Allenamento intenso e malattie autoimmuni: uno studio mostra un effetto sorprendente sui muscoli fragili
Una ricerca del Karolinska Institutet svedese suggerisce alle persone affette da malattie muscolari autoimmuni sessioni di ginnastica brevi e ad alta funzionalità. Secondo gli scienziati, la funzione muscolare migliorerebbe senza aumentare il danno infiammatorio. Tra le malattie muscolari autoimmuni elenchiamola polimiosite e la dermatomiosite, sforzi intensi erano associati a un aggravamento dell’infiammazione muscolare. La ricerca svedese rivede questa definizione con dati alla mano.
Lo studio ha coinvolto 23 adulti con diagnosi recente di miopatia infiammatoria. I volontari sono stati divisi in due gruppi, il primo eseguiva esercizio moderato a domicilio. Il secondo, invece, allenamenti intensi controllati, HIIT, tre volte a settimana per 12 settimane. Ogni sessione prevedeva sei sprint da 30 secondi su cyclette, due minuti di intervallo con pedalata leggera. L’esperimento ha adottato carichi adatti alle capacità individuali (personalizzati) e monitoraggio della frequenza cardiaca. I risultati si sono visti dopo tre mesi, vediamoli insieme.
Sport personalizzato e monitorato per muscoli fragili, ecco tutti i risultati dei test sui due gruppi e le conclusioni. Si vogliono superare altre frontiere con le malattie autoimmuni
Il gruppo HIIT ha migliorato la capacità aerobica fino al 16% e la resistenza fino a esaurimento del 23%. Questi risultati sono il doppio rispetto al gruppo moderato, di esercizi più lievi in contesto domestico. Le biopsie muscolari hanno evidenziato una maggiore attivazione delle proteine mitocondriali, importanti nella produzione di energia. I marcatori ematici, invece, non hanno rilevato danni muscolari o altri segnali clinici preoccupanti. Significa che sport intenso supervisionato e con approccio personalizzato è fattibile con le malattie muscolari autoimmuni, anzi si è registrato anche il ripristino dei meccanismi energetici cellulari.
Sono tutte informazioni importanti per migliorare la salute nonostante la presenza di una malattia autoimmune. Il movimento evita il sovrappeso, la mancanza di agilità, fiato e energia anche in azioni semplici come camminare, salire le scale o svolgere attività domestiche. Cuore e livelli di stress risultano migliorati dall’attività fisica che richiede impegno energetico.
Gli esperti sottolineano che l’allenamento intenso non è adatto a tutti. Con le malattie autoimmuni alcuni monitoraggi rimangono necessari, nonostante i risultati positivi dell’esperimento. Il punto forte della strategia sono la personalizzazione e la supervisione, che possono essere applicati anche dove non si fanno esercizi intensi come l’HIIT, ma più lievi e costanti, sempre dove è possibile eseguirli e senza contrastare le terapie in corso.
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