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Social vietati per i minori di 16 anni e “coprifuoco” digitale serale, il Regno Unito segue il modello Australia

15 Giugno 2026 ore 12:54

Anche il Regno Unito segue l’esempio australiano sui limiti ai social network per i minorenni. Entro il prossimo Natale il governo laburista di Keir Starmer, che resta politicamente sulla graticola sulla scia degli scandali e di un consenso ormai ben sotto i livelli di guardia, ha intenzione di approvare un regolamento che imporrà il divieto dell’uso di social network per i minori di 16 anni. L’annuncio è arrivato da parte dello stesso Starmer in una conferenza stampa: “Non è una cosa che faccio alla leggera e non la presenterò come gratuita, come se i social media non avessero portato alcun beneficio ai giovani, perché chiaramente questo è sbagliato”, ha detto Starmer in conferenza. “Ma il governo si basa sempre sulle scelte, ed è chiaro che un divieto totale sia la scelta giusta”. Il premier britannico ha ricordato che, essendo padre di due figli, conosce bene “le paure che tutti proviamo” riguardo ai social media e di aver sempre desiderato solo che i suoi figli “fossero felici e al sicuro”.

Il modello è quello adottato in Australia nel 2025 con l’Online Safety Act che impone un divieto assoluto per i minori di 16 anni, senza alcuna eccezione per il consenso dei genitori e che fa ricadere la responsabilità del blocco interamente sulle piattaforme, che rischiano multe salatissime. Nel Regno Unito il ban riguarderà X, TikTok, Facebook, Snapchat, YouTube e Instagram. Si salva solo WhatsApp, classificato come servizio di messaggistica. “Dovranno essere le piattaforme e le aziende di social media ad adeguarsi”, ha chiarito Starmer, “non faremo la caccia ai ragazzini che non rispettano le regole”. Anche perché è lo stesso leader laburista a riconoscere che, come accaduto proprio in Australia, molti teenager sono pronti ad aggirare il futuro blocco dei social network tramite le VPN. Oltre al divieto totale per gli under 16, il governo sta valutando misure aggiuntive per i ragazzi tra i 16 e i 17 anni: un “coprifuoco digitale” a partire dalle 20.30, il blocco dello scrolling infinito e limitazioni ai servizi di live streaming e alle piattaforme di gioco online

La sfida principale, almeno dal punto di vista tecnologico, resta l’Age Verification, la verifica dell’età. I semplici “filtri” basati sull’autocertificazione della data di nascita si sono dimostrati ampiamenti fallimentari, spingendo i governi a chiedere l’uso di dati biometrici, portafogli digitali o sistemi di ID governativi, sollevando però non pochi dubbi sulla privacy.

C’è poi l’ostilità delle grandi compagnie tech che verrebbero colpite da un simile provvedimento, che andrà ovviamente a colpire la loro utenza. Una delle risposte più nette è arrivata da YouTube, parte del gruppo Alphabet e dunque dell’universo Google. La più nota piattaforma di visualizzazione e condivisione di video online ha contestato il provvedimento avvertendo che “divieti generalizzati rischiano di allontanare i ragazzi da esperienze selezionate e sicure, spingendoli verso servizi anonimi e meno controllati”. Di diverso avviso il premier australiano Anthony Albanese, che si è complimentato con Starmer, dopo aver avviato nel suo Paese un piano di limitazione dell’accesso ai social per i minori: “I giganti dei social media operano oltre i confini nazionali. Rimanendo uniti, possiamo fare di più per garantire la sicurezza dei minorenni online”, ha scritto su X.

Social, svolta nel Regno Unito. Starmer: “Vietati ai minori di 16 anni. Creano dipendenza e rendono infelici i nostri figli”

15 Giugno 2026 ore 12:55

“Basta social ai bambini”: la stretta choc di Starmer scuote il Regno Unito

È un grande momento per il Regno Unito. È un grande passo in avanti, un vero cambiamento per i nostri bambini e il nostro futuro”, così il primo ministro britannico Keir Starmer ha reso noto che il governo negherà l’accesso, e dunque l’utilizzo, ai social media per tutti i minori di 16 anni. Il divieto interesserà piattaforme come Snapchat, TikTok, YouTube, Instagram, Facebook e X, mentre non coinvolgerà le applicazioni di messaggistica come WhatsApp

Starmer: “Il ban totale è la scelta giusta”

“Speriamo di approvare il regolamento prima di Natale e quindi di far entrare in vigore il divieto all’inizio del prossimo anno, probabilmente in primavera”, dichiara Starmer in conferenza stampa. “Non è una cosa che faccio alla leggera, anche perché dire che i social non hanno portato benefici ai giovani è chiaramente sbagliato”, spiega Starmer. “Ma governare è anche prendere scelte, ed è chiaro per me che il ban totale sia la scelta giusta“, aggiunge.

“I social stanno rendendo infelici i nostri figli” 

Spiega poi le ragioni della scelta facendo riferimento alla propria esperienza di padre: “Arrivo a questa conclusione come genitore. So esattamente quali paure proviamo tutti quando pensiamo a questo problema. Tutto quello che ho sempre voluto per i miei figli è che fossero felici e al sicuro. E penso che sia quello che ogni genitore desidera. Ma ora faccio una domanda: credete davvero che i social media creino un ambiente felice per i nostri figli? Credete davvero che sia un luogo dove possono sentirsi al sicuro? Io, personalmente, non credo nemmeno di dover rispondere a queste domande… Ogni genitore può vederlo con i propri occhi. I social media stanno rendendo infelici i bambini. Rende più facile per i bulli molestarli e abusarli, e potrebbe persino danneggiare la loro salute mentale, esponendoli a contenuti pericolosi perché è proprio quello che attira l’attenzione”. 

In conclusione sottolinea come i social creino dipendenza: “I social sono progettati per creare dipendenza. Funzionalità come l’Infinite Scroll sono pensate per bloccarti per ore. Impedisce ai bambini di fare i compiti, di leggere, di giocare con gli amici all’aperto, di andare a letto a un’ora decente“.

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