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Facebook lancia un motore di ricerca basato sull’AI che potrebbe generare 10 miliardi di dollari l’anno

16 Giugno 2026 ore 09:45

Una nuova serie di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, lanciata da Meta lunedì, consentirà agli utenti di utilizzare Facebook come motore di ricerca e strumento per la generazione di contenuti. Secondo un analista di Morgan Stanley, se il progetto dovesse affermarsi su larga scala potrebbe generare oltre 10 miliardi di dollari di ricavi annui per Meta.

Fatti principali

  • Meta ha lanciato lunedì “AI Mode” all’interno della funzione di ricerca di Facebook. Il nuovo strumento risponderà alle query degli utenti utilizzando Meta AI e fornirà risposte basate sui contenuti pubblici presenti nei Gruppi e nei Reels, invece di mostrare un elenco “generico” di risultati di ricerca, ha spiegato l’azienda.
  • Lo strumento è alimentato da Muse Spark, il modello di intelligenza artificiale presentato da Meta ad aprile e primo importante modello sviluppato da Meta Superintelligence Labs, la divisione guidata dall’ex amministratore delegato di Scale AI, Alexandr Wang.
  • Secondo Brian Nowak, analista di Morgan Stanley, se il nuovo strumento riuscisse a trattenere 1 miliardo di utenti — circa un terzo degli utenti attivi mensili di Facebook a livello globale — e a monetizzare anche solo il 10% delle query giornaliere, potrebbe facilmente generare oltre 10 miliardi di dollari di ricavi annuali per Meta.
  • L’aggiornamento annunciato lunedì include anche nuove funzionalità di modifica di foto e video assistite dall’intelligenza artificiale, tra cui modelli per collage con ritaglio automatico, effetti di transizione video e preset fotografici che consentono agli utenti di modificare abiti, capelli e accessori nelle immagini.
  • Le azioni Meta sono salite di quasi il 5%, avvicinandosi ai 595 dollari alle 14:45 (ora della costa orientale degli Stati Uniti) di lunedì, anche se il titolo resta in calo di circa l’8% dall’inizio dell’anno.

Cosa non sappiamo

Non è ancora chiaro in che modo Meta AI Mode selezioni e utilizzi le fonti per generare i risultati di ricerca. L’azienda afferma che il sistema “fornirà risposte basate su ciò che le persone stanno dicendo pubblicamente nelle nostre applicazioni, come Gruppi e Reels”, ma non spiega nel dettaglio come l’algoritmo attribuisca peso alle diverse fonti né come intenda contrastare la disinformazione, un problema che da anni interessa Facebook. Forbes ha contattato Meta per ottenere ulteriori chiarimenti.

Contesto

Meta integra da anni il proprio assistente Meta AI all’interno di Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger. Tuttavia, il lancio di lunedì rappresenta la prima volta in cui l’azienda propone l’intelligenza artificiale come sostituto diretto della barra di ricerca di Facebook, entrando così in competizione più diretta con Google.

Già nell’ottobre 2024 era emerso che Meta stava lavorando allo sviluppo di un proprio motore di ricerca, ma è la prima volta che questo progetto viene messo a disposizione degli utenti comuni di Facebook. Nel più ampio panorama dell’intelligenza artificiale, Meta ha perso terreno rispetto ai concorrenti dopo il deludente risultato della famiglia di modelli Llama 4, che ha portato l’azienda ad abbandonare in larga misura la propria strategia AI open source.

Successivamente Meta ha investito 14,3 miliardi di dollari in Scale AI — operazione che ha incluso il reclutamento di Wang — e ha lanciato Muse Spark, il proprio sistema di intelligenza artificiale proprietario e a codice chiuso. Nonostante gli ingenti investimenti nell’AI, il sentiment degli investitori nei confronti di Meta è rimasto relativamente debole. Secondo Nowak, però, il nuovo strumento di ricerca basato sull’intelligenza artificiale potrebbe contribuire a invertire questa tendenza.

L’articolo Facebook lancia un motore di ricerca basato sull’AI che potrebbe generare 10 miliardi di dollari l’anno è tratto da Forbes Italia.

Google porta in Italia AI Mode, la ricerca potenziata dall’intelligenza artificiale

8 Ottobre 2025 ore 16:07

Da oggi AI Mode, la modalità di Ricerca Google basata su intelligenza artificiale, è disponibile in 36 nuove lingue, tra cui l’italiano, e in quasi 50 nuovi Paesi e territori, per un totale di oltre 200 aree coperte in tutto il mondo. L’espansione include gran parte dell’Europa e segna il debutto ufficiale di questa funzione anche in Italia, sia nella pagina dei risultati di ricerca sia nell’app Google per Android e iOS.

AI Mode rappresenta la forma più avanzata di ricerca mai proposta da Google: una modalità progettata per gestire domande complesse, articolate e multidimensionali, grazie a una versione personalizzata dei modelli Gemini ottimizzati per la Ricerca.

Rispetto alla ricerca tradizionale, AI Mode consente di formulare richieste più lunghe e dettagliate, che in passato avrebbero richiesto più interrogazioni separate. Gli utenti che l’hanno provata per primi, spiega Google, tendono a porre query due o tre volte più estese rispetto alla media.

Un esempio pratico? È possibile chiedere:

“Vorrei capire i diversi metodi di preparazione del caffè. Crea una tabella che confronti gusto, facilità d’uso e attrezzatura necessaria.”
A questo punto, l’utente può continuare con una seconda domanda, ad esempio:
“Qual è la macinatura migliore per ciascun metodo?”

Dietro le quinte, AI Mode sfrutta una tecnologia definita query fan-out, che scompone la domanda in sottotemi ed esegue ricerche parallele per ciascuno. In questo modo, la piattaforma è in grado di esplorare il web più in profondità e proporre contenuti più ricchi, pertinenti e aggiornati.

Un altro aspetto distintivo di AI Mode è la multimodalità: l’utente può porre domande non solo tramite testo, ma anche con la voce o con un’immagine.
Basta toccare l’icona del microfono per chiedere qualcosa a voce, oppure scattare o caricare una foto per ottenere informazioni visive contestuali — una funzione utile, ad esempio, per riconoscere oggetti, prodotti o monumenti.

Nonostante la crescente integrazione dell’IA, Google ribadisce che l’obiettivo di AI Mode resta quello di facilitare la scoperta di contenuti provenienti dal web, fornendo sempre link diretti alle fonti.

Secondo l’azienda, strumenti come AI Overview (la panoramica automatica di risultati basata su IA) stanno già mostrando che, dopo aver visualizzato i suggerimenti dell’IA, le persone visitano una varietà più ampia di siti web e trattano i contenuti con maggiore attenzione, trascorrendo più tempo sulle pagine visitate.

AI Mode si basa inoltre sugli stessi sistemi di ranking e qualità usati per la Ricerca classica, ma introduce nuovi approcci per valutare l’affidabilità delle informazioni. Quando il sistema non è sufficientemente sicuro della risposta, vengono mostrati i risultati web tradizionali, garantendo trasparenza e controllo.

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