Vista elenco

Ricevuto oggi — 19 Gennaio 2026

[2026-02-08] Reclaim The Theatre - Cabaret Le disgraziate @ Csoa Gabrio

19 Gennaio 2026 ore 16:50

Reclaim The Theatre - Cabaret Le disgraziate

Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino
(domenica, 8 febbraio 21:30)
Cabaret Le disgraziate - Reclaim The Theatre III

Cabaret
L3 disgraziat3

domenica 8 Febbraio 2026
biglietto up to you a partire da 3 euro + cappello finale

sinossi

“Non era previsto che noi sopravvivessimo.” - Audre Lorde

“Orrore! Una fumata fucsia” è l’ultimo spettacolo de L3 Disgraziat3. Una ricerca sulla rabbia delle soggettività subalterne a partire da una domanda di Elsa Dorlin nel suo saggio “Difendersi”, ovvero: chi è legittimato in questa società a esercitare violenza e chi ne viene escluso?

Il risultato è una scrittura originale a più mani in cui, a parte i pretesti fantasiosi per narrare questa storia, tutti i riferimenti appartengono alle storie di ognunə di noi, mescolandosi in un’unica voce poetica.

Crediti:

Ideazione del progetto artistico e impostazione drammaturgica Francesca Becchetti

Regia e drammaturgia di Francesca Becchetti e Debora Benincasa

Tecnico Pietro Pagliana

[2026-03-01] Reclaim The Theatre - Mosca cieca @ Csoa Gabrio

19 Gennaio 2026 ore 16:42

Reclaim The Theatre - Mosca cieca

Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino
(domenica, 1 marzo 21:00)
Mosca cieca - Reclaim The Theatre III

Mosca Cieca

un progetto di Silvia Guerrieri

domenica 1 Marzo
biglietto up to you a partire da 3€

sinossi

Mosca Cieca è una resistenza vera, evidente, quella delle sorelle Khachaturyan che dopo anni di abusi sessuali e psicologici uccidono il loro carnefice. Mosca cieca è una protesta contro l’ingiustizia forse vana ma reale, quella subita dalle tre sorelle vittime del padre e al tempo stesso di una legge che non le protegge, una società che non le supporta. Mosca cieca è un insieme di puntini da unire tra un fatto di cronaca e l’opera di Čechov a ricordare che a teatro le storie trovano giustizia.

PRESENTAZIONE COMPAGNIA
Il gruppo di lavoro si forma in occasione del progetto Mosca cieca che attraversa tematiche d’interesse per le quattro componenti. E’ così formato:
Diana Bettoja, attrice, classe 1998, studia e si diploma all’Accademia dei Filodrammatici di Milano.
Con i suoi compagni di classe fonda la compagnia “Radici Ibrida” e recita nello spettacolo ”De-sidera”.
Miriam Moschella, attrice, classe 1998, studia teatro musicale con la compagnia della Rancia, si diploma presso la Scuola Civica Paolo Grassi. Nell’ultimo anno collabora con Emons Italia per la produzione di audio libri.
Athos Mion, classe 1996, diplomato al corso di regia presso la Scuola Civica Paolo Grassi, oltre il lavoro di regia per la messa in scena di testi contemporanei porta avanti un lavoro di drammaturgia/scrittura di scena. Vince nel 2024 la Biennale autori.
Silvia Guerrieri, in questo progetto drammaturga e attrice, classe 1992, si laurea in Scienze e tecniche psicologiche, lavora come educatrice in diversi contesti sociali, parallelamente studia recitazione al Teatro Kismet di Bari e poi si diploma come attrice presso la Scuola Civica Paolo Grassi. Frequenta il corso di formazione in Alte Drammaturgie promosso da Ert studiando con Linda Dalisi, Fabrizio Sinisi e Angela Dematté.

[2026-03-21] Reclaim The Theatre - Il Colloquio @ Csoa Gabrio

19 Gennaio 2026 ore 16:42

Reclaim The Theatre - Il Colloquio

Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino
(sabato, 21 marzo 21:00)
Il Colloquio - Reclaim The Theatre III
Il Colloquio

sabato 21 Marzo 2026

sinossi

Il Colloquio si ispira al sistema di ammissione ai colloqui periodici con i detenuti presso il carcere di Poggioreale, Napoli.

Tre donne, tra tanti altri in coda, attendono stancamente l’inizio degli incontri con i detenuti.  In qualche modo la reclusione viene condivisa all’esterno dai condannati e per le tre donne, che se ne fanno carico, coincide con la stessa esistenza: i ruoli maschili si sovrappongono alle vite di ciascuna, ripercuotendosi fisicamente sul corpo, sui comportamenti, sulle attività, sulla psiche. Nella loro realtà, la detenzione è una fatalità vicina – come la morte, – che deturpa l’animo di chi resta. Pare assodato che la pena sia inutile o ingiusta.

Nel corso delle ricerche ci siamo innamorati di queste vite dimezzate, ancorate all’abisso, disposte lungo una linea di confine spaziale e sociale, costantemente protese verso l’altrove: un aldilà doloroso e ingombrante da un lato e, per contro, una vita altra, sognata, necessaria, negata. La mancanza, in entrambe le direzioni, ci è sembrata intollerabile.

❌