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CINQUE TERRE IN PERICOLO PER L’INNALZAMENTO DEL MARE

8 Giugno 2026 ore 15:53

Le coste di Monterosso e Vernazza, nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, in Liguria, risultano sempre piu’ esposte agli effetti dell’innalzamento del livello del mare. E’ quanto emerge dallo studio ‘The First Relative Sea Level Rise and Storm Surges Scenarios up to 2150 CE for the Coasts of Monterosso and Vernazza, Cinque Terre National Park (Liguria, Italy)’, recentemente pubblicato sulla rivista Remote Sensing da un team internazionale di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (Igag) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), del Dipartimento di Ingegneria dell’Universita’ degli Studi della Basilicata (Unibas), dell’Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre, dell’Universita’ Aristotele di Salonicco, dell’Osservatorio astronomico Lesia di Parigi e dell’Universita’ olandese Radboud. Combinando dati topografici e batimetrici ad alta risoluzione, rilievi geodetici, serie storiche mareografiche e modellazione numerica delle mareggiate, il lavoro propone una prima valutazione integrata dei possibili scenari di allagamento costiero fino al 2150, nell’ambito delle proiezioni climatiche dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change). L’analisi evidenzia che il settore ligure considerato presenta un trend di innalzamento del livello del mare non stazionario, confermando una crescente vulnerabilita’ dei tratti costieri a bassa quota e delineando scenari utili alla pianificazione territoriale e alla riduzione del rischio costiero.

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SCHILLACI: LA BUONA SALUTE DEGLI UOMINI E’ LEGATA A QUELLA DEGLI OCEANI

8 Giugno 2026 ore 15:48

“La salute umana e quella degli oceani sono legate in maniera assai stretta e rappresentano dimensioni inseparabili di un medesimo equilibrio. Solo con questa prospettiva integrata possiamo promuovere e salvaguardare la salute delle generazioni presenti e di quelle future alle quali dobbiamo certamente lasciare un mondo migliore e non peggiore. Per questo, mettere gli oceani e la salute al centro dei dialoghi sulla politica sanitaria è una sfida ma anche e soprattutto una grande opportunità, che gli esponenenti della comunità scientifica oggi presenti qui stanno dimostrando di po”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, al Forum internazionale sugli oceani e la salute umana in corso all’Istituto superiore di sanità in occasione della giornata mondiale degli oceani. “L’Italia ha riconosciuto qualcosa che pochi governi hanno già tradotto in ambizione e visione concreta, cioè che la salute umana e la salute degli oceani sono la stessa storia, lo stesso presente e, soprattutto, lo stesso futuro – ha sottolineato Schillaci -. Sulla base di questo criterio è stato istituito, ad esempio, il Sistema Nazionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici (Snps), che salda formalmente il sistema della Salute con quello per la protezione dell’Ambiente, in un’ottica One Health e guardando alla sua evoluzione più ambiziosa, quella della Planetary Health”. Il ministro evidenzia inoltre come “in questa visione, si inserisce anche il progetto Sea-Care, che, unico nel suo genere nel panorama internazionale, grazie alla sinergia tra l’Istituto superiore di sanità, la Marina Militare e altri centri di ricerca nazionali e internazionali, ha raccolto campioni da tutti gli oceani portando evidenze importanti ad esempio sul tema della resistenza agli antibiotici e sulla presenza di sostanze nocive per l’uomo e tracciando persino il virus del Covid in acque ben lontane dalle nostre”. Schillaci ha infine ricordato che “una quota delle risorse del Pnrr e del Piano Nazionale Complementare sono destinate al programma ‘Salute, Ambiente, Clima’, che assume la qualità ambientale come determinante e fondamentale per garantire il diritto alla salute”. (

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CLIMA: COLTURE INVERNALI SEMPRE PIU’ A RISCHIO GRANDINE

8 Giugno 2026 ore 15:45

La geografia e la stagionalita’ della grandine sta mutando a causa del riscaldamento globale, aumentando il rischio per le zone temperate e per le relative colture invernali. E’ quanto emerge da uno studio guidato dall’Universita’ del Nuovo Galles del Sud (Unsw) e pubblicato su ‘Nature Climate Change’. Tim Raupach, autore principale dello studio e ricercatore presso l’Istituto per il rischio climatico e la risposta alle emergenze dell’Unsdw, afferma che questo fenomeno fa parte di uno spostamento generale della frequenza delle grandinate verso i poli: “Secondo i modelli che ipotizzano un riscaldamento globale di 2 C e 3 C, osserviamo uno spostamento generale verso un maggior rischio nelle zone piu’ fredde e nei periodi piu’ freddi dell’anno – spiega – quindi, il rischio aumenta in inverno e spesso diminuisce in estate: si tratta di uno spostamento dalle regioni e dalle stagioni piu’ calde a quelle piu’ fredde. Queste regioni piu’ fredde includono non solo parti dell’Australia meridionale e della Nuova Zelanda, ma anche il Nord America settentrionale e l’Europa. Si registrano diminuzioni, sebbene con ancora molta incertezza, nelle zone subtropicali e in alcune parti delle medie latitudini. Cio’ include gran parte dell’Australia, nonche’ regioni dell’India, della Cina e gran parte dell’Africa”.

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PALERMO, SCONTRO POLITICO SULLE CARROZZE TRAINATE DA CAVALLI

4 Giugno 2026 ore 16:34

Si e’ appena aperta una estate caldissima, destinata a essere letale per i cavalli che trainano le carrozze dei turisti a Palermo, ma la politica non riesce a mettere fine a questa barbarie. “Nel corso delle ultime settimane abbiamo piu’ volte ribadito, anche nell’ambito delle conferenze dei capigruppo, l’urgenza e l’importanza di procedere rapidamente all’approvazione delle due delibere regolamentari inerenti questi due temi”, spiegano i partiti di maggioranza del Consiglio comunale. “La proposta avanzata dalla maggioranza – dicono – e’ stata sin dall’inizio chiara e responsabile: distinguere il tema generale del benessere animale da quello specifico della trazione equina, cosi’ da disciplinare entrambe le materie nei rispettivi regolamenti di riferimento, evitando inutili e potenzialmente pericolose sovrapposizioni normative. Per questa ragione, l’obiettivo condiviso era quello di incardinare contestualmente entrambi i provvedimenti nei lavori d’aula, procedere all’esame e alla votazione di tutti gli emendamenti e sospendere, se necessario, il voto finale sul primo atto nell’attesa del completamento del medesimo percorso sul secondo, indipendentemente dall’ordine di trattazione delle due delibere. Quanto accaduto nelle ultime settimane restituisce purtroppo un quadro chiaro: manca, da parte di alcune forze di opposizione anche a causa di evidenti divisioni interne una reale volonta’ di arrivare all’approvazione sia del regolamento sul benessere animale sia di quello relativo alla regolamentazione della trazione equina”.
“Per tale ragione, ci faremo promotori di un confronto interno in tempi brevissimi, – aggiunge la maggioranza – con l’intendo di chiedere formalmente al Consiglio comunale di procedere senza ulteriori indugi alla trattazione e all’approvazione di entrambi i provvedimenti, superando ritardi e rallentamenti che appaiono sempre piu’ il frutto di precise strategie politiche da parte di alcune opposizioni, il cui unico obiettivo sembra essere quello di alimentare il dibattito sui social attraverso una narrazione di facciata sul contrasto alle carrozze, senza assumersi fino in fondo la responsabilita’ delle scelte istituzionali”. L’opposizione, dal canto suo, rimprovera alla maggioranza un comportamento “ambiguo”. “Quanto avvenuto in Aula – dice – conferma ancora una volta la distanza tra la propaganda della maggioranza e le scelte compiute in questi anni. Sul benessere animale e sul superamento della trazione animale non sono mai mancati gli annunci. Sono mancate invece le decisioni. Da parte nostra non c’e’ mai stata alcuna ambiguita’. Le forze di opposizione sostengono da anni la necessita’ di rafforzare la tutela degli animali e di accompagnare il superamento delle carrozze trainate da cavalli attraverso la riconversione del settore. Lo abbiamo fatto con atti, proposte e iniziative pubbliche, assumendoci sempre la responsabilita’ delle nostre posizioni. Anche per questo appare sorprendente il tentativo di riscrivere una storia che il Consiglio comunale conosce bene”. “Nel regolamento sul benessere animale – cntinua l’opposizione – e’ gia’ presente uno specifico articolo dedicato alla trazione animale. Eppure, ogni volta che si arriva al momento delle scelte, si cerca una nuova ragione per rinviare. Non solo. Da oltre un anno e’ depositata una proposta di delibera che prevede un percorso concreto per accompagnare la sostituzione delle carrozze trainate da cavalli con mezzi elettrici. Anche su questo fronte la maggioranza non ha mai consentito che si arrivasse fino in fondo. I fatti parlano chiaro anche sul piano delle risorse. Nel 2023 – conclude l’opposizione alla giunta guidata da Roberto Lagalla -l’opposizione individuo’ un milione e mezzo di euro da destinare alla riconversione del settore e al progressivo superamento della trazione animale. Fu proprio la maggioranza a opporsi a quella scelta, rinviando tutto a un futuro regolamento che ancora oggi non e’ stato approvato. Per questo e’ difficile prendere sul serio chi oggi prova ad accreditarsi come difensore del benessere animale”.

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PROTESTA ANTI-CORRIDA DURANTE UDIENZA PAPALE

3 Giugno 2026 ore 16:28

Protesta contro la corrida in piazza San Pietro. Due manifestanti dell’organizzazione per i diritti degli animali Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) sono stati scortati via dalla sicurezza papale dopo aver interrotto il passaggio della papamobile del pontefice durante un’udienza generale. Leone XIV partirà sabato per una visita di sette giorni in Spagna, paese in cui si svolgono circa 1.500 corride all’anno.

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RAGUSA, CAGNETTA KIM TORNA A CORRERE CON PROTESI 3D

3 Giugno 2026 ore 16:26

Kim, una cagnetta di tre anni, con un moncone al posto di una zampetta a causa di un incidente, potrà tornare a correre grazie a una protesi realizzata con una stampante 3D. La sua storia inizia otto mesi fa, a ottobre 2025, quando venne ritrovata abbandonata sul ciglio di una strada, tra Chiaramonte e Pedalino, nel Ragusano: era sanguinante, debilitata, con un moncone al posto della zampa posteriore sinistra. I volontari del ‘Canile rifugio degli Iblei Achille Birotto’ di Chiaramonte Gulfi si sono presi cura di lei, a poco a poco la ferita si è rimarginata e Kim, un pitbull dall’indole dolcissima, inizia a riprendersi. Ma il suo futuro sembrava segnato fino a quando Pietro Di Falco, tecnico ortopedico , l’ha incontrata e se ne è ‘innamorato’. Oggi Pietro trascorre con lei gran parte del suo tempo libero. Lei resta seduta nella sua cuccia, nella stanzetta vicina alle officine che realizzano le protesi, poi fa rientro al canile. Pietro Di Falco ha ideato una piccola protesi, realizzata con stampante 3D. I componenti non deperibili (le parti esterne) sono in acciaio, l’invaso che accoglie il moncherino è in materiale Tpu, realizzato in 3D e, quindi, facilmente replicabile qualora – com’è normale che accada – vada soggetto a deterioramento a causa dell’usura. “Kim è una cagnetta buonissima – racconta Di Falco -. Nonostante il trauma e l’amputazione, non ha perso il movimento dell’arto amputato e questo agevola l’intervento di protesi. Se non ci fosse la protesi il moncone tenderebbe ad appoggiarsi a terra e ciò provocherebbe delle ulcerazioni. La protesi è necessaria soprattutto durante le passeggiate o la corsa su un prato. Kim ha accettato fin dal primo momento la protesi ed è riuscita a recuperare tutti i movimenti originari. Per ora sta spesso con me, deve abituarsi e io la sto monitorando. Poi ritorna al canile”. “Kim è in cerca di una buona adozione – conclude -. Presto tornerà a correre chi volesse adottarla saprà che io mi occuperò per sempre, gratuitamente, della sua protesi. Quando questa si deteriorerà, o ci sarà bisogno di interventi, sarò io a intervenire: ho promesso a Kim che mi occuperò sempre di lei e manterrò la mia promessa. Se nessuno dovesse volerla adottare, potrei farlo io”. (Immagine di repertorio)

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NAPOLI: SALVATO RARO UCCELLO MIGRATORE, IL “SUCCIACAPRE”

3 Giugno 2026 ore 16:24

La Polizia Metropolitana di Napoli ha recuperato all’aeroporto di Capodichino un esemplare di succiacapre, un raro uccello migratore. Il pennuto ora è in cura al centro recupero animaliselvatici. L’uccello, specie protetta dalla legge, è stato soccorso dopo essersi rifugiato in un hangar della manutenzione aeronautica. Lunedì mattina i tecnici di un’azienda che si occupa della manutenzione degli aeromobili all’aeroporto di Capodichino hanno contattato la Polizia Metropolitana di Napoli segnalando la presenza di un esemplare di succiacapre (caprimulgus europaeus) rifugiatosi all’interno di uno degli hangar destinati alla manutenzione degli aerei. L’uccello era incapace di volare e versava in condizioni di evidente difficoltà. Gli agenti della Polizia Metropolitana di Napoli sono intervenuti prontamente, recuperando l’esemplare e affidandolo alle cure dei veterinari del Cras — Centro Recupero animali Selvatici “Federico II” del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni animali dell’Università di Napoli operante all’Asl Napoli 1 Centro. I sanitari hanno riscontrato un grave stato di denutrizione e stress, riconducibile all’impegnativo viaggio migratorio che in questo periodo porta la specie dall’Africa all’Europa per la stagione riproduttiva. I veterinari hanno immediatamente avviato le cure necessarie per la sua riabilitazione per poterlo successivamente liberare. Il succiacapre è uno degli uccelli più affascinanti, misteriosi e insoliti della fauna europea. È un maestro del mimetismo ed è legato ad antiche leggende popolari. Il nome “succiacapre” deriva da una credenza popolare errata che risale addirittura all’antica Grecia (Plinio il Vecchio ne parlava già nella sua Naturalis Historia). La leggenda narra che questo uccello notturno volasse nelle stalle per succhiare il latte dalle mammelle delle capre, causandone la cecità o l’inaridimento. In realtà, il succiacapre frequenta spesso i pascoli semplicemente perché è attratto dai grandi stormi di insetti (mosche, tafani, falene) che ronzano intorno al bestiame. Per questo motivo, il succiacapre viene considerato un prezioso alleato dell’agricoltura: si nutre, infatti, quasi esclusivamente di insetti, che cattura in volo con tecniche aeree di grande abilità, incluso il caratteristico volo stazionario detto “Spirito Santo”. Il succiacapre è un uccello dalle abitudini crepuscolari e notturne, grazie ai suoi grandi occhi neri, è caratterizzato da testa e becco molto larghi e da un piumaggio mimetico grigiastro con striature chiare e scure, che riproducono fedelmente l’aspetto della corteccia di un albero o del terreno secco. Di giorno si posa immobile su un ramo e, nei fatti, diventa praticamente invisibile. Da buon cacciatore notturno, comincia a volare al crepuscolo, in modo silenzioso, acrobatico e leggero, come un pipistrello o una grande falena. Per questo motivo, certe tradizioni popolari italiane lo hanno anche erroneamente etichettato come “vampiro”

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ROMA, FUGA DEI CAVALLI IL 2 GIUGNO: INDAGATO UN VIGILE

3 Giugno 2026 ore 16:16

Un agente della Polizia locale indagato e altri tre le cui posizioni sono al vaglio della procura di Roma nell’inchiesta avviata in relazione sull’episodio della fuga di una trentina di cavalli durante le prove per la parata del 2 Giugno. Ad essere iscritto sul registro degli indagati l’agente della polizia locale di Roma Capitale che ha acceso i fuochi d’artificio nella zona delle Teme di Caracalla scatenando la reazione degli animali. All’agente il procuratore aggiunto Giuseppe De Falco contesta i reati di lesioni colpose e accensioni ed esplosioni pericolose aggravate. Altri tre agenti sono invece citati nell’informativa finita sul tavolo dei magistrati, ma ancora non formalmente iscritti sul registro degli indagati. Le loro posizioni sono al vaglio.

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