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Ricevuto oggi — 19 Gennaio 2026

Azimut rafforza la presenza in Brasile: acquisita la maggioranza di Unifinance Group

19 Gennaio 2026 ore 13:55

Azimut Group accelera sulla crescita internazionale e consolida il presidio in uno dei suoi mercati chiave. Il gruppo guidato da Giorgio Medda ha annunciato l’acquisizione di una quota di maggioranza di Unifinance Group, realtà brasiliana con una forte specializzazione nel wealth management per clienti ultra high net worth (Uhnw) e una presenza rilevante nel segmento istituzionale, che include fondi pensione chiusi e compagnie assicurative.

L’operazione si inserisce in una strategia di lungo periodo volta a rafforzare il posizionamento di Azimut nei mercati ad alto potenziale, puntando su modelli di crescita basati sull’integrazione tra competenze locali, governance solida e architettura globale. Dopo l’acquisizione di Knox Capital, siglata a dicembre scorso, il gruppo compie così un ulteriore passo nel consolidamento della propria piattaforma brasiliana, ampliando la capacità di servire una clientela altamente sofisticata.

Unifinance, vent’anni di crescita nel wealth management brasiliano

Fondata oltre vent’anni fa, Unifinance Group opera con uffici a Rio de Janeiro e Santa Catarina e può contare su un team altamente qualificato che ha costruito nel tempo relazioni di lungo periodo con una clientela istituzionale e Uhnw. A fine 2025 la società ha superato i 4,1 miliardi di reais brasiliani di masse gestite e under advisory (circa 640 milioni di euro), grazie a un modello fondato su soluzioni su misura, allineamento degli interessi e attenzione alla qualità del servizio.

L’integrazione con Azimut consentirà di ampliare ulteriormente l’offerta per i clienti, beneficiando di una piattaforma di dimensioni maggiori, di un catalogo prodotti più articolato e di processi rafforzati, mantenendo al tempo stesso indipendenza operativa, cultura aziendale e modello di investimento di Unifinance. La transazione prevede l’assegnazione di azioni di Azimut Holding, senza esborso iniziale di cassa, e include un meccanismo di earn-out legato al raggiungimento di specifici obiettivi di crescita.

Azimut rafforza il Brasile: crescita mirata e piattaforma più solida

“Da oltre un decennio il Brasile rappresenta un pilastro strategico di crescita e redditività per Azimut”, ha dichiarato Giorgio Medda, ceo di Azimut Holding. “Con l’acquisizione di Unifinance, che segue quella recente di Knox Capital, rafforziamo ulteriormente la nostra presenza in questo mercato ad alto potenziale, sia nel wealth management sia nel segmento Institutional & Wholesale. A seguito della transazione, Azimut gestirà in Brasile circa 60 miliardi di reais brasiliani, oltre 9 miliardi di euro, confermando il Paese come terzo mercato globale per il gruppo”.

Un’operazione pienamente coerente con il piano strategico Elevate 2030, che punta a una crescita sostenibile nei mercati chiave attraverso l’espansione selettiva e la valorizzazione delle eccellenze locali. Un approccio condiviso anche dal management brasiliano. “L’acquisizione è perfettamente allineata alla nostra ambizione di costruire una piattaforma sempre più solida in Brasile, operando nei segmenti Uhnw e Institutional”, ha commentato Wilson Barcellos, ceo di Azimut Brasil Wealth Management. “Unifinance porta competenze distintive e una cultura di eccellenza nelle relazioni con i clienti”.

Unifinance accelera con Azimut, mantenendo indipendenza e modello operativo

Dal lato Unifinance, l’ingresso di Azimut viene letto come un acceleratore di sviluppo. “Entriamo in una nuova fase del nostro percorso ventennale con un partner strategico rilevante, preservando al contempo la nostra indipendenza operativa e strategica”, ha sottolineato Thiago Coupey, co-ceo di Unifinance Group. “Unirsi a un gruppo indipendente quotato a Milano dal 2004 significa accedere a una piattaforma globale con scala e tecnologia all’avanguardia”.

Il completamento dell’operazione resta subordinato alle consuete condizioni e alle approvazioni regolamentari. Nel frattempo, Azimut e Unifinance avvieranno immediatamente il piano di integrazione, con un focus su continuità aziendale, retention dei talenti e accelerazione commerciale, a garanzia di una transizione fluida per clienti e partner.

L’articolo Azimut rafforza la presenza in Brasile: acquisita la maggioranza di Unifinance Group è tratto da Forbes Italia.

Ricevuto prima di ieri

Delfin smentisce la vendita della quota in Mps e conferma la strategia di lungo periodo

16 Gennaio 2026 ore 10:52

Il consiglio di amministrazione di Delfin, holding della famiglia Del Vecchio, ha emesso una nota ufficiale in cui ribadisce di non aver mai discusso alcuna ipotesi di dismissione della propria partecipazione in Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps). L’investimento, secondo quanto riportato, “deriva in gran parte dalla conversione delle azioni precedentemente detenute in Mediobanca e non è oggetto di alcuna trattativa con potenziali acquirenti. Con riferimento alle recenti ricostruzioni di stampa, Delfin smentisce negoziazioni con UniCredit o altri operatori finalizzate alla cessione totale o parziale della propria quota in Mps.

Nel testo, la holding ribadisce il proprio profilo di investitore finanziario orientato al lungo periodo, impegnato nella “creazione di valore nel tempo per la società e gli azionisti”, e conferma pieno sostegno ai vertici di Mps e al percorso di rafforzamento in corso, alla luce di una performance complessiva “in linea con gli obiettivi di redditività e valorizzazione delle partecipazioni”.

Il contesto dietro la smentita: evoluzione delle quote e rumor di mercato

Negli ultimi mesi la presenza di Delfin nel capitale di Mps ha attirato attenzione e speculazioni. Nel gennaio 2025 la holding guidata da Francesco Milleri ha incrementato significativamente la propria quota, passando da circa il 3,5% al 9,78% del capitale della banca senese, diventando primo azionista privato dietro il Tesoro e consolidando la presenza dei soci privati nel gruppo. L’aumento di quota è avvenuto tramite strumenti finanziari come share forward e collar share forward, secondo dati Consob.

Questa operazione si inserisce in un quadro più ampio di accresciuta partecipazione dei soggetti privati nel capitale di Mps, con quote rilevanti detenute anche da Banco Bpm, Anima Holding e l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, portando la quota aggregata dei privati attorno al 15% nel mercato.

Rumors di trattative con UniCredit e smentite incrociate

Nei giorni precedenti alla dichiarazione di Delfin, alcune fonti avevano indicato che UniCredit avesse tenuto colloqui con Delfin sull’acquisizione della partecipazione in Mps, in un possibile passo verso la consolidazione del sistema bancario italiano e come parte della strategia di espansione di UniCredit. Tali indiscrezioni riguardavano incontri tra il ceo Andrea Orcel e il presidente di Delfin e l’ipotesi di un potenziale interesse anche per la quota della holding nella compagnia assicurativa Generali.

Tali voci sono state però replicate e respinte da Orcel, ad di UniCredit, che ha definito i rumor “speculativi e ingiustificati”, precisando che valutazioni interne su opportunità di M&A non implicano necessariamente un accordo imminente o in corso.

La dimensione strategica dell’investimento e le implicazioni di mercato

La smentita di Delfin e la replica di UniCredit arrivano in un momento di crescente attenzione sulla struttura proprietaria di Mps, una banca che ha attraversato anni di rilanci, interventi pubblici e operazioni di sistema, inclusa la recente acquisizione di una quota significativa di Mediobanca, da cui deriva parte della partecipazione di Delfin stessa.

Nel complesso, la posizione ufficiale della holding sottolinea un forte orientamento al lungo periodo, in linea con strategie di investimento che privilegiano la stabilità e la creazione di valore, in contrasto con l’idea di una cessione rapida o di breve termine.

L’articolo Delfin smentisce la vendita della quota in Mps e conferma la strategia di lungo periodo è tratto da Forbes Italia.

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