Vista elenco

Ricevuto ieri — 16 Giugno 2026 Sbilanciamoci – L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro

Una nuova bussola per la transizione dell’agroalimentare

In Europa e in Italia le politiche agricole mostrano una crescente distanza tra obiettivi dichiarati e strumenti in grado di produrre trasformazioni reali. A livello comunitario, ad esempio, la Politica Agricola Comune, pur avendo incorporato negli ultimi cicli elementi di innovazione legati alla sostenibilità ambientale e alla dimensione sociale, continua a basarsi su un’architettura frammentata, nella quale le diverse componenti non sono pienamente integrate.

Tale frammentazione emerge in particolare dalla separazione tra politiche del lavoro, politiche ambientali e strumenti di regolazione dei mercati agricoli. La condizionalità sociale, gli eco-schemi, le norme di condizionalità ambientale e la disciplina dell’Organizzazione comune dei mercati operano infatti su piani distinti, senza dar luogo a una vera integrazione sistemica. 

Ne deriva un quadro nel quale gli obiettivi di sostenibilità sono perseguiti in modo settoriale e disgiunto, mentre il sistema agricolo si caratterizza per una fitta rete di interdipendenze economiche, sociali ed ecologiche. Tali interconnessioni continuano a trovare espressione nel modello agroecologico contadino, tuttora prevalente, sebbene sottoposto a crescenti dinamiche di concentrazione fondiaria e di finanziarizzazione speculativa dell’agricoltura.

In tal senso, fenomeni come lo sfruttamento del lavoro e delle risorse naturali – che a loro volta aggravano la crisi sociale e climatica in atto – vanno interpretati quali effetti congiunti di un modello agroindustriale di filiera caratterizzato da una distribuzione asimmetrica del valore. Al suo interno, le agricoltrici e gli agricoltori operano in condizioni di debolezza contrattuale, subendo una competizione sui prezzi che si trasferisce proprio sulle componenti più flessibili del sistema: il lavoro e l’ambiente.

Alla luce di tali criticità, la costruzione di un sistema integrato di indicatori socio-ambientali può assumere una funzione strategica come infrastruttura di governo per una giusta transizione, collegando dimensioni diverse e orientando in questa direzione le politiche pubbliche. Questa ipotesi di lavoro sarà appunto al centro della seconda edizione del convegno dell’Alleanza Clima Lavoro “Il lavoro e la giusta transizione del sistema agroalimentare”, che si terrà a Roma il prossimo martedì 30 giugno 2026, dalle 9.00 alle 13.00.

A seguito di una prima edizione molto partecipata, quest’anno l’iniziativa avrà luogo a Roma, a ingresso libero, presso la Sala Accademia del Centro Congressi Frentani, in via dei Frentani 4, con la presenza di relatrici e relatori provenienti dal mondo accademico, del sindacato, dell’associazionismo. Dopo un caffè di benvenuto previsto dalle ore 9.00, ad aprire il convegno saranno Giovanni Mininni, Segretario generale della FLAI CGIL, e Duccio Zola, Direttore dell’Alleanza Clima Lavoro. 

La prima sessione, alle ore 10.00, introdurrà la proposta elaborata dall’Alleanza Clima Lavoro di un nuovo sistema integrato di indicatori socio-ambientali: concepito non come un insieme di strumenti tecnici, ma come un’infrastruttura di governance della transizione agroalimentare, il sistema ha l’obiettivo di rendere operativa la coerenza tra politiche del lavoro, sostenibilità ambientale e funzionamento delle filiere. La sessione – coordinata da Massimiliano D’Alessio, Ricercatore della Fondazione Metes – ospiterà gli interventi di Silvia Guaraldi, Segretaria nazionale della FLAI CGIL, e Monica Di Sisto, Responsabile del Tavolo Agricoltura dell’Alleanza Clima Lavoro. 

Alle 11.15 si terrà una tavola rotonda in cui si discuterà del quadro proposto grazie a contributi scientifici, esperienze sindacali dalla Terra dei Fuochi e dal Veneto, e riflessioni di natura socio-ambientalista sulla matrice comune delle principali criticità del settore agricolo, quali sfruttamento del lavoro, pressione sulle risorse naturali, crisi del reddito agricolo, squilibri territoriali. Prenderanno la parola qui – con la moderazione di Cecilia Begal, Co-Portavoce della Campagna Sbilanciamoci! – Federica Ferrario, Responsabile delle Campagne di Terra!, Igor Prata, Segretario generale della FLAI CGIL Campania, Giosuè Mattei, Segretario generale della FLAI CGIL Veneto, Vito Rubino dell’Università del Piemonte Orientale, Direttore del CeDiSA-Centro Studi interateneo sul Diritto e le Scienze dell’Agricoltura, Alimentazione e Ambiente.

A seguire, spazio al dibattito – con gli interventi di Angelo Gentili, Responsabile Agricoltura di Legambiente, Johanna Hartan, dell’Ufficio Sostenibilità del WWF Italia, Francesco Paniè, Campaigner del Centro Internazionale Crocevia, Silvia Visca, Responsabile del Programma Biodiversità di Greenpeace Italia, e i contributi dal pubblico – per individuare collettivamente i filoni di lavoro necessari all’implementazione del sistema integrato di indicatori socio-ambientali per la giusta transizione del settore agroalimentare italiano ed europeo. Alle 13.00, il convegno terminerà con le conclusioni di Giulio Marcon, Co-Portavoce della Campagna Sbilanciamoci!.

L'articolo Una nuova bussola per la transizione dell’agroalimentare sembra essere il primo su Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro.

❌