La farsa dell'accordo Trump ed il diritto alla lotta (anche armata) del popolo palestinese. Intervista a Luigi De Magistris
di Francesco Santoianni
Napoli, lunedì 19 gennaio, al Teatro Bellini “Life for Gaza – Senza tregua: musica e parole per la Palestina”, una iniziativa di Life for Gaza e promossa da Luigi de Magistris, per due volte Sindaco di Napoli.
<<La farsa dell’”Accordo di Pace”, presentato da Trump a Sharm el-Sheikh nell’ottobre 2025, è servita spegnere l’indignazione generale sul genocidio a Gaza. Genocidio che oggi continua affidando, (oltre che a continui omicidi mirati) al freddo e alle malattie l’eliminazione del popolo di Gaza ridotto a vivere, dopo la distruzione degli edifici, in tende allagate. E tutto questo mentre si intensifica la pulizia etnica in Cisgiordania, si condanna come “antisemitismo” ogni critica al sionismo e si addita come “terroristi” un popolo come quello palestinese che, dopo aver inutilmente tentato tutte le strade pacifiche, si trova costretto ad imbracciare le armi contro chi vuole cacciarlo da una terra sua da millenni.>>
E tutto questo nell’ignavia dei governi occidentali.
<<Purtroppo, non solo di questi. Per costringere Israele a fermare il genocidio, il governo italiano poteva annullare la vendita di armamenti, l’Accordo di cooperazione militare, l’Accordo sulla ricerca scientifica, l’Accordo tra università…. e, soprattutto, così come ha fatto il governo spagnolo, imporre sanzioni. Invece, succube di Trump e di Netanyahu, non ha fatto nulla di tutto ciò, mentre l’opposizione parlamentare è stata anche ambigua, soprattutto nella prima fase del genocidio>>
Tornando alle accuse di “terrorismo” rivolte ai Palestinesi, tu, già nel dicembre 2023, quando era agli inizi la mattanza di Gaza, ti sei tirato dietro non poche critiche parlando del diritto del popolo palestinese a resistere anche con le armi.
<<Anche l’ONU riconosce la legittimità della lotta dei popoli sotto dominazione coloniale e straniera e sotto regimi razzisti a esercitare il loro diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza nazionale, inclusa la lotta armata. Questo diritto è, a fasi alterne, riconosciuto anche dall’Occidente (si pensi, ad esempio, ai “ribelli” del Kossovo o agli Ucraini) ma non per i Palestinesi che dal 1948 almeno subiscono massacri e una feroce pulizia etnica, silenziata da una potentissima lobby sionista che attraversa anche fortemente le democrazie occidentali.”.>>
A proposito di Ucraina e di altri conflitti in corso (si pensi al rapimento di Maduro o all’Iran), al momento, si direbbero irrilevanti i movimenti di protesta in Italia.
<<Purtroppo è così. Si è vista una grande mobilitazione per la Palestina, ma non ancora in maniera adeguata contro le guerre, per la pace e la giustizia sociale. Una situazione che lascia presagire un futuro devastato da guerre, e soppressione dei diritti; un mondo suddiviso soprattutto in tre (USA, Cina, Russia) granitici blocchi di influenza che potrebbero portare ad una nuova guerra mondiale.
Mai come oggi ci sarebbe bisogno di un grande movimento contro questa prospettiva. Io, nel mio piccolo, a partire da Napoli, cerco di costruirlo. Credo nella costruzione dal basso dell’alternativa, che si deve fondare fortemente sulla pace, la fratellanza, la giustizia. È vero che di fronte a questi blocchi di poteri forti a tutti i livelli potrebbe prevalere il senso dell’impotenza ma è proprio quello che vogliono, ridurci alla paura e alla rassegnazione. E noi dobbiamo lottare per i valori costituzionali senza cadere nel baratro delle valutazioni di opportunità e convenienza. I partigiani delle quattro giornate di Napoli sapevano della potenza delle forze armate naziste e dei fascisti, ma scelsero di lottare perché era giusto e doveroso e Napoli fu la prima città d’Europa a liberarsi del nazifascismo. E tornando ai tempi nostri, già nel 2011 liberammo Napoli dalla cappa nauseante dei poteri forti e corrotti, nuovamente ora ci tocca liberare Napoli da un sindaco garante dei poteri forti che mettono le mani sulla città.
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