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Ricevuto — 12 Febbraio 2026 Rss Feed toscana.usb.it

LA "SICUREZZA" NON VALE ANCHE PER I LAVORATORI? DOPO IL CASO DEL MOVIMENTATORE AGGREDITO USB SOLLECITA LA CONVOCAZIONE DI UN TAVOLO ISTITUZIONALE SULLA LOGISTICA PORTUALE

12 Febbraio 2026 ore 12:22

Negli ultimi tempi nella nostra città, il tema della "sicurezza" tiene banco quasi quotidianamente. Bastano due schiamazzi in più in qualche via del centro, per innescare dibattiti serrati,  convocare tavoli istituzionali, interrogazioni ai Ministeri, incontri nelle scuole e via dicendo.

Eppure basta spostarsi di qualche centinaio di metri, in area portuale e interporto per entrare nel vero far west cittadino: Il settore della logistica. Lavoratori picchiati dai padroni, licenziamenti, contratti applicati da 6 euro lordi l'ora (multiservizi). Continui cambi di appalto in cui i lavoratori, in barba alla normativa, perdono tutti i diritti. Precarietà endemica, minacce, sospensioni, denunce e continui infortuni sul lavoro.
Questa sicurezza non è abbastanza importante per le istituzioni e i partiti?
Da mesi USB sollecita l'apertura di un tavolo cittadino, a Sindaco, Prefetto, autorità di sistema, ispettorato e Asl. Da mesi senza nessun riscontro. Si preferisce "affrontare" la singola vertenza solo quando innesca problematiche di ordine pubblico.  Poi cala il silenzio.

Eppure le problematiche che da mesi denunciamo, non sono l'eccezione ma la normalità.  Deve scappare il morto per svegliare la città e le sue istituzioni?

Ci rifiutiamo di farci trascinare solo nello scontro, a volte anche fisico, tra lavoratori e società in appalto. Esistono dei soggetti che hanno enormi responsabilità. Stiamo parlando delle varie committenze e multinazionali. Quelle che vengono invitate nelle grandi occasioni. Armatori, società di trasporti, colossi della logistica. Questo sistema serve per abbattere il costo del lavoro e mantenere i lavoratori perennemente sotto ricatto aumentando a dismisura la produttività.

Nei piazzali della Mercurio la nuova società assumerà i lavoratori storici con contratto a tempo indeterminato?
Tra poco più di un mese nei piazzali Bertani, scadranno i contratti a 70 movimentatori storici. Saranno stabilizzati a tempo indeterminato come richiesto dal sindacato?

La B.S autotrasporti che ha l'appalto DHL, continuerà ad ignorare le richieste del sindacato? Servono altri due giorni di scioperi e picchetti, con il rischio di essere denunciati, per poter semplicemente discutere con un'azienda?

Torniamo a chiedere la convocazione di un tavolo cittadino sulla logistica portuale. Un tavolo per la "sicurezza" dei lavoratori e delle lavoratrici. Per la "legalità". Se usiamo questi termini abbiamo più probabilità di ottenere qualcosa?

In ogni caso non abbiamo intenzione di mollare di un centimetro. Andremo avanti con scioperi e denunce fino a quando la situazione non migliorera'.

USB Categoria Operaia Logistica

11 FEBBRAIO, DOPPIO PRESIDIO USB PER UN SOLO MESSAGGIO: BASTA TAGLI, ASSUNZIONI SUBITO, RISPETTO PER LAVORATRICI E LAVORATORI!

12 Febbraio 2026 ore 08:52

L’11 febbraio USB Pubblico Impiego Toscana ha portato sotto il Consiglio regionale un doppio presidio: da una parte le lavoratrici e i lavoratori della sanità per lo scorrimento delle graduatorie e le assunzioni; dall’altra, insieme alla RSU e alle altre organizzazioni sindacali, contro il taglio di 4 milioni di euro al salario accessorio dei dipendenti regionali. Una giornata di lotta vera, partecipata, determinata. Una giornata che ha costretto la politica regionale ad assumersi impegni precisi.

SANITÀ: BASTA BLOCCO DELLE ASSUNZIONI, SCORRERE LE GRADUATORIE

Una delegazione di lavoratrici e lavoratori provenienti da diverse province toscane è stata ricevuta, a margine dei lavori consiliari, dal presidente della Commissione Sanità Matteo Biffoni e da vari consiglieri regionali membri della commissione: Luca Romanelli, Jacopo Ferri, Marco Guidi e Alessandro Franchi.
Assente l’assessora alla sanità Monia Monni, impegnata in un viaggio istituzionale.

Abbiamo denunciato con forza una situazione ormai insostenibile:

  • blocco delle assunzioni;

  • mancato scorrimento delle graduatorie;

  • ricorso sistematico a interinali con contratti precari e costi superiori rispetto all’assunzione diretta;

  • drammi personali e professionali per centinaia di idonei lasciati in attesa.

Dal presidente Biffoni siamo stati informati che, su nostra richiesta, è già stato fissato un incontro con la ASL ai primi di marzo per affrontare nel merito la questione. È stato inoltre istituito un canale di comunicazione diretto con la Commissione Sanità.

I lavoratori sono stati chiarissimi: o si risolve, oppure la mobilitazione si alzerà di livello. Siamo pronti a incatenarci sotto la Regione, a ricorrere alle vie legali, fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo, se necessario.
Non accetteremo che graduatorie pubbliche vengano ignorate mentre si spendono più soldi per precarizzare il servizio e il lavoro delle operatrici e degli operatori sanitari.

REGIONE TOSCANA: GIÙ LE MANI DAL SALARIO ACCESSORIO

Parallelamente, una delegazione di USB Pubblico Impiego e delle altre OO.SS. della RSU è stata ricevuta in Aula Consiliare.

In un primo momento erano presenti la presidente Saccardi e alcuni consiglieri; durante l’esposizione delle rivendicazioni si è unito anche il presidente Eugenio Giani, che – a quanto pare – non era stato informato della convocazione delle organizzazioni sindacali.

Abbiamo ribadito con fermezza:

  • le ragioni dello stato di agitazione;

  • la gravità del taglio di 4 milioni di euro al fondo del salario accessorio;

  • l’inaccettabilità di far pagare ai dipendenti regionali errori politici e scelte di programmazione sbagliate.

Siamo convocati in Prefettura venerdì per il tentativo di conciliazione. Il presidente Giani ha assunto l’impegno a essere presente.
Nel frattempo è arrivata una convocazione per il 17 febbraio alle ore 17 in Sala Pegaso, a seguito della nostra richiesta di un confronto strutturato e costante con chi detiene la delega al personale.

UNA GIORNATA CHE SEGNA UN PASSAGGIO

L’11 febbraio non è stata una semplice protesta.
È stato un passaggio politico chiaro: USB non accetta tagli, blocchi, silenzi e scaricabarile. La lotta per la sanità fa tutt'uno con quelle delle lavoratrici e dei lavoratori della Regione Toscana, perché la matrice è comune: la difesa dello stato sociale, del lavoro pubblico, vale a dire di quell'insieme di servizi e attività necessarie a rispondere ai bisogni delle cittadine e dei cittadini.

Ieri abbiamo aperto tavoli, imposto confronti, costretto la Regione ad assumersi responsabilità. Ma gli impegni dovranno tradursi in atti concreti.

Per la sanità: scorrimento immediato delle graduatorie e piano straordinario di assunzioni.
Per i dipendenti regionali: ripristino delle risorse sottratte al salario accessorio.

Attendiamo i prossimi sviluppi. Ma una cosa è certa:

USB NON ARRETRA.
NOI NON MOLLIAMO.

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