Campo COSMOS, la nuova immagine dell’Osservatorio Rubin inaugura una nuova fase del progetto LSST

ROMA (ITALPRESS/ECONOMIADELLOSPAZIO) – Il Campo COSMOS, una delle regioni di cielo più studiate dall’astronomia moderna, diventa il primo banco di prova delle capacità scientifiche dell’Osservatorio Vera C. Rubin. L’immagine diffusa con l’Early Data Preview 2 (EDP2) non rappresenta soltanto un risultato tecnico di elevata qualità: segna l’ingresso operativo del telescopio nel programma Legacy Survey of Space and Time (LSST), uno dei più estesi programmi di osservazione astronomica mai intrapresi. Il valore della nuova osservazione non risiede esclusivamente nella profondità dell’immagine, ma nella possibilità di tornare a osservare la stessa regione con continuità. È questa la caratteristica che consentirà agli astronomi di affiancare alle immagini statiche una dimensione temporale, seguendo l’evoluzione delle galassie e dei fenomeni transitori nel corso degli anni. Realizzata con la LSST Camera da 3,2 gigapixel, la più grande fotocamera digitale costruita per l’astronomia, l’immagine è il risultato della combinazione di centinaia di osservazioni e comprende oltre 500.000 galassie e più di 50.000 stelle.
Il Campo COSMOS occupa da oltre vent’anni una posizione centrale nella ricerca astronomica internazionale. La sua collocazione, lontano dal piano della Via Lattea, riduce l’interferenza di stelle e polveri galattiche e offre una finestra privilegiata sull’Universo distante. Dal 2003, con le prime osservazioni del Telescopio Spaziale Hubble, numerosi osservatori terrestri e spaziali hanno raccolto dati in diverse lunghezze d’onda, dalle onde radio ai raggi X. Questo patrimonio osservativo ha trasformato COSMOS in un riferimento per confrontare nuovi dati, verificare misure e ricostruire l’evoluzione delle galassie lungo miliardi di anni di storia cosmica. L’Osservatorio Rubin introduce ora una novità sostanziale: la capacità di osservare ripetutamente questa stessa regione con profondità uniforme e ampia copertura. Non si tratta soltanto di ottenere immagini più dettagliate, ma di documentare come il cielo cambi nel tempo. Questa capacità rappresenta uno degli elementi distintivi del Legacy Survey of Space and Time. Nel corso della sua campagna decennale il telescopio effettuerà osservazioni sistematiche del cielo australe, costruendo una sequenza temporale che permetterà di individuare fenomeni variabili difficilmente rilevabili con campagne tradizionali. Per il Campo COSMOS, già caratterizzato da un’enorme quantità di dati storici, ciò significa integrare alle informazioni accumulate negli ultimi vent’anni una componente dinamica. Le osservazioni ripetute consentiranno infatti di seguire l’evoluzione di supernove, eventi esplosivi e altri oggetti variabili.
Come afferma Bob Blum, direttore dell’Osservatorio Rubin presso NSF NOIRLab, “l’immagine profonda di COSMOS è solo l’inizio per Rubin in questa regione”. Le future visite permetteranno di individuare un numero crescente di fenomeni transitori destinati a ulteriori studi. Anche Phil Marshall, vicedirettore dell’Osservatorio Rubin presso lo SLAC National Accelerator Laboratory, sottolinea che la ricchezza delle osservazioni già disponibili rende il Campo COSMOS un banco di prova fondamentale per preparare la comunità scientifica all’analisi dei dati dell’LSST.
L’immagine è stata pubblicata nell’ambito dell’Early Data Preview 2, la prima anteprima costruita con le osservazioni raccolte dalla LSST Camera tra aprile 2025 e gennaio 2026. Pur non rappresentando ancora il rilascio completo dei dati del progetto, EDP2 costituisce una tappa fondamentale nella preparazione della survey decennale. L’anteprima comprende una grande immagine co-addizionata che copre circa 3.000 gradi quadrati di cielo, pari a circa un sesto dell’intero cielo visibile dell’emisfero australe, consentendo ai ricercatori di validare pipeline, strumenti di analisi e prodotti scientifici. Una seconda fase della Data Preview 2, prevista tra ottobre e dicembre 2026, comprenderà anche le immagini delle singole osservazioni, le immagini di differenza e gli altri prodotti necessari per individuare automaticamente le variazioni del cielo.
L’accesso ai dati è attualmente riservato ai ricercatori degli Stati Uniti, del Cile e agli altri partner internazionali autorizzati. In base alla politica dell’Osservatorio Rubin, i prodotti scientifici saranno resi pubblicamente disponibili dopo un periodo di riservatezza di due anni. Per la comunità astronomica, la nuova immagine del Campo COSMOS rappresenta molto più di una dimostrazione delle prestazioni della strumentazione. È la prima conferma operativa del ruolo che il Rubin è destinato ad assumere nei prossimi anni: produrre osservazioni sistematiche, profonde e ripetute capaci di integrare e ampliare uno dei dataset astronomici più studiati dalla comunità scientifica, contribuendo alla comprensione dell’evoluzione dell’Universo.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
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