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Nuclei impenetrabili di senso. Su “Lina e il sasso” di Mauro Covacich

5 Agosto 2026 ore 09:22
di Roberto Falconi   Se la buona letteratura tende al significato ultimo delle cose e rende allo stesso tempo conto dell’impossibilità di giungervi appieno, ciò significa perlomeno ipotizzare l’esistenza di un nucleo di senso irriducibile e impenetrabile (torno in chiusa su questo secondo aggettivo, qui davvero da intendere alla lettera), che uno scrittore può allora …

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