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Unicredit ha già più del 50% di Commerzbank, ma Berlino insiste: “Approccio aggressivo, Francoforte resti indipendente”

16 Giugno 2026 ore 13:48

Nel giorno della chiusura dell’offerta di Unicredit su Commerzbank, con gli italiani che hanno già in mano, tra azioni e derivati, oltre il 50% della banca di Francoforte, il governo federale tedesco torna a respingere l’offerta di Andrea Orcel. Il comitato direttivo interministeriale del Fondo di stabilizzazione dei mercati finanziari (Fms), si legge in una nota dell’Agenzia delle Finanze tedesca, sostiene la “strategia di indipendenza di Commerzbank e respinge l’approccio aggressivo di UniCredit”.

L’accettazione dell’offerta da parte di Berlino che ha ancora in mano il 12% circa di Commerzbank, come noto da tempo, era già “economicamente fuori discussione, poiché non prevede un premio adeguato rispetto all’attuale quotazione del titolo”. Tuttavia, a parte rifiutare di vendere le sue azioni agli italiani, la Germania non ha messo a punto nessuna contromossa che sia stata resa nota e, secondo quanto emerso nelle scorse, non intende fare ricorso a strumenti difensivi tipo golden power. Quindi di fatto si tratta di una resistenza di posizione.

Commerzbank svolge un ruolo “importante nel finanziamento dell’economia tedesca e del settore delle medie imprese, il cosiddetto Mittelstand – ribadisce l’Agenzia delle Finanze tedesca -In quanto importante datore di lavoro, la banca è fondamentale anche per il centro finanziario di Francoforte. Entrambi questi aspetti devono essere garantiti anche in futuro”.

Intanto però, almeno sul fronte economico l’offerta offre ai titolari di azioni Commerz un premio di circa il 2%, considerando l’andamento dei titoli in Borsa. A mezzanotte del 16 giugno si chiude la prima parte dell’operazione, mentre dal 20 partiranno due settimane di tempi supplementari. Il titolo di Unicredit scambia a 77,3 euro questo significa che il valore corrente dell’offerta sulle azioni Commerzbank è pari 37,49 euro mentre le azioni dell’istituto tedesco passano di mano a 36,76 euro.

Stando ai dati diffusi lunedì 15 giugno dalla banca milanese, le adesioni all’offerta sono arrivate all’11,91% che, sommate al 26,77% già in mano a Unicredit, porta la quota in azioni al 38,68%. Sommando i derivati sia arriva poi al 55,09 per cento. Proprio su questi numeri, l’ultima puntata della saga ha registrato nei giorni scorsi il deposito di esposti speculari con Commerz che bolla gli aggiornamenti di Unicredit come falsi sostenendo che le adesioni siano molto inferiori a quanto dichiarato da Milano e la banca italiana che definisce le accuse una “narrazione fuorviante” sollecitando le “opportune verifiche”, respingendo “fermamente ogni insinuazione” e ribadendo “di aver sempre operato nel rispetto delle normative”. Il riferimento, in particolare, è alle “insinuazioni secondo cui il numero effettivo di azioni conferite sarebbe inferiore, in quanto tali titoli sarebbero stati presi in prestito, risultano infondate e prive di qualsiasi riscontro”, è la posizione di Milano che evidenzia ancora di non aver “posto in essere operazioni di prestito titoli sulle azioni Commerzbank detenute” e che “le azioni conferite sono da considerarsi tali a tutti gli effetti e irrevocabilmente impegnate”.

Al di là del dovuto intervento della Procura di Francoforte per chiarire le cose, la questione non è di lana caprina nel giorno in cui sono attese le decisioni dei grandi fondi sull’adesione all’offerta e la credibilità delle due versioni dei fatti può ovviamente influenzare la scelta degli investitori. In ogni caso, tra un tergiversare e l’latro, l’operazione andrà avanti con i tempi supplementari dal 20 giugno al 3 luglio come previsto dalla normativa tedesca.

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Huaweigate: l’Europarlamento revoca l’immunità a Martusciello, capodelegazione di Forza Italia. Salvo De Meo

16 Giugno 2026 ore 13:06

L’Europarlamento ha votato la revoca dell’immunità al capodelegazione di Forza Italia, Fulvio Martusciello, accogliendo la richiesta della procura del Belgio nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto Huaweigate. Con 344 voti a favore , 234 contrari e 25 astenuti, la plenaria di Strasburgo ha quindi confermato la decisione della commissione Affari giuridici (Juri), che il 3 giugno si era ugualmente espressa a favore. Salvo invece l’altro azzurro, Salvatore De Meo: la plenaria ha deciso di mantenere la sua immunità, in linea con il parere della commissione Juri.

L’inchiesta, esplosa nel marzo 2025 con una serie di perquisizioni in Belgio, Portogallo e altri Paesi europei, riguarda presunte attività di lobbying illecito riconducibili al gruppo cinese Huawei. Secondo la procura federale belga, l’azienda avrebbe cercato di influenzare il processo decisionale delle istituzioni europee attraverso una rete di consulenti, lobbisti e intermediari incaricati di coltivare rapporti con eurodeputati e loro collaboratori. Gli investigatori ipotizzano che siano stati offerti vantaggi di diversa natura – tra cui inviti a eventi sportivi, viaggi, ospitalità e altre utilità – per favorire gli interessi del colosso delle telecomunicazioni all’interno del Parlamento europeo.

Nell’ambito di questo filone, la magistratura belga ha chiesto la revoca dell’immunità di Martusciello e De Meo per poter svolgere ulteriori accertamenti sul loro ruolo nella vicenda. I due eurodeputati hanno sempre respinto qualsiasi addebito. Per quanto riguarda Martusciello, gli inquirenti ritengono che alcuni collaboratori a lui vicini possano aver avuto un ruolo nei rapporti tra Huawei e il Parlamento europeo. Nel caso di De Meo, la procura intende approfondire il contesto di alcuni contatti e iniziative parlamentari che, secondo l’ipotesi accusatoria, potrebbero essere stati collegati alle attività di influenza contestate a Huawei. La richiesta di revoca dell’immunità non costituisce un giudizio di colpevolezza, ma consente alla procura di proseguire le indagini senza le limitazioni previste dallo status di europarlamentare.

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