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Lega, Guidesi “Discussione sia strutturale, non contingente o elettorale”

15 Giugno 2026 ore 11:38
Lega, Guidesi

MILANO (ITALPRESS) – In merito al dibattito in corso sul futuro politico della Lega, “c’è un certo attivismo perché tengo al mio movimento e per cui cerco di dare un contributo che richiami anche l’identità del mio movimento fatta di sindacalizzazione e di rappresentazione dal punto di vista territoriale”. Lo ha detto l’assessore allo sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi a margine della presentazione del nuovo pacchetto innovazione, sottolineando con una metafora economica che “fino adesso mi sembra si sia discusso tanto del consiglio d’amministrazione, ma poco del piano industriale. Noi abbiamo bisogno che si discuta del piano industriale e lo si faccia in maniera non istantanea o elettoralistica contingente, ma un po’ più strutturata a medio lungo termine”. “Come quando hai un centravanti che fa tanti gol di testa: noi abbiamo bisogno invece di tornare a fare i cross perché quel centravanti continui a fare gol anche rispetto alle esigenze quali la questione settentrionale e le esigenze che riguardano i singoli territori”, ha aggiunto. Sulla strategia da adottare, Guidesi ha ricordato “i tanti amministratori capaci sul territorio. Ad esempio abbiamo due governatori molto giovani che possono accompagnare questo percorso: parlo di Fedriga e Stefani che sicuramente con la loro immagine, la loro età anagrafica e la loro capacità amministrativa ci consentono di guardare al futuro”.

xh7/trl/mca3

Data center, la Lombardia fa da apripista: approvata la prima legge regionale in Italia

15 Giugno 2026 ore 10:41

Regione Lombardia – prima regione in Italia – ha da qualche giorno la sua legge dedicata ai data center. Dopo un iter lungo e complesso iniziato lo scorso dicembre, il PDL 150 è stato approvato nei giorni scorsi in Consiglio regionale. Tra i protagonisti che hanno permesso questo primato lombardo il consigliere regionale e presidente della V Commissione Territorio, Infrastrutture e Mobilità Jonathan Lobati (Forza Italia), relatore del provvedimento, che ha guidato l’iniziativa dalla sua presentazione fino al voto finale in Consiglio.

Una legge chiesta a gran voce dal territorio e figlia di un contesto economico e tecnologico in rapida evoluzione. La nuova normativa definisce criteri chiari per l’individuazione delle aree idonee alla realizzazione e all’ampliamento degli insediamenti, con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale, all’efficienza energetica e alla tutela del territorio.

Nello specifico, il testo approvato introduce significativi vincoli a tutela dell’ambiente, aumentando gli oneri per chi consuma suolo agricolo o in aree protette e valorizzando i progetti che prevedono la restituzione dell’acqua utilizzata per il raffreddamento ai sistemi irrigui o ambientali.

 “Con questa legge la Lombardia si dota di uno strumento moderno e necessario per governare una trasformazione già in atto – ha commentato Jonathan Lobati –. Abbiamo scelto di coniugare sviluppo e sostenibilità, offrendo certezze a chi decide di investire e, allo stesso tempo, tutele chiare per i territori, le comunità locali e l’ambiente.

Per garantire uno sviluppo ordinato, l’insediamento delle nuove strutture dovrà essere coerente con l’effettiva capacità delle reti elettriche e idriche, estendendo le misure premiali agli interventi più virtuosi sul piano dell’efficienza energetica. I Comuni avranno un anno di tempo per mappare le aree dismesse e degradate da mettere a disposizione, mentre Regione monitorerà l’efficacia della legge con verifiche ambientali ed economiche. È infine garantita la continuità amministrativa per i procedimenti già in corso, evitando blocchi o sospensioni”.

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Scoperta maxi frode fiscale da 200 milioni in Lombardia, 8 arresti

15 Giugno 2026 ore 08:22
Scoperta maxi frode fiscale da 200 milioni in Lombardia, 8 arresti

LODI (ITALPRESS) – Un’organizzazione criminale capace di riciclare oltre 200 milioni di euro trasferendoli in Cina attraverso canali bancari clandestini. È quanto scoperto dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Lodi, nell’ambito dell’indagine “Green River” coordinata dalla locale Procura. I finanzieri hanno eseguito 8 misure cautelari personali e un maxi sequestro da 31 milioni di euro che ha colpito 44 soggetti.

L’inchiesta, partita nel 2024 da verifiche su una società fantasma del lodigiano, ha svelato un sofisticato sistema di “underground banking”. L’organizzazione utilizzava 41 società “cartiere”, gestite da un ufficio anonimo a Chiari (in provincia di Brescia), per emettere fatture false per 200 milioni di euro a favore di imprese clienti. I soldi venivano inviati all’estero tramite “Iban virtuali” per ostacolare i controlli, per poi essere restituiti in contanti agli imprenditori italiani in cambio di una commissione del 10%.

Grazie a questo meccanismo, i clienti ripulivano i profitti di vari reati (anche legati a droga e criminalità organizzata), mentre la comunità cinese rimpatriava i propri guadagni. Alcune società compiacenti hanno persino utilizzato falsi crediti d’imposta legati al sisma in Abruzzo del 2009 e alla pandemia Covid per azzerare i propri debiti con il Fisco.

Una delle aziende fantasma serviva invece a frodare l’Iva sulle importazioni di merci dall’India. Tra gli arrestati figura anche un commercialista italiano, che gestiva la contabilità e i modelli F24 del gruppo. Il capo dell’organizzazione è finito ai domiciliari con il braccialetto elettronico. I sigilli dei militari hanno riguardato conti correnti, immobili, auto e beni di lusso. Durante le perquisizioni, i cani “cash dog” delle Fiamme Gialle hanno scovato oltre 100.000 euro in contanti nascosti in case e vetture.

– Foto GDF –

(ITALPRESS).

Lombardia-Liguria-Piemonte: la spinta del Nord-Ovest per la microelettronica

15 Giugno 2026 ore 08:33

La “Chip Valley” italiana è il Nord-Ovest. La decisiva industria della microelettronica, cruciale come filiera strategica per lo sviluppo europeo, ha visto un coordinamento crescente ad opera delle politiche economiche nazionali e territoriali. A tal proposito, la Cabina Economica del Nord-Ovest formata dalle tre regioni dell’area, Lombardia, Liguria e Piemonte, si è riunita a Pavia nella giornata di venerdì 12 giugno col fine di rafforzare il coordinamento strategico per approfondire le politiche industriali per far correre la microelettronica. Dai chip di base ai prodotti complessi per l’inferenza IA e il supercalcolo, dalla ricerca di base a quella applicata all’industria il Nord-Ovest presenta alcune delle migliori realtà tecnologiche e produttive che operano in questo settore.

Dalla sede italiana di StMicroelectronics, ad Agrate Brianza, ai futuri impianti di Silicon Box a Novara, da Technoprobe, campione globale delle probe cards, fino alle istituzioni di ricerca sparse per il territorio delle tre regioni la microelettronica è di casa tra Lombardia, Liguria e Piemonte. A Torino e Milano i due Politecnici, a Genova l’Istituto Italiano di Tecnologia sono protagonisti della corsa all’innovazione. E così come tante volte nella sua storia Pavia ha rappresentato un cruciale snodo tra Pianura Padana e Appennini, Nord Italia e territori dell’Ovest del Paese, anche sul fronte della microelettronica l’antica capitale d’Italia è il baricentro scelto in quanto sede dell’importante Fondazione Chips-IT. Lombardia, Liguria e Piemonte hanno dunque scelto Pavia per consoldiare il dialogo nel quadro della proposta da parte del Nord-Ovest di istituire il riconoscimento di European Semiconductor Region of Excellence per i poli trainanti.

L’evento dell’Università degli Studi di Pavia “Il futuro della Microelettronica”, alla presenza del rettore e vicepresidente del Cnr Francesco Svelto e di figure di peso come Alberto Sangiovanni Vincentelli, Presidente della Fondazione Chips.IT e Piero Malcovati, Coordinatore della Scuola di Dottorato Nazionale Industriale in Micro e Nano-Elettronica dell’Università di Pavia, ha rappresentato un’occasione di confronto per rimettere i dialoghi tra territori al centro della programmazione industriale e pensare le regioni trainanti come hub europei.

Settori come la microelettronica hanno valore per i Paesi se affrontati su scala europea. E in tal senso, le autorità e i territori che conoscono i settori produttivi in maniera approfondita hanno spesso un polso migliore delle prospettive di sviluppo dei dossier industriali rispetto alle autorità statali. In tal senso, vedere geolocalizzata una densità tanto alta di competenze e capacità nel sistema Nord-Ovest offre opportunità a Lombardia, Liguria e Piemonte per mettere a servizio della corsa europea al rafforzamento della produzione di chip, della generazione di filiere integrate e della capacità di fare scala i migliori ritrovati dell’industria e dell’innovazione.

Questo è anche un perno della visione economica della Regione ospitante, la Lombardia, che soprattutto per mezzo dell’Assessorato allo Sviluppo Economico di Guido Guidesi ha spinto per porre le politiche industriali e la connettività europea al centro del discorso. Dall’istituzione di una cabina di regia unificata per gli investimenti all’accordo con territori europei quali la Catalogna, passando per l’attenzione a dossier critici a livello continentale, la “diplomazia economica” di Palazzo Regione è intensa e strutturata. Dalla microelettronica, “industria delle industrie” dell’era globale, passa poi una fetta notevole dello sviluppo di domani. Il Nord-Ovest non intende restare indietro e fa squadra per muoversi e diffondere consapevolezza sull’importanza del dossier.

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Aborto farmacologico a domicilio, il caso della clinica Mangiagalli: nel 2025 il 95% delle IVG gestito da casa

14 Giugno 2026 ore 09:07

L’aborto farmacologico a domicilio fino alle 9 settimane dall’inizio di gestazione è ancora molto poco diffuso in Italia, nonostante il ministero della Salute lo indichi come via preferenziale fin dal 2020. La Clinica Mangiagalli, dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, lo consente dal 2020 e i dati relativi al servizio ne dimostrano l’efficacia, la sicurezza e il gradimento da parte delle utenti: sul totale delle IVG (interruzioni volontarie di gravidanza) farmacologiche del 2025, il 95% è stato effettuato in regime domiciliare (nel 2024 era stato il 93%), secondo i dati raccolti nella relazione interna annuale che monitora il servizio.

I vantaggi evidenziati dalla de-ospedalizzazione dell’IVG farmacologica sono la riduzione dei tempi di attesa tra il rilascio del certificato ed IVG e l’incremento del numero di IVG farmacologiche, che nel 2025 sono state il 62% sul totale (la media nazionale è del 59% secondo i dati più recenti disponibili, cioè quelli del 2023, con una forte variabilità regionale). Il tasso complessivo di complicanze è stato lievemente inferiore (0,35%) rispetto a quello già noto in letteratura. Il fallimento della terapia medica (con la persistenza dell’embrione in utero e necessità di intervento chirurgico) sono stati 2 su 705, come nella media.

“La pandemia di Covid-19 ha agito come catalizzatore per l’adozione del metodo farmacologico domiciliare. Durante il periodo critico, le uniche persone in fila erano le donne che richiedevano l’interruzione di gravidanza. Questa situazione ha spinto a implementare un sistema telefonico di screening e a rendere il processo più efficiente per sgravare il pronto soccorso e gestire meglio il flusso di pazienti. L’emergenza ha accelerato l’approvazione di un unico protocollo, valido anche per l’aborto spontaneo entro le nove settimane, semplificando ulteriormente le procedure” spiega a ilfattoquotidiano.it Sarah Salmona, responsabile del servizio IVG presso la Clinica.

Il modello Mangiagalli potrebbe essere adottato facilmente da qualunque ospedale. La prassi ancora largamente diffusa, infatti, è quella di far tornare la donna in struttura sia per il primo farmaco (mifepristone) che per il secondo farmaco (prostaglandine), cioè quello che provoca l’espulsione (solo nel 3-4% dei casi l’aborto avviene con il solo mifepristone entro le successive 12 ore dall’assunzione).

Nella procedura attuata dalla Mangiagalli, il primo farmaco viene somministrato nella struttura e le prostaglandine sono utilizzate dalla persona a casa propria. Un’ulteriore caratteristica positiva del servizio in Mangiagalli è che l’intera procedura è gestita non in clinica, dove si svolgono solo le IVG chirurgiche, ma al consultorio di via Pace, poco distante. Uno screening accurato, che prevede anche la mediazione interculturale, consente di verificare l’esistenza di condizioni idonee alla somministrazione domiciliare e di dare alla persona tutte le informazioni necessarie a gestire autonomamente la procedura. “Il counselling è la parte più importante del nostro lavoro – spiega Massimo Destro, ginecologo del consultorio di via Pace. – Il medico non deve essere superficiale, deve accertarsi che la paziente abbia ben compreso le istruzioni. Per esserne certo, io faccio scrivere alla paziente stessa le istruzioni di cosa fare nel secondo giorno a casa, in modo che sappia esattamente quello che succede. E deve esserci un approccio non giudicante, consapevole che la donna ha fatto la sua scelta e che sta vivendo un momento che può essere complicato”.

Facendo parte dello stesso ente, il consultorio di via Pace è collegato all’ospedale anche sotto il profilo amministrativo. Dato che la Regione Lombardia non ha approvato alcun provvedimento amministrativo per consentire a consultori e ambulatori di somministrare i farmaci – come invece hanno fatto l’Emilia-Romagna e, di recente, la Campania – abbiamo cercato di capire quale strada abbia percorso il consultorio di via Pace.

“L’attuale regolamentazione in Lombardia richiede, per la procedura IVG, la creazione di una cartella clinica ospedaliera, il che impedisce ai consultori di gestire l’aborto farmacologico” – spiega Edgardo Somigliana, primario di ginecologia presso la clinica. – “Nel nostro caso, abbiamo classificato alcune stanze del consultorio come stanze ospedaliere. In questo modo il consultorio è integrato con l’ospedale, operando formalmente in stanze ospedaliere dedicate, considerate come un day hospital clinico. Questa anomalia virtuosa ci consente di aprire la cartella clinica in consultorio ed offrire l’opzione domiciliare”.

Il principale ostacolo alla gestione consultoriale e alla possibilità di autosomministrarsi le prostaglandine a casa è, dunque, di tipo regolamentatorio. La questione dei rimborsi delle prestazioni gioca un ruolo determinante e per comprenderla bisogna addentrarsi per qualche passo nei meandri burocratici. Mentre le prestazioni ospedaliere sono rimborsate sulla base del cosiddetto “DRG”, Diagnosis-Related Group (Raggruppamenti Omogenei di Diagnosi), le prestazioni erogate dai servizi territoriali sono rimborsate sulla base di un altro provvedimento amministrativo, definito “nomenclatore tariffario”. Si tratta in entrambi i casi di strumenti classificatori che attribuiscono un prezzo a ciascuna prestazione e i prezzi sono definiti periodicamente dalla giunta regionale. Se la Regione non indica nel nomenclatore tariffario le prestazioni per l’aborto farmacologico (non solo i farmaci, ma anche l’assistenza), il consultorio non ha il canale burocratico per agire. Anche se, in realtà, il quadro amministrativo già consentirebbe alle ATS, le Aziende territoriali sanitarie entro cui sono organizzati ed integrati ospedali e servizi territoriali, di prendere qualche iniziativa: “Il progetto regionale di integrazione del fascicolo socio-sanitario con la cartella clinica elettronica potrebbe rappresentare una svolta futura”, spiega la dottoressa Salmona.

Adeguarsi alle linee di indirizzo ministeriali favorendo l’IVG farmacologica in consultorio avrebbe importanti ricadute positive sulla prevenzione. “Un aspetto importante è la disponibilità della contraccezione post-aborto. Abbiamo rilevato che la contraccezione è più richiesta dalle donne che hanno vissuto l’aborto farmacologico a casa. Il modello integrato permette di fornire spirali e dispositivi sottocutanei gratuiti per le donne che rientrano nei protocolli, come le minorenni o le indigenti, e che hanno aperto la cartella consultoriale. La pillola viene somministrata il giorno stesso dell’assunzione del secondo farmaco, il misoprostolo. Questo sottolinea l’importanza di un servizio olistico che include sia l’interruzione di gravidanza che la prevenzione di future gravidanze indesiderate”, commenta Beatrice Tassis, ginecologa responsabile di struttura del consultorio di via Pace.

Un questionario predisposto dallo staff per sondare l’esperienza delle pazienti riguardo all’aborto farmacologico domiciliare ne dimostra il gradimento. “La ricerca, svolta tra il 2020 e il 2022 su circa 200 casi, ha mostrato un’ottima soddisfazione da parte del 90% delle donne, sia per il dolore fisico che psicologico. Le pazienti si sono sentite ben preparate, le informazioni ricevute hanno corrisposto alla loro esperienza e tornerebbero a scegliere questa modalità”, commenta Salmona.

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Oltre il Pnrr: istituzioni, imprese e Terzo settore a confronto sulla sostenibilità come leva strategica

29 Maggio 2026 ore 15:55

«Il tema della sostenibilità e della transizione ecologica è strategico e l’abbiamo affrontato e attuato nel Pnrr: si parla di circa 72 miliardi di euro di risorse investite in tutte le missioni del Piano, di cui 57 miliardi nella sola missione 2. Oggi dobbiamo ragionare per macro-progetti che possano dare una svolta di innovazione rispetto a un assetto del vecchio mondo industriale come lo abbiamo concepito fino ad ora. Siamo al cosiddetto ultimo miglio ed è qui che si decide la partita. Sul territorio di Bergamo e di tutta la Lombardia, i risultati del Pnrr sono stati eccellenti. La Regione aveva circa 113mila progetti finanziati e, a oggi, circa 100mila risultano conclusi» ha affermato l’on. Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il Pnrr questa mattina presso l’Auditorium di Confindustria Bergamo, all’evento pubblico “Oltre il Pnrr. La sostenibilità come leva strategica per imprese, territori ed enti non profit”, promosso da Cesvi e Confindustria Bergamo.

L’iniziativa dell’organizzazione umanitaria e dell’associazione degli industriali bergamaschi è stata l’occasione per un confronto tra istituzioni, imprese, mondo accademico, finanza e Terzo settore sul futuro dello sviluppo sostenibile. Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi, ha sottolineato come «la sostenibilità non è più un capitolo del bilancio, né un esercizio di compliance: è una scelta strategica sul tipo di crescita che vogliamo costruire e sul contributo che imprese, istituzioni e Terzo settore possono lasciare ai territori». In una fase segnata da instabilità geopolitica, crisi climatiche, tensioni sociali e nuove fragilità economiche, il convegno ha posto al centro una domanda cruciale per il sistema Paese: come rendere la sostenibilità una leva concreta di crescita, innovazione e coesione, oltre la stagione straordinaria del Pnrr e oltre una lettura puramente normativa o reputazionale.

Al centro dell’incontro, moderato da Debora Rosciani, giornalista di Radio 24 – Il Sole 24 Ore, una riflessione sul passaggio dalla stagione delle risorse straordinarie del Pnrr a una visione di lungo periodo, in cui la sostenibilità non sia letta soltanto come adempimento normativo o rendicontazione, ma come leva strategica per la competitività delle imprese, la crescita dei territori e la costruzione di modelli di sviluppo più inclusivi. L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Giovanna Ricuperati, presidente di Confindustria Bergamo, Raffaele Cattaneo, sottosegretario con delega alle relazioni internazionali ed europee di Regione Lombardia, Elena Carnevali, Sindaca di Bergamo, e Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi.

Nel suo intervento, Giovanna Ricuperati ha richiamato la complessità del contesto economico e internazionale attuale, sottolineando come imprese, istituzioni e Terzo Settore siano oggi parte di uno stesso ecosistema territoriale. «Ci sembra particolarmente rilevante questa riflessione comune sulla sostenibilità come leva strategica per le imprese, che avviene in occasione di un anniversario molto significativo, i quarant’anni di attività di Cesvi, con cui anche nel recente passato abbiamo collaborato nell’ambito di iniziative umanitarie. Oggi le imprese, pur fra mille criticità, sono sempre più consapevoli dell’importanza di agire in modo virtuoso nelle reti sociali, istituzionali, educative. Allo stesso tempo i territori crescono e affrontano meglio il cambiamento quando esiste un tessuto imprenditoriale dinamico, capace di creare valore, attrarre competenze, guardare al futuro. Confindustria Bergamo con le sue imprese vuole essere in questo senso un laboratorio di sperimentazione, un esempio di sviluppo innovativo, nella consapevolezza che il valore più duraturo si costruisce sempre all’interno di una comunità» ha affermato Ricuperati. 

Raffaele Cattaneo ha dichiarato «Il modello Pnrr ha un grave limite, che la Commissione europea replica nella proposta del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (il bilancio europeo 2028-2034): impone ai territori dall’alto le priorità decise a Bruxelles, tuttalpiù in accordo con i governi nazionali, ma senza un reale ascolto e coinvolgimento delle regioni e delle comunità locali. È un approccio che non condividiamo. Le Regioni chiedono alla UE politiche che rispettino il principio di sussidiarietà sancito dai Trattati: le priorità devono nascere dai territori, non essere imposte dall’alto perché il vero sviluppo si costruisce dal basso. Questo vale in particolare quando si parla di sostenibilità e anche di cooperazione internazionale. La sostenibilità, per essere autentica, deve integrare la dimensione ambientale con quella economica e sociale. È tempo di lasciare dietro le spalle l’approccio ideologico che la UE troppe volte ha mostrato nella applicazione del Green Deal. Allo stesso modo la cooperazione internazionale si snaturerebbe se perdesse la propria natura sussidiaria: da sempre ciò che la contraddistingue è il coinvolgimento delle organizzazioni della società civile, del Terzo settore, delle imprese, delle istituzioni locali e dei territori come protagonisti di uno sviluppo realmente sostenibile e capace di generare insieme crescita e coesione sociale».

A chiudere la cornice istituzionale l’intervento di Stefano Piziali, direttore Generale di Cesvi, che ha richiamato la necessità di superare una visione della sostenibilità limitata a bilanci, rating, compliance e reputazione. «Oggi la sostenibilità non è più soltanto una scelta etica: è una richiesta del mercato, degli investitori, delle banche, dei consumatori e dei giovani che scelgono dove lavorare», ha dichiarato Piziali. «Le aziende vengono valutate non solo per ciò che producono, ma per il modo in cui producono, per l’impatto che generano e per il ruolo che scelgono di avere nella società».

La mattinata è proseguita con il keynote speech di Mario Calderini, Professore Ordinario di Management for Sustainability and Impact alla School of Management del Politecnico di Milano e Direttore del Centro di ricerca Tiresia. Calderini ha proposto una lettura critica dell’evoluzione del paradigma della sostenibilità, evidenziando come negli ultimi anni molte strategie aziendali siano rimaste su un piano prevalentemente segnaletico, poco trasformativo e non sempre integrato con i processi di innovazione. La sostenibilità, secondo questa prospettiva, può invece diventare realmente strategica quando produce innovazione, crea valore misurabile e permette di superare il trade-off tra profitto e impatto sociale o ambientale.

Esperienze e approcci diversi dal mondo delle imprese, della finanza, dello sport e della consulenza Esg sono stati invece i temi al centro della tavola rotonda “La sostenibilità che genera valore: da obbligo a opportunità strategica”, moderata da Rossella Sobrero, Presidente di Koinètica. Sono intervenutiAndrea Rocco, Chief Sustainability & Risk Officer Brembo, Andrea Forghieri, Executive Director Intesa Sanpaolo per il sociale, Paolo Angeletti, Consigliere Delegato di S.A.L.F. S.p.A., Andrea Fabris, Direttore Generale Corporate di Atalanta B.C., e Francesca D’Angelo, Founder di Sostenibilità Consulting e advisor di strategia, governance e organizzazione.

Dal confronto è emerso come la sostenibilità sia sempre meno un tema laterale rispetto al business e sempre più una dimensione che incide sulla capacità delle organizzazioni di innovare, attrarre competenze, rafforzare la reputazione, costruire relazioni solide con gli stakeholder e generare valore nel tempo. Tra gli interventi quello di Andrea Forghieri, che ha sottolineato «Per Intesa Sanpaolo la sostenibilità è una scelta chiara e necessaria per promuovere uno sviluppo inclusivo e duraturo. Come prima banca italiana, sentiamo la responsabilità di essere vicini ai territori e alle comunità non solo come attore economico, ma anche come soggetto attivo nel favorire inclusione e coesione sociale. Per questo il nostro impegno va oltre il sostegno finanziario a famiglie e imprese: investire nell’azione sociale significa valorizzare il capitale umano, rafforzare la resilienza delle comunità e contribuire a ridurre disuguaglianze e fragilità. Tutto questo rappresenta non solo una scelta etica, ma una visione strategica: far crescere insieme economia e equità sociale significa creare valore duraturo per tutti. E farlo con importanti Enti del Terzo settore come il Cesvi, in un’ottica di coprogettazione, sottolinea ancora una volta la nostra attenzione all’economia sociale».

Le esperienze presentate hanno mostrato come le partnership sociali, se costruite con obiettivi chiari e logiche di impatto misurabile, possano diventare strumenti concreti per collegare competitività aziendale, responsabilità territoriale e risposta ai bisogni delle comunità. Un passaggio centrale è stato dedicato al ruolo del Terzo settore, non solo come destinatario di iniziative filantropiche, ma come soggetto competente, capace di leggere i bisogni sociali, attivare reti, progettare interventi ad alto impatto e accompagnare le imprese in percorsi di sostenibilità più credibili, radicati e trasformativi. In questo quadro, la collaborazione tra profit, non profit e istituzioni è stata indicata come una delle condizioni essenziali per rendere strutturale la sostenibilità oltre la fase degli incentivi e delle risorse straordinarie.

L’ultima parte dell’evento ha ospitato il dialogo istituzionale tra Maurizio Carrara, fondatore e presidente ad honorem di Cesvi, e l’on. Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il Pnrr, dedicato al tema “Oltre il Pnrr: un primo bilancio e le altre leve per una competitività sostenibile”. 

Nel corso dell’incontro, Carrara ha portato la sua esperienza concreta evidenziando come il Pnrr abbia acceso una nuova consapevolezza sul valore della sostenibilità non solo come principio etico, ma come reale motore di sviluppo per il sistema Paese. Richiamando l’esperienza del Progetto Rinascimento, ha sottolineato l’importanza delle reti territoriali e della collaborazione tra imprese, istituzioni e Terzo Settore, capaci di generare risposte rapide ed efficaci nei momenti di maggiore trasformazione economica e sociale.

Il Ministro Foti ha invece delineato il quadro strategico delle politiche di coesione e delle prospettive oltre il Pnrr, ribadendo il ruolo centrale della sostenibilità e della competitività per la crescita dei territori. Ha inoltre evidenziato come il rafforzamento delle sinergie tra pubblico, privato e Terzo Settore rappresenti una leva fondamentale per creare valore economico e sociale duraturo, con particolare attenzione alle aree interne e allo sviluppo di progettualità capaci di produrre impatti concreti e diffusi sul territorio nazionale. 

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