active, Trend, Lounge e la sportiveggiante GR Sport, con prezzi che partono da 28.750 euro. Toyota Aygo X Con il restyling dello scorso anno la citycar giapponese ha abbandonato le motorizzazioni a benzina per adottare il powertrain full hybrid da 116 CV della Yaris, riscuotendo un immediato successo: sono infatti 15.479 gli esemplari immatricolati nei primi cinque mesi del 2026 (lo scorso anno non era ancora in vendita). Invariate le misure: 3.776 mm da un paraurti all'altro, passo di 2.430 e bagagliaio da 231 litri. Quattro gli allestimenti a listino, con prezzi da 20.850 euro. Fiat Grande Panda Sta cominciando a conquistare gli automobilisti italiani anche la crossover dalle forme squadrate con cui la Casa torinese è tornata nel segmento B: nei primi cinque mesi dell'anno ha registrato 12.981 nuove immatricolazioni, contro le 468 dello scorso anno, all'inizio della commercializzazione. Lunga 4 metri esatti, la Grande Panda è disponibile con il 1.2 mild hybrid da 110 CV (in comune con la Avenger), oltre che nelle versioni benzina da 101 CV e full electric da 113 CV e 320 km di autonomia. Il listino dell'ibrida parte da 19.900 euro. Toyota Yaris La compatta giapponese rimane uno dei modelli di maggior successo in Italia: nei primi cinque mesi del 206 è stata immatricolata 12.936 volte, a un'incollatura dalla Grande Panda. Lunga 3,94 metri e con un passo di 2,56 (come la Yaris Cross), monta motori full hybrid da 116 (allestimento base e Icon) e 130 CV (Premium e GR Sport), con prezzi che partono da 24.750 euro. Volkswagen T-Roc La nuova generazione della SUV tedesca è arrivata lo scorso anno, introducendo nuove motorizzazioni mild hybrid a benzina: nei primi cinque mesi del 2026 registra 12.203 nuove targhe, posizionandosi al settimo posto tra le dieci ibride più vendute in Italia. Lunga 437 cm (contro i 424 del modello precedente), ha un bagagliaio da 465 litri dichiarati. Due le motorizzazioni a listino, da 116 e 150 CV, tutte con cambio automatico a sette rapporti e a trazione anteriore, con prezzi che partono da 33.900 euro. Nei prossimi mesi arriverà la motorizzazione full hybrid, da 136 e da 170 CV. Nissan Qashqai La SUV giapponese segna 10.444 nuove immatricolazioni da gennaio, con un incremento di oltre il 16% rispetto al 2025 (8.981 nuove targhe). Lunga 443 cm e con un passo di 267, la Qashqai è disponibile con motorizzazioni mild hybrid da 158 CV, anche con trazione integrale, oppure con il full hybrid e-Power di terza generazione da 190 CV, che beneficia della trazione puramente elettrica. Cinque gli allestimenti a listino, con prezzi che partono da 33.100 euro per la MHEV e da 38.200 euro per la e-Power. Ford Puma La piccola dell'Ovale Blu (derivata dalla Fiesta, non più in produzione) ha registrato nei primi cinque mesi dell'anno 10.391 nuove immatricolazioni, rispetto alle 12.402 del 2025. Lunga 419 cm e con un passo di 259, mette a disposizione 363 litri nel bagagliaio e il pratico Megabox da 73 litri sotto il pavimento. In gamma c'è la mild hybrid da 125 CV (da 28.250 euro) e la più sportiva ST Powershift da 160 CV (38.100 euro). Da qualche mese viene venduta anche nella versione full electric da 169 CV e oltre 400 km di autonomia dichiarata. MG ZS Riscuote grande successo anche la SUV ibrida della Casa anglo-cinese, che con le sue 8.599 immatricolazioni cresce di quasi il 50% rispetto ai primi cinque mesi del 2025 (quando erano state 5.786). Lunga 443 cm e con un passo di 261 cm, permette di viaggiare comodi in quattro, anche grazie al bagagliaio da 443 litri. Accanto alla versione termica a benzina da 116 CV c'è la Full Hybrid da 197 CV, disponibile in tre allestimenti, con prezzi che partono da 23.490 euro.
❌