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Andreotti e Riina: il bacio segreto — la verità di Balduccio Di Maggio

1 Aprile 2026 ore 20:45

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Un bacio può essere la prova di un patto tra lo Stato e la mafia? Il pentito Baldassare Di Maggio giurò di aver visto Giulio Andreotti — sette volte Presidente del Consiglio — chinarsi a baciare Totò Riina, il boss dei boss, in una villa di Palermo. Una scena che cambiò per sempre la storia della Repubblica.

Era il 20 settembre 1987. Riina aveva già deciso di punire la Democrazia Cristiana per il fallimento sul Maxi Processo: prima fece uccidere Salvo Lima, poi alzò la posta con le stragi. Ma prima di tutto ciò, un incontro segreto in casa di Ignazio Salvo avrebbe sancito un accordo impossibile. Andreotti ha sempre negato. La Cassazione ha prescritto i fatti antecedenti al 1980 e lo ha assolto per quelli successivi. Ma nel 2013, intercettato in carcere, Riina confermò: "Mi sono incontrato con lui con la scorta."

Cosa trovi in questo video:
✔️ Perché Riina condannò a morte Salvo Lima dopo il Maxi Processo
✔️ La strategia di Cosa Nostra: votare PSI nell'87 per punire la DC
✔️ La testimonianza di Baldassare Di Maggio sul bacio rituale ad Andreotti
✔️ L'incontro segreto a casa di Ignazio Salvo a Palermo
✔️ Il processo Andreotti: concorso esterno e sentenza della Cassazione
✔️ Le intercettazioni di Riina nel 2013 che riaprono il caso

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Arriva la Luna Rosa: perché si chiama così, come e dove vederla. Il significato simbolico e religioso

1 Aprile 2026 ore 12:43
Nella notte tra l’1 e il 2 aprile tutti con il naso all'insù. Nel cielo stellato si potrà ammirare la Luna Rosa, il primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. Nei secoli è stata definita in vari modi: la luna “dell’erba che cresce”, perché è la prima luna piena dopo...

Ripartita la nave carica di esplosivi diretti in Arabia Saudita. I lavoratori dell'acciaieria JSW minacciano un nuovo sciopero

1 Aprile 2026 ore 10:12

E' ripartita oggi, dal porto di Piombino, la nave militare Capucine. A quanto risulta dal tracciamento la destinazione intermedia sarà il porto di Napoli. per po arrivare a Gedda. Il carico di esplosivi, cartucce, TNT e detonatori, ha come destinazionale finale proprio il porto Saudita, stando alle informazioni che abbiamo ricevuto nei giorni precedenti all'arrivo a Piombino.


USB, come già sucesso in altri casi simili, ha inviato un esposto urgente agli organi competenti, affinchè si facesse piena luce sul rispetto della Legge 185/90 che vieta l'esportazione e il transito di materiale militare verso paesi in guerra.  Procura, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane, Capitaneria. Evidentemente nessuno ha sentito la necessità di approfondire quanto da noi più volte denunciato, a differenza dei casi più recenti di Cagliari e Gioia Tauro.

Ancora una volta sono stati i lavoratori a battere un colpo, in questo caso la RSU dell'acciaieria JSW di Piombino: stabilimento in cui, neanche qualche settimana fa, era stato effettuato un carico di materiale bellico su un treno diretto a Palmanova.  I lavoratori hanno comunicato formalmente che, qualora i piazzali dello stabilimento fossero stati utilizzati ancora una volta per operazioni militari, si sarebbero fermati immediatamente in sciopero. Un segnale molto importante rivolto a chi vorrebbe militarizzare fabbriche e porti e renderci tutti complici della guerra e del riarmo., che stiamo già pagando con l'impennata dei prezzi e la perdita vertiginosa di potere di acquisto dei lavoratori e che sta causando migliaia di morti civili.

USB, come di consueto, aveva proclamato uno sciopero presso la compagnia portuale di Piombino, per dare la possibilità a chiunque volesse rifiutarsi di essere complice di questi trasporti militari di potersi fermare in sciopero senza rischi. Un intervento difficile in quanto ai lavoratori, così come succedeva anche a Livorno, viene detto che si tratta di materiali utilizzati in esercitazioni non destinato a teatri di guerra, oltre il ricatto occupazionale e la scarsità di traffici commerciali, dovuta anche e soprattutto alla presenza del rigassificatore che limita fortemente lo sviluppo del porto, per convincere i lavoratori a chiudere gli occhi.


Noi non ci arrendiamo. Continueremo a denunciare i traffici di armi, la militarizzazione delle banchine e delle fabbriche, ma soprattutto continueremo a proclamare sciopero ogni qualvolta sarà annunciata la presenza di navi militari.

Ringraziamo come sempre i comitati di Piombino e le "Donne in Nero" per il prezioso e instancabile lavoro di sensibilizzazione.

Unione Sindacale di Base

Le molte ferite. Uno sguardo storico sulla violenza di genere

1 Aprile 2026 ore 09:17

Le molte ferite. Uno sguardo storico sulla violenza di genere

Martedì 24 marzo si è tenuto, presso la Sala congressi del Palazzo del Portuale, il convegno “Le molte ferite. Uno sguardo sulla violenza di genere“, realizzato grazie al contributo della DGERIC – Ministero della Cultura. Durante il congresso è stato affrontato il tema della violenza contro le donne con un taglio storico, attraverso l’esplorazione sia dei contesti dove questa si produce e si manifesta, sia delle politiche del diritto adottate per regolarla e contrastarla. Insieme alle studiose ha partecipato all’evento anche un rappresentante di un’associazione del territorio impegnata attivamente nell’aiuto alle donne in difficoltà, per riflettere sulle disuguaglianze attuali e immaginare risposte alla violenza di genere.

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