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Mensaleri al Brancaleone, Roma, 8 ottobre 2025
Mercoledì 8 ottobre 2025 Wu Ming 2 ha presentato il suo romanzo Mensaleri insieme a Christian Raimo. Si è parlato di letteratura e lavoro, società del controllo, scrittura collettiva, comicità, commedia all'italiana, stregoneria capitalista e plustempo.
Buon ascolto
Mensaleri, il capitolo 1, letto da Wu Ming 2
Manca ormai solo una settimana all’uscita di Mensaleri, il nuovo romanzo scritto da Wu Ming 2.
Chi ha dato un’occhiata alla quarta di copertina, sa che la vicenda si svolge a Mensaleri, il villaggio operaio costruito accanto alla cartiera Mensa, sul fiume Leri, nei primi anni dell’Italia unita. Lo stabilimento, dopo diversi passaggi di mano, chiude i battenti nel 1993, nonostante le lotte e i presidi.
Ma a tramutare lo sconcerto in speranza, si presenta un imprenditore di grido, bisnipote del mitico Fondatore. La sua proposta è un irresistibile progetto di rigenerazione del sito industriale: un museo, un centro congressi, un laboratorio di ricerca sul riciclo della carta, le sedi di quattro grandi marchi di moda, un nuovo quartiere. E uno spettacolo teatrale, affidato alla regista Toni Pohlmann, scritto e recitato dalla gente del paese, per celebrarne la prima età dell’oro, all’alba della seconda.
In anteprima, Wu Ming 2 legge il primo capitolo. Buon ascolto e appuntamento in libreria tra una settimana.
«Edgardo Ghizzoni», undicesimo racconto in musica estratto da Veglione Rosso
Edgardo Ghizzoni morì nell’agosto del 1929, otto anni e mezzo dopo il Veglione Rosso che costò la vita ai primi due correggesi uccisi dai fascisti, Mario Gasparini e Agostino Zaccarelli. E’ l’undicesimo della serie: più di un omicidio all’anno, in media, per una cittadina di provincia che allora contava poco meno di ventimila abitanti.
Di lui sappiamo pochissimo: operaio, pittore, affascinato dalle idee di Antonio Gramsci, ce lo immaginiamo tra coloro che cercavano di proporre un’arte proletaria del tutto alternativa a quella borghese.
Come sempre, riportiamo qui sotto la scheda biografica preparata in occasione della mostra di Casa del Popolo Spartaco: «1920/2020. In ricordo dei primi martiri antifascisti correggesi».
Edgardo Ghizzoni (1905 – 1929), nato a Budrio di Correggio, operaio di professione, fu anche pittore e realizzò un ritratto a olio di Agostino Zaccarelli, regalato a Vittorio Saltini e gelosamente conservato. Faceva parte di quella gioventù socialista orientata alla corrente gramsciana de L’Ordine Nuovo e come altri militanti fu vittima di bastonature, di cui una particolarmente violenta al capo e alla schiena, nel periodo 1921–1922. Decise allora di intraprendere la strada dell’emigrazione, come fecero anche altri suoi compagni, trasferendosi a Milano.
Di salute ormai irrimediabilmente compromessa, morì di tubercolosi, contratta in seguito alle percosse, il 13 agosto 1929.
«Furio Rabitti», decimo racconto tratto da Veglione Rosso
Furio Rabitti aderì prima al circolo socialista poi alla federazione giovanile del neonato Partito comunista d’Italia, come fece la quasi totalità della gioventù socialista di Correggio. Veniva spesso arrestato e anche percosso, in occasione di movimenti di alti gerarchi o di feste socialiste.
Insieme al fratello Ivanoe e al più piccolo Parsifal, che faceva il garzone, aveva aperto un salone di barbiere nel 1923. Duramente bastonato dai fascisti nel 1925, contrasse, in con- seguenza delle gravi lesioni, una nefrite, che lo portò alla morte, a Correggio, il 25 novembre 1930, a ventisei anni di età.
La composizione è di Stefano Pilia, che la esegue per chitarra sola. La voce e il testo sono di Wu Ming 2.
«Pico Mariani», nono racconto tratto da Veglione Rosso
Quando ascoltiamo la storia di una persona uccisa dai fascisti, ci aspettiamo sempre un epilogo violento. Invece, anche le bastonate e le torture possono essere letali a distanza di tempo, come una fibra d’amianto.
Pico Mariani morì a Parigi, nel 1926, e il suo nome non starebbe in Veglione rosso, se attorno a lui non ci fosse stata una vasta comunità di esuli correggesi, gente che se lo ricordava malato ancor prima di emigrare. Anzi: che se lo ricordava emigrante proprio perché malato, rotto nel fisico dagli attacchi squadristi, e costretto a scegliere tra la fuga all’estero e la certezza di una nuova, fatale aggressione.
Purtroppo, quelle che aveva già subito si rivelarono sufficienti, lontano da casa, dopo mesi di sofferenze.
Nell’audioracconto che gli abbiamo dedicato, la musica è composta da Antonio Macaretti, che la suona con la sua fisarmonica insieme a Stefano Pilia (chitarra) e Mattia Cipolli (violoncello). I testi e la voce sono di Wu Ming 2.
«Angelo Mariani», settimo racconto in musica estratto da Veglione rosso
I fratelli Angelo e Pico Mariani, antifascisti come Carlo e Nello Rosselli, a differenza di loro non vennero uccisi insieme, nello stesso momento e luogo. Entrambi perseguitati fin da ragazzi, nei medesimi anni, furono però colpiti a morte in tempi diversi.
Angelo, il maggiore, fu il primo. In questo racconto musicale, il settimo di Veglione rosso, a esporre la sua vicenda è un narratore collettivo, interpretato dalla voce di Wu Ming 2 – mentre tutti i musicisti coinvolti in questo progetto suonano un brano composto per l’occasione da Mattia Cipolli.
Di umili origini, Angelo Mariani (1901 – 1924) cresce nella frazione di Budrio. Trasferitosi a Correggio con la famiglia in cerca di lavoro, si avvicina alla figura di Agostino Zaccarelli che per lui diventa un mentore, tanto che Angelo fu fra i quarantanove (su cinquanta giovani socialisti
totali) che seguirono Zaccarelli nella scissione del 1921 e fondarono la Federazione Giovanile Comunista Italiana di Correggio.
Angelo legge molto e compone poesie dialettali che raccontano il suo ambiente nativo di operai e braccianti. Nel 1922 viene preso di mira e per più volte bastonato dai fascisti. A causa delle percosse inizia ad avere problemi polmonari, contraendo la tubercolosi.
Alla fine del 1923, viene nuovamente picchiato e portato alla sede del Fascio dove gli viene imposto di bere un bicchiere di olio motore. A causa della salute già cagionevole per via della malattia e dello scompenso fisico causato dall’avvelenamento da olio, Angelo viene ricoverato all’ospedale di Correggio dove trova la morte pochi giorni dopo.
Wu Ming 2 racconta Ufo 78 a Tuttascena1, Radio Onda Rossa
La battaglia della merda, di Wu Ming 2 e Giuseppe Palumbo
Mercoledì 14 ottobre 2020, alla biblioteca Sala Borsa di Bologna, Wu Ming 2 eGiuseppe Palumbo, affiancati daTiziana Roversi, hanno presentatoLa battaglia della merda, ultima uscita della collana«Fatterelli bolognesi» della casa editrice Minerva.
Il libro– scritto e illustrato per bambine e bambini dai 10 anni in su – è ispirato a un “fatterello” che accadde a Bologna tra il 1327 e il 1334, nel bel mezzo delle lotte tra guelfi e ghibellini, quando la città era governata dal francese Bertrando del Poggetto, rappresentante del Papa in Italia, durante il trasloco dei pontefici ad Avignone.
La battaglia del titolo, in particolare,è quella che permise ai Bolognesi di cacciare l’infame Bertrando, dopo averlo assediato per due settimane nel suo castello nuovo di pacca, usando come arma quintali di merda.
- L'Uomo Calamita: Wu Ming 2 e Giacomo Costantini raccontano lo spettacolo che portano in giro ormai da anni
L'Uomo Calamita: Wu Ming 2 e Giacomo Costantini raccontano lo spettacolo che portano in giro ormai da anni
Cantiere - Wu Ming 2&Frida X
Registrato dal vivo al Teatro della Fortuna di Fano, il 14 ottobre 2017, in occasione del 5° Festival del Giornalismo Culturale.
Voce: Wu Ming 2.
Musiche: Frida X.
Testi: Emanuele Galesi, dall’Atlante dei Classici Padani.Fotografie: Filippo Minelli, Wu Ming 2 e altri.
Incompiuta - Wu Ming 2&Frida X
Registrato dal vivo al Teatro della Fortuna di Fano, il 14 ottobre 2017, in occasione del 5° Festival del Giornalismo Culturale.
Voce: Wu Ming 2.
Musiche: Frida X.
Testi: Emanuele Galesi, dall’Atlante dei Classici Padani.
Fotografie: Filippo Minelli, Terra Project, Incompiuto siciliano, Wu Ming 2 e altri]
Grazie, parcheggio! - Wu Ming 2&Frida X
Registrato dal vivo al Teatro della Fortuna di Fano, il 14 ottobre 2017, in occasione del 5° Festival del Giornalismo Culturale.
Voce: Wu Ming 2.
Musiche: Frida X.
Testi: Emanuele Galesi, dall’Atlante dei Classici Padani.Fotografie: Filippo Minelli, Wu Ming 2 e altri.