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Urso “Lo Spazio oggi è uno dei terreni su cui si misurano gli equilibri geopolitici”

16 Ottobre 2026 ore 18:05
Urso “Lo Spazio oggi è uno dei terreni su cui si misurano gli equilibri geopolitici”

ROMA (ITALPRESS) – “L’esplorazione spaziale è oggi uno dei terreni su cui si misurano gli equilibri geopolitici. In questo scenario l’Italia si presenta con un patrimonio di competenze solido e costruito nel tempo. Un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale che porta in orbita il nostro Made in Italy. Stiamo infatti finalizzando, nell’ambito della missione Artemis, un accordo che prevede la presenza stabile sulla Luna di un nostro modulo, una “casa” italiana dove abiteranno gli astronauti, come previsto dallo Statement of Intent sulla cooperazione per la superficie lunare sottoscritto a Washington con la Nasa lo scorso Marzo. E’ la prova della capacità del nostro sistema industriale di essere protagonista nella space economy. In qualità di presidente del Consiglio Ministeriale dell’ESA ho sostenuto la proposta di organizzare una Ministeriale Intermedia a Roma il prossimo dicembre, con l’obiettivo di riallocare le risorse già assegnate all’esplorazione spaziale e di aggiornare le direttrici strategiche dell’Agenzia in funzione del livello di ambizione che l’Europa deciderà di perseguire. L’Italia dovrà svolgere un ruolo sempre più rilevante nelle iniziative che plasmeranno il futuro dell’esplorazione spaziale. È quanto ho detto nel videomessaggio inviato in occasione degli “Stati Generali della Space Economy” di Torino”. Lo scrive il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso sul suo profilo X.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

SpaceX CRS-35, ultimi pannelli solari iROSA verso la Stazione Spaziale Internazionale

15 Ottobre 2026 ore 19:44
SpaceX CRS-35, ultimi pannelli solari iROSA verso la Stazione Spaziale Internazionale

CAPE CANAVERAL (STATI UNITI) (ITALPRESS/ECONOMIADELLOSPAZIO) – Il lancio della missione SpaceX CRS-35, avvenuto il 13 ottobre 2026, porta verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) l’ultima coppia di pannelli solari iROSA, destinati a completare il potenziamento energetico della struttura dopo la loro installazione. Insieme ai nuovi componenti viaggiano rifornimenti e apparecchiature scientifiche, in un’operazione che conferma il ruolo dei servizi logistici commerciali nella manutenzione e nell’ammodernamento delle infrastrutture orbitali della NASA.

Il razzo Falcon 9 è decollato alle 6:33 EDT (12:33 ora italiana) dallo Space Launch Complex 40 della Cape Canaveral Space Force Station, in Florida. A bordo della capsula Dragon sono presenti oltre 2,8 tonnellate di materiali, tra rifornimenti, componenti hardware e strumenti destinati alla ricerca in microgravità. Si tratta della 35ª missione di rifornimento commerciale di SpaceX per la NASA, nell’ambito del programma Commercial Resupply Services (CRS), attraverso il quale l’agenzia statunitense affida a operatori privati il trasporto di materiali verso la stazione orbitante. L’aggancio autonomo della capsula al modulo Harmony è stato programmato per il 15 ottobre alle 11:00 EDT (17:00 in Italia). La missione comprende anche il successivo ritorno sulla Terra di campioni scientifici e altri materiali, completando un ciclo logistico che integra consegna dei carichi e recupero dei risultati sperimentali.

Tra i carichi più rilevanti figurano gli ultimi due pannelli International Space Station Roll-Out Solar Arrays (iROSA), destinati a completare il programma di incremento della capacità energetica della Stazione Spaziale Internazionale. I nuovi sistemi saranno installati dagli astronauti attraverso attività extraveicolari previste nel corso dell’autunno. Una volta integrati nell’infrastruttura esistente, contribuiranno ad aumentare la disponibilità di energia elettrica necessaria al funzionamento degli apparati di bordo, alle operazioni della stazione e alle attività scientifiche. Il potenziamento assume particolare rilevanza anche nella prospettiva della fase conclusiva della vita operativa della ISS.

Secondo la NASA, la maggiore disponibilità di elettricità servirà infatti a sostenere le operazioni necessarie per il futuro deorbiting controllato della struttura. Dal punto di vista industriale, il trasporto degli ultimi pannelli iROSA dimostra come le missioni commerciali di rifornimento svolgano una funzione più ampia rispetto alla consegna di materiali di consumo per gli equipaggi. La capacità di trasferire in orbita componenti destinati all’ammodernamento di sistemi già operativi consente di programmare interventi infrastrutturali nell’ambito della gestione della stazione. La consegna dei pannelli costituisce tuttavia soltanto una fase dell’intervento: il completamento dell’aggiornamento energetico richiede anche la successiva installazione attraverso operazioni coordinate con gli astronauti presenti a bordo. La disponibilità del servizio logistico e la pianificazione delle attività extraveicolari sono quindi elementi complementari dello stesso programma infrastrutturale.

Accanto ai sistemi energetici, Dragon trasporta una serie di esperimenti che confermano la funzione della ISS come piattaforma di ricerca per applicazioni terrestri e future missioni spaziali. Tra le apparecchiature figurano sistemi destinati alla produzione di retine artificiali in microgravità, una linea di ricerca che potrebbe contribuire allo sviluppo di trattamenti per il recupero della vista. La missione comprende inoltre esperimenti su modelli tridimensionali di tessuto cardiaco, progettati per approfondire le possibilità di effettuare test farmacologici su larga scala durante future missioni spaziali. Sono previsti anche studi sulla formazione di nuove tipologie di vetro in microgravità e ricerche condotte su organoidi cerebrali, con l’obiettivo di individuare potenziali bersagli terapeutici per patologie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson e sclerosi multipla. Queste attività evidenziano il valore operativo della capacità di trasportare regolarmente strumenti, materiali biologici e apparecchiature sperimentali verso l’orbita bassa. La ricerca in microgravità richiede infatti una catena logistica affidabile, capace di supportare sia l’avvio degli esperimenti sia il successivo recupero dei campioni destinati alle analisi terrestri.

Secondo il programma comunicato dalla NASA, la capsula Dragon rimarrà agganciata alla ISS fino alla metà di novembre 2026, quando lascerà la stazione per rientrare sulla Terra con materiali scientifici e altri carichi, effettuando un ammaraggio al largo della California. La capacità di riportare a Terra risultati sperimentali costituisce un elemento significativo del servizio commerciale, soprattutto per le attività che richiedono analisi di laboratorio non eseguibili direttamente a bordo. Nel modello operativo della NASA, il programma Commercial Resupply Services affida agli operatori privati le capacità di lancio, trasporto e rientro previste dai contratti, mentre l’agenzia mantiene il ruolo di committente e coordinatore delle missioni. La CRS-35 riunisce così due funzioni essenziali per la gestione della ISS: il trasporto di componenti destinati al potenziamento dell’infrastruttura energetica e il sostegno alle attività scientifiche. La missione evidenzia come la logistica commerciale sia diventata parte integrante dell’operatività della stazione, collegando servizi industriali di trasporto, manutenzione orbitale e ricerca in microgravità.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

NASA punta allo sviluppo del 5G sulla Luna, contratto da 38 milioni a Modulate Space

14 Ottobre 2026 ore 20:06
NASA punta allo sviluppo del 5G sulla Luna, contratto da 38 milioni a Modulate Space

ROMA (ITALPRESS/ECONOMIADELLOSPAZIO) – Lo sviluppo del 5G sulla Luna entra in una nuova fase industriale. La NASA ha assegnato a Modulate Space Corporation un contratto da circa 38 milioni di dollari per sviluppare elementi chiave di un sistema 5G destinato alla superficie lunare, con Wi-Fi 6 integrato. Un passaggio che porta tecnologie nate per le reti terrestri nella futura infrastruttura di comunicazione delle attività lunari.

Il contratto, gestito per il Glenn Research Center di Cleveland, assume rilievo industriale perché punta alla realizzazione di una capacità di comunicazione scalabile e basata su standard, concepita per supportare le future operazioni sulla superficie lunare. Non si tratta quindi soltanto di sperimentare la propagazione di segnali 5G in ambiente lunare: il programma comprende lo sviluppo di hardware, firmware e software e prevede di arrivare a una dimostrazione di volo sulla superficie entro la fine del 2028.

Per il settore spaziale, il passaggio è significativo. L’impiego di standard di telecomunicazione sviluppati su larga scala per il mercato terrestre può contribuire alla costruzione di infrastrutture lunari meno dipendenti da soluzioni concepite esclusivamente per singole missioni. È in questa prospettiva che il contratto affidato a Modulate Space assume una dimensione che supera il suo valore economico: rappresenta un intervento sulla futura infrastruttura abilitante delle attività lunari.

Formalmente denominato 5G System and Lunar Surface Communications Evaluation and Radio Propagation Measurements, l’accordo è un contratto firm-fixed-price e si articola in due principali aree di lavoro.

La prima riguarda lo sviluppo e la dimostrazione in laboratorio di un 5G Network-in-a-Box. Questa fase è prevista dal 1° ottobre 2026 al 31 gennaio 2028 e dovrà consentire di sviluppare e valutare una soluzione di rete prima del passaggio all’ambiente operativo lunare.

La seconda porta il sistema fuori dal laboratorio. Il programma Lunar 5G and Wi-Fi Integrated Surface Network and Flight Demonstration on the Lunar Surface avrà un periodo di esecuzione dal 30 novembre al 31 dicembre 2028. L’obiettivo indicato dalla NASA è integrare 5G e Wi-Fi in una rete di superficie e dimostrarne il funzionamento direttamente sulla Luna.

Questa scansione è rilevante anche dal punto di vista industriale. Il contratto collega infatti nello stesso percorso lo sviluppo tecnologico, la verifica a terra e una successiva dimostrazione nell’ambiente per il quale il sistema viene progettato. Attraverso queste attività la NASA acquisirà lo sviluppo delle tecnologie hardware, firmware e software necessarie a far avanzare il sistema integrato di comunicazioni lunari.

L’agenzia punta inoltre a ottenere informazioni sull’architettura del sistema e sulle sue prestazioni operative, mantenendo la flessibilità necessaria a far evolvere la tecnologia per le future comunicazioni sulla superficie. È un elemento importante: il risultato atteso non è soltanto una prova di connettività, ma una base tecnica dalla quale valutare come una rete di questo tipo possa essere adattata alle esigenze successive.

L’utilizzo di 5G e Wi-Fi 6 introduce nella progettazione delle comunicazioni lunari tecnologie e standard strettamente associati all’ecosistema delle telecomunicazioni terrestri. La scelta può assumere un peso crescente se le attività sulla superficie passeranno da missioni isolate a operazioni che richiedono la connessione simultanea di astronauti, sistemi robotici, strumenti scientifici e altre infrastrutture.

È precisamente la scalabilità a rendere industrialmente rilevante il progetto. Una presenza lunare più articolata aumenta infatti la necessità di disporre di servizi trasversali utilizzabili da diversi sistemi. Comunicazioni, energia, navigazione e logistica diventano così componenti dell’infrastruttura necessaria a sostenere le operazioni, oltre che tecnologie incorporate nei singoli veicoli o payload.

Il contratto assegnato a Modulate Space si colloca in questa evoluzione. La NASA non ha annunciato con questo accordo una rete commerciale lunare già operativa né definito un mercato con dimensioni economiche determinate. Ha però affidato a un’impresa lo sviluppo di componenti e dimostrazioni destinati a verificare una capacità di rete standardizzata e scalabile sulla superficie.

La distinzione è importante per valutarne correttamente la portata. I 38 milioni di dollari finanziano un percorso di sviluppo e dimostrazione tecnologica, non la realizzazione definitiva di un’infrastruttura globale sulla Luna. Se le dimostrazioni previste produrranno le prestazioni attese, i risultati potranno fornire alla NASA dati concreti per decidere come far evolvere le comunicazioni di superficie.

La scadenza del 2028 rappresenta quindi una milestone anche sul piano industriale: permetterà di valutare se una rete costruita su tecnologie e standard già consolidati possa rispondere alle esigenze operative di attività lunari più articolate.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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