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Rischio Nucleare – Cosa sappiamo e cosa c’è da sapere “Iodio-profilassi”

26 Marzo 2025 ore 14:19

Psicosi da Iodio-profilassi

A seguito delle vicende belliche riguardanti l’est Europa e la confinante Russia, la paura di un conflitto nucleare ed il relativo rischio radioattivo, ha scatenato una psicosi di massa portando i meno attenti ad un acquisto compulsivo delle compresse del famigerato Iodio o Ioduro di Potassio su qualsiasi sito lo rendesse disponibile.

La psicosi da iodoprofilassi è un fenomeno psicologico e comportamentale che si manifesta in alcune situazioni di emergenza radiologica o nucleare. È legato alla reazione di massa all’idea di dover assumere iodio stabile (ioduro di potassio, KI) per proteggere la tiroide dall’assorbimento di iodio radioattivo rilasciato nell’ambiente durante un incidente nucleare.

Cos’è la Iodio-profilassi per rischio radioattivo?

La iodio-profilassi è una misura preventiva adottata per proteggere la tiroide dall’assorbimento di iodio radioattivo in caso di esposizione a radiazioni, come durante un incidente nucleare o un’esplosione di una bomba atomica. Consiste nell’assunzione controllata di ioduro di potassio (KI), un composto chimico contenente iodio stabile, che satura temporaneamente la tiroide, impedendole di captare lo iodio radioattivo disperso nell’ambiente.

La tiroide utilizza lo iodio per produrre ormoni tiroidei. In caso di contaminazione, può assorbire lo iodio radioattivo, aumentando il rischio di danni cellulari e di sviluppare tumori, in particolare nei bambini e nei giovani adulti. Assumendo iodio stabile (non radioattivo) prima o durante l’esposizione, la tiroide si “satura”, riducendo o impedendo l’assorbimento dello iodio radioattivo.

Quando è necessaria?

La iodioprofilassi è indicata solo in caso di rischio concreto di esposizione a iodio radioattivo. Non è una misura preventiva generale e deve essere attivata su indicazione delle autorità sanitarie o di protezione civile.
È più efficace se il KI viene assunto entro poche ore prima o dopo l’esposizione al materiale radioattivo. Idealmente, entro 2 ore prima dell’arrivo del plume radioattivo.

Conti alla mano

Integratore da 225 mcg ossia 0,23 mg
Occorrerebbero 565 compresse al giorno a testa per una dose anti radiazioni da 130 mg

In rete è possibile trovare numerosi prodotti a base di ioduro di potassio stabile sotto forma di integratori, il problema però è che non sono idonei alla iodioprofilassi per incidente nucleare.

La motivazione è semplice; le compresse integratori hanno una grammatura in genere da 200/300 mcg (microgrammi ossia la milionesima parte del grammo).
Le compresse ufficiali di KI per la profilassi hanno una grammatura da 65 mg (milligrammi ossia la millesima parte del grammo).

Fatta questa premessa sulle grammature è importate capire i dosaggi.

Secondo gli studi della EUROPEAN COMMISSION – RADIATION PROTECTION, il dosaggio per un adulto di età inferiore ai 40 anni fino ai 12 anni è di circa 130 mg ossia 2 compresse di quelle ufficiali, se si dovessero usare invece quelle da integratori occorrerebbe ingerirne al giorno circa 650 per arrivare alla dose giusta (vedi Tabella).

Da qui si evince che spendere soldi per un prodotto che non è fisicamente possibile usare per lo scopo per cui lo si acquista è inutile.

Link Utili:

Chi deve assumerlo?

Popolazione più a rischio: Neonati, bambini, adolescenti e donne in gravidanza sono i più vulnerabili ai danni tiroidei causati da iodio radioattivo.
Gli adulti sopra i 40 anni generalmente non necessitano di iodio-profilassi, poiché il rischio di sviluppare tumori tiroidei è molto basso, e gli effetti collaterali potrebbero superare i benefici.

Chi è preposto alla distribuzione delle compresse di Ioduro di Potassio?

La fornitura di ioduro di potassio (KI) per incidenti nucleari è generalmente gestita da autorità nazionali o locali, in collaborazione con organismi internazionali, in base a protocolli di emergenza radiologica. Ecco una panoramica di chi può fornire il KI in tali situazioni:

Autorità sanitarie nazionali

  • Ministero della Salute: In molti Paesi, il Ministero della Salute è responsabile di acquisire e distribuire le scorte di KI, assicurandone la disponibilità in caso di emergenze nucleari.
  • Istituzioni sanitarie locali: Possono essere coinvolte nella distribuzione sul territorio, ad esempio attraverso ospedali, farmacie o punti di distribuzione organizzati.

Protezione Civile

  • In molte nazioni, la protezione civile coordina la risposta a emergenze nucleari e distribuisce ioduro di potassio nelle aree a rischio. Questo può includere scuole, luoghi di lavoro e abitazioni situate vicino a centrali nucleari.

Aziende farmaceutiche autorizzate

  • In alcuni Paesi, aziende farmaceutiche producono ioduro di potassio per uso medico e possono fornire scorte alle autorità governative o venderlo al pubblico con prescrizione medica o in libera vendita, a seconda della normativa.

Organizzazioni internazionali

  • Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) e Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): Questi enti possono assistere i Paesi nell’approvvigionamento e nella distribuzione di KI in caso di emergenze di portata internazionale.

Strutture locali nei pressi di centrali nucleari

  • In alcune regioni, i cittadini che vivono entro un certo raggio da una centrale nucleare ricevono scorte di ioduro di potassio come parte delle misure di preparazione alle emergenze.

Cosa fare in caso di emergenza:

  1. Seguire le indicazioni delle autorità competenti: Non assumere KI senza che venga dichiarato necessario.
  2. Evacuazione prioritaria: Il KI non è una protezione totale; è complementare alle altre misure, come l’evacuazione e il riparo al chiuso.
  3. Consultare fonti ufficiali: I canali delle autorità (come siti governativi, protezione civile, o ministero della salute) sono i più affidabili per sapere dove ottenere KI.

Nel caso di incidente dove si necessita la diffusione del farmaco, in ogni regione esposta vengono istituiti dei punti di consegna organizzati dalle istituzioni sanitarie, eventualmente coadiuvate da organizzazioni di volontariato.
L’eventuale somministrazione del farmaco verrà fatta in autonomia e con screening nominativo.

Nota: Limiti della iodioprofilassi?

L’uso di ioduro di potassio è raccomandato solo per proteggere la tiroide dall’assorbimento di iodio radioattivo. Non offre protezione contro altri isotopi radioattivi o contro i danni da radiazione totale. La distribuzione è mirata e avviene solo nelle zone in cui vi è un rischio concreto e immediato.

Non protegge da altri tipi di radionuclidi (cesio-137, stronzio-90) o dalle radiazioni ionizzanti in generale.
Non sostituisce altre misure di protezione, come l’evacuazione, il riparo al chiuso o l’uso di filtri per l’aria.

Effetti collaterali?

Sebbene generalmente sicuro, il KI può causare reazioni avverse, come:

  • Disturbi gastrointestinali (nausea, vomito).
  • Reazioni allergiche (rare).
  • Problemi tiroidei (ipotiroidismo o ipertiroidismo transitori).

È importante seguire le dosi raccomandate e le indicazioni delle autorità competenti.

Conclusioni

La iodioprofilassi è una misura salvavita in caso di emergenze radiologiche con rilascio di iodio radioattivo, ma deve essere utilizzata in modo responsabile e solo su indicazione delle autorità. La distribuzione e l’informazione preventiva sono fondamentali per garantire un uso appropriato.

ATTENZIONE!
Tutte le informazioni scritte nell’articolo sono da intendersi allo stato dell’arte, ossia alla data di pubblicazione.

L'articolo Rischio Nucleare – Cosa sappiamo e cosa c’è da sapere “Iodio-profilassi” proviene da Associazione Italiana Preppers.

EU OS: A Bold Step Toward Digital Sovereignty for Europe

26 Marzo 2025 ore 01:32
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EU OS

A new initiative, called "EU OS," has been launched to develop a Linux-based operating system tailored specifically for the public sector organizations of the European Union (EU). This community-driven project aims to address the EU's unique needs and challenges, focusing on fostering digital sovereignty, reducing dependency on external vendors, and building a secure, self-sufficient digital ecosystem.

What Is EU OS?

EU OS is not an entirely novel operating system. Instead, it builds upon a Linux foundation derived from Fedora, with the KDE Plasma desktop environment. It draws inspiration from previous efforts such as France's GendBuntu and Munich's LiMux, which aimed to provide Linux-based systems for public sector use. The goal remains the same: to create a standardized Linux distribution that can be adapted to different regional, national, and sector-specific needs within the EU.

Rather than reinventing the wheel, EU OS focuses on standardization, offering a solid Linux foundation that can be customized according to the unique requirements of various organizations. This approach makes EU OS a practical choice for the public sector, ensuring broad compatibility and ease of implementation across diverse environments.

The Vision Behind EU OS

The guiding principle of EU OS is the concept of "public money – public code," ensuring that taxpayer money is used transparently and effectively. By adopting an open-source model, EU OS eliminates licensing fees, which not only lowers costs but also reduces the dependency on a select group of software vendors. This provides the EU’s public sector organizations with greater flexibility and control over their IT infrastructure, free from the constraints of vendor lock-in.

Additionally, EU OS offers flexibility in terms of software migration and hardware upgrades. Organizations can adapt to new technologies and manage their IT evolution at a manageable cost, both in terms of finances and time.

However, there are some concerns about the choice of Fedora as the base for EU OS. While Fedora is a solid and reliable distribution, it is backed by the United States-based Red Hat. Some argue that using European-backed projects such as openSUSE or KDE's upcoming distribution might have aligned better with the EU's goal of strengthening digital sovereignty.

Conclusion

EU OS marks a significant step towards Europe's digital independence by providing a robust, standardized Linux distribution for the public sector. By reducing reliance on proprietary software and vendors, it paves the way for a more flexible, cost-effective, and secure digital ecosystem. While the choice of Fedora as the base for the project has raised some questions, the overall vision of EU OS offers a promising future for Europe's public sector in the digital age.

Source: It's FOSS

Linus Torvalds Acknowledges Missed Release of Linux 6.14 Due to Oversight

26 Marzo 2025 ore 01:30

Linus Torvalds Acknowledges Missed Release of Linux 6.14 Due to Oversight

Linux kernel lead developer Linus Torvalds has admitted to forgetting to release version 6.14, attributing the oversight to his own lapse in memory. Torvalds is known for releasing new Linux kernel candidates and final versions on Sunday afternoons, typically accompanied by a post detailing the release. If he is unavailable due to travel or other commitments, he usually informs the community ahead of time, so users don’t worry if there’s a delay.

In his post on March 16, Torvalds gave no indication that the release might be delayed, instead stating, “I expect to release the final 6.14 next weekend unless something very surprising happens.” However, Sunday, March 23rd passed without any announcement.

On March 24th, Torvalds wrote in a follow-up message, “I’d love to have some good excuse for why I didn’t do the 6.14 release yesterday on my regular Sunday afternoon schedule,” adding, “But no. It’s just pure incompetence.” He further explained that while he had been clearing up unrelated tasks, he simply forgot to finalize the release. “D'oh,” he joked.

Despite this minor delay, Torvalds’ track record of successfully managing the Linux kernel’s development process over the years remains strong. A single day’s delay is not critical, especially since most Linux users don't urgently need the very latest version.

The new 6.14 release introduces several important features, including enhanced support for writing drivers in Rust—an ongoing topic of discussion among developers—support for Qualcomm’s Snapdragon 8 Elite mobile chip, a fix for the GhostWrite vulnerability in certain RISC-V processors from Alibaba’s T-Head Semiconductor, and a completed NTSYNC driver update that improves the WINE emulator’s ability to run Windows applications, particularly games, on Linux.

Although the 6.14 release went smoothly aside from the delay, Torvalds expressed that version 6.15 may present more challenges due to the volume of pending pull requests. “Judging by my pending pile of pull requests, 6.15 will be much busier,” he noted.

You can download the latest kernel here.

AerynOS 2025.03 Alpha Released with GNOME 48, Mesa 25, and Linux Kernel 6.13.8

26 Marzo 2025 ore 01:27
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AerynOS

AerynOS 2025.03 has officially been released, introducing a variety of exciting features for Linux users. The release includes the highly anticipated GNOME 48 desktop environment, which comes with significant improvements like HDR support, dynamic triple buffering, and a Wayland color management protocol. Other updates include a battery charge limiting feature and a Wellbeing option aimed at improving user experience.

This release, while still in alpha, incorporates Linux kernel 6.13.8 and the updated Mesa 25.0.2 graphics stack, alongside tools like LLVM 19.1.7 and Vulkan SDK 1.4.309.0. Additionally, the Moss package manager now integrates os-info to generate more detailed OS metadata via a JSON file.

Future plans for AerynOS include automated package updates, easier rollback management, improved disk handling with Rust, and fractional scaling enabled by default. The installer has also been revamped to support full disk wipes and dynamic partitioning.

Although still considered an alpha release, AerynOS 2025.03 can be downloaded and tested right now from its official website.

Source: 9to5Linux

Xojo 2025r1: Big Updates for Developers with Linux ARM Support, Web Drag and Drop, and Direct App Store Publishing

26 Marzo 2025 ore 01:24
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Xojo ARM

Xojo has just rolled out its latest release, Xojo 2025 Release 1, and it’s packed with features that developers have been eagerly waiting for. This major update introduces support for running Xojo on Linux ARM, including Raspberry Pi, brings drag-and-drop functionality to the Web framework, and simplifies app deployment with the ability to directly submit apps to the macOS and iOS App Stores.

Here’s a quick overview of what’s new in Xojo 2025r1:

1. Linux ARM IDE Support

Xojo 2025r1 now allows developers to run the Xojo IDE on Linux ARM devices, including popular platforms like Raspberry Pi. This opens up a whole new world of possibilities for developers who want to create apps for ARM-based devices without the usual complexity. Whether you’re building for a Raspberry Pi or other ARM devices, this update makes it easier than ever to get started.

2. Web Drag and Drop

One of the standout features in this release is the addition of drag-and-drop support for web applications. Now, developers can easily drag and drop visual controls in their web projects, making it simpler to create interactive, user-friendly web applications. Plus, the WebListBox has been enhanced with support for editable cells, checkboxes, and row reordering via dragging. No JavaScript required!

3. Direct App Store Publishing

Xojo has also streamlined the process of publishing apps. With this update, developers can now directly submit macOS and iOS apps to App Store Connect right from the Xojo IDE. This eliminates the need for multiple steps and makes it much easier to get apps into the App Store, saving valuable time during the development process.

4. New Desktop and Mobile Features

This release isn’t just about web and Linux updates. Xojo 2025r1 brings some great improvements for desktop and mobile apps as well. On the desktop side, all projects now include a default window menu for macOS apps. On the mobile side, Xojo has introduced new features for Android and iOS, including support for ColorGroup and Dark Mode on Android, and a new MobileColorPicker for iOS to simplify color selection.

5. Performance and IDE Enhancements

Xojo’s IDE has also been improved in several key areas. There’s now an option to hide toolbar captions, and the toolbar has been made smaller on Windows. The IDE on Windows and Linux now features modern Bootstrap icons, and the Documentation window toolbar is more compact. In the code editor, developers can now quickly navigate to variable declarations with a simple Cmd/Ctrl + Double-click. Plus, performance for complex container layouts in the Layout Editor has been enhanced.

What Does This Mean for Developers?

Xojo 2025r1 brings significant improvements across all the platforms that Xojo supports, from desktop and mobile to web and Linux. The added Linux ARM support opens up new opportunities for Raspberry Pi and ARM-based device development, while the drag-and-drop functionality for web projects will make it easier to create modern, interactive web apps. The ability to publish directly to the App Store is a game-changer for macOS and iOS developers, reducing the friction of app distribution.

How to Get Started

Xojo is free for learning and development, as well as for building apps for Linux and Raspberry Pi. If you’re ready to dive into cross-platform development, paid licenses start at $99 for a single-platform desktop license, and $399 for cross-platform desktop, mobile, or web development. For professional developers who need additional resources and support, Xojo Pro and Pro Plus licenses start at $799. You can also find special pricing for educators and students.

Download Xojo 2025r1 today at xojo.com.

Final Thoughts

With each new release, Xojo continues to make cross-platform development more accessible and efficient. The 2025r1 release is no exception, delivering key updates that simplify the development process and open up new possibilities for developers working on a variety of platforms. Whether you’re a Raspberry Pi enthusiast or a mobile app developer, Xojo 2025r1 has something for you.

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