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Rientra il caso della carne di maiale tolta dalle mense scolastiche friulane: “Islamizzazione? Riduzione per motivi alimentari”

17 Ottobre 2026 ore 14:56

Gli esponenti della destra, con i vannacciani in testa, possono far rientrare l’indignazione per l’eliminazione della carne di maiale dai menù delle scuole nella provincia di Pordenone – che non ci sarà – da parte di una società di preparazione dei cibi che fa capo all’Azienda Sanitaria del Friuli Occidentale. Allo stesso modo vanno corretti i titoloni dei giornali, secondo cui l’islamizzazione dell’Italia avrebbe raggiunto anche le mense, dall’asilo in su, per rispettare i dettami religiosi dei fedeli di Allah. Una specie di sostituzione etnico-culinaria che impedirebbe il consumo perfino del famoso prosciutto di San Daniele, uno dei vanti della terra friulana.

A riportare la polemica nel binario del buon senso ci hanno pensato dapprima il governatore leghista del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, poi il sindaco di Pordenone Alessandro Basso. Dagli Stati Uniti, dove è in visita ufficiale, Fedriga ha detto: “La Regione, sulla base delle indicazioni nazionali e seguendo i dettami dell’Organizzazione mondiale della sanità, sulle mense scolastiche dà solo delle linee guida. Sono poi i singoli Comuni a scegliere. Noi certamente non cancelliamo e non cancelleremo il maiale. Non esiste che nelle nostre direttive ci sia il pollo al curry”. In questo modo il governatore scarica il problema a valle, ricordando che “l’assessorato regionale alla Salute ha emanato delle linee guida dettate dal buon senso”. Il sindaco Basso ha definito “legittimo e giusto” offrire piatti alternativi per rispettare i precetti religiosi di bambini e ragazzi, lasciando però spazio al menù friulano. “Convocherò un tavolo con Asfo per introdurre i prodotti tipici del nostro territorio a tavola”.

La polemica politica ha visto infiammarsi il centrodestra e la destra. I vannacciani hanno avviato raccolte di firme per difendere il presepe a scuola, in vista del Natale, e perché il cibo friulano e italiano resti nei menù. Hanno spedito una lettera ai sindaci di Pordenone, Sacile, San Vito al Tagliamento e al direttore generale dell’Azienda Sanitaria del Friuli Occidentale, chiedendo chiarimenti in merito al menù dell’anno scorso, per la scomparsa di carne di maiale, braciola e prosciutto. Il deputato vannacciano Gianangelo Bof, ex leghista, rincara la dose: “Non vogliamo un Paese in cui chi viene ospitato decide di cambiare le abitudini secolari della nostra gente. Il maiale sulla tavola dei bambini italiani non è un optional da cancellare per non disturbare. È la nostra tradizione”.

In realtà sono le linee guida regionali per la ristorazione scolastica a raccomandare una riduzione (e non l’eliminazione) della carne di maiale, a favore delle carni bianche, per questioni alimentari. La Lega, con il senatore Marco Dreosto, ha preso posizione in modo deciso: “Il rispetto delle altre culture e religioni non può e non deve significare la rinuncia alle nostre tradizioni, alla nostra identità e alle eccellenze agroalimentari friulane, a partire dal prosciutto di San Daniele, un simbolo della nostra terra”. Gli ha fatto eco il deputato Emanuele Loperfido di Fratelli d’Italia: “Sono sorpreso che, di fronte a esigenze e abitudini alimentari diverse, la soluzione individuata sia quella di togliere, o quasi, la carne suina dai menu delle scuole di Pordenone, sostituendola con cous cous e altre pietanze».

Fausto Tomasello, segretario provinciale del Pd, osserva con ironia: “Spero non siamo arrivati al punto di affidare la nostra identità al prosciutto o al cotechino”. Poi aggiunge: “Si può anche chiedere equilibrio e scelta nei pasti a scuola per i bambini, nel rispetto di diverse credenze religiose e senza privare nessuno delle proprie tradizioni, a partire da quelle friulane. Apprezzabile l’equilibrio del sindaco di Pordenone, che dovrebbe essere seguito anche da certi esponenti della destra. Invece, dopo l’incubo burqa, Lega e FdI sono partiti contro il pollo al curry e imbracciano le armi in difesa del maiale”.

Marco Salvador, esponente di una civica di minoranza a Pordenone, osserva: “La carne di maiale non viene servita nelle mense scolastiche da anni e la sua esclusione non rappresenta una novità legata alla presenza di alunni musulmani, ma risponde a criteri di salute ed evidenze scientifiche sui rischi alimentari. Inoltre, la carne è prevista una sola volta alla settimana e alternata ad altre fonti proteiche”.

L'articolo Rientra il caso della carne di maiale tolta dalle mense scolastiche friulane: “Islamizzazione? Riduzione per motivi alimentari” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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