Settimana importante per i rapporti istituzionali di Stellantis. Oggi, il responsabile delle attività europee, Emanuele Cappellano, ha incontrato i vertici dei sindacati dei metalmeccanici, mentre mercoledì 17 giugno l'amministratore delegato Antonio Filosa terrà un'audizione in Parlamento davanti le Commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato.Il vertice odierno, tenutosi nella sede romana del gruppo automobilistico, è stato solo in parte soddisfacente per le sigle dei metalmeccanici: dalle dichiarazioni dei sindacali emerge, infatti, una malcelata delusione per la mancanza di risposte su alcuni fronti sempre critici, come il futuro dell'impianto di Cassino e dei marchi Maserati e Alfa Romeo. "L'Italia gioca un ruolo centrale" Partiamo, però, dalle dichiarazioni di Cappellano. Il nostro piano strategico quinquennale FaSTLAne 2030 ha esordito il manager - nasce con un obiettivo molto chiaro: guidare Stellantis verso una crescita sostenibile e redditizia. Parliamo di oltre 60 miliardi di euro di investimenti a livello globale: circa il 60% destinato a brand e prodotti e il restante 40% a piattaforme globali e nuove tecnologie. Sono investimenti che ci permetteranno di semplificare le architetture, aumentare la scalabilità e offrire ai clienti, in ogni regione, soluzioni di mobilità sempre più mirate."In Europa, il nostro piano strategico si traduce in un impegno molto concreto: circa il 40% degli investimenti globali sarà destinato alla regione, con l'obiettivo di far crescere i ricavi del 15% entro il 2030. Lo faremo rafforzando i brand, ampliando la gamma, migliorando la competitività dei costi e aumentando l'utilizzo della capacità produttiva. Il tutto in un contesto particolarmente sfidante. In questo quadro, l'Italia gioca un ruolo centrale", ha assicurato Cappellano, parlando di segnali già incoraggianti: domanda in crescita, aumento della quota di mercato, produzione in salita e riduzione degli ammortizzatori sociali in diversi stabilimenti. Prevediamo nuovi modelli, investimenti per l'innovazione, il coinvolgimento di tutti i brand italiani e - elemento fondamentale - nessuna chiusura di stabilimenti. "Impegni concreti e strutturali" Ogni sito avrà un ruolo preciso nella nostra visione industriale: dall'elettrico accessibile a Pomigliano, ai veicoli commerciali ad Atessa, all'innovazione industriale di Mirafiori, fino allo sviluppo del premium e del lusso tra Modena, Melfi e Cassino", ha proseguito il dirigente. I nostri impegni sull'Italia sono concreti, strutturali e orientati al lungo periodo: innovazione, occupazione e valorizzazione delle competenze sono i pilastri su cui stiamo costruendo una nuova fase di crescita. Noi stiamo facendo la nostra parte. Con disciplina, con investimenti e con una visione di lungo termine. E continueremo a farla"."Il nostro piano è chiaro, coraggioso, ambizioso. I primi segnali sono positivi, ma sappiamo bene che le sfide non sono ancora alle spalle. Per questo è fondamentale creare le condizioni per una crescita sostenibile nel lungo periodo: servono competitività e regole realistiche, orientate allo sviluppo industriale", ha aggiunto Cappellano, per il quale "il nuovo piano strategico rappresenta un'evoluzione naturale e ancora più ambiziosa del percorso già intrapreso con il 'Piano Italia', confermando e rafforzando tutti gli impegni che abbiamo assunto"."Gli impegni del Piano Italia sono stati mantenuti e, in molti casi, superati con il nuovo piano strategico: l'Italia guida l'offensiva europea sulle eCar, a partire da Pomigliano; gli investimenti ad Atessa per una nuova generazione di Lcv; la nuova Alfa Romeo a Melfi; il rilancio di Maserati a fine anno; la nuova Grecale a Cassino; investimenti e acquisti da filiera italiana in continuità. Il Piano Italia sarà più forte con FaSTLAne 2030 e con una visione chiara: il nostro Paese sarà l'Hub produttivo delle auto piccole a Mirafiori e Pomigliano, delle vetture di fascia medio-alta e lusso a Melfi, Cassino e Modena, dei veicoli commerciali ad Atessa. Infine, solo su nuove piattaforme, motorizzazioni e tecnologie Stellantis investirà in Italia 5 miliardi di euro fino al 2030. "Situazione inaccettabile a Cassino" "Il piano industriale riporta l'azienda con i piedi per terra rispetto agli ultimi anni. un cambio di approccio rispetto al passato", ha commentato il segretario generale della Uilm, Davide Sperti, esprimendo però timori per la tenuta di alcuni impianti: "Per quanto riguarda gli stabilimenti ci sono missioni produttive in tutti gli stabilimenti, ma noi siamo preoccupati per Cassino perché è ancora uno stabilimento fermo. Da gennaio ha lavorato 24 giorni e questo non è tollerabile. Ci hanno rinviato a fine anno", continua Sperti, "per un piano operativo e noi prendiamo seriamente questo impegno: lo monitoreremo con molta attenzione perché la cassa integrazione in quello stabilimento sta diventando quasi non lo strumento transitorio, ma l'obiettivo e questo per noi non è assolutamente accettabile", ha concluso il segretario Uilm.Dello stesso avviso il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano: "Il piano illustrato da Stellantis rappresenta certamente un passo in avanti, ma restano ancora aperte questioni fondamentali per garantire la sicurezza occupazionale e le prospettive dello stabilimento di Cassino, strettamente legate alla definizione dei piani industriali di Maserati e Alfa Romeo. Questo - ha detto Uliano - è l'aspetto più critico emerso dall'incontro. Ci aspettavamo risposte più concrete: comprendiamo la complessità della situazione, ma c'è un'urgenza che deve essere affrontata in tempi brevi", ha aggiunto il sindacalista. Sara Rinaudo, segretario generale della Fismic Confsal, ha quindi parlato di elementi importanti e incoraggianti su diversi siti italiani, ma "restano ancora aperti alcuni nodi importanti, a partire dal futuro di Maserati e dello stabilimento di Cassino.Molto meno concilianti le dichiarazioni della Fiom-Cgil. "I dubbi e le criticità del piano industriale presentato il 22 maggio sono tutte confermate. Non è stata annunciata nessuna novità sostanziale, ha dichiarato il segretario nazionale Samuele Lodi. "L'incontro è stato deludente e quindi estremamente preoccupante per le sorti delle lavoratrici e dei lavoratori, ha aggiunto il sindacalista, secondo il quale il 17 giugno, in Parlamento, l'amministratore delegato Filosa farà le stesse deludenti comunicazioni. Per Lodi, le forze politiche devono assumere consapevolezza della situazione e soprattutto della prospettiva di Stellantis e dell'automotive nel nostro Paese. E il governo deve assumersi la responsabilità di affrontare la crisi. Palazzo Chigi non può continuare a fare una narrazione che non esiste.