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Ricevuto oggi — 19 Gennaio 2026

Groenlandia, l’auto europea nel mirino. Dalla Germania la VDA lancia l’allarme sui dazi USA

19 Gennaio 2026 ore 08:00

L’ipotesi di nuovi dazi statunitensi contro i Paesi europei che sostengono la Groenlandia apre un fronte delicato soprattutto per l’industria automobilistica, uno dei settori più esposti nei rapporti commerciali tra Europa e Stati Uniti. A lanciare l’allarme è l’associazione tedesca dell’auto, la VDA, che parla di costi “enormi” per i costruttori europei, a partire dalla Germania.

Il mercato americano è infatti strategico per i grandi gruppi tedeschi. Marchi come Volkswagen, BMW e Mercedes-Benz esportano ogni anno centinaia di migliaia di veicoli negli Stati Uniti, dove realizzano una quota rilevante dei loro ricavi. L’introduzione di dazi del 10%, con la minaccia di un aumento fino al 25%, inciderebbe direttamente sui prezzi finali delle auto europee, riducendone la competitività rispetto ai modelli prodotti localmente o provenienti da Paesi non colpiti dalle tariffe.

Per i costruttori tedeschi il problema non riguarda solo le vetture finite. I dazi colpirebbero anche componenti e semilavorati, con effetti a catena su tutta la filiera: fornitori, logistica e stabilimenti produttivi. In un settore già sotto pressione per la transizione verso l’elettrico e per l’aumento dei costi energetici, un ulteriore aggravio tariffario rischia di comprimere i margini e rallentare gli investimenti.

Le conseguenze si estenderebbero rapidamente oltre i confini tedeschi. L’industria automobilistica europea è fortemente integrata: molte auto esportate dalla Germania contengono componenti prodotti in altri Paesi dell’UE. Un calo delle vendite negli Stati Uniti potrebbe quindi tradursi in minori volumi produttivi anche in Francia, Italia, Europa orientale e nei Paesi nordici.

Secondo la VDA, una risposta frammentata sarebbe inefficace. Serve invece una strategia comune dell’Unione Europea (ra le possibili opzioni lo Strumento anti-coercizione evocato dal presidente francese Macron), capace di tutelare un settore che rappresenta uno dei pilastri dell’economia continentale in termini di occupazione, innovazione ed export. Ne va della tenuta dell’industria dell’auto continentale e del futuro delle relazioni commerciali transatlantiche.

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