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C’è un topo in business class: le immagini riprese da un passeggero su un volo JetBlue non lasciano dubbi, ecco come è arrivato in cabina

15 Giugno 2026 ore 15:32

Un’ombra scura che corre veloce all’interno delle plafoniere luminose situate proprio sopra i sedili dei passeggeri. È la scena ripresa da una viaggiatrice a bordo di un Airbus A321 della compagnia aerea statunitense JetBlue, mentre viaggiava nella sezione “Mint“, la business class del vettore. Il video, che mostra un grosso topo muoversi indisturbato nell’intercapedine della cappelliera, è diventato in poche ore virale sui social, accendendo il dibattito tra gli utenti.

La reazione dei social: tra ironia e allarme sicurezza

Il filmato ha scatenato centinaia di reazioni. Accanto a chi ha ironizzato sul passeggero sprovvisto di biglietto intrufolatosi in prima classe, molti utenti hanno sollevato serie preoccupazioni igienico-sanitarie per la cabina. Gli addetti ai lavori e i passeggeri più esperti hanno invece evidenziato un rischio tecnico ben più concreto per la sicurezza del volo: la possibilità che il roditore, muovendosi liberamente tra le paratie dell’aereo, possa recidere con i denti i cavi elettrici e i sistemi di bordo.

L’intervento di JetBlue e le verifiche in corso

La reazione di JetBlue, compagnia con quartier generale a New York nota per l’attenzione alle esigenze dei clienti pur operando con tariffe contenute, non si è fatta attendere. Attraverso un commento pubblicato direttamente sotto il post della viaggiatrice, il servizio clienti si è scusato per l’ospite indesiderato. L’azienda ha poi richiesto alla cliente di fornire in privato i dettagli della prenotazione e la propria data di nascita, passaggi necessari per identificare con esattezza l’aeromobile e il numero del volo coinvolti. La donna ha confermato di aver fornito i dati privatamente. Sebbene l’interazione tra azienda e cliente sia accertata e pubblica, le autorità e la compagnia dovranno ora confermare l’autenticità tecnica del filmato, individuare l’aereo e chiarire quali protocolli di controllo e bonifica siano stati eseguiti.

Come salgono a bordo i roditori: la stiva e la lunga lista di precedenti

Gli aerei commerciali sono ambienti chiusi e strettamente regolati, ma gli esperti di aviazione sanno che l’intrusione di animali è un’eventualità possibile, che si verifica solitamente a terra durante le fasi di caricamento dei bagagli e delle merci. Il caso del volo JetBlue non è isolato, ma si inserisce in una lunga casistica di “incontri” documentati dalle aerolinee. L’episodio recente più grave, fa notare Repubblica, risale al 18 settembre 2024, quando un Airbus A320neo decollato e diretto in Spagna fu costretto a deviare la rotta e atterrare a Copenaghen dopo che un topo sbucò fisicamente dal pasto servito a un passeggero. Pochi giorni dopo, nell’ottobre del 2024, una scena identica a quella del volo JetBlue venne filmata su un collegamento tra Dallas e Los Angeles, con un roditore in corsa tra la cappelliera e le luci della cabina.

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Allarme ladri ad alta quota: le compagnie aeree introducono agenti “segreti” a bordo contro i troppi furti durante i voli, ecco come agiranno

15 Giugno 2026 ore 10:36

Mentre l’aereo viaggia a diecimila metri di altezza e i passeggeri dormono nel silenzio dei voli notturni, c’è chi si muove con destrezza tra i sedili per saccheggiare i bagagli a mano. Il fenomeno dei furti ad alta quota è diventato talmente strutturato da spingere diverse compagnie aeree a imbarcare segretamente agenti di sicurezza privati, confusi tra i normali viaggiatori, per cogliere i ladri in flagrante. Come rivelato dal Corriere della Sera, la contromisura è emersa a margine dell’assemblea annuale della Iata a Rio de Janeiro, dove cinque amministratori delegati di vettori europei e asiatici hanno rotto il silenzio su un’emergenza sempre più difficile da arginare.

Il vertice di Doha e l’identikit dei “criminali abili”

Sebbene la situazione non venga definita disperata, i numeri hanno raggiunto una criticità tale da spingere una trentina di aerolinee internazionali a riunirsi in un vertice riservato a Doha, in Qatar, per studiare una strategia comune. “Purtroppo quasi ogni giorno riceviamo report di viaggiatori che hanno denunciato la sparizione sui nostri voli di oggetti preziosi, portafogli, computer, tablet, cellulari, cuffie“, hanno confessato due dei manager protetti dall’anonimato. A operare nei cieli sono veri e propri professionisti del settore. “Si tratta di criminali abili, portano a segno il colpo anche in pieno giorno con decine di passeggeri svegli”, rivela un terzo amministratore delegato. Le vittime predilette vengono spesso adocchiate e selezionate poco prima dell’imbarco, nella zona dei gate, monitorando chi viaggia con oggetti di valore.

Il boom dei bagagli a mano e l’inganno della cappelliera

Le radici del problema affondano nelle nuove abitudini di viaggio post-pandemia. Con il drastico aumento dei passeggeri che scelgono di viaggiare esclusivamente con il trolley e una borsa piccola per evitare i costi del bagaglio in stiva, la quantità di effetti personali appetibili in cabina è letteralmente raddoppiata. A questo si aggiunge il problema cronico dello spazio a bordo: quando i voli sono completi, il trolley del passeggero non finisce quasi mai nella cappelliera situata sopra la propria testa, ma viene posizionato dagli assistenti di volo svariate file più indietro. Con una media di 155 passeggeri a bordo, diventa impossibile controllare a distanza la propria borsa e capire se un individuo stia maneggiando il proprio bagaglio o quello di un estraneo.

Le rotte calde: l’Asia in cima, ma il fenomeno dilaga in Europa

Secondo Nick Careen, senior vice president Operations, safety and security della Iata, il problema si concentra in mercati specifici. “L’Asia è la più grande area di preoccupazione e in molti casi si tratta di una cosa organizzata”, ha confermato Careen, specificando che le tratte a lungo raggio e i voli notturni sono i più esposti. Tuttavia, il problema sta registrando un’impennata anche in Europa, come confermato dai vertici di due vettori low-cost. All’interno dello spazio Schengen, l’assenza di controlli alle frontiere permette ai ladri di muoversi liberamente, arrivando a imbarcarsi su due o tre voli differenti al giorno con compagnie diverse. Le rotte più colpite nel Vecchio Continente risultano essere quelle prettamente turistiche o quelle a forte trazione “business“. Ad oggi non esistono statistiche ufficiali: le compagnie evitano la pubblicazione dei dati per non danneggiare la propria reputazione, mentre molti passeggeri si accorgono del furto solo una volta tornati a casa, rinunciando alla denuncia.

Agenti in incognito come contro il terrorismo

Per arginare le perdite e proteggere l’utenza, diverse aerolinee asiatiche hanno iniziato a impiegare “sentinelle” a bordo. Si tratta di addetti alla sicurezza che viaggiano in abiti civili e con regolare biglietto, replicando il modello dei poliziotti di volo (air marshals) storicamente utilizzati sulle rotte a rischio terrorismo. Il loro unico compito è osservare la cabina durante le ore di buio per intercettare movimenti sospetti attorno alle cappelliere. Quando il furto viene scoperto a bordo, l’iter è complesso. Il 22 gennaio scorso, sul volo Zurigo-Hong Kong, la denuncia di un passeggero ha costretto i piloti a richiedere il blocco del velivolo all’atterraggio: la polizia è salita a bordo e ha perquisito uno a uno gli oltre 250 passeggeri prima di autorizzare lo sbarco.

La Iata, pur precisando che non siamo di fronte a un fenomeno dilagante, monitorerà l’evoluzione dei prossimi mesi per valutare interventi normativi più severi. Nel frattempo, i consigli degli esperti per i viaggiatori rimangono legati al buonsenso: tenere denaro, documenti e dispositivi elettronici sempre sotto il sedile davanti al proprio e mai nella cappelliera, applicare lucchetti ai trolley e controllare l’integrità delle borse prima di scendere dall’aereo.

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