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Contrarian Investing: Profiting by Going Against the Crowd

di: admin
8 Marzo 2026 ore 22:00

Understanding Contrarian Investing Contrarian investing is an investment strategy that involves taking positions contrary to prevailing market trends. The fundamental idea is to buy when others are selling and sell when others are buying. This approach relies on the principle that markets and investors can sometimes overreact to news and events, thereby creating opportunities for […]

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USB LIVORNO: "UN'ALTRA SPALLATA AL CCNL MULTISERVIZI". DAL 1° MARZO ANCHE I LAVORATORI IN APPALTO DELLA COOP ATI LAVORANO CON IL CCNL UTILITALIA COME I LORO COLLEGHI AAMPS ABBANDONANDO DEFINITIVAMENTE IL CCNL MULTISERVIZI

8 Marzo 2026 ore 18:07

La campagna del nostro sindacato contro il Ccnl multiservizi continua imperterrita. Anche i  lavoratori della Coop ATI che ogni giorno raccolgono i rifiuti ingombranti dei cittadini livornesi per conto di Aamps, dal 1° marzo hanno il contratto Utilitalia come i loro colleghi. Altri 5 lavoratori che abbandonano un contratto misero e improprio che tuttavia impiega  in Italia un esercito di lavoratori e lavoratrici soprattutto in appalto.
Appalti e Ccnl multiservizi sono un binomio che combattiamo ogni giorno con applicazione e chiarezza.

Quello dei lavoratori ATI è solo l'ultimo tassello di una battaglia che negli ultimi 2 anni ha visto vincere anche altri lavoratori e lavoratrici:

- 71 lavoratori del salumificio Sandri non lavorano più in appalto e sono diventati dipendenti diretti passando anche dal Ccnl multiservizi a quello delle industrie alimentari.
- 11 autisti degli scuolabus fra Livorno e Rosignano sono passati dal Ccnl multiservizi al Ccnl autoferrotranvieri
- 18 lavoratori dei cimiteri pubblici di Livorno hanno abbandonato l'appalto e sono diventati dipendenti diretti di Aamps oltre a passare da Ccnl Multiservizi a Ccnl Utilitalia dei cimiteri.

Sì alle internalizzazioni, no agli appalti, no al Ccnl multiservizi. Questo è sempre stato il nostro slogan e questa è la battaglia che ogni giorno portiamo avanti nella giungla degli appalti della logistica, del porto ma soprattutto dei servizi pubblici dove è totalmente inaccettabile che istituzioni o società pubbliche permettano l'applicazione nei loro appalti di contratti inappropriati o poveri.

Annunciamo già quali saranno i due prossimi obiettivi della nostra lotta su appalti pubblici e Ccnl multiservizi:

1. Via il Ccnl multiservizi applicato ai 10 lavoratori AVR che ogni giorno 7 giorni su 7 con reperibilità festiva e notturna, fanno lavori edili nelle nostre strade sistemando marciapiedi e buche, ripristinando la cartellonistica stradale e le strisce a terra in e che si occupano del verde cittadino. Un gruppo di lavoratori che in poche unità si trova a dover affrontare tutte le emergenze sulla viabilità e che in modo totalmente inappropriato sono contrattualizzati con il Ccnl multiservizi.
2. Ci sono 35 lavoratrici della Coop Colser che a Livorno e provincia presiedono le portinerie di ogni palazzo istituzionale che lavorano Ccnl multiservizi con livelli bassissimi e part time involontario cosicché si trovano a guadagnare ogni mese cifre ampiamente sotto i 1000 euro. Un appalto milionario regionale che gestisce centinaia di lavoratori e lavoratrici della portineria dei palazzi del potere in tutta la Toscana, vivono con molto meno di 1000 euro al mese. Domani sarà l'8 marzo e il part time involontario è tutt'oggi per moltissime lavoratrici un problema gigantesco a livello di reddito che va a minare anche la loro autonomia e indipendenza economica creando grossi disagi in famiglie monoreddito.
Anche nella logistica portuale, nonostante quanto sancito chiaramente dall’art 42 del contratto nazionale Trasporto e Logistica, si continua ad applicare impunemente questo contratto. Così come anche nell’industria. Nello stabilimento Magna, ad esempio, ai lavoratori che si occupano del magazzino e della logistica interna è stato venduto un parziale aumento dello stipendio come una vittoria. Mentre invece doveva essere applicato un diverso contratto nazionale senza inutili e dannosi compromessi a ribasso.
La battaglia contro appalti e Ccnl Multiservizi non è per noi né un vezzo né una questione tecnica. Nell'applicazione dei Ccnl appropriati ci passa molto in termini di salute e sicurezza ma spesso anche fino a 200 euro mensili di differenza retributiva.


NOI CONTINUEREMO QUESTA BATTAGLIA E LA VINCEREMO COME ABBIAMO FATTO PER I 105 LAVORATORI E LAVORATRICI CHE HANNO DEFINITIVAMENRE ABBANDONATO IL CCNL MULTISERIVIZI SUL NOSTRO TERRITORIO NEGLI ULTIMI 2 ANNI
USB Livorno

Australia, nei in forte calo nei bambini: ecco qual è l’effetto sul melanoma

8 Marzo 2026 ore 11:30

Le campagne estive sulla protezione solare nei bambini stanno portando i loro effetti in Australia. Un articolo di due scienziati su The Conversation non parla solo di risultati scientifici, ma è anche uno spaccato storico sulla comunicazione medica e sociale. Per i bambini, nel 1981, fu utilizzato un cartone animato. Slip, Slop, Slap è il titolo, un gabbiano che fa surf è il personaggio principale.

Il dato confortante dello studio pubblicato, riguarda il numero di nei che hanno oggi i bambini rispetto ai coetanei del 1992. È dimezzato, e questo è importante perché significa potenzialmente meno pazienti affetti da melanoma. È il cancro della pelle più pericoloso, inizia con le alterazioni dei melanociti, le cellule della pigmentazione. I nei comuni, alcuni sono innocui (la maggior parte), altri indicatori di rischio.

Il team di ricerca del Brisbane Twin Nevus Study è guidato da David Duffy e Nick Martin del QIMR Berghofer Medical Research Institute. Insieme hanno condotto un lungo studio dal 1992 fino al 2016. Sono stati monitorati ben 4.000 bambini. In questo periodo, il numero medio di nei è sceso del 47%, una percentuale importante.

i bambini australiani hanno ora la metà dei nei rispetto ai bambini del 1992

Le scottature solari vanno evitate nei bambini: la prevenzione rimane fondamentale e uno studio nel Queensland valorizza l’abbigliamento protettivo anti raggi UV cresciuto negli anni

Il dato si collega al rischio di melanoma nel corso della vita. I bambini con meno nei hanno fino a quattro volte meno rischio rispetto ai coetanei degli anni Ottanta. La protezione solare con filtro contro i raggi UV ha contribuito e continua a contribuire a questo risultato. Non si tratta di semplici creme solari, ma di prodotti specifici per l’infanzia, con un fattore protettivo più alto.

Accanto alle creme solari, i fattori protettivi sono cresciuti anche con altri elementi. Vestiti, cappelli con visiera anti-UV, abiti e occhiali da sole e da vista. Su questi accessori sono stati monitorati 25 asili nido del Queensland. I bambini con abbigliamento protettivo hanno mostrato una riduzione dei rischi del 25% entro i cinque anni di età. Questo dato è importante, ma sottolinea anche che il melanoma rappresenta un rischio già nella prima infanzia, colpendo bambini molto piccoli. La prevenzione deve continuare, soprattutto per le scottature solari, che spesso sono accidentali e possono verificarsi anche dove i genitori sono molto attenti e precisi.

Australia, nei in forte calo nei bambini: ecco qual è l’effetto sul melanoma è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace

Specie migratorie in declino: l’influenza aviaria emerge come minaccia crescente

8 Marzo 2026 ore 10:25

L’influenza aviaria ogni tanto riemerge nei titoli di giornali, oggi lo ritroviamo su Down To Earth e a seguito di uno studio ONU sulla fauna selvatica migratoria. Il calo del 5% in due anni è dovuto proprio alla famosa malattia infettiva di ceppo A che colpisce soprattutto uccelli selvatici e domestici a causa dei virus H5 e H7. Il rapporto 2024 delle Nazioni Unite afferma che il 49% delle popolazioni globali di specie migratorie protette è in declino. Il dato più allarmante è che il 24% di questi animali rischia l’estinzione completa e la percentuale è aumentata del 2% rispetto allo scorso anno.

Secondo il trend demografico aggiornato periodicamente, sono 592 le specie con nascite in calo e morti elevate. L’influenza aviaria è definita anche influenza altamente patogena per il numero di morti e di contagi che crea. Sta mettendo a rischio specie come il pinguino africano (Spheniscus demersus), i pinguini di Humboldt (Spheniscus humboldti) e i pellicani peruviani. Possiamo elencare anche altri animali che vivono in tutti e cinque i continenti.

gazzella mongola

Perché l’influenza aviaria ad alta patogenicità mette a rischio le specie migratorie: dati ONU e discussioni globali al CMS COP15 evidenziano urgenza di conservazione e protezione

Si è certi che l’influenza aviaria sia la causa del calo demografico, ma essendoci anche altri fattori, si devono raccogliere dati ulteriori sulle cause e conseguenze dirette. Queste sono le parole dei ricercatori nel rapporto: “Sebbene gli impatti a lungo termine dell’influenza aviaria ad alta patogenicità siano incerti, queste epidemie hanno aggravato le pressioni già a cui sono sottoposte le specie migratorieL’emergere dell’influenza aviaria ad alta patogenicità è particolarmente preoccupante per le specie migratorie longeve, sensibili a qualsiasi aumento della mortalità“.

Questi dati non vengono solo scritti, ma creano dibattiti, discussioni e scambi all’interno delle conferenze mondiali. Ad esempio la 15ª riunione delle Parti della Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici di animali selvatici (CMS COP15). Un trattato e momento vincolante delle Nazioni Unite, il prossimo incontro sarà dal 23 al 29 marzo a Campo Grande, Brasile.

L’evento dura una settimana ed è un incontro globale tra i più importanti dedicati alla conservazione della fauna selvatica. Ogni anno i dati che vengono raccolti e riportati sono tanti; molti richiamano sempre l’urgenza di gestire anche il cambiamento climatico, l’inquinamento, la caccia e minacce biologiche e sistemiche, come l’influenza aviaria.

Specie migratorie in declino: l’influenza aviaria emerge come minaccia crescente è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace

Un enigma di 85 milioni di anni: il Doratodon carcharidens ridisegna la mappa preistorica dell’Europa

8 Marzo 2026 ore 09:12

I resti fossili di un coccodrillo fanno riemergere l’ipotesi di un ponte tra Europa e Africa nel periodo Cretaceo. Il ritrovamento di animali simili da una parte all’altra dei due continenti suggeriva questo collegamento. Il rettile trovato dai paleontologi era in Ungheria, ma le sue origini sono del Gondwana: come ci è arrivato? Gli studiosi hanno scoperto parentele e somiglianze strette fra due coccodrilli o rettili simili, infittendo il mistero degli animali presenti tra i due continenti.

In passato, l’Europa era un arcipelago tropicale, aveva anche un clima più caldo, umido e una vegetazione diversa. Molte regioni italiane, un tempo, erano fondali marini. Ad un certo punto, ben 200 milioni di anni fa, avviene una rottura tra la Pangea della Laurasia settentrionale e quella del Gondwana meridionale. Questa rottura ha creato nel tempo placche tettoniche, faglie e fratture ancora oggi visibili e studiate dai geologi.

Si svilupparono l’Europa e l’Africa con questa separazione, e questo secondo continente conserva ancora molti misteri sulla sua forma e evoluzione. Guardando le mappe geografiche, tutti notano le forme quasi coincidenti tra la costa africana e la costa sudamericana, il che aumenta le curiosità sul collegamento preistorico con l’Europa.

cranio fossile di Doratodon carcharidens, risalente a 85 milioni di anni fa, rinvenuto in Ungheria

cranio fossile di Doratodon carcharidens, risalente a 85 milioni di anni fa, rinvenuto in Ungheria

Conosciamo meglio il coccodrillo Doratodon carcharidens, da non confondere mai con un dinosauro anche se alcune caratteristiche erano simili. Lo studio e le affermazioni degli studiosi ungheresi

Il coccodrillo scoperto in Ungheria suggerisce un ennesimo animale migrato dall’Africa all’Europa: ha nuotato oppure ha trovato un collegamento terrestre? Queste sono le parole di Máté Szegszárdi dell’Università Eötvös Loránd: “Questo è difficile da conciliare con una netta separazione tra Laurasia e Gondwana“. Questo team appoggia ancora l’ipotesi di un pezzo di terra che ha consentito agli animali di spostarsi, uno scenario tettonico esistente solo nel Cretaceo ma poi scomparso.

Il coccodrillo che stimola nuovi interrogativi paleogeologici è stato chiamato Doratodon carcharidens, possedeva un cranio lungo, denti seghettati e taglienti, ricordava i dinosauri carnivori ma non lo era. I suoi fossili sono stati scoperti nel 2018. Queste caratteristiche erano state documentate prima nei coccodrilli africani e sudamericani, i due continenti dalle forme che combaciano.

Un enigma di 85 milioni di anni: il Doratodon carcharidens ridisegna la mappa preistorica dell’Europa è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace

Problema hardware / Hardware issue

di: ale
8 Marzo 2026 ore 09:16

[IT] Stiamo avendo dei problemi hardware con uno dei server di posta stamattina, attendiamo aggiornamenti dal provider.

AGGIORNAMENTO: tutto è tornato a posto.

[EN] We’re having some hardware issues with one of the email servers today. We’re waiting for updates and an ETA from the provider.

UPDATE: all services are back now.

Attualità - Le riforme del Parlamento europeo - Rafforzare l'integrità, l'indipendenza e la responsabilità del Parlamento

31 Agosto 2023 ore 16:44
Scoprite le misure adottate dal Parlamento europeo per rafforzare la propria integrità, colmare le lacune, proteggere l'istituzione e i suoi membri dai tentativi di ingerenza sul lavoro.

Fonte : © Unione europea, 2024 - PE

Attualità - Cambiamenti nella Commissione europea del 2023 - Il Parlamento approva Hoekstra e Šefčovič per nuovi incarichi in Commissione.

20 Luglio 2023 ore 17:11
Dopo l'approvazione da parte del Parlamento europeo della nuova commissaria bulgara, i deputati si sono pronunciati sui cambiamenti all’azione per il clima ai vertici della Commissione.

Fonte : © Unione europea, 2023 - PE

Attualità - L'Europa è questa: dibattiti in aula con i leader dell'UE - Come valutano l'attuale stato dell'Unione i capi di Stato e di governo dell'UE?

9 Settembre 2022 ore 18:53
Il Parlamento europeo invita i leader dell'UE a presentare le loro opinioni e possibili soluzioni alle sfide che l'Europa sta affrontando nel quadro di un ciclo di discussioni in plenaria

Fonte : © Unione europea, 2024 - PE

Attualità - Seguito della Conferenza sul futuro dell'Europa - Rispondere alle aspettative dei cittadini nei confronti dell'UE

13 Giugno 2022 ore 17:46
Il Parlamento europeo è al lavoro per creare un'Unione europea più efficiente, più democratica e più in linea con le proposte formulate dai cittadini alla conferenza sul futuro dell'Europa.

Fonte : © Unione europea, 2024 - PE
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