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Sergey Karaganov: “La guerra nucleare è vincibile, ma Dio ce ne scampi”

14 Giugno 2026 ore 15:00



Il politologo russo Sergey Karaganov e il professore americano John Mearsheimer analizzano la pericolosa escalation tra NATO e Russia. Prendendo in esame eventi critici come l’incursione ucraina a Kursk del 2024 e gli attacchi del 2025 alla triade nucleare russa, i due esperti evidenziano il progressivo e preoccupante smantellamento delle “linee rosse” ereditate dalla Guerra Fredda.

Karaganov, ex consigliere del Cremlino, lancia un duro monito all’Occidente: per evitare un conflitto mondiale suicida è fondamentale ripristinare la deterrenza e la “paura dell’inferno”. Sostiene che un attacco atomico limitato in Europa garantirebbe la vittoria strategica della Russia, ma esorta a evitarlo per l’enorme peso morale, proponendo invece di isolare l’Europa e orientare il futuro di Mosca verso l’Asia e il Sud globale. Mearsheimer concorda sul rischio catastrofico di mettere alle strette una superpotenza nucleare, criticando l’incomprensione occidentale delle reali implicazioni di questa escalation. Un dialogo crudo e realista sul tramonto dell’ordine unipolare.

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