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L’Aston Villa regala una magnum di amarone Aneri con etichetta personalizzata al principe William

17 Giugno 2026 ore 09:15
L’Aston Villa regala una magnum di amarone Aneri con etichetta personalizzata al principe William

BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Un regalo speciale per un tifoso speciale. L’Aston Villa, club di Premier reduce dal trionfo in Europa League, ha regalato una magnum di amarone Aneri con etichetta personalizzata al principe William. Il figlio primogenito di re Carlo III è un noto tifoso dei Villans e in occasione dell’ultima finale di Europa League ha seguito dagli spalti del Besiktas Park il successo degli uomini di Emery per 3-0 contro il Friburgo

– foto Aneri –

(ITALPRESS).

Ferrero entra nel segmento delle bevande sportive con Estathé Sport

16 Giugno 2026 ore 19:50
Ferrero entra nel segmento delle bevande sportive con Estathé Sport

MILANO (ITALPRESS) – Ferrero entra nel segmento degli sport drink con il lancio di Estathé Sport. Il prodotto è destinato principalmente a un pubblico giovane e punta a intercettare il crescente interesse verso bevande pensate per accompagnare l’attività fisica e il tempo libero. L’ingresso in questo comparto assume particolare rilievo in un mercato che, secondo i dati diffusi dall’azienda, vale circa 100 milioni di euro. Ferrero ha inoltre annunciato una partnership con il cantautore Alfa, che accompagnerà la comunicazione di Estathé Zero durante l’estate e lungo il proprio tour musicale.
f12/mgg/azn
(video in collaborazione con Ferrero)

Ferrero debutta nel mercato delle bevande sportive e lancia Estathè Sport

16 Giugno 2026 ore 19:40
Ferrero debutta nel mercato delle bevande sportive e lancia Estathè Sport

MILANO (ITALPRESS) – Ferrero entra nel segmento degli sport drink con il lancio di Estathè Sport. Il prodotto è destinato principalmente a un pubblico giovane e punta a intercettare il crescente interesse verso bevande pensate per accompagnare l’attività fisica e il tempo libero. L’ingresso in questo comparto assume particolare rilievo in un mercato che, secondo i dati diffusi dall’azienda, vale circa 100 milioni di euro.
Fabrizio Gavelli, Presidente e Amministratore Delegato di Ferrero Commerciale Italia, commenta: “L’innovazione è da sempre uno dei pilastri del nostro modello di sviluppo: significa rafforzare la leadership nel core business e, allo stesso tempo, avere il coraggio di aprire spazi nuovi. Le novità del 2026 nascono esattamente da questo equilibrio. Un equilibrio che negli ultimi dieci anni ha fatto crescere il fatturato di Estathè di 125 milioni di euro, grazie alla solidità del core business, all’innovazione strategica e alla destagionalizzazione: un percorso che porta la marca a circa 400 milioni di euro di fatturato, con l’ambizione di crescere ancora. Con Estathè Sport entriamo per la prima volta nel mondo delle bevande sportive dedicate ai più giovani; con Estathè Zero, di cui il cantante Alfa diventa ambassador, intercettiamo le occasioni di consumo fuori casa e la crescente domanda di prodotti senza zuccheri; con le attività di marca dell’estate rinnoviamo il legame, mai interrotto, tra Estathè e il divertimento degli italiani. Il filo che unisce tutto questo resta lo stesso da oltre cinquant’anni: il vero infuso di foglie di tè, una qualità e un gusto distintivi che continuano a fare la differenza sul mercato italiano”.
La nuova linea, disponibile nei gusti limone e arancia, combina il tradizionale infuso di foglie di tè con sali minerali e succhi di frutta.
Nato nel 1972 da un’intuizione di Michele Ferrero, il brand continua a rafforzare la propria presenza attraverso una strategia che combina il consolidamento del business storico con l’ingresso in nuovi segmenti di mercato.
La crescita di Estathè negli ultimi anni si è accompagnata a una progressiva diversificazione dell’offerta. Accanto alle tradizionali varianti al limone e alla pesca, il brand ha sviluppato una gamma che comprende versioni senza zucchero, deteinato e tè verde, estendendo inoltre la propria presenza ad altre categorie, come i gelati e, più recentemente, le caramelle.
Tra le novità dell’estate figura anche Tic Tac Estathè Limone, edizione limitata nata dalla collaborazione tra due marchi del portafoglio Ferrero.
Un altro tassello della strategia 2026 riguarda Estathè Zero, la versione senza zuccheri della bevanda, che debutta nel formato lattina.
La scelta risponde alla crescente domanda di prodotti sugar free e mira a rafforzare la presenza del marchio nel canale fuori casa, considerato uno dei principali motori di crescita per il comparto beverage.
Per sostenere il posizionamento del prodotto, Ferrero ha annunciato una partnership con il cantautore Alfa, che accompagnerà la comunicazione di Estathè Zero durante l’estate e lungo il proprio tour musicale.
Il legame tra Estathè e il mondo dello sport prosegue anche attraverso il sostegno all’Estathè 3×3 Italia Streetbasket Circuit, il circuito nazionale di basket 3 contro 3 organizzato dalla Federazione Italiana Pallacanestro in collaborazione con Master Group Sport.
Giunto al quinto anno di sponsorizzazione da parte del brand, il progetto coinvolge tornei maschili e femminili nelle piazze italiane, con l’obiettivo di promuovere la pratica sportiva e favorire la partecipazione giovanile.
L’edizione 2026 è partita da Alba, città storicamente legata al Gruppo Ferrero, e toccherà diverse località italiane nel corso della stagione.
Parallelamente prenderà il via una nuova operazione a premi collegata a momenti tipici della stagione estiva, con premi legati al tempo libero, alla vita all’aria aperta e al rientro a scuola.

– news in collaborazione con Ferrero –
– foto ufficio stampa Ferrero –
(ITALPRESS).

Enpaia investe nell’agroalimentare italiano, 500 mln per le filiere di qualità

16 Giugno 2026 ore 12:50
Enpaia investe nell’agroalimentare italiano, 500 mln per le filiere di qualità

ROMA (ITALPRESS) – Conti in ordine, investimenti nelle aziende dell’agroalimentare, valorizzazione dei prodotti del made in Italy a tutela dei consumatori italiani. Sono questi gli asset strategici su cui si è mossa Enpaia nel 2025. I prodotti agroalimentari italiani restano al centro degli interessi dei produttori, dei consumatori e degli investitori istituzionali come la cassa di previdenza del settore agricolo. Ed Enpaia si è mossa coerentemente su queste direttrici.
E’ quanto emerge dalla Relazione annuale della Fondazione Enpaia presentata questa mattina al Senato. Dalla Relazione, spiega infatti il Presidente di Enpaia, Giorgio Piazza, saltano agli occhi soprattutto tre elementi: “il valore dei prodotti nostrani per i consumatori italiani, la centralità dei produttori nel futuro di Enpaia e la valorizzazione della filiera agroalimentare come volano per l’economia nazionale. Da qui la nostra scelta d’investire 500 milioni nell’economia reale e nell’agroalimentare di qualità”.
“Una scelta – sottolinea il Direttore Generale della Fondazione, Roberto Diacetti – che si è resa possibile grazie ad un bilancio solido che nel 2025 ha fatto registrare un avanzo di oltre 27 milioni di euro ed un patrimonio in crescita che consentirà di replicare, anche nel corso di quest’anno, investimenti mirati a sostegno soprattutto delle aziende italiane del settore primario. Non a caso – spiega Diacetti – dopo l’ingresso nel capitale di Masi Agricola (produttore del famoso Amarone della Valpolicella), di BF (la più grande azienda agricola italiana), di Granarolo (l’unico grande player del settore lattiero-caseario italiano) e di Granterre (tra le primarie aziende produttrici di salami e formaggi) puntiamo ad entrare nel capitale di altre aziende agroalimentari italiane.
L’obiettivo della Fondazione, oltre a quello di garantire la solidità delle aziende italiane del settore (e di conseguenza quella della propria base contributiva) è anche quello di sostenere l’intera filiera del settore (come nel caso Granarolo). Ed è qui che si lega la strategia degli investimenti della Fondazione con la domanda di prodotti alimentari di alta qualità da parte degli italiani, certificata dai dati della ricerca Enpaia-Censis sui “Consumi alimentari degli italiani”. Dalla ricerca emerge che il 93% degli italiani considera il mangiare sano un investimento sulla salute ed oltre il 90% lo ritiene un’esigenza irrinunciabile. Chiediamo di mangiare sano, siamo disponibili a spendere anche di più (in prodotti soprattutto italiani) ma ci sono molte famiglie, con redditi bassi, che devono rinunciare al made in Italy a causa dell’aumento dei prezzi.
Tra il 2021 e il 2025, secondo la ricerca, l’indice generale dei prezzi è salito del 17,1%, mentre quello dei prodotti alimentari di ben il 26,6%. Una accelerazione che produce effetti negativi sui consumi. Con i salari al palo da anni, il potere d’acquisto delle famiglie si è ridotto, anche per la spesa alimentare. E nonostante l’88% degli italiani individui nelle abitudini alimentari nazionali il modello più affidabile per nutrirsi correttamente, la rincorsa dei prezzi rischia di vanificare questo obiettivo. Per 9 italiani su 10 la filiera agroalimentare italiana viene percepita come la principale garanzia di qualità. La dieta mediterranea resta un modello condiviso ma la rincorsa dei prezzi rischia di trasformarla in un privilegio più che in una abitudine diffusa. Una frattura sociale che passa per famiglie, territori e stili di vita e che rischia di ampliarsi a causa delle guerre in Ucraina e nel Medio Oriente.
Enpaia conta 42.000 iscritti, 9.200 aziende associate e un patrimonio di 2,2 mld.
Tra gli obiettivi principali della Fondazione, oltre agli investimenti nell’economia reale e nell’innovazione agricola, anche la valorizzazione del patrimonio immobiliare ma soprattutto la riduzione del livello di tassazione delle Casse di previdenza allineandolo a quello dei Fondi Pensione.
-foto ufficio stampa Enpaia –
(ITALPRESS).

Lollobrigida “Via libera in Ue al regolamento sulla Tea un passo in avanti cruciale per la nostra agricoltura”

16 Giugno 2026 ore 12:37
Lollobrigida “Via libera in Ue al regolamento sulla Tea un passo in avanti cruciale per la nostra agricoltura”

ROMA (ITALPRESS) – “La commissione Ambiente e Salute del Parlamento europeo ha dato il via libera in seconda lettura al regolamento sulle Tea, é un passo in avanti cruciale per sostenere l’innovazione, la ricerca e la competitività della nostra agricoltura. L’Italia ha fatto da apripista in Europa perché i nostri agricoltori potessero contare su varietà più resistenti alle fitopatie, meno idroesigenti e rendere più stabili i nostri raccolti. Con questo via libera, la ricerca sulle Tea e le sue applicazioni dirette stanno per diventare realtà. Ciò vorrà dire in un futuro ormai non così lontano più cibo di qualità per i cittadini ad un minor costo di produzione per i nostri agricoltori. Quando abbiamo detto di voler mettere al centro della politica nazionale e internazionale l’agricoltura intendevamo proprio questo, dare prospettiva di un futuro più florido al settore primario e garantire la sovranità alimentare della nostra bella Italia anche e soprattutto grazie alla ricerca e le sue applicazioni. Mercoledì il Parlamento europeo dirà l’ultima parola. Noi continueremo a lavorare perché questa opportunità diventi concreta per tutti”, lo dice in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Una nuova bussola per la transizione dell’agroalimentare

In Europa e in Italia le politiche agricole mostrano una crescente distanza tra obiettivi dichiarati e strumenti in grado di produrre trasformazioni reali. A livello comunitario, ad esempio, la Politica Agricola Comune, pur avendo incorporato negli ultimi cicli elementi di innovazione legati alla sostenibilità ambientale e alla dimensione sociale, continua a basarsi su un’architettura frammentata, nella quale le diverse componenti non sono pienamente integrate.

Tale frammentazione emerge in particolare dalla separazione tra politiche del lavoro, politiche ambientali e strumenti di regolazione dei mercati agricoli. La condizionalità sociale, gli eco-schemi, le norme di condizionalità ambientale e la disciplina dell’Organizzazione comune dei mercati operano infatti su piani distinti, senza dar luogo a una vera integrazione sistemica. 

Ne deriva un quadro nel quale gli obiettivi di sostenibilità sono perseguiti in modo settoriale e disgiunto, mentre il sistema agricolo si caratterizza per una fitta rete di interdipendenze economiche, sociali ed ecologiche. Tali interconnessioni continuano a trovare espressione nel modello agroecologico contadino, tuttora prevalente, sebbene sottoposto a crescenti dinamiche di concentrazione fondiaria e di finanziarizzazione speculativa dell’agricoltura.

In tal senso, fenomeni come lo sfruttamento del lavoro e delle risorse naturali – che a loro volta aggravano la crisi sociale e climatica in atto – vanno interpretati quali effetti congiunti di un modello agroindustriale di filiera caratterizzato da una distribuzione asimmetrica del valore. Al suo interno, le agricoltrici e gli agricoltori operano in condizioni di debolezza contrattuale, subendo una competizione sui prezzi che si trasferisce proprio sulle componenti più flessibili del sistema: il lavoro e l’ambiente.

Alla luce di tali criticità, la costruzione di un sistema integrato di indicatori socio-ambientali può assumere una funzione strategica come infrastruttura di governo per una giusta transizione, collegando dimensioni diverse e orientando in questa direzione le politiche pubbliche. Questa ipotesi di lavoro sarà appunto al centro della seconda edizione del convegno dell’Alleanza Clima Lavoro “Il lavoro e la giusta transizione del sistema agroalimentare”, che si terrà a Roma il prossimo martedì 30 giugno 2026, dalle 9.00 alle 13.00.

A seguito di una prima edizione molto partecipata, quest’anno l’iniziativa avrà luogo a Roma, a ingresso libero, presso la Sala Accademia del Centro Congressi Frentani, in via dei Frentani 4, con la presenza di relatrici e relatori provenienti dal mondo accademico, del sindacato, dell’associazionismo. Dopo un caffè di benvenuto previsto dalle ore 9.00, ad aprire il convegno saranno Giovanni Mininni, Segretario generale della FLAI CGIL, e Duccio Zola, Direttore dell’Alleanza Clima Lavoro. 

La prima sessione, alle ore 10.00, introdurrà la proposta elaborata dall’Alleanza Clima Lavoro di un nuovo sistema integrato di indicatori socio-ambientali: concepito non come un insieme di strumenti tecnici, ma come un’infrastruttura di governance della transizione agroalimentare, il sistema ha l’obiettivo di rendere operativa la coerenza tra politiche del lavoro, sostenibilità ambientale e funzionamento delle filiere. La sessione – coordinata da Massimiliano D’Alessio, Ricercatore della Fondazione Metes – ospiterà gli interventi di Silvia Guaraldi, Segretaria nazionale della FLAI CGIL, e Monica Di Sisto, Responsabile del Tavolo Agricoltura dell’Alleanza Clima Lavoro. 

Alle 11.15 si terrà una tavola rotonda in cui si discuterà del quadro proposto grazie a contributi scientifici, esperienze sindacali dalla Terra dei Fuochi e dal Veneto, e riflessioni di natura socio-ambientalista sulla matrice comune delle principali criticità del settore agricolo, quali sfruttamento del lavoro, pressione sulle risorse naturali, crisi del reddito agricolo, squilibri territoriali. Prenderanno la parola qui – con la moderazione di Cecilia Begal, Co-Portavoce della Campagna Sbilanciamoci! – Federica Ferrario, Responsabile delle Campagne di Terra!, Igor Prata, Segretario generale della FLAI CGIL Campania, Giosuè Mattei, Segretario generale della FLAI CGIL Veneto, Vito Rubino dell’Università del Piemonte Orientale, Direttore del CeDiSA-Centro Studi interateneo sul Diritto e le Scienze dell’Agricoltura, Alimentazione e Ambiente.

A seguire, spazio al dibattito – con gli interventi di Angelo Gentili, Responsabile Agricoltura di Legambiente, Johanna Hartan, dell’Ufficio Sostenibilità del WWF Italia, Francesco Paniè, Campaigner del Centro Internazionale Crocevia, Silvia Visca, Responsabile del Programma Biodiversità di Greenpeace Italia, e i contributi dal pubblico – per individuare collettivamente i filoni di lavoro necessari all’implementazione del sistema integrato di indicatori socio-ambientali per la giusta transizione del settore agroalimentare italiano ed europeo. Alle 13.00, il convegno terminerà con le conclusioni di Giulio Marcon, Co-Portavoce della Campagna Sbilanciamoci!.

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Patrizio Neri confermato presidente di Cesena Fiera

15 Giugno 2026 ore 18:42
Patrizio Neri confermato presidente di Cesena Fiera

CESENA (ITALPRESS) – Patrizio Neri confermato alla Presidenza di Cesena Fiera. Lo ha stabilito il Consiglio di Amministrazione (CdA) di Cesena Fiera nella sua prima riunione dopo il rinnovo delle cariche avvenuto una decina di giorni fa da parte dell’Assemblea dei soci. Nel corso della seduta, il consiglio di amministrazione ha provveduto alla definizione del board della società con l’istituzione di un Comitato di Presidenza composto dal Presidente Neri, affiancato da: Carlo Costa, Vicepresidente confermato, con deleghe su Amministrazione, Finanza e Personale dipendente; Lorenzo Tersi, con delega ai Rapporti Istituzionali; Paolo Lucchi, in qualità di Consigliere Delegato alla Comunicazione. Sempre in un’ottica di gioco di squadra e condivisione, valorizzando le competenze dei professionisti, il CdA ha assegnato altre specifiche deleghe ai consiglieri: Marketing ad Alessandra Graziani; rapporti con il Comitato Tecnico Scientifico di Macfrut per Valentina Borghi e Cristian Moretti; rapporti con il Comitato Macfrut Marcello Guidi e Maddalena Zortea.

“Ringrazio il Consiglio di Amministrazione e l’Assemblea di Cesena Fiera per la fiducia riposta – afferma il Presidente Patrizio Neri -. Ci attende una fase intensa e stimolante, caratterizzata da numerose sfide e opportunità. Da un lato, saremo impegnati nel rafforzamento delle attività del territorio attraverso il consolidamento delle manifestazioni già presenti nel nostro calendario con occhio di riguardo anche a nuove manifestazioni fieristiche, con l’obiettivo di valorizzare sempre più il ruolo di Cesena Fiera come punto di riferimento per il sistema economico e produttivo locale. Parallelamente, dedicheremo particolare attenzione alla crescita e alla qualificazione dell’attività del Centro Congressi, ampliandone le opportunità di utilizzo e rafforzandone l’attrattività quale luogo di incontro, confronto e sviluppo per imprese, istituzioni e associazioni”.

“Naturalmente, una priorità assoluta sarà rappresentata dalla prossima edizione di Macfrut, sulla quale siamo già al lavoro per realizzare una fiera ancora più grande, forte e attrattiva, attraverso un gioco di squadra che coinvolga il Comitato Macfrut, il Comitato Tecnico Scientifico, i professionisti e tutto il team di Cesena Fiera – ha aggiunto -. La recente edizione di Macfrut ha lanciato un messaggio molto importante alla filiera ortofrutticola: quando il nostro Paese fa sistema, può assumere un ruolo da protagonista a livello mondiale. È in questa direzione che continueremo a muoverci, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il ruolo di Macfrut come piattaforma internazionale per l’ortofrutta, capace di valorizzare le eccellenze italiane, aprire nuovi mercati e creare opportunità concrete per le imprese, i territori e l’intera filiera”.

– foto ufficio stampa Cesena Fiera –

(ITALPRESS).

Agri100, da Reale Mutua e Confagricoltura Puglia il nuovo report

15 Giugno 2026 ore 18:34
Agri100, da Reale Mutua e Confagricoltura Puglia il nuovo report

TARANTO (ITALPRESS) – Un comparto centrale per l’economia regionale e per tutto il sistema agroalimentare italiano, capace di distinguersi per la qualità delle sue produzioni ma anche per l’attenzione a modelli produttivi sempre più sostenibili. Secondo il Rapporto Puglia 2026 di AGRIcoltura100 – iniziativa di Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura ed MBS Consulting – il 52,7% delle imprese del territorio mostra un livello di sostenibilità alto e medio-alto, valore in costante aumento dal 2020. Uno dei principali gap del sistema pugliese si manifesta invece nell’ambito della gestione dei rischi. Nel servizio interviste ad Antonello Bruno, presidente Confagricoltura Puglia, Michele Quaglia, direttore commerciale di Reale Mutua, Luca Brondelli di Brondello, vicepresidente di Confagricoltura, e Francesco Paolicelli, assessore all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale della Regione Puglia.

f06/sat/gtr

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