Webb Captures Saturn in Infrared


L’attuale sistema di raccolta rifiuti necessita di una profonda rivisitazione.
Il sistema di raccolta così strutturato in forma di porta a porta sicuramente utile a sensibilizzare il cittadino, non ha tuttavia sortito gli effetti previsti.
In prima istanza. come USB da tempo denunciamo come l’attuale organizzazione del servizio determini ed abbia determinato negli anni un segno tangibile sugli operatori, con seri problemi alle articolazioni e alla colonna vertebrale.
Il numero di infortuni è salito in modo esponenziale così come le malattie professionali.
Seri problemi di salute che non possono più essere ignorati continuando ad adottare un sistema lavorativo chiaramente invalidante per i lavoratori.
Assistiamo ormai da tempo a conferimenti scorretti che gravano negativamente sul lavoro quotidiano degli operatori in termini di movimentazione carichi (sacchi pesi di dimensioni eccessive, con materiale non conforme).
Nonostante l’apprezzabile tentativo da parte dell’Azienda di trovare soluzioni tecniche volte al miglioramento di situazioni specifiche attraverso un confronto costante con le organizzazioni Sindacali risulta evidente che ciò non sia sufficiente.
Le problematiche strutturali che necessitano di essere risolte, purtroppo, nonostante la disponibilità più volte manifestata ad oggi restano tutte sul tavolo.
Ribadiamo sia fondamentale rivedere il sistema di esposizione del materiale che deve essere su area pubblica, il superamento del sistema di raccolta mono-operatore, l’utilizzo di contenitori di dimensioni confacenti con un ritiro domestico e di tipologia che consenta la verifica visiva da parte dell’operatore (a cui compete in primis) del corretto conferimento.
Il ritiro a domicilio ad oggi non sta garantendo una qualità migliore della raccolta differenziata.
Quando l’azione di controllo del corretto conferimento, che sta alla base dell’intero sistema, si scontra quotidianamente con la necessità di togliere i sacchi soprassedendo, anche da parte dell’operatore, al controllo stesso determina conseguentemente un aumento dei volumi di rifiuti raccolti a discapito della salute e sicurezza dei lavoratori e della qualità della metodologia di lavoro.
Riteniamo indispensabile e non più procrastinabile azioni fattive e sistemiche che riportino al centro la tutela dei lavoratori oltre che il rispetto delle normative in materia di corretto conferimento dei rifiuti da parte della cittadinanza.
Usb Igiene Ambientale Livorno

Nei commenti post referendari, ci sono due tesi ricorrenti. La prima è che non si può cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza, perché gli italiani bocciano questi tentativi nei referendum. Gli ultimi tentativi di revisione costituzionale – fatta eccezione per il taglio del numero dei parlamentari – sono lì a dimostrarlo: nel 2006, nel 2016 e ora nel 2026 gli italiani hanno respinto le riforme approvate a maggioranza. La seconda tesi, che si fa derivare da questa, è che invece la Costituzione può essere cambiata con un accordo ampio tra le forze politiche. Basta seguire il metodo usato nel secondo dopoguerra dall’Assemblea costituente, scrivono ad esempio sulla Stampa Vittorio Barosio e Gian Carlo Caselli: “Le sue diverse componenti hanno sempre lavorato insieme in un clima di collaborazione post-bellica” che ha prodotto un testo comune frutto di lunghe discussioni e giusti compromessi tra i partiti politici. “La nostra Costituzione, frutto di questo lavoro concorde, è durata fino ad oggi”. La ricostruzione di Barosio e Caselli è affascinante ma non vale, quantomeno per la riforma della giustizia. La Bicamerale del 1998, che aveva proprio l’obiettivo di arrivare a un testo condiviso dopo un dibattito politico ri-costituente tra avversari politici, fallì proprio sulla riforma della magistratura e sulla separazione delle carriere. E a far fallire la Bicamerale di D’Alema non fu l’inconciliabilità delle linee dei partiti, che pure avevano trovato un accordo, ma la presa di posizione della magistratura organizzata. L’Anm si mise di traverso. A fine gennaio 1998, nel XXIV Congresso nazionale la presidente dell’Anm Elena Paciotti lesse una relazione dal titolo “Giustizia e riforme costituzionali” che, con il pieno accordo dell’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, fece saltare l’accordo sulla riforma della giustizia, che prevedeva due sezioni del Csm, e l’intera Bicamerale. “Non servono riforme costituzionali”, fu il messaggio dell’Anm. E non se ne fecero neanche allora, neppure se condivise.

L’Europa e la Germania sono preoccupate dal fatto che l’AfD, il partito dell’estrema destra tedesca, anti Nato e soprattutto filorusso, possa... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti

Ieri i talebani hanno annunciato la liberazione del cittadino americano Dennis Coyle, detenuto da oltre un anno in Afghanistan. Come per i precedenti rilasci di cittadini americani, Kabul ... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti

All’incertezza economica dilagante l’Ue risponde con accordi di libero scambio. Negli ultimi mesi Bruxelles ha concluso intese commerciali con Indonesia, India, e adesso anche l’Aust... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti
