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“Abbiamo fatto un’offerta in busta chiusa senza pensarci troppo, non pensavamo sarebbe diventata nostra”: comprano una chiesa del 1800, la ristrutturano e la trasformano in una casa vacanze da 700 mila euro:

17 Agosto 2026 ore 17:49

Avevano lasciato Londra per cercare una vita più tranquilla nelle Cotswolds. Invece di limitarsi a godersi la pensione, Geoff e Julie Bolam hanno deciso di trasformare una vecchia chiesa di 160 anni in una casa vacanze di lusso. L’edificio, acquistato per 175mila sterline, oggi ne vale circa 700mila. Come riprotato dal Daily Mail, la protagonista della loro nuova vita è la Old Mission Church, nel villaggio di Paxford, nel Gloucestershire. Un edificio costruito nel 1866, nato inizialmente come scuola per bambini e trasformato poco dopo anche in luogo di culto. Nel tempo la frequentazione era diminuita, mentre i costi di manutenzione erano diventati sempre più pesanti, fino alla decisione di mettere la chiesa in vendita nel 2018. La storia dell’edificio e la successiva trasformazione sono documentate anche dal sito ufficiale della proprietà.

L’idea di acquistare proprio quella costruzione nacque quasi per caso. Dopo aver venduto la loro casa a High Wycombe e essersi trasferiti nella zona, Geoff e Julie stavano cercando un piccolo immobile da utilizzare come casa vacanze da affittare ai turisti. Poi un vicino indicò loro la chiesa. Geoff andò a visitarla e vide immediatamente delle possibilità: “Sono andato a dare un’occhiata quel fine settimana. Ho pensato che fosse interessante e che forse avrebbe potuto funzionare. In pratica era in vendita tramite offerte a busta chiusa, così ho fatto alcuni schizzi, ho annotato qualche idea sul retro di una busta e abbiamo presentato la nostra offerta. Poi ci hanno telefonato per dirci che eravamo quelli che avevano offerto di più”. Il prezzo dell’acquisto fu di 175mila sterline. Ma quello che sembrava essere l’inizio di un semplice investimento si trasformò rapidamente in un’impresa molto più complessa.

Dal luogo di culto alla casa vacanze

Il primo problema era burocratico: la chiesa non aveva l’autorizzazione necessaria per essere trasformata in abitazione. Inoltre, pur non essendo formalmente un edificio vincolato, era considerata un bene storico e quindi il progetto doveva rispettare precise esigenze di tutela. Anche il progetto architettonico fu modificato più volte per preservare il carattere originario dell’edificio: “Una delle cose che abbiamo dovuto fare è stata chiedere il cambio di destinazione d’uso, da chiesa ad abitazione. Questo comporta già un certo rischio, perché non sai mai chi potrebbe presentare delle obiezioni. Però penso che la chiesa avesse ormai esaurito tutte le possibilità di continuare a essere utilizzata come luogo di culto e, in realtà, venisse usata molto poco. Vi si tenevano brevi funzioni a Pasqua e a Natale e veniva speso molto denaro per la sua manutenzione”.

La coppia aveva però pensato anche a un’alternativa nel caso in cui il progetto abitativo fosse stato respinto: “Dovevamo anche avere un piano alternativo. Ci siamo chiesti: ‘Beh, se non riusciamo a ottenere il permesso per trasformarla in una casa, cos’altro possiamo fare?’ Così abbiamo dovuto elaborare un piano B: trasformarla in una galleria d’arte o qualcosa del genere'”. Per ottenere il via libera definitivo furono necessari circa due anni di progettazione, autorizzazioni e confronti con il responsabile della tutela.

La camera sospesa nella vecchia chiesa

Uno degli elementi contestati furono i lucernari che Geoff avrebbe voluto inserire per aumentare la luminosità degli ambienti. La loro posizione, però, li avrebbe resi visibili dalla strada e per questo furono respinti. Anche la disposizione interna e la posizione del camino per la stufa a legna dovettero essere riviste. Il primo progetto prevedeva una camera da letto nel presbiterio. Ma per realizzarla sarebbe stata necessaria una grande parete divisoria, una soluzione che secondo il responsabile della conservazione avrebbe compromesso proprio ciò che rendeva speciale l’edificio: la percezione dello spazio originario della chiesa.

A quel punto Geoff si rivolse a un secondo architetto, che propose una soluzione radicalmente diversa. La camera principale sarebbe diventata un pod di vetro sospeso, collocato nella parte alta dell’edificio, mentre sotto avrebbe trovato spazio il soggiorno. La cucina sarebbe stata invece sistemata nell’antica aula scolastica sul retro. Il risultato è stato una casa di due camere da letto che conserva la grande navata e diversi elementi storici, combinandoli con interventi contemporanei. Il progetto finale ha infatti puntato a mantenere aperto il volume principale della chiesa, evitando di dividerlo in tanti piccoli ambienti.

Le sorprese erano nascoste sotto il pavimento

Ottenuto il permesso, Geoff e Julie pensavano di aver superato il momento più difficile. Non era così. Sotto l’aspetto esterno relativamente integro della chiesa si nascondevano problemi strutturali importanti. Uno dei più seri era l’umidità di risalita. Il pavimento originale in legno era stato sostituito anni prima con una superficie in cemento. Il risultato era stato quello di intrappolare l’umidità e spingerla verso le pareti in pietra. Il pavimento dovette quindi essere completamente rimosso fino alla terra. Anche le stuccature a base di cemento e il vecchio intonaco interno furono eliminati e sostituiti con materiali traspiranti a base di calce.

Poi arrivò il turno del tetto. Geoff inizialmente pensava che fosse sufficiente conservare la copertura esistente e costruire un nuovo soffitto. Durante i lavori, però, emerse che il soffitto era parte integrante della struttura del tetto e che rimuoverlo avrebbe provocato la caduta delle tegole. Quando la copertura venne aperta, furono scoperte travi marcite. Il tetto dovette quindi essere parzialmente ricostruito e completamente ricoperto di nuove tegole. La coppia riuscì a salvare quasi tutte quelle originali, ma fu comunque necessario procurarsene altre per rispettare le normative contemporanee.

Un cantiere che diventa un lavoro a tempo pieno

La maggior parte dei lavori fu affidata a un’impresa edile locale. Geoff, tuttavia, decise di occuparsi personalmente di una parte consistente del progetto: circa il 5-10% dei lavori, comprese le decorazioni. Nel fine settimana arrivavano anche amici e vicini a dare una mano. Ma il vero risparmio, secondo Geoff, fu la gestione diretta del cantiere. Un’attività che gli permise di risparmiare circa 20mila sterline, ma che finì per trasformarsi quasi in un secondo lavoro: “Arrivavo lì quando i ragazzi iniziavano, verso le otto del mattino, poi andavo a pranzo, tornavo e rimanevo fino alle quattro. Ero lì tutto il giorno, tutti i giorni, a tenere d’occhio le cose, rispondere alle domande, assicurarmi che i materiali arrivassero quando servivano, procurare le forniture… È un ottimo modo per risparmiare denaro: gestire personalmente il progetto. Però, wow, è praticamente un lavoro a tempo pieno”. La trasformazione complessiva richiese circa tre anni: due dedicati a progettazione e autorizzazioni e poco più di un anno per i lavori veri e propri.

Alla fine, i numeri raccontano bene la portata della scommessa. Ai 175mila sterline necessari per comprare la chiesa si aggiunsero circa 370mila sterline di ristrutturazione, per un investimento complessivo di circa 545mila sterline. Quando i lavori terminarono, nell’ottobre 2021, la proprietà fu valutata circa 700mila sterline.

Una casa vacanze per persone e cani

Oggi la vecchia chiesa è una casa vacanze di lusso con due camere da letto. La proprietà ospita soprattutto visitatori per il fine settimana e soggiorni di una settimana. Dall’apertura delle prenotazioni, nel novembre 2021, ha accolto 750 ospiti attraverso 276 prenotazioni. E non soltanto esseri umani: nella struttura sono arrivati anche 213 cani: “Siamo molto amichevoli con i cani!”.
Le recensioni sono state quasi tutte entusiastiche: la struttura ha ottenuto una lunga serie di valutazioni a cinque stelle, con una sola recensione negativa. A lamentarsi era stato un ospite costretto a parcheggiare dall’altra parte della strada, una circostanza che Geoff ha precisato essere comunque indicata nella descrizione dell’alloggio.

Il prezzo varia in base alla stagione: circa 850 sterline per un weekend in bassa stagione, fino a circa 1.100 sterline in alta stagione. Nel 2025 la proprietà ha inoltre ricevuto un riconoscimento ai Muddy Stilettos Awards, conquistando il premio come Best Boutique Stay in Gloucestershire and Worcestershire.

Ciò che conta

Ma, a quanto pare, il giudizio più importante resta quello degli ospiti: “Di solito la prima cosa che senti quando gli ospiti entrano dalla porta è: “Wow”. E dicono: ‘Oh, è ancora più bella di quanto sembri nelle foto’. Abbiamo salvato un edificio”. Nonostante l’aumento dei costi e le difficoltà incontrate durante il cantiere, per Geoff il valore dell’operazione non si misura soltanto con la differenza tra i 545mila sterline investiti e le 700mila di valutazione finale.

Il vero risultato, per lui, è aver impedito che la vecchia chiesa andasse perduta: “In un certo senso abbiamo salvato un edificio che era in condizioni piuttosto precarie”. La trasformazione ha così restituito una funzione a un edificio che per decenni era stato parte della vita della comunità di Paxford. Il progetto ha conservato la navata, elementi storici e la struttura caratteristica della chiesa, adattandoli a un nuovo utilizzo. E Geoff guarda già molto più lontano del valore immobiliare raggiunto dopo la ristrutturazione: “Pensiamo che ora la chiesa abbia davanti a sé altri 100 anni circa di vita. E di questo siamo piuttosto orgogliosi”.

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L'articolo “Abbiamo fatto un’offerta in busta chiusa senza pensarci troppo, non pensavamo sarebbe diventata nostra”: comprano una chiesa del 1800, la ristrutturano e la trasformano in una casa vacanze da 700 mila euro: proviene da Il Fatto Quotidiano.

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