Il vescovo definisce il diavolo «immaginario» e quello contro l’omofobia come l’unico esorcismo necessario
Un vescovo brasiliano ha criticato la consacrazione a San Michele Arcangelo, affermando che il diavolo sarebbe «piuttosto immaginario». Lo riporta LifeSite.
«Esistono giustificazioni teologiche per la consacrazione a San Michele? La consacrazione è a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo», ha scritto il vescovo Vicente Ferreira su X la scorsa settimana. «Il diavolo contro cui combattiamo non è forse piuttosto immaginario?», ha aggiunto.
«Il più grande esorcismo dovrebbe essere: quello dell’omofobia, del femminicidio, del razzismo, dei crimini contro i popoli indigeni. Di quella legione di mali», concluse, in una dichiarazione originariamente scritta in portoghese.
Há justificativas teológicas para Consagração a São Miguel? Consagra-se é a Deus Pai, Filho e Espírito Santo. O diabo que se combate não é muito imaginário? Exorcismo maior deve ser: da homofobia, do feminicídio, do racismo, dos crimes contra indígenas. Dessa legião de maldades.
— Dom Vicente Ferreira (@DomVicenteF) August 8, 2026
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Il messaggio sembra indirizzato a un altro vescovo brasiliano. Lo stesso giorno della dichiarazione di Ferreira, l’arcivescovo di Montes Claros, José Carlos Campos, ha consacrato la propria arcidiocesi a San Michele.
Monsignor Ferreira ha ricevuto dure critiche per aver sminuito la devozione a San Michele, invocato dai cattolici per la difesa spirituale contro il diavolo, poiché Dio gli ha attribuito il potere di scacciare il diavolo e i suoi seguaci dal Paradiso.
«Qual è la tua religione? Dovresti convertirti al cattolicesimo», ha scritto un utente di X. «Alla tua età, preoccuparsi di queste idiozie “woke” non ti porterà in paradiso. Dovresti pensare a salvare la tua anima».
Un utente dei social media ha commentato: «Per questo vescovo, la Chiesa non è in comunione con i santi; il Nunzio Apostolico dovrebbe essere a conoscenza dei post di questo vescovo. In Brasile ci sono già 34 diocesi dedicate a San Michele Arcangelo».
L’affermazione di Ferreira secondo cui la «lotta» contro il diavolo è «immaginaria» contraddice in pieno la tradizione della Chiesa, così come trasmessa attraverso le Scritture e la dottrina cattolica. Il vescovo eterodosso ha inoltre dichiarato pubblicamente l’esistenza di un «comunismo biblico».
Dom Vicente Ferreira è vescovo della diocesi di Livramento de Nossa Senhora nello stato di Bahia, Brasile, Paese dove il cattolicesimo negli ultimi lustri ha perso milioni e milioni di fedeli a favore delle sette protestanti pentecostali, nelle quali quasi sempre nella natura personale del demonio, e nella lotta quotidiana contro di esso, si crede ancora.
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Tornano alla mente le parole del poeta parigino Carlo Baudelaire (1821-1867), che nel suo poemetto Le Joueur généreux (1864) scrisse che «la plus belle des ruses du diable est de nous persuader qu’il n’existe pas» («il più grande inganno del diavolo è convincerci che non esiste»). In realtà, il Baudelaire l’aveva tratta dal prologo del romanzo Le memorie di un medico (noto anche come Giuseppe Balsamo o in francese Mémoires d’un médecin: Joseph Balsamo) di Alessandro Dumas (1802-1870).
La frase è diventata popolarissima a livello globale grazie al film I soliti sospetti (1995), dove viene citata dal personaggio Verbal Kint, interpretato memorabilmente da Kevino Spacey.
L’idea è piuttosto sconcertante: il male più efficace non è quello visibile, ma quello che riesce a essere dimenticato o negato. Un pericolo che non viene più ritenuto reale diventa un pericolo senza possibilità di difesa. Questa riflessione si ritrova in molti contesti, al di là di quello teologico: i pregiudizi che ci rifiutiamo di ammettere a noi stessi sono quelli che ci governano maggiormente, le ideologie più distruttive spesso avanzano mascherate, presentate come banali o innocue.
In termini spirituali, ciò significa anche che l’opera del Male tende a far celare il suo autore preternaturale, che induce l’uomo stesso a peccare e distruggere, cagionandone la perversione del mondo e un biglietto (o più) per l’inferno. Gli esorcisti raccontano che infatti le possessioni diaboliche sono rare perché si tratta in fondo di un errore strategico dei demoni, che per slancio appetitivo, non resistono alla tentazione di invadere il corpo di un essere umano.
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Immagine: Statua dell’arcangelo Michele che sconfigge Satana, Nord Vietnam, XIX secolo, Museo delle civiltà asiatiche, Singapore
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; immagine modificata.
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