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Ebola Outbreak Could Become Worst on Record, Africa C.D.C. Chief Warns

16 Giugno 2026 ore 21:53
Health workers have warned that the outbreak, already one of the worst in decades, could take as long as a year to contain if infection rates do not flatten.

© Arlette Bashizi for The New York Times

Treating a patient suspected of having Ebola at a hospital in Mongbwalu, Democratic Republic of Congo, last month.

Ebola Outbreak Could Become Worst on Record, Africa C.D.C. Chief Warns

16 Giugno 2026 ore 21:53
Health workers have warned that the outbreak, already one of the worst in decades, could take as long as a year to contain if infection rates do not flatten.

© Arlette Bashizi for The New York Times

Treating a patient suspected of having Ebola at a hospital in Mongbwalu, Democratic Republic of Congo, last month.

A Gerusalemme apre l’ambasciata del Somaliland: Israele punta sul Corno d’Africa e sul Mar Rosso

16 Giugno 2026 ore 15:44

Nella giornata di lunedì 15 giugno il presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, e il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, hanno inaugurato l’ambasciata del piccolo Stato del Corno d’Africa secessionista dalla Somalia, riconosciuto dal governo di Benjamin Netanyahu nel dicembre 2025. La mossa, che corona una serie d’incontri condotti da Abdullahi con le autorità israeliane, a partire dal presidente Isaac Herzog, mostra l’ampiezza delle ambizioni israeliane per la regione del Corno d’Africa e del Mar Rosso ove Tel Aviv ha una solida proiezione politica, diplomatica e, in prospettiva, militare.

L’asse Israele-Somaliland

Il Somaliland è andato direttamente alla porta principale, aprendo l’ambasciata a Gerusalemme riconosciuta solo da pochi Stati, tra cui gli Usa, capitale di Israele. Ora a questi si aggiunge una repubblica che si è staccata di fatto dalla Somalia nel 1991 e ha goduto da allora di una solida stabilità interna, contrapposta al caos del Paese-madre, senza però mai ricevere alcun riconoscimento internazionale come Stato sovrano. Per il Paese che controlla il territorio dell’ex Somalia britannica la sponda israeliana è stata decisiva, e questo si inserisce in una partita a più livelli per la proiezione regionale. Mentre su altri teatri, dal Libano all’Iran, la strategia israeliana cozza con i vincoli imposti dal negoziato guidato dagli Usa e dal sovraccarico di impegni militari, nel Corno d’Africa c’è una strategia tutta da costruire per amplificare la potenza dello Stato Ebraico. E il Somaliland non entra causalmente nell’equazione. Tutt’altro.

Inserirsi nella regione vorrebbe dire avere una sponda sul Golfo di Aden, a pochi passi dallo Yemen ove rimangono forti gli Houthi, nemici di Israele, che hanno in passato usato la leva militare per interdire i traffici marittimi nello stretto di Bab el-Mandeb, porta tra Oceano Indiano e Mar Rosso, da cui è dipendente il 10% del commercio globale. Tel Aviv e Hargeisa possono fare sponda per consegnare a Israele una posizione più rilevante in loco.

Gli obiettivi di Israele

La Fondazione Mediterranea di Studi Strategici (Fmes), centro studi francese, ha parlato di un “pivot to Africa” del governo di Benjamin Netanyahu, sottolineando come un inserimento in Somaliland consentirebbe alle forze armate israeliane di “raccogliere informazioni in tempo reale, condurre sorveglianza con droni e rispondere rapidamente agli attacchi missilistici o con droni degli Houthi”. Inoltre, si potrebbe marcare a uomo la Turchia, stanziata in Somalia, e contribuire a un rafforzamento del partenariato con gli Emirati Arabi Uniti, che non riconoscono il Somaliland ma ne controllano il porto principale, Berbera. Aprendo ulteriormente la prospettiva, si potrebbe parlare di un quadrilatero esteso all’Etiopia, che teme le turbolenze della Somalia e mira a fare di Berbera il suo punto d’accesso al mare per non dipendere dalle intemperanze dell’Eritrea.

Per il Somaliland “il riconoscimento diplomatico da parte di Israele fornisce il livello politico che completa gli investimenti di capitale degli Emirati Arabi Uniti e la ricerca da parte dell’Etiopia di un accesso marittimo”, aggiunge la Fmes. Le prospettive sistemiche parlano, dunque, di grandi manovre tra diplomazia e politica dove Somaliland e Israele si sono reciprocamente utili. E Tel Aviv ottiene nuovi spazi di proiezione per competere in un grande gioco tra Medio Oriente, Mar Rosso e Africa sempre più articolato e spericolato.

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