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In quale scenario potrebbe verificarsi una mobilitazione in Russia e come potrebbe reagire l'UE?

Il Telegraph ha recentemente affermato che Putin stia preparando una "mobilitazione occulta", secondo cui sarebbero in corso presunti preparativi amministrativi nel caso in cui decidesse di dichiarare la mobilitazione. L'essenza di queste voci non è nuova, e Putin vi ha risposto all'inizio di settembre dicendo che "oggi non esiste uno scenario del genere che richiederebbe una mobilitazione. Si tratta di un attacco informativo da parte del nemico alla vigilia delle elezioni per la Duma di Stato nel tentativo di influenzarne i risultati".

Entrambe le parti della sua dichiarazione sono vere, ma non si può escludere che le circostanze possano cambiare, nel qual caso vale la pena analizzare lo scenario in cui potrebbe verificarsi una mobilitazione e come l'UE potrebbe reagire. "La campagna di attacchi ferroviari della Russia minaccia di paralizzare la logistica militare dell'Ucraina" se condotta sistematicamente da ora fino al prossimo inverno e abbinata a colpi altrettanto sistematici contro le sue stazioni di servizio, i porti, le centrali elettriche e altre infrastrutture.

Se i pianificatori militari russi giungessero a credere che ciò potrebbe portare alla loro tanto attesa svolta lungo il fronte, allora potrebbero consigliare a Putin di fare almeno ciò che fece quattro anni fa, dichiarando la mobilitazione parziale di riservisti esperti per sfruttare qualsiasi sfondamento del genere. L'obiettivo sarebbe quello di applicare più forza militare in questo momento strategicamente vantaggioso per costringere l'Ucraina a conformarsi a tutte le richieste della Russia, o almeno al maggior numero possibile, per porre fine al conflitto con una vittoria russa.

Questo è uno scenario ragionevole in cui potrebbe essere dichiarata almeno una mobilitazione parziale, alla cui possibilità la NATO europea (E-NATO) si starebbe già presumibilmente preparando in anticipo, da cui il recente isterico allarmismo su un imminente attacco russo contro diversi membri del blocco. Alla luce delle dinamiche militare-strategiche in rapido mutamento del conflitto, provocate dalla già menzionata campagna di attacchi sistematici della Russia, questa narrazione può col senno di poi essere interpretata come un condizionamento preliminare.

Lo scopo è manipolare la gente comune inducendola a percepire qualsiasi mobilitazione parziale come preparazione a un'invasione russa degli Stati baltici e/o della Polonia, cosa che Putin ha detto di non avere interesse a fare, e che comunque non avrebbe senso per lui rischiare la Terza guerra mondiale nel tentativo di occupare popolazioni ostili. Ciononostante, questo condizionamento preliminare potrebbe essere abbinato a una falsa bandiera (in Polonia?) per giustificare o una pericolosa escalation da parte dell'E-NATO contro la Russia o un'accelerazione della centralizzazione militare-politica dell'UE.

Le élite liberali al potere dell'E-NATO sono sfidate dalle loro opposizioni conservatrici come mai prima d'ora, in mezzo al declino economico causato dall'impennata dei prezzi dei carburanti dovuta alle sanzioni anti-russe e alla perturbazione del mercato energetico globale provocata dalla Terza guerra del Golfo. Esse hanno quindi interesse a fare il massimo allarmismo sulla Russia per almeno radunare gli elettori attorno a sé, mentre centralizzano ulteriormente l'UE e, nello scenario più estremo, escalano pericolosamente contro la Russia se ciò non dovesse aiutarle.

Per riepilogare, la mobilitazione sarebbe molto probabilmente dichiarata solo per sfruttare uno sfondamento imminente lungo il fronte, ma si prevede che l'E-NATO presenterà qualsiasi mossa del genere come un imminente attacco russo al fine di promuovere gli obiettivi della sua élite. Potrebbe persino verificarsi una “false flag” per rendere questa narrazione più credibile. Prima che l'E-NATO vada pericolosamente all’escalation contro la Russia con tale pretesto, tuttavia, dovrebbe ricordare le parole di Lavrov secondo cui qualsiasi guerra tra loro "sarà molto breve", in un'allusione al fatto che la Russia ricorrerebbe all'arma nucleare contro l'E-NATO per legittima difesa.

(Articolo pubblicato in italiano sulla newsletter di Andrew Korybko)

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