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La notte della Roadster con i razzi: Tesla, stavolta ci siamo?

14 Ottobre 2026 ore 17:36
Doveva essere presentata il primo ottobre, poi le condizioni meteo avverse hanno costretto a un rinvio: l'appuntamento con la nuova Tesla Roadster è stato spostato al 15 ottobre. Cioè domani. A ricordarcelo è la stessa Casa americana, che sui social ha confermato anche l'orario: 7:55 PM, ora del Texas, che da noi corrispondono alle 2:55 della notte del 16 ottobre.Per chi segue la Casa americana - e le vicende di Elon Musk - si tratta di un appuntamento da non perdere, di quelli per cui può valer la pena restare alzati (o puntare la sveglia molto presto).E così, nell'attesa della "notte della Roadster", ecco tutto quello che sappiamo sulla nuova elettrica e cosa possiamo aspettarci. Perché la Roadster è così importante La seconda generazione della Roadster è forse la sportiva elettrica più attesa degli ultimi anni. Per l'hype che circonda ogni mossa del costruttore texano, ancor più se si tratta di un nuovo modello. E poi perché è un'auto che sembrava destinata a non vedere più la luce: il primo annuncio risale al 2017, seguito da rinvii, promesse non mantenute, annunci roboanti... insomma, il solito copione a cui ci ha abituato Musk in questi anni. Potrebbe anche essere l'ultima Tesla a guida manuale del costruttore americano, pronto a dedicarsi a guida autonoma, robotaxi, intelligenza artificiale e robot umanoidi. Come potrebbe essere Nelle scorse settimane sono stati pubblicati diversi teaser che anticipano la Tesla Roadster, tra cui quello della firma luminosa anteriore e quello con il messaggio nascosto che cita il film Ritorno al futuro. Ma come sarà davvero la Roadster? Scordatevi le immagini della concept presentata nel 2017: erano gli anni della Model 3 e di un design fatto di linee morbide e sinuose. L'arrivo del Cybertruck ha stravolto il linguaggio stilistico di Tesla, sposando geometrie nette e spigoli vivi. Il Cybercab a guida autonoma e l'ultimo restyling della Model Y hanno smussato un po' gli angoli (letteralmente), con un compromesso stilistico che potremmo ritrovare anche sulla Roadster. Fino a 700 kg di deportanza Questo, almeno, sembrano confermare anche gli ultimi bozzetti pubblicati dall'ufficio brevetti americano, relativi all'ala posteriore mobile della Roadster: linee filanti, parafanghi scolpiti, minigonne e diffusore di dimensioni importanti. E l'alettone, appunto, che tramite una serie di meccanismi può allargarsi e inclinarsi, estendendosi oltre il paraurti posteriore, così da garantire fino a 700 kg di deportanza, oppure lavorare come ala mobile (DRS). Quattro ventilatori per l'aerodinamica Qualche giorno fa è emerso un altro brevetto firmato Tesla, che prevede l'adozione di quattro ventilatori per la parte posteriore dei suoi veicoli, nascosti dal diffusore: il loro scopo non è estrarre aria calda o raffreddare il powertrain, ma aspirare l'aria dalla zona delle ruote posteriori per aumentare l'aderenza. Un principio già visto sulle hypercar di Gordon Murray, e che offre il vantaggio di generare carico aerodinamico indipendentemente dalla velocità. Quanto sarà veloce? Quali saranno le prestazioni della nuova Roadster?  ancora presto per dirlo. Le uniche informazioni ufficiali sono quelle relative al modello del 2017, che promettevano uno 0-60 mph (96 km/h) in 1,9 secondi, il quarto di miglio coperto in 8,8 secondi e una velocità massima che superava i 400 km/h. Numeri che, nove anni fa, lasciavano a bocca aperta. Oggi non è più così, e potenze da migliaia di CV per le sportive elettriche sono all'ordine del giorno: senza scomodare i 2.107 CV della Rimac Nevera R o gli oltre tremila della Yangwang U9 preparata da pista, basti pensare alla Denza Z (appena arrivata anche in Italia) da 1.604 CV, alla AMG GT Coupé 4, o alla Xiaomi SU7 Ultra.Nel 2017 Elon Musk era convinto che la Roadster avrebbe montato una batteria da 200 kWh, per un'autonomia nell'ordine del migliaio di chilometri. Oggi possiamo tranquillamente affermare che si tratta di cifre esagerate, e per nulla vicine alla realtà: le elettriche più grosse, e parliamo di SUV di oltre cinque metri, montano accumulatori che superano di poco i 100 kWh, figurarsi una sportiva. Avrà davvero i fantomatici razzi? Tra gli annunci più clamorosi di Musk riguardo alla Roadster c'è quello di un pacchetto optional per dotare l'elettrica di una serie di razzi a gas freddo (quelli che si vedono nei teaser di questi giorni) sviluppati da SpaceX, l'agenzia spaziale del tycoon americano, da montare al posto dei sedili posteriori. Secondo il numero uno di Tesla, questo "accessorio" consentirebbe alla Roadster di schizzare da ferma a 100 km/h in 1,1 secondi. E, secondo qualcuno, anche di "volare". Perché serve uno spazio apertoIl che spiegherebbe la scelta della location per la presentazione della Roadster, nei pressi di uno dei centri di test dell'agenzia aerospaziale di Musk. E perché l'evento è stato posticipato per il maltempo. Tesla ha infatti chiesto la chiusura dello spazio aereo circostante, ribadendo che tutto dovrà svolgersi all'aperto, senza però spiegarne le ragioni. Forse per mostrare l'auto in versione scoperta, oppure per fare prove di accelerazione che richiedono spazi più ampi di quelli di un capannone.C'è però chi ipotizza che la Roadster che vedremo domani possa essere un prototipo sperimentale, non destinato alla produzione: una showcar pilotata da remoto e capace di alzarsi in volo. Un modello che potrebbe persino essere costruito in tiratura limitatissima e venduto - a cifre top secret - ai più sfegatati fan della Casa. Prezzi e tempi di arrivo La nuova Roadster seguirà il medesimo processo di prenotazione del modello del 2017, che sarebbe dovuto costare 200 mila dollari (250 mila per la Founders Series): versamento di una cauzione di 50.000 dollari, 5.000 con carta di credito e 45.000 successivamente con bonifico. Elon Musk è stato sul vago, parlando di un avvio della produzione "nel 2027 o nel 2028" alla Gigafactory di Austin, ma scopriremo solo domani la sua data di arrivo sul mercato. Magari anche in Europa.

Motor Valley Fest, dal 6 al 9 maggio Modena torna capitale dei motori

14 Ottobre 2026 ore 17:11
Dopo il successo dell'edizione del 2026, con 70 mila presenze, Modena si prepara a ospitare nuovamente il Motor Valley Fest, che si terrà l'anno prossimo dal 6 al 9 maggio. L'evento si conferma così punto di riferimento per appassionati e professionisti del settore automotive: un'esperienza che coniuga approfondimento ed entertainment, offrendo l'opportunità di vivere da vicino le eccellenze della Terra dei Motori. Motor Valley Fest 2027 tra convegni, expo ed eventi La manifestazione affianca i convegni all'expo e alla componente dinamica e adrenalinica: dall'Opening Conference alle tavole rotonde, fino ai Talent Talk dedicati alle nuove generazioni. Una kermesse a tutto tondo in un territorio riconosciuto a livello internazionale per la sua straordinaria tradizione motoristica.

La rivale di Uber arriva in Italia: Lyft parte da Roma

14 Ottobre 2026 ore 16:50
Arriva in Italia una delle dirette concorrenti di Uber. Si tratta di Lyft, che ha annunciato l'imminente disponibilità della sua applicazione nel nostro Paese. La prima città a essere coperta sarà Roma, da domani 15 ottobre, mentre dal 22 ottobre gli utenti, a partire da quelli già registrati in Nord America, potranno accedere all'app anche in diversi altri centri abitati, prenotando corse in taxi tramite la rete dei tassisti partner di Freenow. Una nuova piattaforma tecnologica Il nuovo sviluppo combina l'infrastruttura tecnologica di Lyft negli Stati Uniti con la presenza locale di Freenow in Italia. Il collegamento tra i due mercati è stato reso possibile, per la prima volta in Europa, da una nuova infrastruttura tecnologica (framework backend), che consente ai due ecosistemi di connettersi e getta le basi per l'espansione in ulteriori mercati.L'arrivo in Italia dell'app Lyft segna un ulteriore passo nella crescita globale dell'azienda americana e dà seguito all'acquisizione di Freenow nell'aprile 2025. Oggi, Freenow by Lyft è presente in oltre 200 città in Europa, avendo ampliato la propria rete di circa un terzo da quando è entrata a far parte dell'ecosistema Lyft. Solo nell'ultimo anno, la sua presenza si è estesa a oltre 20 nuove destinazioni, tra cui isole greche e spagnole, oltre a Belfast, in Irlanda del Nord. In Italia, sono oltre 11.500 i tassisti partner di Freenow.

Chery vuole triplicare le vendite in Europa: obiettivo 300 mila auto nel 2027

14 Ottobre 2026 ore 16:34
Accanto alle numerose novità di prodotto svelate al Salone di Parigi, tra cui la nuova crossover Omoda 4, Chery ha anche presentato il proprio piano strategico per l'Europa. Arrivata lo scorso anno, la Casa cinese punta a chiudere il 2026 con una presenza in 20 Paesi e 687 punti vendita: l'obiettivo per il prossimo anno è completare la "copertura" del continente, arrivando in tutti e 27 i mercati con 1.143 punti vendita. Per quanto riguarda la clientela, il marchio Chery conta di passare dalle attuali 100.000 unità vendute a 300.000 nel 2027. Non solo vendite Il piano di Chery non si limita ad ampliare la rete di vendita e distribuzione, ma punta anche a rafforzare a livello locale le divisioni di ricerca e sviluppo, produzione e assistenza, confermando l'articolazione della gamma su tre tecnologie di punta: ibrido full, ibrido plug-in ed elettrico, diversificate in base alle esigenze dei singoli mercati. In occasione della fiera di Parigi, il gruppo ha inoltre siglato con i fornitori locali un accordo per lo sviluppo sostenibile della filiera, un "passaggio fondamentale" verso la localizzazione delle attività in Europa.

Elettriche usate, quanto dura la batteria? Dopo 80.000 km resta quasi il 90%

14 Ottobre 2026 ore 15:48
Le batterie delle auto elettriche mantengono quasi il 90% della capacità originale dopo più di 80.000 chilometri. il dato che emerge in maniera evidente dallo studio "Quanto vale un'auto elettrica usata? La risposta è nella batteria", realizzato da Motus-E e Quattroruote Professional, sulla base di migliaia di casi reali.E non è tutto: dopo questa soglia il degrado rallenta sensibilmente, attestandosi intorno all'80% dopo circa 200.000 km. Un valore che viene confermato anche su base temporale: dopo circa sette anni di utilizzo, negli accumulatori delle auto elettriche rimane ancora più dell'87% della capacità iniziale. Una variazione che, nell'uso quotidiano, risulta quasi impercettibile in termini di autonomia. Auto elettriche usate, quanto conta la batteria Lo studio punta però a un secondo obiettivo: correggere il modo in cui il mercato dell'usato valuta queste automobili. Finora le elettriche di seconda mano sono state quotate con modelli derivati dalle endotermiche, che non tengono conto del parametro decisivo per questa tipologia di veicoli, ossia lo stato di salute della batteria, o SoH (State of Health). Come cambia la quotazione in base allo stato della batteria Quattroruote Professional ha quindi sviluppato un algoritmo proprietario che mette in relazione diretta SoH e valore residuo dell'auto, correggendo la quotazione quando lo stato rilevato si discosta di oltre il 3% dal livello atteso: in questo modo vengono premiate le vetture con batterie in condizioni migliori e penalizzate quelle che mostrano un degrado superiore alla media. Batterie delle elettriche usate, il nodo della trasparenza Uno dei problemi principali nel mercato delle elettriche usate rimane la trasparenza: a oggi, meno del 3% degli annunci di elettriche usate riporta informazioni sullo stato di salute della batteria. Una lacuna che, secondo lo studio, spinge - erroneamente - le quotazioni verso il basso, penalizzando tanto i venditori quanto gli acquirenti, e che paradossalmente impedisce di sfruttare un vantaggio specifico dell'elettrico, ovvero la possibilità di verificare con precisione lo stato del componente più rilevante del veicolo.La proposta di Motus-E, che raccoglie i principali operatori del settore della mobilità elettrica, è integrare il valore del SoH nei modelli di calcolo del valore residuo, rendendolo obbligatorio in tutti gli annunci grazie a un formato standardizzato e verificabile.

Una Wrangler bicolore chiude la serie sugli 85 anni di Jeep

14 Ottobre 2026 ore 13:23
Jeep presenta l'ultima edizione limitata del programma Twelve 4 Twelve: si tratta della Jeep Wrangler Switchback, basata sull'allestimento Rubicon X e proposta negli Stati Uniti a due e quattro porte al prezzo di 66.695 dollari, con un aumento di 2.870 dollari rispetto alla versione di partenza. Bicolore modulare con accenti Gecko La Switchback si fa notare subito per la livrea bicolore Gloss Black e Sting-Gray divisa tra i diversi pannelli della carrozzeria e per gli accenti in tinta Gecko per le grafiche, i cerchi in lega e la mascherina. I loghi Jeep e Trail Rated e i ganci di traino sono inoltre rifiniti in nero per accordarsi meglio con il look della vettura. Gli interni invece sono rivestiti in pelle Nappa Global Black con accenti Sea Salt e cuciture a contrasto Pearl e Lime e sono previsti ricami e finiture specifiche che riprendono la denominazione della serie limitata. Le 12 serie limitate Con la Switchback si chiudono le celebrazioni per gli 85 anni del marchio Jeep e tutte le serie limitate della gamma Twelve 4 Twelve entrano di diritto nel mondo del collezionismo. Nel corso dei mesi scorsi abbiamo infatti scoperto la Wrangler Moab 392, la Whitecap, la 85th Anniversary, la Willys 392, la Rockslide, la Rewind, la America250, la Sarge, la Laredo, la Smoky Mountain e la JL-2A, ognuna caratterizzata da accessori e finiture uniche.

L'Europa non può più aspettare: l'allarme della filiera auto

14 Ottobre 2026 ore 14:19
Automotive europeo oltre il punto di non ritorno: questo il tema del Tavolo straordinario di #FORUMAutoMotive, moderato ieri da Pierluigi Bonora, promotore dell'evento. Un incontro che arriva mentre l'Unione Europea cerca soluzioni per arginare l'avanzata della Cina e mentre prosegue il dibattito sull'abolizione dei motori termici dal 2035, al centro delle discussioni ormai da febbraio 2024. Auto UE: occorre fare in fretta Dopo che Pietro Meda, presidente dell'Automobile Club Milano, ha ribadito la necessità di garantire libertà tecnologica e libertà di scelta, Emanuele Cordone (AlixPartners) ha fornito alcuni numeri utili per misurare la pressione che grava sul settore. Nel 2026 l'automotive europeo registra infatti un indice di disruption (trasformazione profonda e discontinuità) pari a 74. Inoltre, il 60% delle aziende ritiene di essere superato dai competitor cinesi, favoriti da tempi di sviluppo dimezzati (20 mesi contro 40) e da costi inferiori del 35%.Marco Bonometti, presidente e amministratore delegato di OMR Automotive, ha osservato come in Cina l'energia costi la metà e si lavori per 320 giorni l'anno. Sarebbe quindi opportuno "legare l'accesso dei cinesi al mercato europeo a una quota di produzione localizzata del 70%, definendo un prezzo europeo dell'energia non indicizzato al gas. Ma il tempo stringe: occorre che l'UE si attivi subito". Tempi troppo lunghi Massimo Artusi, presidente di Federauto, ha descritto "un'industria che produce veicoli non sempre in linea con ciò che il mercato domanda", mentre il presidente di Confcommercio Mobilità e Federmotorizzazione, Simonpaolo Buongiardino, ha ricondotto la crisi a una scelta politica dei Verdi che, a suo giudizio, ha messo ai margini l'automotive europeo."La Commissione Europea si limita a proporre nuove norme. Poi c'è il dibattito nel Parlamento UE, dove i tempi si allungano notevolmente". Ricadute sulla filiera auto Giovanni Panico, direttore di Assogomma, ha sottolineato come il settore della gomma sia strettamente legato all'andamento della filiera automotive. Per metà si tratta di pneumatici e per metà di articoli tecnici come tubazioni, guarnizioni, nastri trasportatori e cinghie, destinati a numerosi comparti, tra cui quello della mobilità.Per gli pneumatici il quadro è particolarmente critico: negli ultimi 18 mesi sono stati chiusi nove stabilimenti e sono andati persi 4.000 posti di lavoro nei Paesi dell'Unione. "Serve una politica energetica che riduca i costi, oltre a strumenti come l'Industrial Accelerator Act".Infine, Andrea Taschini, Advisor e Manager Automotive, ha evidenziato la perdita di peso della manifattura europea, passata dal 20% al 14% del PIL. Il motivo va ricercato nella riduzione della densità produttiva. Inoltre, "batterie e software, che rappresentano circa metà del valore di un'auto, sono oggi in larga parte forniti al di fuori dell'Europa".

La Formula 1 ha scelto il Ruanda per il ritorno in Africa

14 Ottobre 2026 ore 11:53
La Formula 1 tornerà a correre in Africa e lo farà in Ruanda: l'accordo prevede dieci anni di Gran Premi su un nuovo circuito permanente a Bugesera, a circa 40 chilometri a sud della capitale Kigali.L'ultima gara nel continente africano risale al 1993, quando si corse in Sudafrica sul circuito di Kyalami. L'annuncio ufficiale adesso parla solo di un accordo raggiunto, ma non c'è ancora una data certa se non una finestra temporale che parla dei primi anni Trenta.Il circuito di Bugesera, il progetto di Wurz e TilkeIl Gran Premio d'Africa si disputerà su una pista permanente, accanto al nuovo aeroporto internazionale. Al progetto lavorano l'ex pilota Alex Wurz, con WurzDesign, e Carsten Tilke, dello studio che ha firmato diversi autodromi del Mondiale. Secondo la presentazione della F1, il nastro d'asfalto del circuito sarà lungo circa 6 chilometri e si comporrà di 17 curve da percorrere in senso antiorario.Wurz ha spiegato che prima di scegliere Bugesera erano state considerate altre soluzioni, compreso un circuito cittadino e l'utilizzo dell'area del vecchio aeroporto. A convincerlo della bontà di questa location sono state due colline e il lago sottostante: un terreno da sfruttare per costruire una pista con salite, discese e curve inclinate.  Perché il Ruanda vuole la F1 La candidatura era stata resa pubblica da Paul Kagame il 13 dicembre 2024, durante le assemblee della FIA a Kigali e ieri si è arrivati all'annuncio ufficiale dell'accordo.L'arrivo della Formula 1 si inserisce in una politica di attrazione degli eventi internazionali. Il nuovo autodromo, secondo il piano annunciato, dovrà funzionare durante tutto l'anno con altre gare, congressi e spettacoli. Kagame presenta il progetto come un investimento destinato a produrre occupazione, turismo e nuove attività economiche.L'interesse economico della Formula 1è altrettanto evidente: secondo i dati a oggi disponibili, sono oltre 100 milioni gli appassionati africani. Nei principali mercati dell'Africa subsahariana, quasi il 60% dei tifosi ha meno di 35 anni.La denominazione scelta è quella di Gran Premio d'Africa: Jean-Guy Afrika, amministratore delegato del Rwanda Development Board, ha spiegato che una denominazione continentale facilita il coinvolgimento di partner e altri Paesi africani, rispetto a un evento chiamato soltanto Gran Premio di Kigali o del Ruanda.Che fine ha fatto Kyalami? Il Sudafrica ha lavorato a lungo per riportare il Mondiale di Formula 1 a Kyalami. Nel settembre dello scorso anno il governo aveva approvato una candidatura per ospitare tre edizioni a partire dal 2027 e il marzo scorso il ministro dello Sport Gayton McKenzie aveva dichiarato che era stata ottenuta la necessaria garanzia governativa e che proseguivano i colloqui sugli aspetti commerciali e promozionali.Dopo le anticipazioni sull'intesa ruandese, McKenzie non si è certo arreso e, anzi, ha sostenuto che il continente può ospitare più di una gara e ha riconosciuto che il Ruanda lavorava al progetto da più tempo rispetto a loro. L'annuncio di Bugesera, dunque, non coincide con una rinuncia sudafricana.Le critiche di sportswashing al RuandaAmnesty International ha contestato l'accordo accusando il Ruanda di usare lo sport per ripulire la propria immagine internazionale: Questo è un premio di sportswashing per le autorità ruandesi, ha dichiarato Felix Jakens, responsabile delle campagne di Amnesty International UK, in una nota riportata da Reuters.Jakens denuncia arresti arbitrari, torture e repressione della libertà di espressione e inserisce il Gran Premio nella strategia già seguita con le sponsorizzazioni calcistiche e i Mondiali di ciclismo. Chiede alla F1 di sollecitare cambiamenti concreti, evitando di prestarsi a un'operazione promozionale. Sul progetto pesano anche le accuse al governo di Paul Kagame di sostenere il movimento armato M23 nella vicina Repubblica Democratica del Congo, un coinvolgimento che Kigali ha respinto.La Formula 1 ha difeso la scelta richiamando il proprio impegno sul rispetto dei diritti umani e indicando nel turismo, negli investimenti e nella formazione professionale i benefici attesi dall'operazione. 

Honda, 15 nuove ibride dal 2027: pronta la nuova piattaforma

14 Ottobre 2026 ore 11:37
Si chiamerà semplicemente Honda Hybrid la nuova piattaforma tecnologica che la Casa giapponese introdurrà sul mercato a partire dal 2027 per dare corpo al cambio netto di strategia annunciato nei mesi scorsi. I primi modelli a ricevere i nuovi powertrain ibridi saranno presentati in America, India e Giappone: saranno 15 in tutto entro il 2030, mentre non ci sono ancora indicazioni sul loro arrivo in Europa. Più efficiente e anche integrale La nuova piattaforma nasce dall'esperienza maturata con l'attuale e:HEV e manterrà il medesimo concetto di base. La riduzione delle dimensioni e l'aumento dell'efficienza dei motori consentiranno, secondo la Casa, di offrire un'economia di esercizio ancora superiore.Al nuovo powertrain sarà abbinata una piattaforma più leggera e rigida, insieme a due tecnologie pensate per migliorare l'esperienza di guida: il Motion Management System dedicato all'assetto e alla gestione dell'elettronica di bordo e la trazione integrale ottenuta senza collegamento fisico tra gli assi grazie a un software di gestione di nuova generazione.

Oltre 5 metri e ambizioni off-road: la nuova Geely KO11 sarà in Europa nel 2027

14 Ottobre 2026 ore 11:06
Accanto alle novità Geely in arrivo sui mercati europei (Italia compresa) nei prossimi mesi, al Salone di Parigi il costruttore cinese ha riservato un ultimo annuncio a sorpresa: quello della fuoristrada KO11, un modello descritto come "robusto, ad alte prestazioni e pensato per superare ogni limite". In Europa arriverà entro la fine del 2027, probabilmente con un nome diverso. Oltre 5 metri e look da vera fuoristrada Dimensioni imponenti, con una lunghezza superiore ai cinque metri, e uno stile boxy da vera fuoristrada: cofano e tetto perfettamente orizzontali, pedane laterali, ampie protezioni della carrozzeria, il terzo finestrino che si estende fino al portellone (sul quale trova posto la ruota di scorta) e una presa d'aria sul cofano destinata al raffreddamento del powertrain.Quest'ultimo sarà ibrido plug-in, anche se per il momento non sono stati comunicati dati tecnici o specifiche. In una nota stampa, la Casa si limita a definirlo "estremamente potente e veloce". Tra le caratteristiche anticipate a Parigi figurano inoltre una "tecnologia avanzata per le sospensioni" e modalità di guida all-terrain intelligenti.

Carburanti, l'UE studia una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere

14 Ottobre 2026 ore 10:42
Mentre i prezzi dei carburanti restano sostanzialmente fermi per il terzo giorno consecutivo, a Bruxelles prende quota un altro tema destinato ad avere effetti sul settore energetico. La Commissione europea ha infatti avviato un gruppo di lavoro per valutare una possibile tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, dopo le pressioni arrivate da diversi Paesi membri, tra cui Italia e Germania. I prezzi dei carburanti  Per il terzo giorno di fila, calma piatta alla pompa: questa mattina il prezzo medio di un litro di carburante in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,035 euro per la benzina (invariato rispetto a ieri), 2,252 euro per il gasolio (invariato), 0,771 euro/litro per il GPL (+1 millesimo) e 1,933 euro/kg per il metano (+7 millesimi), riferisce Staffetta Quotidiana. Sulla rete autostradale, i prezzi medi sono di 2,046 euro/litro per la verde (+1), 2,268 euro per il diesel (-1), 0,898 euro per il GPL (+3) e 1,886 euro/kg per il metano (+21).Venendo al dettaglio dei dati rilevati ieri mattina, considerando tutti i 22 mila punti vendita che comunicano i prezzi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), ecco le medie self elaborate da Staffetta: benzina a 2,024 euro/litro (compagnie 2,006, pompe bianche 2,088), diesel a 2,241 euro/litro (2,232 e 2,284).Per il servito, la benzina si attesta a 2,160 euro/litro (2,177 e 2,132), il diesel a 2,377 euro/litro (2,400 e 2,323), il GPL a 0,769 euro/litro (0,770 e 0,764), il metano a 1,925 euro/kg (1,911 e 1,903) e il GNL a 1,931 euro/kg (1,934 e 1,921).Per quanto riguarda i marchi, la benzina self (e servito) costa mediamente: Eni 1,991 euro/litro (2,206), IP 2,022 (2,197), Q8 1,993 (2,138), Tamoil 2,027 (2,074). Per il gasolio, invece: Eni 2,191 euro/litro (2,406), IP 2,231 (2,402), Q8 2,253 (2,388), Tamoil 2,269 (2,313). Tassa UE sugli extraprofitti: cosa succede Il commissario UE al Clima, Wopke Hoekstra, ha annunciato ieri di aver costituito un gruppo di lavoro ad hoc per valutare una tassa dell'Unione Europea sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere. La decisione arriva dopo il pressing di una decina di Paesi, fra cui Germania e Italia. In precedenza Bruxelles aveva sempre respinto la richiesta, sostenendo che ciascuno dei 27 Stati membri potesse agire autonomamente.La task force comunitaria punta a definire in modo preciso cosa si intenda per extraprofitto, fornendo un quadro normativo omogeneo, evitando frammentazioni nel mercato unico e garantendo che le risorse raccolte vengano riallocate a sostegno delle famiglie e delle imprese più esposte al caro-energia.
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