Vista elenco

Per la Fifa Yamal vale quanto Circati: come funziona il sistema che premia i piccoli club al Mondiale

13 Giugno 2026 ore 09:11

Yamal del Barcellona vale l’australiano Circati del Parma, il Paris Saint Germain bi-campione d’Europa si trova allo stesso livello del Volendam appena retrocesso nella seconda divisione olandese. È quanto emerge dal primo, grezzo computo sugli indennizzi previsti dalla Fifa ai club per l’utilizzo dei propri giocatori durante il Mondiale. Il quale, come ampiamente illustrato, sarà il più ricco di sempre, specialmente sotto il profilo dei ricavi per Infantino e compagnia. Una volta tanto, la fetta minore della torta spetta ai top club, il cui compenso per il “prestito” dei propri atleti è destinato a seguire in maniera inversamente proporzionale il trend economico della coppa del mondo, muovendosi verso il basso anziché verso l’alto. Tutto questo grazie a una specie di cortocircuito creato dalla politica dell’uno vale uno tanto cara ai vertici della Fifa, per ragioni squisitamente di convenienza, ovvero elettorali. Ma, dopo il contentino alle piccole Federazioni con l’allargamento del Mondiale a 48 squadre, ecco un sistema di compensi totalmente egualitario che aiuta i piccoli club a scapito dei grandi. Per una volta si può affermare che questa Fifa, indifendibile sotto diversi punti di vista, ha fatto anche cose buone.

Mondiali 2026, la classifica dei gironi aggiornata
Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta

Da Sudafrica 2010 sono stati introdotti gli indennizzi ai club per il “prestito” dei giocatori, allineandosi a quanto fatto dalla Uefa due anni prima per l’Europeo in Austria e Svizzera. Si partì con 40 milioni di dollari, per passare ai 70 di Brasile 2014 e ai 209 di Russia 2018. In Qatar invece la cifra rimase bloccata, e ciò significava una diminuzione degli introiti, visto che le rose erano passate da 23 a 26 giocatori e, pertanto, bisognava sommare 96 elementi in più al riparto delle risorse. La Fifa poteva permettersi questa inversione di tendenza, rispetto all’aumento dei guadagni, in quanto è sempre stata molto meno ricattabile della Uefa dai top club e dai grandi campionati europei. Per il Mondiale 2026, la cifra complessiva destinata alle società è aumentata del 70%, arrivando a 355 milioni di dollari. Ma l’indennizzo per singolo giocatore, al giorno, si è praticamente dimezzato rispetto al Qatar: da 10mila dollari a 5mila. Questo perché, per la prima volta, la Fifa ha incluso nella lista anche i preconvocati, iniziando il conteggio giornaliero dal 25 maggio, e destinando quindi 100 milioni solo per gli esclusi. Altri 5 milioni sono stati tolti per spese varie, tra cui i costi amministrativi, portando quindi il budget a 250 milioni. Una cifra che, considerato il numero delle nazionali portato a 48, ha determinato il citato compenso di 5mila dollari (circa 4.350 euro) per giorno a giocatore.

Mondiali 2026, i gironi e il nuovo regolamento
Calendario Mondiali: date e orari, dove vedere le partite in tv
L’albo d’oro dei Mondiali

L’altro aspetto importante di questo sistema riguarda il principio di uguaglianza. A differenza della Uefa, che divide in tre categorie i campionati nei quali i giocatori sono attivi, con lo scopo di definire un quadro più realistico dei costi sostenuti dai club per i propri atleti, la Fifa pone tutti sullo stesso livello. Non ci sono distinzioni tra i quasi 354 milioni di euro del payroll del Manchester City, il club con più giocatori (19) al Mondiale, e il milione e mezzo di euro di squadre delle B olandese quali RKC Waalwijk, Den Bosch o Almere City, tutte favorite dalla presenza di Curacao, di fatto una versione C della nazionale oranje, visti i legami ancora molto stretti con i Paesi Bassi. Ovviamente, più lunga è la permanenza di giocatori, più alto sarà il compenso. Per la fase a gironi, appannaggio di tutti, le cifre oscillano tra i 160 e 175 milioni di dollari a giocatore. Considerando solo questo dato, emergono casi interessanti: lo Slavia Praga, che avrà 10 giocatori alla coppa del mondo, si assicurerà un minimo di 1.3 milioni di euro, cifra la quale, a fronte di un fatturato complessivo attorno ai 10 milioni, significa un’entrata extra del 13% rispetto al proprio budget. Per il Milan, anch’egli con 10 giocatori (è la squadra italiana con più elementi), la medesima somma significa lo 0,26% del fatturato.

Il Como parte dalla stessa base dei belgi dello Charleroi, prestando entrambi 3 calciatori, ma mentre con i rimborsi della fase a gironi (circa 392mila euro) i secondi possono pagare un mese di stipendi all’intera rosa, i lariani arriverebbero a malapena a un decimo della mensilità. Eppure, tra i club italiani, il Como è uno di quelli destinati a guadagnare di più dalla competizione, in relazione al proprio volume di affari. Meglio della squadra di Fabregas ci sono le neopromosse Frosinone e Venezia, con rispettivamente 1 e 3 tesserati alla coppa del mondo, il cui compenso base rappresenta il 2.33% del fatturato complessivo, per i ciociari, e lo 0.79% per i veneti (il Bodø/Glimt, per rendere l’idea, viaggia sugli stessi numeri).

Indubbiamente le big sono destinate a vedere crescere le proprie entrate, secondo il seguente schema: 210-225mila dollari a giocatore per giorno agli ottavi; 235-245 ai quarti; 260-265 alle semifinali; 285 alle finali. Rimangono comunque sempre bruscolini per il giro di soldi che gravitano attorno ai top club, per i quali il Mondiale XXL non porta che minuscoli benefici, incrociando oltretutto le dita per eventuali gravi infortuni a qualche big. Perché il crociato di Haaland non vale come quello del compagno di squadra Falchener, di stanza al Viking. Per una volta, però, l’interessato sguardo rivolto verso il basso da parte della Fifa ha prodotto risultati degni di nota a sostegno delle realtà minori, siano esse federazioni o club.

L'articolo Per la Fifa Yamal vale quanto Circati: come funziona il sistema che premia i piccoli club al Mondiale proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌