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CONSIGLIO DI STATO: ILLEGITTIMO DIVIETO DEI CANI IN AREE VERDI DEI PICCOLI COMUNI

8 Giugno 2026 ore 18:53

“A fronte della vigenza di ordinanze del Ministero della salute prescriventi l’obbligo per chiunque conduca il cane in ambito urbano di raccoglierne le deiezioni e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse (rafforzate in taluni casi dai regolamenti di polizia urbana), effettivamente un’ordinanza che vieta, in assenza di ragioni specifiche, l’introduzione nelle aree verdi di animali non appare legittima”. Così il Consiglio di Stato – riporta Ansa – in una sentenza con la quale ha ribaltato una decisione del Tar delle Marche che nel luglio dello scorso anno diede torto all’associazione Earth che contestava un’ordinanza del Comune di Mercatello sul Metauro, borgo medievale marchigiano di poco più di mille abitanti, che ha disposto, tra l’altro, il divieto d’introduzione di animali nelle aree verdi urbane a tutela della sicurezza, igiene ambientale e fruibilità delle stesse aree. I giudici di Palazzo Spada, premettendo che il divieto oggetto del ricorso “è stato introdotto in una piccola realtà urbana, con poco più di mille abitanti, e caratterizzata da un centro edificato che per estensione territoriale è inferiore ad un parco delle città metropolitane” e che “allo stesso tempo tali dimensioni si riflettono sulla struttura organizzativa dell’ente e sul personale disponibile per lo svolgimento dell’attività di sorveglianza, che potrebbe essere soluzione alternativa all’imposizione del divieto”, hanno osservato che “non è tanto controvertibile l’assunto sulle dimensioni del Comune, quanto piuttosto non appartiene al notorio, neppure in via induttiva, l’affermazione sul sottodimensionamento della struttura organizzativa dell’ente, e dunque anche del personale disponibile all’attività di controllo”.

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DALLE DOLOMITI ALL’AUSTRIA: IL LUNGO VIAGGIO DEL LUPO MIRCO

6 Giugno 2026 ore 17:43

Si è staccato dal branco sulle Dolomiti bellunesi in primavera, e ha viaggiato alla ricerca di una compagna con cui “fondarne” uno nuovo, fino ad arrivare in Cadore e a sconfinare in Austria. E’ il viaggio di “Mirco” – riporta Ansa – un giovane lupo maschio di circa due anni e 31 chilogrammi, monitorato giorno per giorno con un radiocollare grazie ad un accordo tra il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, il Dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Sassari e l’Amministrazione provinciale di Belluno. Nell’area protetta i lupi seguiti dai ricercatori sardi sono tre, appartenenti al branco che gravita attorno all’area di Cajada, foresta all’interno del Parco. Tra marzo e maggio l’animale si è spostato all’interno del territorio del suo branco fino a quando, all’inizio di maggio, lo ha lasciato e, come fanno alla sua età, è andato in “dispersione”, alla ricerca di un nuovo territorio e di una compagna. Come spesso accade, i giovani esemplari in dispersione percorrono grandi distanze in tempi brevi. Il radiocollare di Mirco funziona regolarmente, ne registra le posizioni e consente di monitorare i suoi spostamenti. Il 9 maggio era in Cadore, vicino a Perarolo, il 12 era nei pressi di Giralba e il 14, in un solo giorno, ha superato le Tre Cime di Lavaredo ed è arrivato a nord di San Candido (Bolzano). Il 15 ha varcato il confine con l’Austria, dove è rimasto fino alla fine del mese. Ai primi di giugno è rientrato in provincia di Bolzano, esplorando l’area a sud di Lappago, per poi spostarsi nuovamente in territorio austriaco, nella valle della Zillertal dove si trova ancora oggi.

(Foto di repertorio di Gran Sasso Laga Park)

 

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ORSA AMARENA: LEIDAA AMMESSA COME PARTE CIVILE, “SODDISFATTA” L’ON. BRAMBILLA

5 Giugno 2026 ore 18:23

La Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla e difesa dall’avv. Crescenzo Presutti, è tra le 24 parti civili ammesse, su poco meno di una cinquantina, nel nuovo processo per l’uccisione dell’orsa Amarena. Lo ha stabilito il giudice del Tribunale di Avezzano nell’udienza che si è tenuta oggi. La prossima è fissata per il 25 settembre.
“L’ammissione come parte civile – commenta l’on. Brambilla – è motivo di grande soddisfazione e ci consente di far valere le nostre ragioni. Si tratta di un reato gravissimo in sé e per le modalità con cui è stato consumato, di un atto crudele e insensato ai danni di uno dei simboli del Parco d’Abruzzo. L’imputato ha sparato per uccidere, non per errore o solo per allontanare l’animale. E’ giusto che il responsabile paghi per un’uccisione deliberata, aggravata dalle circostanze e purtroppo ispirata dalla retorica del grilletto facile contro i grandi carnivori e tutta la fauna selvatica”.

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Laika, forse – Spettri domestici

Vi invitiamo alla presentazione di due libri di Massimo Filippi:   Laika, forse Docu-romanzo che ricostruisce il breve passaggio su questo pianeta della cagnetta Laika. Il libro si snoda in quattro movimenti: la vita di una piccola randagia tra le … Continua a leggere
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