Il #pensiero critico non è scomparso perché è stato proibito. È scomparso perché lo esercitano sempre in meno. È questa la provocazione con cui Fabio #Duranti apre la riflessione citando Oswald #Spengler: «Un tempo non era permesso a nessuno di pensare liberamente. Ora sarebbe permesso, ma nessuno ne è più capace.»
Una frase che Giorgio #Bianchi raccoglie al volo e trasforma in analisi: il sistema non censura più le idee, le aggira. Lo fa puntando sulle debolezze umane — la pigrizia, il desiderio di arrivare senza fatica — e offrendo scorciatoie cognitive che sostituiscono il percorso con il risultato. Il punto di messa a fuoco viene spostato: non sul contenuto che conta, ma su qualcosa di più immediato, più piccante, più comodo da consumare.
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
Si sta molto discutendo, con posizioni assai diversificate, dell'epifania catodica del prode generale Vannacci nel salotto politicamente corretto e fintamente pluralistico di Lilli Gruber su La7. L'opinione pubblica appare attualmente divisa tra coloro i quali celebrano la prestazione del generale e coloro i quali invece prendono le parti della giornalista Gruber e della sua spalla Lina Palmerini.
Per parte nostra vogliamo chiamarci fuori da questa demenziale tifoseria di bassa lega.
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
E' andato in scena l'ennesimo scontro in tema di remigrazione senza l'ombra di incontro vero sul tema. E forse non era l'intenzione nella costruzione della puntata di PiazzaPulita andata in onda su La7 giovedì 4 giugno 2026 e interamente dedicata a questo: la teoria sostenuta da alcuni movimenti nazionalisti europei che propone il ritorno nei paesi d'origine di alcune categorie di immigrati.
Al centro della serata un'inchiesta firmata dall'inviata Emanuela Pala, frutto di oltre un anno di lavoro sotto copertura all'interno degli ambienti riconducibili a Martin Sellner — attivista austriaco, fondatore del Movimento Identitario e principale teorico della remigrazione in Europa. Nel servizio venivano documentate alcune affermazioni di stampo filo-nazista pronunciate da persone che gravitano nell'orbita del movimento, ed è su questa impostazione che si è innescato lo scontro con Francesco Borgonovo, vicedirettore de La Verità: non sul valore del lavoro giornalistico in sé, ma sul salto logico tra le dichiarazioni di alcuni militanti e la delegittimazione di chiunque sostenga posizioni critiche sull'immigrazione. Corrado Formigli ha difeso con forza il lavoro della sua inviata, arrivando a dire che non avrebbe tollerato accuse di propaganda al proprio giornalismo. Borgonovo non ha ceduto di un centimetro.
"Due persone al bar non rappresentano un movimento"
Lo scontro è esploso quando Borgonovo ha definito apertamente il servizio un atto di propaganda — non per quello che mostrava, ma per come era costruito. La sua accusa a Formigli è stata chirurgica: «Avete fatto il servizio per dimostrare che questi sono nazisti, avete invitato una sola persona che la pensava diversamente, non avete alcuna intenzione di discutere nel merito le cose». Formigli ha alzato la voce sostenendo di non tollerare insulti al lavoro giornalistico della sua inviata. Borgonovo ha alzato il tiro, spiegando che il problema non era la giornalista ma la cornice narrativa in cui il servizio era stato incastonato: «Se noi andiamo a cercare con il lanternino gente che dice cose assurde, la troviamo un po' dappertutto. Da lì ad attribuire a un leader di partito delle posizioni inaccettabili perché le dicono due persone al bar, mi sembra un salto logico un pochino forzato».
Reductio ad Hitlerum
Raccontando l'accaduto a Giorgio Bianchi, Borgonovo dà un nome preciso al meccanismo che si ripete ogni volta che si affrontano certi temi: «Questo è il giochino della reductio ad Hitlerum: devi dimostrare che tutti coloro che hanno una tesi differente sono nazisti, per cui vai a cercare quello che dice la cosa strana. Oppure ancora peggio: Hitler era vegetariano, tu sei vegetariano, dunque sei come Hitler».
Il risultato pratico è che qualsiasi discussione nel merito viene resa impossibile prima ancora di cominciare. Non vale solo per l'immigrazione: «Tu non puoi parlare del fatto che si può trattare un dialogo con la Russia senza che ti dicano che sei un servo di Putin che è il nuovo Hitler. Perché se vai nel merito delle cose magari trovi che hanno degli aspetti ragionevoli, e questo non è accettabile».
La richiesta di sottofondo è un mantra che sempre meno pretende di essere presente nei dibattiti televisivi: tornare a discutere.
Ma la carta stampata non è esente dal framing ossessivo. Sul Papa che parla di immigrazione e viene citato a metà sui giornali — «sui giornali di oggi cosa c'è? Il Papa dice che dobbiamo accogliere di più. No, non è vero, non dice così» — sui paesi di origine che non vengono mai responsabilizzati, sul limite che nessuno in studio sembra disposto a formulare. «Se uno non è d'accordo con la remigrazione, può essere, è suo diritto sacrosanto. Però parliamo del problema dell'immigrazione in generale: come la gestiamo? C'è un limite?»
È la domanda che a PiazzaPulita, alla fine, non c'è stata.
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
Si delinea ormai dall'inizio del 2026 uno scenario macroeconomico globale segnato da incertezza e rischi stagflattivi — cioè quell'insieme di stagnazione e inflazione causato da tensioni geopolitiche che molti continuano a sottovalutare.
Nell'area euro, il progressivo rallentamento della crescita si accompagna a pressioni inflazionistiche crescenti, soprattutto legate all'aumento dei prezzi energetici. Nello scenario base previsto, la Banca Centrale Europea potrebbe effettuare 2 rialzi dei tassi nel corso del 2026 — rendendo più caro il costo del denaro per famiglie e imprese. Tuttavia, in uno scenario avverso, con un'inflazione che punta verso il 4%, l'Istituto di Francoforte potrebbe essere costretto a implementare fino a 4 rialzi, per ancorare le aspettative di medio termine. Ancora più strette, quindi, ancora più costi per chi produce.
Fed ferma, #BCE in movimento: la divergenza che conta
Negli Stati Uniti, nonostante segnali di minore solidità economica, la Fed — la Federal Reserve, l'equivalente americano della nostra banca centrale — appare orientata a mantenere i tassi stabili nel breve periodo, valutando interventi restrittivi solo verso fine del 2026. L'impostazione sul reddito fisso resta prudente, data l'incertezza sull'inflazione e sui flussi energetici globali. Sui titoli di Stato, compresi i Bund, prevale una posizione neutrale.
Gli spread italiani, pur mantenendo una certa compressione, risentono della pressione legata ai sussidi energetici e al rallentamento economico. Sul fronte del credito è consigliabile adottare un approccio difensivo e selettivo, preferendo scadenze medio-brevi.
Geopolitica bipolare e mercati: l'asse #USA-#Cina che decide tutto
In definitiva, il mercato sconta un contesto complesso dove la priorità sembra rimanere la gestione del rischio e la diversificazione — e questo nella consapevolezza di una forte polarizzazione degli assi geopolitici: Stati Uniti da una parte, Cina dall'altra, che si contendono influenza, supremazia sui mercati e controllo delle risorse strategiche primarie.
La riflessione che faccio agli imprenditori è questa: ok, tutto questo è bello, bellissimo. Ma voi che fate?
Ci sono imprenditori che leggono i giornali, girano su Facebook e aspettano che passi la tempesta. E ci sono imprenditori che invece fanno pianificazione strategica, che pensano a cosa fare della propria azienda, consapevoli che il mondo politico se ne è dimenticato.
La differenza, alla lunga, si vede.
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
C'è un filo che attraversa cinquant'anni di cinema hollywoodiano — e quel filo non porta alle stelle, ma alle stanze dove si decide cosa deve sembrare vero. Federico #Greco, regista e studioso di comunicazione, ospite di Giorgio #Bianchi a Un Giorno Speciale, ha usato l'uscita di Disclosure Day, il nuovo film di Steven #Spielberg, come lente per leggere qualcosa di molto più grande: il modo in cui il cinema plasma l'immaginario collettivo in funzione del potere.
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
Negli ultimi giorni a Belfast, un uomo di circa quarant’anni è stato aggredito con un coltello mentre camminava per strada. La vittima, Stephen Ogilvie, ha riportato ferite molto gravi: ha perso l’uso di un occhio e ha subito tagli profondi al volto, al collo e alla schiena. L’aggressore, un rifugiato sudanese di 30 anni, è stato fermato sul posto e accusato di tentato omicidio e minacce di morte. A seguito della tragica aggressione, si sono scatenate rivolte nella capitale nordirlandese, degenerate in incendi nelle case che si ritenevano essere di immigrati e scontri con le forze dell'ordine.
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
Non sempre nella storia politica italiana i cambi di casacca sono stati letti come tradimenti. Quando nel 2012 Giorgia Meloni e Guido Crosetto lasciarono il Pdl per fondare Fratelli d'Italia, quella scelta fu interpretata — anche da chi non la condivideva — come un atto di coerenza ideologica: due persone che non si riconoscevano più in un partito cambiato, e che decidevano di rifondare qualcosa di nuovo piuttosto che restare a scendere a compromessi. Il seguito lo conosciamo bene tutti.
Neanche quello di Antonio #Rinaldi è un tradimento, secondo il diretto interessato. Di più, l'adesione a #FuturoNazionale, il movimento guidato dal generale Roberto Vannacci, è per l'ex eurodeputato della Lega un atto di coerenza rispetto a delle linee rosse che non si sarebbero dovute superare.
E forse è una sensazione condivisa da diversi elettori insoddisfatti. Nel maggio 2019, alle elezioni europee in cui fu eletto, la Lega ottenne il 34% dei consensi. Un risultato straordinario, trainato da una linea politica precisa a cui Rinaldi dice di aver contribuito con convinzione: tanto che, dopo il capolista Matteo Salvini, fu lui il candidato più votato nella circoscrizione Centro Italia.
Il punto di svolta, nella sua ricostruzione, fu la partecipazione della Lega al governo Draghi. "Non si possono mettere capra e cavolo insieme", dice. Da quel momento, la traiettoria del partito si è allontanata dalle posizioni che lui aveva sostenuto e continua a sostenere. "Io non ho cambiato. Sono rimasto su quella linea".
Rinaldi tuttavia non accusa, non attacca, non parla di tradimento. Riconosce che per un partito è "legittimo, anzi legittimissimo" cambiare linea e orizzonti. Ma è altrettanto legittimo, sostiene, che chi si è speso per certe idee non si ritrovi nelle nuove. "Io sono quello".
La bandiera italiana e #Vannacci: "Quel giorno capii"
Poi interviene una circostanza che sa quasi di destino. Accade durante il passaggio di consegne a Bruxelles al termine del mandato europarlamentare di Rinaldi. Vannacci, appena eletto, si trova in una sorta di limbo burocratico: niente ufficio, niente sede, niente sedia.
"Allora gli faccio: vieni da me, a stare nel mio ufficio. Lui ebbe una reazione incredula e credo sia per questo che nel video in cui mi presenta dice che l'ho accolto come un figlio".
Sul tavolo una bandiera italiana fa da sfondo alla scena: "Io l'ho onorata e non credo che ci sia nessun'altra persona dentro il Parlamento Europeo che possa onorarla come lo potrai fare te". "La terrò come un cimelio". Poi più nulla fino al momento del sodalizio nel nuovo partito.
Futuro Nazionale come "polizza assicurativa"
Ora gli interrogativi riguardano soprattutto il ruolo che Futuro Nazionale intende svolgere nello scenario politico. Inutile nascondere che il partito nasce proprio perché altri — che avevano fatto certe promesse — secondo il nuovo soggetto non le hanno mantenute all'atto pratico. Ma la funzione non è di rottura frontale con il centrodestra: è di presidio.
"Noi saremo la policy di assicurazione degli italiani", dice Rinaldi. Il compito è ricordare agli alleati di centrodestra che esistono linee rosse non valicabili. "La linea del Piave", la chiama: un confine oltre il quale non si va, indipendentemente dalle pressioni di governo o di coalizione.
La domanda ora è: sarà un presidio alleato o un presidio del Piave?
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
Il debito pubblico francese si trova ormai in una zona critica, superando circa il 115% del PIL. Nonostante l'attenzione politica rivolta al futuro governatore della Banca di Francia, il tema della sostenibilità del debito è stato stranamente trascurato dal Parlamento. Il debito francese è quello che negli ultimi anni in Europa è cresciuto più di tutti, con deficit di bilancio che ormai sembrano fuori controllo. I mercati obbligazionari sono in allerta e segnalano tensioni crescenti, con tassi in rialzo che rendono il finanziamento statale della Francia sempre più oneroso.
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
Belfast, Irlanda del Nord – Lunedì sera un rifugiato sudanese di 30 anni ha aggredito un 40enne con un coltello da cucina, ferendolo gravemente al volto, al collo e alla schiena. L’aggressore è stato arrestato sul posto e incriminato per tentato omicidio. La polizia ha escluso motivazioni terroristiche. Nella capitale nordirlandese sono scoppiate feroci proteste contro l’immigrazione da parte di centinaia di manifestanti, molti dei quali mascherati, che hanno incendiato case, auto e cassonetti, ingaggiando scontri con le forze dell’ordine.
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
La commissione parlamentare d'inchiesta Covid torna al centro del dibattito politico con un intervento durissimo della deputata di Fratelli d'Italia Alice Buonguerrieri alla Camera dei Deputati, che ha messo nel mirino la posizione di Giuseppe Conte rispetto ai lavori della commissione e alle testimonianze emerse sul ruolo dell'avvocato Luca Di Donna nelle forniture di mascherine durante l'emergenza sanitaria del 2020.
Al centro dell'intervento la questione, ormai ricorrente nei lavori della bicamerale, della posizione istituzionale di Conte: membro della commissione e al tempo stesso ex presidente del Consiglio nel periodo oggetto di indagine. Secondo Buonguerrieri, questa scelta non sarebbe casuale.
"Dice di volersi far audire ma lui sa che sussiste un impedimento ad audire i commissari di commissione d'inchiesta", ha dichiarato la deputata, aggiungendo che per FdI non esiste invece "alcun impedimento a che Conte si dimetta dalla commissione Covid, si faccia udire e poi rientri in commissione Covid. Perché non lo fa? Noi lo stiamo attendendo in commissione per audirlo."
Il caso Di Donna e le commesse Arcuri: "Mezzo milione di euro per il 10% delle forniture"
Il cuore dell'intervento riguarda le testimonianze rese in commissione da imprenditori del settore dei dispositivi sanitari, che hanno descritto un presunto sistema di intermediazione legato allo studio legale Alpa, dove operava Di Donna insieme a Conte prima della nomina a presidente del Consiglio nel 2018.
"Un'azienda ha pagato mezzo milione di euro, pari al 10% delle commesse affidate dalla struttura commissariale di Domenico Arcuri, nominato da Giuseppe Conte, all'avvocato De Luca e all'avvocato Di Donna", ha affermato Buonguerrieri. "Il collega dell'allora premier Conte, che spendendo il nome di Conte riceveva presso lo studio Alpa imprenditori a cui chiedeva percentuali milionarie sulle commesse affidate dalla struttura commissariale di Domenico Arcuri".
La deputata ha poi tracciato un quadro ancora più netto: "Chi si è rifiutato di pagare queste percentuali milionarie è venuto in commissione a riferire che non solo non ha ricevuto commesse, ma ha subito controlli, sequestri e annullamenti di ordini già concordati. E chi invece le ha pagate? Guarda caso ha ricevuto quelle commesse dalla struttura commissariale di Domenico Arcuri".
Nella stessa seduta dell'8 giugno, Marco Spadaccioli, dipendente di Adaltis Srl — una delle società coinvolte — ha dichiarato davanti alla commissione di non riuscire a individuare attività sufficientemente complesse da giustificare una parcella da 454mila euro: "Possono essere stati pagati solamente per l'attività di controllo dei documenti prima di caricarli e per, credo, la lettera che hanno scritto quando non ricevevamo l'incasso."
Sugli scudi le opposizioni che chiedono le dimissioni del presidente della commissione Marco Lisei per presunte irregolarità gestionali, chiedendo lo scioglimento della commissione.
"La sinistra aveva necessità di creare una cortina di fumogeno per oscurare quello che poteva emergere probabilmente proprio dall'audizione in commissione Covid", ha detto Buonguerrieri, ricordando che le attività delegate a consulenti della commissione "sono state autorizzate dall'ufficio di presidenza e approvate all'unanimità da tutti i gruppi parlamentari, compreso PD e Movimento 5 Stelle, che hanno anche tentato ad un certo punto di dirci che non avevano compreso che cosa avevano approvato".
La risposta di Buonguerrieri sulle querele
Alle minacce di azioni legali annunciate da Conte, la deputata ha risposto senza mezzi termini: "Trovo molto singolare che voglia denunciare tutti coloro che ricercano verità, ma che non abbia ancora denunciato chi ha speso il suo nome su queste gravi vicende, a sua insaputa, così come ha riferito Conte". E ha concluso: "Noi non accettiamo lezioni di coraggio da chi parla di gestione della pandemia su tutti i palcoscenici ma non ha avuto ancora il coraggio di venire a riferire sulla sua gestione nella commissione d'inchiesta Covid".
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
Qualche giorno fa vi avevo detto che il PNRR è stato sostanzialmente un fallimento per il nostro Paese, e vi avevo anche spiegato le ragioni economiche: la mancanza di vantaggio finanziario rispetto all'indebitamento tradizionale, e il fatto che abbiamo usato questi soldi — per i quali ci siamo indebitati per una generazione — per fare sostanzialmente cose gradite all'Unione Europea.
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
Una #startup newyorkese di nome #Shift sta facendo discutere negli #StatiUniti e non solo. L'applicazione mette in contatto i residenti di #NewYork con addetti alle pulizie professionisti che operano gratuitamente: il servizio è reale, ma il compenso non è in denaro. Come spiegato direttamente sul sito della società, gli operatori indossano telecamere in prima persona durante il lavoro, e le riprese vengono utilizzate per addestrare la prossima generazione di robot domestici. "Questi #dati sono sufficientemente preziosi da consentirci di offrire servizi di pulizia gratuiti per un periodo di tempo limitato", recita la pagina web della piattaforma.
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
Apprendiamo dai giornali più letti e, soprattutto, più venduti che l’onorevole Pina #Picierno ha abbandonato, stizzita, il #PartitoDemocratico, nelle cui fila, lo ricordiamo, aveva finora militato. Lo ha fatto asserendo che il Partito Democratico – mai nome fu più orwelliano – non è abbastanza risoluto nel sostegno all’Ucraina del guitto di #Kiev e nella conseguente opposizione alla #Russia di Putin. Come a dire: non basta ancora, bisogna essere ancor più piegati ai desiderata dell’attore NATO, con la N maiuscola, prodotto in vitro di #Washington, se non di #Hollywood. E bisogna essere ancora più avversi a quella Russia di #Putin che, lo ricordiamo, storicamente non ha mai fatto nulla di male all’Europa.
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
Nelle ultime settimane le cerimonie di laurea delle università americane si sono trasformate in un campo di battaglia culturale. Ovunque si siano presentati relatori favorevoli all'intelligenza artificiale - tra cui l'ex CEO di #Google #EricSchmidt, intervenuto all'Università dell'Arizona - sono stati accolti da fischi e contestazioni.
A riportarlo è anche #Repubblica, in un articolo firmato da Pier Luigi Pisa: i laureati, scrive il giornale, sono preoccupati per il futuro del lavoro e per il rischio che le macchine li sostituiscano.
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
È stata depositata una proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre in Italia un'imposta sui grandi patrimoni. Il progetto prevederebbe un'aliquota progressiva tra l'1% e il 3,5% per chi detenga una ricchezza netta superiore ai 2 milioni di euro, escludendo la prima casa. Le risorse derivanti dal prelievo, secondo questo progetto, sarebbero vincolate a investimenti in settori strategici come la sanità e l'istruzione. Il dibattito politico resta però fortemente polarizzato, con una sinistra pronta a correggere una concentrazione della ricchezza e una destra contraria a nuovi oneri sui risparmi degli italiani. Le stime di gettito tra i 26 e i 60 miliardi di euro annunciati dai promotori apparirebbero tuttavia molto ottimistiche rispetto a calcoli tecnici più prudenti.
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
Il dibattito sul ruolo delle società segrete nella storia contemporanea attraversa periodicamente il discorso geopolitico e mediatico. La massoneria — nelle sue diverse articolazioni storiche e geografiche — rappresenta uno dei nodi più ricorrenti di questo dibattito, spesso associata a temi come la tecnocrazia e, più di recente, all'ascesa dell'intelligenza artificiale come strumento di gestione del potere. Su questi temi si è soffermata la scrittrice Melanie Francesca, tracciando una linea che collega il puritanesimo delle origini americane, le logge del Massachusetts e la visione di figure come Donald Trump fino ai progetti di Peter Thiel e Elon Musk.
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/
Il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta Covid torna sull'audizione dell'8 giugno a Palazzo San Macuto: al centro, i 454.000 euro pagati dall'azienda Adaltis all'avvocato Luca Di Donna — socio di studio di Giuseppe Conte — per attività descritte dai testimoni come del tutto marginali o meri controlli. Una seduta finita in caos, con l'audita che ha accusato i commissari di aggressione e le opposizioni all'attacco chiedendo le dimissioni del presidente #MarcoLisei.
Al centro dell'audizione c'è un meccanismo semplice nei contorni, opaco nella sostanza. #DiDonna — avvocato civilista che condivideva lo Studio Alpa con l'allora presidente del Consiglio Giuseppe #Conte — avrebbe fatto firmare un contratto intestato a una sua praticante, Nicoletta Spaziani, per una provvigione del 10% su una gara d'appalto relativa ai tamponi gestita dalla struttura commissariale di Arcuri. Un dettaglio non secondario: la praticante era priva di partita IVA e quindi impossibilitata a emettere fattura. I soldi, di fatto, sarebbero poi confluiti direttamente a Di Donna e ad altri soggetti.
«Abbiamo sentito lei per capire che cosa c'era dietro quel contratto», ha spiegato Lisei. «Perché l'avvocato Di Donna ha percepito 450.000 euro per delle attività del tutto marginali, che l'imprenditore che glieli ha dati ha detto che erano sostanzialmente ingiustificati».
Il sospetto della Commissione — condiviso in passato da alcune procure — è che quella parcella non remunerasse un'attività legale. «Lo stesso rappresentante della società ha detto che, a suo avviso, quella era una parcella più da rappresentante che da avvocato», ha precisato Lisei, «Quindi in realtà avrebbe fatto da intermediario, si sarebbe attivato per fargli avere questa commessa. In quel caso si chiama traffico di influenze». Una fattispecie che la magistratura ha indagato senza riuscire a provare.
Tre deposizioni giurate, tutte convergenti
La testimonianza del dipendente Adaltis Marco Spadaccioli non è isolata. È la terza, in ordine di tempo, in cui un imprenditore riferisce di presunte richieste di percentuali avanzate da Di Donna in cambio di intermediazione con la struttura commissariale. Le precedenti, rese dagli imprenditori Buini e Bianchi, lo descrivono come un soggetto presentatosi come "fedelissimo" di Conte, capace di aprire porte con i vertici della struttura guidata dall'allora commissario Domenico Arcuri.
«Visto che l'avvocato Di Donna era in studio con Giuseppe Conte e aveva dei contatti con Arcuri», ha detto Lisei, «è legittimo pensare che quei soldi li abbia ricevuti non per fare attività legale, bensì per introdurre o agevolare questo appalto. Noi non sappiamo se è stato così, ma il sospetto c'è. Ce l'hanno avuto anche le procure».
Diverso è però il lavoro della Commissione da quello della magistratura: «L'attività della commissione d'inchiesta fa un lavoro diverso. Non cerca la responsabilità penale, cerca di sapere la verità — che è una cosa diversa. Perché la verità penale è quello che accade nei processi. Spesso persone che non sono colpevoli vengono condannate, persone che sono colpevoli vengono assolte».
L'obiettivo, ha ribadito, è politico e istituzionale: «Capire se chi gestiva la pandemia — Arcuri — la gestiva in maniera trasparente, o se invece favoriva persone vicine alla sinistra mentre altri che potevano vendere a prezzi più bassi non li favoriva. Questo è quello che stiamo cercando di capire. Lo scopo della commissione, quando ci sono dei disastri, è capire se la pubblica amministrazione ha lavorato in modo efficiente, trasparente e imparziale e non ha sprecato i soldi dei cittadini. Mentre questi stavano morendo».
La seduta degenera
Spaziani si è presentata alla seduta evidentemente provata. Alle domande dei commissari — chi aveva firmato il contratto, se l'interlocutore fosse un uomo o una donna — ha risposto sistematicamente di non ricordare. Poi ha alzato il tono, accusando la presidenza di aggressione.
«Le ho detto che uno fa la domanda e l'altro risponde», ha replicato Lisei dalla presidenza. «Se lei parla mentre parla la deputata, non si capisce niente — e per lo stenografico non viene registrato. Non sto aggredendo nessuno, sto dicendo semplicemente come sono le cose».
Lisei ha dovuto sospendere la seduta per due o tre volte. Nel frattempo sui social circolava già un video montato — attribuito ad ambienti vicini al Movimento 5 Stelle — che mostrava solo le dichiarazioni difensive dell'audita, senza le domande che le erano state rivolte. «È un video tagliato solo su quando lei dice "mi state attaccando, mi state insultando", ma non si vede né l'attacco né l'insulto. Chi vuole farsi un'idea se lo vada a vedere tutto, perché è una cosa surreale».
▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/