Una station wagon elettrica nell'era delle SUV: STX Concept, l'alternativa Opel - VIDEO
11 Ottobre 2026 ore 19:12
Mentre tutti fanno SUV, Opel tira fuori una familiare. E già questo, oggi, è quasi un atto di ribellione. Ma la STX Concept non è soltanto una provocazione: è elettrica, ha quattro ruote motrici, supera i 200 km/h e prova a dimostrare che una station wagon può essere ancora desiderabile. Una wagon, davvero La prima cosa che colpisce è proprio questa: è bassa. In un mercato che continua ad alzare le auto da terra, Opel fa il contrario. E con un'elettrica non è soltanto una questione di stile: una carrozzeria più bassa e filante permette di lavorare meglio sull'aerodinamica, riducendo la resistenza all'avanzamento e quindi i consumi, soprattutto quando si viaggia veloci. Insomma, una volta tanto non è detto che per fare un'auto moderna sia obbligatorio farla sembrare un fuoristrada. E Opel, in questo campo, ha una storia da difendere. La sua prima vera wagon europea risale al 1953, con la Olympia Rekord Caravan. Poi sono arrivate le Kadett Caravan e, più recentemente, le Astra Sports Tourer. Anche la sigla STX non è casuale: ST riprende proprio l'acronimo di Sports Tourer, che identifica le familiari di Rüsselsheim. Qui, però, la ricetta viene estremizzata. Una coda da sportiva La STX è lunga, bassa e larga, con una coda molto inclinata. Più che una classica station wagon, sembra una shooting brake elettrica. E quella coda fa venire in mente un'epoca in cui le auto sportive non avevano paura di essere strane. Negli anni Sessanta c'era, per esempio, la Ferrari 250 GT Breadvan, con quella coda tronca nata anche seguendo i principi aerodinamici di Kamm. La Opel non la copia, ovviamente, ma riprende quell'idea di fondo: dare alla parte posteriore una funzione aerodinamica senza trasformarla in qualcosa di anonimo. E, cosa non secondaria, mantenere una forma che possa ancora essere utile a chi deve caricare l'auto. probabilmente la parte che mi convince di più: sembra una macchina disegnata per piacere prima ancora che per rispettare un segmento. Il nuovo volto Opel Davanti c'è un Vizor più alto e importante, con il Blitz illuminato al centro e una nuova firma luminosa fatta di lamelle verticali inclinate. Lo stesso motivo ritorna dietro, dove le luci riprendono il tema del frontale e incorniciano il logo Opel. Qui c'è un aspetto interessante: non sembra il classico prototipo costruito per stupire e basta. La STX serve anche a far vedere dove vuole andare il design della Casa tedesca. L'aerodinamica si muove Poi ci sono le soluzioni che non si vedono immediatamente: la carrozzeria è molto pulita, i cerchi da 22 pollici sono divisi in tre sezioni e soprattutto ci sono elementi aerodinamici attivi che cambiano posizione in funzione delle condizioni. Per dirne una, alcune parti del paraurti posteriore si muovono per gestire il flusso d'aria. Il tutto su una piattaforma elettrica a trazione integrale, con una velocità massima dichiarata superiore ai 200 km/h. un bel contrasto: una carrozzeria quasi minimalista, che sotto nasconde parecchia tecnologia. Non è solo una show car Dentro torna il concetto "Painting with Light" già visto sulla Experimental del 2023 e sulla Corsa GSE Vision Gran Turismo del 2025, insieme a soluzioni pensate per contenere il peso. Ma il punto più interessante è un altro: la STX non vuole rimanere soltanto un esercizio di stile. Alcuni degli elementi che vediamo qui sono destinati ad arrivare sulle Opel di prossima generazione. Ed è forse proprio questo il senso della macchina. In un mercato che sembra aver deciso che il futuro debba avere quattro porte, un portellone e almeno 20 centimetri da terra, Opel prova a ricordarci una cosa abbastanza semplice: per fare un'auto efficiente non serve necessariamente farla più alta. E per fare una wagon interessante, forse basta tornare a farla sembrare un'auto.