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Giù le mani dal Fatto Quotidiano: il fallimento per gli errori nel caso Minetti colpo mortale per il giornalismo italiano

14 Giugno 2026 ore 16:00

C’è una brutta aria nel giornalismo italiano. Soffia un vento di odio e di rivincita che rischia di travolgere le fondamenta della nostra professione. La quale si fonda su due principi che non possono essere messi in discussione: non c’è libertà di informazione se non c’è pluralismo. E non c’è giornalismo senza libertà di informazione.

Le vicende recenti del “Fatto Quotidiano” sono allarmanti. Cosa è successo? Che il giornale diretto da Marco Travaglio ha commesso degli errori abbastanza evidenti nella campagna che ha condotto contro la grazia alla Minetti e contro il Presidente delle Repubblica. Questi errori non possono essere nascosti. Il problema è che contro “il Fatto” si è scatenato un attacco violento che sembra addirittura avere lo scopo di annientarlo. La richiesta di risarcimento di almeno 250 milioni è assolutamente enorme e se fosse accolta, anche solo per la decima o la centesima parte, costringerebbe “Il Fatto” al fallimento. Credo che una cosa sia chiara e indiscutibile: il fallimento del “Fatto” in seguito a una richiesta di risarcimento o a una querela sarebbe un colpo mortale per il giornalismo italiano. Ed è interesse di tutti, è interesse della nostra democrazia, evitare che questo avvenga.

Non so se il rischio sia reale. Spero di no. So che è un rischio inaccettabile. Penso che farebbero bene Cipriani e Minetti a ritirare la loro spropositata richiesta di risarcimento. Penso che sarebbe doveroso da parte di noi giornalisti, dell’associazione della stampa, dei sindacati, dell’Ordine, pronunciarsi in modo netto e a voce alta a difesa del “Fatto Quotidiano” dei suoi giornalisti e del suo direttore. Se non lo facciamo apriamo un varco attraverso il quale potranno passare indenni tutti i nemici della libertà di stampa. Cioè i grandi poteri. Quello politico, quello economico, quello della magistratura.

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